Incredibile impresa di Lavillenie: dopo 21 anni infrange il record di Bubka

Renaud Lavillenie-record-tuttacronacaRenaud Lavillenie, oro olimpico ed europeo in carica, con i suoi 69 kg per 176 cm, è quasi un mingherlino in confronto agli altri saltatori con l’asta, eppure è riuscito in un’impresa mai compiuta da nessuno: ha superato di un centimetro lo storico 6,15 di Sergei Bubka: uno dei più vecchi record del mondo per quel che riguarda l’atletica leggera. Era il 21 febbraio 1993 quando lo zar dell’asta Bubka migliorava a Donetsk il proprio primato indoor, stabilito otto giorni prima a Lievin, sempre in Ucraina. E proprio al meeting di Donetsk, quello organizzato annualmente da Sergei Bubka, Levillenie ha strappato il record del mondo al padrone di casa. Bubka mantiene comunque il primato outdoor (dove si disputano le gare olimpiche) con il 6,14 ottenuto a Sestriere nel 1994. All’aperto Lavillenie ha come migliore misura un 6,02 (misura centrata a Londra nel 2013).

Usain Bolt… più veloce anche di un autobus!

usain-bolt-bus-tuttacronacaUsain Bolt sfida anche un autobus… e lo batte! E’ successo in Argentina, a Buenos Aires. Qui, in Avenida 9 Julio, lo sprinter giamaicano, pluricampione olimpico e primatista mondiale di 100 e 200 metri, ha corso contro un bus percorrendo una distanza di 80 metri. In seguito, ha sfidato i campioni locali Mario Forsythe e Kimmari Roach sui 120 metri. L’atleta, a margine dell’esibizione, ha parlato anche dei Giochi di Rio del 2016. Il campione ha spiegato che non correrà i 400 metri ma mirerà a migliorare i tempi sulle sue distanza di 100 e 200 metri.

E’ ancora lui il razzo umano: Usain Bolt torna re dei 100

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E’ ancora lui il re dei 100 anche sotto la pioggia battente: Usain Bolt. Il razzo umano si riconferma e vola e per gli avversari non c’è spazio ai Mondiali di atletica in corso a Mosca.  Il giamaicano ha concluso con il tempo di 9”77, suo miglior risultato stagionale che gli vale anche la medaglia d’oro. Dietro di lui l’americano Justin Gatlin (9″85) e il giamaicano Nesta Carter 9″95. Bolt si riprende così il titolo sfuggitogli nel 2011, a Daegu, a causa di una falsa partenza.

Il sogno di Valeria si avvera: senza milza, vince una medaglia e non ci crede

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“Non so cosa dire, mi sento un po’ così…anche se adesso sono arrivata. Ho fatto la mia gara, mi sentivo benissimo e ci ho provato, come mi aveva detto la mia allenatrice Beatrice Brossa”. L’azzurraValeria Straneo, argento nella maratona donne, prima gara ad assegnare medaglie dei Mondiali di Mosca, intervistata dalla Rai esprime tutta la propria gioia con un’aria stralunata di chi ancora non ci crede.

”Sì, mi ero detta che avrei fatto la mia gara e poi avrei visto – ripete la 37enne azzurra -. A un certo punto in gara mi sono girata e ho visto che non c’era nessuno. Mi sono detta che non era possibile, però ci ho creduto fino in fondo, anche se negli ultimi due chilometri non avevo più le gambe. La Kiplagat ha allungato, e non sono riuscita a starle dietro”. ”A una medaglia non credevo – aggiunge -, pensavo a un piazzamento tra le prime dieci. Quindi sono felicissima, questa è una medaglia mondiale, è un argento a cui do un grandissimo valore… Tre anni fa, nel 2010 (quando tornò a correre dopo l’asportazione della milza ndr), non avrei mai pensato di poter partecipare a un’Olimpiade o a un Mondiale e adesso sono qui. Il caldo? In gara mi sono bagnata moltissimo, e quindi non l’ho patito più di tanto”.

Valeria Straneo ha realizzato il suo sogno oggi, anche se è lei la prima a non crederc ancorai. Chi avrebbe mai puntato sull’atleta di alessandria che solo tre anni fa era in lotta contro una  sferocitosi, una malattia genetica che determina la modifica dei globuli rossi e una stanchezza pressoché cronica? Eppure oggi a 37 anni, dopo l’asportazione della milza, ha vinto la medaglia d’argentoai mondiali d’atletica di Mosca.

“Non so cosa dire, mi sento un po’ così…anche se adesso sono arrivata. Ho fatto la mia gara, mi sentivo benissimo e ci ho provato, come mi aveva detto la mia allenatrice Beatrice Brossa”. Queste sono state le prime parole a caldo della Straneo intervistata dalla Rai subito dopo la gara. L’atleta ha poi aggiunto:

”Sì, mi ero detta che avrei fatto la mia gara e poi avrei visto. A un certo punto in gara mi sono girata e ho visto che non c’era nessuno. Mi sono detta che non era possibile, però ci ho creduto fino in fondo, anche se negli ultimi due chilometri non avevo più le gambe. La Kiplagat ha allungato, e non sono riuscita a starle dietro. A una medaglia non credevo, pensavo a un piazzamento tra le prime dieci. Quindi sono felicissima, questa è una medaglia mondiale, è un argento a cui do un grandissimo valore… Tre anni fa, nel 2010, non avrei mai pensato di poter partecipare a un’Olimpiade o a un Mondiale e adesso sono qui. Il caldo? In gara mi sono bagnata moltissimo, e quindi non l’ho patito più di tanto”.

e poi ha concluso:

”Adesso ancora non ci credo, devo ancora realizzare ed entrare in questo sogno. Ringrazio tantissimo tutti quelli che sono dietro questo grande risultato, prima fra tutti la mia allenatrice Beatrice Brossa. E poi mio marito Manlio, che fa il ‘mammo’ e tiene i bimbi: per me è un grandissimo aiuto. E ancora la Fidal: ieri il presidente Giommi ha fatto un bellissimo discorso e oggi, mentre correvo, ci pensavo”

Il ricordo di Zoff per Mennea!

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Dino Zoff e’ stato tra i primi a rendere omaggio al feretro di Pietro Mennea, nella camera ardente allestita nel Salone d’onore del Coni. ”E’ un personaggio indimenticabile; ha rilevato l’ex portiere -, da questo punto di vista le immagini sportive parlano da sole. Ma e’ stato un uomo straordinario anche dopo il ritiro. L’immagine che ho nella memoria e’ quella di tutti, lui che batte i record. Pero’ preferisco conservare quella personale, legata al contatto umano”.

Sara ricorda Pietro “Se n’è andato un pezzo della mia vita”

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Sara Simeoni ricorda Pietro Mennea. “E’ un momento di tristezza incredibile, per me che ho vissuto anni bellissimi insieme a Pietro allenandoci fianco a fianco, sopportando gli allenamenti insieme. Ci facevamo coraggio. Erano anni in cui non avevi la possibilità di avere riferimenti o qualcuno che ti potesse dare consigli. L’atletica in quegli anni era un fai da te, ci siamo costruiti con il nostro carattere e il nostro modo di fare ed abbiamo fatto risultati importanti. Pietro  è stato grandissimo. Non so che dire, potevo attendermi di tutto, ma non questa notizia”.

Il ricordo di Mennea nelle parole di Josefa.

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‘Sgomento e profonda tristezza, è questo ciò che ho provato apprendendo la notizia della scomparsa di Pietro Mennea.’ Lo afferma in un messaggio di cordoglio Josefa Idem, senatrice del Partito democratico e olimpionica di canoa. ‘Mi stringo alla famiglia a cui rivolgo il mio pensiero rammentando che la grandezza dell’atleta, pari alle sue qualità umane, lasceranno indelebile in tutti noi il suo ricordo’, ha concluso Idem.

MORTO PIETRO MENNEA, FU L’UOMO PIU’ VELOCE DEI 200!

 

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Lutto nel mondo dell’atletica italiana. È morto stamattina in una clinica a Roma, all’età di 61 anni, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico e per anni primatista mondiale dei 200 metri, prima che il suo record fosse battuto, ad Atlanta ’96, da Michael Johnson. Oltre alla carriera sportiva, ha operato come curatore fallimentare e insegnante di educazione fisica, eurodeputato (a Bruxelles dal1999 al 2004) e commercialista.

Nel 2010 – insieme alla consorte (entrambi legali con studio a Roma ubicato vicino al tribunale civile) – si occupa di “class action” negli Stati Uniti per difendere alcuni risparmiatori italiani finiti nel crac della Lehman Brothers.

Nel marzo del 2012 la città di Londra, nell’ambito delle iniziative connesse ai Giochi olimpici di Londra 2012 dedica all’ex atleta barlettano, una stazione della metropolitana.

Da tempo lottava con un male incurabile.

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