Casinò di Venezia in “svendita” ai privati per rispettare il patto di stabilità

casino-di-venezia-vendita-tuttacronacaEra partita da 300-400 milioni di euro per trent’anni di contratto di appalto la base di offerta per il Casinò di Venezia. Ora però la Casa da gioco della laguna, la cui gestione è destinata a passare in mano a privati, è oggetto di una delibera del Comune che parla di 140 milioni, fatto che fa rabbrividire il PdL: “Non si tratta della vendita del Casinò per un futuro migliore ma semplicemente della vendita del Casinò per coprire le perdite del Comune di Venezia, com’è successo con la svendita delle quote Save dell’aeroporto. Che convenienza c’è a regalarlo?” Ma sia il Sindaco che la Giunta sono intenzionati ad accelerare il più possibile il percorso in modo da arrivare al bando di gara internazionale e alla vendita ai privati entro la fine dell’anno: in caso contrario ad essere a rischio non sarà solo l’immagine ma il Bilancio comunale. Come spiega il Gazzettino, l’operazione serve infatti anche a salvare l’Actv: come ha sottolineato Orsoni, infatti, il piano complessivo punterebbe a mettere in salvo il Comune permettendogli non solo di rispettare il patto di stabilità ma rendendo anche più solide le società partecipate, soprattutto l’Actv. Di conseguenza, si potrà continuare a garantire ai veneziani i servizi attuali e ai costi attuali. Della delibera si parlerà oggi, nella riunione congiunta delle due commissioni competenti, con la partecipazione del sindaco e dei sindacati. Come ricorda Grindcasino, però, al momento non trapelano nomi di possibili pretendenti, mentre “fino ad un anno fa si facevano i nomi della nota multinazionale statunitense Caesars Ent. (proprietaria del Caesars Palace e del Rio di Las Vegas e di circa trenta casinò negli States) e di un gruppo russo”.

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Il pontoniere che urla e bestemmia contro un passeggero a Venezia

pontoniere-aggressione-tuttacronacaE’ stato il blog VeneziaLagunaNostra, blog d’informazione della città di Venezia, a pubblicare su Youtube un video destinato a far discutere. Nel filmato si vede un pontoniere che, a bordo di un motoscafo dell’Actv, se la prende con un passeggero e gli si rivolge con urli, imprecazioni e bestemmie. La vittima di questa aggressione orale, un uomo di mezza età che non reagisce alle provocazioni, dopo un po’ esce dalla cabina e chiede l’intervento del pilota. Il video, della durata di poco più di un minuto, ripropone il tema della tensione sempre crescente tra passeggeri e personale dei mezzi di trasporto pubblico. Quello che contraddistingue questo caso è che il pontoniere è un dipendente della cooperativa sociale il Cerchio e non dell’Actv, come la stessa azienda di trasporti pubblici ha confermato. Sembra il fatto sia accaduto all’imbarcadero del 52, al Lido.

Considerato il linguaggio forte del video, abbiamo deciso di non pubblicarlo. Chi volesse visionarlo può tuttavia trovarlo a questo link.

Attacco shock di un gondoliere: augura ai capitani ACTV una morte lenta e dolorosa

cortivo-gondoliere-tuttacronacaE’ il Gazzettino a riportale la notizia di un gondoliere, Marco Cortivo, che tre giorni dopo l’incidente costato la vita a Joachim Vogel, turista tedesco a Rialto ha pubblicato una frase shock sul proprio profilo Facebook: “Auguro a tutti i capitatani ACTV una morte lenta e dolorosa!!!!”. Ad accompagnare il testo, un’immagine del Canal Grande affollato di vaporetti. Lo stesso quotidiano online spiega che “Meno di un’ora dopo la pubblicazione su Gazzettino.it quello status, insieme ai commenti e a tutti gli altri messaggi scritti in questi anni dal gondoliere, sono stati fatti sparire, quantomeno alla vista di coloro che non sono suoi amici.” Tante erano state le reazioni e anche un’addetta alla biglietteria dell’Actv ha preso la parola: “Scusa Marco ma questa è un po’ esagerata, in fin dei conti non credo fosse intenzione del pilota uccidere una persona. Che abbiate delle dispute tra gondolieri, tassisti e piloti è chiaro a tutti, ma credo che a nessuna delle categorie abbia fatto piacere l’accaduto. Non si tratta di un incidente provocato da un pazzo ubriaco, potrebbe succedere ad ognuno di noi x strada.” E’ stato un altro gondoliere, Alberto Zecchini, a corre in aiuto al collega: “Ti sbagli Elena, quando tutti i giorni mi succede di rischiare l’incidente, non è più da considerarsi tale ma tentati omicidi… Perché tanti lo fanno apposta ad accelerare esageratamente sui pontili quando sanno che hanno le gondole dietro. Ho sentito questo stando dietro la cabina del pilota spesse volte”. Mentre Cortivo non demorde: “Io che il capitano non abbia visto la gondola dietro non ci credo e’ impossibile!!! Secondo me voleva prenderla x farlo cadere in acqua!!! Se veramente non la vista (na barca de 11 metri no un cofanetto dea min***a) e’ un incompetente e va licenziato!!”.

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