Mistero sulla morte di uno skipper, indagini in corso

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E’ mistero sulla morte dello skipper di Capri, Luigi Piccolo, 51enne ritrovato  agonizzante ieri notte, in strada, a Pozzuoli, e morto poco dopo il suo ricovero all’ospedale «La Schiana». I medici avevano riscontrato immediatamente una grave frattura del bacino. Una delle ipotesi è che l’uomo sia caduto dal suo motorino. Il corpo si trovava a pochi metri dal mezzo, ma è giallo su cosa sia accaduto. secondo gli inquirenti l’uomo può essere stato colpito da un’auto o da una moto pirata, oppure colto da malore mentre stava percorrendo via Montenuovo, a Pozzuoli. I poliziotti hanno inoltre eseguito un’ispezione sull’imbarcazione di un noto professionista napoletano, per cui lavorava Piccolo, attraccata nel porto di Baia. E’ stata disposta l’autopsia per chiarire meglio le cause del decesso e quindi dare una risposta al mistero della morte dell’uomo.

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Parla il padre di Beatrice Papetti: uccisa una seconda volta dalle leggi italiane.

beatrice_papetti_tuttacronacaGabardi El Habib, il magrebino che si era costituito una settimana dopo aver investito e ucciso la 16enne di Gorgonzola Beatrice Papetti, è uscito dal carcere ed è agli arresti domiciliari. La decisione è stata così commentata dal padre della ragazza, Nerio Papetti: “Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta”. Per l’uomo è infatti “assolutamente inaccettabile” che il gip abbia disposto i domiciliari per l’investitore. Ha quindi aggiunto che “non è normale che accadano disgrazie simili e il responsabile vada fuori. Ho amici e colleghi stranieri che mi raccontano di come sia severa la legge nei loro Paesi, questa persona ha la famiglia all’estero, scapperà. Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta”. Dopo l’arresto, il pm di Milano, Laura Pedio, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, aveva chiesto il carcere come misura cautelare per il marocchino, mentre la difesa, con l’avvocato Giovanni Marchese, aveva chiesto i domiciliari, spiegando anche che l’uomo “non è un pirata della strada”. Alessandro Santangelo, gip di Milano, ha disposto i domiciliari perchè, da quanto si è saputo, è una misura idonea a garantire le esigenze cautelari: principalmente il pericolo di reiterazione del reato e poi quelli di fuga e di inquinamento probatorio. L’uomo, infatti, è accusato di omicidio ma nella forma colposa mentre l’altro reato contestato, l’omissione di soccorso, non prevede la misura cautelare.

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Si è consegnato il pirata della strada che ha investito, uccidendola, Beatrice

beatrice-papetti-tuttacronacaBeatrice Papetti è morta il 10 luglio a Gorgonzola, in provincia di Milano, travolta da un pirata della strada che poi è fuggito. I carabinieri del comando provinciale di Milano erano sulle sue tracce ma oggi è stato lui stesso a presentarsi spontaneamente, sembrerebbe in preda al rimorso. Ad aver investito la 16enne è stato un 39enne magrebino ora finito in manette per omicidio colposo e omissione di soccorso. L’uomo, provvisto di regolare permesso di soggiorno, ha spiegato di non aver visto che la ragazza stava attraversando la strada.

Funerali di Beatrice Papetti, tra palloncini e applausi

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Sabato triste a Gorgonzola in provincia di Milano, oggi è infatti il giorno dell’addio a Beatrice Papetti, la ragazza investita da un’auto pirata il 10 luglio.

Sono tantissime le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Beatrice, tante che la grande chiesa del centro di Gorgonzola non è riuscita a contenerle tutte. In molti hanno ascoltato la funzione dal sagrato e dalla piazza antistante, nonostante il sole a picco e la temperatura proibitiva.

Palloncini bianchi e un lungo applauso hanno salutato il feretro di Beatrice Papetti, all’uscita dalla chiesa dei Santi Protaso e Gervaso, a Gorgonzola.

Durante la celebrazione del funerale, a cui hanno partecipato non solo parenti e amici di Bea, come veniva chiamata da tutti, ma anche l’intera comunità di Gorgonzola, il parroco ha rivolto le sue preghiere alla giovane vittima e alla sua famiglia, composta dal padre Nerio, la mamma Roberta e la sorellina Francesca.

”C’è buio oggi nella comunità – ha detto durante l’omelia – c’è buio nelle vite della famiglia di Beatrice a cui non possiamo fare altro che tendere la mano. Questa morte è frutto della follia e della meschinità di una persona. Non lasciamo che questo ci tolga la fiducia nel prossimo. Ricordiamo insieme gli occhi blu della piccola Bea”.

Ad aprire il corteo funebre, verso il cimitero, una cinquantina di motociclisti, amici di Nerio Papetti, amante delle moto e volontario del 118, che hanno attraversato Gorgonzola interamente chiusa per lutto, come disposto dal sindaco.

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Auto pirata stronca la vita a una 16enne a Milano

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E’ stata uccisa da un auto pirata, la 16enne, Beatrice Papetti, che la scorsa notte, a Gorgonzola, nel milanese, è stata investita mentre attraversava una strada a bordo della sua bicicletta. La ragazza era in compagnia del cugino 18enne, quando è sopraggiunto il veicolo, probabilmente una monovolume che dopo l’incidente non si è fermata, anzi ha accelerato per darsi alla fuga. I ragazzi stavano tornando a casa poco dopo la mezzanotte quando attraversando la strada Padana Superiore, la 16enne è stata travolta dal mezzo che si dirigeva a forte velocità verso Gessate. Da quanto si è appreso i due ragazzi non hanno attraversato sulle strisce pedonali e soprattutto hanno scelto un punto in cui c’è una scarsa visibilità proprio per la mancanza di illuminazione pubblica idonea a illuminare quel tratto di strada. Inutili  soccorsi chiamati dal cugino rimasto illeso. Ora i carabinieri di Cassano hanno aperto un’indagine.

Mentre gli inquirenti stanno verificando se le telecamere della zona hanno registrato l’auto pirata, il padre della ragazza, Nerio Papetti, ha lanciato un appello: “Questo criminale si consegni”, e ha aggiunto: “Io faccio il volontario su ambulanza e dico fermati perché quando investi una persona non puoi non avere la coscienza di fermarti e invece andare via”.

Agente travolto e ucciso da auto pirata

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Un agente, Massimo Impieri, della polizia è stato travolto e ucciso da un auto Pirata, intorno all’1.30 della notte scorsa, mentre era in servizio sulla strada statale 107, nel Comune di Crotone. L’agente si trovava sulla statale insieme a un collega per prestare soccorso in un incidente stradale che si era verificato al km 133.

Grazie al numero di targa, i poliziotti sono riusciti a risalire al conducente della vettura, che non si era fermato a prestare soccorso: il test alcolimetrico a cui è stato sottoposto ha evidenziato un valore di 1,39 g/l, superiore ai limiti di legge. L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Questura di Crotone per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.

Trans travolto e ucciso da un’auto pirata a Salerno

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Aveva circa 31 anni il transessuale, di cui ancora non sono state rese note le generalità, che è stato travolto e ucciso da un’auto pirata nei pressi dello stadio Arechi. Il giovane presentava una ferita alla testa e secondo la ricostruzione dei carabinieri, potrebbe essere stato travolto da un’auto, fuggita dopo l’investimento. Sull’asfalto sono rimasti i segni della frenata di un’automobile. A dare l’allarme è stato un passante che ha avvertito le forze dell’ordine. Sul posto è giunto anche il pm della Procura della Repubblica di Salerno, Rosa Volpe.

Neopatentato travolge due turiste sul lungomare riminese: una donna è morta

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Marcello Tarabini, 21enne neopatentato originario di Reggio Emilia e residente a Rimini, questa mattina, alle 5.50, si trovava sul lungomare riminese, in via Regina Margherita, a bordo di una Volvo Station Wagon intestata alla nonna quando ha investito due donne di nazionalità russa, uccidendone una sul colpo e mandando l’altra in ospedale in prognosi riservata. Il ragazzo poi è scappato a nascondersi a casa dei nonni ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia stradale per fuga, omissione di soccorso e omicidio colposo. Tatiana Tikhonova, 58 anni, è stata scaraventata nel giardino di un hotel ed è morta sul colpo, mentre Natalia Maksimona, 45 anni, è stata trascinata per alcuni metri e ora si trova in prognosi riservata. Entrambe erano in viaggio turistico con un gruppo di connazionali russi e sono state investite alle spalle. Tarabini è stato rintracciato grazie al video di sorveglianza di un negozio e ad alcune testimonianze, con alcuni passanti che hanno indicato il modello dell’auto. Quando gli agenti sono risaliti all’identità del proprietario della Volvo e si sono recati all’abitazione, l’hanno trovato a letto, con addosso alcuni frammenti di vetro del parabrezza, distrutto nell’incidente. Il giovane ha negato di aver guidato l’auto, dichiarando di aver trascorso la nottata a pesca. E’ stato anche sottoposto alle analisi del sangue per evidenziare eventuale presenza di alcol e droghe.

Preso il pirata della strada che ha investito Christian Barra

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Christian Barra è stato investito due notti fa, alle spalle, mentre stava rincasando in bicicletta. Il pirata della strada non si è fermato a prestargli soccorso. Ora i carabinieri di Cuneo hanno identificato e denunciato l’uomo che l’ha strappato alla vita. Si tratterebbe di un 79enne, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, che ha riferito di non essersi fermato perché pensava di avere investito un animale. La svolta nelle indagini si è avuta con il ritrovamento dell’auto, una Hyunday Atos verde, che presentava un’ammaccatura compatibile con l’urto con la bicicletta della vittima, sulla quale erano state rinvenute tracce di vernice verde. I funerali di Christian si svolgeranno sabato, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Falcetto.

20enne travolto da un’auto pirata nel Cuneese

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E’ morto nella notte il 20enne Christian Barra, di Verzuolo, in provincia di Cuneo. Il ragazzo è stato investito da un’auto pirata intorno alla mezzanotte in frazione Ceretto di Busca, a pochi chilometri da casa. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e i carabinieri ora hanno avviato le ricerche, anche sulla base di alcune testimonianze, sulle quali gli investigatori mantengono stretto riserbo. Il 118 intervenuto sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo, che frequenteva l’ultimo anno dell’Istituto Agrario di Verzuolo.

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