Il cervo intrappolato in una buca, gli sciatori lo salvano grazie alle corde

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Era rimasto intrappolato in una buca sulle Alpi austriache il cervo che è stato salvato da un gruppo di sciatori che per salvarlo hanno dovuto scavare intorno a lui e poi issarlo con le corde. Dopo vari tentativi l’impresa è riuscita e il cervo a ritrovato la libertà dopo la grande paura. Ecco il video dell’impresa:

 

Terrore in Francia, deraglia un treno in Provenza: 2 morti e 30 feriti

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E’ deragliato questa mattina un treno che stava percorrendo le Alpi dell’Alta Provenza nel sud della Francia, sulla tratta Nizza Digne-les-Bains. Al momento il bilancio reso noto è di 2 morti e 30 feriti. L’incidente sarebbe stato provocato da un masso caduto sulle rotaie  che ha determinato il ribaltamento di una carrozza.

Il Corriere della Sera riporta la ricostruzione del quotidiano Nice Matin:

“Alle 12, 25, racconta il sito del quotidiano Nice Matin, si stava ancora provvedendo all’estrazione di alcuni passeggeri dalle lamiere. Tre squadre di primo soccorso e un elicottero sono partiti per il luogo dell’incidente. Un ferito è grave. Una delle vittime è stata catapultata fuori dalla carrozza”.

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Le Alpi hanno “la febbre”: addio cime innevate

alpi-riscaldamento-tuttacronacaMartin Beniston, climatologo dell’università di Ginevra, durante una conferenza internazionale High Summit 2013, organizzata a Lecco dal comitato EvK2Cnr, ha affermato che le Alpi sono destinate a fare i conti con il caldo. Entro il 2100, infatti, le temperature medie saranno sopra lo zero pure in inverno e la distribuzione del manto nevoso sarà ridisegnata mentre le nevicate cederanno il posto alle piogge. Stando ai dati che appaiono nel progetto di ricerca europeo Acqwa, la “febbre” delle Alpi aumenta a una velocità maggiore rispetto alla media del riscaldamento globale: da mezzo grado a 1,5 in più. Spiega Beniston: “Per il periodo 2071-2100 i modelli prevedono temperature sopra lo zero anche in inverno e primavera: una temperatura non in grado di mantenere ghiaccio e neve a 2500 metri. Sotto i duemila metri ci saranno strati di neve meno profondi ma più estesi, mentre a quote più alte la copertura nevosa sarà più consistente ma più localizzata”. Questo equivale a dire che a duemila metri ci sarà una perdita dal 40 al 60% di neve.

Tav: bloccata l’autostrada per mezz’ora

NoTav-blocco-tuttacronacaHanno occupato per circa mezz’ora l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia all’altezza di Vernetto, frazione di Chianocco, una cinquantina di No Tav. Il blocco aveva lo scopo di fermare due trasporti eccezionali che i manifestanti pensavano essere diretti al cantiere di Chiomonte. La protesta ha avuto fine dopo che hanno scoperto che i tir trasportavano materiale verso la Francia, e non pezzi per la nuova fresa che dovrà continuare lo scavo del tunnel.

“La tua vita non vale niente”: minacce al senatore pro-Tav

notav-minacce-tuttacronacaIl senatore del Pd Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della linea ad alta velocità Torino-Lione ha ricevuto nuove minacce. Al parlamentare è stata infatti recapitata una lettera in cui vengono utilizzati toni intimidatori nei confronti sia suoi che della sua famiglia. Un passaggio del testo recita: “Ormai la tua vita non vale più niente”. La missiva è firmata con la stella a cinque punte che ricorda quella delle Brigate Rosse.

La calda notte dei No Tav: attacco al cantiere

no-tav-scontri-tuttacronacaUna lunga notte quella dei No Tav il cui corteo, partito da Giaglione, contava circa 350-400 persone che si sono divise: un gruppo si è diretto verso il cantiere di Chiomonte, l’altro verso le montagne. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata chiusa al traffico in direzione del capoluogo piemontese nella zona della galleria di Giaglione, in provincia di Torino, dove alcuni attivisti del movimento No Tav che stavano manifestando hanno bruciato alcuni copertoni. Intorno alla mezzanotte gli attivisti, incapucciati, hanno sferrato da più punti un violento attacco con razzi, fuochi d’artificio, bombe carta, pietre e corpi contundenti. Immediata la reazione delle forze dell’ordine con lacrimogeni e azioni di alleggerimento. La Questura ha parlato di 15 appartenenti alle forze dell’ordine contusi o leggermente feriti mentre nove sarebbero i fermati, che hanno riportato ferite lacero-contuse: uno di loro è stato trasportato in ospedale.  La Questura ha anche precisato che i manifestanti sono stati tenuti lontano dalle recinzioni del cantiere. In seguito, durante la bonifica dei boschi, le forze dell’ordine hanno trovato residui di molotov, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un’ascia, maschere antigas, cappucci, caschi, sacchetti di pietre, anche all’interno di zaini, scudi artigianali, abbandonati dagli attivisti durante la fuga. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata bonificata e riaperta dopo alcune ore.

Escalation No Tav: è guerriglia!

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“Il procuratore Caselli ha ragione: il salto di qualità c’è stato, eccome. Questa ormai è guerriglia, non sono più semplici dimostrazioni.” Lo dichiara un assistente del reparto mobile della Polizia di Torino che conosce perfettamente la situazione in Val di Susa e intorno al cantiere della Tav.

L’ultimo attacco notturno, ripreso da un video del Movimento che documenta l’azione, non lo sorprende. “Va sempre così, durante l’estate gli attacchi aumentano. E aumentano soprattutto il fine settimana”. Ma qualcosa, rispetto al passato, sta cambiando: “I nuovi attacchi sono opera di professionisti, con una certa preparazione fisica e che si muovono con un tecniche paramilitari. Sono ottimi conoscitori del territorio e sanno benissimo come e quando muoversi”. Affiancano, in teoria, il presidio di protesta permanente degli abitanti della zona. Ma, vista da dentro, una cosa sembra chiara: “C’è moltissima gente che viene fuori, con una fortissima presenza di stranieri. Greci, tedeschi, francesi. Non sono certo persone del luogo. L’impressione, a volte, è che alcune azioni sfuggano di mano allo stesso Movimento”.

L’area si è estesa ora non riguarda più Ciomonte. Le proteste ore vanno oltre il cantiere, mirano ai mezzi che portano materie prime o macchinari che servono per proseguire i lavori della Tav.

Il cambiamento in corso è stato avvertito anche dalla politica. Anche per questo l’allarme lanciato dal senatore Pd Stefano Esposito, che ha parlato di “50 delinquenti che cercano il morto”, non gli sembra per nulla esagerato. “È una trincea permanente, chi lavora lì ha paura”. E il pericolo che da una di questi azioni si arrivi a un’incidente fatale è sempre più concreto. “L’altra sera un collega ha rischiato di essere colpito perché alcune bombe carta sono state lanciate ad altezza uomo . Qualcuno, di questo passo, rischia di farsi molto male. E le conseguenze a quel punto potrebbero essere molto pesanti”.

Perché per un attimo la politica non si piega e ascolta i cittadini e le loro esigenze? Perché la Francia ha sospeso i lavori mentre l’Italia, nonostante le proteste, va avanti incurante di chi in quel territorio ci vive e non lo vuole sfregiato da un opera costosa e megalomane?

Addio alla Tav Torino-Lione?

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La Francia ha deciso e giovedì sarà ufficiale: la Tav Torino Lione non è più una priorità. L’Italia può smettere di sognare gli appalti e finire di gettare denaro nel buco di 50 km sotto le Alpi. L’anticipazione è stata data da Le Figaro e la cartina sotto il titolo evidenzia in grigio le linee ferroviarie ad alta velocità (LGV) già esistenti o già in costruzione; in giallo le linee ferroviarie (non necessariamente ad alta velocità) da realizzare entro il 2030; in rosso quelle a cui pensare fra il 2030 e il 2050. La Lione-Torino è in rosso.

A Le Figaro risulta che prima del 2030 verrà avviata una sola nuova linea ferroviaria ad alta velocità, la Bordeaux-Tolosa, ed una seconda linea ad alta velocità potrebbe essere ripescata e considerata come prioritaria, ma solo a determinate e non meglio definite condizioni.

Dovevano arrivare i francesi? Ora l’Italia continuerà a scavare? Certo c’è tempo fino a giovedì… ma ormai il buco è senza speranza!

ARRIVA AFRODITE E PORTA GELO OVUNQUE!

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Sabato gelido e domani torna la neve: «il ciclone atlantico Afrodite è pronto all’impatto con il continente europeo. Sul Piemonte, rilievi liguri, e su tutte le Alpi attese 48 ore di neve. Neve a Milano lunedì mattina». Lo sottolinea Antonio Sanò, direttore del portale http://www.ilmeteo.it, avvertendo che quella di oggi «sarà solo una giornata di tregua, ma fredda al mattino e nella notte con gelate diffuse al nord, e più mite di giorno». Domani «dall’Atlantico giungerà l’ennesima perturbazione fredda di questa primavera zoppicante e pigra, collegata al ciclone atlantico Afrodite che impatterà sul continente europeo con violenza tra domenica e lunedì, coinvolgendo anche tutto il Mediterraneo».

CONTINUA L’ALLARME ACQUA A LIVORNO! Nemmeno una goccia.

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L’inverno non è ancora finito, in arrivo il colpo di coda “Viking”, un ciclone mediterraneo alimentato da aria fredda di estrazione artica.
Le precipitazioni «scenderanno gradualmente di quota fino a 300m al nord, 500m al centro e Sardegna, ma potrebbero toccare quote bassissime, fino a 200m sull’Emilia, anche tra Umbria e Marche e sulla Sardegna, esposta ad un fortissimo maestrale». In seguito, precisa ‘iLMeteo.it’, il maltempo si porterà al sud, con neve a 300m, con venti di Bora e tramontana. Gelate sono previste in Piemonte e Lombardia con -4 gradi, quindi fino a 10 in meno dei giorni precedenti. Sabato sarà gelido al centronord, poco sopra 0 la colonnina alle 8 a Roma, e – 4 a Milano. Poi da domenica inizierà una nuova fase di maltempo al centronord, con nevicate copiose in Piemonte fino in pianura e a 200-300m su tutte le Alpi e Prealpi. Il maltempo continuerà anche la prossima settimana, con forti piogge e neve a quote bassissime al nord e in Piemonte.

Non migliora la situzione a Livorno.

Vanno a rilento i lavori di ripristino dell’acquedotto a Livorno, dove la rottura di un collettore, ieri per il maltempo, ha lasciato senz’acqua gran parte della città. La notte scorsa e stamani si è rotta la tubatura-bypass che avrebbe dovuto garantire, seppur in maniera parziale, il ripristino del servizio idrico. Nel corso della giornata, sulla base dell’andamento dei lavori, le autorità decideranno se domani le scuole potranno riaprire: oggi gli istituti sono rimasti chiusi in gran parte della città. Il Comune ha invece rassicurato riguardo l’approvvigionamento di ospedali, presidi sanitari e carcere, che avviene regolarmente con autobotti. In base a quanto spiegato dai tecnici, le difficoltà nella riparazione dell’acquedotto sono legate anche alle caratteristiche dell’area dove è avvenuta la rottura: il guasto sarebbe stato determinato dallo smottamento di un argine, in zona Campo Derby, sul canale dei Navicelli. Stamani in Municipio a Livorno si è riunita l’unità di crisi, formata da Comune, Protezione civile e tecnici di Asa, l’azienda che si occupa della distribuzione dell’acqua in città. Nuove riunioni sono previste a fine mattinata e nel pomeriggio.

Prova del cuoco o prova del fuoco? 16enne resta 3 ore sul pullman al freddo

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«Hai 16 anni. Tu qui non puoi entrare, sei minorenne». E la Rai chiude la porta in faccia a una ragazzina di Ponte nelle Alpi e la esclude dalla Prova del cuoco, dove avrebbe partecipato come ospite tra il pubblico. Ma non solo: non le permettono nemmeno di guardare la puntata su un monitor, in una stanza al caldo. «Assolutamente no. Non puoi proprio entrare». E così, sconsolata, la ragazzina ha dovuto aspettare tre ore in pullman al freddo dopo essersi sobbarcata 700 chilometri di viaggio.  
Il motivo di tanta fermezza? Troppo giovane, stando al racconto di Vittorio Colussi, papà della ragazzina: «Mia figlia doveva prendere parte al programma come ospite, invitata attraverso l’associazione culturale del mio paese. Ebbene, dopo aver preparato tutta la documentazione richiesta dalla Rai e averla poi presentata negli studi televisivi, ecco l’amara sorpresa: mia figlia, che ha 16 anni, si sente dire “Tu qui non puoi entrare, sei minorenne”. Peccato, però, che nessuno ci avesse avvertito. La ragazza, con quei 700 chilometri sulle spalle e con tanto entusiasmo, è stata esclusa senza ritegno». «Ho intenzione di andare a fondo – precisa il papà – La presenza di una sedicenne nel gruppo era arcinota: di conseguenza, chiederò il rimborso. Non è giusto che a rimetterci sia solo mia figlia».

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