Ultrà violenti: 15 della Nocerina in manette

ultrà-nocera-tuttacronacaEra il 30 agosto scorso e, prima dell’anticipo serale della prima giornata di campionato di Lega Pro, i tifosi della Nocerina, che quel giorno trovava in campo il Perugia, presero parte a degli scontri dinanzi allo stadio San Francesco. Mentre i tifosi delle due squadre venivano alle mani, otto rappresentati delle forze dell’ordine restavano feriti. E ora il gip del Tribunale nocerino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso 15 misure cautelari  eseguite stamani dagli agenti della Digos della Questura di Salerno assieme ai colleghi del commissariato di Nocera Inferiore. Le quindici persone arrestate, di cui quattro sono finite in carcere ed undici ai domiciliari, devono rispondere a vario titolo dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e porto di oggetti atti ad offendere.

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Nocerina, ora anche gli allievi vengono aggrediti!

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Sono ragazzi di 16 o 17 anni, sono gli allievi della Nocerina e sono stati aggrediti e picchiati perché indossavano le tute della società quando si sono ritrovati al bar di  Mercato San Severino. Il derby farsa, non è quindi l’unico e solo evento allucinante e avvilente che ha richiamato l’attenzione dei media, il problema oggi si sta allargando a macchia d’olio e i fenomeni, già preoccupanti, sono diventati allarmanti. Gli allievi, 5 ragazzi, avevano deciso di fare un giro in paese dopo cena. Nel bar, però, sono stati aggrediti da una ventina di balordi. Dopo gli insulti e i cori contro la Nocerina le vie di fatto: gli allievi sono stati picchiati, anche con calci al volto. Ad avere la peggio è stato A.P., attaccante del 1998: Il giocatore è stato costretto a far ricorso alle cure dei sanitari per un calcio al volto che gli ha causato una forte contusione.

Il dramma degli albini d’Africa, facili prede degli sciamani

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Cosa significa nascere albini in Africa? Spesso la parola ALBINO si associa in Tanzania alla parola MORTE. I dati a nostra disposizione ci raccontano che dal 2006, 71 persone albine, cioè prive di pigmentazione della pelle, nei capelli e negli occhi, sono state uccise, mentre 29 sono state aggredite. Ma sicuramente questi dati sono parziali, spesso i reati, perpetrati anche in famiglia, vengono nascosti e non arrivano alle fonti ufficiali per essere conteggiati. Il numero potrebbe quindi essere molto più elevato se si pensa che questa anomalia genetica ha avuto origine proprio in Tanzania. Qui, in questo Paese nell’Africa orientale, ne è portatore 1 su 1.400 tanzaniani, a fronte di una percentuale globale di 1 su 20.000.

Come mai gli albini vengono aggrediti o uccisi? Per ignoranza, superstizione e soldi. Alcuni ritengono e gli albini siano fantasmi che non muoiono. Per altri, sono nati in famiglie maledette. Ma quel che è più sconvolgente, alcuni guaritori realizzano con parti del loro corpo pozioni magiche con cui ottenere salute e prosperità. Un “set” completo di parti di albino – orecchie, lingua, naso, genitali e arti – può valere 75.000 dollari.

Per questa ragione, molti del 17.000 albini che vivono in Tanzania vengono nascosti dal governo. Alcuni ambulanti che vendono “medicine” fatte con le pozioni degli sciamani dediti a uccidere gli albini, si sono lamentati che il prezzo dei loro prodotti sarebbe stato troppo elevato a causa della protezione che il governo ha iniziato a operare sottraendo gli albini alle violenze. Storie di povertà, di sopravvivenza e di sopruso che degenerano in affermazioni e atti agghiaccianti.  Ad esempio lo stupro è un altro orrore che spesso devono affrontare le ragazze affette da albinismo, le quali spesso, soprattutto nel nordovest del paese, vengono aggredite da uomini che pensano che avere rapporti con loro guarisca dall’AIDS.

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Uno dei luoghi più conosciuti in Tanzania che accoglie albini è il Kabanga Protectorate Center. Qui i bambini albini riposano sotto le zanzariere e sono fisicamente al sicuro, ma non vi sono molte prospettive per il loro futuro. Questo rifugio funziona come una sorta di collegio protetto da spesse mura per difenderli dalle mire di cacciatori e guaritori, ma non c’è nessun tipo di investimento sul futuro di questi ragazzi a cui viene solo garantito di rimanere in vita.

Cosa faranno da grandi questi bambini?

Zawia Kassim

Zawia Kassim

Zawia Kassim, una studentessa dodicenne della Kabanga Primary School, sogna di diventare maestra. Gli albini in genere non vanno oltre la scuola elementare, e in alcune comunità dove sono considerati mentalmente ritardati non vanno a scuola affatto. Ma coloro che intendono studiare spesso non ci riescono perché la loro condizione comporta l’abbassamento della vista e quindi la difficoltà di leggere. Molti di loro crescono analfabeti e svolgono solo lavori manuali.

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Nell’immagine Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel al Kabanga Protectorate Center. Angel, che soffre di cancro alla pelle, è stata costretta a lasciare la sua casa quattro anni fa, dopo essere stata aggredita da un gruppo di uomini guidati dal suo stesso padre.

Maajabu Boaz

Maajabu Boaz

Ma c’è anche chi non vuole essere rinchiuso e lotta quotidianamente per rimanere in vita nel suo villaggio d’origine. E’ il caso di Maajabu Boaz, 20 anni, davanti alla sua casa a Nengo, armato di coltelli. Maajabu— che in swahili significa “meraviglia” o “miracolo”, che si è rifiutato di lasciare il suo villaggio per essere ospitato in un rifugio. Altri bambini del villaggio sono stati aggrediti, ma finora la feroce reputazione di  Maajabu lo ha protetto, anche se il ragazzo è diventato un violento, suo malgrado.

Ora a raccontarci di queste atrocità arriva anche un documentario ‘White Shadow’, prodotto da Ryan Gosling e firmato Noaz Deshe, regista apolide che vive tra Germania e Stati Uniti. ‘White Shadow’, che sarà presentato alla   28. Settimana Internazionale della Critica, racconta proprio la persecuzione a cui gli albini sono sottoposti. Se essere neri può essere ancora, a determinate latitudini, una discriminanza, essere albini in Tanzania può rappresentare davvero un rischio altissimo. Le storie raccontate nel documentario sono violente, forti e di una spietatezza senza limiti… eppure raccontano di un problema che molti europei, occidentali e asiatici non conoscono. Secondo questo filmato tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati consumati circa 200 omicidi legati alla stregoneria che si lega in alcuni casi indissolubilmente con le pozioni magiche derivate dai corpi dilaniati degli albini.

Ancora aggressioni ai danni del 118 a Roma

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“Quanto accade, purtroppo ormai giornalmente, non è più in alcun modo sostenibile”. E’ stato questo il commento rilasciato da Natale Di Cola, della Cgil, dopo quando accaduto oggi a Roma dove gli operatori del 118 sono stati aggrediti in due diversi episodi. Nel corso del secondo, il più grave, tre sanitari sono rimasti feriti dopo essere stati picchiati. Già il 12 giugno scorso, dopo essere intervenuti a seguito di un omicidio e un ferimento a seguito di un diverbio stradale, alcuni infermieri furono aggrediti e uno riportò alcune fratture.

Arancia Meccanica sotto la metropolitana, vittime tre adolescenti napoletani!

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Basta poco a volte per cadere nella trappola di un aggressione e quello che era stato uno sguardo tra gruppi di ragazzi si è trasformato in rissa. Erano le 18.10 di ieri pomeriggio quando tre adolescenti, due ragazzi e una ragazza, si sono scontrati con un branco di minorenni alla metropolitana della fermata di Dante a Napoli.  Tutto è iniziato con qualche parola di troppo lanciata alla ragazza e difesa dagli amici che stavano con lei. Poi entrati in metro, più o meno all’altezza dei varchi d’ingresso, i tre sono stati aggrediti in stile “Arancia Meccanica”
 In pochi minuti il sangue era ovunque e secondo alcuni passanti sembrava più un mattatoio che una metropolitana. Ma perchè nessuno è intervenuto e tutti si sono, come spesso accade, preoccupati di allontanarsi il prima possibile dal luogo della mattanza? Anche se l’azione del branco è stata breve qualcuno sarebbe dovuto ugualmente intervenire.  Uno dei tre ragazzi aggrediti ha riportato la rottura del setto nasale e gli altri sono stati comunque brutalmente colpiti. Soccorsi dagli agenti, i ragazzi sono stati portati in caserma per sporgere denuncia. Gli agenti cercheranno tra le telecamere di videosorveglianza se ci sono immagini del branco in modo da poter individuare gli autori del gesto.

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