Buone nuove dallo spazio: ha ripreso vita il veicolo lunare cinese

luna-cina-tuttacronacaLo scorso lunedì il veicolo lunare per le esplorazioni che era stato inviato dalla Cina sul satellite terrestre aveva smesso di dare segni di vita. Ora, come ha affermato il portavoce del programma lunare di Pechino Pei Zhaoyu, il veicolo ha ripreso a dare segnali dopo l’interruzione. L’agenzia Nuova Cina riporta le parole di Pei: “Almeno abbiamo una possibilità di salvarlo”, ha detto. La missione è un momento importante del programma spaziale di Pechino, che ha tra i suoi obiettivi quello di inviare uomini sulla Luna entro i prossimi 10-15 anni

2014 BW32: l’asteroide che si sta avvicinando alla terra

asteroide-tuttacronacaAlle 16.35 di lunedì 3 febbraio 2014 BW32, un piccolo asteroide che si sta avvicinando alla terra, sarà a poco più di 700mila chilometri da noi. Gianluca Masi, l’astronomo responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, spiega: “Questo nuovo asteroide si avvicinerà al nostro pianeta ad una distanza di sicurezza che è circa il doppio di quella che separa Terra e Luna, a poco più di 700mila chilometri dalla Terra, circa 1,8 volte la distanza della Luna”. E sottolinea: “Naturalmente non vi è alcun rischio di collisione con la Terra, ma sarà una preziosa occasione per studiare da vicino uno di questi corpi celesti”. L’asteroide che si sta avvicinando ha un diametro di circa 20 metri, “abbastanza grande rispetto agli asteroidi che recentemente si sono avvicinati al nostro pianeta”. ”Sarà ben visibile dall’Italia, anche se è molto debole e passerà velocissimo: per osservarlo sarà necessario un telescopio di buone dimensioni”. 2014 BW32 ”è già visibile nei nostri cieli, e dopo il passaggio ravvicinato diminuirà rapidamente in luminosità”. Il momento migliore per osservarlo sarà tuttavia nella serata del 3 febbraio, visto che la luce diurna impedirebbe di vederlo.

La Supernova era esplosa 27 anni fa. Ora, la polvere di stelle

supernova-esplosione-tuttacronacaE’ Matteo Marini, su Repubblica a parlarci di quello che è rimasto a seguito dell’esplosione della Supernova 1987A, che venne osservata nel febbraio di 27 anni fa. Ora, spiega Marini, “gli astronomi dell’European southern observatory hanno puntato il telescopio Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), verso il luogo dove avvenne il gigantesco “botto” che mise fine alla vita di questa stella, distante da noi 168mila anni luce. Nel 1986 il bagliore che arrivò dalla violenta morte di questo astro, situato nella nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, fu visibile per diversi giorni anche a occhio nudo. Ora gli astronomi la studiano, a diverse lunghezze d’onda (i dati di Alma sono quelli evidenziati in rosso), per capire quanta polvere si formerà dopo l’esplosione. Le osservazioni sulla Supernova 1987A, nei due anni che seguirono l’evento, mostrarono una quantità di polvere ad alte temperature (milioni di gradi) piuttosto bassa. Grazie alla elevata sensibilità di Alma è invece possibile rilevare le tracce di polvere molto più fredda (che qui risultano pari, come massa, a un quarto del nostro Sole). SN 1987 rappresenta un’occasione unica perché ci sono diverse “candidate” Supernovae abbastanza vicine a noi ma non è possibile prevedere tra quanto quanto tempo esploderanno. Calcolare come avviene la dispersione della polvere a così breve distanza temporale dall’esplosione permetterà di comprendere meglio anche la dinamica della formazione delle galassie nel neonato Universo”.

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Naso all’insù: c’è lo spettacolo delle Quadrantidi

quarantidi-tuttacronacaOcchi al cielo per gli amanti delle stelle e per tutti coloro che non temono queste notti fredde. Il 2014 sarà ricordato tra quelli più ricchi di asteroidi e comete. In assenza di Ison, che aveva promesso spettacolo ma non è sopravvissuta al passaggio ravvicinato col Sole, non resta che mettersi con il naso all’insù (confidando le nubi sgombrino il cielo) e godersi lo spettacolo delle stelle cadenti. Tra la fine di dicembre e la metà di gennaio vanno in scena infatti le Quadrantidi, uno sciame meteorico meno conosciuto delle Perseidi (metà agosto) o delle Geminidi (inizio dicembre), ma comunque spettacolare. Se il picco di questa pioggia luminosa si è avuto nella notte tra il 3 e e il 4 gennaio, gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai) hanno spiegato che nelle ore che ci condurranno all’Epifania ci sarà un grande spettacolo. L’assenza della Luna renderà il cielo particolarmente scuro e, quindi, adatto alla visione delle Quadrantidi. Unico limite allo spettacolo potrebbe essere imposto dalle nuvole che copriranno i cieli soprattutto del Nord e del Centro Italia.

Appena scoperto, si sbriciola nell’atmosfera: l’asteroide 2014 AA

asteroide-tuttacronacaE’ il Mirror Planet Center a riportare la notizia che un asteroide, scoperto soltanto poche ore prima dell’impatto e designato con la sigla 2014 AA, si è disgregato senza creare alcun danno alle 6:00 (ora italiana) del 2 Gennaio 2014. Con un diametro compreso fra due e quattro metri, è stato distrutto nell’impatto. E’ solo la seconda volta che un oggetto simile viene scoperto poco prima dell’ingresso nell’atmosfera senza essere visto durante l’avvicinamento alla Terra. Nessun frammento avrebbe raggiunto il suolo.

Gli astrofili senesi hanno scoperto la “Stella di Natale”!

nuova-stella-tuttacronacaIl cielo ci fa un dono speciale, grazie all’Unione astrofili senesi che hanno scoperto una nuova supernova: “Una vera e propria ‘Stella di Natale’, che dopo aver compiuto un viaggio nel cosmo per 370 milioni di anni, si è resa visibile al telescopio”, come spiegano all’Osservatorio provinciale di Montarrenti (Siena). La scoperta “è stata fatta nella notte del 9 dicembre, durante una delle sessioni osservative del programma del Moss (Montarrenti Observatory Supernovae Search), nella galassia NGC4774, detta ‘Fagiolo’, nella costellazione dei ‘Cani da caccia’”. Grazie poi “all’aiuto degli astronomi dell’osservatorio Inaf di Padova è stato possibile confermare l’evento e prontamente ne è stata data comunicazione all’Unione astronomica internazionale che l’ha chiamata SN2013he”. Ad individuare la nuova stella sono stati gli Simone Leonini, Giacomo Guerrini, Paolo Rosi, Luz Marina Tinjaca Ramirez e Massimo Conti. Il corpo celeste è definito “dagli astronomi una ‘core collapse’ in cui il nucleo collassa sotto il peso degli strati esterni della stella ed esplodendo rilascia una quantità di energia pari a quella che una stella comune emette durante tutto l’arco della sua vita”

Lovejoy: la cometa che ci traghetta verso Natale

lovejoy-tuttacronacaAnche le osservazioni più recenti condotte sia con il radiotelescopio di Arecibo che con il telescopio spaziale Hubble hanno confermato il fatto che della cometa Ison non si vedono più nemmeno i resti del suo nucleo. Ma il cielo non ci “abbandona” in queste feste: c’è una cometa che, come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, è l’unica che meriti attenzione nel cielo di Natale. Si tratta di Lovejoy, che oggi 22 dicembre raggiungerà la minima distanza dal Sole: ”una distanza comunque abbastanza ampia da favorirne l’osservazione”, rileva Masi. Il Sole infatti la illuminerà, rendendola più visibile. Per trovarla bisogna guardare verso Nord-Ovest, tra le stelle della costellazione di Ercole. ”Dal 22 dicembre in poi è visibile solo all’alba, a partire dalle cinque del mattino”, spiega Masi. Da quel momento comincerà ad abbassarsi progressivamente sull’orizzonte, come spiega anche MediterranNews. Per osservarla al meglio bisogna quindi allontanarsi dalla città, in un luogo dall’orizzonte sgombro. Ma vale davvero la pena: ”è una cometa splendida ed estremamente fotogenica – osserva l’astrofisico – e mostra una notevole attività nell’evoluzione della coda”.

Spettacolo in cielo: la cometa di Natale è arrivata!

lovejoy-tuttacronacaE’ il sito cortinastelle.it a pubblicare le foto che mostrano la nuova cometa Lovejoy mentre solca i nostri cieli. Lovejoy, dopo che la tanto attesa Ison si è sciolta, è diventata il nuovo spettacolo per gli amati dell’astronomia, la nuova cometa natalizia, con la sua “coda” che si estende per oltre 10 gradi in cielo e una chioma di color verde smeraldo. Lovejoy è passata 7mila anni fa e tornerà fra altrettanto tempo, è dunque un’occasione irripetibile. La cometa si vede anche ad occhio nudo, a patto di essere in un ambiente molto buio, in alternativa occorre il binocolo. E’ visibile circa due ore prima dell’alba: va cercata verso nord est a un’altezza di circa 30 gradi.

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Addio Ison, benvenuta Lovejoy: ecco la cometa di Natale!

Lovejoy_cometa-tuttacronacaPer tutti gli appassionati delle stelle rimasti “orfani” di Ison, c’è un nuovo motivo per il quale rallegrarsi: arriva, dopo un viaggio durato quasi 10.000 anni, la cometa C/2013 R1 Lovejoy, che attualmente ha una magnitudine apparente di 8.33 e non sarà quindi visibile ad occhio nudo ma potrà esserlo con un buon binocolo verso Nord Est, intorno alle 4 del mattino volgendo lo sguardo verso la grande costellazione di Ercole. Per orientarsi, la grande costellazione di Ercole, si colloca tra la stella arancione Arturo a NE e la brillante stella Vega ad Ovest.

La Cometa Lovejoy è la quarta cometa scoperta da Terry Lovejoy, astrofilo australiano, divenuto famoso con un’altra cometa: la Lovejoy C/2011 W3 che nel dicembre del 2011 ebbe un incontro ravvicinato col Sole sopravvivendo miracolosamente al contrario della recente ISON. Lovejoy passerà al perielio, la minima distanza dal sole, il 22 dicembre, mentre il 19 novembre era transitata vicino alla Terra.
DireGiovani.it ha chiesto a Ivano Bertini, dell’Università degli Studi di Padova, qual’è l’interesse scientifico della C/2013 R1: “anche questa cometa, come la ISON, è una cometa a lungo periodo, precisamente 9.848 anni. Ciò significa che proviene anch’essa dalla lontana nube di Oort dove “abitano” gli oggetti più primitivi del nostro Sistema Solare ed è quindi di esptrema importanza studiarla, comprenderne la natura e la composizone chimica. Inoltre, continua Bertini, questo è sicuramente il suo primo passaggio osservato dall’uomo in epoca storica e il prossimo sarà tra quasi 10.000 anni, risulta quindi evidente come sia un’occasione unica riuscire ad osservarla!”

XY8, l’asteroide che “sfiorerà” la Terra domani

asteroide-tuttacronaca-2013 XY8Ha un diametro di circa 40 metri l’asteroide 2013 XY8. Relativamente piccolo e appena scoperto, domani avrà il suo massimo avvicinamento alla Terra, alle 12,25. Come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma: “Passerà a meno di due distanze lunari, vale a dire a circa 720.000 chilometri: nessun problema, quindi perché non c’è alcun rischio che possa costituire una minaccia per la Terra”. Si tratta del secondo asteroide ad avvicinarsi di più alla Terra nel 2013, dopo il 2012 DA14, del 15 febbraio scorso. Questo, tuttavia, era più vicino di circa 25 volte e il suo passaggio è stato a circa 27.700 chilometri dalla Terra. L’asteroide 2013 XY8 “è stato scoperto perché si sta progressivamente avvicinando alla Terra e di conseguenza riusciamo a vederlo sempre più brillante”, spiega Masi. Il suo passaggio rappresenta un’occasione interessante per i ricercatori “perché permette di studiare il gruppo degli asteroidi più piccoli. Se non fosse che di tanto in tanto si avvicinano avremmo seri problemi ad osservarli”.

Naso all’insù: nei prossimi giorni arriva l’asteroide 2003 DZ15

asteroide2003dz15-tuttacronacaSi sta avvicinando alla Terra l’asteroide 2003 DZ15, un Neo, ovvero una di quelle rocce spaziali che si avvicinano abbastanza all’orbitra terrestre, del diametro di 153 metri. Ma non serve allarmarsi: l’unico “pericolo” è godersi lo spettacolo del suo passaggio. L’asteroide torna a distanza di 10 anni dal suo ultimo passaggio e passerà a una distanza pari a nove volte la distanza che separa il nostro pianeta dalla Luna. Il transito è previsto nella notte fra lunedì 29 e martedì 30 luglio E’ l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, a spiegare: “L’asteroide raggiungerà la distanza minima dalla Terra, pari a 3,5 milioni di chilometri, intorno alle 2,30 del mattino del 30 luglio. Ma in quel momento sarà difficile vederlo perchè sarà molto basso sull’orizzonte. Le condizioni ideali per osservarlo ci saranno invece intorno alla mezzanotte del 30 luglio, poco prima del passaggio ravvicinato”. Scoperto dieci anni fa, l’asteroide 2003 DZ15 è stato avvistato nei giorni scorsi dal programma di sorveglianza Pan-Starrs (Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System) gestito dall’università della Hawaii. “Aspettavamo il suo ritorno”, ha detto Masi.

1998 QE2: l’asteroide in arrivo questa notte

ASTEROIDE-1998-QE2

Alle 22.59 di questa notte, l’asteroide “1998 QE2”, con i suoi 2.7 km di diametro, farà il suo massimo avvicinamento alla Terra, a circa sei milioni di chilometri dalla Terra, oltre 15 volte la distanza dalla Luna. Non c’è nessun rischio di collisione dunque, come ha spiegato anche la NASA. Una vera fortuna, considerate le sue dimensioni, che sarebbero in grado di spazzare via la vita dal nostro Pianeta, qualora ci fosse un’ipotetica collisione. Ma non ci sarà alcun rischio. Gli astronomi, tuttavia, avranno la possibilità di studiare le caratteristiche dell’asteroide grazie a telescopi ad alta risoluzione. Il loro obiettivo è quello di comprendere sia le origini dell’oggetto celeste che di migliorare la precisione dei dati orbitali, numeri indispensabili che permetteranno di comprendere se non ci siano, in futuro, rischi potenziali e prevedere la traiettoria che assumerà il corpo. Certo, rimane un’operazione complicata quella ci comprendere quali siano i corpi celesti che possono rappresentare una minaccia futura. Questo perchè gli asteroidi, a causa della loro bassa capacità di riflessione sono di solito invisibili all’occhio dei telescopi nonchè troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili. L’ipotesi di un impatto di un asteroide dalle misure rilevanti, ossia oltre i 45 metri di diametro, resta comunque rara: accade solo tre volte nell’arco di circa ogni mille anni.  Resta comunque fondamentale raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, così che sia possibile prevedere i movimenti dei cinque  asteroidi individuati dalla NASA come possibile minaccia, sempre in ambito potenziale, con una probabilità di collisione su un milione. Tornando al passaggio di “1998 QE2”, l’asteroide è stato scoperto  nel 1998 dal Massachusetts Institute of Technology e, per questa notte, la NASA ha previsto una diretta streaming: sarà Charles Bolden, capo dell’agenzia spaziale, a raccontare in diretta il passaggio dell’asteroide.  L’astronomo Lance Benner del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena ha spiegato l’importanza di una simile osservazione: “E’ possibile capire in modo dettagliato la sua dimensione, forma, rotazione, così come le caratteristiche superficiali e la sua origine”. Ma non solo: “Il passaggio di questi oggetti rappresenta un modo per esplorare un’intera classe di corpi del sistema solare”, ha spiegato l’astronomo. Non si conosce ancora quale sia la forma esatta di “1998 Qe2″. Dalla NASA si è invece saputo che l’asteroide ha con sè un satellite, una “luna” che gli ruota attorno ed ha una lunghezza di circa 600 metri, scoperto dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena guidati da Marina Brozovic. Le concavità osservate sulla sua superficie, secondo la Nasa, potrebbero essere crateri causati da precedenti collisioni: è stato poi stabilito come compia una veloce rotazione su se stesso in meno di quattro ore.

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