“Gesù è nato da una coppia di fatto”: il Presepe apparso a Messina

presepe-arcigay-tuttacronacaIl comitato locale dell’Arcigay ha realizzato un graffito in piazza Municipio a Messina che raffigura un Presepe diverso dal solito: non mancano la capanna di Betlemme e la stella cometa, solo che accanto a Gesù bambino appaiono due Madonne. Ad accompagnare l’opera, la scritta: “Gesù è nato da una coppia di fatto”. L’immagine è stata dipinta a poche ore dal via libera della giunta al registro delle unioni civili. Provvedimento, questo, frutto appunto dell’impegno di Arcigay Messina, il cui presidente Rosario Duca ha così dichiarato: “Ovviamente siamo molto soddisfatti e il nostro ringraziamento va all’amministrazione Accorinti. Adesso c’è lo scoglio del Consiglio comunale, che dovrà dare l’approvazione definitiva. Dopo le feste inizieremo ad avere contatti con le varie forze politiche, valutando le singole posizioni di ciascun schieramento”. Non sono mancate le polemiche, con svariati cittadini che si sono rivolti alla Curia di Messina, perché elevi formale protesta contro il graffito ritenuto blasfemo. Ma tale non lo considera affatto l’Arcigay, che ha voluto soltanto lanciare un messaggio forte contro le discriminazioni subite dalle persone lgbt.

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Spegniamo l’odio: un video e una petizione per la legge anti-omofobia

petizione-arcygay-legge-anti-omofobia-tuttacronacaE’ stata Arcigay a indirizzare ai senatori della Commissione Giustizia una nuova campagna-petizione a favore di una legge anti-omofobia e anti-transfobia. Nella petizione, si chiede inoltre l’estensione della legge Reale-Mancino a chi rilascia dichiarazioni omofobe e offensive nei confronti degli omosessuali. Nel testo è presente proprio una considerazione su questa legge, al centro di quello che viene definito “imbarazzante balletto attorno ad una non meglio identificata libertà di opinione2”. Viene chiesto, inoltre, che la Commissione Giustizia tolga dal testo di legge l’emendamento Verini‐Gitti.

 

La legge Reale‐Mancino è stata istituita per punire i crimini d’odio, la violenza e la discriminazione per motivi di razza, etnia e religione. Da anni stiamo chiedendo che anche le violenze e le discriminazioni ai danni delle persone gay, lesbiche e trans vengano punite al pari delle violenze e discriminazioni per razzismo, xenofobia e odio religioso. Ci appare quindi del tutto strumentale e persino offensiva questa preoccupazione rispetto alla restrizione della libertà di opinione, che mai in questi decenni è stata sollevata, e che viene paventata solo ora, nel momento in cui si chiede che anche le persone gay, lesbiche e trans vengano tutelate ai sensi di questa legge. Siamo i primi a difendere la libertà di pensiero, che riteniamo preziosa e intoccabile, principio fondamentale di ogni paese democratico, libertà che la nostra Costituzione difende in maniera cristallina. Non possiamo accettare però che la libertà di pensiero venga usata come scudo per nascondere la precisa volontà di impedire che anche in questo paese si inizi finalmente un’evoluzione culturale che porti alla fine dello stigma sociale e legalizzato che ancora pesa sulla vita delle persone gay, lesbiche e trans.

La petizione è accompagnata da un video che, come spiega Giornalettismo, raccoglie alcune delle dichiarazioni che politici e personaggi pubblici hanno reso in televisione, dichiarazioni forti che Arcigay non esita a definire omofobe. Nel video, che non mostra volti ma solo le parole, sono riconoscibili le voci di Vittorio Sgarbi, Alessandra Mussolini, Daniela Santanchè, Giancarlo Gentilini, Giancarlo Cervelli, Pino Scotto, Mariano Apicella, Romano La Russa e Padre Livio di Radio Maria. “Mentre l’Europa da diversi anni ha adottato politiche ben precise e determinate per tutelare i cittadini LGBT con reali misure di inclusione sociale – spiega il presidente di Arcigay, Flavio Romani – L’Italia è riuscita a far sistematicamente naufragare tutti i progetti di legge […]. Vogliamo una legge che senza se e senza ma, stabilisca anche per i crimini d’odio omofobico e transfobico quello che stabilisce da decenni anche per diverse altre fattispecie, come il razzismo e l’antisemitismo”.

Bottiglie di urina contro i clienti di un locale gay

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L’omofobia a Milano dilaga e l’ennesimo episodio avvenuto la sera di domenica 27 ottobre, verso le 2 di notte, è un atto violento e inaccettabile. Alcune bottiglie contenenti urina sono infatti state lanciate contro i clienti di un locale per gayfriendly, il bar Momo. L’episodio è stato riportato nella cronaca locale dell’edizione milanese de La Repubblica:

Il bar Mono, a Milano, aveva appena chiuso. Un’auto si è avvicinata e senza fermarsi i suoi passeggeri hanno lanciato prima insulti, poi bottiglie di urina contro i clienti.

Ancora su La Repubblica si legge:

“Da parte dell’Arcigay, che ha subito sporto denuncia, non si fa allarmismo. Ma un collegamento di ordine politico sì: «Mentre in città le sentinelle in piedi, i cattolici integralisti, psichiatre affascinate dai confessionali e fascisti di ieri e di oggi rialzano la testa proclamando il loro odio per gli omosessuali travestendolo in teorie e forme di libertà di opinione — dice il presidente Marco Mori — improvvisamente in pieno centro riappaiono forme di violenza premeditate che non si vedevano da anni, nemmeno nel peggior scenario periferico che Albertini, Moratti e De Corato hanno creato e lasciato in eredità alla città. Non sono coincidenze. I mandanti culturali e ideali di queste aggressioni sono chiari e noti»”.

Anche il circolo Pd della zona si è mosso contro questi attacchi. Episodi comunque sporadici nella città di Milano, ma che richiedono maggiore sensibilità secondo Arcigay:

“«L’amministrazione ormai in sella da più di due anni non può continuare ad invocare l’alibi del bilancio e rinviare azioni concrete di inclusione e lotta alle discriminazioni — sottolinea Mori — capaci di generare quel cambiamento promesso e più volte annunciato. E deve sostenere le iniziative nel territorio appoggiandole anche economicamente, amplificandone le potenzialità. Altrimenti Pisapia e compagni si rassegnino a vedere di nuovo il vento cambiare e la città fare passi indietro riguardo a temi quali accoglienza, rispetto per le comunità e inclusione sociale»”.

“Essere gay è una colpa”, test shock di religione a Perugia

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Tra le colpe evidenziate in un test di religione che è stato fornito agli studenti del liceo classico  Mariotti di Perugia dal loro professore di religione e al quale gli studenti dovevano rispondere assegnando un punteggio da 1 a 10 comparivano omicidio, infanticidio, abusare di bambini e smerciare droga, ma anche l’omosessualità e le esperienze prematrimoniali. In definitiva si confrontavano le “colpe” fra di loro e si doveva stilare una classifica. Alcuni studenti immediatamente hanno segnalato il test all’associazione Omphalos di Perugia che riunisce arcigay e arcilesbica:

“L’associazione Omphalos (arcigay e arcilesbica) di Perugia, ricevuta la segnalazione da alcuni allievi, ha presentato una denuncia all’Ufficio antidiscriminazioni (Unar) del ministero per le Pari opportunità. L’Unione degli studenti ha chiesto un intervento del ministero dell’Istruzione. Un ex alunno del docente — gay dichiarato — racconta: «Quel questionario non è del professore, ma su di me ebbe un impatto forte, mi sentii offeso e discriminato. Non è un insegnante omofobo, ma ha sbagliato a non dare spiegazioni». L’associazione di Perugia aveva già denunciato per comportamenti e didattica anti-gay un docente dell’istituto professionale Cavour-Marconi”.

Ora si spera che almeno in futuro quel test non si ripeta più dopo la denuncia all’Ufficio antidiscriminazioni (Unar) del ministero per le Pari opportunità.

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Laura Boldrini e Josefa Idem al gay pride di Palermo

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“Ho deciso di partecipare con Laura Boldrini al gay pride nazionale a Palermo il 14 giugno. E’ necessario un forte impegno nazionale ed europeo per garantire parità di trattamento e dignità dei gay e delle lesbiche”, con queste parole il ministro per le Pari opportunità, Josefa Idem, nell’audizione in commissione alla Camera ha dichiarato di voler prendere parte insieme alla presidente della Camera alla manifestazione siciliana.

A Palermo, come stimano gli organizzatori del gay pride, sono attese centomila persone che chiederanno un confronto parlamentare su pari diritti e contrasto all’omofobia e alla transfobia.
“Un corteo di carri colorati – spiegano associazioni come Arcigay, Arcilesbica e Famiglie Arcobaleno – attraverserà la città per vincere le battaglie sui diritti”. “
“In un momento di crisi bisogna rimettere al centro i diritti e investire nella cultura delle differenze – ha detto la presidente del comitato organizzatore del pride nazionale, Titti De Simone – non passa giorno senza discriminazioni e violenza sulle persone lgbt. Questa è una battaglia che si combatte per vincere, è il momento di dare segnali importanti”.

Il potere politico della chiesa! Al rogo i gay…

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Le ingerenze dal Capo dello Stato in campagna elettorale (ormai Napolitano ha fatto perdere credibilità anche al ruolo istituzionale, quindi, il danno è stato minimo) non bastavano. Ci si è messa anche la chiesa con il card Carlo Caffara  invitato dall’Arcigay a dimettersi. E’ l’invito del circolo “Il Cassero” di Bologna, commentando la lettera di ‘orientamento’ per le elezioni rivolta ai cittadini e diffusa dall’Arcivescovo, in cui sottolinea la ”salvaguardia dell’incomparabilita’ del matrimonio-famiglia e la loro promozione”. E Franco Grillini, presidente di Gaynet: ”nessuna intromissione indebita nella campagna elettorale. Se la Chiesa vuole fare propaganda si spogli del Concordato”. LA CHIESA SI DOVREBBE SOLO VERGOGNARE… Tra preti pedofili, intrighi di potere e tornando indietro nella storia, anche le crociate, delle guerre in nome di Dio, che hanno portato innumerevoli tesori e fortune al potere temporale della chiesa. I gay non hanno mai fatto una guerra, promulgano l’amore in ogni sua forma e chiedono solo uguali diritti… forse il vero cristianesimo è quello professato dai gay invece che dalla chiesa?

 

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