“Non volevo uccidere ero innamorato”, così Pistorius.

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Forse non la voleva uccidere, ma lo ha fatto. Lo ha fatto con la freddezza di un marines che non si ferma davanti a nulla finchè il suo nemico non è steso a terra in una pozza di sangue. Ma il nemico quella notte per Pistorius era Reeva, la sua fidanzata. Perchè non si è fermato davanti alla porta del bagno chiusa? Perchè non si è fermato e ha colpito a morte una ragazza disarmata? Perchè ha vinto la morte e non l’amore proprio nel giorno di San Valentino?

Ma dopo la confessione del suo “amore” poi cerca ancora di scagionarsi “pensavo ci fosse un ladro!” E’ ancora forte in Oscar la voglia di uscire indenne (o quasi) da questa vicenda piuttosto che ammettere una verità scomoda… piuttosto che fare un gesto da innamorato e raccontare la verità che è l’unica giustizia che può far riposare in pace la povera Reeva, vittima innocente del suo fidanzato carnefice!

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PISTORIUS E’ OMICIDIO PREMEDITATO!!!

pistorius omicidio premeditato

Una vera e propria esecuzione a sangue freddo, secondo la dinamica descritta dal pubblico ministero Gerrie Nel. Oscar Pistorius, il campione sudafricano accusato di avere ucciso la fidanzata Reeva, è tornato stamane nell’aula del tribunale di Pretoria per chiedere, attraverso i suoi avvocati, la libertà su cauzione. Vestito in blu, Pistorius ha chiesto e ottenuto di non essere fotografato, nascondendo gli occhi lacrimanti con le mani, prima dell’inizio della requisitoria.

ORRORE ALLO STATO PURO: Il pm ha ricostruito una dinamica dell’omicidio che se fosse provata potrebbe essere definita senza ombra di dubbio “agghiacciante”: Pistorius che spara a Reeva rifugiata in bagno attraverso la porta. Il proiettile che ha colpito la mano sarebbe stato diretto alla testa, mentre Reeva si proteggeva istintivamente il viso. Pistorius, ha detto Nel, “indossò le protesi per percorrere sette metri” e andare a sparare attraverso “la porta chiusa a chiave” da Reeva, “innocente e disarmata”, perciò “quand’ anche fosse stato un ladro, sarebbe omicidio premeditato: il ladro si sarebbe trovato indifeso dietro la porta. L’imputato ha detto a sua sorella che pensava che fosse un ladro – ha affermato il pm -. Perché un ladro si chiuderebbe in bagno?”

ORA RISCHIA L’ERGASTOLO

A questo punto sembra impossibile, salvo colpi di scena, che a Pistorius venga concessa la libertà su cauzione, come chiesto dalla difesa. Secondo i giornalisti che seguono il processo, il giudice può decidere in un secondo tempo di modificare i termini dell’accusa, se emergeranno nel frattempo nuove prove a favore dell’ex campione.

A sfavore dell’atleta paraplegico ci sarebbero poi gli steroidi trovati nella lussuosa villa di Pretoria: farmaci illegali e pericolosi che possono incidere sull’aggressività di chi ne fa uso. Il campione sudafricano sarà sottoposto di nuovo ad analisi del sangue per verificare la presenza delle sostanze e anche per confermare il sospetto che prima dell’omicidio avesse bevuto pesantemente. Poi la ricostruzione dell’assassinio: Reeva, che si era portata una borsa con il necessario per la notte e il suo iPad, sarebbe stata colpita una prima volta al fianco nella camera da letto, poi avrebbe tentato di proteggersi chiudendosi nel bagno. Inutilmente, perché con la sua pistola da 9mm ‘Speed gun’ – come è stato ribattezzato dalla stampa – l’avrebbe colpita altre tre volte.

Rimane il mistero della mazza da cricket insanguinata trovata sulla scena del delitto: per qualcuno il campione di atletica l’avrebbe usata per colpire alla testa – sulla quale sono state trovate delle ferite – la fidanzata, per altri sarebbe stata usata da lei per difendersi.

Intanto, si rafforza la tesi dell’omicidio passionale: la notte di San Valentino, Reeva avrebbe ricevuto un sms della stella sudafricana del rugby Francois Hougaard, aitante 24enne a cui la modella sarebbe stata legata prima di Pistorius e del quale l’atleta sarebbe stato gelosissimo. Il rugbista continua a ripetere di non avere nulla a che fare con “la triste vicenda” della morte della modella. Nelle ultime ore è spuntata anche una testimone chiave, una vicina accorsa nella villa che lo avrebbe visto in uno stato “delirante”, il corpo della fidanzata ricoperta di sangue tra le braccia.

Come si moltiplicano in questi giorni le testimonianze di chi descrive il campione come un “maschilista dal grilletto facile”. Un mese fa in un affollato ristorante di Johannesburg Pistorius avrebbe preso in mano la pistola di un amico, gli avrebbe tolto la sicura “senza motivo” e sparato un colpo per errore che ha sfiorato un altro amico seduto al tavolo. Un episodio passato sotto silenzio, come altri nella vita dell’ex leggenda, ma che dimostra la sua dimestichezza con le armi.

Inoltre Pistorius avrebbe chiesto a gennaio la licenza per il porto di sei armi pesanti. In particolare, scrive il quotidiano The Star, l’atleta paralimpico sudafricano, che la notte di San Valentino ha ucciso la fidanzata Reeva Steenkam con il suo revolver Parabellum, aveva chiesto la licenza per un fucile Maverick, un fucile Mossberg, un fucile Winchester, una carabina Vextor 223, un revolver Smith & Wesson 500 e un revolver 38 Special.

Sempre secondo il quotidiano di Johannesburg, Pistorius non possedeva invece la licenza per l’arma del crimine, una calibro 9.

Il pm: omicidio preterintenzionale e Oscar scoppia a piangere.

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Mentre fuori dal tribunale di Pretoria si stava svolgendo la manifestazione dell’Anc, associazione contro la violenza sulle donne e l’abuso sui minori all’interno il pubblico ministero, Nel Garrie, ha confermato questa mattina l’accusa di omicidio premeditato per Oscar Pistorius, accusato di avere ucciso la sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp.
Pistorius, ha detto Garrie, ha sparato quattro colpi attraverso la porta del bagno, dove la donna si era rifugiata. Steenkamp e’ stata raggiunta da tre proiettili. Il campione sudafricano e’ scoppiato in lacrime all’inizio dell’udienza. L’avvocato della difesa ribatte che l’uccisione di Reeva Steenkamp non è un omicidio, ma un tragico incidente.

La super difesa di Pistorius va all’attacco!

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E’ probabile, quasi certo che Oscar Pistorius otterrà la libertà su cauzione. LA libertà infatti potrebbe essere negata solo nel caso in cui sia provata la premeditazione, ma tra droga, gelosia  e alcool è difficile poter provare la premeditazione. Pistorius come Oj Simpson, miti sportivi, ricchi e all’apice della carriera, vengono stroncati dalla loro insana follia.  Si macchiano di crimini vergognosi e crudeli e si affidano ai più grandi avvocati esistenti per poterla “fare franca”.

Chi c’è nella difesa di Pistorius?

DIFESA

Kenny Oldwadge  

La mente. Il primo legale chiamato dalla famiglia, ha tirato fuori di galera Sizwe Mankazana, il venticinquenne accusato di aver ucciso in un incidente d’auto la nipote di Mandela. La gente scese in strada per chiedere una punizione severa, il Paese era commosso e turbato, la ragazzina aveva 13 anni ed era la vigilia del Mondiale 2010, quello giocato in Sudafrica. L’accusa aveva dimostrato che l’imputato era al volante ubriaco, che era uscito di strada e che aveva provocato lo schianto: aveva tutte le colpe ed era al centro di un processo mediatico che aveva provocato reazioni forcaiole. È uscito subito: ogni accusa è caduta.

Barry Roux  

L’esperto. Ex procuratore distrettuale, noto per conoscere alla perfezione il sistema. Trascinò a processo Roger Kebble, magnate delle miniere con 62 imputazioni di frode. Non riuscì a incastrarlo, ma si fece un nome con numerosi colpi di scena.

Reggie Perumal  

Il mago della scientifica. Medico legale, consulente nel caso Marikana: 34 minatori in sciopero uccisi dalla polizia. Advisor per la famiglia di Solomon Mujuru, compagno d’armi del presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, morto in un incendio.

Stuart Higgins  

Il capo della comunicazione. Ex giornalista del «Sun», ha lavorato per la British Airways, per il Chelsea e il Manchester United e per il tennista Andy Murray. I comunicati stampa della famiglia Pistorius portano già la sua firma.

 

L’ACCUSA

Gery Nel  

Il procuratore. Non guarda in faccia a nessuno, ha spedito in prigione il potentissimo capo della polizia sudafricana, Jack Selebi e per riuscirci è sceso anche a patti con un noto trafficante di droga, Glen Agliotti.

IL GIUDICE

Desmond Nair

L’arbitro, un magistrato abituato ai grandi processi. Attento a ogni parola che usa, sa gestire situazioni di tensione. Ha già chiesto che i media siano esclusi dall’aula.

Squadre pronte a darsi battaglia fino all’ultimo cavillo legale! L’arena è aperta, mentre a Port Elizabeth si celebrano i funerali di Reeva nel massimo riserbo.

 

Anche gli sponsor ora abbandonano Oscar!

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Ora che sembra delinearsi l’omicidio a carico di Pistorius per motivi passionali, ora che sono stati rinvenuti steroidi ed alcool nella sua abitazione, ora che si parla di una mazza insanguinata e di un sms arrivato al tablet di Reeva dal suo ex che ha mandato ai pazzi, la fragile mente di Oscar… anche gli sponsor, a partire dalla Nike, si volatilizzano nel nulla. Contratti stracciati e una corsa, una fuga, ad abbandonare l’eroe trasformato in mostro!

Ancora particolari… sull’uomo Pistorius. Parla anche la madre di Reeva

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La madre di Reeva Steenkamp, ​​ha raccontato fra le lacrime la sua disperazione. Una figlia modello, studentessa di diritto che voleva crearsi un futuro come avvocato e invece è stata barbaramente uccisa da quello che fino a qualche giorno fa era l’eroe diverso, un esempio per tutto il mondo e un simbolo per i disabili.
June Steenkamp piangeva mentre descriveva la perdita della “persona più bella al mondo” colpita da una “morte orrenda”.
“Ha amato come nessun altro poteva amare. Voleva sempre dare agli altri… e ora non c’è più. Proprio così, lei non c’è più. In un batter d’occhio e un unico respiro, la persona più bella che ha vissuto qui, ora non c’è più!” Parole di una madre straziata che sono state riportate dal quotidiano Times del Sud Africa. Ma la donna ha anche chiesto risposte:
“Tutto quello che ci resta è una morte orrenda con la quale confrontarci e per questo tutto quello che vogliamo sono risposte. Risposte sul perché questo è accaduto,  perché la nostra bellissima figlia è morta in questo modo.”

Gina Myers, coinquilina di Reeva Steenkamp, ​​ha rifiutato di commentare la relazione della sua amica con Oscar, anche lei ha ribadito che  “tutto quello che voglio sono risposte. Questo è ciò che tutti noi vogliamo. Vogliamo la verità… e chiedo a tutti di essere onesti e di raccontare ciò che è realmente accaduto”.
Nel frattempo, un amico di Pistorius ha detto a una testata giornalistica  che il velocista qualche tempo fa  quasi gli ha sparato a un piede. E’ partito un colpo, forse accidentale. Ma ciò sottolinea come Pistorius girasse sempre armato.

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