12 mesi di Starbucks: la sfida di Beautiful Existence

starbucks-tuttacronacaBeautiful Existence ha 40 anni e ama le sfide. Se nel 2011 ha comprato tutti i beni per sé e per la sua famiglia sul sito Goodwill e nel 2012, sempre per mettersi alla prova, ha seguito tutti i consigli di Parents magazine, nel 2013 ha deciso di consumare ogni pasto, dalla colazione alla cena, da Starbucks, senza alcuna eccezione. La sua esperienza l’ha raccontata in un blog e ha dovuto sborsare ogni mese tra i 500 e i 600 dollari. Senza contare che, madre di due figli, ha continuato a far la spesa e a cucinare per loro. Ha portato avanti la sfida a base di frappuccino, latte, muffin e alimenti presenti nel menù della catena senza essere stata pagata e, a chi chiede perchè l’abbia fatto, risponde: “Perché AMO essere umana e AMO il privilegio di essere in grado di farmi la domanda PERCHE’?”. Ora è già scattata la nuova avventura: nel 2014 vuole imparare più di 80 sport ricreativi dell’azienda Rei. 

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Cani al ristorante, cadono i divieti

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Lo ha annunciato la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) e sarà una vera rivoluzione. Gli amici a quattro zampe potranno entrare in tutti gli esercizi pubblici, compresi bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie a patto che non ci sia un divieto espresso del proprietario. Restano esclusi dalla normativa solo i supermercati, dove gli oltre 6 milioni di cani italiani non potranno mettere piede. I cani dovranno indossare la museruola ed essere tenuti al guinzaglio dai padroni e  i funzionari e gli addetti ai controlli delle Asl  non potranno fare multe per la presenza degli animali. Anche le amministrazioni comunali non potranno prendere decisioni per limitare la circolazione degli animali nei pubblici esercizi. Questa misura, oltre che per l’amore verso i cani, sembrerebbe essere stata presa per invogliare i proprietari a tornare al ristorante o al bar dove spesso molti, proprio a causa dell’amico a 4 zampe, non potevano fermarsi a bere un caffè con un amico o una pizza in compagnia di parenti.

Naturalmente ci saranno esercizi commerciali pet-friendly e quelli invece che esporranno il cartello  con “vietato l’ingresso ai cani” o “io resto fuori”.

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Non di solo caffè vive Starbucks

starbucks-tuttacronacaI newyorkesi ben lo sanno: entrare in un negozio della catena di caffè Sturbuck significa scegliere tra le tante proposte. Caffè, frappuccini, cioccolate, smoothies. Ma non solo, ora sono arrivati anche i thè e la rivoluzione non si ferma qui. A New York, nel negozio all’angolo tra Times Square e Bryant Park, il verde dei grembiuli ha lasciato il posto al rosa. E non è solo una questione di colori, ma anche di profumi. Perchè affacciarsi alla porta è ora una nuova esperienza: non più solo quei bicchieri giganti da degustare mentre si passeggia per strada, ma anche cornetti. Una colazione completa. Che è destinata a cedere il posto anche a pranzi e cene a base di sandwich, zuppe e verdure, all’insegna del mangiar sano. Perchè Starbucks prova, ancora, a reiventarsi e non limitarsi ad essere un fornitore di caffeina. Come spiega il proprietario della catena, Howard Schultz, in una recente intervista al New York Times: “Stiamo andando bene, i conti sono sani e le azioni continuano a salire. Ma in tempi di crisi chi si accontenta prenota la sua fine: questo è il momento di investire, di farsi venire nuove idee”. E’ dal 2011 che l’azienda si scatena sul mercato: 20 milioni di dollari per Evolution Fresh specializzata in succhi di frutta freschi, 620 per Teavana marchio di thé, 100 per La Boulange che sforna prodotti di pasticceria. E ora? “Non prevedo altreacquisizioni a breve, magari faremo accordi strategici”. Tra questi, uno con la Danone, per commercializzzare una specialità greca. Quello che stupisce di più, però, e che cambia maggiormente “il profumo che si respira” nei punti vendita, è comunque La Boulange, con i suoi croissant integrali, normali o al cioccolato. Ma tra trovare gli spazi adatti e formare i commessi non è stata una passeggiata. Spiega il fondatore, Pascal Rigo, rimasto in azienda e che ha gestito la trasformazione: “E’ stata dura, ma adesso siamo sulla buona strada. Gli automatismi sono quelli giusti e presto tutti i nostri negozi avranno la pasticceria”. Ma se Schultz vuole dedicarsi anche alla ristorazione ed è positivo, non tutti la vedono come lui. Come l’analista, Bonnie Herzog: “Sono operazioni che presentano dei rischi. Quando la Pepsi provò a lanciarsi nel mondo degli snack e dei cereali fu un disastro. Il pericolo principale è quello di perdere di vista il proprio core business trascinando nei guai tutta la società”. E un altro, John Moore, aggiunge: “La sfida del cibo è per loro cruciale, la combattono senza grande successo da 20 anni: la loro stessa sopravvivenza è legata al risultato di questa nuova avventura”. Schultz rilancia: “La Boulange è solo il primo passo, la nostra sarà una trasformazione radicale”. E non è difficile credergli.

“I nostri prodotti sono buoni”, i politici e la Terra dei Fuochi

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“I prodotti di questa terra sono buoni” e sotto questo slogan i politici si sono incontrati in una tenuta  agricola lungo la circumvallazione esterna di Giugliano assieme ai rappresentanti sindacali del comparto agricoltura. Insieme all’assessore Nugnes i presidenti delle commissioni bonifiche, agricoltura e sanità, rispettivamente Amato, Foglia e Schiano; i parlamentari Giovanna Palma e Paolo Russo, i consiglieri regionali Maisto e Topo hanno assaggiato le fragole prodotte in zona.

“Il nostro brand va tutelato e dopo le nostre denunce la grande distribuzione ha rimesso sugli scaffali le verdure coltivate qua – dice l’assessore regionale all’agricoltura Daniela Nugnes -. I prodotti di queste aziende sono certificati, per i consumi sicuri vanno evitati i rivenditori che non sono in grado di dimostrare la provenienza geografica”.

Ma come molti sanno non è  mangiare una fragola contaminata un giorno che  provoca danni, ma è l’accumulo di sostanze tossiche a favorire l’insorgere dei tumori, che poi si debba evitare la speculazione è vero, ma devono anche essere assicurate le misure per garantire la salute pubblica.

Bufala sulla mozzarella campana e altre truffe alimentari.

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Come difendersi dalle truffe alimentari che stanno invadendo gli scaffali dei supermercati e stanno dilagando nei mercati rionali? E’ difficile la risposta e spesso non può essere univoca. Molto sicuramente dipende dalla professionalità dei commercianti e dai controlli eseguiti quotidianamente sulla tracciabilità e etichettatura dei prodotti alimentari su tutto il territorio nazionale.  Come scoprire la truffa del “made in Italy” quando sulla nostra tavola arrivano insaccati fatti con carne olandese e patate francesi vendute come un prodotto italiano?

Sono la lente delle verifiche ispettive sono cadute 147 aziende ed attività commerciali. Dai supermarket, ai mercati e per finire alla ristorazione i Nac (Nuclei antifrodi carabinieri) hanno individuato prodotti che illecitamente recavano scritte di  qualità DOP/IGP come «Parmigiano Reggiano», «Mozzarella di Bufala Campana», «Cipolla di Tropea» e «Pecorino Toscano».  Inoltre in provincia di Latina sono state tolte dal mercato 65 quintali di paste fresche che indicavano in etichetta l’utilizzo di «Grana DOP» mentre in realtà nei prodotti non veniva utilizzato alcun tipo di formaggio. In provincia di Verbania sono state sequestrate numerose confezioni di preparati alimentari che riportavano, senza la prevista autorizzazione, la denominazione d’origine «Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP».

 L’agropirateria è un danno per l’Italia che da sempre ha fatto del cibo una sua eccellenza e che rischia, anche a livello internazionale, di perdere mercato proprio a causa delle continue truffe che sempre più di frequente emergono sul nostro territorio. Sicuramente la crisi non fa bene neppure al settore alimentare, ma bisogna tutelare quei prodotti che tutto il mondo ci invidia garantendo che l’etichettatura corrisponda pienamente alla qualità e alla denominazione d’origine. 

Ammonterebbe ad oltre 1.600.000 euro il valore del circuito economico illegale individuato, che ha riguardato anche un gruppo di aziende zootecniche dell’agro nocerino-sarnese sottoposte a sequestro perché al centro di un’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alle truffe sui contributi assistenziali e previdenziali. L’azione di controllo dei Nac di Roma, Parma e Salerno proseguirà nel mese di agosto nelle aree turistiche di maggior affluenza.

Il messaggio cifrato che cela l’enigma della scomparsa della Cendron

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Un biglietto cifrato che potrebbe  nascondere la soluzione dell’enigma della scomparsa della 18enne Marianna Cendron. 

Questo è uno dei tanto misteri che aleggiano sulla scomparsa della ragazza sparita con la sua bicicletta alla fine di febbraio dopo essere andata a vivere con un amico di famiglia. Questo elemento che viene rivelato solo ora pubblicamente potrebbe essere un depistaggio, ma anche un tassello importante dell’intera vicenda. Sul biglietto c’è scritto: PD 27885, naturalmente si è pensato a una targa, oppure le iniziali di qualcuno, una data di nascita… tante sono le ipotesi al vaglio degli inquirenti, ma l’unica certezza è che di Marianna non ci sono tracce.

 

Attenzione agli integratori alimentari.

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Arriva l’allarme integratori alimentari, ormai il fenomeno si sta espandendo anche in Italia, ma non tutti conoscono ancora i rischi  che alcuni di essi possono comportare. Prima di sostituire una corretta alimentazione con gli integratori bisogna comunque informarsi correttamente e non farsi tentare dalle etichette che promettono spesso un immediato risultato.

Cosa sono? Gli integratori dovrebbero, come dice lo stesso nome, integrare la nostra dieta quotidiana e non sostituirsi ad essa.  Lo stesso ministero della Salute, li classifica come “addizionali” alimentari che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive quali vitamine e minerali, oltre ad altre sostanze con un effetto nutritivo o fisiologico come “aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

Il settore nel 2012 ha fatturato qualcosa come 127 milioni di euro, con un aumento del 12,8 per cento rispetto all’anno precedente, a dimostrazione di come gli italiani apprezzino gli integratori.

Come sono disciplinati?

La loro immissione sul mercato è disciplinata dal regolamento europeo 1170 / 2009 nel quale vengono elencati i prodotti autorizzati alla vendita e le quantità somministrabili, tra vitamine e minerali.

La richiesta per immettere un integratore sul mercato viene espletata in 90 giorni. L’esito non viene comunicato e non viene pubblicato.Quindi vige un regime di silenzio assenso, in cui, se non vengono rinvenute sostanze tossiche o fattori nocivi alla salute il prodotto può essere commercializzato.

Cosa comporta?

Arrigo Cicero, ricercatore di medicina interna all’Università di Bologna e membro del comitato scientifico di “Rimini In_Forma”, spiega: il produttore manda una scheda tecnica al ministero il quale a sua volta ha a disposizione un preciso lasso di tempo per verificarla, senza ispezionare capsule e bustine. Se non si riceve nessuna risposta allora il prodotto puo’ essere commercializzato. I controlli in questo caso sono però a posteriori, ed intervengono quindi i Nas.

Ancora Cicero fa notare: “Qualche volta un prodotto venduto come integratore non contiene realmente la parte attiva della sostanza Posso scrivere ‘contiene pino’ per fare un esempio. Ma magari la parte attiva è solo nelle radici o nelle gemme. E nel mio integratore ci metto polvere di corteccia. C’é il pino, ma non fa niente. Oppure, il principio attivo c’è, ma in una quantità insufficiente a garantire dei risultati”.

Ecco perché servirebbe un maggior controllo su questi farmaci che ognuno di noi può acquistare al supermercato e senza ricetta medica.

Le regole d’oro contro le intossicazioni

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Il caldo è arrivato e el temperature delle ultime ore non hanno lasciato spazio a dubbi, ma è proprio quando le temperature salgono che i rischi alimentari aumentano. Nel mondo le intossicazioni alimentari note sono più di 250 e si manifestano con vari sintomi: dalla nausea alla febbre, dalla disidratazione alle reazioni cutanee. Per combatterle servono poche regole:

  • Fare attenzione a dove si compra la carne. Rivolgersi sempre ai negozi autorizzati per essere certi che la macellazione venga eseguita secondo le norme igieniche in vigore. Inoltre è preferibile la carne ben cotta, perché, come tutti sappiamo, i batteri muoiono ad alte temperature. Fare massima attenzione al barbecue che a volte non  fa cuocere la parte centrale del pezzo di carne. Bisogna essere sicuri che la carne arrivi almeno a 69° C.
  • Anche i pesci necessitano della massima attenzione e il primo avvertimento è sulla freschezza del prodotto. Non tutti sono in grado di riconoscere la freschezza di ogni specie di pesce, è quindi necessario fidarsi della pescheria dove lo si compra. Per mangiarli crudi o poco cotti è necessario andare nei ristoranti in cui è presente l’abbattitore. I batteri del pesce a bassissime temperature muoiono. Se lo si vuole consumare a casa, crudo è meglio parlarne preventivamente con la pescheria di fiducia. Il limone distrugge solo alcuni batteri, ma non tutti quindi non basta cospargere i crostacei di limone per evitare i rischi.
  •  Per la frutta e la verdura è necessario fare attenzione all’acqua con cui vengono lavate. In alcuni paesi è proprio l’acqua ha trasmettere alla verdura i batteri che sono causa poi delle intossicazioni. E’ una buona norma, anche in Italia, d’estate aggiungere all’acqua un disinfettante, anche del bicarbonato, per essere sicuri che si siano uccisi i batteri.
  • Fare attenzione all’acqua, essere certi che sia potabile e al minimo dubbio scegliere quella in bottiglia.
  • Attenzione anche alle uova. Il rischio di salmonellosi in questo prodotto è alto. E’ preferibile sempre mangiarle cotte, inoltre prima di rompere l’uovo sarebbe una buona norma passarlo sotto l’acqua per lavarlo. Attenzione però a non comperare le uova e lavarle prima che vengano usate, lavando l’uovo, infatti, si leva una pellicola che è presente sul guscio che serve invece per una migliore conservazione.
  • Forse non tutti sanno che uno dei prodotti a maggior rischio è il gelato. La prima regola è la conservazione e la data di scadenza.  Mai ricongelare un gelato squagliato.
  • Fare attenzione ai dolci soprattutto quelli a base di creme e e uova che andrebbero consumati entro 1 o 2 giorni.

Per evitare le intossicazioni bisogna stare attenti all’igiene, alla cottura e ai negozi dove la si acquista. Bastano poche attenzioni per non rovinarsi la vacanza!

Marianna Cendron potrebbe essere vicino casa?

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E’ stato diffuso oggi l’identikit di come potrebbe apparire oggi Marianna Cendron. Dopo mesi che si sta cercando tra la Romania, la Francia e l’Italia, ieri il prefetto Aldo Adinolfi ha convocato le forze dell’ordine e le associazioni che dal 27 febbraio stanno collaborando alle ricerche di Marianna Cendron per far continuare le ricerche. Ora si focalizzerebbero nella Marca Trevigiana, è possibile che la ragazza abbia attuato una fuga perfetta, ma che sia rimasta entro  pochi chilometri dal luogo della sua fuga.  I telefoni della ragazza non hanno fornito elementi utili alle indagini condotte dai carabinieri. E neppure dal traffico di e-mail, circa 3mila quelle passate al setaccio, sono stati estrapolati spunti utili all’indagine.

 

Marianna Cendron e la falsa pista dei nomadi.

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Chi l’ha visto? sono arrivate varie segnalazioni per Marianna Cendron, la 18enne di Paese (Treviso), che è scomparsa da due mesi. Una di queste segnalazioni avrebbe rivelato che la ragazza vive sotto un cavalcavia a Marghera insieme ai nomadi. La troupe del programma televisivo è andata a verificare la pista, ma sembra che la segnalazione non sia risultata attendibile. Nessuno dei nomadi a cui è stata mostrata la foto della ragazza l’ha riconosciuta. Al momento rimane aperta la pista dell’allontanamento volontario.

 

Il cadavere non è della Cedron ora si cerca di identificarlo!

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Il corpo ripescato nel fiume del padovano non è di Marianna Cedron. Si apre quindi un altro giallo sulla 20enne ripescata nelle acque il cui corpo è in avanzato stato di decomposizione. E mentre si va avanti in Francia con le indagini di Marianna, ora c’è un nuovo rebus da risolvere anche perché nella zona non sono state segnalate alla polizia scomparse di altre ragazze. Sul corpo non è stata riscontrata nessuna violenza, ma è probabile che abbia viaggiato da vicenza fino al Bacchiglione, nei pressi di Cervarese Santa Croce, dove appunto è stato rinvenuto.

Si attendono quindi i risultati completi degli esami per cercare di avere più informazioni che possano ricondurre all’identificazione della ragazza. 

Cadavere in un fiume nella provincia di Padova… E’ Marianna Cedron?

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E’ stato ritrovato un cadavere di una ragazza di circa 20 anni, nel Bacchiglione a Cervarese Santa Croce, in provincia di Padova. Il corpo potrebbe essere quello di Marianna Cedron, la 18enne scomparsa da Castelfranco la sera del 27 febbraio scorso. Il cadavere ripescato dai vigili del fuoco è in avanzato stato di decomposizione, e i tempi di scomparsa di Marianna sarebbero anche compatibili con le ipotesi fatte sulla data del decesso: sei settimane fa.

Ora sono in corso gli esami autoptici sui resti e sono stati anche avvisati i genitori della ragazza. Il corpo probabilmente è stato trascinato per chilometri, anche da Vicenza. Il medico esclude che ci possa essere stata una violenza, ma solo un attento esame potrà veramente chiarire le circostanze della morte. Al momento del ritrovamento sono stati rinvenuti anche degli stivali “Camperos” e un orologio di gomma.

La scomparsa della diciottenne Marianna Cendron

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I carabinieri, ieri, hanno interrogato il fidanzato minorenne della Cardon e tre amici del ragazzo. La diciottenne è scomparsa lo scorso 27 febbraio e si era pensato a un allontanamento volontario della giovane, ma si erano aperte ipotesi anche sul sequestro di persona.

Il pm Massimo De Bortoli, il magistrato che cura le indagini sulla scomparsa della 18enne, ha ascoltato il giovane perché è stato l’ultima persona con cui ha avuto contatti: quella sera del 27 febbraio aveva appuntamento con lui di fronte al convitto del Maffioli di Castelfranco. Il ragazzo, minorenne, è apparso molto turbato per la scomparsa di Marianna. Su quanto dichiarato dai quattro giovani interrogati ieri vige il massimo riserbo, ma altri interrogatori seguiranno nei prossimi giorni e coinvolgeranno amici e parenti della ragazza scomparsa.
Quella del sequestro di persona, spiega il comandante provinciale dell’Arma Gianfranco Lusito, «è un’ipotesi come le altre su cui stiamo lavorando. L’allontanamento è per noi il motivo principale, ma sempre con l’ottimismo che ci deve contraddistinguere nel trovare una ragazza che si è allontanata e che speriamo poter presto restituire ai suoi cari».
Dopo l’interessamento della trasmissione Chi l’ha visto sono arrivate molte segnalazioni di avvistamenti, ma ultimamente le informazioni sono sempre più rare.

Scompare 18enne con problemi psichici… giallo a Treviso!

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E’ trascorso un mese esatto dalla scomparsa di Marianna Cendron, la diciottenne svanita nel nulla dopo essere uscita dal ristorante dove lavorava. La ragazza, che ha un trascorso di problemi psichiatrici e un presente di disturbi alimentari, era stata adottata da bambina, insieme a suo fratello, dalla famiglia Cendron che l’aveva portata via da un istituto dell’Est Europa dove aveva subito gravi maltrattamenti. I genitori, in collegamento con lo studio, hanno ricordato come Marianna raccontasse di percosse e punizioni severe, e di come la notte si intrufolasse nel refettorio dell’orfanotrofio per rubare del cibo per lei e per il fratellino. La ragazza, che nonostante l’affetto della nuova famiglia non ha mai superato il trauma, rifiutava ormai le terapie psichiatriche e aveva iniziato a lavorare in un ristorante della zona. Entrata in conflitto adolescenziale con i genitori, si era trasferita a vivere in casa di Renzo, un vicino più grande di 25 anni con cui intratteneva uno strano rapporto in cui si alternavano amicizia e repulsione. La sera della scomparsa, aveva lasciato detto a Renzo che non sarebbe rientrata presto perché aveva un appuntamento col suo fidanzatino, un giovane del posto. Ma a quell’incontro non si è mai presentata. La famiglia non esclude la fuga volontaria, vista la sua condizione, ma gli inquirenti trovano improbabile che se ne sia andata lasciando a casa del vicino i documenti, e anche un po’ di denaro che avrebbe potuto farle comodo.

Rubano in un supermercato, non vengono arrestati

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Hanno rubato generi alimentari e capi d’abbigliamento per circa 200 euro in un supermercato di Treviglio, nella Bassa Bergamasca, e alla polizia, una volta fermati, hanno riferito di avere cinque figli e di non sapere come sfamarli perché entrambi hanno perso da poco il lavoro. Accertato che quanto riferivano era vero, gli agenti del commissariato di polizia di Treviglio non hanno arrestato ma solo denunciato una coppia di quarantenni residenti nella vicina cittadina di Caravaggio, Bergamo, lui di origine albanese e la moglie nativa di Varese.

I due sono stati fermati alle casse del supermercato Pellicano, a Treviglio, con i generi alimentari e i vestiti nascosti in alcune borse, mentre tentavano di uscire dal punto vendita senza pagare. Bloccati dalla vigilanza, che ha chiamato la polizia, i coniugi hanno riferito di avere a casa cinque bambini e di non sapere come sfamarli.

Occhi di fuori per i prezzi degli alimentari!

L’inflazione frena, ma cresce il costo degli alimentari!

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