Miracolo tra Israele e Libano? La Madonna piange olio

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La statuetta di una Madonna , posta nel salotto di una famiglia cristiana avrebbe iniziato a lacrimare una ‘strana’ sostanza oleosa e c’è chi già grida al miracolo a Tarshiha, una piccola cittadina al confine tra Israele e Libano. Ad accorgersi di quello che stava accadendo è stata la moglie del proprietario, Amina, che ha anche confessato di aver sentito le parole della Madonna che le diceva di “non aver paura”. La notizia ha fatto il giro del mondo sul web e sono già 2000 le persone che si sono presentante a casa di Amina per osservare il fenomeno.

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La Femen salta sul cofano del primo ministro tunisino

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La protesta si è svolta a Bruxelles dove tre attiviste del movimento Femen, in occasione della visita del primo ministro tunisino Ali Larayedh, sono riuscite ad attirare l’attenzione. Una di loro è perfino riuscita a saltare sul cofano della macchina del primo ministro tunisino al grido di ”Amina libera” e ”Fermate l’oppressione” prima di essere arrestata dalla polizia.

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Amina, la Femen con la famiglia che si scusa per gli atti “osceni” della figlia

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Che succede se una figlia diventa una Femen in Tunisia? La famiglia si scusa con la folla e cerca di attribuire la protesta della ragazza a problemi psicologi con la famiglia, ridimensionando le accuse politiche di Amina. Dal carcere, dove è stata rinchiusa domenica scorsa a seguito dell’ennesima protesta che l’aveva vista protagonista di alcune  scritte sul muro di un cimitero e per essere stata trovata in possesso di una bomboletta di gas urticante, la Femen non può parlare. Sua madre si è mostrata alle telecamere e ha spiegato, esibendo certificati medici dell’ospedale El Razi, che Amina è affetta da problemi psichici riconducibili al fatto che i genitori, qualche anno fa, si erano trasferiti per lavoro in Arabia Saudita e la figlia non ha mai elaborato questa separazione. Sempre la madre ha poi dichiarato che Amina ha incontrato, poi, questo gruppo di Femen su Facebook e loro hanno manipolato la mente di una ragazza disturbata per farle assumere comportamenti “osceni”. Per questo la famiglia dopo la prima foto che ritraeva la ragazza a seno nudo aveva cercato di tenerla chiusa in casa. Ma queste tesi sono molto controverse. C’è chi infatti sostiene che Amina sia stata drogata, portata da uno stregone, costretta a leggere libri religiosi che parlano del ruolo della donna e ancora imprigionata dalla sua famiglia in casa.

Al momento Amina rischia 2 anni due anni di reclusione per la scritta e sei mesi per lo spray urticante.

La famiglia sta cercando di salvare la figlia o sta cercando solo di mantenere integro l’onore?

Amina nuovo look e nuovo topless

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Amina torna a far parlare di sè. Dopo la foto a seno nudo che aveva aizzato le proteste degli integralisti tunisini, la ragazza posta una nuova immagine che la ritrae con un nuovo look e ancora una volta in topless. La scritta che mostra sul seno recita “non più lezioni di morale”. La foto è apparsa mercoledì in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro fatta dal Congresso per la Repubblica in avenue Bourghiba, Amina, dopo settimane nelle quali non aveva più dato notizie di sé, ha dato vita  a un nuovo attacco nel quale protestava contro gli esponenti del partito (quello di maggioranza) per denunciare di fare solo i propri interessi e non quelli del popolo.

Amina parla da un luogo segreto: mi sedavano.

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Amina, la Femen tunisina che ha postato le sue foto in topless, sembra non aver avuto più pace. Dopo che i fondamentalisti si sono scagliati violentemente contro il comportamento della ragazza, proponendo anche una lapidazione che potesse espiare la colpa di Amina, le notizie, il più delle volte contrastanti, si erano rincorse. Sequestrata e umiliata dai propri familiari, la ragazza è riuscita a scappare e nel luogo segreto dove si trova, tramite Skype, ha fatto sapere al sito di Femen:  Continuerò la mia battaglia con una nuova protesta in topless».

Ecco come la ragazza ha raccontato gli eventi che gli sono accaduti subito dopo la pubblicazione delle foto. Prima ha subito un linciaggio mediatico non solo dagli integralisti, ma anche da molti cittadini tunisini che si sono sentiti offesi da quelle foto. Poi ha raccontato di essere stata rapita dallo zio e da un cugino mentre si trovava in un bar con alcuni amici. Ma ancor prima di esser rapita la famiglia aveva provato a farla “curare” da un terapista. Poi è stata portata in un villaggio in cui ogni giorno doveva “subire” la visita dell’imam che le leggeva il Corano e le chiedeva di sottomettersi alle leggi del Profeta. Poi hanno iniziato a somministrarle farmaci che la inebetivano per tutto il giorno. «Qualche volta – ha raccontato Amina al sito delle Femen – sono anche riuscita a scappare, ma nessun automobilista mi ha voluto prendere a bordo perchè non mi conoscevano. E quindi sono stata ripresa, riportata a casa e lì è ricominciato il solito rituale». Poi hannod eciso di riportarla presso la casa dei suoi genitori dalla quale finalmente è riuscita a scappare venerdì. Ora la madre ha denunciato la sua scomparsa. La polizia si è attivata per trovarla. Ed è proprio quella polizia che Amina teme anche se è decisa a portare a termine la sua missione e non lascerà la Tunisia sino a quando non sarà riuscita a fare una nuova protesta in topless.

Amina non si trova più!

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Amina non si trova più. La Femen tunisina si è allontanata da casa volontariamente e ora la madre teme per la sua incolumità. La donna ha anche reso noto che Amina è sotto trattamento psichiatrico da sei anni e per questo ha chiesto l’aiuto al medico che l’ha in cura. cioè chi è dissidente ha bisogno di un trattamento psichiatrico? Perché questa rivelazione viene fatta solo ora? Si era solo parlato della reclusione della ragazza dentro un ospedale psichiatrico, ma erano notizie che sembravano espremere la volontà della famiglia di proteggere la ragazza e non che avesse reali problemi psicologici. Amina giorni fa aveva anche rilaciato un’intervista in cui appariva lucida e determinata, ma anche molto spaventata. Si è allontanata o è stata prelevata? Oggi la madre si recherà al Ministero dell’Interno per denunciarne la scomparsa. La giovane si sarebbe allontanata dall’abitazione venerdì ma non ha dato, sino a oggi, notizie di sè alla famiglia.

 

Jihad a seno nudo… Femen per Amina

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Da Milano a Kiev in Russia, le femen si coalizzano per salvare Amina, la ragazza tunisina che rischia la lapidazione perchè si è fotografata a seno nudo. Continua, quindi, la Topless Jihad di Femen. Sono state tre ragazze che hanno iniziato le proteste davanti al consolato tunisino in in viale Marche a Milano. Poi la risposta di Kiev davanti alla moschea con lo slogan ‘Amina libera’ tatuato sul corpo.

Topless jihad… l’ultima provocazione delle Femen!

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Le Femen lanciano una mobilitazione internazionale per la liberazione di Amina Tyler, la giovane attivista tunisina che osò postare su Facebook una sua foto a seno nudo sfidando apertamente il costume del suo Paese, di certo non abituato a vedere donne che si denudano in pubblico. Le attiviste ucraine hanno deciso di chiamare la protesta con un nome che non mancherà di suscitare reazioni di rabbia nel mondo musulmano – “Topless jihad”, ovvero guerra santa in topless – e invitano a manifestare in tutto il mondo davanti alle ambasciate della Tunisia.

Amina, la Femen tunisina che ora rischia la lapidazione!

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Il movimento attivista Femen, di origine ucraina e noto per le manifestazioni pacifiche a seno nudo, lo scorso lunedì ha debuttato in Tunisia. Il volto e il corpo della protesta sono quelli di Amina, una ragazza di 19 anni che ha voluto portare la protesta nel suo paese per la “liberazione” delle donne.
“Scoprii dell’esistenza di Femen lo scorso luglio e mi piacque il messaggio di cambiamento radicale che trasmetteva”, ha raccontato Amina a Ettounsiya Tv. “Se avessi postato una foto di me in t-shirt non avrei suscitato nessuna reazione, invece io voglio che il messaggio sia chiaro: il corpo è mio e non appartiene a nessun altro, né a mio padre, né a mio marito, né a mio fratello”, conclude Amina.
Alla determinazione di Amina si oppongono, però, le ire di chi non comprende la sua protesta. Persino una sua zia ha pubblicato un video su Youtube in cui si dissocia dal comportamento della giovane, e mentre sui social network i pareri sono discordanti, oggi un predicatore islamico, Adel Almi, è arrivato persino a chiederne la lapidazione. La ragazza dovrebbe “ricevere dieci frustate e poi va lapidata finché morte non sopraggiunga”.

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