Il paragone di Sallusti: Berlusconi come Kennedy

berlusconi-kennedy-tuttacronacaAlessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, in occasione del cinquantenario della morte di JFK ha redatto un editoriale nel quale paragona il mitico presidente americano a Silvio Berlusconi, che arriva il giorno dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza Ruby.

La coincidenza mediatica Kennedy-Berlusconi cade a proposito. Perché i due hanno più di un punto in comune. Entrambi ricchi, molto ricchi, hanno usato la loro ricchezza per farsi largo in politica. Entrambi , alla loro discesa in campo, si sono imposti a sorpresa su rivali favoriti. Entrambi hanno regalato un sogno al loro Paese senza riuscire a realizzarlo (nel caso di Kennedy per sopravvenuto omicidio, in quello di Berlusconi perché siamo in Italia). Tutti e due hanno cambiato profondamente e in modo irreversibile il costume della politica. E, non ultimo, entrambi avevano una passione irrefrenabile per le belle donne.

Il compagno della Santanchè, quindi, passa a citare un racconto pubblicato dal “Corriere della sera” sul presidente americano:

Dicono che la sua vita sia stata costellata da una sequenza ininterrotta di incontri occasionali con giovani donne di ogni ceto sociale. Tutte bellissime, tutte innamorate. Erano stagiste della Casa Bianca, attrici, cantanti, prostitute, signore del jet set, giornaliste, segretarie, amanti di boss della mafia… Arrivavano di notte alla Casa Bianca nascoste dentro il bagagliaio di un’auto e il presidente le intratteneva nel suo ufficio. Queste consegne a domicilio venivano rispedite al mittente nel giro di pochi minuti…”.

E trae la sua conclusione:

L’ipocrisia è che tanta benevolenza è solo per chi è di sinistra, zona dove puttane e puttanieri non mancano, ma lì, e solo lì, fanno tanto chic.

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Ucciso a colpi di pistola un imprenditore a Casal Palocco a Roma

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Sesto Corvini, 74 anni, imprenditore romano, è stato freddato questa mattina, intorno alle 8, mentre viaggiava a bordo di un furgoncino cassonato, nella zona di Casal Palocco, periferia sud della Capitale, in via Nicore di Alessandria. L’assassino gli avrebbe chiesto il nome prima di esplodergli 3 colpi di pistola in pieno volto. Sull’omicidio indagano i carabinieri.

 

A 28 anni dall’omicidio di Giancarlo Siani, la Mehari torna a correre

giancarlo-siani-Mehari-tuttacronaca23 settembre 1985. Napoli. La camorra uccide, a pochi metri dalla sua abitazione, il giornalista del Mattino Giancarlo Siani. A 28 anni dalla sua morte, la sua Mehari torna oggi a correre e diventerà la protagonista del progetto “In viaggio con la Mehari”, promosso da Regione Campania e Comune di Napoli. L’auto ha ripreso oggi il suo cammino per il capoluogo campano, con meta la sede del quotidiano per il quale lavorava il giornalista, in nome della libertà di stampa e in memoria di tutte le vittime innocenti della criminalità. Alla guida, autorevoli rappresentanti del mondo della cultura, della magistratura e dell’antimafia sociale. Dopo che lungo le Rampe Siani, a poca distanza dal luogo del delitto, sono stati deposti dei fiori, Saviano ha avviato il motore. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ha detto: “Vedere la Mehari qui dove fu ucciso Siani dà la contezza della potenza della memoria”. Al volante si sono succeduti volti conosciuti del mondo del giornalismo, della cultura e della giustizia legati alla storia di Giancarlo Siani e a quella delle vittime innocenti di criminalità. Tra gli altri, don Luigi Ciotti, Giovanni Minoli e Alfredo Avella, del coordinamento familiari vittime innocenti criminalità.

Prima di salire a bordo dell’auto, Saviano ha detto: “La ripartenza della Mehari significa che riparte tutto. Riparte anche Napoli”. E’ stato il fratello di Giancarlo, Paolo Siani, a consegnare le chiavi della Mehari allo scrittore che, al termine del giro, ha spiegato: “Sai cosa ho visto? Una Napoli minoritaria agguerrita. Quando siamo partiti c’era tutta la Napoli che volevo vedere ma non ho visto l’intera città”. E ancora: “Più che deluso mi ha fatto vedere che c’è una parte della città molto agguerrita un’altra parte molto delusa”. Don Ciotti, ha a sua volta ricordato il giornalista che proprio su quell’auto è stato ucciso. “Amava la ricerca della verità, era un archeologo della verità, scavava sempre in profondità, non si fermava mai in superficie e cercava di fare emergere le contraddizioni. Quello che per lui era importante non era solo la denuncia ma anche cercare di leggere quali erano le cause, i meccanismi di molte forme di marginalità e di cosa alimentava la criminalità camorrista”.

Ha confessato! E’ un 21enne rom ad aver violentato e ucciso Tatiana.

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Il 13 settembre a Brancaleone, nel Reggino era ritrovato il cadavere carbonizzato di  Tatiana Kuropatyk, 41enne ucraina. La donna era stata prima violentata e poi uccisa da un rom, Gianluca Bevilacqua, di 21 anni che fa parte della comunità che ormai da tempo si è insediata a Brancaleone. Il 21enne ha confessato l’omicidio dopo ore di interrogatorio, nel quale ha anche ammesso di aver notato la vittima mentre era  nella spiaggia di Brancaleone, dove si era recata a prendere il sole. Prima ha avvicinato la vittima con la quale ha anche chiacchierato, poi ha tentato un rapporto sessuale, ma era stato rifiutato, quindi ha preso un sasso e ha colpito la donna. A quel punto è iniziata la violenza sessuale e alla fine dell’atto l’ha barbaramente uccisa con le pietre. Alla fine  ha tentato di bruciare il corpo, per eliminare le tracce.

 

Ucciso a colpi d’ascia a Salerno, rissa tra stranieri ubriachi

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Un 38enne polacco è stato ucciso da un connazionale con un colpo d’ascia alla testa. Il fatto è accaduto a  Battipaglia, dove la vittima aveva chiesto un alloggio per la notte a un conoscente dopo che era stato cacciato di casa dalla moglie. Tra i due, complice anche l’alcol, è scoppiata una lite furibonda, al culmine della quale è stato commesso l’omicidio. L’assassino ha anche cercato di nascondere il cadavere e ha chiesto aiuto a un altro connazionale che quando ha visto l’uomo assassinato ha deciso di avvisare le forze dell’ordine. L’assassino ha poi cercato la via di fuga in treno, ma è stato bloccato.

Cameriera uccisa a Rimini, è giallo in una pensione

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Sarebbe dovuta ripartire ieri sera per la Romania, invece Florentina Ciobanu, 33 anni, è stata rinvenuta senza vita con un coltello piantato all’altezza del cuore, nella pensioncina di Rivabella, a un passo da Rimini. La titolare dell’albergo, che era andata a prenderla per accompagnarla alla stazione dei bus, l’ha trovata morta in cucina. Dopo l’ispezione nella pensione da parte delle forze dell’ordine, sono state anche interrogati i figli della proprietaria.  In particolare, la polizia ha sequestrato lo scooter del giovane e chiuso, temporaneamente, il suo bar. Gli inquirenti stanno verificando i suoi movimenti nella mattinata di ieri. Secondo alcune testimonianze, alle 5,30, Marco (che vive nell’albergo Scilla con la madre) ha aperto il suo bar a Rivazzurra, dalla parte opposta di Rimini, a una decina di chilometri di distanza dalla pensione. Molte le commissioni da fare in mattinata. Tra queste anche il biglietto del pullman per la Romania da portare a Florentina. Poco dopo le 12, mentre si trovava al lavoro nel bar, è stato avvertito della morte della ragazza da una telefonata fattagli da un amico. In serata sono stati rintracciati altri amici di Florentina, tutti interrogati per ore. Forse in quel giro di amicizie c’è qualcuno che sa, o che sospetta, e potrebbe far virare le indagini nella giusta direzione.  

 

Giallo a Torino, trovato un cadavere vicino a Regina Margherita. Omicidio?

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Riverso in posizione supina, in mezzo a una pozza di sangue, nei prati di Corso Regina Margherita a Torino, è stato rinvenuto il cadavere di un 40enne. A vedere il corpo è stato un ragazzo che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e in poco tempo la zona è stata isolata. Vicino al corpo sarebbe stata rinvenuta anche una bicicletta.  Il luogo del ritrovamento si raggiunge attraverso un sentiero in mezzo a una boscaglia piuttosto fitta. Diverse le ipotesi, ma si sta consolidando quella dell’omicidio. Il medico legale ha accertato che l’uomo è stato colpito da una coltellata sotto il ginocchio che però potrebbe non essere stata fatale. L’uomo sarebbe morto tra le 18 e le 24 ore prima.

E’ giallo sulla donna assassinata al Prenestino, indagini in corso

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Il cadavere di una donna è stato rinvenuto presso la propria abitazione sita in via Prenestina a Roma. Si tratterrebbe di omicidio, sul corpo sono state infatti riscontrate numerose ferite. I carabinieri stanno interrogando al momento una persona, secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di un disabile che viveva con la vittima.

 

Ritrovamento macabro nel casertano: donna con il cranio sfondato

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Nei pressi della stazione ferroviaria di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) è stato rinvenuto il cadavere – in avanzato stato di decomposizione – di una donna con la parte superiore del cranio parzialmente sfondata. Il medico legale, da un primo esame ha constatato che la  lesione potrebbe essere compatibile con una ferita da corpo contundente. Sul posto gli agenti della polizia ferroviaria di Caserta e del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere.

Aggiornamento 4 settembre, ore 10.09

Secondo le indagini della Polizia, il cadavere, rinvenuto in una zona che si trova a circa venti metri dai binari della stazione e che viene utilizzata come deposito dalle Ferrovie dello Stato, potrebbe essere quello della 50enne Antonietta Afieri, della cui sparizione si era occupata la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Il corpo della donna era stato nascosto sotto alcune traversine di legno, mentre il viso era stato coperto da alcuni stracci.

Omicidio in strada a Piacenza davanti a un bar affollato.

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Un uomo è stato ucciso a colpi di pistola in strada a Piacenza. E’ accaduto davanti al bar Baraonda in via Colombo, pieno di clienti, alle porte del centro storico. La vittima è stata centrata in pieno petto, forse per un regolamento di conti. Inutili i tentativi del 118 di rianimarlo. Subito dopo l’omicidio alcuni testimoni avrebbero visto fuggire un’utilitaria grigia con a bordo quattro persone in direzione del centro.

Assassinio nel Veneziano, fermato un romeno.

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La vittima, probabilmente un giovane romeno, è stato ucciso, forse al culmine di una lite, con una coltellata al torace in un appartamento di San Donà di Piave, nel Veneziano, che il ragazzo condivideva con altre persone provenienti dall’Est Europa. L’identificazione è ancora al vaglio degli inquirenti visto che il giovane al momento del decesso non aveva documenti con sé. Gli investigatori hanno condotto in caserma per accertamenti un altro romeno.

 

Un mistero lungo 16 anni… Lady D. in arrivo novità sul caso?

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Sono passati 5 anni dall’archiviazione dell’indagine su Lady Diana e Dodi Al Fayed, ma qualcosa si muove a Scotland Yard dove si stanno vagliando nuove ipotesi che potrebbero portare a una ricostruzione molto diversa di quella notte in cui persero la vita Lady D e Dodi Al Fayed. Una tesi da sempre sostenuta dal padre di Dodi, secondo cui la coppia sarebbe stata assassinata. Le informazioni sembrerebbero essere emerse dai suoceri di un ex soldato attraverso la Royal Military Police e la polizia britannica le starebbe prendendo ”molto seriamente”. Le nuove informazioni includono anche un riferimento al diario segreto di Diana.

Da dove è partita l’inchiesta?

La Corte marziale che giudicava il sergente Danny Nightingale poi condannato per possesso illegale di armi si è trovata per le mani una lettera di sette pagine con un passaggio esplosivo. In una riga il «soldato N» (è conosciuto soltanto così), un ex compagno di stanza del sergente Nightingale e testimone chiave nel suo processo, scrive che le «Sas sono dietro alla morte della principessa Diana». E chi afferma che può essere solo la lettera di un mitomane, stavolta dovrà ricredersi perché la stessa Scotland Yard ha ritenuto  abbastanza attendibile la fonte da approfondirne il contenuto. Pare che questa lettera, di cui è venuto in possesso il Sunday People, sia stata trasmessa al ministero della Difesa già nel 2011.

 

Omicidio-suicidio nell’Aretino, rinvenuti due cadaveri

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I corpi di una coppia, lui, un cinquantenne bulgaro, e lei, una 49enne italiana, sono stati ritrovati durante la notte  in un bosco a Loro Ciuffenna, fra Castiglion Fibocchi e Talla, nella zona di Pontenano in Pratomagno, in provincia di Arezzo. Secondo una prima ricostruzione la donna avrebbe sparato all’uomo e poi si sarebbe tolta la vista rivolgendo l’arma contro di  sé. La coppia sembra che sia giunta nel bosco dalla provincia di Pisa. L’omicidio-suicidio, se confermato, dovrebbe risalire a qualche giorno fa.

Aggiornamento 9 agosto 2013, 14,12:

Sembra che la ricostruzione fatta in un primo moemnto sull’omicidio-suicidio di Pratomagno non sia corretta. Secondo le ultime indagini emerge che sia stato l’uomo a uccidere con un colpo di pistola in fronte la donna e poi abbia fatto fuoco contro di lui. Sono emersi anche alcuni biglietti e un video che la coppia aveva lasciato nella vettura.

I due affermano di aver deciso di comune accordo di farla finita per ”una insoddisfazione esistenziale latente da tempo – spiegano i carabinieri – e per una malattia dell’uomo”.

Aggiornamento 10 agosto 2013, 10,50:

Le identificazioni dei due corpi sono state portate a termine ed è emerso che la donna, era una ballerina e si chiamava Barbara Rossi De Rigo, originaria di Schio (Vicenza), molto conosciuta nell’ambiente della danza per le collaborazioni con cantanti del calibro di Zuccchero e Fabio Concato, aveva lavorato anche per il Bagaglino. Lui era un bulgaro che da anni viveva a Livorno e si chiamava Dimitar Ynakiev,

Matrimonio con sparatoria a Baiano: uomo freddato davanti alla Chiesa.

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Un uomo di 60 anni, Fortunato Miele, imprenditore nel campo dell’edilizia con precedenti penali, arrestato anni fa per tentato omicidio,  è stato ucciso con colpi di arma da fuoco in piazza a Baiano, in provincia di Avellino. L’omicidio è avvenuto davanti alla chiesa di Santo Stefano, il principale luogo di culto della cittadina ai confini tra le province di Avellino e Napoli. L’uomo è stato raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco esplosi, subito dopo le ore 13, da  da due killer arrivati nella piazza del paese a bordo di una potente moto e con i volti coperti da caschi integrali. Miele è stato freddato mentre si trovava al posto di guida della sua Jeep, ferma davanti alla chiesa dove si era appena concluso un matrimonio e alcuni invitati, dopo che gli sposi erano andati via, si trovavano ancora sul sagrato.

Il caso Moro continua a tingersi di giallo: aperto un nuovo fascicolo

ritrovamento-moro-orarioA seguito delle dichiarazioni dei due artificieri Vitantonio Raso e Giovanni Circhetta, che hanno raccontato come il ritrovamento della R4 dentro cui si trovava il cadavere di Aldo Moro sia avvenuto alle 11, quindi in un orario precedente rispetto quello sempre dichiarato, e hanno parlato anche della presenza dell’allora ministro degli Interni Cossiga in via Caetani, la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine al riguardo che è stato affidato al pm Luca Palamara ed è connesso a quello aperto recentemente sulla base di un esposto di Ferdinando Imposimato in base al quale la morte dell’allora presidente della Dc poteva essere evitata. I due ex antisabotatori potrebbero venire convocati in tempi brevi a piazzale Clodio in veste di testimoni, considerato che il nuovo procedimento è stato avviato d’ufficio ed ha preso spunto proprio dalle notizie diffuse a proposito della loro versione che viene tuttavia smentita da Franco Alfano. All’epoca, il giornalista aveva 35 anni e lavorava per GBR. Fu lui il primo ad arrivare, assieme al suo operatore, in via Caetani, dov’era stata abbandonata la vettura. Stando alla sua versione, la Renault venne aperta dagli artificieri alle 14.

Omicidio Moro: gli artificieri sul luogo prima della telefonata delle Br

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Era il 9 maggio del 1978 quando il corpo di Aldo Moro fu ritrovato all’interno di una R4 rossa in via Caetani, Roma. I primi ad arrivare sul luogo, all’epoca, furoni gli antisabotatori, che non furono mai interrogati. A raccogliere la loro testimonianza è stato proprio uno di loro, Vitantonio Raso, autore del libro “La bomba Umana” in cui vengono forniti dettagli che cambiano la storia che noi tutti conosciamo. Assieme al suo collega, il Maresciallo Giovanni Circhetta, Raso anticipa infatti l’ora del ritrovamento dell’auto, e del cadavere al suo interno, a prima delle 11. Ma la telefonata fatta dalle Br per annunciare l’uccisione di Moro e dare indicazioni su dove trovare il corpo, risale alle 12.30.

Ma non è tutto: gli artificieri arrivarono per controllare che l’auto non si trattasse in realtà di una trappola esplosiva e fu lo stesso Raso ad entrare per primo nella R4 rinvenendo così il corpo di Moro, celato sotto la coperta. Cossiga, che nelle versioni conosciute sarebbe arrivato in via Caetani poco prima delle 14, giunse in realtà poco dopo il ritrovamento e non avrebbe reagito in alcun modo alla scoperta del ritrovamento. “Quando dissi a Cossiga, tremando, che in quella macchina c’era il cadavere di Aldo Moro, Cossiga e i suoi non mi apparvero nè depressi, nè sorpresi come se sapessero o fossero già a conoscenza di tutto”, dice Raso. “Ricordo bene che il sangue sulle ferite di Moro era fresco. Più fresco di quello che vidi sui corpi in Via Fani, dove giunsi mezz’ora dopo la sparatoria”. E’ invece Circhetta che rivela un altro dettaglio: sul sedile anteriore della vettura sarebbe stata rinvenuta una lettera, che lo stesso Maresciallo si chiede dove sia finita. Dopo 35 anni, quindi, Raso chiarisce la questione degli orari, che prima, nella stesura del libro, aveva lasciata indeterminata. Il ritrovamento avvenne dunque circa un’ora e mezza prima della telefonata delle Brigate Rosse e sia Francesco Cossiga che un certo numero di alti funzionari assistettero alla prima identificazione del corpo tempo prima rispetto alle riprese di Gbr, girate a cavallo delle 14. Questo significa che Cossiga giunse due volte sul luogo del ritrovamento e dove gli sportelli lateriali della R4 furono ripetutamente aperti. Raso presenta dunque una versione diversa rispetto quanto raccontato fin’ora: “Sono ben consapevole. La telefonata delle Br delle 12.13 fu assolutamente inutile. Moro era in via Caetani da almeno due ore quando questa arrivò. Chi doveva sapere, sapeva. Ne parlo oggi per la prima volta, dopo averne accennato nel libro, perchè spero sempre che le mie parole possano servire a fare un pò di luce su una vicenda che per me rappresenta ancora un forte shock. Con la quale ancora non so convivere”. Raso non è mai stato interrogato.

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Omicidio a colpi di balestra: succede a Castellammare di Stabia

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Si trovava nella sua abitazione a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, Pasquale Duria, quando è stato raggiunto da un colpo scoccato da una balestra. L’uomo, un 48enne, è stato subito soccorso e quindi trasportato in ospedale dove è morto. Sembra che l’omicidio sia maturato in ambito familiare e ora la polizia sta cercando il figlio della vittima. La moglie, invece, è già stata portata in Commissariato per essere ascoltata.

Omicidio nel perugino: si è suicidato il sospettato

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Francesco Cristofari, 50 anni e sospettato dell’omicidio di Roberto Burnelli, è stato trovato morto impiccato a un albero vicino a un casolare in una zona boscosa tra Marsciano e Gualdo Cattaneo. Sono stati i carabinieri e volontari a fare il ritrovamento, avvenuto non distante dal casale di famiglia. L’ipotesi è che Cristofari si sia suicidato dopo aver compiuto il delitto ieri mattina, quando ha tagliato la gola, probabilmente dopo averlo colpito alla testa con un bastone, a Burnelli. Subito dopo il delitto era stata una dipendente dell’azienda, compagna della vittima, a lanciare l’allarme: arrivando sul luogo aveva infatti udito un urlo del commerciante e visto scappare il suo ex marito, che si era allontanato con un furgone Fiat Fiorino dell’azienda poi trovato abbandonato nella zona di Gualdo Cattaneo con, all’interno, diverse tracce di sangue. A seguito della segnalazione, i carabinieri del comando provinciale di Perugia avevano quindi avviato una battuta per le ricerche che erano state però ostacolate dalla pioggia e il vento che avevano interessato tutta la provincia.

Uomo ucciso a bastonate nel perugino: è giallo

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In provincia di Perugia, a Marsciano, è stato ritrovato il corpo di un uomo, Roberto Burnelli, di 51 anni che sarebbe stato ucciso, stando alle prime indiscrezioni, a colpi di bastone. Il carnefice, dopo l’assassinio, si sarebbe dato alla fuga, abbandonando il corpo sul luogo del delitto, un’azienda. Si tratta di due cittadini italiani, entrambi originari del luogo e con qualche legame comune: si parla infatti di gelosia come possibile movente in quanto l’omicida avrebbe  avuto una relazione con una donna attualmente legata alla vittima. Pare che il presunto assassino abbia raggiunto l’uomo sul posto di lavoro, intorno alle 6 di questa mattina, e in quel luogo si sarebbe scatenata la lite fatale. Sul posto una vasta battuta di ricerche dei carabinieri del reparto operativo di Perugia e della compagnia di Todi.

Altro femminicidio o rapina? Donna trovata morta a Capri

La polizia avvisata dal compagno della vittima.

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Ossezia del Nord: assassinato con 5 colpi il vice del Muftì

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