Chernobyl 27 anni dopo: cinghiali radiattivi in Friuli

cinghiali-radioattivi-tuttacronacaEra stato il deputato pentastellato Aris Prodani a presentare un’interrogazione a seguito della quale il Ministero della Salute ha confermato quanto riscontrato dall’Arpa in Friuli: due campioni di cinghiali contaminati da radiazioni nucleari. “In seguito ai casi della Val Sesia in Piemonte, legati alla contaminazione da cesio 137 dovute all’incidente di Chernobyl del 1986, e a situazioni analoghe verificatesi in Austria e in Baviera, nel maggio scorso abbiamo interrogato il governo per sapere se fosse a conoscenza della presenza, sul territorio nazionale, di animali selvatici contaminati da radiazioni nucleari – spiega Prodani -. Ora è giunta la conferma che il problema riguarda anche il nostro territorio”.

Piovono ragnatele! Tra giallo e mistero è shock nel reatino

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Tra giallo e mistero ora scatta anche la preoccupazione a Cantalice, in provincia di Rieti, dove nella serata di giovedì dal cielo è piovuta una sostanza viscosa, simile alle ragnatele che si formano sulle piante. Alcuni cittadini, vista anche la grande quantità caduta dal cielo, hanno deciso di chiamare i Vigili del Fuoco che, a loro volta, hanno attivato i protocolli previsti in caso di eventi “eccezionali”. Sono quindi stati allarmati i tecnici dell’Arpa e Nucleo batteriologico, chimico e radioattivo di Roma e sono stati effettuati diversi prelievi della sostanza per fare nelle prossime ore le analisi che dovrebbero dare una spiegazione scientifica al fenomeno.

Il misterioso odore nauseabondo che invade Torino e provincia

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Neppure i tecnici dell’Arpa riescono a capire da dove possa provenire l’odore nauseabondo che sta creando disagio ai torinesi. Si è escluso che possa trattarsi di una fuga di gas e si propende invece nel pensare che quell’ “odore” provenga da una sostanza simile a quelle utilizzate per odorizzare il gas metano ed è “di caratteristiche paragonabili a quella che era stata avvertita nei giorni scorsi dai cittadini dei territori di Beinasco e Orbassano”. Le indagini dell’Arpa avevano accertato che l’odore era “dovuto a un carico di percolato di discarica, che non è più in Piemonte, in trattamento presso un impianto di Orbassano”. Tra le ipotesi al vaglio dei tecnici c’è quella che i cattivi odori siano dovuti «alla mancata dispersione in atmosfera della nube odorigena che ha ammorbato nei giorni scorsi Beinasco e Orbassano», mentre è stato «escluso che ci possano essere state o ci siano in atto fughe di gas da depositi e da impianti del torinese».

Le telefonate dei cittadini di Torino e provincia sono continuate per tutta la giornata di oggi. Molti si sono interrogati su quello strano odore.

 

Attenzione al cocco rosso, aperta indagine dopo una denuncia

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Tempo d’estate, di caldo e voglia di frutta! Così una famiglia ha acquistato ieri a Pontecorvo una noce di cocco per aprirla poi qualche ora dopo. La sorpresa però non è stata delle migliori. Una volta aperta, la noce di cocco si presentava con una strana colorazione rossa all’interno. La famiglia spaventata si è rivolta alle forze dell’ordine e la stazione locale dei carabinieri ha aperto un’indagine. Saranno gli accertamenti dell’Arpa a chiarire il mutamento di colore.

Report shock: Taranto muore per colpa di sigarette e alcol, non dell’Ilva.

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Nessuno lo nega a Taranto si muore di cancro, ma la colpa non sarebbe dell’Ilva, ma secondo il rapporto di Enrico Bondi, commissario straordinario sull’Ilva, le cause sarebbero da ricercarsi nelle sigarette e nell’alcol. Come riportato da “Il Fatto Quotidiano”:

L’Ilva non ha colpe, i fattori responsabili per le malattie e i decessi per tumore a Taranto sarebbero altri: “Fumo di tabacco e alcol, nonché difficoltà nell’accesso a cure mediche e programmi di screening”.

Bondi, inoltre, continua il giornalista de “Il Fatto Quotidiano”:

ha allegato una perizia in cui si critica duramente lo studio Sentieri compiuto dal ministero della Salute e la valutazione del danno sanitario effettuato da Arpa Puglia che aveva spiegato che, anche con la piena attuazione delle misure previste nell’Aia (Autorizzazioni integrata ambientale), l’impatto degli inquinanti sulla popolazione non si sarebbe azzerata, ma solo dimezzata. “I dati di mortalità per tumori nello Studio Sentieri – si legge nel documento in possesso del Fatto – si riferiscono al periodo 2003-09. L’incidenza e la mortalità per tumori riflette esposizioni che risalgono a un lontano passato.

Bondi, spiega ancora il quotidiano diretto da Padellaro, va anche all’attacco frontale con gli esperti dell’Arpa, rei, secondo il commissario, di aver falsato i risultati omettendo alcuni dati:

Ma l’attacco più duro è quello nel quale gli esperti accusano l’Arpa di aver prodotto un documento escludendo dall’elenco degli inquinanti il PM10 . Un’omissione cercata perchè “i dati di esposizione a questo inquinante sono sostanzialmente nella norma” e quindi “la scelta di concentrarsi su tre gruppi di cancerogeni (IPA, composti organici e metalli) offre piu garanzie di ottenere un risultato che attribuirebbe all’Ilva un certo numero di casi di tumore o di decessi”.

SCANDALO ITALIANO: L’ILVA CHIEDE LA CIGS! Il RICATTO CONTINUA

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Seimilacinquecento cassa integrati per il gruppo Ilva. E’ questa la richiesta dell’azienda. Si tratta di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione nell’ambito della procedura per la bonifica degli impianti. La cassa dovrebbe iniziare il 3 marzo e avere durata di 24 mesi. Il piano di ristrutturazione aziendale presentato oggi prevede anche la chiusura di alcune linee, in particolare l’altoforno 1 che è già chiuso, e l’altoforno 5.

«Non sono previsti esuberi almeno secondo quanto dichiara l’azienda e sono previsti investimenti per la bonifica», spiega Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. «Si parla in particolare di due miliardi e mezzo di euro di investimenti». La cassa interesserebbe 6417 addetti nello stabilimento di Taranto su 6507, il totale della richiesta. Altri addetti andranno in cassa negli impianti di Novi Ligure e Pratica di Mare.

«Sono numeri drammatici. Adesso si aprirà la trattativa sindacali per attenuare la cifra per la rotazione, la formazione e eventuali contratti di solidarietà. Sono numeri che prevedono per due anni lacrime e sangue, ma è anche vero che investimenti per la bonifica significano che l’Ilva non chiuderà e quindi tra due anni ci sarà nuovo lavoro», dice Palombella. In questi due anni la produzione, che a regime ammontava a 30mila tonnellate giorno, e che attualmente è a 18mila tonnellate giorno con la chiusura dell’ altoforno 1. Con la chiusura dell’altoforno 5 passerà a diecimila tonnellate giorno.

Via libera alle merci dell’Ilva, ma l’incasso rimarrà vincolato!

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La Procura della Repubblica di Taranto ha dato oggi ordine di esecuzione ai quattro custodi giudiziari dei beni sequestrati all’Ilva per procedere alla vendita dei prodotti finiti e semilavorati sotto sigilli dal 26 novembre scorso e giacenti sulle banchine dell’area portuale, cosi’ come disposto con ordinanza dal gip Patrizia Todisco il 14 febbraio scorso. Il ‘controvalore’ dei prodotti, il denaro incassato dalla vendita, restera’ sotto sequestro, sempre per disposizione del gip.

L’Usb (Unione sindacale di base) ha proclamato uno sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento di Taranto a partire da oggi e sino a quando non sara’ revocato l’accordo Ilva-sindacati del 10 novembre 2010 relativo alla riorganizzazione del lavoro nel reparto Movimento ferroviario, dove il 30 ottobre scorso e’ morto il locomotorista Claudio Marsella.

Ilva, la polvere, il cancro, la magistratura e l’Arpa!

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Chi tutelerà i cittadini? Chi tutelerà il lavoro? Chi la salute?

La presenza di una nube nera proveniente dall’Ilva e’ stata segnalata da decine di cittadini al centralino dei vigili del fuoco. Alla base di queste emissioni, definite anomale dai vigili del fuoco, potrebbero esserci – secondo fonti sindacali – problemi tecnici all’altoforno 5, uno degli impianti dell’area a caldo sottoposti a sequestro dal 26 luglio 2012 sul quale sono in corso lavori di manutenzione. Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Arpa per accertare la natura delle emissioni.

ALTRO CAPITOLO BUIO DELLA STORIA DELL’ILVA! MORTE, INQUINAMENTO E DISTRUZIONE…

Scuole malate e studenti a rischio! Lana di vetro nelle aule, pericolo cancro.

I tecnici dell’Arpa hanno rinvenuto lana di vetro potenzialmente cancerogena nei controsoffitti degli istituti superiori Copernico e Luxemburg di Torino.

Benvenuti in Italia!

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