Stress da rientro al lavoro? Ci pensa l’angelica!

L’angelica, che gli antichi erboristi chiamavano “radice dello Spirito Santo” o “erba degli Angeli” credendo che fosse consacrata all’Arcangelo Michele, che proteggeva dagli spiriti e dagli incantesimi, è classificata tra le erbe dolci e profumate per eccellenza ed i suoi fiori, molto ricchi di nettare, sono sempre circondati dalle api.

Nel 1500 l’angelica era considerata il più efficace rimedio contro la peste e si raccomandava di annusare la sua radice imbevuta di aceto per preservarsi dal contagio: la tradizione voleva che questo rimedio fosse stato suggerito da un angelo ad un frate. Veniva anche molto utilizzata contro i veleni.

Nei paesi nordici, nei periodi di carestia, le radici di angelica si macinavano e venivano aggiunte alla farina per fare il pane.

Ai tempi degli antichi romani le foglie di angelica venivano bruciate per profumare e purificare gli ambienti inoltre assieme al rosmarino, alla melissa ed all’alloro, venivano utilizzate per risciacquare il bucato: in una grossa pentola si facevano bollire queste erbe che poi si versavano nell’acqua della conca nella quale si immergeva il bucato per il risciacquo.

Al giorno d’oggi è noto che l’angelica ha proprietà toniche, antisposmodiche, digestive e calmanti. Con la sua capacità di riscaldare il corpo è anche utile in tutte le affezioni da raffreddamento. Ha inoltre un effetto tranquillante, calmante per il mal di testa ed i dolori mestruali. A piccole dosi, l’angelica ha un effetto eccitante sul cervello però ad alte dosi esplica un’azione depressiva e causa intontimento tale da essere paragonato ad uno stupefacente.

L’intenso profumo dei fiori e delle foglie dell’angelica la rende una pianta utile in cucina, per aromatizzare frutta, pesce e formaggi molli, mentre caramellata può essere usata come guarnizione. Non solo “nel piatto” però: questa pianta è anche uno degli ingredienti chiave del gin e dell’ “acqua delle carmelitane”, un tempo molto conosciuta in erboristeria, chiamata così perchè si iniziò a produrla nel 1500 in un convento di carmelitane francesi ed era un distillato, in acqua di fiori d’arancio e alcool, di numerose spezie, principalmente l’angelica unita a melissa, coriandolo e scorza di limone.

Una giornata stressante al lavoro? Stanchi per un’intensa seduta di studio o a seguito di un allenamento sportivo che vi ha lasciati spossati? Una tisana di angelica alla sera più aiutare a rilassarvi e sconfiggere la tensione.

Tinsana all’angelica

Tutto quello che serve è un cucchiaino di radice di angelica grattugiata o in polvere, oppure una manciata di germogli freschi. Versarci sopra 1/4 di litro d’acqua bollente e lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare.

 

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