Sparatoria in una cattedrale russa: perdono la vita una suora e un fedele

sparatoria-russia-tuttacronacaE’ stata la polizia a rendere noto che un uomo di 25 anni ha aperto il fuoco nella cattedrale dell’isola russa di Sakhalin. Durante la sparatoria, hanno perso la vita una suora e un fedele mentre altre sei persone sono rimaste ferite. L’uomo, un dipendente di una società di sicurezza, è già stato arrestato. Secondo quanto riferito dalla Bbc, le sei persone rimaste ferite non sono in gravi condizioni. Mosca ha rafforzato le misure di sicurezza su tutto il suo vasto territorio in occasione dei Giochi olimpici invernali inaugurati venerdiì scorso a Sochi che si trova a circa 7.500 km ad ovest dell’isola nell’Estremo oriente russo. La minaccia principale per il Cremlino è costituita dai militanti islamici del Caucaso.

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La morte di Daniele Fulli: l’assassino confessa

Giallo-cadavere-sugli-argini-del-Tevere-tuttacronacaNon è ancora stato trovato il punteruolo con il quale è stato ferito il 28enne Daniele Fulli, il cadavere del quale è stato trovato nel pomeriggio di mercoledì, ma nel frattempo è arrivata la confessione del suo omicida. Il 32enne Andrea Troisio era stato fermato nella notte e ha confessato il delitto durante il primo interrogatorio. L’uomo vive da tempo nella comunità di recupero per tossicodipendenti e vanta precedenti per rapina, guida in stato di ebrezza e possesso di sostanze stupefacenti. Come ha spiegato in una conferenza stampa tenutasi in questura Renato Cortese, capo della squadra mobile di Roma, si è risaliti a Troisio grazie alle testimonianze di parenti e amici della vittima e all’analisi dei tabulati dei cellulari. Andrea e Daniele si era conosciuti da pochi giorni e insieme si sarebbero recati, il 4 gennaio, giorno della scomparsa di Fulli, sulle sponde del Tevere, in zona Magliana, dove poi è stato ritrovato il corpo della vittima. Gli inquirenti avanzano due ipotesi circa movente e dinamica del delitto:  la vittima potrebbe aver rifiutato un rapporto sessuale e per questo sarebbe stato ucciso. Una seconda ipotesi racconta invece che forse Fulli cercava una relazione più stabile mentre Troisio voleva rapporti più occasionali. Al termine di una lite, dopo un rapporto sessuale, Troisio si sarebbe dunque lanciato su Fulli e lo avrebbe colpito più volte fino ad ucciderlo. Sarebbe quindi in ogni caso esclusa la premeditazione.

L’omicidio di Daniele Fulli: un fermo

daniele-fulli-tuttacronacaE’ stata fermata una persona, dalla Squadra mobile di Roma, per l’omicidio del parrucchiere omosessuale Daniele Fulli, il cui corpo era stato stato rinvenuto due giorni fa nella Capitale, sugli argini del Tevere. L’uomo, prima di essere ucciso, sarebbe stato sequestrato e avrebbe subito sevizie. Il cadavere del 28enne presentava ematomi e due fori sul collo e sull’inguine, forse provocati da un punteruolo. Su Facebook, intanto, le bacheche dei suoi amici si sono riempite di messaggi di dolore e di addio. “Ciao angelo, cerca di riposare in pace”, scrive Laura. “Ciao Daniele, riposa in pace. Ti ho voluto tanto bene e non è giusto cosa ti hanno fatto, bastardi”, è invece lo sfogo di Rasida. “Recentemente – dicono dal Gay Center, l’associazione di cui era volontario – Daniele era stato scosso dalla morte di Simone, il giovane gay che si è suicidato e a cui lui era molto legato”.

Daniele Fulli: l’arma del delitto potrebbe essere un punteruolo

daniele-fulli-tuttacronacaEra scomparso dalla Magliana, quartiere romano, lo scorso 4 gennaio il parrucchiere 28enne Daniele Fulli. Il suo corpo è stato rinvenuto nel pomeriggio di martedì, nei pressi di via Pescaglia, sul greto del fiume Tevere. Stando a quanto si apprende, le prime perizie parlerebbero di ferite compatibili con quelle inferte da un punteruolo. Ma gli inquirenti sono venuti a conoscenza di un altro particolare che riguarda la vita della vittima, che era gay: Daniele conosceva infatti Simone, giovane omosessuale che lo scorso ottobre si era tolto la vita buttandosi dell’ex pastificio della Pantanella. Sul corpo di Fulli sono stati individuati uno all’inguine e l’altro alla nuca e, sebbene nelle prime ore dopo il ritrovamento si fosse ipotizzato potessero esser stati inferti da una pistola, ora si pensa che si sia usato un punteruolo. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Maria Caterina Sgrò, che procedono per omicidio volontario, ritengono che Fulli sia stato ucciso altrove e poi abbandonato nel canneto. Soltanto successivi esami e verifiche, tuttavia renderanno il dato certo. Nel frattempo, gli investigatori della polizia, diretti da Filiberto Mastrapasqua, stanno sentendo i familiari e gli amici di Fulli. Dopo la scomparda di Fulli in Facebook era apparso un gruppo, ora chiuso, “Daniele Fulli Scomparso”, nel quale si spiegava che il parrucchiere era nato a Roma il 21 ottobre 1985. Biondo, occhi azzurri, alto 1,70 cm circa, di costituzione robusta e del peso circa 90 chili, portava un orecchino al lobo sinistro. L’ultima volta che è stato visto, si leggeva sul web, portava un pantalone nero, maglione scuro, un piumino marrone, e aveva una borsa a tracolla grigia. L’ultimo avvistamento risale a sabato 4 gennaio alle ore 22 in zona Magliana. Un’amica ha spiegato: “Forse è stato un incontro sbagliato. Daniele era un ragazzo semplice, buono”.

Giallo a Terracina, uomo crivellato a colpi di arma da fuoco

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Un uomo è stato trovato morto in un canaletto in via Macchia di Piano a Terracina. Era alla guida della sua auto e si pensava fosse finito fuori strada colto da malore. All’arrivo, i vigili del fuoco hanno scoperto che il suo colpo presenta i segni di più colpi di arma da fuoco.

Si è tolto la vita Gabriele Scalfarotto, presidente di AGedO e padre di Ivan

gabriele-scalfarotto-tuttacronaca-agedoAveva sempre mostrato di essere un combattente Gabriele Scalfarotto, padre dell’onorevole del Pd Ivan Scalfarotto, fondatore dell’AGEDO (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali) e, in precedenza, presidente provinciale dell’AVIS. L’uomo, come riporta il Mattino di Foggia, si è tolto la vita nella sua abitazione, tra Zapponeta e Manfredonia, in Puglia. Non si conoscono le ragioni del gesto, anche se sembra che soffrisse di crisi depressive. Sul letto, accanto al suo corpo, è stato rinvenuto un biglietto con un messaggio ai figli. Stando alle prime notizie sembra che si sia tolto la vita sparandosi un colpo di pistola alla testa nella sua villa tra Zapponeta e Mandredonia.

Sparatoria a La Spezia: carabinieri uccidono un 57enne

sparatoria-livorno-tuttacronacaStando a quanto ha riferito il Comando provinciale dei carabinieri di Livorno, che ha fornito la ricostruzione della morte di un 57enne a La Spezia, in Liguria, l’uomo si era recato davanti l’abitazione dell’ex moglie dove ha aperto il fuoco con una rivoltella. La donna ha chiamato il 112 e sul posto sono giunte delle pattuglie contro le quali l’uomo ha cominciato a sparare. I carabinieri hanno risposto al fuoco, uccidendolo.

Ferito un 26 enne a colpi d’arma da fuoco a Napoli

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Un 26enne  è stato ferito a Piazza del Mercato a Napoli da due colpi esplosi da una pistola. Il ragazzo è stato raggiunto alla caviglia e alla gamba. Il soccorso è arrivato immediatamente e il giovane è stato portato in ospedale a Loreto Mare, le sue condizioni non destano preoccupazione. Sulla vicenda indagano i carabinieri, non è chiara la dinamica e il contesto nel quale si è consumato il ferimento.

Lite in famiglia: il padre uccide il figlio, violenza nel Napoletano.

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Marco Cancello, commerciante incensurato di 37 anni è stato ammazzato con cinque colpi di pistola dal padre Giovanni oggi intorno alle 13.30,in via Caserta Bravo, in un cortile di un complesso edilizio nel quartiere di San Pietro a Patierno. La sparatoria avrebbe avuto luogo al culmine di una lite sorta per motivi banali e in particolare sembrerebbe che il padre di 79 anni avesse rimproverato al figlio di aver spostato alcune tavole per i ponteggi, alla risposta alterata del figlio, l’uomo avrebbe fatto fuoco. Ora Giovanni Cancello, dopo aver accusato dei dolori al petto è stato portato all’ospedale “Fatebenefratelli” di Benevento, dove è piantonato in stato di arresto.

La figlia che ha sparato al padre: la controllava in modo eccessivo

1spara_padre_cusignana_giavera_montello_tuttacronacaHa compiuto ieri 17 anni, dopo aver sparato al padre 76enne la sera prima, stanca di sentirsi controllata in modo eccessivo e che il genitore leggesse i suoi sms. Quando l’uomo è tornato a casa prima del previsto dall’azienda di cui è proprietario, una nuova lite, degenerata. Massimo Montino, avvocato difensore della ragazza, ha commentato: È stato uno scatto d’ira senza premeditazione, un delitto d’impeto”. Alle 17.35 di mercoledì alcuni residenti della zona sentono degli spari provenire dalla villa in cui vivono padre e figlia, qualcuno contatta il 112. I rilievi scientifici dei carabinieri hanno portato a una prima ricostruzione, che ha ancora dei punti poco chiari. Ma anche i protagonisti hanno aggiunto degli elementi. Da quanto si è appurato, padre e figlia hanno litigato in cucina, dopo di che la giovane è andata a recuperare una Beretta nella stanza dell’uomo. Caricata l’arma con 5 proiettili calibro 22, lo raggiunge in garage e spara due colpi che saranno in seguito rinvenuti inesplosi perchè la sicura era ancora inserita. La ragazza la sblocca e fa ancora fuoco: il proiettile raggiunge l’uomo alla gamba sinistra. Il genitore tenta di mettersi in salvo, ma all’esterno della casa, ovvero sul vialetto d’ingresso, viene di nuovo raggiunto da due colpi al braccio sinistro e poi alla testa e stramazza a terra in una pozza di sangue. A quel punto la giovane è sotto shock. 5 minuti dopo arriva la zia, con la quale aveva appuntamento, e le dice “Papà sta morendo”. Sono le 17.43 quando giungono sul posto i carabinieri, preceduti dall’elicottero del Suem, contattato proprio dalla zia. L’imprenditore, trasportato al Ca’ Foncello, viene sottoposto nella notte a due delicati interventi chirurgici e ora è fuori pericolo. La ragazza, quasi sempre impassibile, viene accompagnata poco dopo le 21 a Mestre per essere interrogata dal pm della Procura per i minori, dove si avvale della facoltà di non rispondere. La notte la trascorre nel carcere minorile di Santa Bona. Domani sarà sentita nell’udienza di convalida dal gip. L’accusa è di tentato omicidio. Nella giornata di ieri è tornata in Italia dal Brasile anche la madre della ragazza che verrà sentita oggi dagli investigatori.

Arrestata la 17enne che ha sparato al padre

17enne-spara-padre-tuttacronacaE’ stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale di Treviso il padre 76enne della ragazza di Cusignana, nel Trevigiano, che ieri sera ha aperto il fuoco contro di lui. Oggi la 17enne, il cui compleanno cade proprio in questo giorno, è stata arresta con l’accusa di tentato omicidio. Le prossime ore saranno cruciali per capire se l’uomo, un noto imprenditore nel settore della lavorazione del ferro, potrà farcela. La ragazza, sotto shock, dopo essere stata arrestata, è stata trasferita nel carcere minorile. Al momento della sparatoria padre e figlia erano soli in casa e la ragazza ha premuto tre volte il grilletto, raggiungendo l’uomo a un braccio, a una gamba e più gravemente alla testa. Ferito, l’uomo si è trascinato per la casa lasciando una scia di sangue in diverse stanze. L’eco secco dell’esplosione dei tre proiettili è stato sentito distintamente dai vicini di casa che hanno subito telefonato al 112.

17enne spara tre colpi: grave il padre

ragazza-spara-padre-tuttacronacaAttorno alle 18, mentre in casa c’erano solo lei e il padre, una ragazzina, che domani compirà 17 anni, ha sparato al padre, ferendolo gravemente. Il fatto è accaduto a Cusignana di Giavera, in provincia di Treviso e secondo gli investigatori non si tratterebbe di un incidente. L’uomo, che ora è ricoverato, è stato colpito alla testa, a un braccio e a una gamba dai proiettili di una pistola di piccolo calibro. L’arma appartiene all’uomo, che la detiene assieme a una decina di armi, tra pistole e fucili. La moglie, di circa 50 anni, e il figlio minore dell’uomo, di 9 anni, si trovano in questo momento in Brasile, Paese natale della donna.

A Napoli si spara: morti due uomini

sparatoria-napoli-tuttacronacaE’ stato trovato morto all’alba all’interno di una Fiat Panda in una zona centrale di Napoli il 25enne Vincenzo De Stasio, ucciso a colpi di arma da fuoco. Il giovane era incensurato e, stando alle prime indagini, sembra che il delitto sia maturato in ambito familiare.

La polizia ha riferito anche di un altro omicidio, quello del 26enne Vincenzo Birra, ucciso in un agguato in contrada Spadari, nel quartiere di Pianura con un colpo che gli ha perforato la mascella destra. L’uomo, scarcerato a marzo e con precedenti per stupefacendi e rapina, era ritenuto essere legato al clan Mele. Tra i due omicidi non ci sarebbe alcun legame.

Aggiornamento:

Si è costituito ai carabinieri confessando di essere lui l’assassino di Vincenzo De Stasio il padre della fidanzata del giovane. L’uomo sarebbe stato contrario alla loro relazione e l’omicidio avrebbe avuto luogo al termine di una collutazione: il 46enne ha spiegato che il colpo sarebbe partito da una pistola che aveva lo stesso ragazzo.

Arrivano le prime ammissioni sulle vittime degli scontri turchi

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Le rivolte in Turchia ormai vanno avanti da giorni e stanno, come un’epidemia, montando di città in città. Nell’ultima notte i manifestanti hanno protestato ad Ankara dove sono stati dati alle fiamme alcuni uffici del partito islamico Akp, la forza politica che ha permesso a  Tayyip Erdogan, di diventare premier. Nella notte si è reso necessario anche isolare le strade intorno agli uffici del primo ministro e sono stati lanciati alcuni lacrimogeni dalla polizia per far indietreggiare i manifestanti che si stavano avvicinando al palazzo.

Arrivano anche le prime ammissioni sulle vittime degli scontri. In particolare è stata diffusa la notizia della morte di un giovane ferito da un colpo d’arma da fuoco alla testa ad Ankara.

Non si placa ancora la rivolta in Turchia, che entra ormai nel quarto giorno: nella notte tra il 2 e il 3, la protesta si è trasferita da Istanbul alla capitale Ankara dove i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni uffici del partito islamico Akp del premier Tayyip Erdogan. Sempre nella notte, le strade intorno all’ufficio del primo ministro sono state isolate mentre i poliziotti hanno usato gas lacrimogeni per respingere l’avanzata dei manifestanti.. Lo ha riferito il segretario generale della Fondazione turca per i diritti umani, Metin Bakkalci, da Ankara. «Il giovane si chiama Ethem Sarisuluk ed è stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Si trova in stato agonizzante e i medici hanno dichiarato la sua morte cerebrale», ha spiegato Bakkalci.

Nelle prime ore dell’alba di lunedì ad Ankara la protesta sembra che sia stata sedata, almeno al momento non si registrano scontri. Invece, è notizia delle ultime ore, che gli scontri si sono spostati a Smirne (Izmir), città nel centro-occidentale della Turchia.

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Qui i manifestanti hanno lanciato molotov contro le sedi del partito Akp. Intanto a Instabul sono state danneggiate fermate dei bus e segnali stradali.

Spari all’aeroporto di Houston, in Texas

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I media locali hanno riportato che alcini colpi d’arma da fuoco sono stati sparati all’aeroporto Bush di Houston, in Texas, sembra, stando alle prime informazioni, da un uomo che si sarebbe suicidato vicino al check point di sicurezza del terminal B. Questo week-end, nella città texana, avrà luogo l’assemblea della NRA, la National Rifle Association, potente lobby americana delle armi.

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