Shock in Usa: “Lo stupro senza orgasmo non è reato”

shock-ragazze-stupro-tuttacronacaAlcune studentesse della University of Southern California (Usc) hanno dichiarato che le loro denunce sono state di fatto respinte dall’università con vari pretesti. In base a quanto riferito dalle ragazze, le autorità federali americane hanno aperto un’indagine su come l’istituto gestisce i casi di aggressione sessuale. Il sito BuzzFeed riferisce che il ministero dell’istruzione ha aperto un procedimento dopo che 14 studentesse hanno presentato denuncia contro la Usc. Una delle studentesse, Ari Mostov, ha raccontato di aver riferito al Dipartimento di sicurezza pubblica della Usc di essere stata violentata da un suo compagno. Solo dopo diversi mesi la risposta: nè l’università, nè la polizia avrebbero perseguito il presunto stupratore, perchè questi “non ha avuto un orgasmo”. La Mostov ha detto: “Sono stata ferita. Sono stata oltraggiata. Sono stata violentata”, prima di aggiungere che le autorità di sicurezza dell’ateneo erano “totalmente in errore quando hanno deciso che da cinque a dieci minuti di penetrazione forzata non rappresentano uno stupro perchè il mio stupratore era troppo ubriaco” per raggiungere l’orgasmo. E’ lo stesso sito che ricorda come il codice penale della California stabilisce peraltro che qualsiasi penetrazione, anche minima, è sufficiente per parlare di stupro. Ma il caso della Mostov non è il solo. Tucker Reed ha infatti raccontato di avere lo scorso autunno denunciato alle autorità dell’università di essere stata violentata, e di aver presentato anche delle registrazioni audio in cui il suo rapitore ammetteva le sue responsabilità: dopo sei mesi l’ateneo ha deciso di chiudere il caso, affermando che non aveva fornito prove a sufficienza. E i casi del genere sarebbero apparentemente molti di più tanto da spingere alcune studentesse a farsi ora avanti con una denuncia pubblica.

Orrore a bordo: Leonid Kamenoff

Leonid+Kameneff-tuttacronaca

Sono sconvolgenti i particolari emersi oggi a Parigi durante il primo giorno del processo all’ex psicoterapeuta Leonid Kamenoff, fondatore nel 1969 de ‘L’ecole en bateau’, un’associazione che proponeva un progetto di educazione alternativo, viaggiando su un veliero attorno al mondo per qualche mese o anno. L’uomo costringeva i ragazzi che partecipavano alla gita ad avere rapporti sessuali tra loro e anche con adulti.

È accusato, assieme a tre membri del suo equipaggio, di stupri e aggressioni sessuali su alcuni dei suoi ex studenti. Rischia una pena di 20 anni di reclusione. Circa 400 bambini e adolescenti hanno partecipato fino al 2002 al progetto di Kameneff, 76 anni, che voleva essere «un’esperienza di educazione e insegnamento alternativa alla scuola». Solo una decina delle 30 vittime che hanno denunciato i fatti – e che oggi ha un’età compresa tra i 33 e i 46 anni – ha potuto costituirsi parte civile nel processo per fatti avvenuti tra il 1981 e il 1994, in quanto è subentrata la prescrizione. Sono infatti trascorsi 18 anni dalla prima denuncia fatta nel 1994 da un ex studente de ‘L’ecole en bateaù. L’anno scorso lo Stato francese è stato condannato dal tribunale di Parigi a pagare 250.000 euro a ciascuna delle vittime a processo per diniego di giustizia essendo trascorso un tempo «eccessivo» per le indagini.

Kameneff è stato arrestato in Venezuela nel 2008 ed è quindi stato estradato.Durante l’interrogatorio ha riconosciuto in parte i fatti di cui è accusato, tra cui le aggressioni sessuali. Ha trascorso 19 mesi e mezzo in detenzione provvisoria prima di venire rimesso in libertà ma sotto controllo giudiziario. «La società è enormente cambiata – ha spiegato l’ex psicoterapeuta -. Alcune cose che sembravano normali un tempo ai fini educativi oggi sono guardate con sospetto». Almeno una trentina di ex partecipanti al suo programma educativo, minorenni all’epoca dei fatti, ha ammesso di essere stata vittima di aggressioni sessuali da parte di Kameneff e del suo equipaggio, descrivendo sedute di massaggio e di masturbazione collettiva. «Siamo stati vittime di un uomo che ha voluto realizzare un sogno e ci ha utilizzati come i suoi giocattoli», ha detto uno degli accusatori, Marie Rigod. Mentre Benoit Klam, che aveva 9 anni quando è salito sulla barca di Kameneff, parla anche di «indottrinamento psicologico» denunciando  il comportamento manipolatore del loro «guru».   ‘L’ecole en bateau’, si legge sul sito internet dell’associazione, induceva a «un soddisfacimento intellettuale, psicologico, affettivo e sociale», proponendo «un’esperienza emancipatrice». L’età media dei partecipanti, spesso bambini con difficoltà relazionali o nell’apprendimento, era di 11 e 12 anni.

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