L’Fbi uccide un testimone… ha reagito?

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Khusn Taramiv aveva 27 anni, era di origine cecene e non era indagato. Il ragazzo aveva il solo “neo” di aver frequentato la stessa palestra e di  praticare la stessa disciplina sportiva, la  MMA (Mixed martial arts), che era uno degli allenamenti preferiti di Tamerlan Tsarnaev, l’attentatore ucciso dalla polizia, accusato dell’attentato di Boston.  Khusn Taramiv viveva a Orlando in Florida con il fratello, che era in sua compagnia anche questa volta, ma che poi si è allontanato lasciandolo solo in casa con gli agenti. Al suo ritorno ha trovato il fratello morto e gli agenti dell’FBI che hanno detto di averlo ucciso dopo che lui aveva provato ad aggredirli. Perché uccidere un testimone?

3 arresti legati agli attentati di Boston!

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La polizia di Boston ha arrestato altre tre persone sospette, nell’ambito delle indagini sulle bombe alla maratona che il 15 aprile ha provocato tre morti e 260 feriti. La Cnn è, che ha fornito le prime informazioni, ha parlato di tre studenti, due dei quali compagni di college di Dzhokhar Tsarnaev, di origine kazaca, il terzo cittadino americano, fermati con l’accusa di falsa testimonianza e ostruzionismo al corso della giustizia, compiute successivamente alle esplosioni e non sarebbero legati alla preparazione della strage. La Cnn ha anche mostroa una foto di due giovani, che potrebbero essere tra i fermati, con tratti somatici orientali, a fianco di Dzhokhar, a Time Square di New York, risalente all’anno scorso.  Intanto arriva la rassicurazione degli inquirenti: sembra non vi siano elementi per pensare che ci siano pericoli per la sicurezza pubblica.

Chi ha aiutato i due attentatori di Boston? Una donna?

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Trovato Dna femminile su una delle bombe usate per gli attentati alla maratona di Boston. Con una indiscrezione arrivata alla stampa sembra che il cerchio si allarghi intorno ai due fratelli  Tsarnaev.

Gli investigatori, tuttavia, si muovono con cautela anche perché ritengono che ci possano essere diverse spiegazioni sulla presenza di Dna non appartenente ai due sospetti. Le indagini intanto proseguono: Katherine Russell, vedova di Tamerlan Tsarnaev, continua a collaborare con le autorità. Il suo legale afferma che “sta facendo il possibile per dare una mano nelle indagini. L’Fbi ha prelevato un campione del suo Dna per verificare se corrisponda a quello rinvenuto su una delle bombe”.

Indagarono FBI e CIA su uno dei due fratelli della maratona di Boston

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Uno dei due fratelli che hanno compiuto l’attentato di Boston era stato tenuto sotto sorveglianza per alcuni mesi nel 2011 dall’FBI, su indicazione dei servizi segreti russi (FSB). Il maggiore, Tamerlan  Tsarnaev, era infatti diventato un islamista radicale e si temeva che potesse avere contatti con i capi delle organizzazioni terroristiche.  L’FBI non trovò nulla di particolare, ma ora si è appreso che qualche mese dopo la prima segnalazione i servizi segreti russi ne inviarono una seconda, questa volta indirizzata alla CIA. Anche la Cia fece i suoi controlli e alla fine arrivò alle stesse conclusioni dell’Fbi. La cosa sta suscitando molte polemiche in questi giorni negli Stati Uniti perché, anche se non erano stati trovati legami diretti con gruppi islamici estremisti, Tamerlan era comunque finito in breve tempo in almeno due liste distinte compilate dai servizi segreti su persone sospette nel paese. Anche se nulla era stato trovato a suo carico la Cia  quindi lo volle inserire nelle liste, ma il suo cognome fu trasmesso con una traslitterazione dal cirillico che rese il cognome Tsarnaev in Tsarnayev. Tra le informazioni fornite c’erano anche due distinte possibili date di nascita del ragazzo, che si sarebbero rivelate in seguito entrambe inesatte. Quindi il ragazzo potè tranquillamente uscire dagli Usa, andare in Russia e rientrare indisturbato negli States. Ma cosa fece Tamerlan in Russia?

La zia contraddice il padre, il quale interrogato dalla polizia ha affermato, che lui e suo figlio furono insieme per tutto il tempo, ma sembra proprio che invece il padre lo raggiunse dopo due mesi, quindi Tamerlan avrebbe avuto tutto il tempo per cercare i contatti che lo avrebbero poi “indottrinato” sull’islamismo. Alcuni parenti dicono che il ragazzo era andato giù per aiutare la famiglia con i lavori di ristrutturazione della casa e che spesso andava a pregare, ma non avevano idea di dove andasse… le moschee sono molte nella zona! Probabilmente più che a pregare andava in qualche organizzazione estremista dove apprendeva l’addestramento e la dottrina.

Alcuni parenti affermano anche che il ragazzo voleva diventare un pugile, perciò andò spesso in palestre di pugilato… voleva diventare veramente un campione di boxe o anche l’autodifesa faceva parte dell’addestramento?  

Ci sono molte domande sul soggiorno russo di Tamerlan, ma soprattutto come è possibile che se i servizi russi lo avessero già segnalato alla Cia e all’Fbi nessuno ha mai trovato nulla? Come è stato possibile che le date di nascita e il cognome furono trasmesse sbagliate?

Quanta Cecenia c’è nell’attentato di Boston?

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Dzhokhar Tsarnaev, il più giovane dei due fratelli attentatori, l’unico sopravvisuto,  si è ripreso e comunica per iscritto con le autorità. Intanto si cerca di capire i rapporti della Cecenia con gli Usa. Quel che è certo ormai è l’atteggiamento che aveva il più anziano dei due. In pubblico era un americano perfetto, beveva birra, era educato e sembrava per nulla interessato all’islamismo. Poi invece nascondeva la sua doppia identità estrapolando da internet teorie cospirative sull’ 9/11 che cercavano di spiegare come gli americani avessero attuato una sorta di “suicidio” mascherato da “omicidio” per poi poter far scoppiare l’odio e la guerra verso i paesi musulmani. La stessa madre di Tamerlan, si era convinta di questa teoria e parlando con una vicina aveva affermato “È vero, mio figlio sa tutto. Lo puoi leggere su internet”.

In realtà sembra più una vendetta personale, sorta dopo letture e riletture di stampo cospirazionista piuttosto che un movimento che abbia radici ben individuabili in un movimento più ampio. Dalla Cecenia sono piovute smentite e non rivendicazioni.

Ma c’era forse qualche mandante che ha voluto agire nell’ombra? Chi ha indottrinato i fratelli al punto di fare ricerche su internet? Con chi hanno avuto contatti?

 

Storia di un terrorista in fuga… Preso nella notte l’attentatore di Boston

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E’ stato preso anche il secondo attentatore: il 19enne Dzhokhar Tsarnaev che insieme al fratello era stato l’autore della strage alla maratona di Boston.

La polizia ha scoperto il nascondiglio del terrorista grazie all’allarme di un cittadino che era andato sul retro della sua abitazione per controllare l’imbarcazione di sua proprietà in giardino e ha trovato tracce di sangue. L’uomo insospettito ha alzato il telo di protezione della barca e ha visto l’uomo insanguinato. A quel punto ha chiamato immediatamente la polizia. La cattura però ha richiesto tempo e cautela, anche perché il fratello ucciso venerdì aveva cercato di difendersi scagliando contro la polizia ordigni esplosivi, si temeva quindi che il fratello potesse utilizzare la stessa tecnica.  La polizia si è quindi servita di un robot dotato di telecamera e di alcuni lacrimogeni per disorientare il fuggitivo. Poi il negoziatore ha trattato la resa

 Tsarnaev è stato portato fuori dal suo nascondiglio ammanettato, insanguinato e in stato confusionale: ferito seriamente al collo e a una gamba, è in cura in un ospedale del Massachusetts. «Il terrore è finito, la giustizia ha vinto», ha twittato la polizia di Boston dopo la cattura. La gente è scesa nelle strade della città e le scene di giubilo al grido di «Usa, Usa» si sono protratte per ore. 

Nei giorni precedenti la polizia aveva arrestato tre persone, tra cui una donna, a New Bedford, una cittadina a sud di Boston al confine con il Rhode Island. I tre sospetti avrebbero offerto collaborazioni ai due fratelli per compiere l’attentato. Rispettato anche l’appello del padre che venerdì aveva chiesto alla polizia di non uccidere il figlio, anche perchè sicuramente era stato “manovrato” ed era necessario risalire ai mandanti dell’attentato, uccidendolo i veri sovversivi sarebbero rimasti impuniti. La polizia avrebbe poi rinvenuto sette ordigni esplosivi di cui due nell’abitazione a Cambridge e altri nella zona di Watertown, un sobborgo di Boston.

Dalla casa invece della sorella dei due attentatori dopo un’attenta perquisizione la polizia avrebbe prelevato un computer.

E mentre Barack Obama parla di un capitolo chiuso, ma ancora di molte risposte da dover cercare e soprattutto riuscire a capire “come due fratelli che sono cresciuti qui possono essersi rivoltati contro il nostro Paese? E ancora, hanno agito da soli?”

E questo fa riflettere, perchè è forse una delle rare volte in cui un Presidente americano ammette che ci sono domande da porsi. Che forse anche l’America ha dei torti e che due fratelli, di cultura americana, siano stati adescati e spinti all’odio da organizzazioni internazionali che vogliono seminare terrore e paura. Per la prima volta un Presidente si fa un esame di coscienza e cercare le vere cause in un sistema che forse ha bisogno di un profondo cambiamento per adeguarsi a un mondo in evoluzione.

John Kerry, il segretario di Stato americano che ha partecipato alla Casa Bianca a un vertice col presidente Barack Obama e tutti i responsabili della sicurezza nazionale, aveva invece dichiarato: «Stiamo affrontando il diavolo», liquidando una questione in modo superficiale e guerrafondaio, invece di analizzare il malessere profondo e l’odio verso gli Stati Uniti, che molti terroristi professano attraverso le loro teorie, a volte estremiste, ma che comunque fondano su uno sfruttamento perpetrato per troppi anni a loro danno proprio dai governi miopi statunitensi come quelli dei Bush. Bisogna quindi combattere il terrorismo, trovarne le cause profonde e iniziare una politica diversa a livello globale, cercando, il non facile, ma possibile dialogo proprio partendo dal disagio economico e sociale che ha da tempo minato profondamente alcune popolazioni facendole facile preda delle idee estremiste degli islamici.

L’attentatore di Boston è stato ferito

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Il secondo sospetto sta cercando la fuga in connecticut, probabilmente con destinazione New York City. Viaggia a bordo di una Honda Crv di cui è già stata diffusa la targa. Le volanti della polizia si sono disposte sulla Interstate 84 a Union vicino al Confine con il Massachusetts. Su richiesta della polizia di Boston un treno Amtrak proveniente da Boston è stato fermato a Norwalk per mezz’ora e perquisito. Ma Dzhokhar Tsarnaev, non era stato trovato a bordo. Intanto arriva la notizia che l’uomo potrebbe essere stato ferito. Lo riferiscono fonti investigative al New York Times, spiegando che nel corso della giornata sarebbero state trovate tracce di sangue lungo la via di fuga.

Spunta anche la telefonata che Tamerlan Tsarnaev, il 26enne morto oggi e sospettato di essere uno degli autori della strage di Boston, ieri aveva fatto a un suo zio chiedendogli di perdonarlo. Alvi Tsarni, lo zio di Tamerlan e Dzhokhar,  ha raccontato all’emittente Cbs che non aveva contatti con i due da anni. Ma Tamerlan, ha aggiunto l’uomo che vive nel Maryland, «ieri mi ha chiamato e mi ha detto: perdonami». Tsarni ha spiegato che i due nipoti vivevano negli Stati Uniti da 7-8 anni e non può credere che siano loro gli attentatori della maratona.

Il calvario di Boston forse è a una svolta… accerchiato il terrorista!

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Boston è sotto assedio! E’ stato anche fatto evacuare  il campus di UMass a Dartmouth dove le autorità hanno chiesto a studenti e personale di lasciare l’Università  “nella maniera più calma possibile”.  La misura è stata necessaria perchè sembrerebbe che la casa in cui si è rifugiato il terrorista potrebbe essere minata. Non solo, cresce il terrore in tutta la città perchè, secondo la Fox, ci potrebbero essere altre bombe disseminate in città. All’interno dell’abitazione si troverebbe anche un altro ragazzo. Intanto sull’equivalente del Facebook russo è stato scoperto il profilo dello studente-attentatore che si definisce musulmano e interessato alla carriera e ai soldi. Sempre sul profilo ci sono alcune frasi offesive verso gli americani e Obama.

Le notizie che trapelano sono poche anche perché le forze dell’ordine stanno cercando di mantenere i media lontani dalle aree delle ricerche, sia per motivi di sicurezza che per evitare di dare informazioni che potrebbero aiutare la fuga del sospettato.

Attentato a Boston: la polizia diffonde foto e video dei sospettati!

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L’Fbi ha diffuso le foto ed un breve video dei “sospetti” che si cercano in relazione all’attentato di Boston, lanciando un appello:  «Aiutateci a trovarli. Chi sa qualcosa si faccia avanti». Ma i cittadini sono stati anche avvisati:   i due sono «armati e pericolosi».

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L’Fbi ha diffuso anche una breve discrezione dei due ragazzi: il “sospetto numero 1” indossava giacca e pantaloni chiari, il “sospetto numero 2” un cappellino bianco da baseball portato con la visiera all’indietro, precisando che quest’ultimo è stato filmato da una telecamera mentre piazzava la possibile bomba e poi si allontanava rapidamente. Poco dopo c’era l’esplosione. Secondo quanto riporta la Cbs, il presunto terrorista è responsabile del secondo attacco e, per qualche istante, ha usato un cellulare, fatto che potrebbe permettere agli investigatori di individuare il suo telefonino. Si pensa quindi che si siano divisi i compiti, colpendo una zona ciascuno. Il responsabile dell’Fbi DesLauriers ha avvertito il pubblico di non avvicinarli e di non prendere iniziative per fermarli, ma di contattare le autorità con eventuali informazioni.

Arrestato il sosia di Elvis Presley. E’ lui il mittente delle lettere “velenose”?

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Arrestato il mittente delle lettere avvelenate inviate al presidente Barack Obama, a un senatore e a un giudice. Secondo alcuni siti di tratterebbe di Kevin Curtis celebre sosia di Elvis Presley, che ha spesso espresso le sue teorie complottistiche suscitando più di una volta l’ilarità sul web. Secondo Kevin Curtis l’America sarebbe vittima di un “governo ombra” che nasconderebbe la “verità” sul traffico illegale di organi e di tessuti umani. Il sospettato infatti sarebbe anche un ex dipendente di un ospedale del Mississippi.

Il giallo dell’arresto e l’uomo sospetto nel video della Cnn.

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Il sospetto sarebbe stato identificato grazie ai video a circuito chiuso dei grandi magazzini Lord and Tyler. Gli inquirenti hanno a disposizione l’immagine di un sospetto mentre cammina con una borsa nera in mano e probabilmente la lascia in terra, nei pressi del luogo della seconda esplosione, quella più distante dalla linea del traguardo della maratona. La Cnn precisa che il sospetto «sarebbe un uomo dalla pelle scura, era vestito di nero e scappava dalla scena».

Poco dopo arriva il giallo sull’arresto del sospetto. Tra informazioni contrastanti dei media americani (si Cnn, e Associated press, no Cbs e Nbc) alcune fonti governative smentiscono che l’uomo identificato dalle telecamere dei grandi magazzini Lord and Taylor sia già nelle mani della polizia, ma altri dicono che è già in stato d’arresto e sta confessando.

Terrorismo interno, così sembra orientarsi l’Fbi a Boston

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“Le indagini sulla strage di Boston puntano a un terrorista interno. Ci sono molte cose che portano all’indicazione di un gesto isolato”. Lo ha detto al Washington Post il senatore repubblicano Saxby Chambliss dopo un briefing dei servizi di intelligence.

Il ministro della sicurezza interna Janet Napolitano, ha inoltre affermato, davanti a una commissione del Senato, che l’attentato di Boston non è stato parte “di un complotto più ampio”.

Si pensa a un “lupo solitario” a un folle che abbia voluto dare segno tangibile del proprio dissenso con un atto orrendo e che attirasse l’attenzione dei media. Dall’identikit ne deriverebbe un estremista che ha costruito le bombe da solo, servendosi di una ‘ricetta’ ampiamente pubblicata online.

L’uomo sul tetto e il coperchio della pentola a pressione usata come bomba a Boston

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Trovato sul tetto, di uno degli edifici vicino al traguardo, il coperchio di una delle pentole a pressione usate nell’attentato alla maratona di Boston. Le indagini confermano che il materiale utilizzato per le bombe era molto rudimentale e nel complesso sarà costato appena un centinaio di dollari e reperito negli Store. Le bombe sarebbero state costruite con pentole a pressione imbottite di esplosivo e armate con un detonatore. L’Fbi e la polizia di Boston inoltre stanno passando al setaccio hotel e residence nella speranza di scoprire dove sono state costruite le bombe. Si stanno anche verificando le liste dei passeggeri di voli arrivati di recente a Logan.

Il ritrovamento del coperchio di una delle pentole però potrebbe portare a una svolta. L’oggetto, infatti, è stato scoperto sul tetto di uno degli edifici vicini al traguardo. E proprio su un tetto era stato fotografato un uomo che negli attimi dell’attentato si muoveva con fare sospetto guardando proprio la zona delle esplosioni.

Sessantanove persone sono ancora ricoverate negli ospedali di Boston per le ferite riportate nell’attentato alla maratona. Intanto è salito il numero dei feriti gravi, da 17 a 24, secondo l’ultimo bollettino medico. Tra i feriti in condizioni critiche al Boston Medical Center c’è un bimbo di cinque anni che lotta tra la vita e la morte.

 

Veglia di preghiera per le vittime stasera a Boston

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Mentre proseguono le indagini, è prevista stasera una veglia di preghiera nella chiesa di Arlington Street, a Boston, per le vittime delle esplosioni che hanno rigettato l’America nel terrore. Se già era stata resa nota l’identità del piccolo Martin Richard, il bimbo di 8 anni che si trovava in prima fila ad attendere l’arrivo del padre maratoneta, ora si conoscono anche i nomi delle altre due vittime. Zhou Danling, così riporta l’agenzia Nuova Cina, era una studentessa cinese che frequentava la Boston University. La ragazza era in compagnia di un’amica, anche lei rimasta ferita e già sottoposta ad operazione. La terza persona ad aver perso la vita è Krystel Campbell, una ragazza di 29 anni diplomata al Medford Hight School nel 2001. Mentre la madre di Martin, Denise, sta lottando in ospedale tra la vita e la morte a seguito di una ferita alla testa e la sorellina di sei anni ha perso una gamba, per i genitori di Krystle si è trattato di una tragedia nella tragedia. Avvisati inizialmente dai medici che la figlia era viva mentre ad essere morta sarebbe stata la sua amica Karen Rand, giunti all’ospedale hanno scoperto che si era trattato di un tragico scambio di persona: entrati nella stanza che pensavano fosse della figlia vi hanno trovato l’altra ragazza mentre Krystle giaceva senza vita in una stanza accanto.

Intanto la Cnn ha reso noto che circa la metà dei feriti sarebbero stati dimessi dagli ospedali, si tratta di 89 feriti su 183 stando al conto riportato.

3 morti e 183 feriti, troppi, per un giorno di festa come il Patriot Day, troppi, anche in un mondo che sembra aver scordato il significato della parola pace. Martin Luther King aveva un sogno: che non ci fossero più differenze sociali. Ma non era questo quello che intendeva: non erano attacchi indiscriminati che non guardano in faccia nessuno, non bombe piazzate senza un motivo per creare dolore insensato. Gli ordigni erano infatti rudimentali e potevano essere realizzati con una spesa di cento dollari in grandi magazzini: semplici pentole a pressione imbottite di esplosivo e armate con un semplice detonatore e, dentro, una manciata di cuscinetti a sfera, schegge e chiodi, per assicurare il massimo del danno. Odio, insensato e ingiustificabile, perchè nulla vale la vita di un bambino di 8 anni e di due giovani donne che si stanno affacciando alla vita, nulla e nessuno ha il diritto di strappare il futuro agli altri e di gettare un’intera città, una nazione, nello sconforto.

Le bombe alla maratona di Boston sono davvero un attentato politico?

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E se non fosse il terrorismo islamico? Se fosse un attentato a sfondo politico? Dal luogo dove è stato rinvenuto il comando elettrico a distanza, che probabilmente è quello che è stato usato per innescare le bombe alla maratona di Boston, tutto porterebbe a pensare che si sia trattato veramente di un atto di terrorismo politico. Si ritiene che la bomba fosse collocata proprio dove era seduto il governatore del Massachusetts poco prima dello scoppio. Solo una fatalità? Pian piano i tasselli stanno venendo alla luce o è solo un depistaggio per condurre le investigazioni con più libertà?

Le bombe di Boston erano pentole a pressione!

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In una conferenza stampa con l’Fbi, il governatore del Massachussets, Deval Patrick, ha affermato che non c’erano altri ordigni oltre ai due esplosi durante la maratona a Boston. Per il resto sono stati ritrovati solo pacchi sospetti. “Solo due bombe” quindi, costituite da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori e all’interno di buste di nylon nere o zaini. Sono state poi rinvenute tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer. Mentre sembrano non esserci nuove minacce, l’Fbi prosegue le indagini a 360° e chiede la collaborazione della gente pregando tutti di consegnare eventuale materiale fotografico o video da visionare in cerca di tracce. Nel frattempo il capo del Pentagono ha usato il termine “terrore”, che fino a ieri nessuno, neanche il presidente, aveva utilizzato. Oggi Obama però non ha più potuto mantenere il riserbo: “E’ stato un atto di terrorismo, ma gli americani rifiutano di farsi terrorizzati, ma al momento il motivo e le persone dietro all’attentato di Boston restano sconosciuti” ha detto. In seguito ha fatto presente che non si sa ancora chi abbia organizzato l’attentato e perchè, l’unica cosa certa è che sono esplose delle bombe che hanno provocato dei danni. Nel frattempo la scena del delitto, al traguardo della maratona, è diventata una grande scena del crimine, ampia 12 isolati, transennata. “Arriveremo fino alla fine del mondo per trovare i responsabili di questo atto di cattiveria così grande –  dice Deslauriers -. La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo” per chiarire scoprire gli autori della strage che ha commosso il mondo.

Mentre ancora resta resta sconosciuta la matrice, la Cnn riporta che una dottoressa saudita, ferita a una gamba e ricoverata in un ospedale di Boston, starebbe collaborando con la polizia mentre è stato smentito il fermo  di un giovane saudita rimasto ferito e piantonato in ospedale dagli agenti.

L’appoggio alla cittadinanza di Boston arriva da tutto il mondo (tra gli altri Papa Francesco, Putin ma anche Egitto, Afghanistan e Cina) e anche Napolitano ha inviato un messaggio al presidente Barack Obama ricordando che “nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto”. E nel frattempo sono state innalzate le misure di sicurezza con un’allerta che comprende gli obiettivi sensibili, come ambasciate, consolati, sedi diplomatiche, porti e aeroporti con particolare attenzione nei confronti delle sedi Usa.

Le strane coincidenze dell’attentato alla maratona di Boston!

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“Our hearts go out to those that are hurt or killed #Boston marathon – but this thing stinks to high heaven #falseflag”.

“I nostri cuori vanno con i feriti e con gli uccisi della maratona di Boston, ma questa cosa puzza, puzza fino in cielo”. Tweet firmato da Alex Jones, conduttore radiofonico e regista che da anni cerca di svelare “i segreti di stato” dell’America. Alex Jones o lo ami o lo odi… non hai vie di mezzo. Ma se anche alcune teorie a volte sono discutibili poichè presentano scenari troppo “sopra le righe”, gran parte del lavoro di Jones non va poi molto lontano dalla realtà.

False Flag? Cospirazione? Complotto? Questo scrive Jones nel suo messaggio e solleva un caso mediatico.

Fbi, Cia, chi è stato e perché? Il conduttore radiofonico nel suo programma ha collegato l’attentato al recente calo del prezzo dell’oro, ma non ha aggiunto nulla che potesse spiegare ulteriormente questa sua teoria che appare quindi abbastanza evanescente. Mentre più probabile, anche se ancora da provare, sarebbe la tesi dell’importanza che Boston ha nella storia americana e non solo in quella della guerra d’indipendenza come stestimoniato dalla Patriots’ Day, ma anche in quella più tragicamente recente come 11 settembre. Uno degli aerei che si schiantarono sulle Twin Towers era partito da Boston.

Ma Alexnon è l’unico a dare una versione “diversa” da quella che sembra in queste ore più accreditata (la pista islamica). Anche la versione inglese di “Pravda.ru” parla di un evento creato proprio dall’amministrazione Obama per poi aver un pretesto per attaccare Iran e Siria.

Altro nodo cruciale sarebbe l’esplosivo usato. Il Semtex, è relativamente difficile da reperire sul mercato e viene di solito usato in ambito civile per demolizioni controllate e in alcuni ambiti strategici-militari.

Il Boston Globe invece, scrive che per 15 aprile era “in programma a Boston un’esercitazione con detonazione controllata (“Funzionari: Ci sarà un’esplosione controllata di fronte alla biblioteca entro un minuto come parte delle attività della squadra dinamitarda”.

Una strana, stranissima coincidenza…

Il messaggio di Giorgio Napolitano a Barack Obama

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di solidarietà al presidente americano Barack Obama, definendo l’attentato a Boston come “un potente monito anche per l’Italia”.

“Per il nostro Paese – ha scritto Napolitano – che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente. Nessun Paese – prosegue il presidente nel suo messaggio – può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale. Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo”.

La deflagrazione di Boston, 2 le piste che stanno seguendo gli investigatori

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Due sono le piste che stanno seguendo in queste ore l’Fbi, la Cia e l’ente nazionale anti terrorismo che si stanno coordinando con le autorità locali per riuscire a far luce sull’attentato che ieri ha sconvolto l’America e ha portato morte e distruzione a Boston in una giornata che doveva essere all’insegna della festa e del patriottismo statunitense. Le indagini si stanno addensando su i gruppi del radicalismo anti governativo, quei razzisti legati alla supremazia della razza ariana o di anarchici conservatori in lotta con i poteri federali. L’altra pista che non viene esclusa è quella del terrorismo di matrice islamica. Ieri un giovane saudita rimasto ferito durante la deflagrazione è stato interrogato in un ospedale della città. La data scelta per l’attentato, il 15 aprile, il giorno in cui si pagano le tasse negli Usa e Festa de Patrioti in Massachusetts, corrobora il sospetto su un attentato di matrice interna.

 

Le foto dell’uomo sul tetto alla maratona di Boston.

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Su Twitter vengono diffuse numerose immagini che mostrano un uomo sul tetto di un edificio nel momento dell’esplosione a Boston. Ancora non è chiaro se possa veramente avere una rilevanza con le esplosioni della maratona di Boston, sicuramente le foto mostrano un uomo che si allontana tranquillamente, non sembra spaventato dall’accaduto e questo ha indotto a pensare che possa essere uno degli autori del gesto ma al momento non ci sono conferme o smentite.

Esplosioni a Boston: sono in corso perquisizioni!

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Le autorità locali americane stanno svolgendo una perquisizione in un appartamento che potrebbe essere connessa con le esplosioni alla maratona avvenute qualche ora fa.

Una fonte locale ha detto che le forze dell’ordine di Revere, sobborgo di Boston, hanno fermato un guidatore sospetto, che continuava a girare intorno alla caserma della polizia.

Il conducente fermato ha avuto subito un “atteggiamento nervoso.” Poi la polizia e FBI insieme al conducente si sono recati in un appartamento nella zona di Ocean Avenue all’incrocio con Beach Street e in questo appartamento è iniziata una perquisizione.

Intanto l’ultima stima degli ospedali parlano di 116 ricoverati e 3 morti secondo Nbc, mentre l’Ansa parla di almeno 140 feriti, alcuni feriti probabilmente non hanno avuto bisogno del ricovero. I pazienti ricoverati in condizioni gravi sono al momento 17.

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