Nonno orco: si finge amico di famiglia, abusa di due compagne del nipote

abusi-su-bimbe-tuttacronacaE’ il Messaggero che racconta una vicenda avvenuta a Fiumicino, Roma, dove un nonno si era offerto di dare una mano a due ragazzine compagne di scuola di suo nipote. La madre delle due sorelle, di 15 e 16 anni, è malata. Loro ne soffrono ma trovano nel sessantenne un nonno che è tanto gentile quanto premuroso. Ma dietro le migliori facciate spesso si nascondono orchi e questo caso non fa eccezione: l’uomo si finge amico di famiglia, fa salire le sorelle nella sua auto e abusa di loro per mesi. Per le due sorelle, l’incubo è terminato sabato, quando gli agenti del commissariato di polizia di Fiumicino sono andati a casa del 60enne notificandogli la misura cautelare degli arresti domiciliari. L’accusa è di violenza sessuale ai danni di minori. Si legge sul quotidiano:
Lui è il cosiddetto «insospettabile». Non ha mai avuto problemi con la giustizia, in famiglia era semplicemente un nonno premuroso. Loro, le vittime, sono due ragazzine che hanno tentato più volte di respingere le avances dell’anziano. Conoscono l’uomo perché è il nonno di un loro compagno di classe. L’orco conquista la fiducia della mamma delle sorelle e si insinua nelle loro vite. Va a prenderle a scuola, dice loro di essere innamorato, compra loro delle ricariche per i cellulari, fa regalini: borsette e altri oggetti da ragazzine. Arrivano gli approcci sessuali, le violenze, le ragazzine che provano a respingere quell’uomo, ma che non hanno il coraggio di confessare tutto ai genitori. Ad accorgersi che c’è qualcosa che non va saranno gli zii. Vedranno gli sms con testi inequivocabili che quell’uomo mandava alla ragazzine, si chiederanno come mai i cellulari di Sara e Paola erano sempre carichi.
Spunterà fuori anche un cellulare che l’anziano ha provato a regalare alle ragazzine per comunicare con loro in segretezza. Sara e Paola sono sconvolte, non riescono più a trattenere la paura, la rabbia per quello che hanno subito. Con la mamma denunciano tutto al commissariato di Fiumicino che fa subito partire le indagini. L’uomo negherà e subito dopo la denuncia minaccerà anche la famiglia di Sara e Paola chiedendogli di ritrattare. Non solo. Continuerà a farsi trovare all’uscita di scuola terrorizzando le due vittime di violenza sessuale. Le due ragazzine sono state ascoltate in un ambiente protetto dell’equipe degli psicologi della Questura. Sabato l’arresto a seguito dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dall’ Autorità Giudiziaria. Ad occuparsi del caso il pm Alessandra D’Amore della procura di Civitavecchia e il gip Chiara Gallo.

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Nigeriana spinge la figlia 14enne a prostituirsi

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In cambio di 5000 euro avrebbe spinto sua figlia a prostituirsi con un imprenditore di 70 anni. Lei è una mamma nigeriana che non ci avrebbe pensato due volte a “vendere” la figlia, lui, di origini abruzzesi avrebbe pagato la prestazione. La madre e l’imprenditore sono stati arrestati ieri sera dai carabinieri di Ascoli con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile ed atti sessuali con minorenne.

 

Svizzera shock: maestro d’asilo ha violentato 7 bimbe. La più piccola di 18 mesi

maestro-pedofilo-tuttacronacaLa notizia è riportata dal giornale svizzero Zuecher Oberland. Sta per essere terminata l’indagine su un maestro d’asilo, in carcere dal marzo 2011, durante la quale si è scoperto che l’uomo non ha violentato quattro bambine, come inizialmente si pensava, ma sette, di età compresa tra i 18 mesi e i 6 anni. Quattro delle vittime erano piccole che gli erano state affidate mentre lavorava in un giardino d’infanzia a Volketswil, non lontano da Zurigo, attualmente chiuso. L’uomo era stato arrestato dopo che la polizia era stata avvertita dalla cellula di coordinamento nazionale della lotta contro la criminalità su internet. In suo possesso si sono trovati film pornografici che avevano bambini come protagonisti. In un primo momento, il maestro aveva confessato di aver violentato una bimba di due anni e mezzo e di aver scattato foto e girato video con lei. Ulteriori confessioni si sono aggiunte nel corso dell’inchiesta. L’uomo offriva regalini e caramelle alle piccole perchè non parlassero dei loro “giochi segreti” con i familiari.

Il videogioco con i bimbi-avatar per scoprire gli abusi sessuali

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Sono due professori esperti di psicologia e di criminologia, l’italiano Angelo Zappalà e il finlandese Pekka Santtila, e hanno ideato e brevettato un  “simulatore di intervista a minori presunti abusati”. Il prototipo verrà presentato a Maastricht, nell’ambito della più significativa conferenza internazionale dedicata alle interviste investigative.  Lo hanno chiamato EIT (Empowering Interviewer Training), è un “serious game”, adatto agli allievi che vengono posti davanti a un video e devono intervistare dei bimbi virtuali, programmati per rispondere vocalmente. Al momento sono disponibili 8 avatar: 4 bambine e 4 bambini in età compresa dai 4 ai 6 anni che riproducono le risposte ottenute da bambini veri all’interno degli interrogatori. Alcuni avatar, se posti sotto stress, piangono, proprio come farebbero dei bambini. Naturalmente ogni avatar ha una storia a sè, un abuso più o meno grave, collegato a maltrattamenti o devianze. Il problema per l’allievo sarà riconoscere chi davvero ha subito violenze e capire la dinamica dell’abuso.

«In casi di abuso – avverte Zappalà,  criminologo torinese, giudice onorario per il Tribunale dei minorenni e direttore scientifico del Crimelab -, se non c’è la confessione, o le riprese di una videocamera oppure le tracce di dna sulla vittima, i processi si basano su ciò che affermano i bambini. Ecco perché un colloquio con il minore condotto in modo appropriato diventa fondamentale. Ora – prosegue il professore – mentre per fare esperienza nel trattare, per esempio, con pazienti depressi possiamo chiedere a qualcuno di simulare quello stato, non possiamo domandare a un bambino di quatto anni di fingere di essere stato violentato. Da qui l’idea di costruire bambini virtuali: così facciamo esercizio in ambiente protetto secondo l’approccio dell’ “imparare facendo”, perché queste situazioni non si possono certo imparare dai libri».

Quando l’orco è in casa: i nonni pedofili

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Hanno perpetrato orrendi abusi sui loro nipotini, un bimbo di sette anni e una bimba di otto i due nonni arrestati oggi: un uomo di 65 anni e una donna di 50. Con loro in manette anche una terza persona, un 30enne. Le piccole vittime sono state violentate, vendute per pochi euro ad amici, fotografate durante gli squallidi incontri e segregate in casa. La polizia di Messina ha posto infine termine a queste atroci sevizie, accusando i tre adulti di violenza sessuale, pedopornografia e riduzione in schiavitù. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Vermiglio su richiesta del pm Liliana Todaro e l’inchiesta ha messo in luce lo stato di miseria e profondo degrado in cui vivevano i due fratellini, affidati ai nonni nel 2009, dopo la morte della madre, mentre il padre aveva problemi di droga.

Chi ci dovrebbe curare… abusa dei nostri figli!

Un medico è ai domiciliari con l’accusa di aver abusato di una minore durante una visita medica!

medico abusa di minorenne

Bergamo: 73enne violentava 2 sorelline di 14 anni

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