Come nasce la dittatura? Paternalismo e il populismo… Boldrini a piedi!

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E dopo il Papa, arriva la Boldrini. La neoeletta allo scanno più alto della Camera dei deputati è stata fotografata a piedi per le vie della capitale, in un giorno in cui la città è già stata provata dalla maratona, che ha paralizzato alcuni quartieri, e dall’Angelus del Papa. Così anche la Boldrini contribuisce a creare caos a Roma. Per gli ingenui, quelli che ancora credono nel miracolo di un cambiamento questo gesto è apparso una ventata di aria pulita. Ci sarebbe da chiedersi perchè non seguiamo quindi il consiglio di queste persone e ci mettiamo ad applaudire il gesto della Boldrini? Perchè purtroppo, l’onestà e la verità qualcuno la deve anche raccontare, con il rischio di diventare impopolare!

La passeggiata della presidente della Camera per recarsi al  Quirinale ed essere ricevuta da Giorgio Napolitano ha in sè un vero e proprio messaggio promozionale. Uno spot pubblicitario che arriva, giusto in tempo, per far dimenticare le lotte intestine all’interno del Parlamento e come si sia giunti a eleggere la Boldrini. Un atto di presa di posizione di un partito, il Pd, uscito “vincitore e vinto” dalle urne che non riuscendo a dialogare con gli altri partiti decide di forza, con un autorità quasi dittatoriale, di imporre le proprie persone. E se alla Camera il partito ha i numeri per “uscirne pulito” al Senato l’elezione di Grasso è frutto di un “inciucio”, di una compra-vendita di grillini. E la Boldrini è il simbolo di un partito che ormai ha perso la sua vocazione operaia e umile e si pone con aristocratica superiorità nei confronti degli altri partiti eletti sempre dai cittadini italiani. Si impone come un dittatore con gesti populisti e non a caso la Boldrini va a piedi e stringe le mani. Il popolo l’applaude e lei, come una sovrana o meglio come una novella first lady della dittatura, fa un gesto con la mano… per un attimo considera quel popolo osannante e concede dall’alto della sua compassionevole bontà un saluto.

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Scientology VS Berlusconi! Le sette e la politica.

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“Siamo in una situazione molto grave, c’e’ una setta che mi ricorda molto Scientology e che non dovrebbe nemmeno essere ammessa, per le regole che ha o che non ha, nell’ambito dei partiti democratici”, queste le parole pronunciate ieri da Silvio Berlusconi. Dichiarazioni che hanno mandato su tutte le furie proprio Scientology, che oggi, attraverso Luigi Brambani, Direttore Affari Pubblici della Chiesa Nazionale di Scientology d’Italia, ha voluto pubblicare una risposta alle parole del Cavaliere.

Questo il testo integrale!

“Apprendiamo dai media che il Cav. Silvio Berlusconi ha dichiarato oggi che il Movimento 5 Stelle è una setta che gli ricorda Scientology. Non sappiamo da quali fonti egli abbia attinto le informazioni su Scientology per poter fare una simile affermazione. Di certo le fonti consultate non sono le perizie degli esperti nazionali e internazionali di religione e nemmeno le sentenze italiane che hanno riconosciuto la natura religiosa di Scientology e la piena liceità delle attività delle sue chiese e missioni, tutelate quindi dagli articoli 8, 19 e 20 della Costituzione Italiana.
Ci è invece chiaro l’intento con cui ha fatto quella dichiarazione e, sebbene non crediamo che impressioni alcuno, essa ci indigna perché proferita da chi si è sempre presentato ai cittadini italiani come difensore delle libertà fondamentali, tra cui la libertà di religione.
Se ciò che preoccupa il Cav. Berlusconi è la mancanza di certezze sulle regole di democrazia del Movimento 5 Stelle, allora il paragone con Scientology è fuori luogo poiché i codici interni della stessa sono ben noti e consultabili nei testi del fondatore, Ron Hubbard, disponibili in molte biblioteche pubbliche nazionali.”

 

IL MOMENTO DIFFICILE E’ PASSATO! Così Napolitano, nel giorno dell’Unità Italia

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“Italia ha superato momenti difficili e drammatici grazie a un grande sforzo per superare le divisioni”. Lo ha detto in un videomessaggio il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. “Ora ritroviamo insieme orgoglio, fiducia e unità necessaria”, ha aggiunto. “Non dobbiamo perdere lo spirito costruttivo e il senso di responsabilità”. “Quel che non va nello Stato, nelle istituzioni e nella politica va modificato e riformato”, ha poi concluso.

Lo scandalo dei prezzi al bar di Montecitorio!

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Alla buvette di Montecitorio “i prezzi che ho visto mi sembrano ancora un po’ troppo bassi”. Giulia Sarti, neo eletta con il M5S esce dalla Camera quando è oramai finita la conta delle schede e, dopo aver passato la mattinata in Aula è affamata e perplessa. “Sono emozionata per questa giornata, ma sono anche colpita dalla lentezza dei lavori. Si perde una quantità di tempo inutile mentre il Paese deve essere governato”, afferma la parlamentare.

“Una delle prime cose da fare è correggere queste storture e agire sui regolamenti per evitare inutili perdite di tempo”. Fermata dai cronisti non si tira indietro e dispensa a chi glielo chiede il suo numero di cellulare; poi si congeda: “Ho una fame da lupo vado a mangiare o alla buvette o in mensa. Dove, francamente, due euro e mezzo per un piatto di pasta mi sembrano ancora un po’ troppo pochi”.In realtà i prezzi sono saliti con il governo Monti. Prima erano ancora più stracciati. Dopo palazzo Madama anche il bar della Camera aveva infatti ritoccato i prezzi all’insù. L’accoppiata cappuccino e cornetto dal 2012 costa ora 20 centesimi in più e il panino dai 30 ai 50 centesimi supplementari. Il cappuccio è infatti passato da 1 euro ad 1,10 e la brioche da 80 a 90 centesimi. Il caffè da 70 a 80 centesimi. Più “sostanzioso” l’aumento (20 centesimi) per l’orzo, per il decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 20) e per il cappuccino decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 30).

Grasso eletto, i grillini tradiscono, Beppe chiede dimissioni!

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“Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo”, del voto segreto e a maggioranza “ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze”. Beppe Grillo sul suo blog invita alle dimissioni quei senatori del M5s che in aula al senato, a suo dire, non hanno rispettato il “codice di comportamento degli eletti”.

Beppe Grillo è infuriato e lo scrive sul suo blog. Oggi l’M5S ha tradito gli elettori, lo spirito del moviemnto e i suoi fondatori. Alla prima prova, i grillini sono bocciati!

Al Senato the winner is… GRASSO!

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Al ballotaggio per la Presidenza del Senato si sono presentati Schifani e Grasso.  GRASSO ce l’ha fatta per una manciata di voti.

Si è sollevata una questione sulle schede bianche, per il numero relativo dei votanti. Il presidente del Senato ha quindi ribatito che la votazione è valida e non può essere annullata per tali schede. Si richiama la seduta del 16 aprile del 1994 in cui le schede bianche non hanno inficiato il risultato finale. Quindi la maggioranza, secondo il regolamento del Senato, non è toccata da coloro che hanno scelto di protestare non apponendo preferenze su nessuno dei due candidati. Non è stata accolta quindi la contestazione del leghista Calderoli che aveva chiesto nuove votazioni.

Prima di votare c’era stata la dichiarazione di Vito Crimi (M5S) ”Non faremo da stampella a nessuno. Il Movimento 5 Stelle ritiene di non modificare le proprie intenzioni di voto”.
Mentre Scelta Civica, tramite Andrea Olivero aveva dichiarato la sua volontà a lasciare la scheda in bianco motivando con queste parole la sua decisione ”La situazione che il Paese sta vivendo richiede che anche sugli assetti istituzionali di vertice ci sia convergenza e coesione nazionale per una coraggiosa azione riformatrice”.

Alla votazione ha partecipato anche Silvio Berlusconi accolto tra insulti e fischi.

NELLA BOCCA DI UN POLITICO!

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I politici che mangiano possono essere considerati come un concetto metaforico, che, insistendo sull’ambivalenza del linguaggio, non fa altro che ricordare il “magna magna“. Mangiare per molti politici, specialmente italiani, sembra essere una vera e propria arte, l’arte di arrangiarsi, di scroccare dove è possibile, di farsi i quattrini a spese dei contribuenti. Gli esempi in questo senso potrebbero essere molteplici: l’ingordigia del cibo e del denaro (per giunta pubblico). Alcuni casi si sono trasformati in scandali che hanno scosso l’opinione pubblica, ma, si sa, il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

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Ballottaggio Schifani e Grasso al Senato… Lavori in corso!

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Alla camera il Pd è riuscito a dare un presidente, al Senato il voto per Grasso si è disperso. E’ questa la sintesi della situazione politica italiana. Si è toccato con mano lo stallo istituzionale che il risultato delle urne a portato al Parlamento. Se c’è una coalizione di sinistra forte alla Camera, come era già stato largamente denunciato, manca la possibilità di governare nell’altro ramod el Parlamento, ove senza un accordo non vi è possibilità alcuna di far passare una legge.

 

 

LA CAMERA AL VOTO… PROMUOVE LA BOLDRINI!

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Prima votazione di sabato mattina. Finita la devastazione delle schede bianche si sono alternati i nomi di Figo e Boldrini. Ma è Boldrini in netto vantaggio e scoppia l’applauso quando ancora è in corso lo spoglio. Al Senato la battaglia per Grasso sarà più dura!

LO SCIPPO DI LAURA BOLDRINI! SOFFIA IL POSTO A SOFIA MARTINO.

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Che abbia un curriculum di tutto rispetto nessuno lo mette in dubbio, dalle risaie, all’Onu (con un contratto a tempo indeterminato a differenza della maggior parte dei contratti che sono a termine, ma lei ricopriva un ruolo di alto profilo e professionalità, logico che non potesse essere sostituita, nessuno è indispensabile, ma Laura Boldrini lo è!). Poi entra in Rai, perchè anche qui il passo è breve… sa l’inglese e ha esperienza in Venezuela, senza contare una laurea in giurisprudenza. Quanti italiani hanno un curriculum così e sono disoccupati?  Certo l’Onu aiuta!

Ma allora perchè facebook l’ha condannata? Perchè il Sel ha deciso di assegnare il seggio di Messina della Camera a lei piuttosto che a Sofia Martino? La Boldrini aveva i piedi in due scarpe capolista in due collegi siciliani e in quello della sua regione d’origine: le Marche! Naturalmente la Boldrini opta per la Sicilia Orientale, l’asciando, “generosamente”, l’altro collegio a Erasmo Palazzotto e per le Marche, invece viene candidata la Lara Ricciatti, che alle primarie di dicembre si era imposta con 811 preferenze. E le primarie della Boldrini? No, lei nessuna primaria, ha un canale preferenziale e viene inserita nelle liste… merito del cv, naturalmente!

E così Sofia Martino, 43 anni, insegnante precaria, 3 figli a carico, che alle primarie siciliane di SEL è stata la più votata, è rimasta fuori!

“Stando quindi a quanto si legge su facebook, quando nelle Marche si è saputo delle candidature paracadutate dall’alto c’è stata una sollevazione popolare che avrebbe portato ad un accordo pre elettorale con la segreteria nazionale di SEL: in caso di vittoria la Boldrini avrebbe optato per uno dei due collegi siciliani, lasciando quello marchigiano alla Ricciatti. Cosa che si è puntualmente verificata”. Come riporta il quotidiano indipendente Messina.Sicilians.it

Stordita, Sofia Martino s’informa presso due dirigenti regionali, Crispino Maggio e Simone Di Trapani. “Mi hanno risposto che non ne sapevano nulla e che forse era una manovra delle Marche per fare pressione sul nazionale perché la Boldrini optasse per un collegio siciliano. Ho detto che mi sembrava una cosa stupida e bambinesca, ma mi è stato ribattuto di non fare dietrologia e che il 5 marzo il direttivo nazionale avrebbe deciso. Ma in realtà non è andata così, perché il 28 febbraio sul sito del nazionale c’erano già gli eletti. Quello che più mi ha ferito è che la mia esclusione non mi è stata comunicata dal partito, ma l’ho letta su FB. Dopo che mi sono girata tutta la Sicilia per la campagna elettorale, mi è sembrata una grossa mancanza di rispetto”.

Naturalmente nella polemica non entra la segreteria provinciale del SEL. Ma su Fb si parla di un’assemblea regionale durante la quale si era deciso che la Sicilia Orientale andasse a favore della Boldrini. Ma chi è mai Laura Boldrini, visto che su internet non si ha nessuna informazione neppure sulla famiglia. Una carriera fuminante dovuta a meriti personali!

E Palazzotto si dice dispiaciuto… Sofia Martino non è rappresentativa come Laura Boldrini… infatti tutta Italia fino a ieri è vissuta senza conoscerla! Ma per Palazzotto è una figura di carattere nazionale.

Ma questa posizione fa alimentare le polemiche: il territorio siciliano è stato talmente devastato da decenni di pessima amministrazione, che a rappresentarne bisogni e disagi può essere solo un parlamentare locale.

Così Sofia Martino supportata dai siciliani che non ci stanno a vedersi scippare un posto in parlamento per i soliti giochi di partito continua a contattare esponenti del partito che possano chiarire queste scelte: “Ho provato a telefonare a Francesco Ferra del direttivo nazionale e per tutte e due le volte mi è sttao detto che era in riunione. Ho lasciato i miei recapiti telefonici, ma non mi hanno ancora richiamato. In ogni caso, volevo solo chiedere perché il territorio fosse stato penalizzato, visto che il candidato eletto era peraltro anche quello più votato in Sicilia alle primarie. “Pensavo che io e la Ricciatti avessimo le stesse possibilità, ma è evidente che io sono partita male in partenza, non sapendo che in caso di vittoria avrebbero sacrificato me. Sia chiaro, avrei corso lo stesso per il partito, ma avrebbero dovuto dirmelo. Questa decisone di fatto si traduce in una mancata valorizzazione del territorio. Abbiamo perso l’occasione per radicare il partito in Sicilia. Le Marche sono rosse e rosse sarebbero rimaste. E comunque, sarebbero state sempre rappresentate da marchigiana. Ma nella Sicilia del 61 a 0 del PDL, un parlamentare locale di SEL in più avrebbe dovuto esserci. Se volevano premiare l’impegno della compagna Ricciatti io avrei corso lo stesso, ma senza mettere a rischio il mio lavoro. Sono una Cocopro, non sono tutelata sul piano dei diritti e quando la campagna elettorale si è intensificata nelle ultime settimane non ho rinnovato il contratto e adesso potrò riprendere a lavorare solo a maggio. In ogni caso, se a Messina città SEL ha avuto il 3,2%, lo stesso dato del nazionale, qualcosa di buono lo avrò anche fatto. E anche rispetto al collegio della Sicilia Occidentale, qui abbiamo avuto oltre 3 mila voti in più. Questi dati dovrebbero parlar chiaro. O no?”.

E mentre Facebook si mobilita con una petizione, la Boldrini si candida alla Presidenza della Camera.

Il 20 partono le consultazioni al Colle!

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In un clima da apocalisse politica, con la Spagna che riduce sempre più il margine di divario tra i suoi titoli di Stato e quelli italiani, tra le mille e non più mille proposte di Bersani, che non ha smacchiato il giaguaro ma anzi ha provveduto a rafforzare l’idea di una politica di compromessi, di inciuci e di promesse. Insomma di una casta che si divide la torta e i cittadini devono solo finanziare i partiti… poi il lavoro ci penseremo, la sanità è meglio se t’impicchi e per la scuola facciamo le iscrizioni online per essere moderni… ma un vero programma scolastico nuovo non c’è.

In questa atmosfera surreale ecco che Napolitano inizia  le consultazioni per la formazione del nuovo governo. La data è fissata per mercoledi’ 20 marzo.

 

RENZI RIPARTE DAL JOB ACT!

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“Sarà una legislatura breve. Ma spero possa almeno fare una riforma elettorale perché i cittadini scelgano il prossimo Sindaco d’Italia. E se ci saranno le condizioni, mi candiderò. Sto preparando un Job Act: un piano per il lavoro. Sarà innovativo. Noi ci siamo divisi tra la Cgil e Ichino e abbiamo dimenticato cose molto concrete: 20 mila cantieri fermi, lo 0,7 per cento del Pil, bloccati dal patto di stabilità, lo ricorda il presidente dell’Anci Graziano Del Rio. Investimenti sull’innovazione digitale, sull’agroalimentare, progetti per gli investitori stranieri. Al Job Act stanno lavorando imprenditori, docenti, manager, neo-parlamentari: un volume corposo, lo presenteremo tra aprile e maggio.” Così il Sindaco di Firenze in un’intervista all’Espresso.

Fate il vostro gioco… la roulette del Pd, ora Grasso e Boldrini

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E’ stallo in Parlamento: venerdì 5 fumate nere per le elezioni dei presidenti delle camere. Vota praticamente solo M5s, che debutta tra cravatte no-Tav e apriscatole, sedendo in alto alla Camera. Stamattina nuovo round. Berlusconi chiama fuori il Pdl: colpa di un Pd irresponsabile, accusa. Resta confermata per questa mattina la riunione di deputati e senatori di Scelta Civica, ma sulle presidenze di Camera e Senato, dopo il vertice notturno con Mario Monti seguito all’incontro del premier con Giorgio Napolitano al Quirinale, l’indicazione è quella di votare scheda bianca. Tramontate le ipotesi circolate ieri di una presidenza del senato per lo stesso Monti o di un’intesa con il Pd per un montiano a Montecitorio (erano circolati i nomi di Dellai e Balduzzi). E saltata la trattativa con i montiani il Pd punterebbe su due candidature nuove alla Camera e al Senato e i due saranno Laura Boldrini, di Sel, a Montecitorio, e Piero Grasso al Senato.

BERSANI VOLTAGABBANA! ADESSO L’IPOTESI E’ LEGA NORD.

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Caduta e sofferenza di un dittatore. Bersani non ce la fa a tenere il passo con i grillini e, stralunato, inizia ad avere la nebbia padana nel cervello. Vede verde in un attacco di bile per l’accordo mancato con il M5S e cerca la soluzione dell’ultimo momento… Prova la mossa del raccattapalle e si lancia alla raccolta di voti. Ma dove pescare? Dopo aver cercato di far saltare i grillini dal loro movimento al Pd, dopo aver provato lui stesso il brivido del baratro accennando all’abolizione del rimborso elettorale (l’uomo nero che disturba i sogni d’oro di Pier Luigi) e dopo aver perfino creato la compagnia del “fringuello” per andare a contrattare con quel pericolo a cinque stelle dalle punte acuminate… il segretario del Pd ha trovato la soluzione.

UDITE UDITE (o rustici attenti, non fiatate) L’EDITTO E’ STATO EMANATO! SUA SIGNORIA PIER LUIGI BERSANI DA BETTOLA, USANDO L’ORDINARIA CLEMENZA, CONCEDE UN NUOVO ACCORDO CON IL QUALE RISTABILIRA’ NUOVAMENTE LA TRANQUILLITA’. IL NOSTRO SOVRANO, PRODIGO E GENEROSO, OFFRE LA PRESIDENZA DEL SENATO A MARIO MONTI E UNA LEALE ALLEANZA AI LONGOBARDI, CHE VENGANO PURE I LEGHISTI, CON I LORO VOTI, A IMPOLPARE QUESTO PARLAMENTO, ORMAI DIVENUTO UN MATTATOIO. SI SPALANCHINO LE PORTE PER IL SOLE DELLE ALPI (Ragasssi ma metter una foglia di maria sembrava brutto?) E CHE SEGGANO SU QUESTI SCANNI GLI EREDI DI ALBERTO DA GIUSSANO… O SI FA L’INCIUCIO O ABBIAM LA PIAGA D’EGITTO! (i grilli hanno già invaso il parlamento)

Che poi è logico i Maroni si trovano sui Monti! Ma l’uveite non la recuperiamo? Qualche bel grappolo ci servirebbe per innaffiare bene l’inciucio finale… ed ecco quindi che rispunta un’idea “nuovissima” il GOVERNISSIMO, da celebrare con il Va Pensiero sull’ali dorate (del finanziamento pubblico)!

Esce dalla sua stanza bunker… il Cav di nuovo in libertà!

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Come annunciato dal suo medico personale, Alberto Zangrillo, Silvio Berlusconi ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano. ”Sono un po’ stanco, mi hanno dato due giorni ad Arcore e ne sono contento” ha detto.  Il governo ”non solo si farà, ma si deve fare”.

Parla, respira e ragiona… anche questa volta il Cavaliere sconfigge il “male ingiusto”!

2° turno per Camera e Senato: l’ onda bianca continua!

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Neppure al secondo turno si è riusciti ad avere una convergenza. Nonostante l’appello di Vendola, di votare per il candidato del M5S. Si registra una situazione di paralisi all’interno dei due rami del parlamento.

Camera convocata alle 10,30, prima seduta del Senato alle 11. Inizia così la legislatura numero XVII che come di consueto affronta in via preliminare il nodo delle presidenze delle sue assemblee parlamentari. I presidenti dovrebbero essere eletti domani e non oggi perché il Pd ha deciso di tenere aperto il dialogo con il M5S.

Il grillini hanno intanto deciso di votare i propri candidati per gli scranni più alti di camera e senato: Roberto Fico e Luis Alberto Orellana.

Per la presidenza del Senato è più difficile fare previsioni rispetto a quella della Camera. Il leghista Roberto Calderoli ha proposto uno “scambio”: se la presidenza di Montecitorio andasse a un esponente del Pdl, il carroccio voterebbe la candidatura di Anna Finocchiaro, capogruppo uscente del Pd, al senato.

Il Pdl non ha finora avanzato proprie proposte (le indiscrezioni dicono che i parlamentari di questo partito voterebbero oggi scheda bianca). Il Pd sarebbe intenzionato a sostenere la candidatura di un esponente di scelta civica. Crescono di conseguenza le chance di Linda Lanzillotta, ex Pd ed ex Api, ex ministro per gli affari regionali.

Eletta e dimessa!

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45 anni, impiegata di Cesano Maderno, Monza e Brianza, la donna era salita all’attenzione degli attivisti lombardi del Movimento quando alle Parlamentarie di dicembre era balzata in testa come capolista al Senato nella circoscrizione Lombardia. E si era involontariamente trovata al centro di una polemica che si inquadra nella più generale «rivalità» tra gli attivisti di Milano e quelli della brianza.

Tutto inizia a dicembre 2012. Nella circoscrizione Lombardia 1 alle primarie interne del Movimento appena concluse hanno stravinto a sorpresa i candidati «monzesi». Al Senato i primi tre posti sono occupati tutti da loro: Giovanna Mangili, con 231 voti, Monica Casaletto, con 199 e Bruno Marton, di Desio, con 199 voti. Incredibilmente gli attivisti milanesi si vedono a secco di propri rappresentanti in una delle circoscrizioni più importanti d’Italia.
Iniziano a fare alcuni calcoli. E diversi puntano il dito proprio contro Giovanna Mangili, definita una «candidata per caso». Molti fanno notare come non abbia esperienze passate di attivismo, e come si sia avvicinata al Movimento soltanto negli ultimi tempi (si è iscritta al Meetup nell’ottobre 2012) all’indomani dei successi del Movimento alle amministrative di Parma e alle Regionali siciliane. Altri sottolineano maliziosamente il suo matrimonio con Walter Mio, attivista M5S come lei, eletto pochi mesi prima consigliere comunale a Cesano.
Com’è possibile, si chiedono, che un attivista appena iscritta al Meetup abbia preso più voti di molti altri che da anni lavorano sul territorio? Normale dinamica territoriale, risponde un attivista monzese. Monza e Brianza sono sempre state un’isola felice. Il numero dei candidati era molto esiguo rispetto agli attivisti, naturale che i voti si siano dispersi di meno. Una vera e propria cordata, rispondono invece i milanesi. Pensano che gli attivisti di Monza abbiano deciso di fare «gioco di squadra» e abbiano dirottato in massa i propri voti (3 a testa) solo su pochi candidati scelti. Una procedura normale negli altri partiti. Un’eresia all’interno del Movimento in cui uno vale ognuno e le cordate sono bandite.
Annusato il pericolo, lo stesso Grillo ha messo in guardia gli attivisti con un post in cui minacciava di diffidare chiunque avesse tentato di pilotare il voto con «congreghe partitiche su base locale create per favorire uno o più candidati a scapito di tutti gli altri».  Secondo alcuni attivisti, non tutto è andato come previsto. «Alcuni gruppi hanno adottato strategie di concentrazione dei voti. Queste sono cose veramente gravi», constata amaramente qualche giorno dopo Vito Crimi, attuale portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle e scalzato dal posto di capolista al Senato della Lombardia dalla Mangili.
Le accuse hanno spinto la Mangili a rispondere con le dimissioni: «Con questo gesto», ha scritto il marito Walter Mio, «vogliamo ridare dignita’ personale ad una persona che ha sopportato in silenzio attacchi per non danneggiare un MoVimento che ha sempre sostenuto e che sempre sosterrà».

Vendola al Pd: covergiamo sul grillino!

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“L’auspicio è che si possa determinare una scelta in favore di un candidato del Movimento cinque stelle”: lo dice il leader di Sel Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa, in merito all’elezione del presidente della Camera e sottolineando di auspicare un “atto unilaterale del centrosinistra che decidesse questo”.

De Gregorio ai domiciliari!

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E’ agli arresti domiciliari l’ex senatore del Pdl Sergio De Gregorio: l’ordinanza notificatagli a casa a Roma dalla Gdf e’ relativa all’inchiesta sui finanziamenti al giornale L’Avanti, che lo vede accusato di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, riciclaggio ed estorsione. De Gregorio e’ invece accusato di corruzione nell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori: per questo capo d’accusa la procura ha chiesto, per lui e per Berlusconi, il giudizio immediato.

PD-Monti e… in forse il Pdl? Ecco i compagni della parrocchietta?

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Pier Luigi Bersani ha provato a tenere aperto fino all’ultimo il tentativo di un coinvolgimento del Movimento 5 Stelle nella partita delle presidenze di Camera e Senato. Uno schema traballante già da giorni e che con il passare delle ore, dicono fonti parlamentari del Pd, si conferma sempre più irrealizzabile. «Lo schema originario di Bersani è ormai acquisito che è fallito», sostiene più di un parlamentare democratico.
E ora? Il nuovo schema possibile è quello di un’intesa con la coalizione montiana. Un’opzione su cui, in particolare, l’area franceschiniana premeva da giorni. Dario Franceschini già alla Direzione del Pd aveva sollecitato l’avvio di un dialogo con i montiani.
Con il tramonto dello schema Pd-M5S, la carta Monti torna alla ribalta. I contatti sono in corso e non si esclude anche un contatto diretto tra Bersani e il Professore che, dicono fonti sia alla Camera che al Senato, sarebbe fortemente interessato alla presidenza di palazzo Madama. Un’intesa di questo tipo ‘salverebbe’ l’ispirazione della corresponsabilità istituzionale perseguita da Bersani: Monti al Senato e Franceschini alla Camera.
Ma c’è un problema che al momento non è stato superato: Monti, anche nei contatti avuti questa mattina, continua a chiedere che venga tenuto dentro anche il Pdl. Un coinvolgimento che per il Pd non è possibile accettare. «Mai e poi mai con il Pdl -dicono fonti dem- piuttosto facciamo saltare tutto». Se dovesse fallire anche l’intesa con i montiani, dicono le stesse fonti, allora vorrebbe dire che «facciamo da soli». Con il rischio che magari sullo scranno più alto del Senato vada un pidiellino.

Mario Monti al Senato?

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Circola con insistenza in diversi ambienti parlamentari, nel Pdl, nel Pd e persino in Scelta Civica, l’ipotesi di una candidatura di Mario Monti a presidente del Senato. Uno scenario su cui fonti vicine al premier non vogliono rilasciare dichiarazioni, ma che nel palazzo trova, al momento, diverse conferme.

Dalla politica al carcere: la caduta di Cosentino!

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L’ex sottosegretario all’Economia del Pdl, Nicola Cosentino, è entrato nel carcere di Secondigliano, Napoli, in esecuzione dei provvedimenti di arresto emessi a suo carico nel 2009 e nel 2011 per i reati di concorso esterno in associazione camorristica, reimpiego di capitali illeciti e corruzione.  L’ex coordinatore del Pdl in Campania si è consegnato spontaneamente alla casa circondariale napoletana accompagnato dal suo difensore di fiducia, Stefano Montone. I pm della Dda di Napoli, Antonello Ardituro e Alessandro Milita, hanno delegato per l’esecuzione del provvedimento di arresto alla Dia e ai carabinieri di Caserta.

CAMERA e SENATO: ELEZIONE PRESIDENTE ASSEMBLEA- fumata nera!

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E’ iniziata sotto la presidenza provvisoria di Antonio Leone (il più anziano degli ex vicepresidenti rieletti) la prima seduta della XVII Legislatura. All’ordine del giorno – tra l’altro – l’elezione del presidente dell’Assemblea.

L’elezione si è svolta dando il seguente risultato: 618/618

Bianca: 4156

Roberto Fico:108

Marantelli6

Nulle:24

Al senato, neppure le forze politiche sono riuscite a darsi un presidente.

Alla prima chiama per l’elezione del presidente di Palazzo Madama. Un risultato atteso visto che le forze politiche ancora sono lontane dal trovare un accordo. Un risultato che verrà anche dalla Camera dove attualmente e’ in corso lo spoglio dei voti.

Ore 14.45 nuova votazione.

LUIS ALBERTO ORELLAN al Senato, il Pd fa dietro front!

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Per il Senato la scelta è caduta su LUIS ALBERTO ORELLAN, originario di Caracas ma eletto a Pavia.

Nato in Venezuela nel 1961, si trasferisce in Italia a 13 anni con la famiglia e compie studi scientifici, in particolare nel campo dell’informatica. Dopo la laurea in Scienze dell’Informazione, trova lavoro in Italtel, dove lavora ancor oggi. Ha esperienze di cooperazione in Africa e Sudamerica. E’ entrato nel MoVimento 5 Stelle nel 2009, candidandosi alle comunali della sua città, Pavia. Si è impegnato nella promozione dei referendum del 2011 su acqua e nucleare. Descrive il suo impegno politico come quello di “un novello Cincinnato”: fare politica non può essere un lavoro per la vita, ma una parentesi in cui i cittadini aiutano a governare il Paese.

Intanto è stato rinviato l’incontro tra la delegazione del Pd e quella del M5S in programma domani mattina.

M5S propone Fico e il Pd boccia… sempre più lontana un’ipotesi di governo!

tuttacronaca- pierluigi bersani- m5s- camera

«Abbiamo appena scelto il nostro cittadino da proporre come Presidente della Camera: Roberto Fico attivista since 2005». Con un post su Facebook è stato annunciato il nome del candidato alla presidenza della Camera. A pubblicarlo la neo deputata Tiziana Ciprini sul suo profilo personale.
Roberto Fico è napoletano, laureato con 110 e lode in Scienze della Comunicazione e con un master in “Knowledge managment” al Politecnico di Milano. Ha lavorato come redattore in una casa editrice, come direttore della ristorazione in un albergo e ha anche gestito l’ufficio degli studenti stranieri  all’Università di Helsinki presso la Facoltà di Scienze Sociali. Ha seguito Beppe Grillo sin dall’estate del 2005 e ha fatto nascere dei gruppi locali di confronto sul sito “Meetup” in cui raccogliere idee da concretizzare al di là della rete.
Fumata nera in Parlamento, almeno da parte del Pd. “Finora la nostra proposta di corresponsabilità non è stata raccolta dalle altre forze. Propongo dunque di votare domani sia alla Camera sia al Senato scheda bianca per continuare a lavorare ad un accordo”. È la proposta avanzata da Pier Luigi Bersani, all’assemblea dei senatori Pd.

“Che qualcuno dica siamo già fuori dall’euro e che lo vada dire ad un giornale tedesco non è il massimo delle trovate. Vuol dire che noi andiamo nel Mediterraneo con della carte straccia in tasca e con un disastro di proporzioni cosmiche per questo paese”. Lo dice Pier Luigi Bersani, in una intervista a Youdem,riferendosi a Beppe Grillo.
Secondo Bersani piuttosto che ipotizzare un’uscita dall’Euro è necessario “andare in Europa a dire con forza, avete visto anche dalle elezioni italiane che così non va e che l’Europa ok, ma non così. Questa, secondo il segretario del Pd “è la strada che tutti dovremmo prendere”.

COSI’ PARLO’ IL DITTATORE BERSANI…  MA UNA GRAMMATICA COMPRENSIBILE QUANDO LA POTREMO AVERE IN POLITICA… MORO ERA INTRADUCIBILE PER LA COMPLESSITA’ DI LINGUAGGIO, BERSANI LO E’ PER L’ILLOGICITA’!

M5S fa scoprire al Pd la politica senza rimborsi… tutto ai terremotati!

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«È possibile, ed è stato dimostrato, fare politica senza intermediazione dei partiti, senza bisogno di soldi pubblici e garantendo la massima trasparenza sulle fonti di finanziamento. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito»: lo afferma Beppe Grillo sul suo blog.
Il leader di M5S afferma che le spese saranno tutte documentate e rese pubbliche. Inoltre quanto resta dei 568.832 euro raccolti tra i cittadini sarà destinato al conto corrente per i terremotati dell’Emilia. «Le attività necessarie per le campagna elettorale del M5S, come l’allestimento dei palchi, sono state realizzate – scrive Grillo – grazie al volontariato dei cittadini attivi. Tutte le altre spese connesse e correlate sono state sostenute grazie a circa 15.000 persone che hanno donato in media poco meno di 40 euro a testa per un totale di 568.832 euro ad oggi. Tutte le voci di spesa saranno pubblicate, entro i termini di legge, nei prossimi giorni non appena sarà finita la meticolosa attività di rendicontazione».
«Non tutti i soldi che sono arrivati sono stati effettivamente spesi. Come anticipato la parte restante sarà destinata al conto corrente per i terremotati dell’Emilia. Il M5S vive grazie alla partecipazione attiva di milioni di cittadini. È possibile, ed è stato dimostrato, fare politica senza intermediazione dei partiti, senza bisogno di soldi pubblici e garantendo la massima trasparenza sulle fonti di finanziamento. Grazie – conclude – a tutti coloro che hanno contribuito».

il Pd pronto a dare Presidenza della Camera al M5S e apertura su riborsi

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Pierluigi Bersani, insieme al suo Stato Maggiore, sarebbero pronti a dare il via libera per votare un esponente del Movimento 5 Stelle alla Presidenza di Montecitorio.

E uno dei segnali di apertura al M5S da parte del Pd, sarebbe il passo indietro fatto da Dario Franceschini, il più quotato tra i democratici alla poltrona di Presidente della Camera, il quale si è detto non disponibile ad assumere quel ruolo, nemmeno nel caso in cui i grillini rinunciassero alla posizione. Il No di Franceschini sembrerebbe derivare dal fatto che, il politico avrebbe ricoperto il ruolo di Presidente nel caso in cui si fosse messo in piedi un progetto complessivo per un’intera legislatura, ma dato che l’incertezza regna sovrana e la durata della legislatura difficilmente sarà quella naturale, ecco spiegato il passo indietro di Franceschini.

Davide Zoggia, Responsabile Enti Locali del Pd, nonché uomo che tiene i contatti con le altre forze politiche al Senato, ha detto: “Siccome noi abbiamo sempre detto che siamo per il cambiamento e visto che loro hanno un risultato numerico equivalente a quello del Pd, non sarebbe logico, a fronte di una disponibilità da parte dei 5Stelle, non votare un loro candidato…Detto questo, vedremo”.

Alla presidenza del Senato, invece, dovrebbe essere votato un candidato Pd e il nome più gettonato è quello di Angela Finocchiaro.

Ma la vera vittoria di Beppe Grillo è sul rimborso elettorale ai partiti.

Addio al sistema attuale di finanziamento pubblico dei partiti, sì a un nuovo sistema basato sulla raccolta fondi, in particolare sulle piccole donazioni. A dirlo è il tesoriere del Pd, uomo di Bersani, Antonio Misiani. Forse è una delle aperture più importanti fatte a Grillo e al Movimento 5 Stelle negli ultimi giorni, visto che la restituzione dei rimborsi elettorali e una nuova disciplina dei soldi pubblici alla politica sono i prerequisiti che pongono a una possibile collaborazione con il Partito democratico. E la soluzione individuata da Misiani – c’è da scommetterci – è destinata a piacere molto al comico genovese: il Movimento infatti si finanzia proprio sulla base di piccoli versamenti online fatti da militanti e simpatizzanti.

“Sono disponibile ad avviare un’operazione di crowdfunding al posto del finanziamento ai partiti – dice Misiani -. Trovo molto interessante la proposta avanzata da Pellegrino Capaldo che è il concetto dell’incentivazione di un finanziamento basato su piccole donazioni fortemente agevolate dal punto di vista fiscale. E’ una sfida che noi siamo pronti a raccogliere sia sul tema del finanziamento sia sul tema della democrazia dei partiti, perché oggi noi diamo grande attenzione ai finanziamenti dei partiti ma c’è anche il problema della democrazia interna dei partiti perché o questo paese abbandona il dominio di partiti personali o liberisti o la nostra democrazia non fa grandi passi in avanti”.

Che questo sia un ulteriore amo lanciato dai Democratici a Grillo, lo si capisce andando a a guardare come il Movimento si finanzia online. Dal suo blog il comico chiede ai suoi di donare tramite carta di credito o bonifico per sostenere le spese di campagna elettorale, di promozione e legali di M5S. Finora sono arrivati 568mila euro da parte di 14.650 persone. Stiamo parlando quindi di piccoli versamenti, per una media di 38 euro l’uno. Proprio quelle microdonazioni da agevolare fiscalmente di cui parla Misiani.

Prima il Papa… per il governo c’è tempo, ma Renzi è pronto!

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Cambiare partito? «No. Sono rimasto nel Pd e con Bersani non solo perchè sono leale alla Ditta, ma anche perchè penso che per l’Italia sia utile avere due grandi partiti», lo dice il sindaco di Firenze.
Tra dieci giorni ci sarà un governo Bersani? Un governo del presidente? O torneremo a votare?, «Credo – dice Matteo Renzi- che sarà una legislatura breve, mi auguro che almeno si riesca a scrivere una buona legge elettorale. Il mio modello è il sindaco d’Italia».
«Solo da noi – spiega – il vincitore è oggetto di interpretazione: se alla Sistina si votasse con il Porcellum sarebbero eletti in quattro. E ora a venti giorni dal voto stiamo per infilarci nel rito nobile delle consultazioni. Ci mettono meno a fare il papa che il presidente della Camera!».

ADESSO… E’ BASTA BERSANI!

Agli Usa piacciono i grillini e il Pd tuona all’incidente diplomatico!

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L’ambasciatore americano “apre” ai grillini, e il Pd polemizza. L’ambasciatore statunitense a Roma David Thorne, parlando agli studenti del Liceo Visconti della Capitale, ha infatti usato parole di elogio per l’impegno dei giovani del Movimento 5 Stelle. «Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento», ha detto Thorne. «Tocca a voi ora agire per vostro Paese – ha aggiunto rivolgendosi in italiano agli studenti del Visconti per la giornata dell’orientamento professionale -, un Paese importantissimo nel mondo».
«So che ci sono problemi e sfide in questo momento, problemi con la meritocrazia, ma voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento. Spero che molti di voi – ha concluso l’ambasciatore americano – daranno un contributo positivo in questo senso per il vostro Paese».
Parole che non sono piaciute al parlamentare del Pd Michele Anzaldi, che in una nota ha espresso il suo dissenso verso l’intervento di Thorne, definito un’ingerenza. «Se confermate le dichiarazioni dell’ambasciatore americano David Thorne di sostanziale appoggio al Movimento 5 Stelle configurerebbero una gravissima ingerenza nelle vicende italiane», ha detto Anzaldi, le cui dichiarazioni sono state anche riprese dallo stesso blog di Grillo.
«Mi auguro che il ministro degli esteri Terzi di Santagata chieda immediatamente spiegazioni all’ambasciata americana e chieda al Dipartimento di Stato una correzione e una smentita rispetto a queste dichiarazioni, rese peraltro in una scuola, di fronte ai ragazzi. Proprio perchè amici e ammiratori della grande democrazia americana, non è davvero accettabile una simile entrata a gamba tesa, in un momento tanto delicato della nostra vita politica e istituzionale», ha concluso il parlamentare democratico.
«Dichiarazioni fuori luogo, rese con deprecabile leggerezza», le parole della neo senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi, già assessore all’istruzione della giunta Renzi al Comune di Firenze. «Se confermate, le parole di Thorne si configurano come un vero e proprio incidente diplomatico, su cui è necessario un immediato intervento da parte delle autorità competenti statunitensi e italiane – ha aggiunto Di Giorgi -. Spero che dal Dipartimento di Stato Usa arrivi subito una presa di distanza dalle dichiarazioni attribuite all’ambasciatore».
«Le mie parole hanno suscitato interesse. L’uso dei new media è positivo per il sistema politico italiano», ha poi commentato su Twitter l’ambasciatore americano David Thorne, che rimanda con un link al video del suo intervento di stamani al Liceo Visconti di Roma.

Rinviato il Rubygate… forse il 25/3… di un qualche anno!

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I giudici del tribunale di Milano,davanti ai quali si celebra il processo Ruby, dopo aver ricevuto il certificato medico del San Raffaele, hanno constatato che ”permangono sbalzi pressori” e che Silvio Berlusconi deve rimanere in ospedale, e pertanto hanno rinviato il processo a lunedi’ prossimo 18 marzo. Inoltre hanno fissato udienza per il 20, il 21 e 25 marzo.

L’attacco al Colle di Grillo… quasi una presa della Bastille?

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“Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo ‘Povero paese’. “Povero Paese – aggiunge – dove deputati e i senatori della Repubblica si umiliano in gruppo per il loro padrone e occupano un tribunale della Repubblica senza che nessuno intervenga, senza il minimo pudore. Come faranno a guardarsi in faccia? Il MPS, il più grande scandalo economico della Repubblica, è scomparso dall’informazione. Povero Paese in ostaggio degli interessi di tanti, di troppi, ma non del popolo italiano. Ora siamo a una svolta. Gli italiani lo hanno capito”. Lo afferma Beppe Grillo sul suo blog criticando quanto sta avvenendo, e in particolare una discussione centrata solo sulle alleanze invece che sui problemi dell’Italia.

Sicuramente con la morte di David Rossi, lo scandalo Mps è stato sotterrato! Sicuramente la magistratura deve andare in fondo su un sistema politico corrotto e colluso con le associazioni criminali… ma certo anche la speculazione mediatica, vuole la sua parte. L’Italia va a rotoli e nessuno si decide a cambiare la formula Bersani… si insiste con il solito vecchio modello basato su inciuci e cambi di rotta politica… ma il clima è cambiato! Gli 8 famigerati punti, in cui è detto tutto, ma non si è spiegato nulla restano lì come un vecchio testo di scuola da imparare a memoria per poi dimenticare appena dopo l’interrogazione. Intanto le imprese chiudono, gli imprenditori si suicidano, i giovani e meno giovani finiscono con l’accantonare, non un sogno, ma la propria esistenza. COSA STIAMO ATTENDENDO PER CAMBIARE ROTTA? I GIOCATTOLI SI SONO ROTTI, MA NOI VOGLIAMO SEGUITARE A GIOCARE?

Clima hot il Rubygate! Dal bunga bunga al tribunale è sempre una patata bollente

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Torna la voce al Cavaliere!

«I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile.De Gregorio aveva chiesto 10 milioni di euro a diversi parlamentari del Pdl, e di fronte al loro rifiuto aveva minacciato di andare dai pm a raccontare menzogne. I magistrati si sono costituiti in correnti con chiaro orientamento ideologico e politico. Non si può più consentire che nei confronti di un protagonista politico di centrodestra possano scendere in campo pm appartenenti alla stessa corrente di sinistra e che poi anche il collegio giudicante sia composto da due o addirittura tre giudici appartenenti alla sinistra. Con me ci si è sempre comportati così e le conseguenze si continuano a vedere.La lotta in Parlamento su questi temi sarà una battaglia combattuta per ottenere, naturalmente, le stesse garanzie per gli esponenti politici della sinistra – ha proseguito Berlusconi -. È una battaglia che non si può perdere, se non si vuole che l’Italia continui a essere un Paese in cui nessuno che si dedichi al servizio della politica possa vivere sereno. Questa sacrosanta battaglia, così indiscutibilmente giusta dopo ciò che è capitato a me in questi 20 anni, è una battaglia che vinceremo in nome della democrazia, in nome dello Stato di diritto, in nome della libertà». Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista.

E’ davvero un operazione CRAXI2? «Anche se i miei avvocati sono di contrario avviso, io non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita. Nonostante tutto mi aspetto ancora giustizia, almeno da questa corte», afferma in merito al giudizio d’appello attualmente in corso a Milano sui diritti Mediaset.
Alla domanda se abbia paura di una condanna definitiva il leader Pdl risponde così: «Corre voce che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2’. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica», aggiunge ribadendo che «sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra. Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola ‘visita fiscale’. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere. Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula – continua Berlusconi nell’intervista – prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: “Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perchè capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto”», ha aggiunto  il Cavaliere.

Il pd va all’ attacco sulla linea dei grillini: «Se gli atti fossero fondati penso proprio di sì». Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, risponde a Sky Tg24 alla domanda se il partito di Bersani voterebbe a favore in Senato di un’eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. «Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti», conclude.

La Santanchè si butta nell’arena e accusa Migliavacca: «Migliavacca getta la maschera e sotto c’è il compagno bolscevico che ha orrore delle libertà borghesi e degli accordi con le forze socialdemocratiche. Vergogna! Migliavacca continua ad ammiccare ai Grillini allargando sempre di più il solco tra Pdl e Pd. A rimetterci sono gli italiani ed il Paese. Con questo tipo di atteggiamento irresponsabile e di mentalitàantiquata èimpossibile pensare di fare le riforme». Lo dice la parlamentare del pdl Daniela Santanchè.

I poteri dello Stato e «in particolare quello politico e giudiziario, non possono e non debbono trovarsi in posizione di ostilità tra di loro».  «In un momento come questo» che il ministro ha definito di «eccezionale difficoltà» ci si deve «ispirare alla costruttività, da realizzare col contributo di tutti , nel rispetto della divisione dei poteri», lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino.
Una divisione che non deve diventare «contrapposizione». «La soluzione è complessa – ha ammesso sempre la Severino – e occorre lo sforzo di tutti per arrivare alla soluzione dei profili istituzionali che riguardano il potere politico e poi alla soluzione dei profili che riguardano il potere giudiziario».

Ma c’è un unico vincitore che aumenta i suoi consensi dalle lotte fra Pd e Pdl… è il M5S!

Siamo già fuori dall’euro? Per Grillo, SI’!

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In un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt Beppe Grillo ha dichiarato che «L’Italia è di fatto già fuori dall’euro».  I Paesi del Nord Europa – ha detto – manterranno l’Italia nell’eurozona «finchè non riavranno gli investimenti effettuati dalle loro banche sui titoli di Stato italiani. Dopo ci lasceranno cadere come una patata bollente».
«L’Europa non deve avere paura» ha quindi affermato Grillo al foglio economico tedesco. Serve «un’inversione forte e più democrazia», ha spiegato il leader di M5S proponendo non un’uscita dell’Italia dall’euro ma «un referendum online» sulla moneta unica, come si «sarebbe dovuto votare sul Trattato di Lisbona», tutti temi su cui «è stata ignorata la nostra Costituzione».
Grillo – che soffermandosi sul suo movimento ha affermato «Noi siamo la rivoluzione francese, senza ghigliottina» – ha infine precisato di non sentirsi anti-europeista. «Ho solo detto che volevo un piano B per l’Europa. Dobbiamo chiederci cosa è successo in Europa, perché non c’è una politica d’informazione comune, una politica fiscale comune, una politica d’immigrazione comune e perchè solo la Germania si è arricchita», ha rimarcato il leader di M5S.

Voi avete stipendi a 6mila euro? A Youdem, la tv del pd, ce l’hanno!

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Chiara Geloni, direttore della tv del Pd Youdem, ha commentato il dossier di Matteo Renzi sui costi del suo partito ai microfoni da Radio24: “Io prendo 6mila euro al mese, credo sia nella media dei miei altri colleghi giornalisti“, ha detto.
Secondo il dossier pubblicato martedì dal sito Dagospia, la giornalista guadagnerebbe 90mila euro lordi l’anno, ma a conti fatti, con quanto la stessa Geloni dichiara, si arriva a 72mila. Non è l’unico caso di incongruenza, e infatti il tesoriere del Pd Antonio Misiani minaccia querele: “Più che un dossier siamo di fronte ad una patacca che contiene una quantità di informazioni errate e di cifre campate per aria”.

Non era che i soldi vengono presi a loro insaputa?
Al netto, nella mia busta paga -continua Chiara Geloni- ci sono un po’ meno di 6 mila euro, uno stipendio alto. Ma ho lasciato il lavoro a tempo indeterminato, che avevo prima, e ho accettato un contratto a termine (che rinuncia! magari far posto a un giovane disoccupato?), legato alle vicende della politica, perché faccio il direttore. Ho chiesto uno stipendio un po’ più alto di quello di prima, di vice direttore a tempo indeterminato di un giornale. Credo sia nella media, paragonabile alle remunerazioni di altri colleghi giornalisti”.

MA VIVE IN ITALIA IL DIRETTORE DI YOUDEM?

Sulla questione rimborsi ai partiti ha invece detto: “Si può discutere delle forme e delle modalità del finanziamento pubblico. Sicuramente ci vuole il massimo della trasparenza. Però non sono d’accordo ad affidare la politica ai finanziamenti privati, sullo stile Usa che ha molti difetti. Il sistema dei rimborsi elettorali si può rivedere, però il pubblico dà garanzie a tutti“.

QUESTO E’ IL PD CHE PENSA AI POVERI?

Ecco l’atto costitutivo del M5S. QUINDI L’ATTO C’E’!

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Beppe Grillo presidente, il nipote Enrico vice e il commercialista Enrico Maria Nadasi segretario. E’ questa la triade al comando del Movimento 5 Stelle indicata nello statuto firmato davanti al notaio nell’atto costitutivo. Dal documento risulta anche che il titolare del simbolo dei Cinque Stelle e del blog beppegrillo.it è l’ex comico genovese. Nessuna traccia di Gianroberto Casaleggio.

Non esiste quindi soltanto il “non statuto” pubblicato sul sito dei grillini. Uno statuto vero e proprio è stato stilato e registrato davanti a un notaio il 18 dicembre. L’Assemblea – si legge – va convocata almeno una volta l’anno entro il mese di aprile. Poi ci sono un consiglio direttivo e un presidente. Che, per ora, sono sempre Grillo, il nipote e il commercialista. I tre hanno anche la qualifica di soci fondatori, mentre gli altri soci, quelli ordinari, vengono ammessi solo dopo la presentazione di una domanda che deve essere approvata dal consiglio direttivo.

I domatori incontrano il leone: incontro Pd- M5S

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“Un incontro positivo in cui si è condiviso l’obiettivo generale e la necessità di mettere in moto il Parlamento. Non servono prevaricazioni, cercheremo insieme la strada”. Luigi Zanda, uno dei tre mediatori del Pd, spiega così l’esito dell’incontro con i parlamentari grillini. “No, questo non lo ha chiesto”, ha poi risposto Zanda alla domanda se il capogruppo Roberta Lombardi abbia rivendicato la presidenza della Camera per il movimento.

“Sarà un’assemblea del parlamentari M5S a decidere se e quali cariche condividere con il Pd”, ha poi spiegato. “Il nostro compito – ha proseguito – non prevede alcun tipo di trattativa ma una ricognizione. Il nostro obiettivo è esplorare la possibilità di condividere un percorso per l’elezione delle presidenze dei due rami del Parlamento in modo molto trasparente e aperto”.Roberta Lombardi: “Per le presidenze candidati all’altezza” – La capogruppo M5S Roberta Lombardi sottolinea che “il principio che abbiamo voluto sottolineare è trovare persone all’altezza dell’importanza del ruolo che ricoprono, la nostra proposta sarà all’altezza”.Scontro con la stampa – Bocche cucite da parte dei senatori e deputati del Movimento 5 Stelle al termine della riunione di esponenti del gruppo parlamentare con la delegazione del Pd. I parlamentari a 5 stelle evitano i cronisti.

Cosentino prima del week-end sarà in carcere!

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Nicola Cosentino dovrebbe costituirsi in carcere venerdì, quando saranno terminate le procedure di insediamento del nuovo Parlamento. Lo ha affermato il suo difensore, Stefano Montone, che ha precisato che al momento non si sa a quale struttura il deputato Pdl dovrebbe presentarsi. Tra le ipotesi, oltre a una delle case di reclusione campane, vi è anche quella di un penitenziario fuori regione, per esempio Rebibbia, a Roma.

“La decisione definitiva sulla struttura in cui verranno scontati gli arresti – ha concluso Montone – spetta all’autorità giudiziaria e sotto il profilo amministrativo al Dap”.

Su Cosentino pendono due ordinanza di arresto – Nei riguardi di Cosentino, parlamentare uscente non ricandidato, ci sono due ordinanze di custodia cautelare in carcere per le quali la Camera ha rifiutato l’autorizzazione all’arresto, ma che sono state confermate nei giorni scorsi dal Tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere. Le ordinanze sono state emesse nell’ambito di procedimenti nei quali Cosentino è accusato di corruzione, in uno, e di concorso esterno in associazione camorristica, in un altro.

Matteo e la sua idea di governo!

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Nessun sabotaggio ma un invito, forte e rinnovato, a puntare sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti per tentare di cucire la difficile alleanza tra Pd e M5s.

E’ il messaggio lanciato oggi su Facebook da Matteo Renzi, che risponde anche al retroscena pubblicato da Repubblica sul presunto sfogo di Pier Luigi Bersani, preoccupato di un possibile sabotaggio da parte di Renzi del suo tentativo con i parlamentari grillini.

“Le polemiche interne al PD non hanno senso. Almeno, non adesso. Che io abbia proposto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non è una notizia: è proposta che abbiamo lanciato dalle primarie e dalla Leopolda. Non so se abolire il finanziamento serva a far pace con Grillo; sicuramente serve a far pace con gli italiani che hanno votato un referendum e che anche alle elezioni ci hanno dato un segnale”, spiega Renzi.

“Nessuno vuole “sabotare” il tentativo di Bersani, anzi. L’Italia ha bisogno di un Governo, prima possibile. Perché l’emergenza non è sapere chi farà il ministro, ma affrontare la situazione economica e la crisi occupazionale”. Quindi l’affondo, diretto più che mai, al segretario. “Paradossalmente se Bersani accettasse di abolire il finanziamento ai partiti forse avrebbe qualche chance in più – non in meno – di farcela. Decida lui, comunque: a me non sta a cuore la discussione di corrente, ma sta a cuore l’Italia”.

Quando l’uveite entrò in politica!

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Duro intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, secondo cui “non può essere messa in discussione l’indipendenza dei magistrati”. Il segretario Angelino Alfano, che guida una delegazione del Pdl, ha incontrato al Quirinale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, in una nota, ha condannato la manifestazione del Pdl di ieri fuori dal tribunale di Milano, dopo la doppia visita fiscale a Berlusconi per l’assenza in tribunale alle udienze dei suoi processi. «Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano», si legge in una nota diffusa dal Quirinale al termine dell’incontro con la delegazione del Pdl. «Il Capo dello Stato, nel fare appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione né la libertà di espressione di ogni dissenso né l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ha auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare».
«Napolitano ha ascoltato con grande attenzione le nostre preoccupazioni per i rischi che sta correndo la democrazia italiana». Lo affermano in una nota Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Grillo e il suo monologo: L’uveite di Berlusconi e l’orchite degli italiani.

«Berlusconi ha paura di fare la fine di Craxi, ma sarebbe invece la sua fortuna. In fuga sulle spiagge tunisine piene di Ruby senza la rottura di coglioni quotidiana dei suoi questuanti. Senza Ghedini, Alfano, Gelmini, senza Biondi, Gasparri, Cicchitto, Brunetta e soprattutto D’Alema Un paradiso terrestre. Si faccia condannare al più presto senza attenuanti e, prima dell’arresto, si dia alla latitanza. Ci guadagnerà in salute. Guarirà dall’uveite e gli italiani guariranno finalmente dall’orchite con cui li affligge da vent’anni. Ps: tutta la mia solidarietà ai magistrati di Milano.
L’uveite, una malattia che ha molto a che fare con la vendemmiata di processi dello psiconano, è un’infiammazione di parte o di tutta la tunica media (vascolare) dell’occhio o che interessa le altre tuniche (sclera, cornea e retina). Rinchiuso in una suite di 200 metri quadri del San Raffaele, Berlusconi è curato giorno e notte amorevolmente, alla porta di uscita c’è un appuntato dei Carabinieri per evitarne forse la fuga. Silvio ammira dalla finestra la cupola enorme con l’angelone voluta da Don Verzè, più grande di quella di San Pietro. Forse riflette sulla caducità degli esseri umani, sulla sorte effimera che aspetta ognuno di noi, come è successo a Don Verzè e a Mario Cal, sul destino cinico e baro che attende Mediaset, la sua creatura prediletta. Chissà a cosa pensa, novello Argante di Molière. Fuori  i parlamentari del Pdl si sono recati al Tribunale di Milano in segno di protesta, a tenere una conferenza stampa contro le “visite fiscali”, i “processi ad orologeria” e le “toghe rosse”. Una lunga fila di deputati e senatori è entrata nell’edificio e si è fermata davanti all’aula dove si tiene il processo Ruby come gesto di sfida. Non vi è stata purtroppo alcuna retata favorita dall’evento». Per il leader del Movimento 5 Stelle «i parlamentari del pdl sono ancora convinti che Ruby sia la nipote di Mubarak, come hanno dimostrato, convinti, a suo tempo con il voto in Parlamento, per questo assediano la magistratura, sono in buona fede. Si aggrappano a un vecchio signore che perde i pezzi come a un salvagente di marmo. Non hanno del resto alternative. Sparirebbero. Lo terranno insieme fino all’ultimo come la mummia di Lenin per esibirlo nei talk show con un altoparlante nascosto “No IMU, no IMU, no IMU”».

Anche gli immortali tremano… Berlusconi ha paura della croce!

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L’idea di mettere a ferro e fuoco il Palazzo di Giustizia di Milano era stata bocciata, o almeno così pareva, dallo stesso Silvio Berlusconi, consigliato dal vicino Gianni Letta. I pidiellini della prima ora, spinti dalle ex ministre Gelmini e Bernini, però non hanno obbedito. “A tutto c’è un limite”, hanno spiegato. La guerra alla magistratura non doveva essere la strada da intraprendere di fronte all’attuale quadro politico e non avrebbe giovato all’incontro programmato con Giorgio Napolitano.
Lo stato maggiore del Pdl, il segretario Alfano e i capigruppo uscenti Cicchitto e Gasparri, infatti, oggi vedranno il capo dello Stato per denunciare «la persecuzione giudiziaria» nei confronti di Berlusconi. I piani moderati dei fedelissimi del Cavaliere, tuttavia, sono saltati a causa del no al legittimo impedimento, della seconda visita fiscale a Berlusconi e dell’annuncio di processo immediato a Napoli per compravendita di parlamentari.
In realtà Berlusconi non avrebbe bocciato affatto l’iniziativa dei suoi parlamentari, tutt’altro. Secondo il quotidiano di via Solferino, infatti, l’ex premier si sarebbe lasciato andare a uno sfogo che di pacato non aveva più nulla, dopo la doppia visita fiscale in ospedale: «Ma basta con questi moderatismi, non ne posso più di queste cautele! Vogliono arrestarmi, farmi fuori, dovete reagire! Vi voglio tutti a palazzo di Giustizia, vogliono crocifiggermi!». Il Cavaliere ha paura di morire? Ma non era uno degli immortali?
Nel Pdl si attende di capire quale sarà oggi l’atteggiamento di Giorgio Napolitano. Ci si attende «un interessamento del presidente», dice scegliendo bene le parole la Gelmini. Qualcosa di concreto anche se di riservato, un’attenzione, un intervento da «presidente del Csm» come aggiunge Cicchitto, perché spiega Quagliariello «pretendiamo che quello che chiediamo merita una risposta: Berlusconi deve essere trattato come un imputato normale. Basta con l’accanimento, con decisioni assurde e minacciose come quella dei pm di Napoli». Il Pdl ripone fiducia nell’attuale capo dello Stato ed è per questo che auspica una sua rielezione al Quirinale.

Il governo secondo Mentana!

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E dopo Santoro ecco la proposta di Mentana! Con un tweet, il giornalista de La7, pronostica il futuro Premier italiano: “Nei palazzi i piu gettonati sono Prodi al Quirinale, Mauro al Senato,Franceschini alla Camera e Cancellieri a P.Chigi. Poi le primarie, il voto e via al governo di Matteo Renzi”.

Impazzano i pronostici e l’informazione tenta di veicolare messaggi politici sull’opinione pubblica. Tutti auspicano un governo tecnico piuttosto che un governo politico imbrigliato dalla mancanza di una vera e propria maggioranza. Inoltre pare proprio che il programma Bersani non piaccia neppure ai media!

Berlusconi rimane dentro!

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Silvio Berlusconi rimarrà ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano anche per tutta la giornata di oggi: la conferma arriva dal suo medico personale, Alberto Zangrillo. “Oggi rimane ancora ricoverato – spiega -. Effettueremo gli accertamenti previsti, tra cui quello sulla funzionalità dell’albero coronarico. Le sue condizioni sono stazionarie, ma non critiche. Non ci preoccupano”.

Le grandi idee politiche… la perla di Laura Puppato!

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Come fare breccia nel cuore di Beppe Grillo? Ma con un blog, che domande. Le migliori menti del Pd si stanno ingegnando sul modo migliore per formare un governo che possa essere appoggiato dai grillini, e le proposte vanno dalla concessione della presidenza di una Camera allo “scouting” di senatori a 5 stelle, passando per gli ormai famosi 8 punti di Bersani, ma invano: non passa giorno senza che Grillo non respinga al mittente le offerte, non senza provocazioni.

Come ultimo tentativo, il Partito Democratico avrebbe incaricato una delegazione per fare da “ambasciatori” con Grillo e il Movimento 5 Stelle, e verificare se davvero non ci siano spiragli per un’intesa. E la neoeletta senatrice veneta, la donna invisibile che alle primarie Pd contese il cucchiaio di legno a Bruno Tabacci, quella che doveva portare il partito alla vittoria nel Nord-est – e sappiamo come è andata a finire -, ha la soluzione per convincere Grillo: un blog insieme. Come non averci pensato prima?

MA COLLEGANO IL CERVELLO PRIMA DI RILASCIARE DICHIARAZIONI I NOSTRI POLITICI?

I Re Magi del Pd per espugnare gli M5S

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“Io propongo un ristretta delegazione che abbia il compito di fare una ricognizione di dialogo possibile, si tratta di fare un giro perche’ ancora siamo nelle nebbie totali”. Lo afferma Pier Luigi Bersani, segretario del Pd che propone Luigi Zanda, Rosa Calipari e ”una new entry Davide Zoggia”.

Legittimo impedimento sì! La terra dei cachi!

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I giudici del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta di legittimo impedimento per motivi di salute per Silvio Berlusconi e hanno rinviato il processo a mercoledì prossimo.

Il tribunale dando atto degli esiti della visita fiscale che ha rilevato “uno scompenso pressorio dell’imputato” e quindi un “assoluto impedimento” a comparire in udienza ha sospeso il processo e lo ha rinviato a mercoledì prossimo 13 marzo nel primo pomeriggio per definire un nuovo calendario di udienze anche perché, da quanto hanno rilevato i consulenti nominati dai giudici, per l’ex premier c’é la necessita di un ulteriore periodo di 6-7 giorni per effettuare ulteriori accertamenti medici.

Aspettando Godot… la crisi avanza!

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C’è chi manifesta davanti al tribunale dove da giorni si attende il Cavaliere, ormai disperso peggio di Godot. Ma non è lui l’unico ad essere atteso… gli italiani attendono un governo, attendono i tagli del rimborso ai partiti, attendono una crescita che ogni mese viene rinviata… come un tram che non arriva, bloccato nel traffico burocratico e nella confusione di idee… si attende il leader di un partito di sinistra… magari senza mangiar bambini e non sia più un uomo di metafore, che non abbiam tempo più per i giaguari, i passeri o gli scogli… Si attende un Papa, possibilmente contro la pedofilia, possibilmente un illuminato con l’energia alternativa, possibilmente un uomo pratico oltre che un ascetico, perchè i credenti non vivono sull’Olimpo, nè Paradiso. Attendiamo i diversi Godot, quei personaggi che non arrivano mai e se arrivano non li riconosciamo e li releghiamo in un angolo di Piazza della Signoria… Se arriva a Roma attraversando il Ponte Vecchio stavolta lo riconosciamo. Ecco noi attendiamo… ma alla fine ce ne andiamo, perchè per essere “italiani”, forse, ormai è tempo di andare all’estero, in fuga dal cervello di chi vorrebbe governarci e ripete che lui non è qui per pettinar le bambole (forse lui non è proprio qui, impegnato com’è a far magie per Mps)!

Il PDL in TRIBUNALE! Sogno? Film? 3D? No, realtà!

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E venne il giorno che i parlamentari del Pdl andarono in Tribunale, ma non per costituirsi, solo per manifestare!

Dall’Unione del Commercio, i parlamentari del Pdl sono andati al Palazzo di giustizia di Milano e, dopo aver intonato l’inno d’Italia, sono arrivati davanti all’aula del processo Ruby. In testa il segretario Angelino Alfano che ha motivato la manifestazione con ”tre fatti gravissimi”: il mancato riconoscimento del legittimo impedimento ai parlamentari avvocati Ghedini e Longo, la visita fiscale a Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della Procura di Napoli.

#BersaniFirmaQui!

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Bersani firmi qui e rinunci ai rimborsi elettorali”. Ecco la nuova sfida di Grillo al Pd, rilanciata dal suo blog. Grillo conferma che il suo movimento rinuncerà ai rimborsi elettorali e invita Pier Luigi Bersani a fare altrettanto. «Il Movimento 5 Stelle – scrive Grillo – rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà nè i rimborsi per le spese elettorali, nè i contributi per l’attività politica. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum». «Il mio auspicio – prosegue – è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante» e per questo, aggiunge, «non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti», conclude Grillo con un’esortazione alla rete a invitare via Twitter «Bersani a firmare il documento». E su Twitter è boom per l’hasthtag   #BersaniFirmaQui 

GUERRA TRA ISTITUZIONI! Stop distruzione intercettazioni su Stato-Mafia!

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La corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dagli avvocati di Massimo Ciancimino contro la decisione del giudice per le indagini preliminari di distruggere senza il contraddittorio tra le parti, le intercettazioni delle telefonate tra l’ex ministro Nicola Macino e il capo dello Stato. L’impugnazione sarà valutata, ora, nel merito dalla sesta sezione della suprema corte il 18 aprile. Slitta, dunque, la distruzione delle intercettazioni fissata per il 13 marzo.
I difensori di Ciancimino, gli avvocati Francesca Russo e Roberto D’Agostino, nel loro ricorso, avevano sostenuto che il provvedimento del gup Riccardo Ricciardi, che aveva ordinato la distruzione delle intercettazioni senza contraddittorio, ledesse il diritto di difesa. Dall’ascolto delle telefonate, intercettate nell’ambito dell’indagine sulla trattativa Stato-mafia, a loro avviso potrebbero trarsi elementi utili alla difesa del loro assistito imputato nel procedimento di concorso in associazione mafiosa e calunnia.
Sulle telefonate si è aperto uno scontro istituzionale tra il Colle e la Procura di Palermo culminato in un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta che ha dato ragione al Quirinale sulla distruzione delle intercettazioni.

FORSE POTREMO ALZA IL VOLUME E SAPERE LA VERITA’ PER UNA VOLTA IN ITALIA?

Sull’Ospite del San Raffaele si abbatte anche la procura di Napoli!

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La Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola. Il reato ipotizzato è di corruzione.

Tutta la magistratura al capezzale di Silvio Berlusconi?

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