La faccia che urla nelle lamiere del Word Trade Center

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La storia del Word Trade Center è destinata a proseguire e ormai quella tragedia si sta lentamente trasformando in un mito. Così nasce anche “l’angelo dell’11 settembre” ovvero una immagine che sarebbe nascosta tra le lamiere e raffigurebbe la faccia di una donna che urla. La si è già fotografata e postata sul web e come al solito le opinioni si dividono. C’è chi non ha dubbi che si tratti proprio di una faccia di una donna urlante e c’è invece chi parla di un semplice effetto di corrosione come un esperto interpellato dalla Nbc News che ha dato la sua interpretazione scientifica al fenomeno:

“La corrosione atmosferica è molto sensibile ai microclimi – ha spiegato P. Chris Pistorius professore di scienze dei metalli alla Carnegie Mellon University – Qui ci troviamo di fronte a un processo che ha colpito un metallo in modo non uniforme. Una mistura di sali, ossidi e aria, che ha contribuito a creare questo disegno”.

Ora in ogni caso la trave che apparterebbe a una di quelle parti dell’edificio colpite direttamente dal volo United 175 sarà esposta  al pubblico nel Museo e memoriale dell’11 settembre.

270mila euro per pulire i vetri dell’ospedale… “basta sprechi!”, così Zaia

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270mila euro in quattro anni per pulire le vetrate dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Non basta infatti una normale ditta di pulizie per assicurare l’igiene delle vetrate dell’ospedale, ma si è ricorsi ai  rocciatori della società “Air process Méditerranée”. Professionisti della pulizia di grattacieli e aeroporti.

“E’ ora di abbandonare i progetti di edilizia ospedaliera che comportano sprechi inaccettabili, sostiene il presidente del Veneto, Luca Zaia. Mi riferisco per esempio alle grandi hall, agli spazi commerciali, alle vetrate dell’Angelo, che appunto dobbiamo pulire con i rocciatori. Non discuto la bellezza architettonica e non voglio andare contro gli archistar, ma solo puntualizzare che gli edifici pubblici devono essere semplici e fruibili.I progettisti devono essere vicini ai malati, costruire quello che serve loro, non puntare a centri mastodontici lontani dalle esigenze della gente”.

La Usl 12 si difende: “La pulizia viene ripetuta in base alle necessità, variabili a seconda degli eventi atmosferici, che possono influire sporcando o, al contrario, contribuendo a tenere pulita la vetrata. Nei primi anni è stata ripetuta anche tre volte l’anno, ma in seguito si è ritenuto che per le superfici esterne, mai a contatto con l’utenza, fosse sufficiente in media un intervento ogni 12 mesi. Nel quadro della revisione degli accordi sul project financing, in atto a Venezia, sta comunque per essere ridiscusso anche questo costo, nell’ottica di un complessivo sforzo di contenimento delle uscite”.

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L’esorcismo di Francesco… Angelo liberato dal diavolo?

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Nonostante le smentite da parte del Vaticano sono molti i religiosi che continuano a parlare di quel gesto di Francesco, avvenuto  domenica 19 maggio, al termine della messa di Pentecoste, in Piazza San Pietro, come di un rito per scacciare il demonio. A confermarlo ora ci sarebbe anche il diretto interessato, il messicano disabile di 43 anni che affermerebbe di essere stato vittima del diavolo per almeno 14 anni. L’uomo si era sottoposto diverse volte a riti di esorcismo ma nessuno era riuscito a liberarlo, sembra invece che il gesto compiuto dal Pontefice abbia avuto esito positivo e che ora l’uomo è libero. Anche padre Juan Rivas, il sacerdote che aveva accompagnato Angelo a Roma sia convinto che si sia trattato di un vero e proprio esorcismo:

“Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente”.

Gabriele Amorth sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti ha spiegato il gesto di Papa Francesco al  The Sunday Times: “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca. Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione” e aggiunge: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente. Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

 

Una voce di smentita del Vaticano arriva anche da Gabriele Amorth, sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti. In un’intervista al The Sunday Times Amorth ha confermato la sua impressionesulla preghiera di Francesco a piazza San Pietro e dice di considerare l’esorcismo un modo per bilanciare la crescita dell’ateismo. “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca”. Nell’intervista Amorth ha così spiegato il video dell’esorcismo del Pontefice: “Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione”. Amorth, che dice di aver effettuato circa 160mila esorcismi, ripete: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente”. E ancora: “Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

Papa Francesco e l’esorcismo: parla l’uomo “liberato”

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Il Vaticano ha sempre negato che Papa Francesco abbia fatto un esorcismo in Piazza San Pietro, eppure gli esperti, leggendo il labiale, continuavano a sostenere la loro idea. Il Santo Padre avrebbe recitato infatti la formula necessaria per praticarlo: “Io ti scongiuro, Satana, nemico della salvezza dell’uomo, che riconosce la giustizia e la bontà di Dio Padre, che ha condannato giusto giudizio il tuo orgoglio e l’invidia.” Ora il quotidiano spagnolo El Mundo è riuscito ad intervistare l’uomo messicano che ha goduto di questo intervento. Angelo V. ha 43 anni e due figli, un viso sereno e modi gentili e racconta di essere posseduto da quattro demoni che lo tormentano da quattordici anni, più forti della dozzina di esorcisti che hanno tentato, invano, di liberarlo e che hanno concordato fosse un caso di possessione diabolica insanabile. Almeno fino a quando Papa Francesco non gli ha posto le mani sulla testa. Padre Juan Rivas, il sacerdote che quel giorno accompagnava Angelo, racconta l’esperienza vissuta. “Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente. Anche il Papa lo aveva sentito, così come gli uomini della sua scorta e una ragazza che era poco distante da noi. Angelo ha annuito lentamente, dicendo che il la preghiera del Papa era stata molto buona”. Ora che Angelo sta bene e cammina, ha potuto raccontare la sua storia ai giornalisti, a partire dalla prima volta in cui i demoni si sono impossessati di lui. “È stato nel 1999. Ero su un autobus, di ritorno da Città del Messico. Ho sentito come una forza entrare nell’autobus. Non la vedevo, ma la percepivo. Si è avvicinata e si è fermata di fronte a me. A un tratto ho sentito come una pugnalata al petto, mi sentivo come se mi dovesse aprire le costole”. Pensava si trattasse di un attacco di cuore, cosa che non era, ma la sua salute è via via peggiorata. “Ho cominciato ad avere frequenti stati di trance, mi dicevano che parlavo in altre lingue. Nessun medico riusciva a spiegarmi cosa mi succedeva. Ho fatto test, radiografie, analisi… Ma nessuno è mai riuscito a darmi una spiegazione”. La diagnosi per lui è arrivata solo nel 2004, poi sono arrivati gli esorcismi, rivelatisi inefficaci. Infine un sogno, quello in grado di cambiare una vita:  “Papa Francesco vestito di rosso, che pregava con un incensario in mano, circondato dai cardinali. Non diedi importanza a quell’immagine fino al giorno in cui non vidi quella scena in televisione. Allora decisi di andare a Roma”. Arrivato, Angelo ha chiesto a Juan Rivas di accompagnarlo dal Papa. “Dopo aver provato tre volte a salutarlo, l’ultima domenica la Divina Provvidenza ci ha aiutato e ci ha permesso di incontrarlo e di pregare con lui”, ha concluso padre Rivas.

Il Pescara – Siena… per i toscani potrebbe ancora essere salvezza: 2-3

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Il Pescara è reduce dalla sconfitta 2-1 in casa della Juventus, mentre il Siena ha pareggiato 0-0 contro il Parma nel turno precedente. All’andata si impose il Siena per 1-0. Il Pescara in campo con il 4-2-3-1 con Sforzini punta centrale, alle sue spalle agiranno Sculli, Cascione e Caprari. Iachini si affida al trio offensivo con Sestu e Rosina a supporto di Emeghara.

Al 4′ c’è la prima occasione importante: un calcio di punizione per il Siena e Rosina calcia a giro sopra la barriera, ma non trova lo specchio della porta. Ma c’è sempre il Siena davanti e al 9′ ha la grande occasione: Vergassola salta un avversario e calcia da appena dentro l’area, pallone fuori di pochissimo alla destra di Pelizzoli. Passano 3 minuti ed di nuovo il Siena a stare sotto la porta avversaria: Sestu calcia a giro sul secondo palo, grande riflesso di Pelizzoli che salva i suoi con la complicità della traversa. Basta attendere due minuti per avere però il gol del Siena. Respinta corta di Capuano, Angelo smarcato al centro dell’area insacca di testa nell’angolo in basso a destra. Al 17′ ancora Siena pericoloso: Emeghara calcia sopra la traversa dopo il cross rasoterra in area di Angelo. Un minuto più tardi  c’è il contatto in area tra Capuano e Emaghara che cade a terra, l’arbitro fa proseguire il gioco. Al 21′ il cross di Modesto sul secondo palo per Caprari che non riesce a coordinarsi bene e calcia alto. Poi il lancio di Paci per lo scatto di Rubin, esce Pelizzoli e blocca il pallone. E’ il 25′ quando c’è il corner per il Pescara. D’Agostino crossa sul primo palo, spizzicata di Sculli verso il centro, colpo di testa di Krøldrup e grande risposta di Pegolo che respinge con gran riflesso. Al 28′ il tiro di Caprari dal limite dell’area, Pegolo si distende alla sua sinistra e blocca la sfera. Un minuto più tardi Capuano, smarcato sul primo palo, spedisce alto di testa sul corner di Vegassola. Al 33′ c’è il raddoppio per il Siena. E’ un autogol di Zanoni. Il giocatore del Pescara devia nella propria porta dopo il cross dalla destra di Sestu. Passano due minuti e ci prova D’Agostino con una conclusione al volo dal limite dell’area, Pegolo di rifugia in corner. nell’azione D’agostino resta infortunato e deve abbandonare il campo, al suo posto entra Celik. A 5′ dalla fine del primo tempo c’è un duro intervento di Capuano su Rosina che rimane a terra, poi si rialza e può riprendere il gioco. Al 45′ arriva l’ottima chiusura di Pegolo in anticipo su Sforzini e l’arbitro decreta un minuto di recupero.

Il primo tempo finisce con il Siena in netto vantaggio per 2 a 0 contro un Pescara che è sembrato molto appannato. Anche il possesso palla è nettamente a vantaggio della squadra toscana. Peccato per quell’autogol di Zanoni che ha regalato il raddoppio agli ospiti.

Le squadre rientrano in campo dopo il riposo e c’è subito il cross di Sestu in area per Rosina che schiaccia di testa, Pelizzoli ben posizionato blocca la sfera.

Al 48′ la conclusione centrale di Rosina dai 25 metri viene bloccata senza problemi da Pelizzoli.

E’ il 51 quando il tiro di Sculli respinto da Pegolo fa andare il pallone tra i piedi di Celik che calcia di potenza dal centro dell’area, il pallone si insacca nell’angolo in alto a destra dopo la deviazione di un difensore. E’ 1 a 2 per il Siena. Ora serve un altro gol al Pescara per pareggiare.

Al 56′ tiro di Cascione defilato sulla destra dell’area di rigore, Pegolo non si fa sorprendere e blocca la sfera.

Dopo due minuti vengono ammoniti Terzi e Sculli che vanno al faccia a faccia dopo un contrasto aereo. 59′ Calcio di punizione stupendo a scavalcare la barriera di Togni, nulla da fare per Pegolo, tiro angolatissimo. Ed è il pareggio per il Pescara che sembra un’altra squadra in questo secondo tempo. Giallo a Togni che prolunga i festeggiamenti in occasione del gol.  Al 65′ Pegolo deve fare il miracolo per non mandare in vantaggio il Pescara sul tiro incrociato in area di Cascione. Al 73′ sostituzione Siena: Pozzi per Sestu. Al 76′ sostituzione in casa Pescara Bianchi Arce per Modesto. Si infiamma la partita al 78′ con lo spunto di Agra in fascia: salta un uomo e crossa rasoterra al centro per Angelo che calcia incrociando il destro, Pelizzoli si distende alla sua destra e devia in corner. Una grandissima occasione per Pescara, all’80’, su cross di Cascione e colpo di testa in tuffo di Sforzini fuori di un soffio. Poteva essere il vantaggio. All’86’ contropiede del Siena che culmina con il passaggio di Togni in area per Emeghara, Pelizzoli battuto con un piatto destro che si insacca nell’angolo in basso a sinistra.

Una bella partita giocata su buoni ritmi. Nel primo tempo in campo si è visto solo il Siena, mentre nel secondo è stata la squadra di casa a prendere le redini del gioco e a cercare il pareggio che puntualmente è arrivato.  E poi come accade spesso c’è il colpo di fortuna del Siena, un vantaggio negli ultimi minuti che stronca le speranze di un Pescara che oggi comunque può uscire a testa alta dal campo di gioco. C’è solo l’amarezza di quell’autogo di Zenoni nel primo tempo.

Nella prossima giornata il Pescara sarà impegnato a  Roma contro la squadra della capitale e il Siena, in casa, incontrerà il Chievo.

FAMIGLIA INDAGATA!

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Dopo l’arresto di Rizzoli, avvenuto in mattinata, si apprende ora che è  indagata anche la moglie Melania!

ARRESTATO ANGELO RIZZOLI!

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L’imprenditore Angelo Rizzoli è stato arrestato stamani a Roma. L’ordine di custodia cautelare è stato eseguito dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Roma. E’ accusato di bancarotta fraudolenta Angelo Rizzoli, arrestato questa mattina a Roma dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza della capitale. La Procura capitolina contesta a Rizzoli un crac finanziario da 30 milioni di euro. Sequestrate società e immobili per un valore di 7 milioni.

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