I 4 disoccupati, in realtà truffatori per assenteismo ?

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Fabio Fazio non lo sapeva e ha letto in diretta la lettera di protesta di alcuni disoccupati disperati, ma anche di ben noti alle forze dell’ordine per truffa per assenteismo dal posto di lavoro. Non prendono lo stipendio da un anno e mezzo, ma lo hanno preso in passato per non recarsi in ufficio? Maria Rosaria Pascale, Antonio Sollazzo, Marino Marsicano e Salvatore Ferrigno, questi i nomi dei quattro ex dipendenti del Consorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta (Cub, si occupa di rifiuti), senza retribuzione da 16 mesi.

Scattata la denuncia per l’irruzione a Sanremo, si viene a scoprire che i quattro sono noti alle forze dell’ordine: truffa per assenteismo dal posto di lavoro, reati contro il patrimonio, interruzione di pubblico servizio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata. In passato sono stati sottoposti a Daspo, il provvedimento che impedisce di assistere a manifestazioni sportive ed ora hanno avuto anche una sorta di Daspo canoro, perché la polizia gli ha consegnato il foglio di via obbligatorio per tre anni da Sanremo.

In definitiva la protesta di chi è senza stipendio, fatta da chi è ritenuto di esser stato un truffatore per assenteismo. Come scrive Renato Franco sul Corriere della Sera: “I consorzi di bacino (quelli per cui lavorano o lavoravano i quattro ndr.) sono finiti tempo fa sotto la lente di ‘Report’ e anche della magistratura perché negli anni hanno assunto dipendenti in numero esorbitante. Situazione diventata ancora più scandalosa quando il servizio di raccolta differenziata è stato affidato alla municipalizzata Asia. Di fatto i dipendenti del Consorzio erano pagati per non lavorare”.

Chi sono i più assenteisti d’Italia? I parlamentari si piazzano bene!

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E’ SkyTg24 a dare i numeri e stavolta non sono quelli della follia, ma dell’assenteismo dei parlamentari di Camera e Senato. Ci sono infatti deputati come Antonio Angelucci del Pdl che nelle 1370 votazioni dall’inizio della legislatura risulta assente, tanto da essere soprannominato il fantasma. 100% di assenze in quale altro posto di lavoro sarebbe tollerabile?

Ma certo non è l’unico. I suoi compagni di partito come Pietro Longo e Daniela Santanchè,  superano il 90% di assenze nei lavori parlamentari, così come sono vicini al record anche Umberto Bossi della Lega Nord, Bombassei di Scelta civica e Guido Galperti e Umberto Marroni del Pd.

Certo il sito della Camera, come sottolinea anche SkyTg24, mette a disposizione le statistiche senza specificare a cosa siano dovute le assenze, se si tratti quindi di malattie o altri incarichi, ma resta comunque abbastanza agghiacciante il dato.

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 Al Senato la situazione non migliora, con Silvio Berlusconi recordman dell’assenteismo: dall’inizio della legislatura è stato presente a un voto soltanto: quello della fiducia a Letta, lo scorso 2 ottobre. E sono molti gli uomini dell’entourage del Cavaliere che si fanno vedere ben poco a Palazzo Madama: il suo legale Nicolò Ghedini, ad esempio, che ha totalizzato il 99,94% di assenze, o «l’uomo del Pdl» Denis Verdini che non c’è stato il 99,88% delle volte. Un po’ più in basso nella classifica dei senatori «introvabili» anche due nomi noti: l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti (assente l’88,88% delle volte) e anche lo stesso Mario Monti, che ha disertato l’aula nel 65% delle occasioni.

Ma ci sono anche i virtuosi, e Sky mette in luce anche quelli: alla Camera il record delle presenze spetta a Francesco Cariello del MoVimento 5 Stelle (presente al 99,12% delle votazioni), che stacca di poco Giorgio Brandolin del Pd, Lainati del Pdl e Paola Binetti di Scelta Civica, che ha votato il 94% delle volte.

 

Che vadano a lavorare! Il pensionato stanco di vedere i comunali fuori dagli uffici

pensionato-dipendenti-tuttacronacaUn pensionato non apprezza per nulla le scene a cui assiste quotidianamente e così ha inviato una segnalazione alla Procura di Udine, alla Corte dei conti e al Comune di Udine. Perchè questa decisione? L’uomo, abituato a incontrarsi la mattina con amici o ex colleghi in un bar del centro cittadino, è stanco di notare ogni giorno dipendenti comunali che, in orario di lavoro, passeggiano per strada, si fermano a parlare tra loro, a ridere, a fumare per strada, invece di svolgere le loro attività lavorative in ufficio. Così ha preso carta e penna per far sapere di essere “Disgustato dal fatto di notare che alcuni dipendenti del Comune di Udine si dedichino prevalentemente ai piaceri della vita varie volte al giorno in orario di lavoro”. E chiude “nella speranza che questo serva quanto meno a moralizzare un malcostume che non è solo un’erba che cresce nel Sud d’Italia ma anche nel laborioso Friuli”. In calce, anche la sua firma.

Renzi assenteista? Sciacallaggio politico?

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Sembrerebbe più un attacco politico che una vera e propria denuncia di assenteismo quella che avrebbe lanciato Tommaso Grassi, consigliere dell’opposizione di sinistra alla giunta Renzi, che, dati alla mano, sarebbe uno dei sindaci meno presenti in Consiglio comunale tra quelli che sono a capo delle grandi città italiane. Peggio di lui ci sarebbe solo Alemanno.

Renzi nel 2012 avrebbe partecipato a 8 sedute su 45 del Consiglio comunale e dall’inizio del 2013 a oggi è comparso solo 7 volte su 17. Ma se questi dati possono risultare di grande impatto mediatico, va anche ricordato che un sindaco oltre che presiedere al Consiglio deve portare avanti l’ordinaria e la straordinaria amministrazione di un comune quindi non è detto che un’assenza nel Salone de’ Dugento significhi la “distrazione” del sindaco dagli impegni cittadini che in molte occasioni possono portarlo anche fuori sede per risolvere le questioni dei fiorentini.

Ma in realtà l’attacco che, forse, si vuole fare al primo cittadino di Firenze è più mirato e potrebbe anche coinvolgere la sua immagine, quella che nei mesi scorsi ha cercato di veicolare attraverso i media. A Renzi infatti vengono anche contestate tutte le apparizioni in tv. Sembra infatti, secondo l’opposizione, che il sindaco abbia solo voluto promuovere la sua immagine e non quella della città di Firenze. Ma dove finiscono i confini della promozione personale e dove iniziano quelli della città di Firenze?

Le accuse continuano con i 36,6 milioni di euro di fondi europei persi per il completamento della tramvia. Ma i fattori fondamentali sembrano prescindere dalle presenze del Sindaco in consiglio essendo invece attribuibili a: difficoltà economiche del costruttore (Impresa S.p.a. subentrato alle già fallite Btp e Consorzio etruria),  restringimento del credito bancario in seguito alla crisi economica, incertezze del progetto e dello strumento finanziario scelto, quello del project financing.

ntanto il sindaco annuncia su Facebook: “Messaggio per i fiorentini. Domani faremo l’ultima giunta programmatica della legislatura: metteremo giù l’elenco delle priorità per chiudere cinque anni di lavoro bello e intenso. In nottata faremo un giro anche a controllare i tanti cantieri stradali su cui lavoriamo di notte per non intralciare il traffico come da impegno pre-elettorale. Segnalatemi, se vi va, le vostre priorità e le vostre proposte sull’ultimo anno di azione amministrativa. E già che ci siete dateci un consiglio su dove mettere gli ultimi cinque fontanelli dell’acqua naturale e gassata di Publiacqua”.

Organizzazione per “assenteismo”!

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Organizzazione per assenteismo! E sì, perché a Reggio Calabria le cose si facevano per bene. Organizzati ufficio per ufficio, in gruppi, e ogni giorno qualcuno timbrava per tutti. I colleghi poi sarebbero arrivati (quando arrivavano) con calma, dopo tutte le loro commissioni e impegni. Dopo la spesa, la farmacia, il bar con gli amici. C’era anche chi non disdegnava una passeggiata su Corso Garibaldi per un po’ di shopping nei negozi che espongono i nuovi arrivi di stagione. L’inchiesta risale al 2010 (in Italia per queste cose serve molta calma) e l’allora sindaco, Giuseppe Raffa, insofferente ai telefoni che squillavano a vuoto e alle scrivanie deserte chiamò la Guardia di Finanza. Così l’indagine, “Torno subito”,  durata poco più di un mese evidenziò circa 95 dipendenti assenteisti nel Comune di Reggio Calabria. Oggi 17 sono finiti agli arresti domiciliari, altri 42 avranno l’interdizione dal posto di lavoro e tutti gli altri restano indagati. I finanzieri hanno stabilito che i “furbetti” del Comune riuscivano in un solo mese ad accumulare fino a 105 ore di “assenza timbrata come presenza”.  Il tutto è stato documentato con video e fotografie.

Quello sventurato a cui toccava il turno in ufficio timbrava fino a sette cartellini, poi spesso si concedeva anche lui un caffè. Spesso le telecamere all’esterno del Comune,  hanno ripreso anche decine di autovetture che si fermavano all’ingresso per soste di pochi secondi, tempo giusto di timbrare e ripartire.

 L’ennesimo caso a conferma che il lavoro statale paga anche quando si è assenti, che a fronte di 6 ore al giorno che un impiegato dello stato dovrebbe lavorare in un Comune, ne riesce a fare sì e no 9 a settimana. E se è vero che l’incivilta e il mal costume dilaga, è anche vero che in alcuni uffici il lavoro scarseggia. Non c’è motivazione, non vengono passate le pratiche e tutti si chiedono perché sono andati in ufficio a perdere tempo? Se magari un’organizzazione così “virtuosa” che consentiva agli impiegati di eludere i controlli venisse fatta in modo da ripartire il lavoro e motivare il personale, magari alla fine si riuscirebbe a far lavorare qualcuno. Ma se gli impiegati sono “svogliati” sicuramente c’è qualcuno che lo consente, c’è chi chiude un occhio e lascia che sia… che tanto in Italia neppure un governo si riesce a fare… ci sono i saggi a “lavoro” mentre i politici riposano! Ecco l’esempio che danno le nostre istituzioni… cosa dovrebbe recepire un impiegato?

 

 

MALASANITA’: direttore unità di ospedale Cotugno (Na) raggiunto da divieto di dimora

Raffaele Pelella, direttore dell’Unita’ operativa Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Cotugno e’ stato raggiunto da un’ordinanza di divieto di dimora. Al medico sono contestati reati circa falso e truffa ai danni dell’azienda ospedaliera.
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Durante il lavoro faceva gol! Sospensione per medico assenteista

Bologna, fannulloni in corsia: 6 giorni di lavoro in 9 anni. Condanna a 2 anni.

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Napoli e assenteismo: sequestrata la casa a una dipendente

Una dipendente di “Napoli Servizi”, società che lavora con il Comune di Napoli si è vista sequestrare la casa a causa delle molteplici assenze sul luogo di lavoro.

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La piaga dell’assenteismo: IACP di Messina, 81 indagati su 96 dipendenti!

Istituto Autonomo Case Popolari di Messina, 81 indagati. Arresti domiciliari per 4 dipendenti assenti per più di 50 ore in un mese. Per altri 54 è scattato l’obbligo della firma. Così almeno saranno presenti e puntuali!

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Lo sport… fa bene alla salute?

 

Un dirigente medico di una struttura sanitaria pubblica ha perso il match contro la Guardia di Finanza di Bergamo. Per lo Stato era regolarmente al lavoro in ospedale, nella realtà si trovava a fare pratica su un campo da tennis.

I casi di assenteismo sul lavoro in Italia continuano a dilagare.

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