Pedofilo bacia sulla bocca bimbo di 4 anni. Linciaggio della folla.

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Ieri mattina, sul litorale romano di Ostia, intorno alle 11.30, un anziano di 72 anni, M. I., si è avvicinato con una scusa a un bimbo di 4 anni  che stava passeggiando con il nonno sul marciapiede in via Carlo Greco.  Dopo gli usuali complimenti per il bell’aspetto del bambino, l’anziano ha chiesto al nonno se poteva baciarlo. Il nonno ha risposto con un fermo “no” e a quel punto il 72enne si è chinato sul bambino e lo ha baciato sulla bocca. Sono state le grida del nonno a richiamare l’attenzione dei passanti che immediatamente sono corsi in aiuto. Quando è arrivata la polizia, il 72enne stava per essere linciato e non è stato facile sottrarlo alla folla inferocita. Al commissariato l’anziano originario di Catanzaro ha confessato di essere attratto dai minori. E’ stato arrestato per violenza sessuale aggravata dal fatto che il minore avesse meno di 14 anni.

Erano appena scaduti i domiciliari: “ora posso picchiarti quando e come voglio”

stalker-domiciliari-tuttacronacaNon è rimasto libero a lungo uno stalker 25enne al quale erano scaduti gli arresti domiciliari. Il fatto è avvenuto a La Spezia, con il giovane che si è recato a casa della ex dichiarandole “ora posso picchiarti quando e come voglio”. La 20enne, che veniva molestata dal giovane da oltre un anno, ha subito avvertito i carabinieri e sporgendo anche una nuova denuncia per la minaccia. Così, i militari su mandato del gip hanno nuovamente arrestato il ragazzo.

La figlia che ha sparato al padre: la controllava in modo eccessivo

1spara_padre_cusignana_giavera_montello_tuttacronacaHa compiuto ieri 17 anni, dopo aver sparato al padre 76enne la sera prima, stanca di sentirsi controllata in modo eccessivo e che il genitore leggesse i suoi sms. Quando l’uomo è tornato a casa prima del previsto dall’azienda di cui è proprietario, una nuova lite, degenerata. Massimo Montino, avvocato difensore della ragazza, ha commentato: È stato uno scatto d’ira senza premeditazione, un delitto d’impeto”. Alle 17.35 di mercoledì alcuni residenti della zona sentono degli spari provenire dalla villa in cui vivono padre e figlia, qualcuno contatta il 112. I rilievi scientifici dei carabinieri hanno portato a una prima ricostruzione, che ha ancora dei punti poco chiari. Ma anche i protagonisti hanno aggiunto degli elementi. Da quanto si è appurato, padre e figlia hanno litigato in cucina, dopo di che la giovane è andata a recuperare una Beretta nella stanza dell’uomo. Caricata l’arma con 5 proiettili calibro 22, lo raggiunge in garage e spara due colpi che saranno in seguito rinvenuti inesplosi perchè la sicura era ancora inserita. La ragazza la sblocca e fa ancora fuoco: il proiettile raggiunge l’uomo alla gamba sinistra. Il genitore tenta di mettersi in salvo, ma all’esterno della casa, ovvero sul vialetto d’ingresso, viene di nuovo raggiunto da due colpi al braccio sinistro e poi alla testa e stramazza a terra in una pozza di sangue. A quel punto la giovane è sotto shock. 5 minuti dopo arriva la zia, con la quale aveva appuntamento, e le dice “Papà sta morendo”. Sono le 17.43 quando giungono sul posto i carabinieri, preceduti dall’elicottero del Suem, contattato proprio dalla zia. L’imprenditore, trasportato al Ca’ Foncello, viene sottoposto nella notte a due delicati interventi chirurgici e ora è fuori pericolo. La ragazza, quasi sempre impassibile, viene accompagnata poco dopo le 21 a Mestre per essere interrogata dal pm della Procura per i minori, dove si avvale della facoltà di non rispondere. La notte la trascorre nel carcere minorile di Santa Bona. Domani sarà sentita nell’udienza di convalida dal gip. L’accusa è di tentato omicidio. Nella giornata di ieri è tornata in Italia dal Brasile anche la madre della ragazza che verrà sentita oggi dagli investigatori.

Ruba le ceneri di una donna morta: pensava fosse coca

cocaina_ceneri-tuttacronacaWilliam ‘Billy’ Cantrell, un 28enne, è stato rintracciato a casa della nonna dopo aver rubato nell’abitazione dei vicini. Il ragazzo forse era sotto l’effetto dell’alcol quando ha scambiato un’urna per le ceneri per un vaso pieno di cocaina, senza prestare alle date sul vaso. Dopo aver rubato le ceneri, ha afferrato anche una Xbox prima di lasciare la casa. Al momento dell’arresto, la nonna avrebbe dichiarato che il nipote soffre di alcuni disturbi psichici mentre la madre l’ha giustificato spiegando che vive in uno stato di semi- coscienza.

Arrestato il fratellastro di Antonio Cassano

motoscafo-cassano-tuttacronacaE’ finito in manette a poca distanza dalla costa del quartiere di Santo Spirito, a nord di Bari, il 41 Giovanni Cassano, fratellastro del calciatore Antonio. L’uomo, che ha vari precedenti penali ed è sottoposto a sorveglianza speciale, navigava ad alta velocità tra i bagnanti ed è anche stato denunciato per lesioni ed omissioni di soccorso perché circa due settimane fa ha investito con un natante un bagnante, a cui sono stati applicati 14 punti di sutura. Il fatto risale a ieri pomeriggio quando, dopo varie telefonate ricevute dal 113 che segnalavano le gimcane tra i bagnanti del motoscafo dotato di due potenti motori, è intervenuta la polizia. Anche un’unità navale della Capitaneria si è data all’inseguimento. Cassano è stato fermato una prima volta all’imboccatura del porto di Bari, ma ha ripreso la fuga ad alta velocità prima di essere definitivamente bloccato nel porto di Santo Spirito. A bordo, oltre a lui, altre cinque persone, di cui quattro con precedenti penali. Tutti sono stati condotti in questura e Cassano è stato arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura della sorveglianza speciale, rifiuto di fornire le proprie generalità e violazione di due articoli del Codice di navigazione. Il natante è stato sequestrato.

Arrestata la 17enne che ha sparato al padre

17enne-spara-padre-tuttacronacaE’ stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale di Treviso il padre 76enne della ragazza di Cusignana, nel Trevigiano, che ieri sera ha aperto il fuoco contro di lui. Oggi la 17enne, il cui compleanno cade proprio in questo giorno, è stata arresta con l’accusa di tentato omicidio. Le prossime ore saranno cruciali per capire se l’uomo, un noto imprenditore nel settore della lavorazione del ferro, potrà farcela. La ragazza, sotto shock, dopo essere stata arrestata, è stata trasferita nel carcere minorile. Al momento della sparatoria padre e figlia erano soli in casa e la ragazza ha premuto tre volte il grilletto, raggiungendo l’uomo a un braccio, a una gamba e più gravemente alla testa. Ferito, l’uomo si è trascinato per la casa lasciando una scia di sangue in diverse stanze. L’eco secco dell’esplosione dei tre proiettili è stato sentito distintamente dai vicini di casa che hanno subito telefonato al 112.

In manette il capo degli Hells Angels e altri 24 membri del gruppo

hellsangels-arresti-tuttacronacaTraffico di droga, traffico di esseri umani, estorsione, riciclaggio e sfruttamento della prostituzione. Sono queste le accuse per le quali sono stati arrestati, sull’isola di Maiorca, 25 membri del gruppo motociclistico Hells Angels tra cui, come riferiscono fonti della polizia spagnola, il tedesco Frank Hanebuth considerato il numero uno in Europa degli Hells Angels. Secondo le forze dell’ordine, era lui a controllare tutte le attività illecite del gruppo dalla sua villa da oltre due milioni di euro. Il piano degli Hells Angels consisteva nel costruire un circuito per la Formula 1 a Maiorca per riciclare significative quantità di denaro frutto delle loro attività illegale in Germania e Turchia. I soldi provenivano da un giro di prostituzione in Germania e dalle estorsioni, ottenute attraverso minacce e violenze. Nel corso dell’operazione, durante la quale sono stati perquisiti almeno, la polizia ha sequestrato 10 autovetture, quattro moto e circa 50 mila euro in contanti, oltre ad armi, gioielli, barche e droga, in particolare cocaina e marijuana

“Madoff della Maremma”: condanna a 8 anni

madoff-maremma-tuttacronacaIl tribunale di Firenze ha condannato, con rito abbreviato, a otto anni di reclusione Robert da Ponte, aka “Madoff della Maremma”, per reati come truffa e associazione a delinquere finalizzata all’abusiva attività finanziaria. Stando all’accusa da Ponte, dopo aver raccolto circa 250 milioni di euro da clienti italiani, trasferì la somma all’estero prima di scomparire. Il giudice non ha previsto provvisionali per le circa 200 parti civili: i risarcimenti verranno stabiliti con rito civile. In tutto gli imputati sono 12: sei a processo a Firenze, gli altri, con rito immediato, a Grosseto. Sempre a Firenze, un’imputata che occupa un ruolo marginale nell’inchiesta a sua volta ha chiesto il rito abbreviato ed è stata assolta. Gli altri quattro imputati hanno patteggiato pene da 5 mesi e 20 giorni a 3 anni e 9 mesi di reclusione. L’arresto del Madoff della Maremma risale al 10 luglio 2012, a Monaco di Baviera, e avvenne nell’ambito di un’inchiesta condotta dai carabinieri del Ros. L’uomo è tuttora in carcere a Prato. Per l’accusa, era scomparso con 250 milioni di euro raccolti sia spendendo il nome della finanziaria Rothsinvest sia grazie a una serie di collaboratori. Gli investitori italiani si affidavano a lui allettati dalla promessa di trasferire i capitali in Svizzera e di ottenere interessi del 10% annuo.

Abu Omar. L’ong che sprona l’Italia a continuare gli sforzi in nome della giustizia

abu-omar-hrw-tuttacronacaDopo che è stata resa nota che l’ex capocentro della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, è stato liberato a Panama, la ong Human Rights Watch ha lanciato una appello all’Italia “a continuare gli sforzi per ottenere giustizia rispetto agli abusi compiuti dalla Cia”. HRW afferma: “L’Italia ha fatto la storia come primo Paese a processare, e condannare, funzionari per le rendition e le torture” e “dovrebbe arrivare alla fine del processo di accertamento delle responsabilità cominciato”.

Caso Abu Omar: Robert Saldon Lady già rilasciato

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E’ stato fermato ieri a Panama l’ex capocentro Cia di Milano Robert Seldon Lady, condannato a 9 anni per la “extraordinary rendition” di Abu Omar. L’uomo, inseguito da un mandato di cattur internazionale dell’Italia sarebbe, stando a quanto riferisce il Washingon Post,stato rilasciato stamane dalle autorità locali e avrebbe già preso un volo alla volta degli Usa. Il rilascio sarebbe stato deciso per “evitare la possibilità che venga estradato verso l’Italia”. Greg Miller e Karen De Young, autori dell’articolo, citano una fonte di alto livello dell’amministrazione Obama, che dichiara: “in base alle nostre informazioni, (Lady) si trova a bordo di un aereo alla volta degli Stati Uniti proprio in questo momento”. Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia, aveva chiesto la conferma del fermo ritenendo di avere due mesi per chiederne l’estradizione, ma non c’è un trattato bilaterale con Panama le cui autorità avrebbero quindi aiutato l’ex funzionario a sottrarsi all’ipotesi di tornare in Italia a scontare la pena. Sul Washington Post si legge anche che non sono noti i mezzi con cui gli Usa abbiano ottenuto il rilascio e la consegna di Lady.

Catturato Robert Lady: era coinvolto nel caso Abu Omar

abu-omar-tuttacronacaL’ex capocentro della Cia Robert Seldon Lady, coinvolto nel caso Abu Omar, è stato catturato a Panama. Lady era l’unico dei 23 americani condannati in via definitiva per il sequestro di Abu Omar ad essere ricercato in campo internazionale per volontà dell’ex Guardasigilli Paola Severino. La Procura generale di Milano aveva invece chiesto provvedimenti analoghi per tutti i condannati. Ora il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha firmato la richiesta di fermo provvisorio e ci sono due mesi per chiedere l’estradizione.

Il pensionato che getta una bomba nel cortile del vicino

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Ci sarebbero vecchie ruggini all’origine del gesto di un pensionato di 70 anni di Ricengo, nel cremonese. L’uomo ha lanciato un ordigno fabbricato in casa nel cortile del vicino, colpendone il camper. Le fiamme sono state spente proprio dalla vittima del gesto, prima che il mezzo bruciasse ed evitando che qualcuno rimanesse ferito. Il pensionato è stato arrestato dai carabinieri.

 

Va a chiedere informazioni sull’arresto della compagna con un’auto rubata

doppio-arresto-coppia-tuttacronacaE’ stata arrestata ieri mentre rubava della merce al supermercato “Pewex” di via Quaglia una 34enne già nota alle forze dell’ordine. Vistasi scoperta, la donna si è scagliata contro i vigilante colpendoli con calci e pugni. La situazione è tornata alla calma quando sono giunte le pattuglie e hanno fatto scattare le manette ai polsi della ladra per rapina impropria, reato da lei già commesso il mese scorso, in un altro negozio della stessa catena in via di Tor Bella Monaca: dove prima ha compiuto il furto e poi ha picchiato un addetto alla vigilanza dell’esercizio che l’aveva scoperta. La ragazza è stata condotta nelle camere di sicurezza della caserma dei carabinieri di via Domenico Parasacchi dove il fidanzato, saputo dell’accaduto, si è recato per chiedere informazioni. Peccato che l’uomo, un 42enne a sua volta noto alle forze dell’ordine, vi si sia recato con un’auto che è risultata essere stata rubata nel pomeriggio. All’interno della vettura, inoltre, sono stati rinvenuti diversi attrezzi per lo scasso, sequestrati insieme al veicolo. E’ quindi scattato il fermo anche per lui, in quanto indiziato di delitto per ricettazione e possesso di arnesi per lo scasso, e i carabinieri l’hanno trasportato nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mentre la fidanza attende di essere sottoposta al rito direttissimo.

A Napoli si spara: morti due uomini

sparatoria-napoli-tuttacronacaE’ stato trovato morto all’alba all’interno di una Fiat Panda in una zona centrale di Napoli il 25enne Vincenzo De Stasio, ucciso a colpi di arma da fuoco. Il giovane era incensurato e, stando alle prime indagini, sembra che il delitto sia maturato in ambito familiare.

La polizia ha riferito anche di un altro omicidio, quello del 26enne Vincenzo Birra, ucciso in un agguato in contrada Spadari, nel quartiere di Pianura con un colpo che gli ha perforato la mascella destra. L’uomo, scarcerato a marzo e con precedenti per stupefacendi e rapina, era ritenuto essere legato al clan Mele. Tra i due omicidi non ci sarebbe alcun legame.

Aggiornamento:

Si è costituito ai carabinieri confessando di essere lui l’assassino di Vincenzo De Stasio il padre della fidanzata del giovane. L’uomo sarebbe stato contrario alla loro relazione e l’omicidio avrebbe avuto luogo al termine di una collutazione: il 46enne ha spiegato che il colpo sarebbe partito da una pistola che aveva lo stesso ragazzo.

Arrestato il latitante Nitra: tentava di confondersi con la folla a Termini

nitra-arrestato-tuttacronacaI Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato, alla Stazione Termini, il latitante di Locri Francesco Nitra, contiguo a esponenti delle cosche di ‘ndrangheta Nirta alias “Terribile” e Mammoliti alias “Fischiante”, ricercato dal dicembre dell’anno scorso. Il 26enne cercava confondersi tra la gente che affolla la stazione romana. Nirta era sfuggito all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di sostanze stupefacenti emessa a dicembre 2012 dal tribunale di Reggio Calabria. Il latitante è stato individuato nell’ambito delle attività di monitoraggio tese a verificare la presenza di elementi di consorterie criminali sulla piazza capitolina. Il giovane, che tentava di farsi passare per uno studente fuorisede (dichiarerà poi essere iscritto alla facoltà di Architettura dell’Università di Messina), è salito sul convoglio diretto a Reggio Calabria delle 13,45. Erano trascorsi circa 10 minuti dalla partenza del treno quando le Fiamme Gialle, accertatesi della corrispondenza dei tratti somatici del ricercato, l’hanno fermato chiedendogli i documenti. Esaminando la scarna documentazione in suo possesso, sono poi risaliti a un’abitazione nel quartiere Appio, a Roma, in via Manlio Torquato. Qui è stato rinvenuto un dispositivo elettronico per la ricerca di microspie.

Delitto Fragalà: scattate le manette per i presunti killer

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I carabinieri di Palermo hanno compiuto tre arresti: in manette sono finiti Francesco Arcuri e Salvatore Ingrassia, già detenuti per mafia ed estorsione e ritenuti affiliati a Cosa Nostra, al mandamento di Porta Nuova, e Antonino Siragusa. I tre sarebbero i presunti killerdell’avvocato Enzo Fragalà, aggredito il 23 febbraio del 2010 a colpi di bastone, a pochi metri dal suo studio e morto dopo tre giorni di coma. L’avvocato, uno dei più noti penalisti della città, era anche un ex parlamentare di An. Le piste seguite sono due: passionale e mafiosa. Stando alla collaboratrice di giustizia Monica Vitale, che aveva una relazione con un uomo d’onore, il penalista sarebbe stato ucciso perché aveva infastidito la moglie di un cliente. Ma gli investigatori non escludono, invece, che dietro al delitto ci siano scelte professionali del legale che abbiano dato fastidio a Cosa nostra.

Hazem Beblawi, è lui il nuovo premier egiziano.

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Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour ha scelto Hazem Beblawi come premier e gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’ex numero uno dell’Aiea, Mohamed El Baradei,è stato nominato vicepresidente con delega agli Affari esteri. I salafiti hanno annunciato che avrebbero appoggiato la nomina di Beblawi e valutato quella di El Baradei, alla fine hanno votato anche il premio nobel.

Intanto in Egitto continuano gli scontri tra i militari e i Fratelli musulmani. Ora dopo ora sale il fronte dei sostenitori del destituito presidente Mohamed Morsi.

La Fratellanza ha respinto la dichiarazione costituzionale del presidente Mansour che fissa il calendario della transizione con elezioni politiche entro sei mesi. E ora si teme che la Giornata del milione dei martiri, come i Fratelli musulmani hanno ribattezzato le manifestazioni, produca nuove vittime.

L’uomo che filma gli egiziani gettati dal tetto. Video Shock

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E’ stato arrestato l’uomo che, venerdì,  durante gli scontri in Egitto, era stato filmato mentre gettava due giovani dal tetto di un palazzo. Il video,  girato nel quartiere di Sidi Gaber ad Alessandria, era stato ampiamente diffuso sui social network provocando shock e polemiche. Uno dei ragazzi gettati dal tetto è morto.

+++ Le immagini del video sono destinate a un pubblico adulto. Le immagini possono comunque urtare la sensibilità. +++ 

Nuovo tragico bilancio in Egitto: 77 morti nelle ultime ore.

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Alle 13.25 sale il bilancio delle vittime negli scontri con l’esercito al Cairo. Secondo quanto riferito da fonti dei Fratelli musulmani, le vittime sarebbero almeno 77, tra cui 8 donne e 7 bambini, di cui 2 neonati. L’informazione naturalmente arriva dai sostenitori del destituito presidente Morsi è quindi plausibile che ci possano essere dati volutamente errati per fa propaganda e sollevare l’opione pubblica e internazionale. La polizia e l’esercito hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla che sta sfilando davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo rivendicando la vittoria alle passate elezioni del partito “Fratelli Musulmani”. Le protest, hanno annunciato i musulmani, che continueranno con il loro sit-in “a tempo indeterminato”. L’esercito intanto ha comunicato che nelle ultime ore sono state arrestate 200 persone per possesso di molotov, armi bianche e mitra.

Un reporter della BBC è rimasto ferito alla testa durante gli scontri al Cairo

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Negli scontri di oggi al Cairo, il leggendario reporter della BBC Jeremy Bowen, è rimasto ferito alla testa da un paio di pallini da caccia. Dopo che la BBC aveva dato la notizia è stato lo stesso reporter a voler rassicurare tutti tramite un Twitter:

“Grazie per i messaggi Sono stato colpito da un paio di pallini da caccia, ma sto bene…”

Il giorno più lungo per l’Egitto… Dall’arresto di Morsi alla gioia in Piazza

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E’ stata una giornata lunga in Egitto, ma le notizie che si sono susseguite ora dopo ora hanno scandito l’inarrestabile golpe che ha di fatto destituito, arrestato e condannato a un anno di carcere l’ex Presidente Mohamed Morsi.

Il portavoce delle opposizioni egiziane Mohamed el Baradei, attraverso la tv, ha annunciato la road map che farà “traghettare” l’Egitto in 9/12 mesi verso un nuovo e democratico governo del Paese. La strada è chiara ci sarà la  sospensione della Costituzione e la creazione di un consiglio presidenziale ad interim, composto da tre membri e presieduto dal presidente della Corte Costituzionale, Adli Mansour.

Il gran imam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e il capo della chiesa copta Tawadros hanno preso la parola dopo il ministro della difesa egiziano per dare il loro sostegno alla road map. Il primo ha sostenuto la convocazione di elezioni presidenziali anticipate, mentre Tawadros ha assicurato che tutti “saranno protetti”.

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Delitto del freezer: il compagno della vittima si dichiara innocente

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Punta il dito sulle amicizie pericolose della compagna in Internet Giulio Caria, in carcere per l’omicidio della 39enne Silvia Caramazza, la commercialista il cui cadavere è stato rinvenuto in un sacco nero nel freezer della sua abitazione a Bologna. “Non ho ucciso io Silvia”, dichiara l’uomo che poi esorta le autorità: “Analizzino le impronte su quel freezer e non troveranno le mie. Qualcuno la minacciava”. Il Resto del Carlino racconta che Caria insiste dichiarando “Quel congelatore non l’ho mai visto né toccato”. E aggiunge: “Le impronte che eventualmente troveranno non saranno le mie, ma quelle del verso assassino. Io so anche chi potrebbe essere. Silvia intratteneva un’amicizia pericolosa, bisogna indagare sulle persone con cui Silvia era in contatto su Internet. E bisogna far presto, perché c’è un pericoloso assassino in libertà”. E’ stato il difensore di fiducia dell’uomo, Gennaro Lupo, ad aver diffuso le parole del suo assistito, con il quale ieri ha avuto una lunga conversazione. Prevista per oggi l’udienza di convalida del fermo: Caria non verrà interrogato, ma farà alcune dichiarazioni spontanee.

In stato di fermo il compagno di Silvia Caramazza

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La polizia l’ha trovato solo giovedì, il corpo della 39enne Silvia Caramazza, il cui cadavere era stato nascosta nel freezer della sua abitazione bolognese, in viale Aldini. Oggi, in Sardegna, è scattato il fermo per il suo compagno, il 34enne Giulio Caria. A trovare l’uomo, originario di Berchidda e sul cui capo pende un provvedimento di fermo della Procura di Bologna, i carabinieri del nucleo operativo di Olbia che l’hanno rintracciato nelle campagne di Padru, in provincia di Olbia. Il 34enne, che si era rifugiato nella sua terra d’origine, è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Vicepreside ai domiciliari: nel suo computer materiale pedopornografico

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E’ finito agli arresti domiciliari il 58enne Alessandro Dettin, originario di Schio, in provincia di Vicenza, e vicepreside del liceo “Motzo” di Quartu Sant’Elena, nel cagliaritano. L’uomo custodiva nel suo computer più di centomila file, tra foto e video, pedopornografici. Le indagini sarebbero scattate a seguito di una denuncia presentata da un utente di una chat frequentata dal vicepreside, che su internet fingeva di essere una ragazzina.

Prima accoltella il convivente, poi tenta il suicidio: fermata

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La 41enne Maria Carmela Panariello, di Torre del Greco, nel Napoletano, durante una lite avvenuta nell’abitazione della coppia in via Calastro, davanti ai figli adolescenti, ha ucciso il convivente, il 57enne Tommaso Egger pugnalandolo al petto con un grosso coltello da cucina. Il fatto è avvenuto poco prima delle quattro. Questo è quanto risulta dai primi accertamenti e dalla prima ricostruzione dei fatti da parte degli investigatori del Commissariato di Torre del Greco, diretto da Paolo Esposito. La donna, che si trova ora in stato di fermo, ha quindi aperto il gas tentando di dar fuoco alla casa per poi salire al sesto piano dell’edificio, situato nella zona a ridosso dell’area portuale, e ha tentato di lanciarsi nel vuoto, ma e’ stata bloccata. Le fiamme hanno danneggiato la cucina dell’abitazione e hanno interessato anche alcune parti del palazzo, prima di essere spente dai vigili del fuoco.

Violenza per le strade di Pisa: pugnala e ferisce con l’acido un passante

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Si è presentato in questura ed è stato arrestato un 40enne pisano che, senza movente e scegliendo a caso la vittima, ieri ha accoltellato alla schiena un passante e, quando questi è fuggito, l’ha rincorso versandogli una sostanza corrosiva sul volto. L’aggressore aveva perso il portafogli nella fuga e gli investigatori erano comunque già sulle sue tracce. La vittima, un 50enne pisano colpito ripetutamente con un coltello mentre stava rientrando in scooter, non è in pericolo di vita, ma ha riportato cicatrici permanenti al volto. Da quanto risultato dalle indagini che si stavano svolgendo l’aggressore, si legge in una nota della questura, è una persona violenta incline a scatti d’ira ingiustificati. Pare che negli ultimi anni abbia vissuto in una specie di ‘isolamento’ sociale soprattutto dopo che la ex compagna, madre di suo figlio, fu costretta a lasciare la città, temendo per la sua vita e quella di suo figlio, dopo una serie di maltrattamenti. La squadra mobile di Pisa, raggiunta l’abitazione dell’uomo, vi ha trovato una palestra per il combattimento e il lancio di coltelli, con tanto di pareti di compensato e di un manichino da sarte da usare come bersaglio. Sempre nella nota si legge anche che sono stati trovati “numerosi coltelli, armi bianche, materiale da esercitazione per il combattimento con arma bianca nonché sostanze chimiche, baker e tanks usate per miscelare composizioni chimiche”. In una stanza c’era un pannello di compensato con conficcati due coltelli ‘da lancio’ e un manichino, “di quelli usati dalle sarte per le prove degli abiti, con numerosi segni di arma da taglio sul rivestimento – aggiunge la nota – Questo non ha lasciato dubbi sul fatto che l’uomo si stesse esercitando alla lotta con l’arma bianca. Sparsi per l’appartamento, peraltro in pessime condizioni igieniche e senza acqua corrente, c’erano numerosi flaconi vuoti di metadone”. Gli agenti hanno trovato anche felpe scure con cappuccio e guanti tagliati alle dita, oltre a libri sulle arti marziali e sul combattimento con armi bianche.

Il bambino di 6 anni che sventa una rapina

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Volevano entrare in una casa per rubare ma non si sono accorti di un bimbo di sei anni che, mentre giocava in giardino, ha notato due uomini intenti a scassinare una porta. Il piccolo ha allertato il padre che subito ha provveduto a chiamare gli agenti che hanno arrestato due fratelli marocchini di 28 e 26 anni che dovranno rispondere di tentato furto. La testimonianza del bambino è stata fondamentale per arrestare i due malviventi che sono stati intercettati su un’auto.

Il coraggio di una figlia: denuncia il padre per abusi sessuali

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E’ finito in carcere su ordine del gip di Santa Maria Capua Vetere un uomo di 42 anni del casertano, con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti. Vittime erano le sue due figlie, delle quali ha abusato sessualmente fino a quando la più giovane delle due, una minorenne, ha trovato il coraggio di denunciarlo alla polizia. L’uomo, residente sul litorale domizio insieme alla moglie, alle due ragazze e ai figli maschi, ha già un analogo precedente, anche se la vittima, in quel caso, non apparteneva alla sua famiglia. La vicenda è emersa quasi per caso quando, nel marzo scorso, una volante della polizia ha notato una ragazzina piangere per strada. Avvicinata dagli agenti, racconta di non farcela più a subire le attenzioni sessuali del padre e di essere scappata di casa. L’adolescente, condotta presso gli uffici della Mobile di Caserta alla presenza della funzionaria Rosa Cimmino che si occupa proprio di reati sessuali, viene tranquillizzata, conferma le violenze subite e dichiara che ne è vittima anche la sorella maggiore. Entrambe vengono allontanate dalla casa dei genitori finendo in una casa-famiglia e anche la maggiore trova il coraggio di confessare gli abusi subiti. Con il proseguire delle indagini, viene quindi accertato il profondo degrado sociale e morale in cui vive la famiglia delle due ragazze. Si appura inoltre che l’uomo tenta di orientare le testimonianze della moglie e dei figli maschi per far apparire poco credibili le due figlie.

Anziana immobilizzata a letto sbranata da due cani: in manette la figlia

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Era immobilizzata a letto a causa di gravi patologie l’83enne Lidia Bider, morta sbranata dai cani, un rottweiler e un dalmata di razza spagnola, che “condividevano” la stanza con lei. E’ accaduto nella casa-canile di Carisio, nel Vercellese, dove la figlia e il compagno, ora arrestati dai carabinieri per maltrattamenti e abbandono di persona incapace, custodivano un centinaio di animali. A causare la tragedia, la grave situazione di abbandono e degrado in cui l’anziana era costretta a vivere. I due cani che hanno ucciso la donna, nella cui stanza venivano custoditi, venivano tenuti in pessime condizioni, così come gli altri animali, un centinaio in tutto. Assieme ai militare dell’Arma, sul posto sono intervenuti i medici del servizio veterinario dell’Asl di Vercelli e il sindaco di Carisio, Claudio Costanzo. Il magistrato ha disposto l’autopsia della vittima.

Fugge dalla Norvegia dopo aver ucciso la moglie: arrestato a Roma

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Il Cnaipic, Centro Nazionale Anticrimine informatico della Polizia delle Comunicazioni ha arrestato oggi a Roma un uxoricida che aveva scelto il nostro Paese per nascondersi dopo essere fuggito da Oslo, in Norvegia, lo scorso 12 giugno. Il cittadino afgano è ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie di 17 anni e del rapimento della figlia di 2 ed è stato rintracciato dopo una complessa attività d’indagine informatica.

Neopatentato travolge due turiste sul lungomare riminese: una donna è morta

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Marcello Tarabini, 21enne neopatentato originario di Reggio Emilia e residente a Rimini, questa mattina, alle 5.50, si trovava sul lungomare riminese, in via Regina Margherita, a bordo di una Volvo Station Wagon intestata alla nonna quando ha investito due donne di nazionalità russa, uccidendone una sul colpo e mandando l’altra in ospedale in prognosi riservata. Il ragazzo poi è scappato a nascondersi a casa dei nonni ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia stradale per fuga, omissione di soccorso e omicidio colposo. Tatiana Tikhonova, 58 anni, è stata scaraventata nel giardino di un hotel ed è morta sul colpo, mentre Natalia Maksimona, 45 anni, è stata trascinata per alcuni metri e ora si trova in prognosi riservata. Entrambe erano in viaggio turistico con un gruppo di connazionali russi e sono state investite alle spalle. Tarabini è stato rintracciato grazie al video di sorveglianza di un negozio e ad alcune testimonianze, con alcuni passanti che hanno indicato il modello dell’auto. Quando gli agenti sono risaliti all’identità del proprietario della Volvo e si sono recati all’abitazione, l’hanno trovato a letto, con addosso alcuni frammenti di vetro del parabrezza, distrutto nell’incidente. Il giovane ha negato di aver guidato l’auto, dichiarando di aver trascorso la nottata a pesca. E’ stato anche sottoposto alle analisi del sangue per evidenziare eventuale presenza di alcol e droghe.

Preso il pirata della strada che ha investito Christian Barra

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Christian Barra è stato investito due notti fa, alle spalle, mentre stava rincasando in bicicletta. Il pirata della strada non si è fermato a prestargli soccorso. Ora i carabinieri di Cuneo hanno identificato e denunciato l’uomo che l’ha strappato alla vita. Si tratterebbe di un 79enne, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, che ha riferito di non essersi fermato perché pensava di avere investito un animale. La svolta nelle indagini si è avuta con il ritrovamento dell’auto, una Hyunday Atos verde, che presentava un’ammaccatura compatibile con l’urto con la bicicletta della vittima, sulla quale erano state rinvenute tracce di vernice verde. I funerali di Christian si svolgeranno sabato, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Falcetto.

In manette l’ex prefetto Francesco La Motta

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L’ex prefetto Francesco La Motta, assieme al banchiere Klaus Beherend, Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino, è finito in manette su ordine della Procura di Roma in merito al filone capitolino dell’inchiesta sulla gestione dei Fondi del Viminale, che riguarda la sparizione di dieci milioni di euro dalle casse del Viminale. Stando a quanto emerso, i soldi sarebbero stati investiti in una finanziaria svizzera per poi svanire nel nulla. L’accusa che pende sugli arrestati è di peculato e falsità ideologica e la parte romana dell’indagine, nata alcuni mesi fa a Napoli, riguarda un investimento in Svizzera di dieci milioni di euro del Fec (Fondo Edifici di Culto), di cui La Motta era l’ex responsabile, affidato, secondo chi indaga, a Zullino, broker di Lugano e collaboratore di Tartaglia, a sua volta parente di La Motta. Secondo i Ros e i carabinieri di Napoli, Beherend avrebbe redatto i piani di investimento dei Fondi in collegamento con Tartaglia. La Motta è inoltre indagato anche a Napoli, in un’inchiesta parallela condotta dalla Direzione antimafia e che riguarda in particolare l’attività di riciclaggio del clan Polverino, una potente organizzazione camorristica attiva nell’hinterland settentrionale di Napoli. In questo caso, La Motta risulta indagato per associazione per delinquere e rivelazione di segreto di ufficio. Secondo un pentito, avrebbe offerto coperture a imprenditori e fornito informazioni sulle indagini in corso, nonché tentato di ostacolare le inchieste “silurando” un magistrato della Procura.

Brescia: arrestato il capo della filiale italiana di Sharia4

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In un’operazione coordinata  dall’Antiterrorismo e dalla Digos di Brescia. è stato arrestato, con l’accusa ipotizzata di addestramento con finalità di terrorismo internazionale, il capo e fondatore della filiale italiana di “Sharia4”, movimento ultraradicale islamico sorto in Belgio nel 2010 ispirato dal predicatore filo-jihadista Omar Bakri e messo di recente al bando in diversi Paesi europei. Oltre al marocchino, 21enne residente con la famiglia in provincia di Brescia fin dalla tenera età, si stanno eseguendo perquisizioni nel Bresciano e a Pordenone nei confronti di altri 4 marocchini. Altre due persone risulterebbero indagate. Come ha lui stesso confessato, il marocchino ha iniziato a covare odio verso l’occidente da quando, dopo i fatti dell’11 settembre, veniva definito terrorista e talebano. Proprietario del blog Sharia4Italy, aveva manifestato a un utente il desiderio di morire per Allah mentre, negli ultimi tempi, ha iniziato a interessarsi alle vicende siriane, rivelando la volontà di unirsi alle formazioni jihadiste che combattono contro il regime di Assad. Inoltre, diversi giovani, stando alle indagini accomunati dall’odio antiebraico e dal desiderio di combattere contro i paesi occidentali, sarebbero stati da lui coinvolti nel progetto Sharia4. Attraverso la rete, il marocchino avrebbe inoltre diffuso le traduzioni di documenti di natura jihadista e acquisito istruzioni sull’uso di esplosivi, armi e tecniche di combattimento. Diversi sarebbero i testi da lui scritti, e raccolti nel corso dell’indagine, tra i quali alcuni versi in cui si inneggia al jihad contro l’Italia e la Francia nonchè una sorta di testamento spirituale contenente una raccolta di alcune sue traduzioni. Negli ultimi mesi, li stessi in cui è stato tenuto sotto controllo, il ragazzo non ha mai celato la sua ammirazione per il connazionale Mohamed Jarmoune, arrestato a marzo dello scorso anno e condannato dal tribunale di Brescia un mese fa a 5 anni e 4 mesi per reati collegati al terrorismo.

Due arresti per la morte dell’imprenditore Andrea Ferri

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Sono finite due persone in manette per l’omicidio dell’imprenditore Andrea Ferri, ucciso lunedì notte a Pesaro. Posti in arresto un marocchino naturalizzato italiano, residente a Rimini, e un macedone, dipendente di Ferri: volevano rapinare l’imprenditore dell’incasso dei distributori di benzina che possedeva.Per farlo, stando ai carabinieri del Comando provinciale, avevano intenzione di prendere nell’auto di Ferri, il Suv dove l’imprenditore è stato crivellato di colpi, le chiavi elettroniche del caveau del distributore che l’uomo aveva a Montecchio. Gli assassini si sono trovati gli investigatori alle costole a causa del furto compiuto nel distributore proprio la notte del delitto. L’area di servizio è stata così perquisita e monitorata essendo chiaro che, considerate le sofisticate strumentazioni per accedere al caveau, solo una persona dell’entourage di Ferri poteva avervi accesso o procurarsi le chiavi elettroniche.

Giulia Spinello: l’ultimo saluto oggi a Santa Giustina in Colle

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E’ stata una giornata di lutto cittadino oggi, a Santa Giustina in Colle, nel Padovano, per i funerali della studentessa 21enne Giulia Spinello. La madre, dal pulpito, ha parlato alla gente che gremiva la chiesa: “Se avete conosciuto Giulia non piangete, il suo sorriso vi incoraggerà a sorridere ancora”. Le persone hanno seguito la celebrazione anche all’esterno, su un maxischermo, mentre all’ingresso della chiesa del paese è stato allestito un collage di foto della ragazza. Sopra la bara è stata appoggiata una camicia e un fazzolettone degli scout, gruppo in cui Giulia era molto attiva. Nel frattempo, il Comune ha annunciato che una delle sale della biblioteca del paese sarà intitolata alla giovane prematuramente e barbaramente scomparsa. Nel frattempo sono emersi nuovi, inquietanti dettagli su quel drammatico incidente, causato da una donna di 62 anni sotto l’effetto di psicofarmaci che, ha raccontato ai carabinieri, non si è accorta di quanto stava accadendo. chi ha visto tutto è stato un testimone, che ha visto l’auto sfrecciare ad una velocità che si rietiene essere di 100 km all’ora. Ma quello che è inquietante sono i bozzi che gli investigatori hanno trovato all’esterno dell’auto e che lasciano capire che Giulia non è morta al momento dell’impatto ma, con il polso destro incastrato tra il cofano e il fanale anteriore destro della Jeep Grand Cherokee che le è venuta addosso mentre camminava lungo il ciglio della strada in senso opposto di marcia, ha cercato di attirare l’attenzione della donna che ora è agli arresti domiciliari. Ma oggi non ci sono altre parole da aggiungere, solo un’ultimo saluto a Giulia e al suo sorriso.

La Polizia della Florida arresta… un lama!

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E’ stato lo stesso ufficio dello sceriffo della contea di Leon, in Florida, a rendere pubblica questa fotografia. Gli agenti si sono ritrovati infatti a compiere un arresto quanto mai singolare: un lama! L’animale, che ha sette anni e si chiama Scooter, era fuggito e, per fermarlo, la polizia è stata costretta ad utilizzare il teaser. Il lama ora sta bene ed è già tornato dai suoi proprietari.

Minacce, ingiure e percosse alla moglie: arrestato rumeno 45enne

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Lo aveva denunciato l’11 settembre 2012, per ingiurie e percosse che le avevano generato un “allarme emotivo” sullo stato psicofisico. Dopo che la donna aveva trovato il coraggio di compiere un simile passo, i giudici del Tribunale di Verona hanno riconosciuto un rumeno di 45 anni come potenzialmente pericoloso per la serenità e l’incolumità fisica e psicologica del figlio, un bambino di pochi mesi affetto da sindrome di down e, dall’ottobre del 2012, allontanato dalla casa familiare per le continue violenze fisiche e morali perpetrate nei confronti della donna, spesso a causa del proprio stato di alterazione derivante dall’assunzione di sostanze alcoliche. Il suo allontanamento è stato confermato anche lo scorso febbraio, ma non è stato suffente per farlo disistere. A maggio, al battesimo del figlio, il rumeno si era ripresentato per partecipare all’evento ed aveva sottratto le chiavi di casa alla moglie, utilizzate per entrare in casa e prendere per il collo la donna, ingiuriandola e minacciandola anche di morte. A seguito delle nuove percosse, la donna ha riportato un “trauma discorsivo al rachide cervicale e una contusione alla gamba sinistra”, giudicati guaribili in dieci giorni. Ora l’uomo, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Verona in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia, non potrà più avvicinarsi alla casa nè far ritorno al capoluogo scaligero.

La sorella e il fratello di Giulia, tra dolore e rabbia!

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Sono ancora sotto shock i familiari di Giulia Spinello la ragazza che ieri è stata travolta da un Suv e trascinata per oltre 3 km da una donna che stava guidando sotto effetto di farmaci. C’è lo stupore e la rabbia di chi a perso una persona con cui aveva condiviso l’intera esistenza. Perché quell’auto non si è fermata? Perché quella donna stava alla guida se era sotto trattamento? Come si può morire a 21 anni travolti da un Suv che ti trascina per 3 km senza che nessuno possa intervenire?

«Non doveva andarsene così presto, era una persona stupenda. Io non ce la farò mai senza lei. Non auguro a quella persona che me l’ha portata via cattiverie, perchè non è giusto, ma spero che pensi a quello che ha fatto. Forse se si fosse fermata avrebbero salvato mia sorella» queste le  parole rilasciate ai microfoni di Tgcom24 da Sara Spinello, la sorella della giovane.

Anche il fratello aveva rilasciato una dichiarazione: «Giulia era buonissima, era un pezzo di pane. Era altruista, era buona, lei pensava sempre agli altri, sempre e solo agli altri. Era felice, nella sua semplicità era felice. Per me, personalmente, in questo momento, non conta come sia successo, conta che lei non c’è più, purtroppo. È una cosa incredibile che non si riesce ad accettare».

Era sotto l’effetto di farmaci la donna che ha investito Giulia Spinello

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Giulia Spinello, studentessa 21enne, è stata investita da un Suv che poi l’ha trascinata, senza fermarsi, per circa tre km. La donna alla guida del mezzo, una 62enne italiana che stava rientrando a casa dopo esser stata da un parrucchiere, è stata portata in caserma dai carabinieri che l’avevano fermata. Gli investigatori ritengono probabile che la donna si fosse accorta di aver investito qualcosa e forse in preda alla shock avrebbe proseguito la corsa con il Suv senza fermarsi ad accertarsi. La donna, messa ai domiciliari, sarebbe gravemente malata e potrebbe essere stata sotto l’effetto dei farmaci che assume per la sua patologia. Questo spiegherebbe  anche lo stato confusionale in cui è stata trovata dopo l’incidente. Ora è ricoverata all’ospedale di Camposampiero, nel reparto psichiatrico. E’ accusata di omicidio colposo, omesso soccorso, guida sotto l’effetto di stupefacenti.

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La tragica fine di una ragazza nel padovano: trascinata per 3 km da un Suv

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Non si è accorta di nulla la conducente di un Suv, una 63enne di San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova. E’ rientrata a casa e ha parcheggiato davanti alla sua abitazione di Arsego, poco lontano. Non si è resa contro della tragedia che si stava svolgendo, è stato un passante a raccontare quanto accaduto ai carabinieri. Giulia Spinello di 22 anni, era stata colpita dal Suv della donna che l’ha investita e trascinata per 3 km, qualcuno dice anche di più. I militari hanno trovato il corpo della giovane, ancora intero, incastrato sul muso dell’auto. La ragazza, studentessa alla scuola di aeronautica, questa mattina era uscita a piedi per recarsi dalla nonna ed è stata rinvenutà così, dopo aver perso tutti i vestiti, strappati nella corsa mortale, mentre le sue scarpe da ginnastica sono rimaste sul luogo dell’investimento. Il corpo, a quanto sembra, non e’ neppure finito sotto le ruote e potrebbe essere che la morte sia sopraggiunta all’istante dell’impatto. I carabinieri non hanno dovuto far altro, letteralmente, che seguire una via di sangue e di vestiti strappati che li ha portati alla casa della proprietaria del Suv. I familiari della giovane si sono recati all’ospedale per il riconoscimento, mentre sono in corso le indagini per stabilire l’esatta dinamica dell’incredibile vicenda.

Arrestato 60enne per pedopornografia: si fingeva padre di un bimbo thailandese

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Viveva con un bambino di 10 anni di origine thailandese che aveva portato in Italia dopo aver falsamente attestato di esserne il padre all’ambasciata di Bangkok e averlo fatto naturalizzare, un 60enne arrestato oggi a Milano con l’accusa di pedopornografia. L’uomo aveva portato sul nostro Paese il piccolo quando aveva appena tre anni e oggi, quando è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare da parte degli investigatori del Nucleo investigativo di Milano, il bambino è stato affidato a dei “parenti”. Sull’imprenditore grava ora l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico e di altrerazione di segni dello Stato dopo che un altro giovane, insieme agli accertamenti su internet, aveva messo gli investigatori sulle sue tracce. Il ragazzo in questione avrebbe detto di “non volere che quel bambino passasse quel che ha passato lui”, adducendo molestie subite dallo stesso uomo. Al momento, tuttavia, non ci sono prove dirette di abusi compiuti dal falso padre sul bambino, che verrà sentito con metodologie opportune, ma si attenderà un po’, per ora ci si preoccupa solo di tutelarlo dopo le recenti rivelazioni sulla sua identità e per il fatto che il “padre” è stato arrestato.

Arrestato un 17enne: maltrattava la fidanzatina

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Doveva essere amore, si era trasformato in un incubo il rapporto di una giovane coppia. A Ceriale, in provincia di Savona, è stato arrestato un 17enne che avrebbe ripetuttatmente maltrattato la sua fidanzatina 15enne, arrivando al punto di sequestrarla. Il ragazzo, che aveva inviato diversi messaggi contenenti minacce di morte alla ragazzina, si trova ora nel carcere Ferrante Aporti di Torino, ma potrebbe essere presto affidato ad una comunità protetta.La loro relazione, iniziata l’ottobre scorso, era presto diventata ossessiva. Lui, disoccupato, era diventato sempre più aggressivo e geloso nei confronti della fidanzatina, una studentessa modello, fino ad arrivare alla vera e propria violenza. Le indagini che hanno portato all’arresto sono iniziate a seguitodella denuncia dei genitori della giovane vittima, dopo che era tornata a casa con il volto tumefatto dalle botte ricevute.

Baby n.59 è salvo! Si trova in ospedale il bebè gettato in un water in Cina

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Baby n.59 sta bene! Il neonato recuperato ieri dallo scarico di un water nel quale era stato gettato, nella città di Jinhua, nella provincia orientale cinese dello Zhejiang, è figlio di una madre single di 22. Al moomento il suo nome è stato preso in prestito dal numero dell’incubatrice nella quale riposa. Il piccolo è salvo e, nonostante alcune contusioni, i medici definiscono le sue condizioni stabili. Il neonato, che non avrebbe più di due giorni di vita, deve la sua vita ai vicini che avendo sentito dei lamenti, dei vagiti provenire dai tubi, hanno allertato le forze dell’ordine. Il piccolo è stato trovato in una sezione a ‘L’ del tubo di scarico, dove è rimasto incastrato in un diametro di 10 centimetri. Due sono le ipotesi: che una volta venuto alla luce sia stato gettato con il chiaro intento di disfarsene oppure che la donna abbia partorito in maniera inaspettata il bimbo, che sarebbe quindi scivolato nel tubo di scarico. La polizia sta cercando di venire a capo della questione. La notizia, che ha fatto il giro del web ed ha commosso molti, ha scatenato una corsa alla generosità e i corrridoi dell’ospedale dove il bebè è ricoverato c’è un continuo cia vai di persone che portano pannolini, vestitini o che offrono aiuti.

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Associazione a delinquere ed evasione fiscale: arrestato Ciancimino

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Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, è stato arrestato su ordine del gip di Bologna con l’accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale e portato al carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano. All’uomo viene anche contestata, dai pm, l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. E’ stata la GdF di Ferrara a svolgere le indagini che hanno portato all’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio criminoso accusato di frode fiscale nel settore della commercializzazione di metalli ferrosi. A Ciancimino sono contestati reati fiscali riferiti al periodo in cui viveva in Emilia-Romagna, con un’evasione calcolata in circa 30 milioni di euro.

Ciancimino è tra i testimoni chiave del processo sulla trattativa Stato-mafia, nel quale è anche imputato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Oltre a questo, il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo è anche indagato per detenzione di esplosivo. L’aggravante che gli è stata inizialmente contestata dai pm nell’inchiesta sulla maxi-evasione ipotizza suoi rapporti con la mafia calabrese e in particolare con la cosca Piromalli della Piana di Gioia Tauro.

Arrestato l’aggressore del soldato francese

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Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha annunciato, tramite comunicato, l’arresto del presunto aggressore del soldato francese. Si tratta di un giovane di 22 anni, arrestato questa mattina nella banlieue di La Verrière, che, secondo alcune fonti, sarebbe un elemento vicino all'”islam radicale”. Cédric Cordiez, ferito sabato scorso alla Defense, alle porte di Parigi, mentre era in servizio di pattuglia, è uscito ieri dall’ospedale. Valls, nel suo comunicato, ha espresso anche “gratitudine ai poliziotti della brigata criminale. L’inchiesta, condotta sotto la guida della procura antiterrorismo, dovrà stabilire i percorsi, l’ambiente e le motivazioni di questo giovane”.

Uccide il convivente con l’acqua bollente: arrestata

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Avrebbe ucciso il convivente, l’82enne Donato Annesi, procurandogli ustioni di primo e secondo grado con l’acqua bollente. E’ questo il motivo per il quale una donna di 46 anni, di cui per il momento non è stato fatto il nome, è stata sottoposta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza a fermo per omicidio a Fascineto (CS). L’anziano è morto per le ustioni lo scroso 25 maggio, dopo esser stato ricoverato all’ospedale Cardelli di Napoli. Sulla donna gravano anche le accuse di percosse ai danni dell’uomo.

Poteva essere una seconda Columbine? Arrestato 17enne in Oregon

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Il 20 aprile 1999, nel distretto amministrativo di Columbine, non lontano da Denver (Colorado) ebbe luogo il massacro della Columbine High School. Due studenti, Eric Harris e Dylan Klebold, si introdussero nell’edificio armati e aprirono il fuoco su numerosi compagni di scuola e insegnanti. Al termine della sparatoria rimasero uccisi 12 studenti e un insegnante, mentre 24 furono i feriti, compresi 3 che erano riusciti a fuggire all’esterno dell’edificio. I due autori della strage morirono suicidi a loro volta, asserragliati all’interno della scuola dopo che le squadre SWAT della polizia erano intervenute a circondare la zona.

Una delle pagine oscure Americane, connessa alla violenza e ai tanti dibattiti sulle armi. Fa tornare in mente quel massacro la notizia che si apprende dalla Cnn la quale rende noto che un ragazzo di 17 anni è stato arrestato in Oregon perchè sospettato di voler far saltare in aria il suo liceo. La polizia ha rinvenuto nella sua camera da letto delle bombe al napalm oltre ad altri sei tipi di eplosivi.

Chiedevano l’amicizia in Facebook… per svaligiare case! Arrestati

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I carabinieri di Roma, a seguito di un’operazione volta allo smantellamento di una banda di ladri che faceva colpi nelle case utilizzando Facebook, hanno effettuato sei arresti mentre sono sette le persone denunciate. All’interno del gruppo anche due minorenni della Roma bene. Le ragazze chiedevano l’amicizia sul social network ad alcuni coetanei per farsi invitare nelle loro abitazioni quando i genitori non c’erano. Una volta sul luogo, una fingeva di lasciare la casa mentre l’altra, poco dopo, convinceva l’ospite ad uscire con il pretesto di una passeggiata. A quel punto la prima, nascosta all’interno della casa, permetteva l’accesso agli altri membri della banda che provvedevano al furto. A seguito del colpo, Facebook ed sms erano utilizzati per vantarsi dell’impresa tramite fotografie e video che mostravano la refurtiva. La posizione delle due ragazze è ora al vaglio del Tribunale per i minori. La banda operava anche in bar tabacchi e negozi ed ha fatto un colpo negli uffici del comune di Mentana. Nel corso del blitz scattato all’alba, infatti, i carabinieri hanno rinvenuto mille carte d’identità assieme a migliaia di euro.

Sparatoria nel milanese: uccisi padre e figlio

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E’ avvenuto un duplice omicidio questa mattina, alle 6.25, in un bar di Casate, frazione di Bernate Ticino, in provincia di Milano. Probabilmente a seguito di una lite un uomo, di 36 anni, ha sparato a padre e figlio, suoi ex datori di lavoro, con i quali aveva un appuntamento. All’origine del gesto dell’uomo, che in seguito si era diretto in caserma per costituirsi ma è stato intercettato da una pattuglia che l’ha fermato, ci sarebbero rancori personali. Sul posto, sono intervenute due ambulanze, un’automedica e un elisoccorso del 118 di Milano. I carabinieri hanno anche recuperato l’arma, una pistola calibro 7.65.

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