La pasta al pomodoro… di Al Qaeda

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La nota spese di Al Qaeda è sorprendente. Nella contabilità minuziosa di  una cellula del Mali, che sono obbligati a tenere gli esponenti di Al Qaeda compare:

Tra le spese più ingenti sostenute per comprare le pallottole, per finanziare un viaggio per “diffondere l’ideologia”, per assumere nuove reclute e acquistare carburante e razzi, ecco anche le ricevute degli acquisti minuti, non importa quanto piccoli: un euro e 30 centesimi per una saponetta, 40 centesimi per una fetta di torta, un euro e 20 per un barattolo di senape. Ma quello che salta agli occhi, fra le ricevute della cellula del Mali, è la quantità di pasta e pomodoro in scatola e di cipolla, cioé gli ingredienti base per un piatto di “pasta alla pummarola”.

Non solo:

Dalle ricevute della falange magrebina non si riscontra solo una passione per la pasta asciutta: nel settore alimentare dominano le spese per il tè, lo zucchero, il miele e il latte. Qualche volta compare anche la carne. Ma la cellula di Timbuktu aveva anche molte spese di riparazione delle automobili, evidentemente poco adatte a circolare in un territorio sabbioso. Non solo: chiedeva “rispettosamente” alla centrale finanziamenti per comprare abiti più pesanti per i mujaheddin che soffrivano il freddo invernale, e fondi per rimpiazzare i missili di un accampamento avanzato, che li aveva finiti.

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Al Qaeda e l’alleato decapitato per errore

al-qaeda-tuttacronaca“Abbiamo sbagliato ad accompagnarlo verso il Paradiso, Allah perdonerà il responsabile per aver decapitato accidentalmente una persona che non era un infedele”. Sono queste le parole del portavoce dell’Isis, lo Stato islamico del Levante e dell’Iraq, che chiede scusa per l’errore commesso: aver decapitato un alleato pensando si trattasse di un nemico. E’ successo ad Aleppo, dove sono in corso intensi combattimenti fra milizie sunnite jihadiste e gruppi militari sostenitori del regime di Bashar Assad e dov’è stato trovato, tra i feriti, un uomo barbuto, portato in ospedale dagli  jihadisti di “Isis”. Il ferito, in condizioni critiche, non riesce a farsi riconoscere ma è in grado d’invocare i nomi di due imam sciiti. Per questo motivo, viene identificato come   un volontario sciita delle milizie pro-Assad, fatto che porta alla decisione di decapitarlo e di esporne la testa mozzata in una piazza di Aleppo. “Isis”, espressione diretta di Al Qaeda, ne pubblica anche il video in rete salvo poi, dopo qualche giorno, scoprire la verità. Si fa infatti viva la formazione fondamentalista sunnita “Ahrar al-Sham”, gruppo sunnita che combatte in Siria contro Assad e che è un alleato dei jihadisti di Al Qaeda, che informa: “Non è uno sciita, si tratta del nostro comandante, Mohammed Fares, del quale avevamo perso le tracce durante i combattimenti”.  Resta ora da vedere se, in base ad un codice tribale che a volte viene invocato in simili casi, la famiglia della vittima chiederà ora delle compensazioni economiche ad Al Qaeda.

Il leader di Al Qaeda: “continuare questa guerra sul territorio degli USA”

alqaida-minaccia-usa-tuttacronacaIn occasione del 12° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, Al Zawahri, capo di Al Qaeda, ha lanciato un audio messaggio per tracciare la nuova strategia della rete del terrore. “Dobbiamo continuare questa guerra sul territorio degli Stati Uniti” ha detto il successore di Bin Laden, che ha aggiunto: “Occorre attaccare qua e là gli Usa per fiaccarne l’economia e limitarne le enormi spese per la sicurezza”. Secondo Al Zawahri l’economia è “il punto debole dell’America ed essa è traballante a causa di tutte le spese militari impegnate per la sicurezza” degli Stati Uniti. Quindi, “Per fare restare l’America sotto pressione e in stato d’allerta occorre qualche attacco qui, qualche attacco là. Abbiamo già vinto la guerra in Somalia, in Yemen, in Iraq ed in Afghanistan. Dobbiamo dunque continuare questa guerra sul loro territorio”. Ha anche lanciato un invito agli jihadisti ad agire da soli o in gruppo per condurre questi attacchi “disparati”. In questa prospettiva il punto di riferimento diventa l’attentato del 15 aprile scorso alla maratona di Boston, quando persero la vita 3 persone e ne rimasero ferite 264. In quell’occasione i due fratelli ceceni fecero ripiombare nel terrore gli Usa con scarsissime risorse: due pentole a pressione imbottite di esplosivi, chiodi e cuscinetti a sfera. Al Zawahri ha detto ancora: “Dobbiamo dissanguare economicamente l’America provocandola, in modo che continui a spendere massicciamente sulla sicurezza”, solo così facendo Al Qaeda riuscirà a tenere, “gli Usa in uno stato continuo di tensione e di trepidazione, (ad arrovellarsi), su quando e dove colpiremo ancora”. In sintesi Zawahiri sottolinea come, “senza che ci costi nulla…riusciremo ad stringere gli Usa (in un angolo fatto di) una guerra di nervi. Ora dobbiamo fare a casa loro come abbiamo fatto in Somalia, Yemen e Afghanistan”.

I militari americani contro l’attacco in Siria: una foto shock su Reddit

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Nuovi guai per il presidente Obama, ora il “no” all’attacco contro la Siria viene dai militari americani che hanno postato una foto shock su Reddit, il popolare sito di social news. I soldati americani dal giorno dell’annuncio di Obama di una possibile azione militare «limitata» nel Paese, hanno iniziato a postare autoscatti in divisa con i volti coperti da un cartello:

 «Non mi sono arruolato per servire Al Qaeda nella guerra civile siriana»,

con riferimento al sostegno economico e politico che il governo americano ha fornito fino a oggi ai cosiddetti «ribelli» siriani: una compagine variegata al suo interno, in cui è tuttavia molto presente un fronte islamico che vuole l’«islamizzazione» della Siria. Il social network è così diventato un luogo di scontro e confronto – più simbolico che di reale dibattito – di due visioni militari dell’America nel XXI secolo.

Allarme attentati sui treni europei!

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Il pericolo è sui treni europei secondo quando riferito da fonti dell’intelligence tedesca, confermate anche dall’Nsa americana. Al Qaeda starebbe pianificando alcuni attentati sui treni ad alta velocità che attraverso l’Europa. Ha riferirlo è la testata giornalistica Bild secondo sui le autorità tedesche sono già in stato di allerta da un paio di settimane. Si ipotizzano sia atti di sabotaggio alle rotaie o alle linee elettriche aeree, sia attentati con ordigni esplosivi su tratti di percorrenza rapida o a tunnel, o anche bombe all’interno dei convogli.

 

Sventato attentato terroristico di Al Qaeda nello Yemen

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Nel mirino di Al Qaeda ci sarebbero stati alcuni oleodotti dello Yemen. Come riferisce la Bbc che cita un portavoce del governo yemenita, Rajeh Badi, nelle scorse ore, è stato sventato un attentato che mirava a far esplodere proprio gli oleodotti  e  a prendere il controllo di due porti nel sud del paese dove si concentrano le esportazioni e dove sono impiegati diversi lavoratori stranieri.

Il livello di sicurezza nel Paese rimane alto con centinaia di blindati posti davanti ai siti strategici.   “Ci sono stati dei tentativi di controllare città chiave nello Yemen quali Mukala e Bawzeer”, ha detto il portavoce del governo Badi. “Questo sarebbe stato seguito da attacchi coordinati da membri di al Qaida sui gasdotti nelle citta’ di Shebwa e Belhaf”.

Secondo Badi alcuni terroristi travestiti da soldati si erano introdotti nei porti pronti ad agire appena sarebbe arrivato il segnale. La Bbc riferisce che gli attacchi sarebbero stati condotti per ritorsione contro l’uccisione di un membro di alto livello di Al Qaida, Said al-Shihri, durante un attacco drone nello Yemen avvenuto lo scorso novembre.

Stati Uniti e Gran Bretagna hanno ritirato il personale diplomatico nello Yemen in seguito alla minaccia terrorismo. Gli stessi Stati Uniti starebbero preparando operazioni speciali per possibili attacchi contro al Qaida nello Yemen.

“Buon compleanno, Barack!” Il tweet di Michelle

_1obama-compleanno-tuttacronacaLa First Lady, Michelle Obama, sceglie Twitter per inviare gli auguri al marito per il cinquantaduesimo compleanno. “Buon Compleanno, Barack! I tuoi capelli sono un pò più grigi, ma ti amo come sempre e anche di più”, Firmato Mo. Oltre al messaggio, una foto in bianco nero, risalente ad almeno una ventina di anni fa, che li ritrae assieme.

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Happy Birthday Mr. President!?

-1bo-obama-tuttacronacaFesteggia il suo cinquantaduesimo compleanno Barak Obama e tutti gli occhi sono puntati… su Bo! Il cane ufficiale della Casa Bianca, diventato un beniamino per tutte le gag di cui è stato protagonista, è infatti sotto stretta osservazione mediatica mentre tutti s’interrogano su cosa farà per festeggiare l’avvenimento. A dar lo spunto per quest’attenzione mediatica lo stesso presidente americano, che ha pubblicato sul suo account Twitter ufficiale un’immagine di Bo abbellito da una ghirlanda di fiori, in pieno stile hawaiano. I giornalisti, da quel momento, si chiedono se questo non sia un indizio per i festeggiamenti. Quello che è certo è che il presidente difficilmente riuscirà a immergersi nei festeggiamenti, visto il fiato sospeso per l’allarme terrorismo di matrice qaidista lanciato dagli Stati Uniti e confermato dall’Interpol a Lione. Lui stesso, pur non avendo cambiato il suo programma, dalla residenza di Camp David resta costantemente informato su ogni sviluppo dal suo team della Sicurezza Nazionale. Tutta l’America sta vivendo con ansia crescente questa strana domenica in cui il Dipartimento di Stato ha stabilito la chiusura di 22 tra ambasciate e consolati in Nord Africa, l’Asia centromeridionale e soprattutto la penisola Arabica.

ALLARME ATTENTATI: non viaggiate, così gli Usa. L’Aquila minacciata?

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Sono «serie e credibili» secondo Washington le minacce che potrebbero accadere nella giornata di domenica e perciò si è deciso di chiudere 19 ambasciate , sparse tra Nord Africa e Medio Oriente. Inoltre, sempre per il 4 agosto, è stato lanciato un allarme per i viaggi a livello globale e con un attenzione particolare alla medesima area. L’intelligence – secondo indiscrezioni – avrebbe raccolto informazioni su possibili attacchi contro obiettivi americani da parte di gruppi vicini ad Al Qaeda che agiscono nella Penisola Arabica.

Le vie della cocaina sono… INFINITE?

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Il Sahara non è un territorio sicuro eppure c’è chi è disposto ad attraversarlo e mettere a rischio la propria vita pur di avere stipendi elevati.  Così i giovani maliani trasportano in quel deserto la cocaina e fanno guadagnare soldi ai terroristi di Al Qaeda. Ora Mohamed, un 31enne musulmano ha rilasciato un’intervista al Guardian dove racconta la sua esperienza.

All’inizio Mohamed fu assoldato per il contrabbando di sigarette “Non sapevo che il traffico di sigarette fosse illegale, qui tutti fumano e non mi sembra così grave”. Ben presto però gli fu chiesto di portare cocaina “Quando ho iniziato a trasportare la cocaina, sapevo invece che fosse sbagliato. Io sono un musulmano.” E se è vero che i rischi sono maggiori e che la consapevolezza di trasportare un’ “arma” che mina la salute, a volte in modo irreversibile, a volte diventa un peso insostenibile nella coscienza di un musulmano, è anche vero che i guadagni sono ottimi. “In passato venivo pagato circa 100 mila franchi per ogni viaggio”. Una cifra irrisoria rispetto al milione di franchi che può guadagnare con la droga. Ma quanti sono i giovani maliani che fanno questo mestiere?  La percentuale tra i giovani è elevatissima anche perchè nel Mali non vi sono fonti di guadagno, la disoccupazione giovanile è altissima e le alternative non ci sono. Come afferma lo stesso Mohamed “E’ stata dura, ma non avevo altra scelta”.

Quali sono le vie della cocaina?   

I percorsi non sono prestabiliti, vige solo la regola del non fermarsi. “Bisogna arrivare il più rapidamente possibile, si mangia cibo in scatola e si prepara il tè in macchina”. Attraverso il deserto, ogni anno, secondo le stime delle Nazioni Unite, passano circa 18 tonnellate di cocaina, pari a un valore di 1,25 miliardi di dollari. La maggior della droga viene dal Sudamerica, in particolare dalla Colombia, dal Perù e dalla Bolivia e viene trasportata in Africa Occidentale attraverso jet privati, barche da pesca e navi mercantili attraverso l’ ““Highway 10”, cioè il decimo parallelo.

“Il ruolo degli islamisti di Al Qaeda – che controllavano il Nord del Mali prima di essere cacciati dalle truppe franco-maliane nel conflitto bellico di inizio anno – rischia di destabilizzare la regione, dato il potenziale del commercio illegale di droga”, sottolinea il quotidiano britannico. Se in principio il commercio era dominato soprattutto dai tuareg, l’arrivo nell’area di Al-Qaeda ha sconvolto l’area.

C’è chi ricorda ancora l’incidente del 2009 del “Cocaine Air”: un Boeing 727 che si riteneva trasportasse fino a 10 tonnellate di cocaina è stato ritrovato bruciato nel deserto del Mali. Nel 2010, fu invece un commissario di polizia del Mali ad essere stato condannato per aver tentato di costruire una pista d’atterraggio per sbarchi futuri. Nello stesso anno, è stata la Serious Organised Crime Agency del Regno Unito a riferire come un aereo proveniente dal Venezuela fosse atterrato in Mali. E come il suo carico fosse stato trainata da veicoli 4×4 a Timbuktu, prima che le autorità perdessero traccia del convoglio. Ritrovare i veicoli che trasportano la coca in mezzo al deserto è molto complicato: lo ha ammesso anche Pierre Lapaque, rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine . “E’ un enorme pezzo di sabbia dove si può facilmente attraversare le frontiere senza saperlo”. Gran parte della polizia di questi paesi poi non è addestrata per il traffico di droga e spesso è corrotta e complice dei trasportatori.

Mohamed conferma al Guardian come i trafficanti siano molto attrezzati e ben organizzati: “Una volta abbiamo aspettato di raccogliere i pacchi di droga in una località nel deserto che prende il nome di “al-Hanq”, ha spiegato. Spiega come la droga viaggiasse a bordo di cammelli senza guida, addestrati per fare sempre lo stesso percorso senza essere sfamati. “Ai cammelli veniva dato da mangiare soltanto quando raggiungevano al Hanq: così imparavano pian piano a fare quel percorso senza bisogno di avere una guida”, svela. E poi ci sono i veicoli di ricognizione, che viaggiano senza droga e avvertono i trafficanti nel caso di problemi. Certo, non mancano i rischi: Mohamed spiega di aver abbandonato l’attività dopo che il suo convoglio era stato attaccato da alcuni banditi armati. “Ci eravamo fermati per riparare un problema con la macchina, quando un’auto ha cominciato a sparare contro di noi”, ha rivelato. “Tutti i miei colleghi sono stati uccisi, ma io sono riuscito a fuggire”, ha concluso.

Ma Mohamed è il primo ad affermare che le cose che racconta sono sotto gli occhi di tutti, ma a  Timbuktu il governo pur essendo pienamente consapevole dei traffici, non interviene.  

Sventato attacco terroristico tra Usa e Canada. Poteva essere strage.

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Una settimana fa il tragico attentato di Boston, ora la polizia canadese in collaborazione con l’Fbi sventa un attentato che due terroristi, legati alla cellula di Al Qaeda stavano progettando alle ferrovie tra Usa e Canada. I  due, identificati come Chiheb Essenghaier e Raed Jaser, avevano preso di mira un treno passeggeri che collega Toronto con New York. Ancora da accertare se i due arrestati progettavano di minare i binari in modo da far esplodere il treno e farlo deragliare o se volessero proprio far esplodere il treno minando alcune carrozze.  La polizia era sulle loro tracce da oltre un anno: gli investigatori li avevano messi sotto stretta sorveglianza da oltre dodici mesi in Quebec e in Ontario. Nessun collegamento con i due fratelli ceceni accusati dell’attentato alla maratona di Boston.

Al-Qaida! Bomba nello Yemen, 13 morti. Esplode casa di un militante

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Vedi articoli correlati.

Attacco a base petrolifera algerina: 2 vittime e 41 ostaggi

Le vittime sarebbero un inglese e un francese. Tra gli ostaggi ci sono giapponesi, irlandesi, francesi e 7 americani. Alcuni fonti affermano che l’attacco sarebbe una risposta di Al-Qaeda all’intervento francese in Mali.
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Iraq: carcerato kamikaze fa 5 vittime a firma Al Qaeda

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