Solidarietà a Luxuria: manifestazione pro-gay davanti all’ambasciata russa

Vladimir-Luxuria-protesta-roma-tuttacronacaMentre Vladimir Luxuria viene fermata, e rilasciata, per ben due volte a Sochi, dove sono in corso i Giochi Olimpici Invernali, in Italia va in scena una manifestazione davanti all’ambasciata russa a Roma. In piazza si sono ritrovate le associazioni gay della capitale, che hanno manifestato la loro solidarietà all’ex parlamentare. Presenti anche l’attrice Eva Grimaldi e la deputata Sel Ileana Piazzoni.

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Da ambasciata italiana a condominio di lusso: la seconda vita del “Palazzo”

il-palazzo-tuttacronacaE’ stato costruito nel 1925 e si trova sulla 16th street nel quartiere di Adams Morgan “Il Palazzo”, com’è stato ribattezzato dagli americani. Sede dell’ambasciata italiana fino agli anni ’70, si sta per trasformare in un edifico di lusso con 130 appartamenti a prezzi da capogiro, di cui solo una manciata a costi contenuti come vuole la legge americana, e una residenza-attico per ‘vip’. La magione neo-rinascimentale, che fu la residenza dell’ambasciatore Giacomo de Martino dal 1925 al 1932, è iscritta nel registro dei luoghi ‘storici’ della capitale Usa. L’edificio è opera di Whitney Warren e Charles D.Wetmore, architetti-autori del famoso ‘Grand Central Terminal’ di New York ma, stando a quanto rivela il Washington Post, ora l’azienda edile Potomac ha ottenuto l’autorizzazione a rinnovare la costruzione e sarebbe pronta ad avviare l’attesa trasformazione della villa in condominio di alto livello. Gli architetti che lavorano al progetto, intendono conciliare le caratteristiche più antiche dell’edificio con gli standard più moderni. All’edificio neorinascimentale, di cui si vuole salvare la facciata, saranno annessi altri otto piani di stabile.

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Terrore in Libia spari davanti all’ambasciata russa

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Uomini armati hanno attaccato l’ambasciata russa a Tripoli. Lo riferisce al Arabiya nel suo sito in inglese. Il corrispondente aggiunge che si sentono i rumori di spari. Un portavoce del ministero degli Esteri russo ha confermato l’attacco. Secondo le prime informazioni, non ci sono stati feriti tra i dipendenti della rappresentanza diplomatica.

Sventato un attentato ai danni dell’Italia in Libia

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L’autista di una macchina diplomatica dell’ambasciata italiana a Tripoli, in Libia, è riuscito a sventare un attentato, grazie alla sua prontezza. L’uomo, infatti, si è reso conto che c’era qualcosa di sospetto e si è affrettato a far scendere i passeggeri prima di avvisare gli artificeri. Ora l’ordigno è stato fatto brillare e un portavoce del ministero degli Esteri a Roma ha reso noto l’accaduto.

Attentato suicida a Kabul: almeno 16 le vittime

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Almeno 16 morti e diversi feriti: è questo il bilancio di un attacco suicida che ha avuto luogo vicino al quartier generale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), a pochi metri dall’ingresso dell’ambasciata americana a Kabul.A rivendicare la strage i talebani il cui portavoce, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che l’obiettivo erano i giudici e il personale della Corte. Stando ai talebani, nell’esplosione sarebbero state ‘uccise 50 persone fra giudici e personale della Corte”.

Le bombe di Boston erano pentole a pressione!

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In una conferenza stampa con l’Fbi, il governatore del Massachussets, Deval Patrick, ha affermato che non c’erano altri ordigni oltre ai due esplosi durante la maratona a Boston. Per il resto sono stati ritrovati solo pacchi sospetti. “Solo due bombe” quindi, costituite da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori e all’interno di buste di nylon nere o zaini. Sono state poi rinvenute tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer. Mentre sembrano non esserci nuove minacce, l’Fbi prosegue le indagini a 360° e chiede la collaborazione della gente pregando tutti di consegnare eventuale materiale fotografico o video da visionare in cerca di tracce. Nel frattempo il capo del Pentagono ha usato il termine “terrore”, che fino a ieri nessuno, neanche il presidente, aveva utilizzato. Oggi Obama però non ha più potuto mantenere il riserbo: “E’ stato un atto di terrorismo, ma gli americani rifiutano di farsi terrorizzati, ma al momento il motivo e le persone dietro all’attentato di Boston restano sconosciuti” ha detto. In seguito ha fatto presente che non si sa ancora chi abbia organizzato l’attentato e perchè, l’unica cosa certa è che sono esplose delle bombe che hanno provocato dei danni. Nel frattempo la scena del delitto, al traguardo della maratona, è diventata una grande scena del crimine, ampia 12 isolati, transennata. “Arriveremo fino alla fine del mondo per trovare i responsabili di questo atto di cattiveria così grande –  dice Deslauriers -. La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo” per chiarire scoprire gli autori della strage che ha commosso il mondo.

Mentre ancora resta resta sconosciuta la matrice, la Cnn riporta che una dottoressa saudita, ferita a una gamba e ricoverata in un ospedale di Boston, starebbe collaborando con la polizia mentre è stato smentito il fermo  di un giovane saudita rimasto ferito e piantonato in ospedale dagli agenti.

L’appoggio alla cittadinanza di Boston arriva da tutto il mondo (tra gli altri Papa Francesco, Putin ma anche Egitto, Afghanistan e Cina) e anche Napolitano ha inviato un messaggio al presidente Barack Obama ricordando che “nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto”. E nel frattempo sono state innalzate le misure di sicurezza con un’allerta che comprende gli obiettivi sensibili, come ambasciate, consolati, sedi diplomatiche, porti e aeroporti con particolare attenzione nei confronti delle sedi Usa.

David Thorne incontra il M5S

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“Fa parte della nostra linea, sono normali consultazioni” con le nuove forze politiche italiane, “ma di sicuro – filtra dall’ambasciata – s’è registrata reciproca cordialità”. Più volte annunciato e rimandato, si è finalmente svolto l’incontro all’ambasciata Usa tra gli esponenti del M5S e David Thorne.

Durata almeno un’ora, presenti i capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi, oltre ai portavoce Massimo Enrico Baroni e alla senatrice Michela Montevecchi, che non hanno nascosto, a quanto s’apprende, soddisfazione per l’esito dell’incontro.

“Ambientalismo, sanità pubblica, inquinamento. Rapporto tra politica e web”, i temi trattati, raccontano dal M5S. Particolare curiosità per l’esperimento dei meet up, che negli stati Uniti sono stati presto abbandonati perché troppo politicizzati.

“Si è trattato di un incontro conoscitivo”, in cui Crimi e gli altri M5S “hanno illustrato le dinamiche interne del movimento in modalità 1.0”. “Loro ci guardano con interesse – riferiscono dal M5S – ci considerano una novità assoluta in un momento di stallo, che comunque li preoccupa”.

David Thorne pochi giorni prima in un prestigioso liceo romano aveva senza mezzi termini manifestato apprezzamento per i grillini. “Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il MoVimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento”, furono le parole che avevano causato una mezza rivolta degli altri esponenti dei partiti.

Dal Pd al Pdl, si era parlato di ingerenza a stelle e strisce sul post voto. Il leader M5s non aveva mancato di rivendicare il successo. “Washington spieghi a Giovanardi cosa ha voluto dire il suo ambasciatore”, scrisse su Twitter, abbinando al tweet una foto di David Thorne con una delle frasi sul Movimento 5 stelle.

Agli Usa piacciono i grillini e il Pd tuona all’incidente diplomatico!

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L’ambasciatore americano “apre” ai grillini, e il Pd polemizza. L’ambasciatore statunitense a Roma David Thorne, parlando agli studenti del Liceo Visconti della Capitale, ha infatti usato parole di elogio per l’impegno dei giovani del Movimento 5 Stelle. «Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento», ha detto Thorne. «Tocca a voi ora agire per vostro Paese – ha aggiunto rivolgendosi in italiano agli studenti del Visconti per la giornata dell’orientamento professionale -, un Paese importantissimo nel mondo».
«So che ci sono problemi e sfide in questo momento, problemi con la meritocrazia, ma voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento. Spero che molti di voi – ha concluso l’ambasciatore americano – daranno un contributo positivo in questo senso per il vostro Paese».
Parole che non sono piaciute al parlamentare del Pd Michele Anzaldi, che in una nota ha espresso il suo dissenso verso l’intervento di Thorne, definito un’ingerenza. «Se confermate le dichiarazioni dell’ambasciatore americano David Thorne di sostanziale appoggio al Movimento 5 Stelle configurerebbero una gravissima ingerenza nelle vicende italiane», ha detto Anzaldi, le cui dichiarazioni sono state anche riprese dallo stesso blog di Grillo.
«Mi auguro che il ministro degli esteri Terzi di Santagata chieda immediatamente spiegazioni all’ambasciata americana e chieda al Dipartimento di Stato una correzione e una smentita rispetto a queste dichiarazioni, rese peraltro in una scuola, di fronte ai ragazzi. Proprio perchè amici e ammiratori della grande democrazia americana, non è davvero accettabile una simile entrata a gamba tesa, in un momento tanto delicato della nostra vita politica e istituzionale», ha concluso il parlamentare democratico.
«Dichiarazioni fuori luogo, rese con deprecabile leggerezza», le parole della neo senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi, già assessore all’istruzione della giunta Renzi al Comune di Firenze. «Se confermate, le parole di Thorne si configurano come un vero e proprio incidente diplomatico, su cui è necessario un immediato intervento da parte delle autorità competenti statunitensi e italiane – ha aggiunto Di Giorgi -. Spero che dal Dipartimento di Stato Usa arrivi subito una presa di distanza dalle dichiarazioni attribuite all’ambasciatore».
«Le mie parole hanno suscitato interesse. L’uso dei new media è positivo per il sistema politico italiano», ha poi commentato su Twitter l’ambasciatore americano David Thorne, che rimanda con un link al video del suo intervento di stamani al Liceo Visconti di Roma.

Il Chavez di Stone!

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In occasione della scomparsa del presidente venezualano Hugo Chavez, Flavia Parnasi e Andrea De Liberato con la Movimento Film distribuiranno in sala il 27 marzo in 150 copie il film-documentario di Oliver Stone ‘Chavez – L’ultimo comandante’ (South of the Border). Il film era stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009 e documenta il viaggio del regista in Venezuela per intervistare Chavez e analizzare l’immagine che di lui hanno proposto i mezzi d’informazione statunitensi.

Chavez, il corteo e il mistero della bara!

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Hugo Chavez sarebbe morto a Cuba e la bara che ha sfilato durante oltre sette ore attraverso Caracas e alla quale hanno reso omaggio centinaia di migliaia di venezuelani non avrebbe contenuto la sua salma. Lo sostiene il quotidiano spagnolo ABC, citando fonti militari venezuelane. I funerali del presidente “bolivariano” sono previsti per oggi.

Chavez, quindi, non sarebbe morto nell’ospedale Militare di Caracas, ma a Cuba, dove il presidente era stato portato per un ultimo e disperato tentativo di salvare la sua vita. Da qui il suo corpo sarebbe stato portato direttamente all’Accademia Militare di Fuerte Tuina, dove centinaia di migliaia di persone stanno salutando il leader bolivariano.

Secondo ABC “l’inganno della processione costituisce una nuova messa in scena del governo, che si aggiunge alla lunga lista di bugie con le quali il chavismo ha riempito gli ultimi mesi della vita del leader”. “Volevano mostrare un bagno di folla con un chiaro interesse politico, permettendo che la gente potesse perfino toccare il feretro, quello falso, senza mettere a rischio l’integrità fisica di quello vero”, ha detto una delle fonti militari del giornale madrileno.

Il decesso, scrive il quotidiano, risalirebbe a martedì scorso all’Avana intorno alle 7 del mattino (ora locale) e il suo cadavere sarebbe stato trasportato durante la notte fino alla base aerea Generalisimo Francisco de Miranda, a Caracas, più vicina al Forte Tiuna dell’aeroporto internazionale civile di Maiquetia. La salma di Chavez, proseguono le fonti, sarebbe quindi stata esaminata nel centro medico della base, che si trova a circa 200 metri dall’Accademia Militare, e composta con l’uniforme militare. Durante la giornata di mercoledì, il corpo sarebbe stato tenuto nei sotterranei dell’Accademia.

Nel frattempo, una bara simile, vuota o con qualche peso al suo interno, è stata portata all’ospedale Militare, da dove è partita mercoledì la processione funebre. Al suo arrivo all’Accademia, duranti i pochi minuti in cui il feretro non è stato ripreso dalle telecamere, si è proceduto alla sostituzione della bara finta con quella vera, prima della sua esposizione.

LE ULTIME PAROLE DI CHAVEZ!

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“Non voglio morire. Per favore non lasciatemi morire”. Sono queste le ultime parole di Hugo Chavez al capo della guardia presidenziale del Venezuela, il generale Jose Ornella, che lo ha raccontato all’Ap fuori dall’accademia militare dove si trova la salma. “Non poteva parlare, lo ha detto con le labbra”, ha aggiunto Ornella che ha riferito di aver passato le ultime due settimane con il presidente, compresi i momenti finali. “Ha sofferto molto”, ha dichiarato.

MORTO HUGO CHAVEZ

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Ora è ufficiale, Il presidente del Venezuela dopo una lunga malattia, non ce l’ha fatta. Lascia il suo popolo, lascia un Paese tra contrasti e conflitti, lascia un vuoto che sarà incolmabile. Sicuramente il Comandante resterà ancora a lungo nei cuori dei venezuelani che lo hanno amato e lo hanno rieletto anche se malato, nella speranza che avvenisse il miracolo, ma non è accaduto. Ora non resta che l’ultimo saluto.

SALUTE COMANDANTE

Maduro scaglia frecce avvelenate: Chavez come Arafat

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Hugo Chavez si è ammalato perché “è stato attaccato”, come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat, ha detto oggi il vicepresidente venezuelano, Nicolas Maduro, sostenendo che “una commissione speciale di scienziati” potrà confermare questa tesi.

Il vice presidente venezuelano Nicolas Maduro ha denunciato l’esistenza di un ”piano per destabilizzare” il Venezuela dietro la malattia del leader Hugo Chavez. Maduro ha parlato durante una riunione del governo trasmessa in diretta TV.

Il Venezuela ha espulso dal suo territorio l’addetto militare dell’Ambasciata Usa David Del Monaco per aver agito a favore della destabilizzazione del Paese. Lo ha annunciato il vice presidente Nicolas Maduro.

Intanto si diffonde la notizia secondo cui Chavez sarebbe già morto, ma ancora non è pronto l’apparato per rendere la notizia pubblica. C’è quindi una serie di notizie sul peggioramento del presidente venezuelano per cercare di preparare la popolazione all’evento. Secondo altre fonti Chavez è peggiorato ulteriormente in questi giorni e si è deciso per un ritorno a Cuba dove il leader possa essere sottoposto ad altre cure. Tra smentite, ipotesi e complotti, il Venezuela vive uno dei momenti più drammatici per la storia del paese.

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