Appalti per Palazzo Chigi: arresti domiciliari per due

Gdf-tuttacronacaGli uomini del nucleo della Polizia tributaria della Guardia di Finanza e i carabinieri del Ros hanno arrestato l’uomo d’affari Luigi Bisignani e il generale dei carabinieri Antonio Ragusa. I due, ora ai domiciliari, sono indagati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma su presunte irregolarità legate all’affidamento di appalti per Palazzo Chigi. Per quel che rigarda le accuse, per Bisignani si tratta di frode fiscale, mentre a Ragusa sono contestati la corruzione e la turbativa d’asta. Ragusa, nel 2010, era capo del Dipartimento della Risorse strumentali.

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Balliamo… nello spazio? All’Asi anche un ballerino come consulente

asi-sede-tuttacronacaMentre l’ombra delle tangenti oscura l’immagine dell’Agenzia Spaziale Italiana, Asi, il cui presidente Enrico Saggese è indagato per reati che vanno dalla corruzione, alla concussione, fino alla truffa, emergono nuovi dettagli. Tra i consulenti dell’Agenzia ci sarebbe anche un ballerino di tango, Mario Giacomo Sette, che è il fratello di Francesca. Quest’ultima, spiega il Corriere della Sera, è il fidatissimo braccio destro proprio di Saggese. Cosa ci faccia un ballerino nel regno di ingegneri e, al massimo, qualche manager, lo spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

 

Tra i dipendenti dell’Asi c’è Francesca Sette, «distaccata» da Finmeccanica e diventata il braccio destro di Saggese. Proprio grazie a questo rapporto di fiducia, suo fratello Mario Giacomo — il ballerino — è stato scelto come consulente e poi sistemato a Cira, il Centro italiano di ricerche aerospaziali, mentre la società Get It Communication di proprietà dei suoi genitori, Vittorio Sette e Elena Oteri, è diventata il centro nevralgico dell’Agenzia. E infatti, nel capo di imputazione che li coinvolge tutti, sono accusati di aver «compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio consistenti tra l’altro nel concorrere nella scelta della società Sistina Travel per l’affidamento di servizi di viaggi e trasferte per conto dell’Asi e ottenere dal rappresentante legale della Sistina Travel il pagamento di fatture inesistenti emesse dalla Get It».

Indagato il presidente: l’ombra delle tangenti incombe sull’Agenzia Spaziale

agenzia-spaziale-italiana-tuttacronacaLa procura di Roma ha aperto un’inchiesta su presunte tangenti sugli appalti e anche l’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana, è finita nel mirino degli inquirenti. A Roma e in altre città italiane sono state eseguite perquisizioni in uffici sia dell’Agenzia che di società fornitrici mentre sono sette le persone indagate, tra le quali il presidente dell’Asi Enrico Saggese.   Nel corso delle perquisizioni, eseguite dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma, negli uffici e abitazioni degli indagati sono stati acquisiti documenti sui rapporti contrattuali dell’Asi con alcune società. L’inchiesta ha preso le mosse dalla denuncia di un dirigente dell’Asi vittima di un tentativo di concussione.

Ex amministratore di Finmeccanica svela politici corrotti e fondi neri

rifiuti-tuttacronaca

Ex amministratore della Selex  Service Management, società controllata da Finmeccanica, arrestato la scorsa primavera per l’inchiesta di monitoraggio sui rifiuti avrebbe portato a svelare fondi neri e politici corrotti, almeno secondo quanto scritto sul Corriere della Sera. Il quotidiano rivela che grazie alla collaborazione tra le Procure di Roma e Napoli si sarebbe arrivati a rivelare quali ditte:

abbiano accettato la sovrafatturazione per creare le provviste illecite e, tra gli altri, indicano «le società che fanno capo a Nicola Lobriglio». Indicano i nomi dei politici destinatari delle tangenti e forniscono elementi e dettagli per consentire agli inquirenti di far scattare gli accertamenti sull’effettivo passaggio di denaro. E svelano come «per l’affare Sistri c’era l’interesse della “Gsp Holding” gestita da Giovanni Sabetti che in realtà è un uomo legato al senatore Sergio De Gregorio».

Nel sistema di assegnazione degli appalti, riporta il Corsera, la Italgo di Anselmo Galbusera sarebbe una delle aziende più tenute in considerazione:

“«La videosorveglianza delle discariche – si legge in uno dei nuovi verbali – è stata subappaltata ad una società di Elsag Datamat gestita da Francesco Subbioni che a sua volta l’ha affidata ad Anselmo Galbusera con la Italgo. Italgo mi venne imposta da Lorenzo Borgogni e Luigi Bisignani. La società è gestita da Galbusera che fa capo a Bisignani»”.

Uno schema già utilizzato nel 2012, secondo l’accusa, per assegnare un appalto a Palazzo chigi:

“la Italgo associata alla Selex service Management, grazie alla mediazione di Bisignani, se lo sarebbe aggiudicato illecitamente in cambio di favori al capo dipartimento della Presidenza del Consiglio, il generale Antonio Ragusa. In particolare «l’assunzione del figlio in Finmeccanica e la concessione di alcuni subappalti a ditte che a lui facevano capo»”.

Anche la Micheli Associati spa, scrive la giornalista del Corsera, sarebbe comparsa nell’ambito delle indagini:

“Tra le società che compaiono nell’indagine c’è anche la Micheli Associati spa che fa capo al finanziere Francesco Micheli, attuale vicepresidente dell’Abi. L’azienda figura infatti tra i soci della Italgo e secondo l’ex presidente del Poligrafico Roberto Mazzei, che di Bisignani è stato socio e amico, «Micheli è molto legato a Bisignani ed è socio di maggioranza di Italgo»”.

Nel mirino degli inquirenti anche la gestione degli appalti al Ministero dell’Ambiente:

“Secondo Stornelli alcune ditte da far lavorare «mi furono imposte dal direttore generale Luigi Pelaggi», già comparso anche nell’inchiesta sull’Ilva per i suoi rapporti con la famiglia. Anche su questo il manager ha fornito nomi e circostanze che vengono adesso esaminate, soprattutto tenendo conto che il dicastero doveva essere il supervisore del progetto Sistri, assicurandone il funzionamento. Nel 2009 si decise che il sistema dovesse essere protetto apponendo il segreto di Stato”.

Gli Stornelli, scrive il quotidiano, sarebbero poi stati accusati di aver avuto numerose case di Propaganda Fide a “prezzi stracciati”:

“Affitti che in alcuni casi non raggiungevano gli 80 euro mensili per dimore da sogno nei quartieri più esclusivi di Roma che erano stati assegnati a loro oppure a alle loro amanti. Ma su questo non hanno voluto fornire alcun elemento avvalendosi della facoltà di non rispondere”.

Alemanno minaccia querele via twitter. Scoppia il caso a Report.

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«Alla Gabanelli solo una risposta: querela per diffamazione e risarcimento danni per le menzogne contro Roma in onda su Report». Questo il tweet postato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo la puntata di Report andata in onda ieri che aveva come tema, tra l’altro, la questione delle tangenti filobus.

La puntata della trasmissione diretta da Milena Gabanelli intitolata «Romanzo Capitale» – che dovrebbe essere replicata lunedì sera su RaiSat Extra alle 21 – non parlava soltanto dello scandalo tangenti sui filobus, ma analizzava anche il sistema dei subappalti per la metro C. Si parlava delle presunte infiltrazioni mafiose, gli interessi della nuova banda della Magliana «che entra negli affari che contano», il caso dei numerosi consulenti del Comune, i debiti milionari delle municipalizzate di Roma.

Il punto focale riguardava, però, Riccardo Mancini, ex ad dell’Ente Eur. Un imprenditore anonimo intervistato dal giornalista Paolo Mondani ha accusato: «Dal 2008 è Mancini che si mette al tavolo con le imprese e spartisce i subappalti della metro C. Per ognuno di questi, intascava una percentuale del 50%». Una rivelazione che confermerebbe il «peso» dell’allora Ad di Eur Spa già delineato dalle testimonianze nell’inchiesta della Procura di Roma «Mancini faceva il sindaco, sugli appalti decideva lui», dice il manager di un consorzio di cooperative di costruzioni.

Si è scatenato perciò il linciaggio per la conduttrice e il programma televisivo, tanto che è sceso in campo Umberto Marroni, capogruppo Pd di Roma Capitale a prenderne le difese affermando «Più che annunciare querele via twitter il Sindaco Alemanno dovrebbe rassegnare le dimissioni e non ripresentarsi alle elezioni di maggio. La puntata di Report ha messo ulteriormente in luce quel che noi denunciamo da anni: la deriva dell’Amministrazione Alemanno in scandali e politiche clientelari, da Parentopoli alla gestione opaca degli appalti. Oltre alle cinque domande che gli abbiamo posto da settimane sulla vicenda filobus, rimaste disattese, Alemanno dovrebbe rispondere ad altre due domande: quale era l’oggetto delle cene con i dirigenti di Finmeccanica?» Queste cene sarebbero provate da una dichiarazione Lorenzo Cola che, in un verbale secretato avrebbe affermato:  «Nella primavera del 2009 ci fu una cena a casa mia con l’amministratore delegato della Breda Roberto Ceraudo, con Mancini e con Alemanno. Si discusse della tangente da 600 mila euro che doveva essere versata per chiudere l’affare».  Circostanza smentita dal sindaco di Roma.

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