L’Italia come Kiev? Shock per la lettera recapitata all’Ansa dal Noa

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L’Italia come Kiev? Nessuno fino a oggi ci avrebbe pensato, nonostante il terremoto politico che negli ultimi giorni ha invaso le pagine dei media e che forse ha lasciato ad articoli di fondo la situazione esplosiva NO TAV che sembra non aver fine. Oggi è stato però recapitato all’Ansa di Torino un documento shock firmato Nuclei Operativi Armati (Noa), che annuncia «la lotta armata di liberazione». La lettera parla di «lotta di liberazione contro il Tav» e di un «tribunale rivoluzionario» che «condanna a morte» alcune persone ritenute «responsabili della repressione in atto». «I Nuclei Armati Operativi – si legge nel documento – sono pronti all’azione diretta nei confronti dei mandati e degli esecutori della strategia repressiva che sta togliendo libertà e prospettiva al movimento no tav. Le accuse, ridicole, di terrorismo richiedono una risposta forte che dimostri, rapidamente, che non siamo inermi. Ora è il momento di praticare la lotta armata di liberazione, i terroristi sono loro, noi siamo i partigiani della libertà».

Altre due lettere identiche, almeno a una prima analisi, sono state consegnate anche alla sede dell’Ansa di Roma e di Bologna. Il plico, tre fogli fotocopiati all’interno di una busta commerciale, sembra spedito, secondo un timbro poco leggibile, da Torino con due francobolli da 0,70 euro ciascuno.

Il peso naturalmente di queste lettere dovrà essere vagliato attentamente, ma la situazione a nord, e in particolare a Torino, è esplosiva da tempo e sarà necessario un intervento mirato per spegnere questi atti sul nascere. Chiaramente in questi mesi, in cui nonostante le proteste non si è mai arrivati a trovare un dialogo con le organizzazioni presenti sul territorio ha fatto crescere la tensione e questo documento è forse solo un atto dimostrativo del malessere che stanno vivendo alcuni cittadini, ma proprio per questo uno stato democratico e “giusto” non dovrebbe archiviare la questione andando avanti a oltranza con i lavori di un’opera che quando sarà ultimata potrebbe già risultare superata.

Si abbassa il sipario? D’Alema abbandona la minoranza?

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«La battaglia politica si fa quando c’è il congresso. Ognuno è libero di esprimere la sua opinione ma non io non parteciperò ad una dialettica legittima che ora ha altri protagonisti di un’altra generazione». Così Massimo D’Alema, parlando all’ANSA, spiega che, dopo la fine del congresso, non sarà il capo della minoranza del Pd. Si abbassa il sipario sul vecchio Pd e va in scena la nuova generazione?

Doppio lavoro: impiegata e prostituta nell’azienda degli iPhone

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Come riporta l’Ansa, riprendendo un reportage dell’Economic Weekly, nelle fabbriche della Foxconn (che producono iPhone) in Cina e in particolare quelle site a Shenzhen e Zhengzhou, al termine del lavoro molte impiegate e operaie offrirebbero prestazioni sessuali a pagamento ai colleghi per arrotondare lo stipendio. In particolare a Shenzhen il campus della Foxconn conta 200.000 persone e per la maggior parte si tratta di giovanissimi, l’età media si aggira sui 20 anni.

 

Esplosioni in cielo, lo spettacolo è visibile anche in Italia. Diretta alle 22

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In città basta un binocolo e il naso all’insù per poter vedere l’esplosione stellare di agosto che anche nel nostro Paese è visibile senza troppi macchinari sofisticati. La “nuova luce” è dovuta a una costellazione del Delfino che dista circa 97 anni luce dalla Terra e si  può osservare a destra di Vega, una delle stelle più brillanti del cielo di agosto.  La luce, la Nova appunto, è il risultato di un’esplosione non distruttiva della stella, proprio per questo si differenzia dalla Supernova che invece presuppone un’esplosione devastante che distrugge la stella da cui proviene. Secondo gli esperti: «l’esplosione della Nova del Delfino è stata generata da un sistema di due stelle, una delle quali è una nana bianca». Quest’ultima è stata gradualmente privata dalla compagna della sua riserva di idrogeno e ciò ha generato una forte instabilità che ha portato all’esplosione.

Approfittando della graduale uscita di scena delle stelle cadenti, la stella è la nuova protagonista delle notti di agosto. La scoperta, fatta dall’astrofilo giapponese Koichi Itagaki, è stata confermata da più gruppi nel mondo e descritta in dettaglio dal gruppo italiano del Virtual Telescoper, coordinato dall’astrofisico Gianluca Masi e del quale fanno parte Francesca Nocentini e Patrick Schmeer. «Si tratta di una Nova – spiega Masi – e brilla intorno alla magnitudine 4 – 4.5, dunque è visibile già ad occhio nudo, purché si osservi da fuori città».

Per saperne di più è possibile seguire l’osservazione della Nova del Delfino condotta da Gianluca Masi in diretta streaming sul canale ANSA Scienza e Tecnica con il Virtual Telescope. L’evento, in italiano e in inglese, è in programma lunedì 19 agosto alle ore 22,00 e la durata prevista è di 90 minuti.

 

La presunta morte di Paolo Dall’Oglio: “Dietro l’omicidio c’è Assad”

dall'oglio-tuttacronacaLa Farnesina ancora non ha confermato il presunto omicidio di Padre Paolo Dall’Oglio, sparito in Siria a fine luglio, ma Lama Atassi, segretario generale del Fronte Nazionale Siriano, in un’intervista a Tgcom24 ha dichiarato che “Dietro l’omicidio di Padre Dall’Oglio c’è Assad, lui ha infiltrato i gruppi estremisti in Siria per delegittimare la rivoluzione”. Era stato lo stesso Atassi a dare la notizia della presunta morte del gesuita lo scorso lunedì: “Informiamo, con profondo dolore, che abbiamo ricevuto oggi da una fonte affidabile, la notizia che Padre Paolo Dall’Oglio è morto. Che Dio abbia misericordia della sua anima”. Riferendo che “La notizia ci è stata riferita da un alto funzionario, che vuole rimanere anonimo, dell’Esercito siriano libero (Free Syrian Army), siamo più che certi che l’informazione sia fondata”. Secondo Atassi “Gli assassini di Padre Dall’Oglio non hanno ancora voluto consegnare il corpo. Si tratta di un piccolo gruppo di estremisti islamici, legati ad Al Qaeda. Non ho altri particolari sulla sua morte”. Alla domanda “Quali prove avete della sua morte?” spiega quindi che “Prove materiali alla mano non ce ne sono, ma ci fidiamo di questa fonte, data la sua importanza e posizione. La mancanza di qualsiasi contatto di Padre Dall’Oglio di fatto è già una prova. Altrimenti ci sarebbero stati tentativi di contatti da parte dei rapitori”. E circa la ricorstuzione di quello che sarebbe successo al gesuita: “Non so se si potrà mai avere una vera e propria ricostruzione dei fatti. E’ difficile in questo tipo di situazioni. Non posso dare una data precisa della morte, so però che Dall’Oglio è caduto nelle mani di persone che non lo hanno mai trattato come un amico, ma come un vero e proprio nemico. E’ stato processato e condannato da un tribunale islamico, composto da individui che non hanno nessuna nozione di giustizia”. E sul perchè non ci sia stata nessuna rivendicazione ufficiale: “Difficile che lo facciano, ritengo infatti che rivendicare l’uccisione di Padre Dall’Oglio potrebbe mettere a disagio le forze coinvolte. Potrebbe esserci infatti una reazione negativa, dato che era una persona amata in Siria. La gente potrebbe cominciare a mettere in forse l’operato di questi gruppi”. Ma Atassi spiega anche le motivazioni che avrebbero condotto al presunto omicidio: “Una delle ipotesi è che questi estremisti possano essere stati infiltrati dal regime, per creare una sorta di strategia della tensione. Nel corso del conflitto Assad ha favorito prima il passaggio di questi gruppi dalla Siria all’Iraq, dove ci sono campi di addestramento, e poi il rientro in Siria. Assad in particolare utilizzerebbe questi gruppi per dimostrare alla comunità internazionale che quella in corso in Siria non è una rivoluzione, ma azioni terroristiche di gruppi estremisti”. Ci sarebbero anche responsabilità politiche dell’Occidente dietro la morte di Dall’Oglio quindi? “In parte sì. Le grandi potenze hanno scelto l’opposizione a cui fare riferimento. Un’opposizione che non si è dimostrata all’altezza delle aspettative del popolo siriano: non è sufficientemente strutturata, ma in compenso è corrotta tanto quanto il regime di Assad. E’ un’opposizione che si è rivelata non costruttiva, che non ha lavorato per il popolo. In compenso, come i dittatori del Terzo Mondo, viaggia su jet privati, abita in palazzi e ville di lusso e vive nel privilegio. Nel frattempo la popolazione non riceve aiuti umanitari: quello che arriva infatti finisce nelle tasche dei membri corrotti dell’opposizione. Negli ultimi due anni la rivoluzione e i suoi ideali sono stati messi all’asta. Tutto questo ha creato un disorientamento, dovuto a un vuoto ideologico: ed è questa sfiducia creatasi a causa dell’opposizione che ha aperto le porte agli ideali estremisti”.

Paolo Dall’Oglio è morto?

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Paolo Dall’Oglio, il padre gesuita rapito sarebbe già morto, secondo quanto riferisce un sito arabo, ma la Farnesina – interpellata dall’ANSA – dichiara che «si tratta di un’indicazione che va presa con estrema cautela e che non trova al momento alcuna conferma». Lo stesso gesuita appena arrivato aveva lanciato un appello su Facebook facendo comprendere la complessità della missione che si trovava a svolgere: «Pregate per me, perché abbia una buona fortuna in questa missione per la quale sono venuto qui».

La strage del pullman: Sophia Loren pronta ad aiutare “la sua gente”

loren-irpinia-pozzuoli-tuttacronacaE’ cresciuta a Pozzuoli l’attrice Sophia Loren e si sente vicina alla sua terra, tanto che ieri sera, nello stesso giorno della celebrazione dei funerali delle 38 vittime della tragedia stradale avvenuta domenica sera sul viadotto della A16 tra Monteforte Irpino e Baiano, in provincia di Avellino, ha telefonato al sindaco Vincenzo Figliolia per comunicare la sua disponibilità ad aiutare la “sua gente”, rendendosi fin da subito disponibile a dare concretamente una mano. Il primo cittadino di Pozzuoli, che nel pomeriggio di ieri ha fatto visita ai bambini e alle bambine ricoverate all’ospedale pediatrico Santobono e al Loreto Mare di Napoli, ha poi dichiarato: “Ho ringraziato di vero cuore Sophia Loren per la sensibilita’ umana e la solidarieta’ dimostrata alla citta’ di Pozzuoli. E’ stata una telefonata dal forte valore simbolico, perche’ la Loren e’ rimasta particolarmente scossa dalle immagini di strazio mostrate in questi giorni dalle televisioni italiane e straniere. Il dramma di Pozzuoli e delle sue tante famiglie e’ diventato lutto nazionale, ma anche occasione di riflessione sulle emergenze in campo infrastrutturale che il nostro Paese deve affrontare e risolvere”.

La tragedia in Irpinia diventa il pretesto per frasi razziste

irpinia-autobus-tuttacronaca“Precipita pullman vicino Avellino: 40 morti tra cui nessun italiano”. E’ quanto si leggeva in Facebook, nella pagina di un gruppo chiamato Average Italian Guy (Italiano Medio) poco dopo la tragedia del pullman precipitato dal viadotto a Monteforte e che è stata vissuta con sofferente partecipazione da tutta l’italia. Ancora una volta, così come con gli sciacalli di New Orleans e L’Aquila o con le scritte dopo la strage in Nassirya, ci sono persone che non riescono a trovare in sè senso di rispetto, umanità o sensibilità. Si è preferito proporre una frase a sfondo razzista nei confronti dei campani e soprattutto verso le vittime del bus ed i loro familiari. Ma la “medietà” dell’italiano è riscontrabile anche in quei 600 like ricevuti. Ci sono stati anche commenti di risposta, per riportare in alto l’orgoglio del popolo di Avellino e dintorni e non è mancato chi ha augurato, forse esagerando, delle sciagure all’ideatore.

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Poco dopo la pagina bannata viene aperto un nuovo profilo in Facebook:

Average Italian Guy è stata bannata dai Napoletani Moralisti del Ciriaco

Nella quale l’utente dice di non essere colui che era l’amministratore della precedente pagina, ma continua con uno stile a dir poco “irriverente”, in cui si mescola cattivo gusto e volgarità che davvero lasciano senza fiato.

Solo per citare una frase agghiaccianti sul profilo viene detto:

“L’ho detto io che doveva prendere l’autobbbus”

Che si aspetta a rimuovere questo profilo? Perché gli amministratori di Facebook non hanno ancora bannato questo nuovo account?

 

 

Resa nota la lista dei nomi delle vittime dell’incidente in Irpinia

vittime-irpinia-tuttacronacaScrive il premier Letta in Twitter: “In Consiglio dei ministri abbiamo appena deliberato il lutto nazionale per la giornata di domani, in cui si svolgeranno i funerali a Pozzuoli”.

Dei 48 passeggeri presenti sull’autobus precipitato in Irpinia, in 38 hanno perso la vita dopo tre giorni trascorsi in gita. Ora è stata pubblicata la lista dei nomi. Sono 26 abitanti di Pozzuoli, 8 di Napoli, 1 di Casalnuovo di Napoli, 1 di San Giorgio a Cremano, 1 di Ponza e 1 di Pietrastornina (AV):

Terracciano Alfonso – Pozzuoli 02/12/1944
Illiano Barbara – Pozzuoli 20/03/1950
Parrella Pasquale – Pozzuoli 14/01/1951
Artiaco Assunta – Pozzuoli 24/08/1952
Esposito Gennaro – Pozzuoli 03/09/1955
Rusciano Antonietta – Pozzuoli 07/09/1964
Basile Giovanni – Pozzuoli 21/04/1960
Di Paolo Filomena – Napoli 20/08/1963
Del Giudice Silvana – Napoli 17/02/1997
Del Giudice Antonio – Pozzuoli 21/08/1962
Illiano Agnese – Pozzuoli 06/04/1940
Russo Maria Elisabetta – Pozzuoli 06/05/1949
Musto Irene – Pozzuoli 01/06/1939
Conte Giovanni – Pozzuoli 10/02/1963
Rusciano Maria Rosaria – Pozzuoli 10/08/1962
Basile Carolina – Pozzuoli 27/11/1954
Caiazzo Luciano – Pozzuoli 10/06/1973
Paone Procolo – Pozzuoli 12/07/1929
Testa Salvatore – Pozzuoli 09/06/1925
Caiazzo Mario – Pozzuoli 24/04/1959
Restivo Teresa – Pozzuoli 24/03/1981
Bruno Salvatore – Casalnuovo di Napoli 23/10/1946
Iodice Olga – Ponza 18/01/1941
Rocco Luigia – Napoli 01/07/1939
Carannante Maria – Pozzuoli 28/11/1954
Mirelli Anna – Pozzuoli 10/02/1965
Artiaco Gennaro – Pozzuoli 24/05/1939
Delle Cave Teresa – Pozzuoli 22/08/1945
Chiocca Raffaela – Pozzuoli 09/04/1941
Lametta Ciro – Napoli 07/03/1969
Acquarulo Anna – Napoli 15/08/1948
Raiola Anna – San Giorgio a Cremano 08/08/1929
Lucignano Giuseppina – Pozzuoli 13/03/1931
Corsale Maria Luisa – Napoli 04/01/1950
Iuliano Elisabetta – Pietrastornina (Av) 20/11/1935
Ambrosio Immacolata – Napoli 05/09/1958
Vallefuoco Biagio – Napoli 10/06/1959
Trincone Vincenza – Pozzuoli 16/07/1962

Un testimone: autobus a velocità folle, fuori controllo e senza una porta

irpinia_tragediaincidente-tuttacronacaStando a quanto si apprende dall’ANSA, un operatore che, circa un chilometro prima del luogo dove il pullman è precipitato, segnalava rallentamenti sull’autostrada avrebbe affermato che il mezzo procedeva a forte velocità e con la porta anteriore aperta o mancante. Verso le 19 dei rallentamenti avevano cominciato a formarsi al km 28, in direzione Napoli: l’autobus è precipitato dal viadotto Acqualonga, al km 32 e 600 dell’A16, intorno alle 20.30. I rallentamenti sono segnalati tramite tre pannelli e un operatore, che sbandiera a circa un chilometro e 100 metri dal punto in cui è avvenuto l’incidente, con tutti i dispositivi del mezzo di servizio accesi. Proprio quest’ultimo racconta di aver visto avvicinarsi il pullman a forte velocità e con la porta anteriore aperta, o forse mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il margine destro dell’autostrada.

La figlia di una vittima racconta: “Mia mamma aveva avuto una premonizione. Poco prima aveva chiamato: spero di arrivare sana e salva, sento che qualcosa non va. Eppure siamo stati bene questi 3 giorni”. Quello che ora si vuolo conoscere è come si sia arrivato a tutto questo. Sembra che il blocco della trasmissione del bus sia stato raccolto molto prima del luogo in cui ha sfondato in discesa il guard rail. Potrebbe averlo perso per un contatto con altri veicoli. Nel caso, sarebbero le telecamere di sicurezza della società autostrade a svelarlo. La curva al chilometro 32 è segnalata come molto peticolosa, con un limite di 80 Km/h che, per i mezzi di notevoli dimensioni, su riduce a 60 khm.

Pellegrini e Magnini: scoppia la coppia d’oro del nuoto italiano!

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La rottura tra Federica Pellegrini e Filippo Magnini è ufficiale. Sono stati loro stessi a comunicarlo dichiarando: “Siamo molto dispiaciuti nel comunicare che la nostra storia d’amore è finita”. Entrambi avevano già confessato, singolarmente, che il loro rapporto stava vivendo un periodo difficile, ed ora è arrivata una telefonata congiunta all’Ansa: “Per motivi personali che non c’entrano niente con le cose scritte nelle ultime settimane. A volte è solo il sentimento che va scemando”. Fine della coppia fuori dalla piscina, ma la determinazione in acqua resta molta, con tanta vogli di riscatto dopo le deludenti prestazioni olimpiche a Londra 2012: “Continueremo da professionisti il nostro percorso sportivo comune fino a Barcellona, concentrandoci solo su quello”. Luca Marin, ex fidanzato della Pellegrini, non è voluto entrare nel merito della notizia: “Sinceramente non mi interessa. Se questa è la loro decisione, è la loro decisione, punto”. Aggiungendo, ai microfoni di Radio Capital: “Il gossip che ha coinvolto Federica negli ultimi mesi non credo abbia influito sui suoi risultati sportivi, perchè certe cose contano solo se vuoi che contino. Lei è sempre stata una professionista e non credo che questo abbia inciso”. La fiducia nell’ex, dal punto di vista agonistico, non è però messa in discussione: “Nella vita di tutti gli sportivi ci sono sempre alti e bassi. Lei ha avuto purtroppo il momento basso nell’anno dell’Olimpiade, però tornerà sicuramente ad alti livelli”. Per avere la conferma alle sue parole non resta che attendere i Mondiali 2013, che si svolgeranno in Spagna dal 19 luglio al 4 agosto.

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