L’APOCALYPSE NOW: questo è il rapporto dell’Onu ed è allarme clima

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Troppo inquinamento e stavolta a parlare di apocalisse e fine del mondo è l’Ar5, ovvero il quinto rapporto sul cambiamento climatico dell’Ipcc il dipartimento scientifico dell’Onu che nel 2007 pubblicò il quarto che venne premiato con il Nobel per la Pace.  Nell’Ar 5 lo scenario è allarmante: 10 anni per salvare il pianeta. Se infatti le emissioni di anidride carbonica continuano ad aumentare a questo ritmo (2 parti per milione all’anno), nel 2023 saremo sopra il tetto di sicurezza di 421 parti di CO2 per milione. Ora siamo oltre quota 400.

Il rapporto, nella sua complessità sarà reso noto venerdì ma già ora ci sono delle anticipazioni su quelle 2200 pagine elaborate in 6 anni da 259 scienziati di 39 Paesi, aiutati da 1.500 esperti.

La Repubblica scrive che:

“Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico – prendendo la media delle previsioni – i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 – 2005: dunque sfonderà il muro dei 4 gradi rispetto all’epoca preindustriale, il disastro paventato dalla Banca Mondiale in un allarmato rapporto del novembre scorso.

Nello scenario più favorevole, i mari cresceranno di 24 centimetri e la temperatura aumenterà di un grado rispetto al periodo 1986 – 2005. E dunque di 1,7 gradi rispetto all’epoca preindustriale, sfiorando così la soglia dei 2 gradi considerata dai governi il limite di sicurezza da non superare”.

Cosa può far avverare lo scenario più drammatico (mari che salgono di 62 centimetri, temperatura che aumenta di 3,7 gradi) o quello più favorevole (mari +24 centimetri, temperatura +1 grado)?

“Per chiarire il quadro, l’Ipcc apre uno spaccato sul meccanismo che guida la mutazione del clima: l’accumulo di anidride carbonica (CO2) in atmosfera. Potremmo salvarci, imboccando la via dello scenario migliore, se riuscissimo a restare, sempre a fine secolo, entro un tetto di 421 parti per milione di CO2. Non sono poche: in epoca preindustriale erano 280 e da milioni di anni non si supera il livello attuale. Abbiamo già oltrepassato le 400 parti per milione e l’indicatore continua a salire al ritmo di 2 parti abbondanti per anno. Tra 10 anni saremo fuori dall’area di sicurezza.

Responsabili dell’aumento delle emissioni di CO2 sono per l’89% i combustibili fossili (carbone, petrolo, gas, shale gas) e per l’11% la deforestazione. Un aumento che in questo momento – se non verranno presi provvedimenti – è in linea con il più pessimista degli scenari:

“Uno dei diagrammi esaminati dagli scienziati proietta nel futuro i 4 possibili destini del clima e li confronta con l’evoluzione delle emissioni serra: le nostre azioni seguono passo passo lo scenario dei 4 gradi di aumento, quello in cui le concentrazioni di CO2 arriveranno a 936 parti per milionetrasformando il pianeta in un forno tropicale.

Tracciati gli scenari, l’Ipcc risponde indirettamente alle polemiche che lo hanno preso a bersaglio. Forte dell’abbondanza delle prove accumulate in questi anni, il rapporto usa un’espressione molto forte definendo “virtualmente certo” il cambiamento climatico e la spinta verso l’aumento della temperatura. ”Per la prima volta ci è stato chiesto di esaminare l’ipotesi di un aumento compreso tra i 4 e i 6 gradi, quello verso cui attualmente stiamo andando”, racconta Riccardo Valentini, uno dei coordinatori europei degli scienziati Ipcc. “In questo caso l’impatto sulla vita del pianeta sarebbe pesantissimo: i biologi ormai parlano di sesta estinzione di massa”.

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Il nuovo mini vulcano di Fiumicino! Ribolle la terra del Lazio

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Si allarga il soffione di Fiumicino e si mangia altro spazio. La bocca di gas e zolle continua a stare nel mezzo della rotaia.Il fenomeno naturale inizialmente sembrava un geyser quando si è presentato il 24 agosto spruzzando a oltre 2 metri di altezza e diventando una vera e propria attrattiva. Ora è diventato un mini vulcano di fango. Immediati erano scattati i controlli sul vulcano e sui rischi delle esalazioni provenienti dalla bocca che in breve si era allargata occupando oltre sei metri quadrati di terra al centro della rotonda. Le analisi dell’Istituto Nazionale Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dell’Università Roma Tre avevano certificato l’esistenza di sacche sotterranee da cui fuoriusciva un mix di gas e fango. Comune di Fiumicino, municipale e protezione civile da oltre due settimane monitorano il fenomeno e allontanano i curiosi.

Questa mattina l’ennesima sorpresa: un tombino a meno di due metri dal vulcano dove è iniziato a fuoriuscire altro fango e terra. «E’ probabile che il gas abbia scavato e fratturato il terreno sotto il tombino. – spiega la vulcanologa Maria Luisa Carapezza – Era prevedibile un ampliamento del fenomeno visto che il gas cerca vie di uscita dal sottosuolo. Stiamo effettuando ulteriori esami geolelettrici e insieme al Comune si sta già pensando a come bloccare il vulcano. Il fenomeno è circoscritto ma sarebbe meglio risolvere la situazione in tempi rapidi». Non si può escludere infatti che nuove bocche emergano nella zona, molto trafficata e non lontana dallo scalo romano. Intanto però l’area del vulcano ha ormai raggiunto gli oltre venti metri quadrati: un vero e proprio lago di fango con continue e potenti eruzioni. «Si tratta con buona probabilità di una derivazione del primo fenomeno, originatosi nella rotonda di via Coccia di Morto, a Fiumicino. – fanno sapere dal comune tirrenico – La situazione è costantemente monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dalla Protezione Civile e dalle forze dell’ordine».

Il sottosuolo di Fiumicino è instabile per Mauro Gonnelli, consigliere Pdl del comune tirrenico che rinfocola la polemica sul sottopasso sul Tevere previsto dalla Giunta del sindaco Esterino Montino, i cui carotaggi sono stati indicati dall’opposizione causa del fenomeno naturale. «E’ evidente come questo territorio non possa accogliere una simile opera, sarebbe meglio utilizzare quei fondi per ampliare il Ponte 2 Giugno o per la realizzazione del ponte di Dragona, due interventi più importanti e utili alla comunità».

 

Quegli strani soffioni a Fiumicino, sono dannosi? Allerta in zona.

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Sono alti dai 3 ai 5 metri gli strani soffioni che si continuano a verificare a Fiumicino in viale Coccia di Morto. Sul posto stanno lavorando tre squadre e il nucleo speciale Nbcr dei vigili del fuoco per individuare la provenienza delle esalazioni per interromperla. Stanno anche cercando di capire di che sostanza si tratti. Si ipotizza che si possa trattare di anidride carbonica e altri gas che potrebbero essere dannosi se respirati a distanza ravvicinata per molto tempo.

 

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