In Italia è allarme giustizia: quasi 9 milioni di processi pendenti

annamariacancellieri-tuttacronacaE’ stato il ministro della Giustizia a lanciare l’allarme: “Alla data del 30 giugno 2013 si contano 5.257.693 di processi pendenti in campo civile e quasi 3 milioni e mezzo in quello penale”. Il guardasigilli nella “Relazione sull’amministrazione della Giustizia per l’anno 2013” ha aggiunto: “L’attuale condizione di difficoltà in cui versa il sistema giudiziario non deve far prevalere l’erronea convinzione che le cose non possano migliorare, né costituire un alibi per l’immobilismo. Tutti possiamo contribuire a far sì che l’ottimismo della volontà prevalga sul pessimismo della ragione”.  La Cancellieri ha spiegato che sono “assai incoraggianti” i primi risultati dell’applicazione del decreto sulle carceri. Per quel che riguarda amnistia e indulto, “Al Parlamento resta la responsabilità di scegliere se ricorrere a quegli strumenti straordinari evocati dal Presidente della Repubblica e che certamente ci consentirebbero di rispondere in tempi certi e celeri alle sollecitazioni del Consiglio d’Europa”. E ancora:  “Al 9 gennaio 2014 i detenuti in carcere erano 62.326 (59.644 uomini e 2.682 donne), in progressivo decremento rispetto alla precedente rilevazione del 4 dicembre 2013 quando il numero era di 64.056 detenuti”.La guardasigilli ha quindi aggiunto che “Il sistema continua ad essere in sofferenza nonostante la risposta offerta dalla magistratura italiana che l’ultimo rapporto della Commissione europea per l’efficienza della giustizia colloca ai primi posti in termini di produttività”.  “Il 2013 ha visto il Ministero della giustizia impegnato a fondo su alcuni temi fondamentali nei più delicati settori di competenza, tutti connotati da una situazione prossima all’emergenza e tutti essenziali per la corretta tutela dei diritti, soprattutto delle persone più vulnerabili”, ha poi sostenuto Cancellieri.  “Il sistema è in sofferenza nonostante la risposta offerta dalla magistratura italiana che l’ultimo rapporto della Commissione Ue per l’efficienza della giustizia colloca ai primi posti in termini di produttività”, ha insistito il ministro, ricordando che “aumentano carichi di lavoro e spazio di azione dei magistrati: da qui traggono origine insoddisfazioni per le lentezze dei giudizi e timori che la sovraesposizione della Magistratura possa alterare il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato”.

Il ministro della Giustizia annuncia: “in arrivo il reato di omicidio stradale”

cancellieri-reato-omicidio-stradale-tuttacronacaIn occasione di un’intervista al Tg5 il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha annunciato: “Entro gennaio porterò in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale”. E ancora: “Si tratta di gravi reati rispetto ai quali è giusto che le vittime abbiano la giustizia che meritano”. Il ministro ha quindi aggiunto: “La cosa più importante è l’efficacia delle norme che verranno adottate. Norme che colpiranno gli autori di questi reati, che sono gravi, per fare in modo che le vittime abbiano la giustizia che meritano. Spesso, infatti, le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero”.  Due giorni fa era stato il padre di Stella Manzi, la bambina romana di otto anni rimasta uccisa a causa di un incidente automobilistico avvenuto la sera di Santo Stefano, a lanciare un appello al ministro per un inasprimento delle norme. La bambina era stata investita da un automobilista ubriaco, sotto effetto di droga e senza patente, che ieri è stato arrestato.

8 ore di aria e il lavoro, questa la rivoluzione carceraria

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“Da aprile i detenuti italiani avranno otto ore da poter trascorrere fuori dalla cella invece delle attuali due”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. “Stiamo lavorando sul regime di detenzione”, ha spiegato. “Prima il detenuto aveva solo due ore di libertà, indipendentemente dal tipo di reato. E’ invece importante che escano, perché il punto forte è il lavoro”.

Per chi non è detenuto il lavoro non c’è?

“L’Italia ha bisogno di una scossa”: così Renzi

MATTEO-RENZI-tuttacronacaHa preso parte alla trasmissione La Gabbia, su La7, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ed è tornato a ribadire il suo pensiero sul caso Cancellieri-Ligresti, immaginando, come richiesto dalla domanda, di essere già segretario del Pd: “Avrei dato l’indicazione di votare la sfiducia. E’ stato un errore consentire al ministro Cancellieri di restare al suo posto. Ma rispetto la posizione politica del presidente del Consiglio”. E spiegato: “Non c’è niente di illecito in quello che ha fatto Cancellieri, il punto è che il ministro ha dato l’impressione di essere talmente amica della famiglia Ligresti da arrivare a dire che non è giusto, ripetuto tre volte, riferito a quell’azione della magistratura”.  “Il governo Letta – spiega Renzi – dal 9 dicembre ha un’agenda nuova”, chiunque vinca le primarie del Pd. “L’Italia ha bisogno – ha aggiunto – di una scossa. Il Pd deve dare i tempi sulle cose da fare alla maggioranza, non puo’ fare la bella statuina”. Renzi ha quindi aggiunto: “La lealtà che io ho espresso in questo passaggio al Pd è la stessa che chiederò nei miei confronti dall’8 dicembre”. Un messaggio ai governisti del Pd?

No Tav, 7 agenti feriti! Proteste contro Cancellieri!

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Il bilancio degli scontri in una giornata di tensione iniziata prima con la sfiducia alla camera per il ministro Cancellieri – che ha ottenuto invece da parte dei parlamentari il pieno appoggio per continuare a stare nell’esecutivo nonostante le telefonate con la famiglia Ligresti – e poi con l’incontro tra Hollande, ha fatto registrare 7 agenti feriti. Un poliziotto è stato centrato al volto da un sampietrino, mentre un altro  è stato colpito da una fioriera usata come “ariete”. Lo scontro più violento si è avuto contro una sezione del Pd per protestare contro il voto di fiducia espresso oggi in Parlamento dal ministro Annamaria Cancellieri.

Enrico Letta ha affermato: “Esprimo profondo dispiacere per gli incidenti che si sono verificati oggi a Roma, insieme all’auspicio e alla speranza che non abbiano creato danni irreparabili”.

Anche il segretario del Pd ha rilasciato una dichiarazione: “Netta riprovazione rispetto agli atti di violenza compiuti contro la sede nazionale del Partito Democratico e contro il circolo romano di Via dei Giubbonari” e poi ha aggiunto Sono azioni intollerabili da parte di estremisti, che non intimidiscono il Pd né sono in grado di condizionare le sue scelte”.

C’è chi dice no! La Cancellieri resta al suo posto con 405 voti contrari alla sfiducia

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Il ministro della Giustizia ha ottenuto la fiducia alla Camera. I deputati dovevano votare una mozione di sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle. I sì sono stati 154, 405 i no, 3 gli astenuti. Intanto torna d’attualità la segnalazione di Salvatore Ligresti al Cavaliere per lasciare Anna Maria Cancellieri come prefetto di Parma.

Le parole della Cancellieri in Aula per respingere i sospetti

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Nenache l’ombra del sospetto dovrebbe sfiorare la moglie di Cesare e invece oggi in aula la Cancellieri (uno dei “Cesare” dell’esecutivo Letta) si trova a dover “respingere con fermezza ogni sospetto” e poco prima aveva affermato “basta con il colpevolismo a ogni costo”. Ma la vera difesa arriva qualche minuto dopo: “Non ho mentito al Parlamento né ai pm” e il Guardasigilli in Aula poi precisa “Sono state estrapolate alcune frasi nella mia conversazione con Gabriella Fragni per dire che io avrei delegittimato l’operato della magistratura. Tutto ciò è assolutamente falso, lo dimostra la mia vita la servizio dello Stato”.

Nella mattinata di oggi però Gentiloni, parlamentare Pd, era tornato sul tema delle dimissioni volontarie: “Ieri all’assemblea del Pd, dopo che Letta ha posto al gruppo del partito una questione di fiducia al suo governo, io, Cuperlo, Civati e Michela Marzano abbiamo detto che la Cancellieri si deve dimettere e in quattro gli abbiamo chiesto direttamente a Letta di adoperarsi nei prossimi giorni perché il ministro si dimetta”. Così Paolo Gentiloni intervistato a Omnibus su La7 sul caso Cancellieri. “E ovvio – ha aggiunto – che il Pd non voti la mozione di sfiducia individuale nei confronti di un ministro, ma spero che Cancellieri prenda atto di questo e si renda conto che il principale gruppo parlamentare che sostiene il governo ritiene inopportuna la sua presenza alla Giustizia”. “Il ministro – conclude – dovrebbe dare le dimissioni, a prescindere dal fatto che ci siano più o meno rilievi penali, che comunque non ci sono, perché ciò che è stato fatto fino ad ora ha un limite: la ragion di Stato non può arrivare all’infinito, e in questo caso il problema di opportunità c’è, è grande come una casa e spero se ne prenda atto nei prossimi giorni”, sottolineando che “questo non credo faccia cadere il governo”.

Mentre Civati riteneva che le parole di ieri di Letta fossero un ricatto: “I miei compagni di partito hanno deciso diversamente, accogliendo l’ennesimo, impolitico, ricatto: o così, o nulla”.

 

Arriva la bomba nel Pd? Renzi inonda e Letta corre ai ripari

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Se la Sardegna è in emergenza, anche Letta e il Pd devono correre ai ripari. Renzi infatti inonda il suo partito e, forte della vittoria nei circoli, attacca il ministro Cancellieri. 

Intanto Matteo Renzi torna ad attaccare, confermando la sua posizione. “Sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall’avviso di garanzia o meno”. Sono queste le parole dell’ex rottamatore nella sua Enews settimanale. “L’idea che ci siamo fatti dell’intera vicenda Ligresti è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. E’ la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento è insopportabile”.

“I media – dice ancora Renzi – scrivono che il ministro Cancellieri dovrebbe dimettersi se le arrivasse un avviso di garanzia. Non la penso così e so che adesso non tutti saranno d’accordo con me: le dimissioni non dipendono da un avviso di garanzia. L’avviso di garanzia è un atto di tutela verso l’indagato, non è una sentenza di condanna: vent’anni di giustizialismo soprattutto mediatico hanno trasformato uno strumento a favore della difesa in una condanna preventiva. Un Paese civile, un Paese che cambia verso, è un Paese in cui non basta un’informazione di garanzia per condannare una persona. Se diventerò segretario del Pd su questo tema vorrei combattere una battaglia culturale”.

Il sindaco di Firenze assicura che una sostituzione del ministro della Giustizia non indebolirebbe Letta. “A chi dice – scrive -: Renzi fa questo per indebolire Letta. Bene, sia chiaro: se cambia il ministro della Giustizia il Governo Letta è più forte, non più debole”. “Perché – sottolinea – con questo ministro, qualsiasi intervento sulle carceri, qualsiasi posizione sulla riforma della Giustizia sconterà un giudizio diffidente di larga parte degli italiani”.

“Ma cosa farà il Pd in Parlamento? Se Cancellieri non si dimette – spiega il sindaco fiorentino -, il gruppo del Pd si riunirà. Spero che nel gruppo si voti, in modo palese, con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori. Abbiamo molti parlamentari capaci: sono certo che non avranno paura delle loro idee”.

Renzi sottolinea che “poi, siccome siamo un partito e non un’accozzaglia di gente, tutto il gruppo vota secondo le indicazioni della maggioranza. Se fossi segretario chiederei di partecipare alla discussione. Non lo sono, almeno per il momento e non sono parlamentare: dunque non ho titolo per esserci”.

Letta, secondo le ultime indiscrezioni, avrebbe quindi deciso di partecipare all’assemblea Pd per la sfiducia della Cancellieri, per cercare di blindare il ministro al suo posto. 

Si riaffaccia la sfiducia per la Cancellieri, stavolta è il Pd che la vuole!

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“Il Pd dice di non poter ‘sfiduciare’ la Cancellieri perché non si può votare la mozione del M5S, segnalo che ne possiamo presentare una noi”. Lo scrive Pippo Civati sul blog criticando l’atteggiamento del Pd sul ministro della Giustizia. “Martedì presenterò un testo all’assemblea del gruppo. Basta con l’ipocrisia. Non se ne può più”. fa eco anche Maria Elena Boschi, voce di Matteo Renzi in Parlamento, sottolineando che per il Guardasigilli “non pare ci siano profili di illegittimità nella sua condotta ma ha dato l’idea profondamente sbagliata di un sistema in cui solo se conosci qualcuno riesci a vedere tutelati i tuoi diritti”. “Se questa vicenda fosse arrivata dopo l’8 dicembre – osserva – il Pd avrebbe già chiesto le dimissioni. Al momento, il segretario Epifani vedremo cosa proporrà”.

I rischi della Cancellieri e le ipotesi circa un’indagine

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Secondo l’articolo di Ottavia Giustetti e Paolo Griseri su Repubblica, Annamaria Cancellieri rischierebbe di essere sottoposta a indagine per aver omesso la telefonata che aveva avuto con Antonino Ligresti nell’interrogatorio del 22 agosto 2013. Secondo La Repubblica,  l’ipotesi non è che il ministro abbia detto il falso, ma che abbia omesso di dire dettagli importanti che riguardavano la vicenda. Ora che la procura di Torino (titolare dell’inchiesta) sta per passare il fascicolo a Roma, deve valutare bene se contestare o meno questo reato al ministro: se non lo facesse, sarebbe la stessa procura piemontese a rischiare un procedimento a proprio carico.

Giustetti e Griseri ricostruiscono la vicenda dall’inizio e spiega perché il problema delle intercettazioni (venute a galla solo negli ultimi giorni) interessino ora la Procura:

Il tabulato è emerso nei primi giorni di novembre. Quel documento contiene un particolare che era sconosciuto al pm Vittorio Nessi il 22 agosto, quando il procuratore è andato a Roma a interrogare come teste il ministro, nel suo ufficio di massimo garante dell’amministrazione della giustizia. Nessi non sapeva, non poteva sapere, che poche ore prima la testimoneAnnamaria Cancellieri aveva parlato a lungo al telefono (sette minuti e mezzo di telefonata sono una lunga te-lefonata) con il fratello del principale arrestato nell’indagine torinese su Fonsai, Salvatore Ligresti.

Questo perché né Antonino Ligresti né la Cancellieri all’epoca dei fatti erano intercettati. Continuano Giustetti e Griseri

Tant’è vero che solo successivamente, sicuramente dopo il 29 agosto, così come risulta dagli atti depositati alle parti (annotazione di p. g., pagina 795 del settimo faldone) la Guardia di Finanza chiederà al pm Marco Gianoglio l’autorizzazione ad acquisire i tabulati con le telefonate di Antonino. In particolare a «verificare quali siano stati i contatti di Antonino Ligresti nel periodo successivo agli arresti dei propri parenti» acquisendo i contatti in arrivo e in partenza dal suo numero telefonico «a far data dal 17 luglio 203 fino al 29 agosto 2013».

E quindi arriviamo al dilemma della Procura di Torino:

Ma il trasferimento del fascicolo mette la Procura di Torino di fronte a una scelta difficile: limitarsi a spedire senza accuse al ministro (con il rischio che nella capitale vengano individuati reati non segnalati da Torino) o scegliere, in base alle contraddizioni tra interrogatorio e tabulato, di accusare Annamaria Cancellieri (con tutte le conseguenze, anche politiche, del caso). Per decidere è necessario ricostruire la storia dell’interrogatorio del 22 agosto e metterlo in relazione con l’elenco delle telefonate acquisito solo di recente.

Giustetti e Griseri mettono in evidenza le contraddizioni che i giudici potrebbero mettere in evidenza nel racconto della Cancellieri:

La conoscenza del pm, alle 19 di quel 22 agosto, si ferma a questo punto. E coincide esattamente con quel che ammette il ministro a verbale: Annamaria Cancellieri conferma la telefonata del 17 luglio, il giorno dell’arresto dei Ligresti, a Gabriella Fragni (né potrebbe negarla perché Fragni è intercettata da quel giorno), conferma la telefonata ad Antonino del 19 agosto (sostenendo di essere stata chiamata mentre ha chiamato lei dopo vani tentativi di contatto di Antonino il giorno precedente) e dice che «dopo.. non ho sentito altri in relazione al caso Ligresti». Infine spiega di aver risposto a un sms di Antonino, il 21 agosto, «nulla di più». Il verbale di quell’interrogatorio non ha domande e risposte, si presenta invece come un riassunto del colloquio tra il pm e il ministro, una forma che lascia sulla carta diverse vie d’uscita e molteplici possibilità di interpretazione. Ma a ben leggere il testo, è impossibile che Annamaria Cancellieri parlasse della risposta all’sms di Antonino Ligresti del 21 agosto come se si trattasse di una telefonata. Quel «gli ho risposto», non può che riferirsi a un sms perché, incaso contrario, il ministro non avrebbe potuto dire «non ho sentito altri», dopo il 19 agosto. Telefonare è sinonimo di sentire. Mandare un sms no.

Inoltre Guido Ruotolo su La Stampa elenca 5 possibili violazioni della Procura di Torino:

Finora sono tre le contestazioni di atti illegittimi (violazione della competenza del Tribunale dei ministri, interrogatorio come persona informata dei fatti e non come indagata, violazione delle garanzie costituzionali che impongono l’autorizzazione del Parlamento per l’uso delle intercettazioni di un ministro). Ma ve ne sono anche altre. La polizia giudiziaria ha eseguito verifiche sulle affermazioni del ministro. E infine l’attività della procura di Torino nei confronti del Guardasigilli non è passata attraverso il filtro di un giudice.

Crozza e il “lato umano” della politica. La copertina di Ballarò

crozza-tuttacronacaE’ il tema più caldo di questi giorni, quello della telefonata tra il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e la famiglia Ligresti, e nella copertina di Ballarò Maurizio Crozza non poteva certo ignorarlo. Ecco allora che, parrucca in testa, esordisce con “Io sono umana. I Ligresti sono amici miei e io li saluto”. Il comico ha ironizzato sul “lato umano” e ha ricordato il “contate pure su di me”, prima di mostrare come sa essere compassionevole la ministra. E dopo uno scambio di battute con Gasparri, ospite in studio, ha parlato di decadenza e delle primarie del Pdl con tanto di rivisitazione de Alla fiera dell’Est.

Fango sulla Cancellieri? Lei accusa “contro di me il metodo Boffo”

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Il metodo Boffo a cui fa riferimento la Guardasigilli Anna Maria Cancellieri deriverebbe da un quotidiano che le avrebbe attribuito “proprietà mai avute e stipendi mai percepiti” con lo scopo di “alimentare il sospetto di presunti favori che con esistono. O per gettare fango”. Cancellieri non getterà la spugna: “combatto, querelo e vado avanti. Non mi faccio intimidire. Personalmente sono una roccia. Il metodo Boffo lo abbiamo ben conosciuto in altri tempi. Bisogna reagire”. “Non ho mai brigato per avere posti nella mia vita – spiega -. Tutto quello che mi hanno chiesto di fare l’ho fatto con spirito di servizio. Se il mio servizio non va bene, non sono certo attaccata alla poltrona”.

Così il ministro della Giustizia che oggi presenterà a Strasburgo il piano per le carceri con un “decreto legge che ha ridotto i flussi di ingresso in carcere”. Ma questo è l’unico provvedimento perché allo studio ci sarebbe anche”un altro provvedimento, non sappiamo ancora se un decreto o un ddl, che presto sarà portato in Consiglio dei ministri”. A 24 ore dai chiarimenti che domani porterà in Aula sulla questione Ligresti, la Cancellieri è impegnata in Europa ma forse la sua difesa inizia proprio da qui con queste parole: «Le celle devono essere luoghi dove stare solo otto ore, per dormire, e non più 22 ore come oggi accade al 29% dei detenuti. Ridisegnando gli spazi, rivedendo le attività ricreative e incrementando il ricorso ai lavori socialmente utili, contiamo di arrivare al 79% dei detenuti entro aprile 2014. E poi dicono che mi sono occupata solo di Giulia Ligresti?»

Per scarcerare un parente premi… Cancellieri!

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Quante volte chiamiamo un call center per risolvere un problema? Dal guasto telefonico, alla lavastoviglie che inonda d’acqua la cucina fino al numero verde per chiamare un carroattrezzi… quindi perché non dovrebbe esistere anche il numero per scarcerare un parente? Secondo Crozza, basta comporre il numero, inserire il numero di matricola e poi premere… Cancellieri!

L’amnistia riguarderà Berlusconi? La Cancellieri pensa proprio di no

cancellieri-tuttacronacaE’ stata intervistata da Radio24, nel corso del programma Mix24, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri che, alla domanda se fosse possibile che un’eventuale proposta di amnistia e indulto riguardi Silvio Berlusconi ha risposto “penso proprio di no”, assicurando anche di non aver avuto “nessuna pressione dal Quirinale”. Non è la prima volta che il ministro Cancellieri respinge l’ipotesi che l’ex premier leader del Pdl possa beneficiare di un eventuale indulto o amnistia. “E’ una falsa idea”, aveva detto in occasione dello scontro tra il M5s e il Colle dopo l’apertura di Napolitano alle misure straordinarie per risolvere l’emergenza carceri. Il ministro ha proseguito spiegando che “Ho le idee chiare sulla legge da proporre”, sottolineando che il target potrebbe toccare 20mila detenuti, come avvenuto in casi precedenti, e aggiungendo che il termine dei “quattro anni potrebbe essere una traccia”. Ha quindi aggiunto: “Risolveremo i problemi delle carceri rispettando i termini”, ha spiegato il ministro in merito alla scadenza del maggio 2014 imposta dalla Corte di Strasburgo sull’emergenza del sovraffollamento carcerario. Il ministro ha quinid concluso: “La giustizia spettacolo è un problema: in questi anni ci sono stati eccessi, momenti pesanti, ma non dimentichiamo quello che ha funzionato”. “Tortora è il caso che ha fatto più male, il primo e il più doloroso. Poi ce ne sono stati altri, ma non facciamo nomi”, ha aggiunto.

Il braccio rotto del ministro della Giustizia, nel giorno della sentenza Mediaset.

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Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, è ricoverata all’ospedale Santo Spirito di Roma dopo essersi fratturata un braccio a seguito di una caduta. Le sue condizioni non sono gravi, sarà operata nel pomeriggio di martedì 30 luglio.

IL BOLLETTINO MEDICO:

Il Direttore Generale della Asl Roma E, Angelo Tanese, nel primo bollettino medico, comunica che “alle 9.08 al Pronto Soccorso dell’ospedale Santo Spirito è stato ricoverato d’urgenza il Ministro Anna Maria Cancellieri per una frattura pluri-frammentaria della testa dell’omero sinistro”.

La Cancellieri, conclude il bollettino, è stata “ricoverata nel reparto di Ortopedia, diretto dal Prof. Francesco Falez, che provvederà, dopo gli esami di rito, a sottoporla all’intervento chirurgico”.

Scacco matto al Guardasigilli? Gli avvocati fanno saltare l’incontro con la Cancellieri

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“Ci ha umiliati e offesi, non è possibile per il momento proseguire una collaborazione”, ha detto il presidente del Consiglio forense Guido Alpa. Gli avvocati non andranno all’incontro programmato per questo pomeriggio con il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Il Guardasigilli aveva definito gli avvocati una lobby che si oppone alle riforme.

Può la Guardasigilli “togliersi dai piedi” gli avvocati napoletani?

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C’è chi dirà che la colpa è solo di un microfono aperto che invece doveva essere chiuso, ma la gravità della frase di Annamaria Cancellieri durante la protesta degli avvocati napoletani sabato scorso, nell’ex palazzo di giustizia a Castel Capuano, stride con il ruolo che ricopre. Ci si domanda può la Guardasigilli “togliersi dai piedi” gli avvocati napoletani? Può un ministro della giustizia pronunciare «Vado a incontrarli, così ce li togliamo dai piedi» nei confronti di professionisti che operano quotidianamente per riportare la giustizia? Eppure è proprio una telecamera di SkyTg24 ad aver ripreso quella frase proprio nel momento che partivano i cori e le urla degli avvocati. In quel momento la  Cancellieri  si è avvicinata a  al magistrato Cafiero de Raho e gli sussura la frase finita al centro della bufera.

Nonostante l’incontro avuto, gli avvocati napoletani non hanno gradito e hanno immediatamente reagito con una lettera del presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, Francesco Caia, nella quale è espresso il loro dissenso:

«Le parole del ministro Cancellieri sono gravissime. Rappresentano una mancanza di rispetto ed esprimono una concezione antidemocratica. Mai avrei pensato che un Guardasigilli avesse una tale concezione dell’Avvocatura e della tutela dei cittadini. Sono affermazioni da Stato illiberale». Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Francesco Caia, torna, parlando con l’Ansa, sul fuori onda del ministro della Giustizia: «Le frasi del ministro sono talmente chiare che purtroppo sono inequivocabili».

Il presidente degli avvocati di Napoli ha scritto una lettera ai vertici dell’Avvocatura per sollecitare un documento in vista dell’incontro che si svolgerà domani pomeriggio a Roma, proprio con la Cancellieri e già fissato da tempo. Informerà il presidente della Regione Campania, i deputati e i sindaci, tutti interessati dalla vicenda della riorganizzazione della giustizia, e se non ci saranno risposte concrete subito, Caia annuncia che chiederà l’intervento del Presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio.
«Dalla Cancellieri non è arrivato nessun segno, se continua così chiederemo le sue dimissioni», conclude Caia.

Quella “strana” visita del Guardasigilli sul set di Don Matteo

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Una strana visita quella che oggi è avvenuta sul set della serie televisiva, targata LuxVide, Don Matteo. La produzione storica della serie per Rai Fiction, aveva infatti invitato il ministro della Giustizia sul set e Annamaria Cancellieri,  grande appassionata della serie, ha raccolto l’invito.

In un momento così difficile per l’Italia e con i dissensi che ieri avevano accolto il decreto svuota carceri era opportuno che il ministro della Giustizia (che nulla può fare per l’industria cinematografica e televisiva italiana) si recasse sul set come fan della serie per farsi fotografare insieme al cast?

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La Cancellieri non si sbilancia… la data delle elezioni dopo lo scioglimento delle camere!

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