L’Atm di Pisapia… e la bufala del leghista!

pisapia-morelli-tuttacronacaUn tempismo notevole quello del capogruppo della Lega in Comune a Milano, Alessandro Morelli, che ha fatto notare ai suoi concittadini una foto… scattata anni fa. Tutto è iniziato quando il leghista ha messo sull’attenti il popolo di Facebook chiedendo loro di “aspettare il suo segnale”:

atmQuello che andava condiviso non era altro che una foto in cui appare un autobus della linea 90-91 in panne sulla circonvallazione in viale Tibaldi, nel capoluogo lombardo con i passeggeri che scendono e lo spingono. Morelli aggiunge anche la scritta “l’Atm Pisapia” e una foto del primo cittadino in versione tranviere. Peccato che l’immagine risalga al 2008, quando il sindaco di Milano era Letizia Moratti. La svista del capogruppo della Lega, però, è stata segnalata da numerosi utenti che hanno segnalato la bufala.

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Bufera a Milano: il leghista che dà del pedofilo a Vendola

morelli-vendola-adozionigay-tuttacronacaE’ finito nell’occhio del ciclone il capogruppo della Lega la Consiglio comunale di Milano ed ex assessore al Turismo e Identità durante la gestione Moratti, Alessandro Morelli, che ieri sera ha postato sul suo profilo Facebook una foto in cui appaiono Nichi Vendola e il suo compagno. Una scritta accompagna l’immagine: “Gay e pedofilo. Vendola: Sono pronto a fare la mamma. No alle adozioni per i gay”. Non pago, Morelli ha anche commentato: “Vendola vuole fare la mamma. Qui nasce il caso: genitore 1 o genitore 2?”. La foto ha innescato numerose polemiche e in molti hanno anche richiesto le dimissioni di Morelli sui social network. L’autore ha allora provveduto a rimuovere il post e a chiedere scusa pubblicamente a Vendola. “Non mi ero accorto, mi è arrivata l’immagine che si riferiva a delle sue presunte affermazioni del passato sul diritto dei bambini ad avere una loro sessualità con gli adulti, che ho scoperto essere una bufala, e l’ho ripresa, mi dispiace. «Devo le scuse a Vendola e lo faccio qui. Non ha affermato che i bimbi devono avere una loro sessualità anche con gli adulti. Gli chiedo scusa e nei prossimi giorni lo inviterò a un dibattito sul tema delle adozioni. Un passo avanti per parlare dei diritti di tutti”. Le pronte scuse non sono comunque riuscite a placare le polemiche e dalla sezione Sel di Milano, attraverso le parole del consigliere Luca Gibillini, fanno sapere: “La definizione di `pedofilo´ riferita a Vendola in quanto omosessuale esige una risposta chiara. È un fatto politico e culturale gravissimo. Tale affermazione è chiaramente incompatibile con qualsiasi ruolo istituzionale e le dimissioni dal Consiglio sono per noi l’unica opzione possibile”.

A Milano, protesta dell’opposizione per la delibera sulle nuove tariffe di sosta

protesta-milano-tuttacronacaA Milano, è stata approvata questa mattina la delibera sulle nuove tariffe di sosta. Questo ha fatto scattare la protesta, davanti a Palazzo Marino, dei consiglieri d’opposizione di Pdl, Lega e Fratelli d’Italia. Indossando  tute simili a quelle della polizia scientifica, hanno dato vita ad una scena del crimine. Riccardo De Corato, consigliere di Fratelli d’Italia, ha dichiarato: “Ieri sera abbiamo visto il funerale della democrazia sotto i colpi ripetuti della giunta arancione, questi signori non capiscono che noi rappresentiamo il 40 per cento degli elettori”. De Corato ha inoltre sottolineato che la deribera è stata approvata “ma non era urgente e poteva essere rimandata anche a settembre prima di far pagare i milanesi avremmo voluto sapere almeno il piano economico della delibera”. Il capogruppo del Pdl Alan Rizzi accusa invece: “È stato un colpo di mano, ci hanno imbavagliato”. L’opposizione è poi entrata in Consiglio comunale per protestare ed ha abbandonato i banchi dopo pochi minuti al grido di “vergogna , vergogna”. Alessandro Morelli, della Lega, ha commentato: “Se non capiscono le regole della democrazia capitano quelle della giustizia visto che abbiamo deciso di ricorrere al Tar”.

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La Kyenge chiede integrazione, ma è la prima a non darla?

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Il neo-ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge ha voluto partecipare alla consegna degli  attestati di cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia figli di immigrati. Una cerimonia voluta dall’amministrazione guidata da Giuliano Pisapia del Pd. Fuori ad attendere la Kyenge c’era il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, Alessandro Morelli, che ha provato a stringere la mano al ministro dell’Integrazione, ma è stato bloccato prima dalla scorta e poi letteralmente snobbato dalla Kyenge. Una “scortesia” che arriva dopo una campagna senza esclusione di colpi da parte del Carroccio contro la Kyenge: dalle t-shirt sfoggiate dagli esponenti del Carroccio nell’assemblea consiliare (con la scritta che evidenzia il reato di clandestinità), alla netta contrarietà del partito di Roberto Maroni sullo Ius soli, fino alla sortita di Matteo Salvini che, dopo la tragedia di Niguarda aveva dichiarato: ”Il ministro Kyenge fa istigazione a delinquere quando dice che l’immigrazione clandestina non dovrà più essere un reato”. Ma quando si deporranno le armi da una parte e dall’altra per aprire il dialogo? Chi chiede integrazione non dovrebbe essere la prima, al fine di avviare un processo di rinnovamento, a non avere risentimenti contro chi la nega? Dare la mano sarebbe stato il gesto, che poteva diventare il simbolo di un desiderio di migliori rapporti e aprire quindi la strada al cambiamento… forse l’Italia non è pronta per l’Integrazione proprio perché chi la chiede nutre troppi rivendicazioni verso chi l’osteggia. Non è compito di un ministro essere la prima persona a rompere le barriere contro la diffidenza? Se non si sogna un mondo per tutti, anche per chi come la Lega ha timore che gli italiani diventino emarginati nel loro Paese, come si fa a parlare di italiani nati da figli di immigrati? Vogliamo toglierci le magliette dell’intolleranza e aprire le porte alla solidarietà senza parlare di razza, etnia, colore o ideologia? Possiamo sognare un’integrazione che non sia dettata dalle “scortesie” o dalle revanche nei confronti degli italiani? E se la Lega sbaglia, possiamo almeno non assistere a scene che, anche per il futuro possono autorizzare la Lega a ulteriori irrigidimenti? Nelle mani del neo ministro c’è il futuro di quei bambini, oggi stranieri e domani italiani, a cui va insegnato ad amare e non a odiare, a dare la mano e non a “snobbare” un saluto. Nelle mani della Kyenge c’è quell’Italia nuova che vuole sentirsi unita e che invece si sente osteggiata con comportamenti che spesso sono solo rivendicazioni e non percorsi per arrivare al dialogo sereno che può consentire più diritti a tutti, anche agli italiani.

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