Paura a Genova: frana una parete su un parcheggio

frana-genova-tuttacronacaPaura a Genova dove, nel quartiere di San Teodoro, si è verificata una grossa frana che è crollata dalle mura sottostanti via Digione. La causa dello smottamento è da ricercarsi nelle piogge di questi giorni. Diversi massi si sono staccati dalla parete rocciosa e sono finiti nel parcheggio di via Mura degli Angeli danneggiando alcune auto. Non ci sono feriti, ma per precauzione è stato chiuso il parcheggio. Il 21 marzo del 1968, 19 persone morirono nello stesso punto per una frana.

Campi come risaie, smottamenti e strade come canali: il Padovano in ginocchio

montegrotto-terme-tuttacronacaRaggiunge l’altezza di 4 metri l’acqua che ha completamente allagato il sottopassaggio lungo la strada che, dalla SS 16 Adriatica porta a Montegrotto Terme, in provincia di Padova. E guardandosi attorno il panorama è desolante. Nonostante la pioggia abbia concesso una breve tregua, i lavori fervono per liberare le abitazioni dall’acqua e preparare nuovi sacchi di sabbia per salvare il salvabile.

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E mentre in molti restano nelle loro case, per assicurarsi che non aumenti il livello dell’acqua, e i 600 sfollati della provincia di Padova cercano rifugio dai parenti, s’iniziano a contare i danni alle culture e si fanno i conti con gli smottamenti sui Colli Euganei e sulla Rocca, con molte strade interdette a tutti coloro che non fanno parte della protezione civile anche solo in veste di volontari. Il governatore della Regione Luca Zaia ha già dichiarato lo stato di calamità in tutto il Veneto, ma resta il Padovano la zona più colpita, con le acque salite a 1.80 metri. Non sono mancate le polemiche di Massimo Bordin e di Luca Claudio, rispettivamente primi cittadini di Montegrotto e di Abano Terme, che accusano il Genio Civile di non aver permesso il deflusso dell’acqua nel Canale Battaglia facendo sì che, per salvare Padova, numerose abitazioni dei loro comuni restassero isolate. Tra le abitazioni alluvionate anche quella di Elena Morocutti. La donna ha trovato la morte nella sua casa dopo esser scivolata su un gradino bagnato: la causa, tuttavia, va ricercata in un elettrodomestico rotto e quindi il maltempo non c’entra. La donna aveva 87 anni e a trovarla, riversa a terra in una pozza di sangue, il marito Critophe Munda.

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Maltempo al nord: per muoversi in paese… si usa la barca!

barche-battaglia-tuttacronacaSe già nei giorni scorsi  la situazione era critica anche al Nord, oggi è ulteriormente peggiorata e in provincia di Padova sono in atto già dalla mattina evacuazioni. Mentre nel comune di Bovolenta sono 340 le persone sfollate dal centro storico e che hanno trovato per lo più riparo da parenti, a Battaglia Terme, dove ieri iniziava a salire l’acqua del canale Vigenzone provocando i primi disagi, nella mattinata di oggi diverse persone hanno fatto ricorso alle autorità perchè impossibilitate ad uscire di casa. Mentre il Canale della Battaglia non rappresenta quindi, attualmente, un pericolo per la parte più moderna del Comune più piccolo della provincia di Padova, gravi sono i disagi nelle zone che costeggiano la strada statale (Pescheria, Officine e Ortazzo). Il sistema di Protezione Civile attraverso le squadre dei   Vigili del fuoco  e’ al lavoro dalla mattinata, per far evacuare gli abitanti  per i quali è stato necessario l’utilizzo di piccole imbarcazioni impiegate lungo le strade dove di solito si vedono auto. Secondo voci di paese, tra gli edifici alluvionati anche il locale utilizzato dalla Caritas locale per stivare gli alimenti, ma questo particolare è in attesa di conferme. La situazione al momento resta “drammatica e stabile” ma ci sono anche persone che si sono rifiutate di abbandonare la loro abitazione.

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Maltempo: nel Padovano si prevengono le esondazioni… con gli allagamenti!

canale-battaglia-allagamento-tuttacronacaContinua a piovere al Nord e mentre il Bacchiglione resta un sorvegliato speciale a Padova e Vicenza, nei comuni attraversati dagli emissari di questo fiume già si corre ai ripari. Tra Monselice e Battaglia Terme, visto l’innalzamento del livello delle acque del Canale Bisatto (o Bisato, anguilla in Veneto, nome che prende dal suo andamento sinuoso), si è provveduto già nei giorni scorsi ad aprire le chiusa per farne defluire le acque e oggi nella località termale si stanno facendo i conti con l’allagamento del quartiere Pescheria, dove le acque del Vigenzone sono esondate mentre da ore la Protezione Civile sta portando sacchi di sabbia nel quartiere Ortazzo, dove l’acqua fuoriesce da un tombino collegato tra canale e rete fognaria. Iresidenti, che ben conoscono l’effetto delle piogge copiose, si preparano a spazzare fuori l’acqua dalle loro abitazioni.

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Allerta Tevere per 36 ore, terreno saturo e maltempo su Roma

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L’allerta meteo ha dato poche ore alla Capitale di tregua e non sono bastate affinché il terreno saturo dell’acqua dei giorni scorsi potesse drenare in modo da essere pronto ad accogliere la nuova ondata di maltempo. Così la Regione Lazio alle 14 del 3 febbraio ha emesso una nuova allerta che durerà per 36 ore dopo aver considerato “la situazione meteo e lo stato di saturazione del suolo”. L’allerta riguarda in particolare il bacino medio del Tevere, Roma compresa, l’Aniene e il Liri. L’avviso riguarda varie zone con diversi livelli di criticità: in particolare il bacino medio Tevere, compresa la zona di Roma, il bacino dell’Aniene, il bacino del Liri che sono in codice arancione. Meno preoccupante il rischio idrogeologico localizzato su bacini costieri nord e sud e l’Appennino di Rieti, classificati in codice giallo. Allertate tutte le strutture della Protezione Civile Regionale.

Terremoto vicino la Capitale, trema anche Tivoli

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Un terremoto di magnitudo 2.7 è avvenuto intorno alle ore 11,18 nel distretto sismico dei Monti Cornicolani-Aniene, in una zona che comprende le aree limitrofe alla capitale. A dare notizia è stata la Rete Sismica Nazionale dell’INGV. Il sisma è stato percepito nelle località di Castel Madama, Guidonia Montecelio, Marcellina, Palombara Sabina, San Polo dei Cavalieri, Sant’Angelo Romano, Tivoli.  Al momento non si hanno notizie di danni a persone o a cose.

MALAGO’ PRESIDENTE DEL CONI!

malago'

Il colpo grosso chiude un’era nello sport italiano. Ora è verosimile che cambino tantissime cose. Almeno così traspare dalle voci dei presidenti, che parlano di “necessità di dare una scossa”. Malagò è scoppiato in lacrime ed è corso ad abbracciare le figlie Vittoria e Ludovica. “E’ facile vincere – ha detto il presidente dopo l’elezione – ma è più difficile mettersi nei panni di chi non vince. Da sportivo e in assoluta sincerità voglio fare un abbraccio a Lello. Farò di tutto per onorare la più importante carica del Paese, e non solo di questo Paese”. La figlia Vittoria: “Anche se le ultime voci lo davano per sconfitto lui ci ha sempre creduto, ci abbiamo creduto”. La figlia Ludovica, arrivata ieri da Los Angeles: “Lui trasformerà lo sport italiano”.

Così Malagò ha commentato il suo successo: “Sono partito da zero, ho giocato questa partita in modo chirurgico, voto dopo voto, e sono sempre stato conscio della mia forza elettorale. Una cosa so fare: conoscere la gente, per me i rapporti personali sono tutto nella vita. Quando guardi negli occhi le persone, stringi loro la mano e ti impegni in un programma, mostrando lealtà e credibilità, puoi credere di poter vincere. E io ne ero consapevole da qualche settimana, anzi potevo avere qualche voto in più”.

CHI E’ MALAGO’

La Roma nel cuore, il calcetto per passione, e poi l’Aniene, il circolo diventato il suo gioiello. Giovanni Malagò, 54 anni il prossimo 13 marzo, papà separato di Vittoria e Ludovica, le gemelle 25enni avute da Lucrezia Lante della Rovere, in Giunta nel 2000 e poi nel 2009, è il nuovo presidente del Coni. Una laurea in economia e commercio con il massimo dei voti, è un imprenditore (Samocar) che non ha mai nascosto la grande passione per lo sport: da ‘agonista’ ha praticato il calcio a 5, vincendo tre titoli italiani con la Roma RCB e con la Nazionale ha partecipato ai mondiali in Brasile nel 1986. Nel suo curriculum sportivo ci sono però anche tennis, sci, nuoto, atletica, basket e canottaggio.

L’orto metropolitano!

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Gli architetti Andrea Dalmasso e Juliana Macarena Gonzalez Ricaurte si aggiudicano il primo posto ex-aequo al concorso Hortocontest, lanciato da Lanificio Factory per la progettazione di un orto metropolitano sulla terrazza della sua sede di Via di Pietralata 159 A a Roma. La terrazza è dunque quella del Lanificio 159, cittadella dell’arte e dell’architettura, situata nel complesso post industriale del Lanificio Luciani, una ex fabbrica di lana immersa nella riserva naturale dell’Aniene.

Il concept nasce dall’idea di osservare la natura con un duplice obiettivo: trarne insegnamenti e contemplarne i mutamenti stagionali, godendo della sua bellezza. Dalla scansione dei ritmi della natura si comprende infatti come poter gestire un orto e dalla trasformazione del verde, ad opera dei cicli stagionali, si può osservare come muta lo spazio al cambiare dei colori.

La terrazza viene così concepita come un “orto in cornice” e la duplice valenza dell’osservare si sdoppia in due diversi modi di vivere l’orto. L’orto occupa infatti solo una parte della terrazza e il suo spazio è delimitato da un muro verde che lo divide dalla restante copertura; si può essere dunque dentro e fuori dall’orto. Dall’interno lo si vive coltivandolo, dall’esterno lo si osserva attraverso delle cornici praticate nel divisorio verde. Si crea così una vera e propria galleria d’arte, dove le opere esposte diventano i colori dell’orto che cambiano a seconda della stagione.

muri verdi sono composti da telai metallici e cavetti in acciaio che permettono la rapida crescita di piante rampicanti mimetizzando il progetto con il contesto circostante. All’interno dell’orto pallet e cassoni in legno sono impilati raggiungendo diverse altezze, in questo modo oltre a riproporre i terrazzamenti tipici delle zone collinari, vengono create superfici adatte ad usi differenziati a seconda della quota raggiunta. Su di esse si può sostare, sedersi e coltivare.

Al centro dell’area di intervento è posizionato un padiglione, una struttura ecologica e dinamica, interamente costruita in legno. Tre facce sono rivestite completamente in pallet mentre dieci moduli rivestiti in policarbonato, sono posizionati sui due lati che si aprono completamente all’orto. Come porte scorrevoli possono impacchettarsi al lato della struttura e aprire o chiudere completamente il padiglione. Una struttura flessibile, che può cambiare a seconda delle diverse esigenze dell’orto e dei suoi eventi.

L’intervento prevede la suddivisione dello spazio in 3 settori, tesa ad organizzare la rotazione dei coltivi; si prevede infatti di variare la coltivazione delle specie per cicli produttivi. Dietro il padiglione trova invece posto il settore delle erbe aromatiche, caratterizzate da bassi consumi di sostanze nutritive e quindi ripiantabili nella stessa zona. I vasi si immaginano diversificati a seconda del settore a cui appartengono con dei semplici numeri applicati tramite stencil; lo scopo è evitare di confondere il settore e quindi rovinare il processo di rotazione.

 

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