Processo Pistorius: il testimone dell’accusa minacciato e quel colpo partito…

oscar-pistorius-processo-tuttacronacaContinuano i problemi inerenti al processo a Oscar Pistorius, dopo l’interruzione di ieri quando la Corte ha saputo che la foto di una testimone era stata mostrata da una tv, Charl Johnson, vicino di casa dell’atleta accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, ha affermato di aver subito minacce telefoniche poco prima di deporre in aula, quando già era in tribunale per essere ascoltato. “Questa persona mi ha detto che il mio numero di telefono era stato dato nel corso dell’udienza. Gli ho risposto che non ero consapevole di questo fatto e che non avevo (ancora) testimoniato”, ha spiegato il testimone. L’uomo ha inoltre detto di aver scoperto solo allora che c’erano diverse chiamate senza risposta e un messaggio vocale registrato dall’estero. “Perchè mentire in tribunale, sappiamo che Oscar non ha ucciso Reeva”, queste le parole indirizzate “con tono minatorio” a Johnson nel messaggio. Ma l’accusa ha sferrato anche un altro colpo, facendo emergere un nuovo evento. Qualche settimana prima della morte di Reeva, infatti, Pistorius avrebbe maneggiato male un’arma da cui partì accidentalmente un colpo, e poi chiese a un amico compiacente di assumersene la colpa. Il fatto sarebbe avvenuto a gennaio 2013, in un ristorante alla moda della città dove la coppia risiedeva. Johannesburg. A passare la pistola all’alteta fu Darren Fresco, che lo avvertì che “c’era un colpo in canna”. Ma quando l’arma arrivò nelle mani dell’atleta, inspiegabilmente partì un colpo. Il pugile di professione Kevin Lerena, presente quella sera allo stesso tavolo, ha raccontato: “Ci fu un immediato silenzio”. E ancora: “Guardai a terra e proprio lì dove puntai lo sguardo, dove c’era il mio piede, c’era un foro sul pavimento. Avevo una sbucciatura sul dito, ma non ero ferito”. Pistorius chiese scusa accertandosi che non fossero feriti. Ma poi, voltatosi verso uno di loro, gli chiese di addossarsi la responsabilità dell’accaduto. “Per favore, dì che sei stato tu. C’è troppa attenzione dei media su di me”, ha raccontato Lerena, riportando le parole di Pistorius. “E quando arrivarono i proprietari del ristorante, Darren disse che era stato lui”.

La tv che fa sospendere il processo a Pistorius: la foto della testimone

processo-pistorius-tuttacronacaIl giudice Thokozile Masipa ha sospeso per alcuni minuti il processo per omicidio a carico di Oscar Pistorius dopo aver scoperto che una tv sudafricana aveva mostrato una foto della prima testimone dell’accusa, contravvenendo alla regola imposte per le riprese del processo. Il giudice ha spiegato: “Prendo questa cosa molto sul serio”. Al momento della sospensione, l’udienza era iniziata da poco. La corte era stata avvertita che una foto della testimone, Michelle Burger, una economista dell’Università di Pretoria che abita a meno di 200 metri dalla casa dell’atleta e che aveva chiesto di non essere ripresa, era stata mostrata da una tv. La testimone ieri, nel primo giorno di processo, aveva raccontato di aver udito le urla di terrore di una donna che chiedeva aiuto prima dei colpi di arma da fuoco sparati da Pistorius. A trasmettere la foto della donna, trovata sul sito dell’università dove insegna, è stata la catena televisiva eNCA. “È abbastanza inquietante. I media erano stati avvertiti. Se non si comportano correttamente non li tratteremo con i guanti di velluto”, ha detto il giudice.

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“Mi dichiaro non colpevole”: Pistorius in tribunale

oscar_pistorius_processo_tuttacronacaAl via oggi il processo a Oscar Pistorius per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Le prime parole dell’atleta, accusato di aver ucciso la modella a colpi di pistola il giorno di San Valentino dell’anno scorso, sono state: “Mi dichiaro non colpevole. Ho ucciso per errore”. Nella prima udienza davanti alla Corte di Pretoria è stata ascoltata la testimonianza di una vicina, Michelle Burger, che ha raccontato di aver sentito quella notte “urla raccapriccianti”, seguite da quattro spari. La testimonianza della donna è stata però contestata dall’avvocato Barry Roux, a partire dal numero degli spari: “Ha ragione suo marito quando dice di averne sentiti cinque o sei?”, ha chiesto il legale nel corso della deposizione. “Sono certa di averne sentiti quattro, non parlo a nome di mio marito”, ha replicato la donna. “Come fa a sapere che suo marito sia stato onesto?”, ha incalzato l’avvocato. “Stiamo insieme da 20 anni e so che è una persona onesta”, ha risposto la testimone. Roux ha chiesto più volte alla donna se fosse convinta che Pistorius stesse mentendo. “Non capisco perché non abbia sentito le urla”, ha replicato la testimone, accusata più volte dall’avvocato di aver cambiato versione: “Lei non è sicura e che cosa fa, lei sta facendo speculazioni, sta cercando di colmare tutte le lacune” nella sua testimonianza.

Tutto pronto in Sudafrica per “il processo del secolo”: Pistorius in Tribunale

oscar_pistorius_processo-tuttacronacaEra il 14 febbraio 2013 e la modella Reeva Steenkamp, fidanzata di Oscar Pistorius, veniva uccisa. A impugnare l’arma, proprio l’atleta sudafricano. Oggi inizia, a Pretoria, quello che in molti definiscono “il processo del secolo”, durante il quale Pistorius rischia 25 anni. In aula è presente anche la madre di Reeva, che ha detto: “Qualsiasi cosa deciderà la corte sono pronta a perdonarlo prima però voglio obbligarlo a guardarmi, e vedere il dolore e l’angoscia che mi ha inflitto”. Intanto, il Sudafrica è diviso tra innocentisti e colpevolisti in un caso che ha una portata mediatica con pochi precedenti. E proprio ai media parla ancora June, la madre della modella: “Molte persone nella mia posizione vorrebbero vederlo morto o punito in modo esemplare. Ma credo nella fede e nella giustizia e non c’è odio o voglia di vendetta nel mio cuore”. Nella lunga intervista la donna ha ricordato di aver minacciato una volta Pistorius, quando Reeva le telefonò per dirle che lui stava guidando a velocità troppo alta: “Prenditi cura di mia figlia o ti distruggo”, aveva tuonato la madre. I media britannici ritengono che il processo avrà una durata di circa tre settimane mentre Sky News ritiene che saranno cruciali i rilevamenti fatti dalla polizia scientifica dopo la tragica notte in cui lui aprì il fuoco con la sua pistola da 9mm contro la ragazza attraverso la porta del bagno. Pistorius ha ammesso di aver sparato, ma per errore, pensando che nel bagno si nascondesse un ladro, entrato di soppiatto in casa in piena notte. Secondo l’accusa si trattò invece di omicidio volontario, avvenuto in seguito a un violento litigio. Pistorius è in libertà vigilata, ma se sarà giudicato colpevole di omicidio premeditato rischia il carcere a vita. La perizia balistica mostrerebbe che la mira fu precisa e i colpi non vennero sparati a caso, come quando si sentono rumori di un intruso o di un potenziale ladro. Secondo gli esperti, inoltre, le tracce di sangue lasciate dalla vittima potranno essere determinanti per far piena luce sulla vicenda. “Anche la traiettoria dei proiettili attraverso la porta del bagno fornirà una chiara indicazione di quello che è successo”, ha detto l’esperto di balistica J.C. de Klerk. Tutto questo servirà per capire se si è trattato di un tragico incidente o di un assassinio a sangue freddo.

A tre giorni dal processo spunta Leah, la nuova fidanzata di Pistorius

pistorius-nuova-fidanzata-tuttacronacaPrenderà il via lunedì prossimo, il 3 marzo, il processo che vede al banco degli imputati Oscar Pistorius, accusato di omicidio premeditato per la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Ora, quando mancano tre giorni al ritorno dell’atleta in tribunale, il Sun pubblica la foto della nuova fiamma e rivela: “Oscar e Leah (questo il nome della donna, ndr) sembrano davvero molto presi e lei lo sta aiutando tanto per cercare di superare questo difficile momento. Un mese fa gli ha anche presentato la sua famiglia, che vive in una fattoria vicino Potchefstroom, a due ore da Johannesburg, e tutti l’hanno accolto benissimo”.

Atleta italiano positivo all’antidoping a Sochi

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Ancora la comunicazione formale al Coni non è arrivata, ma uno dei quattro atleti italiani del bob a quattro presenti a Sochi sarebbe stato trovato positivo all’antidoping. Secondo le prime notizie l’atleta è risultato positivo ad uno stimolante che sembra essere dovuta all’acquisto di un integratore effettuato dall’atleta su internet.

“Il dolore e la tristezza mi consumano”: Pistorius parla per la prima volta

oscar-pistorius-tuttacronacaUn anno fa, il 14 febbraio 2013, moriva la modela Reeva Steenkamp, fidanzata del campione paralimpico Oscar Pistorius. La donna è morta proprio per mano dell’uomo con cui avrebbe dovuto festeggiare il giorno degli innamorati che ora attende il 3 marzo, giorno in cui si aprirà il processo che lo vede accusato di omicidio premeditato. Il 27enne, che rischia da 25 anni di carcere all’ergastolo, ha rotto oggi il muro del silenzio. “Il dolore e la tristezza mi consumano”, scrive, parlando della sofferenza dei genitori, della famiglia e degli amici della modella. Quella notte, nella sua abitazione a Pretoria, Pistorius sparò contro la porta del bagno in cui la 29enne si era chiusa, uccidendola. Ha sostenuto di aver agito nella convinzione di avere a che fare con un intruso, ma l’accusa afferma che la violenza sia stata conseguenza di una lite. I media di tutto il mondo seguiranno l’evoluzione del caso. “Nessuna parola è in grado di rappresentare adeguatamente i miei sentimenti sul devastante incidente che ha causato così tanta sofferenza a tutti quanti amavano veramente, e continuano ad amare, Reeva”, ha scritto Pistorius. “La perdita di Reeva – ha proseguito – e il totale trauma di quel giorno, li porterò con me per il resto della vita”. Si tratta della prima dichiarazione di Oscar sulla morte della fidanzata. E’ la prima volta che lo sportivo rilascia una dichiarazione sulla morte della fidanzata, perché in precedenza ha sempre affidato i suoi pensieri allo zio Arnold. La madre di Reeva, June, ha annunciato che intende essere presente al processo a Pretoria. Sinora nessuno dei membri della famiglia Steenkamp ha mai partecipato alle udienze in tribunale, mentre i parenti dell’atleta sono sempre stati al suo fianco. Pistorius affronta anche accuse legate al possesso di armi, mentre mercoledì i suoi legali hanno trovato un accordo con la donna che gli imputava una presunta aggressione. Cinque anni fa venne arrestato perché Cassidy Taylor-Memmory lo denunciò per averla ferita a una festa, sbattendo una porta.

I nostri 7 giorni al galoppo: tra la gaffe in Rai e l’inaugurazione di Sochi

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7 giorni al galloppo tra le inaugurazioni delle Olimpiadi invernali a Sochi e la gaffe in Rai con le scene di sesso esplicito mandate in onda nel primo pomeriggio. Ma se il servizio pubblico ha avuto una défaillance a Sochi è davvero successo di tutto: dall’atleta bloccato nel wc che per uscire ha dovuto spaccare la porta ai cerchi olimpici che si sono fermati a quattro, il quinto bisognava immaginarlo. Ma se sono piovute polemiche, anche per le camere di atleti e giornalisti, a Sochi, sono anche arrivate delle soddisfazioni per l’Italia. Il primo italiano a salire sul podio è stato Innerhofer che nella discesa libera maschile di Rosa Khutor si è piazzato al secondo posto e ha regalato un argento all’Italia con il tempo diol tempo di 2’06″29. Bene, anzi benissimo nello slittino anche Armin Zoeggeler, che ha conquistato un bronzo e un record davvero difficile da eguagliare 6 podi in 6 Olimpiadi. Bellissimo compleanno anche per Carolina Kostner, per il programma corto della gara a squadre di pattinaggio di figura. Dopo aver incantanto i presenti, l’azzurra ha chiuso in seconda posizione staccata di 2,06. Come poteva festeggiar meglio? Clamore, anzi sorpresa anche per Alex Del Piero che, se le indiscrezioni saranno confermate potrebbe tornare in Italia… E poi continua la “telenovela” Vucinic – Guarin e quelle trattative sempre più misteriose tra Juve e Inter. Gelo e incredulità per quelle lacrime di Balotelli durante Napoli-Milan dopo una settimana in cui il gossip aveva perseguitato il giocatore rossonero dopo il suo post su Twitter in, per la prima volta, riconosceva Pia come sua figlia leggittima.

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Settimana tragica per la violenza contro le donne dal caso di Chiara Insidioso alla ragazzina vittima di una bulla. Caso simile anche a Pavia. La violenza dei minori dilaga ed è di questa settimana la sentenza che condanna al volontariato tre ragazzini che avevano abusato di una compagna di classe… ci si interroga quindi se possa bastare il volontariato su un crimine perpetrato ai danni di una coetanea che avrà sicuramente ripercussioni sulla vittima. D’altra parte almeno il 38% degli italiani ritiene anche accettabile un rapporto sessuale tra un minore e un adulto. Crisi dei valori, ma anche crisi finanziaria che nonostante gli annunci entusiastici che si sono levati dalle istituzioni ancora stenta ad arrivare e sono sempre più i ragazzi e i non più ragazzi costretti a vivere con i genitori perché non hanno un’autonomia finanziaria. Intanto arriva anche il suicidio di una ragazzina di 14 anni che shocca il padovano e fa riflettere. Per fortuna che nonostante le tante notizie tragiche e i dati allarmanti sui minori, ogni tanto dal web arrivi anche qualche notizia più leggera come quella di “Don’t date a girl who travels” e proprio su una nota più positiva chiudiamo questa settimana godendoci la prova della Kostner e sperando che nei prossimi giorni l’Inno italiano risuoni frequentemente e che le medaglie galloppino verso i nostri atleti!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Alex Schwazer in casa di riposo: servizi sociali per lui

alex-schwazer-tuttacronacaPrima è stato trovato positivo ai controlli anti doping, poi è stato fermato per guida in stato d’ebrezza. La parabola discendente di Alex Schwazer l’ha portato ora in una casa di riposo di Vipiteno, affidato ai servizi sociali per ottenere la riduzione della sospensione della patente di guida da sei a tre mesi. A spiegarlo è L’Alto Adige, che spiega come la notizia sia trapelata dall’entourage del campione olimpico della 50 Km di marcia a Pechino 2008.

L’istanza presentata dai legali di Alex, lo studio Brandstätter di Bolzano, è al vaglio del Gip che dovrà valutare se accoglierla o respingerla.
Le mansioni saranno definite solo dopo quanto sarà deciso ma potrebbero essere legate all’accompagnamento delle persone bisognevoli.
Nel frattempo emerge che Schwazer è stato trovato con un valore di grammi di alcol nel sangue pari a 1 e quindi il doppio di quanto previsto dall’articolo 186 (e successivi comma) del Codice della Strada (0,5). Gli stessi legali sostengono che attorno a Schwazer c’è ancora “un eccessivo interesse e che il fatto della guida in stato d’ebbrezza non doveva essere reso pubblico perché Alex non è più un personaggio pubblico bensì un cittadino comune”.

In questo periodo l’ex marciatore di Calice di Racines, trovato il 30 luglio del 2012 positivo all’eritropoietina nel corso di un controllo antidoping a sorpresa nella sua abitazione, avrebbe sospeso anche il corso di studi a Innsbruck. Fonti vicine all’atleta affermano che Alex sta praticando “molta attività sportiva”. Ha percorso parecchi chilometri in bicicletta e, considerato che la stagione invernale è avviata, prossimamente svolgerà escursioni sci alpinistiche, altra disciplina praticata dall’ex marciatore azzurro quand’era ragazzo.

In attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Bolzano che nel corso dei mesi scorsi ha coinvolto anche molte figure dell’atletica leggera italiana, c’è da sottolineare che Schwazer, sicuramente colpevole di un grave reato sportivo, è stato eccessivamente punito. I tre anni e mezzo di squalifica sono eccessivi considerando che aveva cercato di far luce sul suo intricato caso di doping nel corso della drammatica conferenza stampa dell’8 agosto 2012. A penalizzare Alex, un atleta caduto nella trappola del doping essenzialmente petrchè incapace di reggere il peso delle aspettative riposte in lui, è senza dubbio l’aver mentito su cose ovvie e poi scoperte dagli inquirenti.

Il libro-autobiografia di Alex Schwazer, dal titolo provvisorio ‘Dopo il traguardo’ e che doveva entrare nelle libreria nella primavera scorsa, per il momento è stato bloccato. Il testo è stato ultimato ma sarà in vendita solo quando l’inchiesta sul caso doping sarà definitivamente conclusa. Fonti in stretto contatto con l’ex atleta parlano di un volume “commovente” dove Alex racconta la sua vita sportiva e privata.

Guai infiniti per Alex Schwazer, ritirata la patente

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Sembrano non finire i guai di Alex Schwazer, ex atleta, campione olimpico di marcia alle Olimpiadi di Pechino, trovato positivo all’Epo il 30 luglio 2012 in occasione di un esame antidoping, e ora trovato positivo all’alcol test! Schwazer guidava infatti con  valori molto elevati, circa il doppio del consentito e la pattuglia che lo ha fermato ha ritirato la patente, ma non ha posto sotto sequestro la vettura.

 

Giovane campionessa della ginnastica… a 86 anni!

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Johanna Quass ha 86 anni eppure, aiutata forse da una predisposizione fisica fuori dal normale, riesce a volteggiare come una giovanissima campionessa d’atletica. L’incredibile vecchietta volteggia e fa capriole da fare invidia a una ventenne. La «nonna attrezzo», com’è stata soprannominata in Germania, è diventata ora anche una star del web. In occasione del «Turnier der Meister», il campionato mondiale di ginnastica ritmica che ogni anno si tiene a Cottbus, nel Brandeburgo, ha raccolto un interminabile scroscio di applausi. Il suo consiglio per una lunga vita? «Praticare sport nella comunità». Perché «motiva più che fare soltanto sport». I suoi attrezzi sportivi preferiti, confida la 86enne, sono le parallele e la panca. Ma si diverte anche sul trampolino elastico o facendo aroha – un moderno programma di fitness che combina elementi di Kung-Fu, Tai Chi e Haka. Quest’ultima è la danza tipica del popolo Maori.

Verona violenta, arrestati i nomadi che terrorizzavano la città

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Aggressioni violente, pestaggi, lesioni e tentato omicidio… con quale scopo? Nessuno! Persone scelte a caso per un “puro divertimento sadico”. Per mesi Verona è rimasta attonita davanti alla brutalità della “banda dell’Arancia Meccanica” che ha seminato paura nelle strade proprio come nel film di Stanley Kubrick… peccato che non fosse un film e le vittime portano ancora i segni di questa violenza gratuita, compreso chi ha subito lo sfondamento della scatola cranica con una mazza da golf. Gli autori ora sono stati arrestati la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile di Verona: sei nomadi provenienti da un campo Sinti, tra essi anche un minore. I raid sono avvenuti tra febbraio e marzo non potranno essere dimenticati proprio per la brutalità con la quale si è minata la tranquillità sociale.  Il caso dell’atleta, uscito dalla palestra, e picchiato selvaggiamente mentre si accingeva a lasciare con la sua macchina il parcheggio ha terrorizzato i veronesi, così come i  tre giovani che, stazionavano fuori da un bar.  Uno di questi ragazzi  è stato assalito mentre stava andando alla sua macchina e gli altri due, che hanno tentato di soccorrerlo, hanno ricevuto una scarica di bastonate, pugni, calci dagli aggressori che si sono serviti, senza risparmiarsi, di una mazza da golf, spezzatasi poi in due per la violenza con cui è stata usata. Finiti in ospedale, due hanno avuto una prognosi di 40 giorni. Ben più gravi le condizioni del terzo che è stato operato alla testa e l’applicazione di placche per l’affondamento della scatola cranica facciale sinistra.

Stessa sorte ha subito un altro veronese: fermo con la sua auto ad un semaforo rosso, è stato affiancato da un altro veicolo dal quale sono usciti in quattro. Prima hanno battuto con le mani e i piedi la carrozzeria e i vetri della macchina, tentando di aprire la portiera. Non riuscendovi hanno sfondato il lunotto lanciando una chiave inglese che ha colpito la vittima. L’uomo è stato poi tirato fuori dalla macchina e picchiato brutalmente. Ad assistere alla scena un immigrato che ha tentato di fermare il pestaggio ignaro di ciò che lo avrebbe atteso: sul posto è infatti sopraggiunta un’altra auto con i rinforzi, altri quattro “drughi” che si sono accaniti sui due malcapitati, lasciandoli poi esanimi sull’asfalto.

Davanti a tanta violenza si può ancora auspicare che i cittadini possano piegarsi all’ideologie del governo che auspicano l’integrazione imponendola con la forza o invece andrebbe prima di tutto fatto un programma serio per considerare chi in questo paese ci vuole lavorare e contribuire alla crescita e chi invece ne vuole approfittare e fare terra di violenza in cui il controllo del territorio è in mano a bande?

Oscar Pistorius: il business è tutto su di lui!

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Manca poco più di un mese all’inizio del processo che vedrà alla sbarra Oscar Pistorius, il campione paraolimpico sudafricano che causò la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Volontà omicida o tragico incidente? Quello che è certo è che l’attenzione mediatica continua ad essere rivolta su di lui: una copertina dal titolo “Gunman” è apparsa sul Time, decine di interviste a chiunque possa avere qualche connessione con la vicenda si leggono sui magazines sudafricani, i paparazzi non smettono di seguirlo. Non c’è da meravigliarsene se ai poliziotti che per primi sono entrati nell’abitazione di Pistorius una delle principali testate giornalistiche internazionali ha offerto 40 mila euro per gli scatti dei loro smartphone. Gli agenti però non sonpo potuti cadere in tentazione: i vertici della polizia hanno confiscato i cellulari di tutti quelli che lavorano al caso! Non poteva mancare, a questo punto, l’interessamento delle grandi case editrici: è stata l’americana Pan McMillan, alla fine, ad aggiudicarsi i diritti d’autore della storia che diventerà un libro dal titolo “Behind the Door: The Oscar and Reeva Story” e verrà pubblicato a processo terminato. Ma sugli scaffali arriverà anche, per Penguin, “The Oscar Pistorius story”, con la firma del giornalista britannico John Carlin, a lungo corrispondente dal Sudafrica, mentre la sudafricana Zebra Press, che ha acquisito i diritti per il mercato inglese e del Commonwealth, pubblicherà “No More Heroes: Oscar Pistorius’s Fall from Grace” ad opera di Jacques Steenkamp (nessuna parentela con la vittima) e Gavin Prins. Per gli appassionati di e-book, infine,  la giornalista investigativa Laurianne Claase ha redatto “Pieces of the Puzzle: A guide to the Oscar and Reeva case”. Nel frattempo ad Hollywood si cerca di scoprire chi potrebbe interpretare Pistorius sul grande schermo: ci sarebbero già due copioni pronti sulla vicenda ed il ruolo di Reeva, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe essere affidato a Charlize Theron. Per quello dell’atleta, si vocifera su Ryan Gosling, fisicamente molto simile al “Blade Runner” sudafricano, ma l’attore pare che stia pensando di prendersi un periodo di riposo prima di debuttare dietro la macchina da presa. Ovviamente, non poteva mancare il coinvolgimento dei social network: un gruppo di sostenitrici virtuali del corridore, sotto l’egida dell’hashtag #Pistorians, difendono a colpi di tweet la causa del loro idolo. Tutti ai nastri di partenza qiundi, in attesa di scoprire quali saranno le parole che chiuderanno la storia: colpevole o innocente?

Pistorius festeggia il compleanno e flirta con altre donne!

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Il 6 aprile Oscar Pistorius, libero su cauzione per l’omicidio di Reeva Steenkamp, secondo il Sunday Times, avrebbe festeggiato  in un ristorante alla moda di Johannesburg, apparentemente «sorridente e rilassato». Pistorius è stato visto bere e flirtare con alcune donne: «Stava salutando una coppia e poi ha palpeggiato la donna. Era del tutto inappropriato», ha raccontato un cliente.

Naturalmente poche ore più tardi sono arrivate le smentite da parte della portavoce dell’atleta.

Sembra proprio che l’atleta abbia archiviato il caso passando il testimone ai suoi legali e godendosi, se fossero vere le indiscrezioni del Sunday Times, tranquillamente la sua vita.

Clamorosa rivelazione nel caso Reeva-Pistorius!

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Continuano le indagini sull’omicidio di Reeva. la fidanzata di Oscar Pistorius. Da quanto divulgato dalla polizia sembra che Reeva avesse incontrato un suo ex fidanzato due giorni prima di essere uccisa. Pistorius, colto dalla gelosia, avrebbe chiamato per ben due volte durante l’appuntamento la sua compagna.
Ad oggi il campione atletico nega ancora l’omicidio e continua a ribadire la sua tesi iniziale secondo la quale si sarebbe confuso pensando ad un intruso.
L’ex di Reeva ha dichiarato che il loro sarebbe stato un incontro amichevole: «Lei mi ha contattato e ci siamo visti per un caffè. Sembrava felice, lei non avrebbe permesso a nessuno di farla stare male».

Perdere le gambe a 28 anni e poter sorridere a 35! La storia di Giusy.

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Giusy ha 35 anni, è la nipote di Gianni e Donatella Versace, ha un sorriso luminoso e tanta autoironia e intelligenza: «Mi ritengo fortunata per le persone che ho accanto. Senza gli altri, da solo, non sei nessuno».

Giusy era 28enne quando, il 22 agosto 2005, sulla sulla Salerno Reggio Calabria, è vittima di un terribile incidente automobilistico. Un guard rail le trancia le gambe e gliele strappa dal ginocchio in giù.
Ma Giusy non si arrende: «Ho raccontata la mia storia nel libro “Con la testa e con il cuore si va ovunque”  che è un diario ed è stato terapeutico scriverlo. Sono trascorsi quasi otto anni da quel giorno. E da allora, ho imparato a camminare, a guardarmi allo specchio, a fare pulizia nell’armadio, a tornare al mare con le mie gambe nuove.
Ero con mio zio Santo la prima volta che è accaduto, e quando siamo entrati in acqua mio zio rabbrividiva, ma io che l’acqua fosse fredda non lo sentivo, fino a che non sono arrivata con le cosce nell’acqua.
Tutto è stato difficile, ma io sono andata oltre».

E Giusy è andata molto oltre. È diventata campionessa italiana dei 100 e 200 metri.
«Vado a correre tre volte a settimana. Adesso parteciperò ai campionati italiani. Dentro la sacca che usavo per giocare a tennis, quando avevo le gambe, adesso porto le gambe con cui vado a correre.
Queste protesi sono fondamentali per me, ma in Italia la Asl non ne copre le spese e con la mia onlus cerchiamo di aiutare i ragazzi che non possono permettersele. Per una protesi di queste ci vogliono 5-6mila euro».
E poi, Giusy si innamora. «Ma c’è un problema: abbiamo una sola gamba in due» racconta ironica.
Perché anche Antonio ha subito la perdita di un arto. Ma tra loro è comunque amore.
«Stiamo insieme da un anno: è molto bello, è uno sportivo ed è molto paziente. Ma la sua bellezza è soprattutto quella che ha dentro. È una persona veramente fantastica. Ora che siamo fidanzati mi sopporta ma soprattutto mi supporta. Sembra che mi mangio il mondo, ma spesso ho tanti dubbi. Ed è lui a darmi tutte le risposte di cui ho bisogno». Ma, quando Antonio appare a sorpresa sullo schermo, con la sua promessa d’amore, anche la sorridente e coraggiosa Giusy piange di felicità

Il pentimento di Pistorius: non è giusto che non posso viaggiare! Datemi il passaporto.

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Pistorius col capo chino, Pistorius in lacrime, Pistorius che prega. E, forse, Pistorius che recita una parte. Quella del «buono». La strada verso standing ovation di chi già lo vorrebbe vedere completamente assolto è ancora lunga e accidentata. Ma il clan familiare (e legale) di Pistorius sembra all’altezza del compito. Trasformare, agli occhi dell’opinione pubblica, un presunto colpevole in un probabile innocente. I mezzi (economici e mediatici) a disposizioni di «Blade Runner» sono ottimi e abbondanti. Il compito di «gran burattinaio» è stato affidato ad Uncle Arnold, lo zio con la faccia da duro che ospita il nipote nella sua abitazione e, soprattutto, gli impedisce di commettere passi falsi. La parola d’ordine è: strategia. E in questa logica rientra la prima dichiarazione da uomo libero di Pistorius: «Voglio incontrare la famiglia di Reeva e ringrazio tutti quelli che hanno pregato per nostre due famiglie». Notare il risvolto ecumenico di quel «nostre», come a dire che – tutto sommato – tra vittima e carnefice non è che ci sia poi gran differenza… e infatti il campione sudafricano, amareggiato e affranto, la prima cosa che fa è contestato le condizioni per la liberta’ su cauzione e fa appello per potere recuperare il passaporto e viaggiare all’estero.

NO COMMENT!

Si dimette Botha, l’investigatore del caso Pistorius!

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Il principale investigatore nel caso di Oscar Pistorius, Hilton Botha, si è dimesso dalla polizia sudafricana. Lo riferisce la Bbc. Botha, che di recente era stato già estromesso dall’inchiesta, era finito nella bufera per una serie di errori commessi nel condurre le indagini sulla morte di Reeva Steenkamp, la fidanzata dell’atleta. L’investigatore era a sua volta sotto inchiesta per omicidio.

 

ORRORE: Pistorius diventa un film! E’ lite sull’attore.

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La tragica morte di Reeva Steenkamp per mano di Oscar Pistorius ha sconvolto il mondo intero. L’atleta paralimpico accusato dell’omicidio della fidanzata è stato rilasciato su cauzione per 85mila dollari. La vicenda ancora è alquanto complicata sia perché è stato sostituito il capo dell’inchiesta che per sospetto inquinamento delle prove. Intanto Hollywood freme: Ryan Gosling e James Franco sono in lizza per interpretare in un film Pistorius.

Secondo una fonte del magazine Star sembra che “Ryan sia la scelta naturale, anche perché assomiglia in modo sorprendente a Oscar! Ma James ha già interpretato un personaggio con un grave handicap in 127 Hours”. I produttori del film vorrebbero presentare la storia di Oscar partendo dai suoi successi sportivi, raccontando il motivo dell’handicap fino ad arrivare alla tragica morte di Reeva Steenkamp, senza addentrarsi però in giudizi o citazioni processuali.

Reeva era un’appassionata di armi. ECCO LA FOTO!

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Reeva Steenkamp, la modella sudafricana uccisa la notte di San Valentino da Oscar Pistorius, con il fidanzato campione paratleta condivideva la passione per le armi: a questa conclusione giunge oggi il tabloid britannico The Sun, che pubblica in esclusiva una foto che ritrae la ragazza ad un poligono di tiro mentre si esercita con una pistola calibro 9 simile a quella con cui lui l’ha uccisa. La foto, scrive il Sun, risale a qualche mese fa e dopo quell’esercitazione al tiro, scrive ancora il tabloid, lei ha scritto il seguente messaggio su un social network: «Ho giocato con la pistola questa mattina. Ora mi sento meno stressata». L’immagine mostra una certa dimestichezza di Reeva con la pistola: cuffie anti-rumore, occhiali anti-riflesso, le gambe leggermente divaricate e le ginocchia leggermente piegate per assorbire il rinculo dell’arma, che tiene con due mani a braccia tese mentre è concentrata a prendere la mira. Il Sun cita anche una fonte sudafricana «vicina all’inchiesta», secondo la quale l’immagine «dimostra che lei stessa era familiare con le armi e non l’avrebbe quindi messa a disagio che il suo fidanzato ne tenesse una nel letto». In Sudafrica, Paese che ha un tasso di violenza elevatissimo e un’incidenza della violenza sulle donne fra le più drammatiche al mondo, le armi sono molto diffuse.

Gli Steenkamp rischiano di non poter pagare l’affitto! Era Reeva ad aiutarli.

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I genitori di Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius uccisa dall’atleta nella notte di San Valentino, oltre al dolore per la morte della figlia ora devono affrontare un altro problema, questa volta economico. La modella, infatti, aiutava finanziariamente i familiari, che ora rischiano di non poter più pagare l’affitto.
Secondo un parente della famiglia, ogni volta che Reeva andava a trovare i genitori si accertava che avessero abbastanza soldi per vivere, poiché il padre (ex fantino ed ex addestratore di cavalli da corsa) spesso non veniva pagato per il proprio lavoro. E ora, secondo il congiunto, “la morte di Reeva ha anche pesanti implicazioni economiche per la famiglia”. La madre della modella, del resto, non ha mai fatto mistero del fatto che la famiglia non ha mai avuto molti soldi benché in casa ci fosse “molto amore”: “Abbiamo dato a Reeva ciò che abbiamo potuto”, aveva spiegato la donna.
Intanto emerge anche che i medicinali trovati nell’appartamento di Pistorius non sarebbero vietati nelle competizioni sportive… anche se ancora la notizia non è ufficiale.

REEVA INCINTA?

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Le voci girano e ce ne sono troppe a volte… ma questa volta l’indiscrezione potrebbe anche essere vera o quanto meno plausibile. Pistorius avrebbe ucciso Reeva perchè era incinta. La famiglia smentisce. I risultati dell’autopsia effettuata sul corpo della ragazza vengono secretati dagli inquirenti. Secondo il tabloid statunitense National Enquirer, la notizia sarebbe invece stata verificata. Il giorno di San Valentino Reeva avrebbe parlato della sua gravidanza a Pistorius e lui sarebbe uscito fuori di testa  colpendo la ragazza alla testa, al petto, alla mano e naturalmente al bacino, proprio per “rimuovere il problema”?

Pistorius cerimonia in onore di Reeva… Scandaloso!

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Oscar Pistorius terra’ questa sera una cerimonia privata in ricordo della sua fidanzata Reeva Steenkamp, da lui uccisa la notte di San Valentino. All’atleta sudafricano, accusato di omicidio premeditato per la morte di Reeva, e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. Il campione sostiene di avere sparato alla sua compagna scambiandola per un intruso. La cerimonia si terra’ nella casa dello zio Arnold. La famiglia Pistorius ha detto che ”Oscar continua a piangere per Reeva ed e’ in lutto”.

CONSIGLIO DELL’AVVOCATO?

L’ultima foto di Reeva!

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Rilassata e sorridente. Appariva così Reeva Steenkamp poche ore prima di morire. L’immagine è quella delle telecamere di sicurezza posizionate fuori dalla casa del fidanzato Oscar, che da lì a poco sarebbe diventato il suo carnefice. Il fotogramma, che nonostante sia sfocato mostra chiaramente la serenità della modella 29enne, è stato mostrato in anteprima dal canale Cctv nel corso di un documentario sul fatto di cronaca che ha sconvolto il Sudafrica.

 

Pistorius è impotente?

 

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Forse non era un prodotto utile a fini del doping, ma sicuramente neanche un innocuo prodotto a base di composti vegetali. Il testosterone che gli inquirenti dicono di aver trovato a casa di Oscar Pistorius, il quattrocentista disabile accusato di aver ucciso a colpi di pistola la sua fidanzata, sarebbe uno «stimolante sessuale»: lo scrive il settimanale sudafricano City Press, citando un medico sportivo. Hilton Botha, il detective poi rimosso dall’incarico, aveva affermato mercoledì in tribunale a Pretoria che «due scatole di testosterone» ed alcune siringhe erano state trovate a casa dell’atleta, incriminato per aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp.

L’avvocato di Pistorius, Barry Roux, aveva spiegato che si trattava di un rimedio a base vegetale, il testo compasutium coenzyma, che l’atleta «aveva il diritto di utilizzare». Il medico sportivo Jon Patricios, intervistato da City Press, ha spiegato che questo prodotto, che si assume tramite iniezioni – composto da pezzi di cuore e di testicoli di animali, nonché‚ da piante medicinali e vitamine – serve di norma a combattere problemi di erezione. È però sconsigliato agli sportivi perché‚ li può far risultare positivi ai test antidoping.

 

Investigatore privato per la famiglia di Reeva!

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La famiglia di Reva Steenkamp, uccisa dal fidanzato Oscar Pistorius la notte di San Valentino, ha deciso di assumere un detective privato che li tenga aggiornati sull’andamento delle indagini. Lo riferiscono i media sudafricano. Lance Esptein, questo il nome delle’investigatore, era presente in tribunale venerdi’, quando a Pistorius e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. L’agenzia di Epstein si definisce “una delle agenzie leader in Sudafrica con oltre 100 anni di esperienza.

CI SARA’ GIUSTIZIA PER REEVA?

La famiglia Pistorius… anche il fratello accusato di omicidio volontario!

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Carl, il fratello del campione Oscar Pistorius che rischia l’ergastolo per la morte della fidanzata Reeva, e’ accusato di ‘omicidio volontario’ per la morte di un motociclista in un incidente da lui causato nel 2010. Lo ha riferito la radio sudafricana Ewn spiegando che la prima udienza del suo processo era prevista per lo scorso giovedi’, giorno in cui era ancora in corso il procedimento a carico di Oscar. L’udienza del fratello Carl e’ stata rinviata al mese prossimo. Kenny Oldwage, il legale, si sarebbe detto fiducioso sull’assoluzione del suo cliente.

Padre coraggio! “Oscar deve rispondere alla sua coscienza”

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Pistorius dovra’ fare i conti con la sua coscienza. Lo ha detto, secondo quanto riportato dai media sudafricani, il padre di Reeva Steenkamp, la modella uccisa dal campione di atletica. “Non importa quanti soldi ha o quanto siano bravi i suoi avvocati, dovra’ fare i conti con la sua coscienza se permettera’ alla squadra legale di mentire per lui”, ha detto Barry Steenkamp. ‘Se sta dicendo la verita’, forse potro’ perdonarlo. Ma se invece non e’ andata come dice lui, deve soffrire e soffrira”

Solo 85mila euro! Cauzione farsa per Pistorius!

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Il giudice Desmond Nair ha fissato a un milione di rand sudafricani, circa 85mila euro, la cauzione di Oscar Pistorius. Un decimo della somma è da versare in contanti, il resto in garanzia. L’atleta, che dovrà comparire in tribunale il 4 giugno, dovrà presentarsi ogni mattina al commissariato, consegnare tutti i suoi passaporti e le sue armi, e stare lontano dagli aeroporti.

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Da FEMMINICIDIO a Soap Opera mediatica… OK A CAUZIONE

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Questa mattina in aula sembra che si respiri già molta tensione. La maggioranza dell’opinione pubblica chiede che non vi siano trattamenti di favore per Pistorius, ma che si applichi la giustizia come in qualsiasi altro caso. La prima anomalia sicuramente è quella di aver voluto per una settimana prorogare la decisione. Solitamente il rilascio su cauzione viene deciso nella prima udienza. Inoltre molti giornali locali questa mattina s’interrogavano sull’atteggiamento della famiglia di Pistorius:  dopo 7 giorni dall’omicidio nessun familiare si è messo in contatto con la famiglia della vittima per esprimere il cordoglio.

Secondo il pm l’omicidio di Reeva sarebbe stato pianificato durante la serata. Secondo l’accusa se Pistorius era così paranoico sulla sicurezza come più volte è stato affermato dalla difesa come mai, lasciava la finestra del bagno aperta e non chiudeva a chiave la porta di casa?  Perchè non ha chiamato la sicurezza? Il comprensorio dove abita Pistorius è sorvegliato 24h al giorno eppure l’atleta non l’ha chiamata!

Qualche tempo fa a una rivista aveva dichiarato «Non ho ancora trovato la persona giusta, ma è ok»: così Oscar Pistorius in una intervista pubblicata a febbraio prima dell’omicidio di Reeva Steenkamp parlava dei suoi problemi sentimentali. «È difficile trovare la persona giusta, di cui ci si possa fidare, che tenga private le cose private», sottolineava Pistorius al magazine «Serve una persona davvero speciale per avere una relazione con uno sportivo. Non è una vita facile».

Fino a 50 mila euro per un intervista a Pistorius dopo la decisione della Corte.

“NON SO SE CI SONO GLI ESTREMI PER OMICIDIO PREMEDITATO, AL MOMENTO MANTENGO QUESTA IMPUTAZIONE: Omicidio volontario premeditato” così il giudice.

Il giudice massacra Botha e la conduzione delle indagini! Errori su errori elencati in 90 minuti di requisitoria.

LA CORTE DECIDE DI  CONCEDERE LA SCARCERAZIONE SU CAUZIONE!

Perché non vi è  reale pericolo per la società e reale pericolo di fuga, nè reale possibilità di contaminazione delle prove, di corruzione dei testimoni o di reiterazione del reato.

Tuttavia fa presente che la difesa non è riuscita a provare le eccezionali circostanze che possono concedere la scarcerazione su cauzione…  MA E’ LIBERO!!!

SHOW DEL GIUDICE DAVANTI ALLE TELECAMERE TRA LA FAMIGLIA CHE E’ STATA TUTTO IL TEMPO ALLO STREMO E LA TENSIONE ALTISSIMA DI TUTTI I PRESENTI CHE ATTENDEVANO UN VERDETTO: il giudice non si è curato di nessuno e ha recitato per due ore una scena da film thriller.

Calpestato il corpo sepolto di Reeva!

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Pistorius, domani si decide?

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Rinviata a domani! Dopo aver sentito la difesa e l’accusa, l’udienza è stata sospesa fino a domani.

Le novità non sono poi molte, si gioca d’astuzia e soprattutto cercando di far crollare i testimoni e le accuse. Si gioca anche sulla psicologia: sguardo basso dell’atleta, commozione, proteste fuori dal Tribunale.

In un aula che è diventata un palco scenico internazionale va in scena ogni mattina uno spettacolo. Il mondo in diretta sul grande eroe diverso che in realtà ha nascosto per anni un mostro interiore. Sponsor che lo abbandonano, amici che non rispondono al cellulare,i suoi fans che si allontanano uno dopo l’altro dall’atleta che li aveva fatti sognare e che ora li ha svegliati con un incubo. Niente è impossibile per Pistorius neppure un omicidio… anzi un femminicidio! 

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Il giudice contro la difesa di Pistorius! Fuori manifestazione dell’Anc.

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Il giudice ha ricordato che Pistorius ha  tentato  di scaricare sul suo amico la responsabilità per quello  sparo accidentale al ristorante… inoltre fa presente che l’avvocato sta intimidendo i testimoni e che ci sono prove a carico dell’imputato che più volte è stato riconosciuto come auto di atti violenti e intimidatori. La cauzione secondo il giudice può essere negata anche nel caso che l’opinione pubblica ritenga che si sia di fronte a un soggetto pericoloso. Fuori ci sono donne dell’associazione Anc che stanno protestando… non vogliono, giustamente, la scarcerazione di Pistorius su cauzione. La decisione del giudice dovrà tenere conto anche delle rivolte che si stanno accendendo intorno a questo processo, quindi si complica la posizione dell’atleta.

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Processo a Pistorius? No, a Botha! Sospensione per minaccia esterna.

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Questa mattina in aula sembra che l’imputato non sia più Oscar Pistorius ma Hilton Botha, l’ufficiale di polizia che per primo accorse  sul luogo del delitto. La Difesa ha spostato abilmente il processo cercando di dimostrare l’inattendibilità del poliziotto.  Il processo è stato sospeso per alcuni minuti a causa di una “micaccia esterna” ma ancora non è chiaro cosa sia successo, forse una protesta all’esterno del Tribunale.

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Pistorius ha cercato di salvare la vita di Reeva?

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Secondo la Difesa, Pistorius ha cercato in ogni modo di salvare la vita della modella, prendendola anche in braccio e portandola al piano terra dell’abitazione. Ma sui tracciati telefonici non vi è nessuna chiamata di richiesta di soccorso. Ipotesi quella della difesa molto discutibile, mentre è più credibile che ci sia stato un momento in cui Pistorius abbia realizzato che il suo gesto aveva ucciso la sua fidanzata, così istintivamente ha sollevato il corpo e ha sceso le scale.

La Difesa getta anceh discredito su Batha, definendolo un test non attendibile.

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La difesa chiede che il reato sia derubricato a OMICIDIO COLPOSO!

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Secondo il collegio di difesa di Oscar Pistorius ci sarebbero tutti gli elementi per far derubricare l’accusa a omicidio colposo e far decadere quella di omicidio preterintenzionale. Secondo sempre la difesa se Oscar voleva davvero uccidere Reeva perchè avrebbe aspettato che la ragazza si fosse rifugiata in bagno? L’avrebbe potuta benissimo uccidere in camera da letto.

La difesa sta cercando di portare la Corte verso l’omicidio colposo per ottenere la scarcerazione su cauzione. L’accusa tenta di provare che Pistorius non ha scambiato la ragazza per un ladro, ma quando ha fatto fuoco era ben conscio che Reeva si fosse rifugiata in bagno. A sostenere questa tesi ci sono gli oggetti personali della ragazza rinvenuti nella camera da letto di Pistorius.

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ORA E’ UFFICIALE, NIKE SOSPENDE IL CONTRATTO A OSCAR!

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Nike ha annunciato di aver sospeso il suo contratto con Oscar Pistorius. “Nike ha sospeso il suo contratto con Oscar Pistorius. Crediamo che abbia diritto a un processo equo e continueremo a monitorare la situazione da vicino”, e’ scritto sul sito del marchio. Già due giorni fa la nota marca sportiva aveva fatto marcia indietro sul suo testimonial dicendo che non aveva intenzione di fare altre campagne pubblicitarie con l’atleta.

Intanto al processo Botha riconferma perchè secondo lui Pistorius non deve essere rilasciato su cauzione ” pericolo di fuga, per l’accusa che già in passato era stato arrestato per violenza contro una donna e per il colpo sparato al ristorante”.

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LA NUOVA MOSSA DELLA DIFESA DI PISTORIUS

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I processi si sa che vivono della “tattica di gioco” e i migliori avvocati sono quelli che sfruttano ogni frammento della vita dell’imputato per accusarlo o difenderlo. Arriva così la mossa “felina” della difesa di Pistorius. Sul sito www.oscarpistorius.com si legge “In seguito ai recenti tragici eventi e l’enorme interesse globale, la famiglia di Oscar Pistorius ha deciso di utilizzare il suo sito ufficiale per diffondere le ultime notizie e i messaggi di sostegno”. Con queste parole la famiglia dell’atleta ha comunicato la decisione di “dare ai media l’opportunita’ di fare domande” e di pubblicare i messaggi “di sostegno e condoglianze per Oscar e la famiglia di Reeva Steenkamp”.

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Un altro giorno in procura per Pistorius!

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Udienza fissata per le 10 di questa mattina e già c’è il primo colpo di scena. L’ispettore Botha, colui che per primo entrò nella casa di Pistorius, non è presente in aula. Dopo che ieri è stato rimosso dall’incarico in quanto pendono accuse di tentato omicidio nei suoi confronti, questa mattina non si è presentato in tribunale. Il giudice sospende la seduta e lo manda a chiamare.

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Pistorius in corsa per la scarcerazione, ma dorme in terra!

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Sorpresa dopo sorpresa, colpo dopo colpo, come in tutti i “PROCESSI DEI VIP” dove la giustizia spesso deve fare i conti con l’immagine, con i manager, con l’opinione pubblica prima ancora che con il diritto e con l’equità. Così è notizia delle ultime ore che Hilton Botha, ufficiale di polizia sudafricano che fu il primo ad entrare nella villa di Pistorius e a fare le prime indagini sull’omicidio Reeva Steenkamp, è stato sollevato dall’incarico. L’ufficiale è accusato di tentato omicidio. Botha dovrà comparire a maggio davanti ai giudici e rispondere dell’accusa di aver sparato, in stato di ebbrezza, contro un taxi nel tentativo di fermarlo nel 2009. Ieri Botha era stato ascoltato in aula e la sua deposizione era stata smontata dalla difesa.

I magistrati sudafricani hanno poi dovuto fare un passo indietro anche sul presunto testosterone trovato nella villa dell’atleta affermando che:

Hilton Botha e altri due funzionari di polizia furono arrestati per aver sparato (ubriachi, a bordo di un’auto della polizia) contro un taxi con a bordo diverse persone, e dovranno comparire in tribunale a maggio. Il portavoce della polizia di Gauteng, Nevile Malila, ha spiegato che in un primo tempo le accuse a carico del principale accusatore di Pistorius erano cadute. «Soltanto ieri abbiamo appreso che sono state ripristinate», ha detto. Botha è l’ufficiale di polizia che per primo accorse nell’abitazione di Pistorius quella notte e vi trovò Reeva morta. È lui che nell’udienza di ieri ha parlato del rischio di una fuga dell’atleta e ha chiesto che resti in carcere.  «Non possiamo dire che cosa sia – ha detto il portavoce della procura nazionale, Medupe Simasiku -. Non possiamo confermare o smentire niente fino a quando riceveremo il rapporto della scientifica». Sembra che la sostanza rinvenuta nel cassetto della camera da letto di Pistorius sia un farmaco a base di erbe e non anabolizzanti.

L’ultima novità battuta dalle agenzie giornalistiche pochi istanti fa è che Pistorius, in stato di fermo, sia costretto a dormire in terra in quanto nella stazione di polizia di Brooklyn a Pretoria non ci sono letti. Lo stesso atleta però ha chiesto di non essere inviato in carcere e di preferire la stazione di polizia, anche se è costretto a dividere la cella con altri detenuti. «Non posso stabilire con certezza quante persone dividono la cella con lui, ma c’è un flusso costante di gente che viene arrestata e poi rilasciata o trasferita in altre carceri» così si è espresso il comandante e ha aggiunto che i pasti dell’atleta sono in base agli alimenti disponibili e che «Pistorius viene trattato con lo stesso livello di dignità umana con cui vengono trattati tutti i detenuti, come stabilito dalla Costituzione».

E non deve essere alta la dignità umana secondo i parametri del sudafrica se fanno dormire in terra chi si trova in stato di fermo, ma naturalmente ci voleva la “star” per far emergere la situazione in cui versano i comuni cittadini che si trovano ad essere fermati.

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PISTORIUS GIA’ ARRESTATO IN PASSATO.

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Lo afferma l’ispettore di polizia. “Nessun dubbio, ancor prima di arrivare sapevamo che era stato lui, lo avevamo già arrestato in passato” per una presunta aggressione a una ragazza di 19 anni, anche allora l’incidente era successo a casa sua. Un diverbio tra i due, poi lei si era ripresentata con un amico e c’erano state urla e insulti. Secondo Pistorius era finita con una porta sbattuta, secondo la ragazza con calci e spintoni. Una notte in cella poi le deposizioni. Incidente archiviato.

La ricostruzione della serata da parte della difesa è stata la seguente.

“Reeva mi aveva telefonato proponendomi una cena tranquilla”, ha raccontato il campione ricostruendo le ultime ore prima del delitto. “Alle 22 del 13 febbraio eravamo nella nostra camera, lei faceva yoga e io guardavo la tv. Ci amavamo, non potevamo essere più felici”. “Mi aveva fatto un regalo, ma aveva detto che non potevo aprirlo prima del giorno di San Valentino”, ha aggiunto, Pistorius, prima di scoppiare in lacrime. “Sono già stato vittima di violenze, per questo tengo una pistola 9mm sotto il letto”, ha continuato l’avvocato di Pistorius, leggendo la ricostruzione del suo assistito, troppo provato per parlare. “La finestra del bagno non era chiusa con le inferriate e qualcuno è entrato in casa. Era buio ed ero convinto che ci fosse un intruso in bagno. Non avevo le mie protesi e mi sono sentito vulnerabile, ho avuto molta paura. Ho sparato sulla porta del bagno e mi sono messo a urlare”.

La Corte si aggiorna a domani!

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Gli avvocati di Pistorius mettono alle corde l’investigatore!

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Potrebbe essere derubricato a omicidio colposo, l’accusa per l’omicidio di Reeva. La difesa ha messo alle strette l’ispettore che sta conducendo l’indagine facendo emergere una “dimenticanza” fatale:  non sono stati fotografati i proiettili della pistola tenuta da Pistorius illegalmente. Emergono anche le distanze… il vicino era comunque a 600 metri di distanza.. può essere sicuro che le voci che ha sentito provenissero proprio dall’abitazione dell’atleta?

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Ecco la casa dell’orrore… la villa di Pistorius

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Questa la piantina della casa di Pistorius con il tracciato ricreato secondo il racconto degli inquirenti. Sulla mappa è possibile vedere quali sono stati i movimenti dell’atleta paraplegico durante l’uccisione di Reeva. Questa piantina è stata acquisita dalla Corte di giustizia del Sud Africa come prova.  L’omicidio sarebbe avvenuto nel bagno della camera da letto di Pistorius.

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Per la difesa: niente testosterone è solo un rimedio a base di erbe!

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Secondo la difesa le sostanze trovate a casa di Pistorius non sarebbero dopanti e non sarebbe neppure testosterone, ma solo un “rimedio a base di erbe”. Quindi nessuna sostanza vietata sarebbe stata assunta dall’atleta. La difesa cerca di far cadere l’accusa di doping e vuole far chiarezza sulla professionalità di Pistorius. Alcuni testimoni smentiscono Oscar: le luci in casa alle 2/3 di notte erano accese. Non era al buio e non poteva pensare che si trattasse di un ladro, l’appartamento di Oscar era illuminato.

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Pistorius non chiamò né ambulanza né polizia!

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In camera da letto di Pistorius c’erano due iPhone e 2 BlackBerrys ma da nessuno di questi 4 telefoni partì una chiamata quella notte per i soccorsi o per la polizia. Se Pistoius pensava che si trattasse di un ladro perché non ha chiamato la polizia? Quando si è accorto del “tragico errore” perchè non ha chiamato un’ambulanza per far soccorrere Reeva? In camera da letto è stato ritrovato del testosterone e degli aghi!

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PISTORIUS E LE SCOMODE VERITA’

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Urla senza fine prima degli spari. I vicini che chiamano la sicurezza, ma nessuno arriva a impedire la tragedia. Ora si ipotizza, secondo l’accusa,  che una possibile scarcerazione su cauzione potrebbe anche favorire la fuga di Pistorius. L’atleta ha conti offshore e una abitazione in Italia. L’accusa si scaglia anche contro l’arma ritrovata all’interno dell’abitazione, un calibro 38 che è stata identificata come l’arma del delitto. Pistorius per quell’arma non aveva la licenza, quindi potrebbero salire i carichi giudiziari nei confronti dell’atleta. Nel caso di fuga andrebbe poi richiesta l’estradizione.  Adesso emergono anche nuovi particolari sul ritrovamento del corpo di Reeva da parte della polizia. La modella sarebbe stata trovata ricoperta di asciugamani.

“REEVA E’ MORTA TRA LE MIE BRACCIA!”

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Ci sarebbero dei nuovi indizi a rendere ancora più grave la posizione di Oscar Pistorius nel processo che lo vede accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Analizzando le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza sarebbe stato infatti rilevato che l’auto della modella sudafricana è entrata all’interno della villa del campione paralimpico verso le 18 del giorno prima, e non di notte come affermato fino ad ora.

Inoltre ora c’è un’altra agghiacciante verità che se fosse confermata sicuramente andrebbe ad aggravare ancor più l’immagine di Oscar Pistorius. Lui stesso ha dichiarato che “Reeva è morta fra le mie braccia!” Perchè non ha chiamato il 118? Perchè non ha avvertito un medico prima che fosse troppo tardi e come mai i genitori lo hanno trovato con il corpo della ragazza in braccio sulle scale del suo appartamento?

“Non volevo uccidere ero innamorato”, così Pistorius.

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Forse non la voleva uccidere, ma lo ha fatto. Lo ha fatto con la freddezza di un marines che non si ferma davanti a nulla finchè il suo nemico non è steso a terra in una pozza di sangue. Ma il nemico quella notte per Pistorius era Reeva, la sua fidanzata. Perchè non si è fermato davanti alla porta del bagno chiusa? Perchè non si è fermato e ha colpito a morte una ragazza disarmata? Perchè ha vinto la morte e non l’amore proprio nel giorno di San Valentino?

Ma dopo la confessione del suo “amore” poi cerca ancora di scagionarsi “pensavo ci fosse un ladro!” E’ ancora forte in Oscar la voglia di uscire indenne (o quasi) da questa vicenda piuttosto che ammettere una verità scomoda… piuttosto che fare un gesto da innamorato e raccontare la verità che è l’unica giustizia che può far riposare in pace la povera Reeva, vittima innocente del suo fidanzato carnefice!

PISTORIUS E’ OMICIDIO PREMEDITATO!!!

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Una vera e propria esecuzione a sangue freddo, secondo la dinamica descritta dal pubblico ministero Gerrie Nel. Oscar Pistorius, il campione sudafricano accusato di avere ucciso la fidanzata Reeva, è tornato stamane nell’aula del tribunale di Pretoria per chiedere, attraverso i suoi avvocati, la libertà su cauzione. Vestito in blu, Pistorius ha chiesto e ottenuto di non essere fotografato, nascondendo gli occhi lacrimanti con le mani, prima dell’inizio della requisitoria.

ORRORE ALLO STATO PURO: Il pm ha ricostruito una dinamica dell’omicidio che se fosse provata potrebbe essere definita senza ombra di dubbio “agghiacciante”: Pistorius che spara a Reeva rifugiata in bagno attraverso la porta. Il proiettile che ha colpito la mano sarebbe stato diretto alla testa, mentre Reeva si proteggeva istintivamente il viso. Pistorius, ha detto Nel, “indossò le protesi per percorrere sette metri” e andare a sparare attraverso “la porta chiusa a chiave” da Reeva, “innocente e disarmata”, perciò “quand’ anche fosse stato un ladro, sarebbe omicidio premeditato: il ladro si sarebbe trovato indifeso dietro la porta. L’imputato ha detto a sua sorella che pensava che fosse un ladro – ha affermato il pm -. Perché un ladro si chiuderebbe in bagno?”

ORA RISCHIA L’ERGASTOLO

A questo punto sembra impossibile, salvo colpi di scena, che a Pistorius venga concessa la libertà su cauzione, come chiesto dalla difesa. Secondo i giornalisti che seguono il processo, il giudice può decidere in un secondo tempo di modificare i termini dell’accusa, se emergeranno nel frattempo nuove prove a favore dell’ex campione.

A sfavore dell’atleta paraplegico ci sarebbero poi gli steroidi trovati nella lussuosa villa di Pretoria: farmaci illegali e pericolosi che possono incidere sull’aggressività di chi ne fa uso. Il campione sudafricano sarà sottoposto di nuovo ad analisi del sangue per verificare la presenza delle sostanze e anche per confermare il sospetto che prima dell’omicidio avesse bevuto pesantemente. Poi la ricostruzione dell’assassinio: Reeva, che si era portata una borsa con il necessario per la notte e il suo iPad, sarebbe stata colpita una prima volta al fianco nella camera da letto, poi avrebbe tentato di proteggersi chiudendosi nel bagno. Inutilmente, perché con la sua pistola da 9mm ‘Speed gun’ – come è stato ribattezzato dalla stampa – l’avrebbe colpita altre tre volte.

Rimane il mistero della mazza da cricket insanguinata trovata sulla scena del delitto: per qualcuno il campione di atletica l’avrebbe usata per colpire alla testa – sulla quale sono state trovate delle ferite – la fidanzata, per altri sarebbe stata usata da lei per difendersi.

Intanto, si rafforza la tesi dell’omicidio passionale: la notte di San Valentino, Reeva avrebbe ricevuto un sms della stella sudafricana del rugby Francois Hougaard, aitante 24enne a cui la modella sarebbe stata legata prima di Pistorius e del quale l’atleta sarebbe stato gelosissimo. Il rugbista continua a ripetere di non avere nulla a che fare con “la triste vicenda” della morte della modella. Nelle ultime ore è spuntata anche una testimone chiave, una vicina accorsa nella villa che lo avrebbe visto in uno stato “delirante”, il corpo della fidanzata ricoperta di sangue tra le braccia.

Come si moltiplicano in questi giorni le testimonianze di chi descrive il campione come un “maschilista dal grilletto facile”. Un mese fa in un affollato ristorante di Johannesburg Pistorius avrebbe preso in mano la pistola di un amico, gli avrebbe tolto la sicura “senza motivo” e sparato un colpo per errore che ha sfiorato un altro amico seduto al tavolo. Un episodio passato sotto silenzio, come altri nella vita dell’ex leggenda, ma che dimostra la sua dimestichezza con le armi.

Inoltre Pistorius avrebbe chiesto a gennaio la licenza per il porto di sei armi pesanti. In particolare, scrive il quotidiano The Star, l’atleta paralimpico sudafricano, che la notte di San Valentino ha ucciso la fidanzata Reeva Steenkam con il suo revolver Parabellum, aveva chiesto la licenza per un fucile Maverick, un fucile Mossberg, un fucile Winchester, una carabina Vextor 223, un revolver Smith & Wesson 500 e un revolver 38 Special.

Sempre secondo il quotidiano di Johannesburg, Pistorius non possedeva invece la licenza per l’arma del crimine, una calibro 9.

Il pm: omicidio preterintenzionale e Oscar scoppia a piangere.

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Mentre fuori dal tribunale di Pretoria si stava svolgendo la manifestazione dell’Anc, associazione contro la violenza sulle donne e l’abuso sui minori all’interno il pubblico ministero, Nel Garrie, ha confermato questa mattina l’accusa di omicidio premeditato per Oscar Pistorius, accusato di avere ucciso la sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp.
Pistorius, ha detto Garrie, ha sparato quattro colpi attraverso la porta del bagno, dove la donna si era rifugiata. Steenkamp e’ stata raggiunta da tre proiettili. Il campione sudafricano e’ scoppiato in lacrime all’inizio dell’udienza. L’avvocato della difesa ribatte che l’uccisione di Reeva Steenkamp non è un omicidio, ma un tragico incidente.

La super difesa di Pistorius va all’attacco!

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E’ probabile, quasi certo che Oscar Pistorius otterrà la libertà su cauzione. LA libertà infatti potrebbe essere negata solo nel caso in cui sia provata la premeditazione, ma tra droga, gelosia  e alcool è difficile poter provare la premeditazione. Pistorius come Oj Simpson, miti sportivi, ricchi e all’apice della carriera, vengono stroncati dalla loro insana follia.  Si macchiano di crimini vergognosi e crudeli e si affidano ai più grandi avvocati esistenti per poterla “fare franca”.

Chi c’è nella difesa di Pistorius?

DIFESA

Kenny Oldwadge  

La mente. Il primo legale chiamato dalla famiglia, ha tirato fuori di galera Sizwe Mankazana, il venticinquenne accusato di aver ucciso in un incidente d’auto la nipote di Mandela. La gente scese in strada per chiedere una punizione severa, il Paese era commosso e turbato, la ragazzina aveva 13 anni ed era la vigilia del Mondiale 2010, quello giocato in Sudafrica. L’accusa aveva dimostrato che l’imputato era al volante ubriaco, che era uscito di strada e che aveva provocato lo schianto: aveva tutte le colpe ed era al centro di un processo mediatico che aveva provocato reazioni forcaiole. È uscito subito: ogni accusa è caduta.

Barry Roux  

L’esperto. Ex procuratore distrettuale, noto per conoscere alla perfezione il sistema. Trascinò a processo Roger Kebble, magnate delle miniere con 62 imputazioni di frode. Non riuscì a incastrarlo, ma si fece un nome con numerosi colpi di scena.

Reggie Perumal  

Il mago della scientifica. Medico legale, consulente nel caso Marikana: 34 minatori in sciopero uccisi dalla polizia. Advisor per la famiglia di Solomon Mujuru, compagno d’armi del presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, morto in un incendio.

Stuart Higgins  

Il capo della comunicazione. Ex giornalista del «Sun», ha lavorato per la British Airways, per il Chelsea e il Manchester United e per il tennista Andy Murray. I comunicati stampa della famiglia Pistorius portano già la sua firma.

 

L’ACCUSA

Gery Nel  

Il procuratore. Non guarda in faccia a nessuno, ha spedito in prigione il potentissimo capo della polizia sudafricana, Jack Selebi e per riuscirci è sceso anche a patti con un noto trafficante di droga, Glen Agliotti.

IL GIUDICE

Desmond Nair

L’arbitro, un magistrato abituato ai grandi processi. Attento a ogni parola che usa, sa gestire situazioni di tensione. Ha già chiesto che i media siano esclusi dall’aula.

Squadre pronte a darsi battaglia fino all’ultimo cavillo legale! L’arena è aperta, mentre a Port Elizabeth si celebrano i funerali di Reeva nel massimo riserbo.

 

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