Roma come la Russia, minacciati i gay al Colosseo

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A Roma come in Russia? L’intolleranza verso gli omosessuali sembra dilagare anche nella capitale. Sono sempre di più i giovani appartenenti alla comunità LGBT che vengono minacciati o aggrediti nelle strade di Roma. L’ultimo episodio è accaduto vicino al Colosseo, il 12 gennaio scorso, ma si è appresa la notizia solo ora. Luca insieme a suo compagno, sposato in Spagna, stava trascorrendo la serata in compagni di un amico quando un gruppo di una decina di ragazzi tra i 20 e i 25 anni, hanno iniziato a insultarli gridando frasi come ‘ecco un fr***o, ecco un altro, andate via dall’Italia, tanto morirete di Aids'”. L’aggressione è avvenuta in centro,  in via Celio Vibenna, vicino al Colosseo e alla ‘Gay street’. Secondo il racconto del Gay Center “uno degli aggressori ha minacciato i due con una bottiglia mentre il gruppo gridava ‘Viva il Duce'”. I due sono riusciti ad allontanarsi e a chiamare il 113: “Luca ha sporto denuncia alla polizia e ha contattato la Gay Help Line, il numero verde contro l’omofobia 800 713713, per denunciare l’aggressione” aggiunge l’associazione.

“Ancora una volta siamo di fronte a un episodio di omofobia e di violenza a Roma. Ci sono bande di bulli, gruppi che usano la violenza, ma anche molti che rimangano inerti a osservare senza reagire, come se condividessero tali azioni – aggiungono – aspettiamo l’esito delle indagini augurandoci che questi aggressori vengano identificati, ma il dato delle denunce di aggressioni verbali o fisiche è purtroppo alto”. “Il caso – conclude la nota – è stato segnalato all’Oscad, l’osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni e all’Unar, l’ufficio contro le discriminazioni della presidenza del Consiglio”.

Il vaccino uccise un alpino di cancro! SENTENZA STORICA IN ITALIA

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Dieci anni. Un decennio per arrivare alla sentenza definitiva che collega la morte di Francesco Finessi – alpino di 22 anni di Codigoro nel Ferrarese, morto nel 2002 per un linfoma non Hodgkin – a un vaccino e quindi per la prima volta in Italia   la responsabilità della morte viene attribuita al ministero della Salute.

Il giudice Alessandra De Curtis del tribunale di Ferrara ha riconosciuto un nesso di causalità tra il tumore e i vaccini fatti nel tempo durante il servizio militare di leva, somministrati ‘macroscopicamente’ in modo sbagliato dai medici. Il ministero della Salute è stato infatti condannato stamane a indennizzare la famiglia. «Ora questa sentenza storica – spiega l’avv.Francesco Ferruli di Martinafranca che ha assistito la famiglia assieme al collega di Ferrara Antonio Boldrini – potrà essere applicata a tanti altri casi analoghi. È un segnale di giustizia e sancisce un principio: non a caso ho appena parlato con altri militari che forti di questo pronunciamento, inoltreranno le proprie richieste». Raggiante la mamma, Santa Passaniti: «Tutti i nostri sforzi sono stati ripagati da questa sentenza che ha riconosciuto i danni da vaccino, come abbiamo sempre sostenuto: ora la nostra causa potrà aiutare tanti altri, visto che sono stati più di 3000 i militari morti e malati che non hanno mai messo un piede all’estero in missioni militari (dunque non soggetti a radiazioni di armamenti con uranio impoverito, ndr). I soldi? A noi, me, mio marito e mio figlio, non interessa il lato economico, in 10 anni abbiamo speso molto di più per cause, perizie, viaggi e ricerche di ciò che verrà risarcito».

A novembre il processo penale per il caso Finessi si era concluso davanti al tribunale di Belluno con la condanna a tre anni di Nicola Marchetti, ufficiale medico del 16/o reggimento Alpini di stanza alla caserma Salsa, per falso ideologico e falso materiale commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, per alcune visite mai effettuate sui soldati a lui affidati. In particolare, l’indagine metteva in relazione le mancate visite e un vaccino anti-tifo somministrato due volte a Finessi. Erano stati il quotidiano Repubblica e poi il sito Repubblica.It per primi ad occuparsi di questi casi. Dall’inchiesta giornalistica scaturirono diverse interrogazioni parlamentari, il cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate e anche la costituzione di diverse commissioni parlamentari.

Per saperne di più vedi l’articolo de La Repubblica. 

Assurda idea!!! Fare i vaccini in casa con la stampante 3D

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Vaccini fai da te? C’è chi pensa all’idea di poterli fare con la stampante 3D. Lo strano personaggio che propone l'”assurda idea” è J. Craig Venter. Lui è uno dei più discussi scienziati del nostro secolo che «vuole sostituirsi a Dio», sostengono alcuni suoi detrattori, perché vuole ricreare la vita; «è mosso solo da interessi commerciali e aspira al Nobel», rispondono altri. Quindi di nemici lo scienziato americano, nato a Salt Lake City nel 1946, ne ha molti. Certo nella sua biografia le anomalie non mancano a cominciare dal padre mormone scomunicato perché beveva e fumava troppo. Inoltre sempre Venter è lo scienziato che sta sperimentando la vita artificiale! Inoltre c’è chi teorizza su una prossima pandemia influenzale, una spagnola del XXI sec, che sembra però più un allarmismo per finanziare una corsa alle vaccinazioni piuttosto che un rischio reale. Prova ne è l’allarme poi rientrato sull’influenza suina da virus H1N1. Ma venendo alla fattibilità del “vaccino stampato in casa”  .

Come dice il Corriere.it:

Il software potrebbe essere facilmente scaricato da Internet (e fornirebbe tutti i dettagli genetici del virus) e la stampante 3D potrebbe riprodurre i suoi antigeni, cioè proteine o addirittura frammenti di geni, che, una volta somministrati, stimolano il sistema immunitario a difendersi dall’infezione (le stampanti 3D, infatti, possono fabbricare qualsiasi cosa, attingendo a un serbatoio di materiale biologico precostituito e magari inserire il vaccino neoprodotto in una siringa già pronta per l’uso).

Sempre sul Corriere si legge:

Incontriamo Venter a New Orleans, all’apertura del meeting annuale dell’Ascb (American Society of Cell Biology ) dove presenta il suo secondo libro (il primo è la sua autobiografia) «Life at the speed of light. Sottotitolo: From Double Helix to the Dawn of Digital Life». «La vita, alla fine, è una macchina biologica guidata dal Dna – ci spiega Venter -. Tutte le cellule viventi funzionano grazie al software del Dna che comanda centinaia di migliaia di proteine-robot. Abbiamo imparato a leggere questo software grazie al sequenziamento del patrimonio genetico dell’uomo con il Progetto Genoma Umano. Adesso dobbiamo andare in un’altra direzione: dobbiamo digitalizzare questi codici e sfruttarli per disegnare nuove forme di vita artificiale. L’obiettivo è costruire un software con le informazioni genetiche di un essere vivente, di usarlo per sintetizzare chimicamente il suo Dna in modo da riprodurlo in un altro luogo. Siccome tutte queste informazioni sono digitali, possono essere rapidamente trasferite alla velocità della luce: così si può riprodurre una vita a distanza e in tempi brevi.

Ma l’idea alla base della possibilità di creare vaccini attraverso il metodo chiamato “reverse vaccinology” ovvero (vaccinologia inversa ) che consiste nell’analizzare il virus, trovare i suoi punti deboli e costruire il vaccino adatto. Proprio in questa branca Venter sta collaborando con Rino Rappuoli, un ricercatore italiano che lavora a Siena ed è a capo del Vaccines Research for Novartis Vaccines and Diagnostics.

Ma l’obiettivo finale è ben più complesso e mirabolante e come abbiamo detto si mira a una vita artificiale  e nello specifico sempre sul Corriere.it si apprende che:

Venter ha già alle spalle alcuni successi nella programmazione della vita artificiale: nel 2008 ha annunciato di aver sintetizzato il cromosoma del Mycoplasma genitalium (un microrganismo, il più piccolo esistente in natura, che provoca infezioni genitali) e di averlo inserito in un Mycoplasma capricolum (un germe delle pecore), realizzando così la prima cellula sintetica. Nel 2012, poi, ha dimostrato che questo batterio artificiale poteva avere un suo ciclo vitale, cioè una sua vita autonoma.

Ma questo consentirebbe anche avere un’alternativa agli antibiotici e questa la risposta di Venter al Corriere.it:

Come è possibile allora riprodurre la vita? chiediamo. «Stiamo studiando un prototipo di convertitore digitale biologico (strumento assimilabile alla stampante 3D, ndr ) che potrebbe servire non solo a produrre vaccini in casa, ma anche a combattere una nuova sfida che è quella della resistenza agli antibiotici, grazie ai batteriofagi ».
Fin dal 2003, infatti, Venter si sta occupando di virus chiamati batteriofagi (ha identificato il codice genetico di uno di questi, il Phi-X174) capaci di entrare nei batteri, di inserirsi nel loro Dna e di distruggerli. «L’idea è quella di trovare una strada alternativa agli antibiotici – continua Venter – che in molti casi si stanno rivelando armi spuntate. Così si può pensare di analizzare il Dna di un batterio insensibile ai farmaci, trovare il suo punto debole e costruire un batteriofago, cioè un virus, capace di annientarlo. In tempi rapidissimi e caso per caso». Anche in questo frangente le informazioni, utili per la costruzione del virus-killer del batterio, potrebbero essere veicolate da un software e tradotte, con un convertitore o una stampante 3D, in un “farmaco antibatterico pronto per l’uso”. Oggi i laboratori di Venter possono di progettare e sintetizzare 300 batteriofagi al giorno.

Ma gli studi di Venter non si fermano nè al vaccino, nè alla vita artificiale, nè all’alternativa antibiotico. Viaggiano fino ad arrivare al “teletrasporto biologico”, ecco quello che potrebbe accadere secondo le eccentriche teorie di Venter che ha ancora spiegato al Corriere.it il funzionamento di una macchina a cui sta lavorando chiamata «unità digitale per l’invio della vita»:

Compito dell’unità di invio è trovare, tramite un robot, forme di vita (rappresentate soprattutto da batteri), analizzare il loro patrimonio genetico e generare un file digitale del Dna che possa essere inviato a un convertitore, il quale, a sua volta, può riprodurre la vita originaria di questi microrganismi in un altro luogo. Alcuni esperimenti sono cominciati nel deserto del Mojave in California (con l’obiettivo di cercare microbi e di leggere il loro Dna) ma l’idea più affascinante è portare queste apparecchiature su Marte, intercettare forme viventi e il loro Dna, trascriverlo su software, trasmetterlo, alla velocità della luce, sulla Terra e ricreare, da noi, i «marziani». Senza eventuali contaminazioni.

1condom = 1 caffé. Giornata mondiale per la lotta all’Aids

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E’ partita ieri e si concluderà oggi la  giornata mondiale per la lotta all’Aids. Tra promotori e oppositori (soprattutto appartenenti all’area conservatrice cattolica) l’iniziativa 1 condom= 1 Caffé tende a voler sensibilizzare soprattutto i giovani all’uso del preservativo. Così tutti coloro tra i 18 e i 30 anni che si recheranno al bar per l’acquisto di un caffé ( ma vale anche per un cappuccino o un orzo o un deca) avranno in omaggio un preservativo. Condom Cafè è un format ideato dal team di Stammibene, progetto del Dipartimento dipendenze patologiche Area Vasta 3, che da anni sta aumentando lo sforzo per interventi mirati a sensibilizzare la popolazione sulle tematiche delle malattie sessualmente trasmissibili. Coinvolti i comuni di Macerata, Tolentino, San Severino, Matelica, Camerino, Castelraimondo, Recanati e Porto Recanati.

Facciamo chiarezza sull’Aids in Grecia

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E’ stato un errore. Anche l’Oms può quindi sbagliare su un rapporto che analizza la Grecia nel periodo più nello della storia ellenica,  e affermare che  “la metà delle nuove infezioni da Hiv sono auto-inflitte per consentire alle persone di ricevere 700 euro al mese”. Nell’errata corrige quindi si precisa che si tratta di “pochi casi aneddotici”. Ma l’aumento della malattia attraverso i   numeri fanno paura: +52% di infezioni nel 2011 rispetto al 2010.

Scrive Maria G. Maglie su Libero:

Non intendo sostenere che finiremo come i greci a iniettarci il virus dell’Aids per prendere il sussidio di 700 euro, ma certo la strada verso la tomba in un cimitero annunciata dal Wall Street Journal per l’Italia della sta-bi-li-tà imposta dal governino dei bravi ragazzi di Napolitano può essere fatta di una stagnazione infinita, di un declino neanche tanto lento verso povertà, disperazione, emarginazione, piccoli furti, imbrogli tragici, omicidi per niente. Forse siamo ancora in tempo, forse no, agli italiani conviene avere ben chiaro, tra una Iuc che prende il posto dell’Imu e una finanziaria votata alla cieca come un contenitore, che quel che l’Organizzazione mondiale della sanità denuncia nel suo rapporto non è una eccezione che riguarda solo i greci dilapidatori e sfruttatori dello Stato; certamente lo sono stati, ma dopo la cura della Merkel, dopo la ricetta di austerità della Troika, stanno molto molto peggio. Qualcosa bisognerà pur fare per superare una politica di austerità che in Europa è stata imposta dalla Germania, con l’applicazione di Bce e Fmi, e ha portato alla crisi, ad avere disoccupati o sotto-occupati 50 milioni di europei. L’austerità si può applicare solo quando c’è sviluppo, altrimenti porta alla recessione. Cito dal rapporto in sintesi nella parte dedicata alla situazione greca: Sono aumentati del quaranta per cento i suicidi, raddoppiati furti e omicidi, i numeri di contagio dell’Hiv e dell’uso di eroina sono aumentati significativamente con una metà delle nuove infezioni da Hiv autoprocurate per consentire alle persone di ricevere il sussidio di 700 euro al mese e un’ammissione più veloce ai programmi di sostituzione delle droghe. Queste tendenze negative della Grecia devono mettere sull’avviso altri Paesi che stiano facendo politiche di significativa austerità sociale come Spagna , Irlanda e Italia. Così da malati sono praticamente morti, ovvero il cimitero del Wsj.

Serve altro per non sentirsi colpevoli di boicottare Letta? Il rapporto, terminato nel settembre scorso, diceva evidentemente una cosa talmente esplosiva che alla diffusione è seguita una imbarazzante smentita che non smentisce niente, perché si limita a precisare che il dato sul virus che la gente si inoculerebbe a bella posta per trasformarsi in un assistito non è dimostrato, ma preso da alcuni articoli, che è comunque esagerato, che c’è stato un errore di editing. È comprensibile, una decisione tra la censura e l’auto – censura, ma quel rapporto non è un volantino scritto alla svelta e stampato alla buona, è frutto di lungo lavoro, passa per infinite mani e controlli prima del si stampi. Fotografa un pezzo di realtà, la condizione di salute dei Paesi, e così facendo inevitabilmente dà un quadro complessivo, in questo caso del fallimento della ricetta obbligata di risanamento imposta dall’Europa forte a un partner debole.

Cos’è accaduto? La contrazione dell’economia, aggravata dalle politiche restrittive ha portato a una continua erosione del gettito fiscale nonostante i sacrifici imposti a famiglie e imprese. Chi non lavora ha forzatamente tagliato i consumi, il che ha portato a minori entrate erariali eminori profitti per le imprese, costrette quindi a mandare a casa altri lavoratori. Di troppo rigore si può morire. Oggi, prima del ritorno in Grecia dei rappresentanti della Troika, previsto per il 2 dicembre, il governo greco deve chiudere tutte le questioni ancora in sospeso per poter sperare nella concessione della tranche da un miliardo di euro nella prossima riunione dell’Eurogruppo del 9 dicembre. Per riuscirvi, entro le prossime 48 ore dovrà inviare ai rappresentanti della troika le proprie proposte sul «buco» nel bilancio del 2014 , messa all’asta da parte delle banche della prima casa in caso di mancato pagamento del mutuo, bilancio del 2014 e nuova legge per la tassazione degli immobili. Sovranità nazionale? L’alternativa all’iniezione infetta, insomma alla morte? Una sola, la stessa: battere il pugno sul tavolo per rinegoziare con l’Europa le regole di un gioco mortale (…)

Aids iniettato per avere il sussidio di disoccupazione? Questa è l’Europa!

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BOMBA SOCIALE! Se anche questa è l’Europa, viene da pensare da quando l’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato lunedì gli studi degli effetti dell’austerity sui sistemi sanitari dei paesi in crisi. Ed ecco che il “case study” su Atene innesca la minaccia: il 50% dei nuovi malati di Aids nel paese sono persone che si infettano volontariamente con il virus dell’Hiv solo per riscuotere i 700 euro al mese di sussidio e per avere accesso privilegiato ai farmaci. Naturalmente questo è solo uno dei dati più allarmanti, ma restano alti anche il numero dei suicidi e i problemi neurologici legati alle difficoltà economiche. Mentre tutti si gridava allo scandalo intanto ci si interrogava sulle fonti e alcune sarebbero parse abbastanza discutibili e senza solide basi scientifiche. Tanto che stamattina, con una retromarcia clamorosa, il portavoce dell’organizzazione ha smentito il rapporto fresco di stampa: “Si è trattato di un banale errore tipografico. Sono saltate un paio di frasi e il concetto è uscito distorto – ha detto – non esiste nessuna prova che l’aumento di casi di Aids in Grecia sia legato a casi di gente che si inocula il virus per motivi economici”.

E’ quindi giallo e ci si continua a interrogare se l’Oms abbia voluto smentire perché la notizia avrebbe minato alla base la credibilità della politica di austerity o se effettivamente quei dati non fossero scientifici. In ogni caso ne esce a pezzi la stessa Oms. Nonostante la smentita la situazione in Grecia è gravissima come rivela La Repubblica:

Il complesso welfare sotto il Partenone, per dire, prevede che dopo un anno di disoccupazione si perdano i diritti all’assistenza gratuita. Cosa che in una nazione dove il tasso dei cittadini senza lavoro viaggia al 27% (al 59% tra i giovani) lascia scoperta una fetta importante degli 11 milioni di abitanti. I malati di Hiv, al di là del giallo dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono triplicati negli ultimi dieci anni anche perché i programmi di prevenzione, specie presso i tossicodipendenti, sono stati tagliati per mantenere gli impegni di bilancio con la Troika.

Nel 2011, ultimo dato ufficiale a disposizione, il numero di persone che hanno contratto il virus è aumentato del 52%. E il Centro europeo per il controllo delle malattie ha ammesso che l’epidemia sta peggiorando e che “nei primi otto mesi del 2012 il numero di infezioni tra i tossicodipendenti ha per la prima volta superato quelli che hanno contratto la malattia per via sessuale”. Il rapporto dell’Oms citava tra gli effetti collaterali dell’austerity un’impennata dei suicidi (+40% nella prima metà del 2011) e un aumento dei problemi neurologici, figli – sostiene il rapporto – anche di un taglio del 40% delle spese sanitarie elleniche in quattro anni e della possibile perdita di 26mila posti di lavoro tra medici e infermieri. La lezione di Atene, conclude l’organizzazione, deve valere anche per l’Italia: l’aggiustamento nei conti “non deve andare a scapito degli investimenti nella sanità”.

La proteina che fa da scudo Hiv

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Come mai alcune persone hanno una sorta di “immunità” all’Hiv? Il mistero lo hanno svelato alcuni scienziati statunitensi: quelle rare persone che non hanno bisogno di farmaci per controllare Hiv possiedono una porzione extra di un certo tipo di proteina immunitaria, che blocca la diffusione del virus all’interno dell’organismo, trasformandolo in un “buono a nulla”, come spiegano su Plos One i ricercatori della Northwestern Medicine.

Lo studio mira a trasformare il paziente in un controller ovvero in un paziente in grado di controllare la malattia.

“Dobbiamo continuare la ricerca anche con nuovi approcci. Le persone che sono in terapia hanno una maggiore incidenza di malattie cardiovascolare, di cancro ma conducono una vita. Bisogna quindi trovare una terapia e bisogna curare quelli che non hanno accesso alle cure. Noi vogliamo eliminare l’Aids, la prevenzione è importante – dice Robert Gallo, direttore del dipartimento di virologia umana dell’università del Maryland e tra i pionieri delle scoperte sul cirus Hiv, – ma abbiamo le capacità per porre fine all’epidemia se facciamo test ematici e curiamo tutte le persone in modo che non ne infettino altre. Ci vuole il vaccino ma ci sono grosse difficoltà. Bush – ha aggiunto – aveva istituito un fondo per la cura, noi stiamo lavorando in paesi africani e caraibici su 800 mila pazienti. Questo progetto deve sopravvivere, ma siamo sempre preoccupati che il progetto venga chiuso”.

I nostri 7 giorni: chi sarà il nostro prossimo passeggero?

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Questa settimana abbiamo fatto un viaggio alla ricerca di chiarimenti. Siamo quindi saliti “in carrozza” e, addentrandoci nell’annoso problema dei vaccini, ci siamo posti domande davanti a quelle dichiarazioni che rilasciò il Dr Hilleman nella sua storica intervista. Da una branca della medicina all’altra abbiamo riportato anche il caso del presunto autismo di Lionel Messi e, per stemperare un po’ l’atmosfera, ci siamo interessati anche dello strano caso delle infermiere cinesi un po’ “sui generis”, per poi svelare che era solo l’ennesimo fake. Cavalcando l’onda dell’ironia è tornato anche Crozza a ironizzare sul Cavaliere, così che si sono stemperate anche le 50 sfumature di… Silvio! E mentre il nostro treno attraversava la settimana c’era Maxi Rodrìguez che metteva a segno tre tunnel in 40 secondi, mentre Balotelli dormiva sogni d’oro e Gilardino si tatuava Peppa Pig. Sono molti i “passeggeri” che sono saliti in vettura con noi, che ci hanno seguito in questo viaggio, che ci hanno raccontato i loro punti di vista, che ci hanno ricordato che un’intera montagna di ricordi non uguaglierà mai una piccola speranza e poi la speranza è diventata certezza grazie a un tweet e abbiamo festeggiato il ritorno di Quirico in Italia. C’è invece ancora un tunnel di dubbi davanti a quanti si domandano cosa accadrebbe ai pensionati, agli esodati o ai cassaintegrati se cadesse il governo e c’è chi la sicurezza ormai l’ha avuta e ha detto Bella Ciao alla pensione.

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Il nostro treno ha poi incrociato il set di una commedia all’italiana con Letta in “una notte da sconosciuto”, mentre un giallo è in preparazione: Lavitola ha già scritto la sceneggiatura “I fondi neri del Cavaliere”. D’altra parte anche per i politici sono tempi duri, sempre a combattere la concorrenza di Uomini e Donne, chiamati a movimentare un talk show, ma in ansia per la poltrona. Ma c’è anche chi ha vuoti di memoria e corteggia una donna che poi scopre di aver sposato! C’è anche chi invece un prete non lo trova e alimenta il gossip. Il nostro treno corre veloce fino alla fine del mondo, ma un attimo prima che accada torna indietro… c’è ancora tempo per stupirsi dell’Ufo sui cieli di Vancouver, per danzare sulle scale infinite di Londra, per il Lego che diventa Thriller! Noi siamo ancora in viaggio e cammino… e siamo curiosi di scoprire chi diventerà il nostro prossimo compagno di viaggio!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

La vera storia dell’ SV40, il virus nascosto nei vaccini

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Dall’articolo di naturalnews del 29 giugno 2011: The true story of SV40, the cancer-causing virus hidden in polio vaccines

Poliomielite, o polio in breve, è una malattia che è esistita fin dai tempi antichi, e nonostante i progressi della medicina che abbiamo fatto negli Stati Uniti in termini di salute normale e naturale, non vi è ancora alcuna cura per questa temuta malattia invalidante.

La poliomielite, un’afflizione virale contagiosa che attacca le cellule nervose e, a volte, il sistema nervoso centrale del corpo, causa un fenomeno conosciuto come atrofia muscolare (una diminuzione della massa muscolare), e, (nei casi più gravi, ndt), può anche causare la paralisi e la morte.

In un report della rivista “A Science Odyssey” si legge “Dal 1900 ci sono stati cicli di epidemie, e ognuno di essi sembrava diventare più forte e più disastroso. La malattia, i cui primi sintomi somigliano all’influenza, ha colpito soprattutto i bambini, ma anche gli adulti, tra cui Franklin Roosevelt”.

Nel 1952 tutto è cambiato, quando il dottor Jonas Salk, uno studente di medicina e ricercatore del virus, ha sviluppato un vaccino contro la polio che, due anni più tardi, è stato accettato per la sperimentazione a livello nazionale. Il principio alla base del vaccino era semplice e familiare: come il vaccino che era stato sviluppato per combattere il vaiolo, anche il vaccino antipolio introduceva una piccola quantità di virus nel corpo, che poi sviluppava anticorpi e la capacità di combattere i ceppi più potenti del malattia.

Sicuramente il vaccino di Salk registrò un successo iniziale, poiché il 60-70 per cento delle persone vaccinate non svilupparono la malattia. Poi iniziarono anche i primi problemi. Circa 200 persone che erano state vaccinate contrassero la malattia, e 11 di loro morirono, costringendo a fermare tutta la sperimentazione. Una volta che si stabilì che c’era un difetto, un lotto mal fabbricato del vaccino che causò questi casi, gli standard di produzione furono resi più restrittivi e le vaccinazioni su vasta scala a livello nazionale ripresero. Quattro milioni di vaccini sono stati usati dal 1955 al 1959, 90 paesi li hanno usati.

Detto questo, quei primi casi non furono la prima e ultima volta in cui il vaccino uccise. In realtà,  il vaccino antipolio di Salk in tutta la sua storia di utilizzo, ha lasciato un cammino di morte sulla sua scia.

Una scoperta mortale.

La produzione e la distribuzione a livello nazionale del vaccino contro la poliomielite entrò in vigore prima della fine del 1950, ma tra il 1959 e il 1960 il Dr. Bernice Eddy, un ricercatore dell’Istituto Nazionale della Salute (NIH), fece una scoperta sorprendente.

Secondo un rapporto da Michael E. Horwin, MA, JD, pubblicato il 3 Novembre 2003, e rilasciato dalla Albany Law Journal of Science & Technology: esaminando le cellule renali macinate di scimmie rhesus – da cui i vaccini antipolio derivarono ​​- scoprì “che le cellule sarebbero morte senza alcuna causa apparente.”

Horwin scrisse:

La Dottoressa Eddy scoprì che le cellule sarebbero morte senza alcuna causa apparente. Lei prese le sospensioni del materiale cellulare da queste colture di cellule renali e lo iniettò nei criceti. I tumori crebbero nei criceti. Poco dopo, gli scienziati della società farmaceutica Merck & Co. scoprirono quello che in seguito sarebbe stato individuato come lo stesso virus identificato da Eddy. Questo virus è stato chiamato Simian Virus 40 o SV40 perché era il 40° virus che si trovava nelle cellule del rene di scimmia.

Pochi mesi dopo, nel 1960, il Dr. Benjamin Sweet e Dr. Maurice Hillman, entrambi scienziati della Merck, pubblicarono i loro risultati. Scrissero che tali virus erano comuni in quella particolare razza di scimmie, in particolare nei loro reni:

La scoperta di questo nuovo virus, l’agente vacuolizzante, rappresenta il riconoscimento di un virus fino a quel momento “non rilevabile”, un virus di culture renali di scimmia e sollevò l’importante questione dell’esistenza di altri virus… Come illustrato nella presente relazione, tutti e 3 i tipi di vaccino antipolio con virus vivo di Sabin, somministrati a milioni di persone di tutte le età, erano stati contaminati dal virus vacuolizzante…

Il termine “virus vacuolizzante” è l’altro nome per SV40. Horwin disse, che più tardi, nel 1962, la dottoressa Eddy pubblicò ulteriori risultati per quanto riguardava il legame tra cancro e SV40.

Il virus (SV40) fu iniettato in una sola volta in 13 criceti e 10 topi neonati. Le neoplasie per via sottocutanea si svilupparono in 11 dei 13 criceti tra i 156 e 380 giorni…

Il Coro dei “negazionisti”

Poco dopo che la scoperta della Dottoressa Eddy fu resa pubblica, una serie di ricercatori e scienziati di grande rilievo, tra cui lo stesso dottor Salk, si fece avanti per difendere il vaccino antipolio.

Una storia pubblicata il 7 aprile 1963 dall’Associated Press  (“New Data Ties Cancer, Virus”), riportò le citazioni di un certo numero di scienziati che sottolinearono che, ad oggi (all’epoca dell’articolo quindi nel 1963, ndt), non era stato scoperto nessun collegamento tra SV40 e cancro negli esseri umani.

L’Associated Press, citando il dottor Michael B. Shimkin del National Cancer Institute, scriveva  “Mi sembra che se ci fosse un pericolo associato al SV-40, orami l’avremmo riconosciuto”. Dr. Shimkin continuò a sostenere che “il pubblico può essere rassicurato” perché attenti studi “non hanno prodotto nessuna prova che nel corso degli ultimi sette anni si è registrato un aumento di leucemia o di cancro che può essere attribuito all’SV-40.”

Il Dr. Joseph L. Melnick della Baylor University in Texas concordò, dicendo che non era stato scoperto alcun legame, facendo eco all’affermazione del dottor Salk, e approvando la storia AP e affermando che anche il dottor Eddy “ha detto che questo virus non è noto per indurre tumori nell’uomo o scimmie”.

Prove di supporto. 

Nel 1960, Horwin nota: il vaccino antipolio iniettabile Salk era stato dato a circa 98 milioni di bambini e di adulti americani, mentre la versione orale di Sabin era stata somministrata a circa 10.000 americani e decine di milioni di cittadini sovietici, dove erano stati condotti gli studi. “E’ stato stimato che il 10% e il 30% dei vaccini conteneva SV40 vivo”. Horwin sottolineò che, nonostante il legame scoperto dalla Dottoressa Eddy, nessuna agenzia federale e nessuna nuova regola federale regolò la fabbricazione, la vendita e la distribuzione di vaccini obbligando i produttori del vaccino antipolio a “scartare i loro semi del poliovirus SV40 contaminati che sono stati la fonte di tutti i vaccini antipolio successivi.”

Successivi test federali dei vaccini, avvenuti a metà degli anni 1960, erano anch’essi inadeguati, come nota Horwin, perché “i test sull’ SV40 di quattordici giorni non erano abbastanza lunghi per rilevare il virus.” Eppure, negli anni dopo, l’incidenza del cancro pediatrico aumentò.

“Infatti, – egli scrisse – il tasso di cancro pediatrico ha continuato a salire attraverso nel 1960, ’70, ’80 e ’90,”.

Questa affermazione è supportata anche da altre ricerche.

“Che il cancro infantile sta diventando sempre più comune è una questione controversa tra gli scienziati”, scrive Amy D. Kyle, per EnviroHealthPolicy.net e aggiunge –  notando un grafico che ha seguito l’aumento dei tassi di cancro pediatrico nella seconda parte del 20 ° secolo – “I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio del cancro negli Stati Uniti suggeriscono che il cancro infantile è in aumento”.

L’ American Childhood Cancer Association fa un passo avanti, affermando che secondo le statistiche, il cancro è il killer numero uno dei bambini negli Stati Uniti.

Nel 2005 il National Network for Immunization Information pubblicò un rapporto in qualche modo in conflitto per quel che riguarda un legame tra SV40 e tassi di cancro in aumento.

“Anche se SV40 ha proprietà biologiche coerenti con un virus che causa il cancro, non è stato definitivamente stabilito se ha causato il cancro negli esseri umani”, diceva il rapporto. “Studi epidemiologici di gruppi di persone che hanno ricevuto il vaccino antipolio durante 1955-1963 non mostrano un aumentato rischio di cancro.”

Ma più tardi, lo stesso rapporto sembrava contraddire se stesso:

“Tuttavia, un certo numero di studi hanno trovato SV40 in alcune forme di cancro negli esseri umani, come mesoteliomi – tumori rari che si trovano nei polmoni – tumori al cervello e delle ossa; il virus è stato anche trovato in associazione con alcuni tipi di linfoma non-Hodgkin”.

Nel 2002, il comitato di revisione di sicurezza della IOM (Institute of Medicine) concluse che i dati disponibili erano insufficienti per definire se il vaccino antipolio contaminato poteva aver causato il cancro. Poiché non vi era prova biologica, il Comitato ha raccomandato la costante attenzione della sanità pubblica sotto forma di analisi politica, di comunicazione, e di ricerca biologica mirata.

Ci fu anche uno studio da parte della National Academy of Sciences, condotto su richiesta del Centers for Disease Control and Prevention, e non dette risultati “definitivi”. Un gruppo di esperti medici e scientifici incaricato di esaminare ogni possibile legame tra SV40 e aumento del rischio di cancro concluse:

Gli elementi disponibili sono “inadeguati per accettare o rifiutare una relazione causale tra vaccini antipolio contenenti l’SV40 e il cancro”

“E’ forte la prova biologica che SV40 è un virus trasformante,” uno che è in grado di “indurre trasformazione maligna delle cellule animali in coltura”

“E’ limitata la prova biologica che l’esposizione all’SV40 potrebbe causare il cancro negli esseri umani in condizioni naturali”

“E’ limitata la prova biologica che l’esposizione all’SV40 derivante dal vaccino antipolio è legata all’infezione da SV40 negli esseri umani.”

Nella parte delle sue conclusioni nella “valutazione di rilevanza”, la relazione del quadro finale dichiarò, “Il comitato ha concluso che le preoccupazioni circa l’esposizione al virus SV40 attraverso la contaminazione accidentale di vaccini antipolio sono significativi a causa della gravità dei tumori che hanno esiti negativi per la salute e perché potrebbero far venir meno la fiducia del pubblico nel programma di immunizzazione della nazione”.

Inoltre il rapporto finale non raccomandò “una revisione della politica del vaccino antipolio da uno qualsiasi organo consultivo nazionale o federale del vaccino”, perché il vaccino antipolio attuale era libero dall’SV40, ma raccomandò “lo sviluppo di test sierologici sensibili e specifici” per il virus, così come “lo sviluppo e l’uso di … tecniche standardizzate per il rilevamento del virus SV40.

Casi reali – Reali conclusioni. 

In un rapporto del 15 luglio 2001, il San Francisco Chronicle pubblicò un racconto dettagliato della crescente preoccupazione tra i ricercatori che il virus SV40 trovato inizialmente in quei vaccini antipolio era infatti responsabile di elevati tassi di cancro.

“Per quattro decadi, i funzionari del governo hanno insistito sul fatto che non ci sono prove che il virus delle scimmie chiamato SV40 è dannoso per gli esseri umani. Tuttavia, negli ultimi anni, decine di studi scientifici hanno scoperto il virus in un numero sempre crescente di rari tumori correlati del cervello, delle ossa e dei polmoni, lo stesso tumore maligno che SV40 provoca negli animali da laboratorio”. Il rapporto aggiunge “Ancora più preoccupante, il virus è stato rilevato nei tumori rimossi da persone mai inoculati con il vaccino contaminato, portando alcuni a preoccuparsi che quelli infettati dal vaccino potrebbe aver diffuso l’SV40.”

Il Dr. Michele Carbone di Loyola University Medical Center a Maywood, Illinois, disse al giornale che riteneva che il virus fosse cancerogeno per l’uomo. “Dobbiamo creare terapie per le persone che hanno questi tipi di cancro, e adesso possiamo essere capaci di farlo perché abbiamo un obiettivo – SV40,” disse.

Altri dicevano che i pochi studi del governo per quanto riguarda il nesso potenziale erano stati viziati.

Il Dott. Adi Gazdar, un ricercatore dell’Università del Texas Southwestern Medical Center cancer disse”Il governo non ha promosso una vera ricerca. Ecco cosa forse affligge milioni di americani, e sono indifferenti,” e aggiunse “Forse non vogliono sapere.”

Barbara Loe Fisher, presidente e co-fondatore del National Vaccine Information Center, un’organizzazione non-profit che promuove la sicurezza del vaccino, ha testimoniato davanti al sottocomitato di riforma del Comitato Governo alla Camera per i diritti umani e benessere nel settembre 2003 che:

[O]ggi, le agenzie sanitarie federali statunitensi ammettono i seguenti due fatti: il vaccino antipolio Salk rilasciato per uso pubblico tra il 1955 e il 1963 è stato contaminato con SV40 e che l’SV40 ha dimostrato di provocare il cancro negli animali.

Proseguendo, la Fisher ha detto che in una conferenza 1997 sull’SV40 e i tumori umani tenutasi al National Institutes of Health, a cui aveva partecipato, “non vi era disaccordo fra gli scienziati governativi e quelli non governativi su questi due fatti”.

“L’unico disaccordo era se l’SV40 è stato effettivamente individuato nei tumori di bambini e adulti che vivono oggi e, se lo fosse, se il virus della scimmia era infatti il responsabile del loro cancro. Scienziati non governativi che lavorano in laboratori indipendenti di tutto il mondo hanno detto, ‘Sì’. Ma gli scienziati legati al governo degli Stati Uniti ha detto ‘No’.” ha aggiunto la Fisher.

La Fisher ha continuato dicendo che “gli scienziati non governativi accreditati in diversi laboratori di tutto il mondo continuano a identificare SV40 nel cervello umano e nei tumori di bambini e adulti ai polmoni e stanno scoprendo che l’SV40 è anche associato a tumori ossei e dei linfomi non-Hodgkin.”

Nonostante le smentite in corso, un numero crescente di ricercatori continuano a sostenere che non solo c’è un legame autentico tra vaccini di Salk contaminati con SV40 e il cancro, ma che i funzionari del governo federale e le agenzie responsabili di garantire la sicurezza di tali vaccini – allora e di oggi – odiano ammetterlo, forse perché temono le ricadute in termini di cause legali e perso credibilità.

Ma alla fine è probabile che vi sia una prova sufficiente per forzare un cambiamento, perché in base a ciò che è ancora in fase di scoperta del legame, il problema non andrà via comunque via molto presto.

Questa è la traduzione del testo, quindi prima di esprimere pareri definitivi che negano il rapporto Sv-40 con le patologie cancerogene è meglio documentarsi. Questo lo diciamo in particolare all’autore di questo testo:

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Vaccini sottocutanei vs il tumore della pelle.

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La ricerca – del gruppo multicentrico diretto da David Mooney della prestigiosa Harvard University di Boston – per combattere il tumore della pelle, il temibile melanoma, sembra aver trovato un vaccino da applicare sotto cute attraverso dischetti di materiale spugnoso “imbevuti” di un cocktail di principi attivi (fattori di crescita e molecole tumorali del singolo paziente – antigeni personalizzati). Siamo appena alla prima sperimentazione (che durerà fino al 2015), ma il vaccino che in pratica avrebbe il compito di riprogrammare il sistema immunitario del paziente rendendolo capace di attaccare il tumore, sembra che abbia avuto già successo su animali. Lo studio è stato anche pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine. Questo tipo di vaccino rientra tra quelli denominati “vaccini terapeutici” cioè in grado di istruire  il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare selettivamente le cellule tumorali.

Quali sono i passi per arrivare a tale riconoscimento?

Nella maggior parte dei casi vengono prelevate cellule immunitarie del malato che si modificano in provetta facendo loro “incontrare” molecole tumorali (antigeni) che gli servono per imparare a riconosce il tumore. Infine le cellule così modificate si reiniettano nel paziente e dovrebbero essere in grado di operare il riconoscimento.

Quante persone vengono colpite in Italia da questo tumore?

Il melanoma, cancro legato anche all’abbronzatura non protetta e ai lettini solari, colpisce in Italia qualcosa come 7000 persone ogni anno (dati resi noti nel maggio scorso in occasione di dell’Euromelanoma Day 2013).

Questo sicuramente non è il primo vaccino personalizzato in quanto già vi è quello  contro le recidive del glioblastoma, micidiale tumore del cervello: il vaccino, ideato su misura del singolo paziente, è stato testato con successo su 40 malati il cui tumore era ricomparso dopo la terapia standard con chirurgia e chemio.

In Italia, precisamente a Siena, al policlinico Santa Maria alle Scotte si sta conducendo invece uno studio su un vaccino per il cancro al colon e al polmone. 

 

Trascrizione dell’intervista di Dr. Maurice Hilleman sui vaccini

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Uno dei più grandi scienziati della Merck, il Dr Maurice Hilleman che lavorava proprio nel settore dei vaccini, ha rilasciato un’intervista registrata nella quale egli ammetteva apertamente che i vaccini somministrati agli americani erano  contaminati con la leucemia e virus tumorali. Naturalmente i suoi colleghi, registrati anch’essi, dopo tali rivelazioni sono scoppiati a ridere e hanno smentito il professore affermando che si potesse trattare solo di un’ipotesi divertente. Ma restano comunque le parole di un medico, di uno scienziato che ha lavorato nel settore e non di un cospiratore dell’ultima ora che si è alzato una mattina e ha inventato una storia apocalittica.

Ecco la trascrizione tradotta dal sito http://naturalnews.com/.

Dr. Len Horowitz: Oggi ascoltate la voce di uno degli esperti più importanti nel campo dei vaccini il Dr. Maurice Hilleman, Capo della Merck Pharmaceutical Company, della divisione dei vaccini. Lui ci vuole informare sul problema che ha (quindi lui stesso, non riferisce di altri) riscontrato con le scimmie importate. Il Dottore spiega soprattutto l’origine dell’AIDS, ma quello che state per ascoltare (leggere, ndt) è stato tagliato (nel senso di eliminato) da eventuali divulgazioni pubbliche.  (in realtà quello che leggo altrove e’ che l’intervista video da cui e’ tratta questa stesura era stata censurata)

Dottor Maurice Hilleman: ritengo che i vaccini devono essere considerati il vero affare della tecnologia di base del 20° secolo .
Narratore: 50 anni fa, quando Maurice Hilleman era uno studente di scuola superiore a Miles City nel Montana, sperava di poter avere i requisiti per diventare uno stage di apprendista manager del locale JC Penney  (specie di Upim vecchia maniera). Invece è divenuto un pioniere nella ricerca delle innovazioni e dello sviluppo dei vaccini, più di chiunque altro nella storia della medicina americana. Tra le scoperte che ha fatto alla Merck , sono vaccini per parotite epidemica (vale a dire gli orecchioni), rosolia e il morbillo…
Dr Edward Shorter (rivolgendosi al Dr Maurice Hilleman): Mi dica come ha trovato (scoperto) SV40 e il vaccino antipolio.
Dr Maurice Hilleman: Beh, questo era alla Merck . Sì, arrivai alla Merck per sviluppare vaccini… E all’epoca avevamo dei virus incontrollabili. Si ricorda dei virus del rene di scimmia e così via? Dopo 6 mesi ho gettato la spugna e ho detto che non era possibile sviluppare vaccini con queste maledette scimmie, siamo alla frutta, e se io non riesco a fare una cosa, chiudo, non vado per tentativi. Così sono andato a vedere Bill Mann allo zoo di Washington DC  e gli ho detto “guarda, ho un problema e non so cosa diavolo fare”. Bill Mann è davvero un uomo brillante.  Gli ho detto queste scimmie pidocchiose se lo beccano mentre se ne stanno nei depositi degli aeroporti, durante il transito, il caricamento e lo scaricamento.
 Egli disse con molta semplicita’ di procedere, prelevando le scimmie direttamente dall’Africa Occidentale, scegliendo la scimmia Africana Verde (Chlorocebus), portale a Madrid, scaricale lì. Lì non c’e’ altro traffico animale. Le imbarchi per Filadelfia, e te le vai a prendere Oppure le fai sbarcare a New York, e vai direttamente sottostiva a prelevarle.  Così siamo andati a prendere le Africane Verdi, e all’epoca non sapevamo che stavamo importando il virus dell’AIDS.
Varie voci di sottofondo: … (risate) …sei stato tu introdurre il virus dell’AIDS nel paese. Ora lo sappiamo! (risate) Questa è la vera storia! (risate). Di cosa non e’ capace la Merck per sviluppare un vaccino! (risate)
Dr Maurice Hilleman: Ciò che fece e’ stato di introdurre… voglio dire noi abbiamo introdotto quelle scimmie nel paese.  Avevo solo quelle e questo rappresentava una soluzione perché quelle scimmie non avevano quei virus incontrollabili, , ma noi…
Dr Edward Shorter : Aspetti, perché le scimmie verdi non avevano quei virus incontrollabili, visto che venivano comunque dall’Africa?
Dr Maurice Hilleman: … perché non venivano, non venivano infettate (non entrando a far parte di) in questo gruppo portatore di tutti gli altri 40 diversi virus…
Dr Edward Shorter : ma avevano quelli (virus) che hanno portato dalla giungla però…
Dr Maurice Hilleman : … sì, avevano quelli, ma quelli erano relativamente pochi. quello che succede con un gruppo in sovraffollamento è che si avrà una trasmissione epidemica di un’infezione in uno spazio ristretto. Comunque, le scimmie verdi arrivarono e prendemmo le nostre precauzioni per ripulirle… ed ora buon Dio scopro dei nuovi virus. Così ho bestemmiato. Bene, ho ricevuto un invito da parte della Sister Kenny Foundation  che era la fondazione avversaria quando si trattava del virus vivo…  (si riferisce a questo: http://www.whale.to/v/eddy.html, cioè a prima di Sabin, che dopo lo scandalo del vaccino fatto con il virus vivo della polio, che contagio’ parecchi bambini, trovo’ la via di uscita di produrre il vaccino con il virus morto. )
(Sister Kinney Foundation  si occupa di riabilitazione per le persone affette dalla Polio e di altre malattie che richiedono comunque la riabilitazione)  (si,vedi:http://www.polioplace.org/people/sister-elizabeth-kenny)
Dr Edward Shorter : Ah, giusto…
Dr Maurice Hilleman: Sì, loro erano saliti sul carro di Salk e mi avevano chiesto di andare a tenere un discorso ad una riunione della Sister Kenny Foundation. Mi sono reso conto che si trattava di un incontro internazionale e Dio buono, cosa gli diro’? So cosa faro’, gli parlero’ del tema del rilevamento di virus non rilevabili.
Dr Albert Sabin: … c’era chi non voleva un vaccino con virus vivo … (incomprensibile ) … concentrava tutti gli sforzi per far si’ che più e più persone ricorressero al vaccino con il virus morto, mentre mi finanziavano perche’ facessi ricerca sui virus vivi.
Dr Maurice Hilleman: Quindi ora ho in mano qualcosa (risate), e sapete che questo attira l’attenzione per attirare l’attenzione. E accidenti, pensai, quel maledetto SV40 , voglio dire quel maledetto agente che fa sbavare (non capisco se davvero il virus provoca sbavamenti, o se e’ per modo di dire….) scegliero’ semplicemente proprio quel virus, quel virus deve trovarsi nei vaccini, deve esserci nei vaccini di Sabin. Quindi ho fatto dei veloci test (risate) ed ecco che effettivamente c’era.
Dr Edward Shorter: Mi venga un colpo.
Dr Maurice Hilleman:… E così adesso …
Dr Edward Shorter: … così hai prelevato scorte di vaccini di Sabin dagli scaffali della Merck…
Dr Maurice Hilleman: … sì , beh era stato prodotto, è stato fatto dalla Merck …
Dr Edward Shorter: Lo stavate facendo per Sabin, a questo punto ?
Dr Maurice Hilleman: … Sì,lo facevano prima che arrivassi io alla Merck…
Dr Edward Shorter: Sì, ma a questo punto Sabin stava ancora solo facendo massicci test sul campo…
Dr Maurice Hilleman: …Già
Dr Edward Shorter:  Bene.
Dr Maurice Hilleman:… in Russia e così via. Così scesi e andai a parlare del rilevamento di virus non rilevabili e dissi ad Albert, ascolta Albert, tu losai che noi due siamo buoni amici, ma ho intenzione di andarcie tu ti arrabbierai. Andro’ a parlare del virus che è nel tuo vaccino. Ti devi disfare del virus, non preoccuparti, lo eliminerai… ma naturalmente Albert era molto turbato…
Dr Edward Shorter : Che cosa le ha detto ?
Dr Maurice Hilleman: … beh, ha detto in sostanza, che questo è solo un’altro offuscamento che stava sconvolgerà (il mondo de) i vaccini. Ho detto, che, lo sai, hai assolutamente ragione, ma qui ci troviamo in una nuova era in termini di rilevamento, e la cosa importante è eliminare questi virus.
Dr Edward Shorter : Perché ha parlato di offuscamento se si tratta di un virus che contamina il vaccino?
Dr Maurice Hilleman: …Beh ci sono 40 diversi virus in questi vaccini che comunque noi stavamo inattivando e …,
Dr Edward Shorter: Ma non stavate inattivando il suo…
Dr Maurice Hilleman: No è vero, ma nel vaccino contro la febbre gialla c’era il virus della leucemia e sapete bene che si era ai tempi di una scienza molto acerba. Comunque sono sceso e gli ho parlato e gli ho detto: bene, perché ti preoccupa? Beh ho detto “Ti dirò una cosa, ho la sensazione dalle mie ossa che questo virus è diverso, io non so perché te lo sto dicendo ma io … ( incomprensibile) … Penso solo che questo virus avrà alcuni effetti a lungo termine.” E lui ha detto “Cosa?” Gli ho risposto “cancro.” (risate) Gli ho detto,  Albert, probabilmente pensi che io sia pazzo, ma ho questa sensazione. Beh, nel frattempo avevamo preso questo virus e lo avevamo testato su scimmie e su criceti. Così abbiamo avuto questo incontro ed e’ diventato l’argomento del giorno, e le battute che correvano erano del tipo “Accidenti, vinceremmo le Olimpiadi perché i russi sarebbero pieni di tumori.” ( risate ) E’ li’ che il vaccino veniva testato, e’ li’ che … così, la riunione andò a farsi friggere, e questo divenne il tema principale. Beh comunque …
Dr Edward Shorter: Questa era ( incomprensibile…. ) dei medici … riunione a New York?
Dr Maurice Hilleman:… beh no , questo era presso la Sister Kinney
Dr Edward Shorter : Sister Kinney, giusto…
Dr Maurice Hilleman: … e Del Becco (sp) (probabilmente vuol dire Dulbecco, che ha avuto un ruolo importante nel vaccino contro la polio) si alzarono. Prevedeva problemi con questi tipi di agenti .
Dr Edward Shorter: Perché non è uscito sulla stampa?
Dr Maurice Hilleman: …Beh, credo che sia uscito, non ricordo. Non abbiamo fatto un comunicato stampa su questo. Ovviamente non si publicizza, si tratta di affari scientifici all’interno della comunità scientifica…
Voce del giornalista: …Una vittoria storica su una terribile malattia è drammaticamente spiegata dall’Università del Michigan. Qui gli scienziati inaugurano una nuova era medica con le relazioni monumentali che dimostrano che il vaccino Salk contro la poliomielite paralizzante fosse un successo clamoroso. E’ il giorno del trionfo del 40enne Dr. Jonas Salk, che ha sviluppato il vaccino. Arriva qui con Basil O’Connor, capo della Fondazione Nazionale per la Paralisi Infantile che ha finanziato i test . Centinaia di giornalisti e scienziati si sono riuniti da tutto il paese per l’annuncio epocale…
Dr Albert Sabin: … Era troppo spettacolare, era troppo Hollywood . C’era troppa esagerazione e l’impressione nel 1957 che – no, nel 1954 – era che il problema fosse risolto, che la polio fosse stata battuta.
Dr Maurice Hilleman: …Ma, in ogni caso sapevamo che era nel nostro ceppo per fare i vaccini . Questo virus vedete, è uno su 10.000 particelle non è uno di quelli attivi … ( incomprensibile) … era la  scienza buona del momento, perché questo era quello che facevi. Non ti preoccupavi di questi virus selvaggi.
Dr Edward Shorter: Quindi lei scoprì che non era stato inattivato nel vaccino di Salk?
Dr Maurice Hilleman: … Giusto. E poi succede che 3, 4 settimane dopo scovi che spuntavano tumori da tutte le parti in questi criceti.
Dr. Len Horowitz: Quindi nonostante l’AIDS e la leucemia divennero improvvisamente una pandemia, grazie ai “virus selvaggi”, ha detto Hilleman, questa all’epoca era “buona scienza”.
NaturalNews ringrazia il Dott. Len Horowitz per aver scoperto questa intervista negli archivi nazionali, e per averla divulgata in modo che il pubblico possa scoprire la verità dietro la letale industria dei vaccini.
(Il video dell’intervista lo potete trovare a questo link)

SHOCK MONDIALE, cancro trasmesso nei vaccini? Lo ammette l’azienda

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L’azienda farmaceutica MERCK ha confessato, la tragedia mondiale che sembrava frutto di una mente squilibrata purtroppo invece è una realtà con cui bisognerà confrontarsi. L’azienda ha ammesso di aver inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini.

La scioccante intervista ovviamente  censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackell Science, è stata tagliata dal libro “The Health Century” proprio a causa del suoi contenuti, l’ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus micidiale (SV40 ed altri) capace di provocare il cancro, nella popolazione di tutto il mondo.

Si spiegherebbe infatti l’aumento dell’insorgenza dei tumori negli ultimi 50 anni.

Questo filmato, contenuto nel documentario “In Lies we trust: the CIA, Hollywood and Bioterrorism”, prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall’esperto di salute pubblica, Dott. Leonard Horowitz, caratterizza l’intervista al maggior esperto di vaccini al mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l’Aids, la leucemia ed altre terribili malattie.

Nei vaccini venduti al terzo mondo si è scoperto che questi contenevano l’ormone B-hCG, un anti fertile se immesso in un vaccino.

La Corte Suprema delle Filippine ha scoperto che oltre 3 milioni e mezzo di donne e ragazze hanno assunto questi vaccini contaminati, così come in Nigeria, Thailandia.

Fonte losai.eu

La trascrizione dell’intervista è possibile leggerla al seguente link: Trascrizione dell’intervista di Dr. Maurice Hilleman sui vaccini.

Per approfondire l’argomento è possibile trovare al seguente link la traduzione di un articolo del 29 giugno 2011 apparso su naturalnews dal titolo “The true story of SV40, the cancer-causing virus hidden in polio vaccines”: La vera storia dell’ SV40, il virus nascosto nei vaccini.

Un sito che si può consultare per approfondire l’argomento sui vaccini è: http://www.comilva.org/

AVVISO PER I LETTORI: stiamo cercando di rispondere ai numerosi commenti pervenuti tentando di essere il possibile esaustivi in base alle notizie che possiamo rilevare da fonti attendibili. Risponderemo a tutti e cercheremo di farlo nel minor tempo possibile. Ci scusiamo per l’attesa e vi chiediamo una cortesia: molte persone pongono gli stessi quesiti o fanno le stesse affermazioni. Per evitare di ripetere innumerevoli volte le stesse risposte e per arricchire il dialogo, vi chiediamo di leggere prima i commenti già pubblicati. Grazie per l’attenzione.

vaccini-fonteIl blog del “giornalista informatico e cacciatore di bufale” Il Disinformatico (http://attivissimo.blogspot.it/) ha riportato la nostra notizia, senza però sottolineare che si tratta di una notiza derivata: una svista capita a tutti, anche ai più scaltri cacciatori di bufale! Abbiamo letto con attenzione tale articolo (http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-merck-inocula-il-cancro.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Disinformatico+%28Il+Disinformatico%29) e, considerata la premessa “Prima di pubblicare, basterebbe informarsi almeno un pochino”, speravamo di trovare nel link una smentita alle affermazioni rilasciate dal dr Hilleman, ma purtroppo l’articolo cita una “ Ricerca Wired” del 2007 che afferma “Infatti è indubbio che la Merck abbia “inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini”: ma lo ha fatto per errore, non per un piano diabolico; e lo ha fatto non “tradizionalmente”, ma ha smesso cinquant’anni fa.” Noi ci siamo limitati a riprendere un’intervista che già aveva aveva fatto il giro del mondo senza esprimere nessun giudizio personale, considerato anche che non c’erano elementi per farlo. Le informazioni le avevamo ricavate da “Lo sai.eu” come doverosamente avevamo scritto nel nostro articolo. Quanto alla parola “micidiale” che ha sollevato le obiezioni del bloggista Disinformatico del Link, anche quel termine lo avevamo ripreso dall’articolo citato come nostra fonte.

Schermata 2013-09-11 alle 22.59.41Per avere un maggiore approfondimento sul tema delle vaccinazioni, un articolo dal titolo “Vaccini: quello che nessuno vuole o può dire” è consultabile sul sito de Il Fatto:

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Per un ulteriore approfondimento, è possibile anche leggere l’articolo “Vaccini: un database segreto del governo americano di bambini rovinati o uccisipubblicato su Terra Real Time, che a sua volta riporta le sue fonti.

Il 27 gennaio 2014 è inoltre uscita la notizia correlata: Il vaccino uccise un alpino di cancro! SENTENZA STORICA IN ITALIA

Sempre a proposito di Merck, potrebbe interessarvi anche: Vetro nei vaccini, la Merck ritira 743.360 fiale (notizia del 12 gennaio 2014)

Nel frattempo c’è chi pensa anche al “vaccino fai da te” da produrre direttamente in casa. L’articolo si trova qui.

Uccisa una modella: il marito arrabbiato perchè ha contratto l’AIDS?

yulia-loshagina-morta-modella-tuttacronacaIl corpo nudo di Yulia Loshagina, modella 28enne, è stato trovato con il collo rotto e il volto sfigurato dalla combustione in un bosco tra gli Urali, in Russia. Per risalire alla sua identità c’è stato bisogno del test del DNA. La giovane sarebbe stata uccisa dopo una festa che si era svolta nell’abitazione sua e del marito, il fotografo Dmitry Loshagin. E proprio sul 37enne sono caduti i sospetti: l’uomo avrebbe contratto l’AIDS proprio dalla consorte. Loshagin è stato arrestato a Ekaterinburg ma intanto le indagini proseguono: si deve capire se sia stato realmente lui a uccidere la donna, forse in un impeto di rabbia per essere stato contagiato dal virus.

Caos nel mondo del porno americano: Cameron Bay è sieropositiva!

cameron-bay-aids-hard-tuttacronacaE’ ferma la produzione a luci rosse americana: l’attrice Cameron Bay è risultata positiva al virus dell’Hiv e ora si attendono i risultati dei test agli attori che nelle ultime settimane hanno girato scene con lei, ovviamente senza protezione. E’ stato il sito Gawker.com a dare la notizia che ha sconvolto gli addetti ai lavori, soprattutto se si considera la sempre aperta discussione sull’uso del preservativo nei film hard. Il direttore della Free Speech Coalition, Diana Duke, ha minimizzato, dichiarando che dal 2004 “ci sono stati solo due casi di positività all’AIDS e in nessuno di questi c’è stato un contagio tra attori sul set”. Inoltre, continua la Duke, “si tratterebbe del terzo caso in dieci anni, non a Los Angeles ma in tutta la nazione”.

Dopo l’Aids arriva H041… altro virus a trasmissione sessuale

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“Il virus H041 potrebbe essere peggiore dell’AIDS e il primato può raggiungerlo da qui a breve” ha detto il medico Alan Christianson alla CNBC perché “I batteri sono aggressivi e colpiscono velocemente il corpo umano”. L’America è già pronta a investire 50 milioni di dollari nella ricerca. Christianson ricorda: “La gente deve praticare sesso sicuro e chi sta per iniziare una nuova relazione dovrebbe fare un test all’inizio”.

Sarà davvero il nuovo AIDS dell’era 2.0?

 

Le Femen contro la stupidità della Chiesa!

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Le Femen contro la Chiesa, ma in particolare contro la stupidità del capo della Chiesa Cattolica del Belgio. Già ampiamente criticato Andre-Joseph Leonard per le sue idee sull’AIDS – espresse in un libro-intervista a Louis Mathoux, nel quale indicava la malattia come un “tipo di giustizia immanente, qualcosa come l’ecologia e l’ambiente: come quando dobbiamo pagare il conto per quanto abbiamo fatto all’ambiente”, secondo tale teoria “Se ci comportiamo in modo inappropriato con la natura fisica la natura ci tratterà male a sua volta. E se la gente tratta in modo inappropriato il senso profondo dell’amore umano, questo porta alla catastrofe a tutti i livelli” – è stato oggetto del blitz delle attiviste femministe. Le Femen hanno colpito l’arcivescovo con schizzi d’acqua santa contenuta nelle tradizionali statuette che ricordano l’immagine della Vergine e hanno accusato l’uomo di essere omofobo e ipocrita nei confronti degli omossessuali. La scena si è svolta all’Université libre di Bruxelles mentre il religioso teneva una conferenza sul tema della blasfemia nello stesso giorno in cui la Francia ha legalizzato i matrimoni gay e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. 

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Più che un attacco alla Chiesa è un attacco a quelle idee che se non avessero risvolti tragici sarebbero comiche. Personaggi come Andre-Joseph Leonard sono solo di ostacolo all’evangelizzazione e allontanano la Chiesa dai fedeli con idee retrograde e inaccettabili.

 

LUCI E OMBRE DEL PAPA… definì i gay illegali, ma lavò i piedi dei malati di Aids

jorge mario bergoglio- papa-tuttacronaca

Nel 2001 fece un gesto eclatante come baciare i piedi di alcuni malati di AIDS in ospedale, questo gesto lo porto immediatamente alla ribalta dei media.Molto attento al dialogo interreligioso tanto da pubblicare un anno fa un libro, Sobre el cielo y la tierra, scritto insieme al rabbino argentino Abraham Skorka, è, invece, intransigente contro i matrimoni gay.

Nel 2009 quando l’Argentina approvò i matrimoni gay lui li definì “ILLEGALI E FIGLI DEL DIAVOLO” e scatenò quasi una guerra santa con queste parole: “La crisi di valori che interessa oggi la nostra società fa dimenticare che l’origine stessa della parola ‘matrimonio’ risale a disposizioni ancestrali del Diritto Romano, in cui il termine ‘matrimonium’ era collegato al diritto di ogni donna di avere figli riconosciuti espressamente all’interno della legalità”. “La parola “matrimonio”, allude giustamente a questa qualità legittima di ‘madre’ che la donna acquisisce attraverso l’unione matrimoniale. Spesso si è cercato di associare erroneamente il termine ‘matrimonio’ al sacramento cattolico che porta lo stesso nome, senza tener conto del fatto che il vocabolo e la realtà che vuole esprimere sono stati consacrati dal Diritto Romano moltissimo tempo prima che il cristianesimo apparisse nella storia dell’umanità”. “Questa decisione potrebbe essere considerata contraria a vari trattati internazionali con gerarchia costituzionale dal 1994, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (art. 16), il Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici (art. 23) e la Convenzione Americana dei Diritti Umani (art. 17), dai quali si deduce che solo il matrimonio costituito da persone di sesso diverso è costituzionale”. “Affermare l’eterosessualità del matrimonio non vuol dire discriminare, ma partire da un elemento oggettivo che è il suo presupposto”. “Il matrimonio si è sempre costituito sulla base dell’unione di un uomo e una donna, ma è anche una vera istituzione, chiamata a svolgere una funzione sociale insostituibile: facilitare e promuovere la comunità di vita scelta dai coniugi, costituire un ambito adeguato alla procreazione e all’educazione dei figli ed essere quindi il cuore della famiglia, che a sua volta è una cellula fondamentale della società. Per questo, il matrimonio trascende l’interesse particolare dei coniugi e interessa anche quello generale. Da ciò deriva il fatto che, da quando l’uomo è tale, sia stato oggetto di regolamentazione sociale”. “E’ logico considerare a parità di condizioni ciò che può arrivare a offrire ai figli la coppia composta da un uomo e una donna e quella formata da due persone dello stesso sesso?”. “Decisamente non è ragionevole. Solo la prima e non la seconda può metterli al mondo come frutto dell’incontro personale. Solo la prima e non la seconda può fornire al bambino le figure del padre e della madre e modelli autenticamente maschili e femminili, indispensabili per la sua crescita integrale“.

È critico nei confronti del Fondo Monetario Internazionale e del capitalismo del libero mercato che contribuisce alla povertà. 

Bambina curata dall’Aids… nuova frontiera della medicina!

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Una bambina è stata curata dall’Hiv grazie a una serie di cure messe in atto fin dalla sua nascita.

Anche se non vi sono al momento certezze che rimanga in salute anche in futuro, la bimba, nata in Mississippi, Usa, nei suoi primi due anni e mezzo di vita non ha dato segni di infezione.
Alla bambina è stato somministrato un cocktail di farmaci in dosi più massicce e in tempi più immediati di come si faccia di solito e questo sembra abbia fatto regredire il virus.
Il caso apre la speranza per una cura dell’Aids per i bambini dell’Africa, dove il virus è particolarmente diffuso, ma apre anche nuovi spiragli per la possibilità di una sconfitta definitiva del’Hiv.

Catania. Arrestato Pasquale Rabuazzo: pedofilo sieropositivo

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