Ragazzo paralizzato, spera ancora in Stamina

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Il metodo Stamina è stato bloccato dal ministero dopo che gli esperti non ne hanno riscontrato la validità terapeutica, eppure c’è chi ancora ci spera come Mauro Terranova, 23 anni, colpito da atassia spino-cerebellare, una malattia che avrebbe iniziato ad accusare dopo che gli era stato somministrato un vaccino per l’Epatite B. Secondo la famiglia di Mauro l’unica cura che potrebbe salvare il figlio è proprio Stamina, ma il ministero ha bloccato la somministrazione in via sperimentale della cura.  Di recente è sceso in campo lo stesso Mauro, con un video appello indirizzato al ministro Lorenzin all’assessore regionale Lucia Borsellino, in cui chiede che non venga meno il suo diritto alla vita. Nelle scorse settimane ben 5mila persone avevano partecipato alla manifestazione “Anch’io sono Mauro, ora uccidi anche me”, indetta per rivendicare il diritto alla cura Vanoni per Mauro, già paralizzato per metà e che sempre più spesso ha bisogno dell’ossigeno per respirare. Il dramma continua, così come restano molti dubbi sulla cura Stamina.

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Quell’amore di caffé… gli italiani e l’espresso!

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Che il 78% degli italiani preferiscono l’espresso non è una novità, ma forse stupirà sapere che almeno il 60% ritiene che il caffé al ristorante sia peggiore di quello dei bar e che solo 14% utilizza capsule e cialde. Ma sulla qualità però i dati dicono che almeno il 31% si affida allo zucchero, sintomo che poi la bevanda nazionale non si conosce così bene. Ora però c’è la possibilità di poter fare un tuffo nella tazzina con l’iniziativa che partirà il 10 novembre con la nona edizione di Io Bevo Espresso, la giornata in cui il mondo del caffè apre le porte ai visitatori con incontri, visite guidate e assaggi per tutti.  Dalla Lombardia alla Campania numerose aziende del settore apriranno le porte al pubblico e si potrà partecipare a eventi, seminari, assaggi con esperti del settore e con i produttori delle macchine professionali che sveleranno i segreti per un ottimo caffé.

Simona Riso, ancora giallo sulla giovane precipitata dal tetto!

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Gli inquirenti ora stanno ripercorrendo il passato della donna e in particolare stanno concentrando le loro attenzioni su un trauma che l’aveva particolarmente scossa. Simona, infatti, è stata seguita negli ultimi anni da alcuni specialisti anche alla luce di atti di autolesionismo. Gesti drammatici forse legati ad una violenza subita anni fa. E la frase detta al personale del 118, «sono stata violentata», non riferiva di un abuso recente ma di un trauma passato che la giovane non avrebbe mai elaborato. E tanto più doloroso perché inflitto da chi le era vicino e di cui si fidava. Altro particolare in via di definizione sarebbe quello dell’ora in cui Simona sarebbe precipitata dalla palazzina. Alcuni religiosi che abitano di fronte alla palazzina di via Urbisaglia avrebbero affermato di aver udito un tonfo alle 6.30, ma non ci avrebbero fatto particolarmente caso poiché avevano visto alcuni gatti rincorrersi e avevano pensato che si trattasse di un oggetto fatto cadere dagli animali. Né un lamento, né un grido è stato udito. 

  

12enne colpita da doppio ictus, salvata!

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Davvero un successo senza precedente quello ottenuto dall’èquipe diretta dal professor Mauro Bergui su una paziente di appena 12 anni colpita da un doppio inctus. La ragazzina dopo sole 12 ore è riuscita ad alzarsi e camminare. L’intervento, ovvero la rimozione di un grosso trombo alla carotide destra che aveva paralizzato la giovane dal lato sinistro del corpo, è stato praticato con una sonda dai medici dell’ospedale Molinette intervenuti nel vicino presidio infantile Regina Margherita, dove la ragazzina era stata ricoverata sabato scorso dopo avere avvertito un malore mentre si trovava in piscina. La situazione sembrava essersi risolta spontaneamente nel giro di poche ore, ma mercoledì sera la paziente si era nuovamente sentita male. «Un intervento del genere – spiega il professor Bergui – è possibile soltanto dove vi sia una convergenza tra tecniche di trattamento per adulti ed esperienza in caso di minori, che in Italia si verifica solo a Torino. Personalmente, è il terzo intervento del genere che faccio su minori, ma è il primo che ha un esito tanto positivo e in così breve tempo».

Ecco come è stato arrestato Christian, tra elicotteri e fucili. Ecco il video!

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Sono immagini drammatiche quelle diffuse oggi dagli attivisti di Greepeace. Mostrano il momento in cui la nave Arctic Sunrise è stata abbordata e sequestrata dagli agenti di sicurezza russi in acque internazionali, il 19 settembre scorso. Nel video si vede un elicottero russo sovrastare la nave. Da un cavo scende il primo agente, con il volto coperto da un passamontagna e in mano un enorme fucile. Gli attivisti di Greenpeace, con le mani alzate, cercano pacificamente di impedire al velivolo di atterrare e agli altri uomini di scendere. Si vede anche Christian D’Alessandro, il giovane italiano arrestato insieme agli altri attivisti. Indossa una maglietta rossa. Niente da fare, gli agenti russi fanno irruzione sulla nave, che poi viene rimorchiata fino al porto di Murmansk. Il resto della storia, purtroppo, è noto.

Italiano 24enne muore in Messico, emigrato 3 anni fa

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Ciro Poli, 24 anni, era emigrato in Messico tre anni fa. Ora era un ragazzo tranquillo con un lavoro e un bambino di 7 mesi avuto da sua moglie. In Messico Ciro vendeva  generatori di corrente. Una storia come quella di tante altri che però ha avuto un tragico epilogo nella notte tra sabato e domenica scorsa, quando Ciro è stato trovato carbonizzato all’interno della sua auto a circa 150 chilometri da Monterrey, dove il giovane risiedeva con la moglie Marcela.  Una morte intorno alla quale, per qualche giorno, si è inscenato una sorta di «giallo». Nel quartiere di Napoli est, fino a oggi, si è verificato un continuo chiacchiericcio tra amici e conoscenti. «Lo hanno ammazzato — hanno sostenuto alcuni —. Si sentono spesso storie del genere in giro. Avrà fatto uno sgarro a qualcuno e lo hanno fatto sparire. Il Messico è un Paese pericolosissimo». Altri, in zona, hanno ipotizzato che Ciro abbia potuto imbattersi in amicizie sbagliate. Ma la famiglia di Ciro, distrutta da dolore, non crede a nulla di tutto questo. «Ciro è morto in un incidente stradale — sostiene tra le lacrime mamma Maria —. Non sono vere le tante ipotesi maligne intorno alla sua scomparsa. Ciro era un ragazzo buonissimo, lavoratore, non si sarebbe mai cacciato in un guaio. Si confidava tantissimo con me, nonostante riuscissimo a contattarci solo grazie a una webcam. Era felice per come stavano andando le cose; era da poco diventato cittadino messicano. Ultimamente era contentissimo per il suo bambino, che non siamo ancora riusciti a incontrare». Secondo la versione della polizia, il ragazzo avrebbe avuto un colpo di sonno alla guida della vettura  su una strada a scorrimento veloce. Da lì l’impatto con un’altra vettura; una scintilla e i generatori sarebbero andati in fiamme senza lasciargli scampo.

25mila euro per un diploma di laurea in odontoiatria

falsi-dentisti-tuttacronacaSono i media macedoni a raccontare che la polizia locale di Tetovo ha scoperto un giro di documenti contraffatti e fraudolenti, del quale ha già informato la polizia italiana. Si tratta infatti di false lauree, pagate 25mila euro, in odontoiatria, rilasciate dall’Università statale di Tetovo. In manette è già finito un 30enne di Selce, presso Tetovo, accusato di essere il principale organizzatore del commercio dei titoli. In seguito a perquisizioni nella sua abitazione, infatti, è stato scoperto un ‘laboratorio’ nel quale venivano prodotti i falsi diplomi, oltre a elenchi con i nomi di presunti acquirenti delle lauree che, sembra, abilitassero a esercitare la professione anche in Croazia. Ma non solo lauree. Il macedone provvedeva a falsificare anche i documenti dell’avvenuto superamento dell’esame davanti all’apposita commissione di odontoiatria a Skopje. Era poi un traduttore giurato a tradurre i diplomi di laurea che poi venivano inviati a un notaio perchè li autenticasse. Sempre stando a quanto riportato dai media, di questi documenti sei sono stati autenticati mentre altri 16 sono stati bloccati. Questo perchè il notaio ha sollevato dubbi sulla loro autenticità.​

Haiti, attacco a una Onlus italiana: un morto

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Attaccata una Onlus italiana ad Haiti. Si sarebbe trattato di un tentativo di rapina all’orfanotrofio della Fondazione Rava, nella cittadina di Kenscoff, ad Haiti. Il furto però è finito in tragedia. Una guardia di nazionalità haitiana dell’istituto dove si trovano oltre 400 bambini, infatti, è stata uccisa da un rapinatore che ha fatto irruzione a volto scoperto. Non risultano esserci altre persone rimaste ferite durante il blitz dei malviventi.

Svolta per Roberta Ragusa? Sequestrati due pc e una stampante a testimone

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Sembra a una svolta l’indagine sul caso della scomparsa di Roberta Ragusa dopo che il nucleo  investigativo dei carabinieri di Pisa sta controllando due pc e una stampante di proprietà di Filippo Campisi, il vigile del fuoco che figura tra i testimoni.  Il pompiere ha consegnato personalmente i pc e la stampante ai militari.

Ivana Spagna aggredita e derubata, finisce in ospedale

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Brutta esperienza per la cantante Ivana Spagna aggredita e derubata a Milano per il Rolex che teneva al polso. L’episodio sarebbe avvenuto alcuni giorni fa in viale Monte Rosa ma si è appreso solo oggi perché – secondo quanto riferito da fonti investigative – la Spagna ha sporto denuncia fuori dal capoluogo lombardo e non ha richiesto l’immediato intervento del 118. La cantante ha raccontato di essere stata avvicinata a un semaforo da due persone in scooter che l’hanno colpita più volte prima di portarle via l’orologio. Alla cantante sono stati prescritti 5 giorni di prognosi per riprendersi dall’aggressione.

Non l’ha visto, così muore un 86enne a Milano travolto da un furgone

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Non l’avrebbe visto, questa è la prima ricostruzione dell’incidente avvenuto a Milano e costato la vita a un uomo di 86 anni. Il conducente del furgone non ha potuto vedere l’uomo che camminava, in una strada privata che dà su via Lazzaro Spallanzani a Milano, in zona Buenos Aires, in direzione perpendicolare al mezzo e che quindi non sarebbe stato visibile neppure dagli specchietti retrovisori. Inoltre da accertare perché l’anziano camminasse al centro della carreggiata e non negli spazi laterali protetti dagli archetti e segnalati da un cartello. Il guidatore ha chiamato i soccorsi e non ha abbandonato il luogo dell’incidente.

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Qui nessuno ritorna indietro… Letta e l’Imu che non tornerà

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Qui nessuno ritorna indietro e la seconda rata dell’Imu non si pagherà. Ma allora la frase del Ministro dell’economia a Londra? Frutto solo di un equivoco! Letta, dagli attributi d’acciaio, ieri ha sostenuto: «Non si torna indietro sulla decisione già presa dello stop alla seconda rata Imu» e poi ha aggiunto: «La copertura su questo tema non è semplice ma stiamo arrivando a conclusione». Ci sono stati due «cortocircuiti», uno è «legato alle frasi del ministro Saccomanni sull’Imu, che dice quello che tutti hanno detto: la decisione che nel 2013 la prima e la seconda rata non sarà pagata è una decisione già assunta e non si torna indietro e ha detto che la copertura su questo tema è non semplice». Quanto al “palle d’acciaio” di ieri, Letta è tranchant: «Sono rimasto allibito dal cortocircuito comunicativo: leggo ‘un fiume di acciaio’ ma è una frase che non ho mai detto, è stata la traduzione. Non c’è da parte mia nè un cambio di linguaggio nè cambio strategico». «Il consiglio dei ministri ha approvato due importanti pacchetti di norme per recuperare i ritardi in materia di infrazioni comunitarie: bisogna arrivare al semestre con un recupero fondamentale del pesante ritardo in materia infrazioni comunitarie».

Casalinghe di Salerno… in Facebook adescavano 14enni

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27 e 29 anni, casalinghe entrambe e residenti in un comune del Vallo di Diano nel Salernitano utilizzavano Facebook per adescare minorenni, almeno secondo l’accusa le due donne, di cui una sposata, invitavano ragazzi di 14 anni nell’abitazione di una delle due. A far scattare l’allarme è stata la famiglia di un minorenne che aveva notato un comportamento strano nel ragazzo. Le due donne ora sono state arrestate, anche a fronte di una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali. I minori sono stati ascoltati con l’ausilio di psicologi e in ambiente protetto.

La polvere killer dell’Olivetti… tutti sapevano?

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Quella dannata polvere killer che gli operai chiamavano “talco”, finissima, leggera, bianca… mortale come solo la “tremolite d’amianto” può esserlo! Quella roccia macinata infatti diventa pericolosissima se inalata. Quel “talco” se raggiunge i polmoni e diventa letale. Alla Olivetti molti non lo sapevano, soprattutto coloro che lavoravano a stretto contatto con quella sostanza che serviva per le lavorazioni con la gomma, per i cavi, per i piedini delle macchine da scrivere, per proteggere i rulli attorno ai quali venivano avvolti i fogli di carta per le macchine meccaniche e digitali. Con quella polvere la gomma era meno collosa, meno appiccicosa e nei cavi i fili scorrevano meglio nelle guaine.

 La nuova inchiesta di Ivrea, quella che annovera anche undici indagati tra cui  Carlo e Franco De Benedetti, nonché Corrado Passera, verte proprio a individuare quanti e chi era a conoscenza degli effetti mortali di quella polvere. Fino a oggi ci sono state almeno 20 morti tra ex operai e funzionari della fabbrica… ma molti, purtroppo, già sanno che il numero alla fine sarà ben più elevato. 

Ma i vertici erano a conoscenza? Sapevano quindi la pericolosità di quella polvere? Perché chi lavorava nei reparti in cui c’era asbesto veniva sottoposto ogni anno a controllo medico con radiografie ai polmoni, analisi del sangue e controlli accurati?  Ma – sostengono i famigliari dei morti e dei malati – sotto certi capannoni, nei reparti dove la tremolite si adoperava tutti i giorni, e in grandi quantità, mancavano i sistemi di protezione. E se c’erano non erano così efficaci. Ovvero: i respiratori di polvere erano piazzati in alto, non sulle scrivanie, sui tavoli da lavoro, sulle parti oggetto di intervento manuale. E le mascherine di protezione le indossavano in pochi.

Intanto un portavoce dell’ex presidente della Olivetti puntualizza: «L’ingegner Carlo De Benedetti, nel rispetto degli operai e delle loro famiglie, attende fiducioso l’esito delle indagini nella certezza della sua totale estraneità ai fatti contestati. La realizzazione delle strutture oggetto di indagine precede infatti di diversi anni l’inizio della sua gestione all’Olivetti. Nel periodo della sua permanenza in azienda, inoltre, l’Olivetti ha sempre prestato attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche dell’epoca».

Pensione a 62 anni per chi è disoccupato, ma…

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Anticipo sulla pensione? Sì ma solo chi ha 62 anni e solo al posto della cassa integrazione in deroga questa almeno la proposta del Pd a cui sta lavorando Giorgio Santini. per ora non ci sono numeri o stime ma secondo il senatore dei democrat  “Si tratta di permettere alle persone che hanno perso un lavoro ed esaurito la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari di potere incassare prima il proprio assegno pensionistico”. In un’intervista rilasciata da Santini all’Huffington Post, il parlamentare ha spiegato: “È un numero sempre crescente di potenziali esodati e per lo Stato significa mobilitare sempre più risorse”. I dati parlano infatti di un incremento esponenziale della cassa integrazione in deroga da i 2,4 miliardi del 2012 oggi si è passati ai 3 miliardi. Perché quindi continuare a pagare la cassa integrazione invece di far accedere queste persone alla pensione? Secondo il senatore ci sarebbe un guadagno anche da parte dello Stato “Bisogna riflettere su cosa convenga di più allo Stato, in questo caso non dovrebbe versare più i contributi ai lavoratori che invece è tenuto comunque a pagare erogando la cassa in deroga”. Ma i dubbi restano anche perché l’ipotesi di Santini non prevede, almeno sulla carta, penalizzazioni per il pensionamento anticipato, cosa invece che altre ipotesi al vaglio del parlamento prevederebbero. Come è conciliabile che chi ha il lavoro continui a lavorare e chi lo ha perso vada in pensione prima e senza penalizzazioni? “Si andrebbe in pensione con le vecchie regole e incassando un assegno commisurato ovviamente agli anni lavorati, ma trattandosi ancora di un’ipotesi si possono valutare varie possibilità”, ha affermato Santini. Si tratta comunque, di una proposta diversa e separata da quella circolata nelle scorse settimane, di un possibile pensionamento anticipato attraverso un prestito che il “pensionando” rimborserebbe attraverso micro prelievi sugli assegni.

Sempre secondo l’Huffington poi ci sono ancora novità:

Sempre sul fronte pensioni si fa strada nella legge di stabilità una possibile buona notizia. Si lavora infatti a una possibile rivalutazione piena per le pensioni fino a 2500 euro lordi al mese. Dopo che il governo Monti aveva congelato l’aggiornamento degli importi per tutte le pensioni superiori a 1500 euro, il governo aveva deciso di intervenire quest’anno fissando una rivalutazione del 90% per le pensioni tra i 1500 e i 2500 euro. Percentuale che invece, riporta il Messaggero, potrebbe salire al 100%. “C’è una certa apertura, si tratta di vedere se possono essere aggiunte risorse”, ha spiegato questa mattina il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa. Le risorse, spiega ancora il quotidiano capitolino, arriverebbero da un abbassamento della soglia oltre la quale scatterebbe il contributo di solidarietà delle pensioni considerate più ricche. Oggi l’asticella è fissata a 150 mila euro annui e potrebbe scendere a 100 mila.

Sisma nel Modenese, epicentro a Finale Emilia

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 è stata registrata dalla rete sismica dell’Ingv alle 5.17, ad una profondità di 3,1 km, con epicentro nell’area di Finale Emilia, comune del Modenese tra i più colpiti dal sisma del maggio 2012. Un’altra scossa, di magnitudo 2, è stata rilevata nella stessa zona alle 5.36, a cinque km di profondità. In particolare la prima scossa, molto superficiale, ha svegliato parecchi abitanti nella zona. Non sono stati segnalati danni.

Donna nuda tra i rifiuti, Milano indifferente

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Milano una città indifferente? Lo denuncia il Giornale con un fatto drammatico ed agghiacciante documentato da una foto che mette i brividi. Una donna gettata nuda tra i rifiuti, in evidente stato di incoscienza a cui non viene prestato soccorso, nessuno dei passanti si è neppure preoccupato di chiamare un’autoambulanza. Erano circa le 17 di sera e il sole stava tramontando. Siamo a via Tonale, vicinissimi alla stazione centrale di Milano, un posto quindi affollato a qualsiasi ora del giorno e della notte, dove viaggiatori e passanti scendono dai treni, prendono le metro, cercano un taxi… ma nessuno si preoccupa di quella donna a terra che può aver anche subito una violenza, o un furto, o un malore. Lei resta lì accanto a quell’auto rossa… il Giornale si chiede anche se è stata investita… probabilmente è solo l’effetto della prospettiva ma sembra davvero schiacciata dall’auto. Eppure  nessuno fa nulla fin quando, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Massimo Girtanner, che si trovava a passare di lì, si accorge  della scena. Chiama i soccorsi ed è subissato di domande, come accade a chi per primo segnala qualcosa di insolito o rilevante. «Eppure – dice – era davanti a un albergo e alla fermata dell’autobus. La gente passava e faceva finta di niente. Come se fosse normale». «La Centrale – aggiunge Girtanner – è in balia di tutti. Noi andremo in piazza per dire basta» 

 

 
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