40 anni di Iva. 40 anni di imposta che in Italia negli anni è lievitata sino a raggiungere uno dei livelli più alti d’Europa. Ma se si calcola l’escalation degli aumenti dal 1973 a oggi si capirà immediatamente che il triste primato spetta ancora una volta alla nostra penisola.
In 40 anni nel nostro paese l’Iva è aumentata ben 8 volte (solo una volta al ribasso nel 1980 quando per pochi mesi fu portata al 15% e poi ritoccata al 14%) in media ogni 5 anni. Il peggior aumento si ebbe il 5 agosto del 1982 quando fu innalzata da 15% al 18%:
La Cgia di Mestre avverte che l’aumento previsto per luglio farà contrarre maggiormente i consumi che oggi sono tornati ai livelli di quelli del 1998. Un salto nel passato dovuto alla disoccupazione e alla tassazione eccessiva che sta flagellando i cittadini italiani. Gli stipendi si calcola che servono per i mutui ( o gli affitti), le bollette, la scuola, le tasse, la spesa… non c’è più margine per pensare di comprare qualcosa che non sia strettamente necessario. Spesso si preferisce ricorrere a una riparazione piuttosto che alla sostituzione, ma con l’Iva si tasseranno ancora di più anche le riparazioni… probabilmente ci sarà ancora più evasione e una contrazione ulteriore dei consumi!
L’ultimo ritocco all’Iva è infatti avvenuto nel 2011: nonostante l’aliquota ordinaria sia salita dal 20 al 21%, il gettito dell’imposta, tra la metà di settembre del 2011 ed il dicembre del 2012, è diminuito di 3,5 miliardi di euro. A cosa serve quindi aumentare ancora?