La madre viaggia per 7 ore per partorire: una gemellina non ce la fa

parto-gemellare-premature-tuttacronacaDramma ad Alessandria dove una neomamma ha perso uno dei suoi gemellini. La donna, partita da Domodossola, ha dovuto infatti percorrere 170 km perchè stava per dare alla luce prematuramente due bimbi ma si è vista rifiutata dagli ospedali perchè non attrezzati al suo caso. Ha così viaggiato per sette ore, in assenza della Stam, il mezzo del servizio trasporto assistito materno. La piccola, Aurora, non ce l’ha fatta, il fratello Cristian sta bene. La donna era arrivata al Dea del San Biagio di Domodossola sabato sera e i medici si sono accorti che si trattava di un parto prematuro. Per questo è stata fatta partire la richiesta di trasferimento vierso l’Ospedale Maggiore di Novara dove però il reparto di neonatologia non aveva posti per ospitarla. Fabrizio Comaita,  segretario della Federazione dei medici pediatri del Verbano-Cusio-Ossola, ha spiegato che l’unico ospedale disponibile a trattare la situazione era quello di Alessandria. “Era notte e quindi l’elicottero non poteva alzarsi in volo, necessitava quindi un trasferimento in ambulanza – dice Comaita alla stampa -. Peccato che la sola medicalizzata fosse impegnata in un altro trasporto urgente e quindi un altro mezzo è partito da Verbania per risalire sino a Domodossola e poi correre ad Alessandria: 170 chilometri”.

Cadavere nel bagagliaio nell’Alessandrino: identificata la vittima

omicidio-alessandria-tuttacronacaE’ la Gazzetta del Sud a far luce sull’identità dell’uomo ritrovato morto nella notte nell’Alessandrino. Si tratta di un 52enne calabrese, residente a Gavi, e il bagagliaio dentro il quale è stato rinvenuto è quello della sua auto. La presenza della vecchia Croma sarebbe stata segnalata da una telefonata anonima al 112. Sempre il quotidiano online segnala inoltre che la vittima indossava jeans e maglietta. Stando alle prime informazioni raccolte, si tratterebbe di omicidio, anche se non sono ancora state rese note le cause della morte. Nel frattempo i carabinieri proseguono con le indagini e il pm Givri, che le coordina, ha fatto acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona del ritrovamento del cadavere, nel centro di Lu Monferrato. Il comando provinciale dei carabinieri ha inoltre informato che sono in corso i rilievi tecnici sulla vettura, di proprietà della vittima. Gli inquirenti stanno anche cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo.

Giallo in provincia di Alessandria: cadavere in un bagagliaio

cadavere-alessandria-tuttacronacaI carabinieri, al momento, mantengono il massimo riserbo sul ritrovamento del cadavere di un uomo sulla cinquantina nascosto nel bagagliaio di un’auto a Lu Monferrato, in provincia di Alessandria. Da quello che è emerso, la vettura era una vecchia Croma che si trovava parcheggiata nel centro del paese, in piazza Gherzi.

La terra non dorme mai: terremoto nella notte tra Alessandria e Pavia

terremoto-lombardia-tuttacronacaAlle 20.50 di venerdì sera l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia aveva registrato un terremoto di magnitudo 3.7 localizzata tra le province di Pavia ed Alessandria. Alcune ore dopo, alle 00.04 di sabato 23 novembre, una nuova scossa si è verificata tra Lombardia e Piemonte: si tratta della quinta in tre giorni nel distretto sismico dell’Appennino ligure. L’evento di magnitudo 3.3, secondo i rilevamenti dell’Ingv, ha avuto ipocentro a 2,9 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune pavese di Voghera e di quello alessandrino di Berzano di Tortona.

Paura tra Pavia ed Alessandria: scossa di terremoto di magnitudo 3.7

terremoto-pavia-tuttacronacaTorna a tremare il distretto sismico dell’Appennino Ligure dove alle ore 20.50 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.7 con ipocentro a 3.1 km di profondità. L’epicentro è stato localizzato tra le province di Alessandria e Pavia tra i comuni di Berano di Tortona, Casalnoceto, Casasco, Castellar Guidobono, Momperone, Monleale, Montemarzino, Pozzol Groppo e Volpeglino (AL) e Cecima, Codevilla, Godiasco, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano, Rocca Susella, Torrazza Coste e Voghera (PV).

Scuole chiuse in provincia di Pavia: precauzioni post-terremoto

scuola_chiusa-terremoto-tuttacronacaA seguito delle scosse di terremoto avvertite nella mattinata di ieri, giovedì 21 novembre, oggi e domani rimarranno chiuse le scuole di 5 comuni dell’Oltrepò Pavese interessati dall’evento. Si tratta di Voghera, Codevilla, Rivanazzano, Godiasco e Retorbido. E’ stata la Provincia di Pavia ad adottare il provvedimento in forma precauzionale e anche per permettere accurate verifiche statiche e strutturali degli istituti.

Terremoto a Voghera, scuole evacuate e panico in strada

terremoto-voghera-tuttacronaca

Panico al Nord d’Italia dove alle 11,30, due scosse ravvicinate, sono state avvertite tra Piemonte e Liguria. L’epicentro è a 18 chilometri a nord di Genova, tra le province di Pavia e Alessandria: le scosse, una alle 11,34, l’altra alle 11,36, sono state rispettivamente di magnitudo 3.1 e 3.8. Una terza scossa alle 11,40 è stata meno forte (2.5). Tante le segnalazioni, soprattutto nella zona tra Pavia e Voghera, in quest’ultima città, gli studenti sono stati fatti evacuare dalle scuole a titolo precauzionale. Molti dipendenti pubblici e privati che si trovavano a lavoro si sono riversati in strada nel panico. Al momento non risultano danni a persone o cose. Già in quella zona si era avvertito perfettamente il sisma che aveva interessato la Francia dell’Ovest, in precedenza. 

Scossa di terremoto nella zona di Genova: evacuate alcune scuole

terremoto-genova-tuttacronacaE’ stata avvertita dalla popolazione la scossa di terremoto di magnitudo 3.1 registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 12.34 nella zona di Genova. L’ipocentro è stato localizzato ad una profondità di 10,6 chilometri mentre l’epicentro tra le province di Genova e Alessandria, nei comuni di Mignanego, Campomorone, provincia di Genova, e Fraconalto  in provincia di Alessandria. Il centralino dei vigili del fuoco ha ricevuto numerose telefonate, ma non si registrano danni a cose o persone. Alcune scuole di Voltri e dell’Alta Valpolcevera hanno deciso precauzionalmente di far uscire gli alunni. Anche l’istituto Calvino a Sestri Ponente è stato evacuato, per precauzione. Ha detto la preside Daniela Cambiaso: “Dopo un soprallugo con i professori abbiamo deciso di far rientrare in aula gli studenti. Non abiamo visto nessuna crepa nei muri per cui, dopo una quindicina di minuti dall’allarme, le lezioni sono riprese”.

Risveglio con terremoto: scossa sull’Appennino Ligure

terremoto-liguria-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 nel distretto sismico dell’Appennino Ligure, in provincia di Alessandria. L’evento, avvenuto alle 8.26, ha avuto ipocentro a 10.4 km di profondità mentre i comuni più prossimi all’epicentro sono stati Avolasca, Borghetto di Borvera, Brignano-Frascata, Cantalupo Ligure, Carezzano, Casasco, Castellania, Cerreto Grue, Costa Vescovato, Garbagna, Gavazzana, Grondona, Momperone, Montegioco, Montemarzino, Paderna, Rocchetta Ligure, San Sebastiano Curone, Sant’Agata Fossili e Sardigliano.

L’Appennino Ligure fa colazione con le scosse di terremoto

terremoto-appennino-tuttacronacaDoppia scossa di terremoto, questa mattina, sull’Appennino Ligure. Entrambi gli eventi hanno interessato la provincia di Alessandria. Il primo, di magnitudo 2.3, è stato registrato alle ore 9.51 ed è stato localizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a una profondità di 20.9 km. I comuni più prossimi all’epicentro sono stati Albera Ligure, Avolasca, Borghetto di Borvera, Brignano-Frascata, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Casasco, Dernice, Garbagna, Grondona, Mongiardino Ligure, Montacuto, Roccaforte Ligure, Rocchetta Ligure e San Sebastiano Curone. Il secondo sisma, dimagnitudo 2.4 e registrato alle 9:53, ha avuto ipocentro a una profondità di 9.7 ed ha interessato anche il comune Genovese di Isola del Cantone.

Terremoto sull’Appenino Ligure: coinvolte le privince di Alessandria, Genova e Pavia

terremot-alessandria-tuttacronacaUna scossa di terremoto di magnitudo 2.4 si è verificata alle ore 18:26 nel distretto sismico dell’Appennino Ligure. Le apparecchiature dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) hanno registrato l’ipocentro dell’evento a una profondità di 9.9 km mentre l’epicentro è stato localizzato nella provincia di Alessandria. I comuni più prossimi, in un raggio di 10 km, sono Avalosca, Berzano di Tortona, Borghetto di Borbera, Brignano-Frascata, Cantalupo Ligure, Carezzano, Casasco, Castellania, Cerreto Grue, Costa Vescovato, Dernice, Garbagna, Momperone, Monleone, Montegioco, Montemarzino, Paderna, Pozzol Groppo, San Sebastiano Curone, Sant’Agata Fossili, Sardignano, Volpedo e Volpeglino. In un raggio tra i 10 e i 20 km, si trovano anche dei paesi della provincia di Genova (Isola del Cantone e Ronco Scrivia) e altri della provincia di Pavia (Bagnaria, Cecima, Codevilla, Godiasco, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano, Rocca Susella, Val di Nizza e Voghera).

Il poker texano non è gioco d’azzardo

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La corte di Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Alessandria e ha disposto il dissequestro  di un circolo e di una somma di denaro riconoscendo che il poker texano non è un gioco d’azzardo. La “partita” si è giocata poiché i partecipanti ai tornei organizzati dal circolo versavano una quota di iscrizione di 50 euro e non si poteva poi giocare somme di importo superiore. In generale – nota la Corte – il poker tradizionale «è pacificamente riconducibile nel novero dei giochi d’azzardo, in quanto rispetto all’abilità del giocatore risulta preponderante l’alea». La variante ‘Texas Hold’em’ «ripete in astratto tali caratteristiche» ma la natura d’azzardo «può venire meno», quando gli organizzatori chiedono quote di partecipazione di importo contenuto, prevedono l’assegnazione di un numero uguale di gettoni a ciascun partecipante, l’impossibilità di rientrare in gioco acquistando altri gettoni e la preventiva individuazione del premio finale.

L’uomo che filma gli egiziani gettati dal tetto. Video Shock

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E’ stato arrestato l’uomo che, venerdì,  durante gli scontri in Egitto, era stato filmato mentre gettava due giovani dal tetto di un palazzo. Il video,  girato nel quartiere di Sidi Gaber ad Alessandria, era stato ampiamente diffuso sui social network provocando shock e polemiche. Uno dei ragazzi gettati dal tetto è morto.

+++ Le immagini del video sono destinate a un pubblico adulto. Le immagini possono comunque urtare la sensibilità. +++ 

Scontri in Egitto: ucciso un americano

scontri-egittoDurante gli scontri ad Alessandria, in Egitto, fra sostenitori e oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi, un cittadino di nazionalità americana è rimasto ucciso. A renderlo noto fonti sia mediche che della sicurezza: l’uomo è morto per una coltellata al petto, stando a quanto riferito dal dottor Ibrahim al-Roubi, capo dell’unità di emergenza di Alessandria, e tre fonti della sicurezza, tra cui il generale Amin Ezzeddin. Il bilancio degli scontri è di almeno 65 feriti, inclusi sette ufficiali di polizia, come riferiscono fonti locali. Iil sito web del giornale al-Ahram riporta invece che le “forze di sicurezza” hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti nel tentativo di porre fine ai disordini. Nel frattempo è anche stata data alle fiamme la sede dei Fratelli musulmani a Sidi Gaber, il quartiere di Alessandria d’Egitto dove sono in corso scontri da ore fra sostenitori ed oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi. Lo stesso è accaduto a Sharkeyia e a Beheira, nel delta del Nilo. Al Jazira ha diffuso immagini in cui si vedono le fiamme sprigionarsi dall’edificio mentre i manifestanti scandiscono lo slogan “Abbasso il regno della ‘guida’”(della Fratellanza ndr).

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Sparatoria nella notte ad Alessandria

sparatoria-alessandria

E’ piantonato in ospedale un ragazzo 20enne italiano, di origini colombiane e affetto da qualche disturbo di salute mentale che questa notte ha sottratto una pistola a una guardia giurata dopo averla aggredita con un punteruolo. Il giovane, allontanatosi, ha poi iniziato a sparare contro i passanti che ha incontrato per strada. I feriti sono tre, dei quali il più grave un marocchino, colpito all’addome, che ha riportato una grave lesione a un polmone. L’autore del gesto, avvenuto ad Alessandria, è stato bloccato dalla polizia a seguito di un intervento particolarmente impegnativo. La pistola, stando alle prime informazioni, era caricata con quindici colpi. Almeno sette, in base ai bossoli recuperati, sarebbero quelli sparati dal giovane.

Rinvenuto il cadavere di uno dei due alpinisti dispersi sul Gran Paradiso

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In mattinata la buona visibilità ha permesso il trasporto delle squadre di soccorso in alta quota e sono così potute ricominciare le ricerche dei due alpinisti, il torinese Luca Corradi, dentista di 50 anni e Paolo Barbieri, ingegnere di 35 anni originario di Tortona (Alessandria), dispersi da sabato sul Gran Paradiso, in Valle D’Aosta. Attorno alle 13 le guide impegnate nelle ricerche hanno individuato il cadavere di uno dei due uomini mentre si cerca d’individuare il compagno. Il corpo senza vita è stato quindi trasportato all’obitorio di Courmayeur dove avverrà il riconoscimento.

Parla la donna incinta ferita nella sparatoria di Palazzo Chigi

Sparatoria Palazzo Chigi -marina stolfi-tuttacronaca

Si è trovata fianco a fianco con un attentatore. E’ ancora sconvolta Marina Stolfi, che insieme al marito, Andrea erano usciti a fare una passeggiata sotto il sole di Roma. Quando sono partiti gli spari, Marina,  incinta al quarto mese di gravidanza, stavano camminando tranquillamente con il loro figlio nel passeggino. Intanto la polizia stava transennando la piazza per l’arrivo dei ministri e a quel punto la famiglia Stolfi si è trovata accanto a Luigi Preiti che ha iniziato a sparare. Cinque,sei, sette colpi e l’universo è cambiato. Urla e sangue. Andrea, 39 anni, cerca di mettere a riparo suo figlio, portando il passeggino, dietro la guardiola, ma il bambino cade e si ferisce uno zigomo. Nulla di grave, ma è il panico. Marina, invece rimane ferita a un braccio, anche per lei tanta paura, ma non ci sono rischi. Anche Andrea alla fine si troverà una ferita superficiale sulla gamba. Alla fine la famiglia sta bene, vengono anche trasportati al Santo Spirito per gli accertamenti. Sono increduli che hanno sfiorato la tragedia restando quasi illesi.

Ma Andrea ricorda quegli attimi con precisione: «Avevamo parlato proprio ad uno dei carabinieri, che stava transennando la piazza e ci aveva detto di tornare indietro. Ho rischiato di essere al suo posto. Quell’uomo in giacca e camicia poteva colpire anche me e soprattutto la mia famiglia. La differenza è solo di qualche metro, abbiamo rischiato di essere colpiti anche noi».

Per far passare la paura ci vorrà del tempo, ma l’importante è che nessuno di loro è stato ferito gravemente.

Gasparri condanna Grillo per l’attentato e Veltroni prende le difese del M5S

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«Urla, aizza, minaccia, esalta al qaeda e poi qualcuno spara. Chiare le colpe.Sappiamo chi ha incoraggiato i violenti. C’è chi ha se minato violenza, sappiamo bene chi sia, prima qualcuno delira poi arriva il disperato armato. C’è chi  ha invocato bombardamenti sui palazzi della politica poi uno va lì e spara ai carabinieri. Ci sono responsabilità evidenti. Un abbraccio ai carabinieri feriti. Avrà pure sparato un pazzo ma c’è gente che evoca violenza da troppi giorni in quelle vie di Roma».  Così il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl), lancia accuse dai social network.
Infine, con un tweet, polemizza con Gianfranco Rotondi, suo compagno di partito, reo di aver preso le difese di Grillo affermando: «Nessuno speculi sulla vicenda di stamane con la sparatoria nei pressi di palazzo Chigi per associare il Movimento 5 stelle alla violenza. Il clima di attacco alla politica non è figlio di Grillo, al massimo ne ha tratto legittimamente vantaggio».

Secca la replica di Gasparri: «Solidarizza con i carabinieri, non con chi non lo merita».

Il Pdl si spacca quindi sulla sparatoria di Palazzo Chigi, con un Gasparri che, purtroppo, non riesce a guardare il disagio profondo che si vive in Italia. Sarebbe fin troppo facile e strumentale accusare Grillo che, al contrario, ha sempre professato la linea pacifica di protesta. La verità è che Gasparri non vuole vedere in faccia la gravissima condizione socio-economica che attanaglia il nostro Paese e si rifugia in un’accusa sterile e infondata.

Dal blog Grillo risponde seccamente:  «Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Piena solidarietà alle forze dell’ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale».
Mentre in una nota congiunta i capigruppo del M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi dichiarano «A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai tre Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza».

In soccorso di Grillo e dell’M5S arriva anche il Twitter di Walter Veltroni: «Ciò che è accaduto a Roma lo chiariranno gli inquirenti. Chiamare in causa, per il clima, il M5S è un errore grave e una strumentalizzazione». Lo scrive su twitter Walter Veltroni commentando la sparatoria davanti a palazzo Chigi.

Il tweet di Veltroni spazza via anche il “Chi semina vento raccoglie tempesta” di La Russa  «Abbiamo sempre sostenuto che la predicazione dell’odio e dell’abbattimento dell’avversario, che si manifesta anche col sistematico disturbo organizzato delle manifestazioni altrui a cui il centrodestra non si è mai accodato, può portare le persone psicologicamente predisposte all’uso criminale della violenza. Scontate le condanne anche sincere di ogni parte politica ma non basta per sentirsi tutti assolti. Ai feriti e all’Arma dei Carabinieri la mia totale vicinanza e solidarietà».

Quando riusciranno i nostri partiti a fare un “mea culpa” per la situazione in cui versa la popolazione italiana e smetteranno di ribalzarsi le colpe di partito in partito? Soprattutto quando smetteranno di trovare colpe  al M5S anche per una stella cadente?

Letta giura, a Palazzo Chigi si spara… 1978: la fiducia di Andreotti, il rapimento Moro

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“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”.

Mentre i ministri pronunciavano la formula di rito e firmavano davanti a Napolitano i loro incarichi, davanti a Palazzo Chigi si consumava la tragedia. Due momenti, due scene, due istantanee diverse di un Paese profondamente dilaniato.

Ci riporta indietro negli anni quando rapirono Aldo Moro proprio nel giorno del primo dibattito sulla fiducia al nuovo governo Andreotti IV.

Il rapimento Moro si collocò in quell’atmosfera pesante della fine degli anni 70 e nei giorni in cui si era in procinto di fare quel “compromesso storico” che doveva riavvicinare la Democrazia Cristiana al Partito Comunista Italiano.

Oggi invece la sparatoria, che sembra opera di un uomo in crisi, colpito da gravi disagi economici e personali, è avvenuta nel giorno del giuramento del governo Letta.

Quello che si deve analizzare è il contesto sociale in cui avviene: da una pressione fiscale insostenibile per molti cittadini, al problema della disoccupazione (soprattutto giovanile) e da quella sfiducia nel futuro che sembra trasversale a diverse generazioni. In un clima in cui gli italiani hanno perso anche gran parte del loro potere d’acquisto, sono incerti sul futuro e temono manovre finanziarie che possono gravare ancor di più su bilanci famigliari sempre più in bilico.

Si rapisce ( e in seguito si ucciderà) un uomo politico nel 1978, si spara ai carabinieri nel 2013… è sempre il disagio sociale e le politiche di governo che spesso non sanno dare risposte certe ai cittadini a innescare le micce delle ribellioni più violente. Oggi abbiamo avuto un segnale forte, un indicatore che deve farci riflettere non sul gesto di un emarginato, psicologicamente provato dalla crisi, ma su una rabbia crescente e sul bisogno imminente di dare nuove speranze agli italiani.  Non si può vivere solo nell’incubo economico, perché a vincere altrimenti sarà la violenza.

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“Un tragico gesto criminale”, così Alfano in conferenza stampa

sparatoria palazzo chigi

Alfano, in conferenza stampa, parla di “tragico gesto criminale operato da un disoccupato di 49 anni che ha manifestato subito dopo l’intenzione di volersi suicidare”. Sembra Peiti non l’abbia potuto fare immediatamente perché aveva esaurito il caricatore. Il Ministro dell’Interno ha parlato poi delle condizioni dei due carabinieri feriti dall’uomo. Il brigradiere Giangrande, colpito al collo, è ora ricoverato al policlinico Umberto I in prognosi riservata. Il carabiniere scelto Negri ha invece riportato ferite da arma di fuoco ad entrambe le gambe. Entrambi i militari non sono in pericolo di vita. Il ministro ha proseguito parlando dei risultati del primo esame degli eventi: sarebbero riconducibili ad un gesto isolato su cui sono in corso ulteriori accertamenti mentre la situazione generale di ordine pubblico nel Paese non desta preoccupazioni. Nel frattempo sono stati comunque rafforzati i controlli presso gli obbiettivi a rischio. Alfano tiene infine ad informare che “il Consiglio dei Ministri ha espresso formalmente, per bocca di Presidente Letta, solidarietà all’arma dei carabinieri e alle famiglie delle vittime.” Il pensiero quindi è stato allargato a comprendere anche la famiglia di Tiziano Della Ratta, carabiniere ucciso ieri mentre cercava di sventare una rapina.

Domani in conferenza dei capigruppo verrà data la disponibilità a riferire immediatamente in Parlamento su quanto avvenuto oggi.

Sparatoria a Palazzo Chigi: l’attentatore è affetto da patologia psichiatrica

carabiniere-sparatoria-palazzo chigi

Si chiama Luigi Preiti l’uomo che ha sparato davanti a Palazzo Chigi mentre era in corso la cerimonia di giuramento. Di Rosarno, classe ’64, domiciliato ad Alessandria, Preiti è tornato nel paese d’origine due anni fa, a seguito del divorzio. L’uomo, affetto da patologia psichiatrica, ha dimostrato comunque oggi una certa lucidità: oltre al momento scelto per l’attacco, ha scelto di confondersi tra la folla indossando giacca e cravatta ed estraendo l’arma, una pistola di piccolo calibro, solo all’ultimo minuto. L’attentatore, quando è stato bloccato, avrebbe detto: “per favore ammazzatemi, uccidetemi voi”. Nel frattempo il ministro Mario Mauro ha raggiunto l’ospedale dove sono ricoverati i due carabinieri e la donna rimasti feriti durante la sparatoria. La donna, in stato interessante, ha riportato solo una ferita superficiale, per quello che riguarda i militari, non sono in pericolo di vita. A seguito dell’accadimento, il Consiglio dei Ministri è stato anticipato alle 13 mentre Enrico Letta e Angelino Alfano si sono chiusi in colloquio. Il ministro Cancellieri ha parlato di “fatto inquietante” ma non crede ci sia dietro “una regia”. Mentre dai due capogruppo del M5S arriva una nota scritta in cui, oltre a rammarricarsi per l’accaduto, affermano che “La violenza non si accetta in democrazia”. Tutte le forze politiche, del resto, condannano l’accaduto.

Condannato il sindaco di Alessandria, Fabbio (Pdl), per irregolarità di bilancio

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