“Il tempo per leggere…

daniel-pennac-tuttacronaca…come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.”

Daniel Pennac

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Macchine sommerse nel torinese, tornano i temporali!

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Temporale violento tanto da far chiudere l’autostrada Torino-Pinerolo. I disagi maggiori si sono registrati in prossimità del casello di Beinasco dove vi è stato anche l’allagamento della sede stradale. Decine di auto sono rimaste sommerse dall’acqua con i passeggeri che hanno trovato rifugio sui tetti per chiedere soccorso. I Vigili del Fuoco sono a lavoro per riportare la situazione alla normalità.

Tromba d’aria nel cuneese durante la notte. Paura tra gli abitanti.

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Un forte tromba d’aria si è abbattuta sul cuneese, nell’area compresa tra Lesegno e Castellino Tanaro,  provocando danni ad alcuni casolari agricoli, scoperchiando abitazioni e facendo volare via tegole e vasi. Vigneti e altre coltivazioni sono state pesantemente danneggiate e inoltre la circolazione stradale è stata interrotta per due ore. Intervenuti i Vigili del Fuoco e i volontari di protezione civile

Si sente male durante il campo scout, 14enne muore il giorno dopo

-chiara-bano-tuttacronacaHa lottato tra la vita e la morte per un giorno ma alla fine Chiara Bano non ce l’ha fatta. La ragazzina, 14enne di Campodarsego, in provincia di Padova, si era sentita male mentre si trovava al campo scout a Bagolino, nel Bresciano. Colta da un malore davanti ai suoi compagni, si è accasciata a terra. Il suo cuore ha cessato di battere questa sera, quel cuore che, a quanto si è appreso, era affetto da una malformazione per la quale Chiara era già stata operata nell’ospedale di Padova. I suoi compagni avevano subito allertato i soccorsi e sul posto erano arrivati l’ambulanza, l’auto medica e anche l’elicottero: di qui il trasporto d’urgenza in ospedale e la lunga lotta dei medici per tentare salvarle la vita.

Roma decide la nuova discarica: è Falcognana sull’Ardeatina

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L’accordo è stato trovato e la discarica nascerà a Falcognana sull’Ardeatina.  Sul comunicato congiunto al termine dell’incontro si legge:

«È stato deciso di rafforzare tutti gli strumenti per l’incremento dei risultati della raccolta differenziata all’interno del patto per Roma. Dopo aver valutato l’approfondimento del commissario Sottile rispetto alla relazione di una settimana fa, è stato valutato come possibile l’utilizzo del sito di Falcognana. Nei prossimi giorni il commissario avrà il compito di verificare ulteriori aspetti tecnici e logistici del sito. Rimane fissata la necessità di proseguire il lavoro per individuare un assetto definitivo per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Per questo è stato formalizzato il tavolo tecnico permanente per l’attuazione del patto per Roma che si terrà presso il Comune».

Marino ha poi aggiunto: «Ipotesi rifiuti in altre regioni». «Il Comune sta valutando la possibilità, proprio per alleggerire qualunque forma di conferimento all’interno del Comune stesso, di conferire i rifiuti a piccoli lotti in altre regioni», ha annunciato Ignazio Marino. «Quello che è assolutamente certo è che dal 30 settembre verrà definitivamente chiusa la discarica di Malagrotta», ha aggiunto.

 Ma se l’accordo c’è i cittadini che abitano nella zona cosa ne penseranno?

Ritrovati nella foresta dopo 40 anni: stavano fuggendo dalla guerra del Vietnam

-vietnam-ritrovati-tuttacronacaIl quotidiano Thanh Nien racconta la storia di Ho Van Thanh e Ho Van Lang, un padre e un figlio vietnamiti, che hanno vissuto per quarant’anni nella giungla, in fuga dalla guerra del Vietnam. I due sono stati ritrovati ieri nel centro del Paese: risultavano dispersi dal 1973. In questo lasso di tempo hanno condotto una vita da eremiti cibandosi di caccia e vegetazione, abitando in una capanna di legno e bambù. Il loro rifugio è raggiungibile solo percorrendo 40 chilometri nella foresta. In questo luogo sono stati trovati gli strumenti usati dai due uomini per sopravvivere, tra cui primordiali coltelli, asce e vestiti ricavati da lembi di corteccia. Stando alle prime ricostruzioni il padre Thanh, che ora ha 82 anni, si rifugiò nella foreste della provincia di Quang Ngai dopo che una bomba aveva distrutto la sua abitazione, uccidendo la moglie e due figli. Nel panico, si portò dietro il piccolo Lang, che allora aveva solo un anno.

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“Ti prego, dimmi di sì”… e le tappezza l’auto di post-it

postit-amore_smart-tuttacronacaUna dichiarazione in stile un po’ “retrò” e proprio per questo di quelle che colpiscono e fanno palpitare i cuori. Forse fanno anche un po’ sognare chi non le riceve e si deve accontentare di parole scritte sullo schermo invece che potersi godere, di persona, un attimo irripetibile. Proprio per la sua semplicità ha colpito il gesto fatto da un innamorato che abita a Roma Nord due giorni fa. Il ragazzo ha tappezzato la Smart dell’ex ragazza con post-it gialli. Lei, uscita dal lavoro, attorno alla sua auto ha trovato una piccola folla che scattava foto e aspettava di conoscere la fortunata destinataria del gesto. E così, in zona Ponte Milvio, si è ritrovata a leggere mille volte “ti prego, dimmi di sì”. Un gesto inaspettato da parte del ragazzo con cui, dopo alcuni anni di relazione, si era lasciata da qualche settimana. Lui non c’era, bastavano tutti quei bigliettini così semplici e sentiti per farle capire che non potevano più restare lontani l’uno dall’altra. Del resto la separazione non aveva motivi reali d’essere. Si erano allontanati perché, come in tutte le storie, dopo tanto tempo insieme arriva un momento in cui sembra che non ci sia più nulla da dirsi. Il momento in cui si fanno grandi discorsi, e si trovano mille alibi. Non c’era nulla da farsi perdonare, nessun tradimento, nessun vero litigio. E allora bastavano quelle parole semplici:”ti prego, dimmi di sì”, per dichiarare il desiderio di stare ancora assieme. E lei, ora, racconta che da lui proprio non se lo aspettava, un gesto così eclatante, che non era mai stato il tipo da romanticherie. E checi sta pensando a dirgli davvero di sì.

E’ davvero rottura tra Balo e Neguesha? Lei rimuove le foto

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E’ davvero finita tra Mario Balotelli e Fanny Neguesha? Secondo il settimanale Chi non ci sono dubbi  perché Fanny avrebbe, tornata sui social network -Facebook e Twitter – avrebbe cancellato dai propri profili tutte le foto di Balotelli.

Ma c’è chi invece afferma il contrario e parla di fake. Non sarebbero quelli i profili originali di Fanny (anche perché a suo nome ce ne sono talmente tanti che riconoscere l’originale è diventato davvero un problema). Altra tesi che farebbe supporre una vera rottura sarebbero state le vacanze separate, ma questa non è certo una novità e forse non è neppure il termometro per decidere a che temperatura si trova la loro relazione.

La Sardegna divorata dalle fiamme, un solo Canadair… Mandiamo gli F35?

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Più di 2000 ettari bruciati di vegetazione, evacuazioni di diverse abitazioni e perfino di una casa di riposo per anziani, ma questo è solo un bilancio provvisorio. Il vento del Sarcidano (altopiano nel centro dell’Isola) è fortissimo e non aiuta certo l’unico Canadair a disposizione. Uno e uno solo per l’intera isola che invece può vantare basi dell’esercito, basi della Nato, basi interforze, poligoni dove si addestrano eserciti di mezzo mondo, cieli costantemente tagliati da esercitazioni di ogni genere e tipo. Aerei militari sì, ma nulla che possa combattere il fuoco che sta uccidendo veri e propri gioielli paesaggistici che impiegheranno decenni a rinascere. Il governo intanto acquista F35, tanto secondo l’onorevole Francesco Boccia servono proprio a spegnere incendi… E allora chiamiamo almeno i cacciabombardieri magari sono utili davvero… forse possono dare speranza a chi ha perso la casa? A qualche anziano che vede ardere il proprio campo o magari possono incutere timore alle fiamme che vedendo sfrecciare gli aerei militari se la danno a gambe dalla paura!

“Archeologia” a Manhattan: reperti del ‘700

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Chi ha detto che Manhattan è solo grattacieli? Ci si è sorprendentemente imbattuti in migliaia di reperti risalenti al XVIII sec, proprio la settimana scorsa nella parte meridionale di Manhattan, cuore della city finanziaria del vecchio porto, durante gli scavi per collegare la rete elettrica e rinnovare le tubature, risalenti al periodo della guerra civile. Qui sono iniziati a emergere oggetti di uso quotidiano – uno spazzolino da denti con le setole in pelle di animale, bottiglie di champagne, un mezzo penny in rame e un paio di scarpe per bambini – che possono sicuramente mettere un tassello nuovo alla storia dell’odierna megalopoli!

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L’Imu della discordia… 9 ipotesi e 1000 polemiche!

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Una casa è una macchina per abitare diceva Le Corbusier, in Verso una architettura, ma oggi sembra che una casa sia una risorsa indispensabile per il governo affinchè il bilancio torni a quadrare e così torna lo spettro dell’Imu sulla prima casa, naturalmente sarà solo per pochi e molto salata. Secondo Saccomanni infatti l’ipotesi di esenzione totale dell’Imu sulla prima casa “non sembra pienamente giustificabile sul piano dell’equità ed efficienza del tributo”. Invece è molto equo dire alcuni cittadini la pagano e altri no?

Arrivano 9 ipotesi, consultabili online in cui vengono anche indicati pro e contro di ogni proposta.  In sostanza si vogliono porre delle aliquote progressive in base ai componenti della famiglia e al valore dell’immobile.

In sostanza si evince dal documento che “Sotto il profilo dell’efficienza, le imposte immobiliari sono preferibili alle imposte sui fattori produttivi (lavoro e capitale) perché minimizzano l’impatto negativo delle imposte sulla crescita economica e hanno effetti meno distorsivi sull’utilizzo dei fattori produttivi e sull’accumulazione del capitale”. Sotto il profilo dell’equità si rileva come “il possesso dell’abitazione principale è uno dei fattori per la definizione della condizione economica dei contribuenti e la relativa capacità contributiva”. Quindi per cercare di intervenire sul lavoro si tartasseranno i pensionati e le famiglie che hanno voluto investire in una casa per assicurare il futuro ai propri figli. Si deprimerà ancora maggiormente il mercato immobiliare per cercare di far leva su un mondo industriale che sembra sempre più volto a cedere il passo. Tra le ultime dichiarazioni di Marchionne che affermava che in Italia non si può fare industria e la vendita di aziende rilevanti come patrimonio storico, ad esempio Loro Piana, sembra la strada davvero più ardua per cercare una ripresa aziendale. Con l’Imu sicuramente si deprimeranno anche i consumi delle famiglie italiane che saranno colpite dalla tassazione, oltre che ha creare ulteriori tensioni sociali tra chi pagherà l’odiosa tassa e chi invece ne sarà esentato.

Un documento che immediatamente scatenato le reazioni dei maggiorenti del Pdl, il primo a parlare è Maurizio Gasparri che dice: “”Basta balletti sull’ imu. Va tolta sulla prima casa o il governo rischia. Serietà e coerenza. L’imu sulla prima casa si toglie e basta”. Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta aggiunge: “Non è più il momento delle rassegne; non è più il momento delle ipotesi. È Ormai il tempo delle proposte: chiare politicamente, responsabili finanziariamente e utili per l’economia del nostro paese. Ci auguriamo che arrivino quanto prima”.

Il vino i ritratti di Hitler e Mussolini. Shock a Rimini!

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Lo ha denunciato una coppia di norvegesi, Paret Havard e Geysa Furulund, che ha raccontato a The Local, di aver trovato in Italia alcuni vini con l’etichetta raffigurante i volti di Adolf Hitler e Benito Mussolini. I vini sono prodotti dalla Lunardelli di Udine e erano in bella mostra in un negozio di Rimini.

«Siamo rimasti attoniti» hanno detto «attoniti anche nell’apprendere che tali bottiglie vengono vendute un po’ ovunque, anche a Roma, e sono considerate alla stessa stregua di souvenir per turisti… un vino speciale per persone speciali. Siamo rimasti sorpresi che vi fosse un negozio che commercializzava un prodotto del genere» hanno aggiunto, precisando che le bottiglie avevano etichette con su scritto “Adolf Hitler” e “Mein Fuhrer” e in alcuni casi anche il simbolo della svastica.

L’azienda vinicola Lunardelli di Udine, che produce le bottiglie ed è attiva dal 1995, si è sempre difesa dalle critiche affermando di voler dedicare la sua linea “Storia” alle «vite di personaggi famosi in Italia e nel mondo, come Che Guevara, Winston Churchill, Stalin, Napoleone…». Sul sito dell’azienda compaiono diverse categorie, divise in “Esercito italiano”, “Ventennio”, “Collezione comunismo” e “Der Fuhrer”.

Siamo di fronte all’ennesimo caso di apologia del fascismo e del nazismo? Un’altra volta la nostra Carta viene ignorata per fare apologia o forse, il che è ancora più agghiacciante, semplice business basandolo anche sulla provocazione?

Trovato uno squalo morto in metro a New York

-1squalo-newyork-metro-tuttacronacaUn ragazzo, Huan d. Cano, ha trovato uno squalo morto in un vagone della metro di New York, nel Queens e, prima che il conduttore del convoglio obbligasse i passeggeri a scendere, ne ha approfittato per scattare una foto all’animale con sigaretta, lattina di RedBull e tessera della metropolitana. Ha poi spiegato: “Ho visto la squalo quando sono salito e ho pensato che non era possibile, sembrava morto da un paio di ore. Probabilmente qualcuno lo ha portato nella metropolitana già morto o in fin di vita. Questa è la ‘Shark Week'”. La Metropolitan Transportation Authority (Mta) ha confermato la notizia spiegando anche che, effettuato il ritrovamento, il conducente ha chiuso il vagone al pubblico e raggiunta l’ultima fermata, un ispettore ha prelevato l’animale e riaperto il vagone. Uno dei passeggeri ha raccontato: “Sono salito a bordo e ho sentito un fetore terribile, Non era il tipico odore di rifiuti o di urina, era puzza di pesce, così ho guardato in basso e ho visto lo squalo”. Mentre un altro ha aggiunto: “Mi sposto in metropolitana da oltre 15 anni ma questa è la cosa più strana che abbia mai visto. E ho davvero visto di tutto”. Al momento gli esperti sono al lavoro per tenare di capire come il cadavere dello squalo sia arrivato sul treno della metropolitana.

Romeno ubriaco e senza patente spezza la vita a un militare italiano

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Erano circa le 11,45 di questa mattina quando al km 24,400 della via Salaria, all’altezza del comune di Monterotondo un romeno, L. M. di 45 anni, ubriaco e senza patente in quanto già stata ritiratagli per un precedente incidente, ha travolto e ucciso un maresciallo  dell’Esercito Italiano di 48 anni residente a Talenti. Coinvolti nell’incidente anche altri tre veicoli. La polizia arrivata prontamente sul posto ha immediatamente sottoposto il romeno al test di rilevazione del tasso alcolemico che è risultato molto elevato. L’ennesima beffa è stato il comportamento irriverente del romeno nei confronti delle forze dell’ordine che lo hanno fermato . 

Direzione Pd, prime anticipazioni… tutto rinviato!

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Tutto rimandato! Questa sarebbe la prima indiscrezione che emerge poco prima che la Direzione Pd abbia inizio. L’assemblea dovrebbe tenersi tra il 20 e il 21 settembre, in quanto non ci sarebbero altre date utili, visto che il 14 settembre molti esponenti del partito saranno impegnati nell’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari. Le primarie, di cui le regole non si conoscono ed è ancora avvolto nel mistero se la leadership coinciderà con la premiership, si dovrebbero invece tenersi entro novembre… Terrà il governo fino a quella data?

Post aperto: Grillo lancia la provocazione chi risponderà?

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“Chi comanda in Italia?” Comincia così il nuovo post di Beppe Grillo, che in questo giovedì d’agosto, con molti italiani al mare, ripropone l’annosa questione di chi davvero può cambiare l’Italia. Ma se Letta appare ottimista e vincente, Grillo punta invece sul pessimismo (forse più realista) e su un blocco istituzionale, non tanto dettato dalle vicissitudini interne ai partiti di maggioranza, ma quanto alle pressioni sterne e internazionali. E così scrive:

“Non comanda il Parlamento che non legifera più e che ha, come unico compito, l’approvazione di decreti legge ripieni di nulla del Governo di capitan Findus Letta. Non comanda quest’ultimo che non riesce neppure a decidere quando e come fare pagare l’IMU o se aumentare di un punto l’IVA. Allora è il popolo che comanda? Gli elettori? Neppure per sogno. I referendum (solo abrogativi) non vengono rispettati come per l’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti e le leggi di iniziativa popolari non sono neppure discusse, come per Parlamento Pulito. Se Parlamento, Governo e elettori non comandano, chi comanda in questo Paese? Non comandano le piccole e medie imprese che non hanno alcuna voce in capitolo pur tenendo in piedi il Paese. E neppure i contribuenti, trattati come pezze da piedi, pagano le tasse più alte d’Europa per servizi e sprechi indecenti. Non comandano le nuove generazioni che non hanno futuro e emigrano con lo zainetto in spalla, come una volta i nostri vecchi con le valige di cartone. La massoneria è ovunque, è vero, ma più che comandare si infiltra. La criminalità organizzata si è internazionalizzata e l’Italia è un mercato in contrazione, marginale. La burocrazia, che in apparenza comanda, è in realtà un automa impazzito, senza controllo. Chi comanda allora in questo Paese? Se non comandiamo noi allora devono comandare gli altri, tutti insieme e ognuno per la parte che gli interessa. La politica economica la detta la Germania, la politica estera gli Stati Uniti che ci usano come portaerei nel Mediterraneo, la politica industriale la Francia (e non solo). La politica sociale la imposta, spesso con leggi incomprensibili, la UE. La politica di bilancio la impone la BCE. L’indirizzo morale e religioso il Vaticano. “Va beh“, direte, “e noi quando c…o comandiamo?“. “Almeno in casa nostra, dopo averla pagata con decenni di mutuo?” Neppure lì si è al sicuro. Un esproprio da parte di Equitalia è sempre possibile se non hai pagato quella multa di qualche anno fa di cui ti sei dimenticato o a causa una dichiarazione dei redditi incompleta del commercialista. “Padroni a casa nostra!“, diceva un tempo un partito ormai estinto. Mai profezia fu più fallace.
Per te chi comanda in Italia?”

E l’invito si rivolge a tutti coloro che, nonostante il caldo, l’estate e le ferie vogliono comunque contribuire a dire la loro in questa politica, a volte troppo attenta a se stessa e poco ai cittadini, volta a tutelarsi e autotutelarsi, piuttosto che lanciarsi con slancio in sfide davvero rivoluzionarie. Forse non c’è margine di manovra, forse non ci sono i numeri, forse questa legislatura dopo pochi mesi deve fare i conti con delle larghe intese che sembrano non tenere più… Forse! Ma allora se tuto è un gioco di sottili equilibri, alla fine chi comanda in Italia?

Cantante swing, Antonio Sorgentone, tira sgabello durante concerto: 1 ferito

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Antonio Sorgentone, cantante swing, mentre stava terminando lo spettacolo al Parco Gondar, a Gallipoli (Lecce) ha tirato uno sgabello sul pubblico e ha centrato in pieno uno studente bresciano 22enne. Sul posto sono immediatamente intervenuti una volante del Commissariato di polizia di Gallipoli ed i sanitari del 118, che hanno provveduto a trasportare in ambulanza lo sfortunato turista sanguinante al pronto soccorso dell’ospedale gallipolino dove gli è stata medicata la ferita al sopracciglio con sei punti di sutura. Il leader della band marchigiana presunto responsabile di quanto occorso, è stato denunciato per lesioni personali colpose. Dopo il gesto dell’artista, il gestore del locale ha immediatamente interrotto l’esibizione.

Rolando va in prestito all’Inter e incontra di nuovo Mazzari

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Ormai è ufficiale. Nuovo prestito per Rolando che indosserà la maglia dell’Inter. Il difensore brasiliano così si prepara a volare da Porto a Milano, dove incontrerà di nuovo Walter Mazzarri, l’allenatore che lo aveva già avuto al Napoli. L’accordo è stato siglato e speriamo che nella prossima stagione di possa davvero vedere giocare, visto che al Napoli è stato utilizzato davvero molto poco.

Che noia il Dl Lavoro… Rosy Bindi fa un solitario?

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Secondo quanto riportato da Tg Com, Rosy Bindi, parlamentare Pd, durante l’esame del decreto lavoro si è annoiata a tal punto che avrebbe deciso di estrarre il suo tablet e fare un solitario. Poi il gioco è diventato difficile e quindi ha chiesto anche aiuto a un suo collega. In fondo si trattava solo di una discussione noiosa?

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Il video di Demi Lovato insultata a XFactor, ma…

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Brutto scivolone per Demi Lovato che subisce un insulto da un aspirante cantante all’X factor Usa. Il concorrente non avrebbe preso bene le critiche rivolte dalla cantante e avrebbe risposto senza mezze misure: ”Ecco perché tu usi l’autotune e io no” . Immediata la reazione di Simon Cowell che scoppia in una risata infinita, cercando di sghiacciare la tensione del programma. Ma data la rapidità dello scambio e le reazioni perfette di Cowell si potrebbe forse pensare che fosse tutto preparato a dovere? In ogni caso il video è diventato virale in rete e le fan di Demi sono scatenate.

“I termini d’uso” uccidono la nostra privacy, ma noi siamo impotenti

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E’ umanamente impossibile leggere tutte le clausole racchiuse nei termini d’uso dei servizi web (si è stimato che ci si impiegherebbe un mese lavorativo all’anno e non è detto che si avrebbe la certezza di capire fino all’ultima virgola) eppure i consumatori ogni hanno perdono 250 miliardi di dollari per quello che celano quelle clausole che sono sempre più criptiche e che mirano solo a distruggere la nostra privacy e acquisire dati da rivendere alle grandi industrie a caro, carissimo prezzo.

Ora arriva un documentario ‘Terms and Conditions May Apply’ diretto da Cullen Hoback. Per realizzarlo sono occorsi due anni e oltre tremila ore di lavoro per lo più impiegate a raccogliere testimonianze di quelle righe che nessuno legge, «nemmeno gli avvocati che li scrivono», come dice il comico Eddie Izzard nelle battute iniziali del documentario, ma che possono poi avere conseguenze veramente spiacevoli.

Una delle tante raccontate attraverso il documentario è quella di un ragazzo irlandese, Leigh Brian, che 20 giorni prima di un viaggio da turista negli States chiede a una ragazza in un tweet di vedersi, prima che vada a «distruggere l’America». Intendeva fare festa, ubriacarsi. Ma quando fa per tornare, all’aeroporto viene interrogato per cinque ore per quel ‘cinguettio’, tanto pericoloso da finire con «x», un bacio. Viene ammanettato, messo in cella. Gli agenti non trovano nessuna reale minaccia in lui, ma ora il ragazzo è in lista nera e rischia di finire interrogato a ogni aeroporto.

Il documentario, spiega Hoback, nasce da un’esigenza ben precisa: «C’è una generale mancanza di consapevolezza», dice, «su come i Google e i Facebook del mondo abbiano tratto beneficio dai nostri dati, e su come quei benefici abbiano condotto al più grande incubo per le libertà civili del nostro tempo: la totale distruzione della privacy».

Ed è questo legame a costituire il cuore del filmato. Da un lato, una accurata ricostruzione storica di come sia nato l’apparato di sorveglianza digitale dell’intelligence Usa svelato in questi mesi da Edward Snowden, la fonte del Datagate. Dal programma ‘Total Information Awareness’ del 2002, l’antenato di Prism capace di «sorvegliare ogni informazione digitale esistente», alle rivelazioni quattro anni più tardi dell’ex tecnico AT&T Mark Klein, che svelano che il gigante delle telecomunicazioni era coinvolto in un programma di sorveglianza dell’Nsa per il traffico Internet, si comprende come secondo Hoback il Datagate «abbia detto poco che già non sapessimo». Al punto che se potesse rigirare il documentario oggi, vi aggiungerebbe poco o nulla.

Dall’altro il modo in cui l’ingigantirsi della macchina dello spionaggio, con scarso o nullo scrutinio pubblico, si sia legato agli interessi dei colossi web che hanno fatto dei nostri dati personali l’inesauribile miniera d’oro su cui basare le proprie fortune. «E se la raccolta di dati richiesta dal Patriot Act», si chiede la voce narrante, «fosse diventata il fondamento di un modello di business completamente nuovo? E il fondamento della rete moderna, come la conosciamo?».

Quando scriviamo commenti, twittiamo  o scriviamo un post su Facebook siamo davvero certi che non stiamo contribuendo ad annientare il concetto di privacy nel mondo? Anni per ottenere il diritto, per poi farlo dissolvere in un click? Quali sono i limiti etici che dovrebbero essere imposti a livello globale?

Si spegneranno le luci su New York? Bloomberg e l’allarme bancarotta

-newyork-bancarotta-tuttacronacaNew York sulle orme di Detroit? Dopo che la città delle auto ha dichiarato la bancarotta, ora è il sindaco della Grande Mela a lanciare l’allarme. Per Bloomberg la città potrebbe trovarsi ad affrontare la stessa, disastrosa, situazione di bilancio di Motor City se il suo successore non dovesse essere in grado di tenere sotto controllo i costi tanto delle pensioni che dell’assistenza sanitaria, che stanno registrando una vera impennata. Durante una conferenza a Brooklyn, il primo cittadino ha detto: ”Evitare le scelte difficili, questo è stato il motivo per cui Detroit è fallita”. Il sindaco ha ricordato ai presenti che Chicago ha inoltre dovuto licenziare oltre duemila docenti e dipendenti scolastici il mese scorso, in gran parte a causa dell’impennata dei costi pensionistici. Ma ”Non è la sola, molte città in tutto il Paese devono affrontare la prospettiva che le pensioni costituiscano una fetta sempre più sostanziosa del budget. E New York non fa eccezione”. 

Incidente mortale in Brasile, bus giù dal viadotto.

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Con l’Italia ancora sconvolta dalla tragedia del viadotto della morte, dove hanno perso la vita 39 persone, dopo che un bus è precipitato in una scarpata in Irpinia, oggi arriva dal Brasile una nuova tragedia. Un bus è precipitato a Itaguaì, nella regione metropolitana di Rio de Janeiro, in Brasile, uccidendo 7 persone, tra cui l’autista. Nel forte impatto sono rimasti feriti 34 passeggeri, almeno dieci dei quali in gravi condizioni. Il veicolo è caduto da un’altezza di circa 20 metri sopra una chiesa – fortunatamente vuota al momento dell’incidente – vicino a una linea ferroviaria.

Meglio vincenti che simpatici? Il credo di Nedved

-pavelnedved-juventus-tuttacronacaDimostra di avere le idee chiare e molta determinazione Pavel Nedved, ai microfoni di Sport Mediaset, che risponde al tecnico del Milan: “Allegri dice che alla Juventus dovremmo avere più umorismo ed essere più simpatici? Noi le cose le prendiamo tutte sul serio e comunque non vogliamo essere simpatici, vogliamo essere vincenti. Questo è il nostro credo”. E nell’intervista non lesina i complimenti a uno dei nuovi acquisti bianconeri: “E’ un grande perché ha dimostrato fin da subito di voler venire da noi”.

Leo Messi farà da testimonial a un sito di incontri extraconiugali?

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Si vocifera che il sito AshleyMadisom.com, sito per incontri extraconiugali, avrebbe offerto 200mila euro a Leo Messi  per ingaggiarlo come testimonial. Dopo che qualche giorno fa, il calciatore, era stato ritratto a Las Vegas avvinghiato a una bionda era scattato il blitz del sito per cercare di persuadere Messi a “mettere la faccia” su AshleyMadisom.com. La foto poi si scoprì che era un fotomontaggio e che la relazione con  Antonella Corruzzo, madre del piccolo Thiago, non era certo in bilico, ma anzi viaggiava a gonfie vele. Il sito non sembra demordere e vuole assolutamente il giocatore argentino… ma come si può chiedere a Messi di diventare testimonial di un “tradimento”?

 

Crudeltà senza fine: scoperta la macchina tortura-cagnolini

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Cosa ci può essere di più drammatico della stupidità mista alla crudeltà? Le Forze dell’Ordine spagnole, che sono intervenute, su richiesta dei vicini di casa che erano preoccupati dai continui lamenti canini, hanno potuto solo raccontare una di orrore e di terrore. Non ci possono essere giustificazioni per la macchina per infliggere torture a cagnolini rinvenuta in un  appartamento di Font de la Guatla, sobborgo alla periferia di Barcellona. Questo macchinario, assimilabile a quelli dell’inquisizione ecclesiastica medievale, era stato inventato solo per recare dolore ingiustificato alla povera vittima. Quando la macabra scoperta è stata fatta, nella macchina era intrappolata, una femmina di chihuahua bianco di otto anni di nome Kila. L’animale (come si vede dalla foto) era appeso a una specie di griglia e a un bastone tramite alcune corde che lo costringevano in una posizione del tutto innaturale e dolorosa.

Nell’appartamento vi era anche un secondo animale di color marrone che sottoposto ai controlli veterinari ha mostrato segni indelebili delle torture subite.  Gli animali sono stati consegnati al  Centre d’Acollida d’Animals de Companyia de Barcelona in attesa che il giudice proceda per un regolare processo di adozione responsabile. Purtroppo nulla si sa del responsabile di queste torture, ma è certo che è stato assicurato alle forze dell’ordine e che è in attesa di essere giudicato per maltrattamento di animali. Quanto rischia? Massimo un anno di reclusione, una multa e l’interdizione di tre anni a lavorare con gli animali.

  

Terremoti in Italia: dalla Toscana alla Calabria passando per le Marche

-1terremoti-italia-tuttacronacaHa iniziato a tremare alle 3:03 della notte l’Italia, conuna scossa di magnitudo 2.8 registrata nel distretto sismico della Lunigiana. L’evento, che si è verificato con un ipocentro di 6 km di profondità, è stato localizzato tra i comuni di Fivizzano (MS) e Giuncugnano e Minucciano (LU). L’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia ha poi registrato due scosse nelle Marche. La prima, di magnitudo 2.6, è avvenuta alle 4:57, la seconda alle 6:23 con una magnitudo 2. I comuni più prissimi all’epicentro sono stati Castelbellino, Castelplanio, Cupramontana, Maiolati Spontini, Mergo, Monte Roberto, Poggio San Marcello, Rosora, San Paolo di Jesi e Staffolo (AN) e Apiro e Poggio San Vicino (MC). Infine, alle 13:14, una scossa di magnitudo 2 è stata registrata a 4.1 km di profondità nel distretto sismico della Sila. Lepicentro è stato individuato tra i comuni di Altilia, Carpanzano, Pedivigliano e Scigliano (CS) e Conflenti, Decollatura, Martirano, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia, Platania, San Mango D’Aquino, Soveria Mannelli e Lamezia Terme (CZ).

Il pugno duro contro il femminicidio… arriva anche il permesso di soggiorno

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Una nuova legge che viene già definita “tolleranza zero” contro il femminicidio e si presenta come un pugno duro contro la violenza di genere. Prima della pausa estiva il parlamento approva questa norma a tutela delle donne. Pur essendo della massima importanza la legge sembra arrivare alla fine di un percorso teso in cui le larghe intese vacillano e si cerca in tutti i modi di trovare punti di contatto che possano allontanare l’attenzione dal disequilibrio politico che si è creato dopo la sentenza Mediaset. In questo clima rovente, con un Pd, che ormai sembra l’ombra di se stesso, spaccato, poi suddiviso e ancora frammentato in correnti, idee, progetti, programmi e obiettivi che davvero sembrano in contraddizione e in competizione fra loro, e un Pdl che sta per perdere il suo premier, forse la cosa migliore era distogliere l’attenzione. Ma il Popolo della Libertà come prenderà le parole di Angelino Alfano a commento di un aspetto nuovo e importante della legge?

“Abbiamo deciso di concedere un permesso di soggiorno per motivi umanitari a quei soggetti che subiscono violenze e che siano stranieri”

Che reazioni ci saranno da parte della Lega? Verrà il dubbio a qualcuno che tante donne straniere denunceranno la violenza solo per ottenere un permesso di soggiorno?

Eppure la legge sugli atti persecutori c’era, perché l’unica cosa che non manca in Italia sono le leggi.

Basta leggere C.p. art. 612-bis. Atti persecutori:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio (1).

 

Cosa cambia?

E’ previsto l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking. “Alle forze di polizia viene dato di buttare fuori di casa il coniuge violento”, così ha commentato il ministro dell’Interno l’integrazione, che sembra una delle poche novità in materia di femminicidio.

“Dal punto di vista della prevenzione – ha chiarito – è importante, perché viene impedito a chi è violento in casa di avvicinarsi ai luoghi domestici”. Le norme approvate dal Cdm, ha spiegato Alfano, hanno tre obiettivi: prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime”. Ma tutto questo non è già insito in altre leggi? Non bastava fare un testo unico invece che una nuova normativa che ora si andrà a sommare all’articoli già preesistenti? “Lo scopo – ha detto – è quello di intervenire tempestivamente prima, di proteggere la vittima, di punire il colpevole e di agire perché la catena persecutoria non arrivi all’omicidio”.
Letta naturalmente ha toni entusiastici come da sempre si è imposto per creare un’immagine di ottimismo e di determinazione che possa farlo apparire, agli occhi degli elettori, come il motore per governo al servizio dei cittadini  “Un decreto legge agile, solo 12 articoli. Avevamo promesso intervento duro a contrasto tutto ciò che va sotto nome femminicidio, la promessa ora è mantenuta. Il cuore del decreto è questo, vogliamo dare un segno fortissimo di cambiamento radicale sul tema, un chiarissimo segnale di lotta senza quartiere”.  
Lotta senza quartiere alle leggi che esistono e non vengono applicate per farne delle nuove che a loro volta non troveranno le risorse necessarie per essere attuate? La prevenzione è solo questione di costi e risorse, ma con i tagli alla pubblica sicurezza operati dalla spending review come si può parlare di promessa mantenuta? Ci era stata promessa una legge o l’attuazione di misure preventive atte a difendere le donne?

Cameron si oppone alla sentenza che scarcera un pedofilo, bufera sulla giustizia.

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Ha abusato di una 13enne, aveva materiale pedopornografico nel suo appartamento, che attenuanti ci possono essere? Eppure un 41enne di Londra, Neil Wilson, dopo la lettura della sentenza se ne è tornato tranquillamente a casa con una condanna a otto mesi di reclusione, che però non sconterà grazie a una sospensione della pena che lo rende di nuovo libero. Ultima beffa della giustizia inglese? Se si leggono i dettagli “agghiaccianti” della vicenda c’è solo da inorridire:

«la ragazzina ha un aspetto fisico che lascia pensare a un’età più avanzata» e un atteggiamento «predatorio in tutti i sensi, dovuto a una certa esperienza sessuale», per cui, nonostante la differenza d’età, «l’atto è avvenuto, ma non per colpa di Wilson»: «si potrebbe dire che Wilson sia stato obbligato ad eseguire l’atto, nonostante fosse più forte e più grande di lei».

E ancora: «Lei si è spogliata, togliendosi di dosso la divisa della scuola in modo provocatorio, e poi lo ha obbligato a sottoporsi a sesso orale».

Un 41enne abusato da una 13enne? La tesi completamente rovesciata e forse una bambina di 13 anni ancora violentata, proprio da quell’organo, la magistratura, che invece la dovrebbe proteggere e restituirle, con la giustizia, il risarcimento all’abuso subito. Invece devia strada e va in “soccorso” del carnefice che diventa a sua volta vittima indifesa di una “procace” bimba che lo costringe a un atto sessuale non cercato e non voluto.

Alan Wardle, della Società per la prevenzione della crudeltà sui bambini, è sconcertato. «Una ragazzina di tredici anni non può essere ritenuta complice dell’abuso che le viene inflitto», ha sottolineato, aggiungendo che «chiaramente il predatore è l’adulto, mai il bambino». Il problema, precisa, è che«non tutti gli avvocati e i giudici hanno la preparazione necessaria percapire come funziona l’adescamento di minori. Non comprendono che una ragazzina che si presta a giochi, atti e rapporti sessuali lo fa perché è stata, ed è, vittima di un adulto».

«Lo stato ha il dovere di prendersi cura delle vittime di reati e crimini – aggiunge Javed Khan, dell’associazione Victim Support – un dovere che in questo caso è clamorosamente venuto meno».

Proprio per le polemiche innestate dalla lettura della sentenza, il premier David Cameron ha deciso di intervenire definendo «completamente inappropriate» le dichiarazioni del giudice Nigel Peters e dell’avvocato Robert Colever, sui quali è stata aperta un’inchiesta e che per il momento sono stati sospesi. Il caso verrà rivisto, potrebbe prima o poi esserci una sentenza più severa nei confronti di Wilson, ma il danno potrà forse essere limitato, non cancellato.

 Sicuramente dopo questa sentenza il popolo inglese si domanda se davvero, a volte, è giusto mettersi al ludibrio pubblico per poi avere sentenze come questa. Un giudice e un avvocato capaci di rendere la vittima carnefice e il carnefice vittima grazie a un rovesciamento dell’accusa… quante famiglie oggi si chiederanno se abbia un senso chiedere giustizia per avere in cambio la diffamazione di una 13enne e l’assoluzione di un pedofilo?

Milan – Los Angeles Galaxy 2-0, lo spettacolo è servito

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Vola il Milan e conquista il terzo posto della prestigiosa Guinness Cup aggiudicandosi il match contro i Los Angeles Galaxy con il risultato di 2-0. E’ Balotelli a segnare al 17′ il primo gol e poi arriva il raddoppio siglato da M’Baye Niang. Il giocatore francese, di origini senegalesi infatti ha realizzato una rete fantastica: prima  il dribbling e poi un tiro rasoterra che ha messo ko il portiere dei Los Angeles Galaxy. Una buona prova per il club rossonero che sembra davvero avviarsi a un inizio campionato con una buona forma fisica e un grande equilibrio in campo. 

Coppia di sposi napoletani ha incidente in Messico, muore il marito

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Era una giovane coppia di sposi napoletani e aveva scelto come viaggio di nozze il Messico, purtroppo un tragico incidente ha stroncato la vita a Vincenzo Maiello. L’uomo, quasi trent’enne, e sua moglie, Alessandra Borrelli, 28 anni, si erano sposati il 26 luglio a Capodimonte e poi erano partiti per la luna di miele. La prima tappa era stata New York e poi da domenica erano arrivati in Messico a Playa del Carmen. Lunedì, alle 21,30 locali, Vincenzo e Alessandra erano su un taxi noleggiato assieme a un’altra coppia di sposi del Molise: lungo la strada l’incidente, fatale per Vincenzo che era seduto accanto all’autista. L’impatto frontale, violentissimo è avvenuto con una monovolume. Ora Alessandra Borrelli è ricoverata, in gravi condizioni, con traumi e fratture al bacino e agli arti inferiori.

Scoppia la polemica sugli ovetti kinder. Sono sessisti?

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Gli Ovetti Kinder “vestiti” di rosa e azzurro sarebbero chiaramente, secondo alcuni inglesi, una discriminante sessista. A denunciarlo sono stati un gruppo di genitori dell’associazione “Let toys be toys”, che lanciano una petizione affinché la casa dolciaria italiana ritiri dal mercato inglese i 5,3 milioni di Ovetti. L’intento della Ferrero però, era solo quello di dare una giusta indicazione in base alla sorpresa che si sarebbe trovata all’interno e quindi di non deludere i bambini che avrebbero preferito trovare una macchinina o le bambine che volevano una bambola.

“Incredibile che continuino a promuovere l’identità dei giocattoli, suggerendo che il rosa contenga bamboline e l’azzurro macchinine. Hanno intenzione di continuare ad alienare i propri clienti con questi suggerimenti. Sono rimasta molto delusa quando ho sentito del lancio di questo nuovo prodotto. Perderanno clienti”. Lo afferma Trisha Lowther, fondatrice del movimento, all’Independent.Per il portavoce della Ferrero Uk, Charlie Cayton, “non era intenzione della società urtare la sensibilità di nessuno”; anzi è stata proprio un’indagine di marketing che ha rilevato che il 66,6% dei genitori inglesi avrebbe preferito una merendina “sessuata”. In Germania dove gli Ovetti sono stati già messi nel mercato – tiene a precisare la Ferrero- non hanno scatenato alcun tipo di protesta.

Insomma anche l’Ovetto Kinder fa discutere!

Distrutta la targa in memoria di Valerio Verbano a Roma

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Era ancora  alta la stagione del terrorismo, quando nel 1980 uccisero Valerio Verbano, quasi 19 anni, militante di sinistra nell’area di Autonomia operaia.  Un giovane senz’altro particolare, appassionato, fra l’altro  di fotografia. che,  con un lavoro di indagine certosina e forse con l’aiuto di qualche “pentito” di estrema destra, aveva raccolto informazioni  su centinaia di militanti  delle formazioni del terrorismo nero, schedati con  criteri scientifici di archiviazione, sia oggettivi che  soggettivi… Sono 379 fogli, quasi tutti scritti a mano…. Si doveva essere preoccupata parecchio l’eversione di destra per quella documentazione che alcuni mesi prima era stata invece, sequestrata dalle forze dell’ordine, quando avevano arrestato Verbano per possesso illegale di arma da fuoco… Poi il giovane era stato presto messo in libertà e quelli che lo uccisero  forse pensavano di trovare i documenti in casa o farsi dire da lui i nomi   di eventuali persone di destra che avessero tradito.  L’aspettarono a casa dopo aver legato e imbavagliato i suoi genitori… Valerio che sapeva di arti marziali riuscì a liberarsi ma fu colpito con un proiettile alla schiena… Nel 2006 il Sindaco Walter Veltroni volle dedicargli una targa stradale nel quartiere in cui era vissuto mentre nel 2011 si erano riaperte le indagini per cercare di capire i mandanti e gli assassini del giovane,  mai scoperti  Oggi,la targa in memoria, è stata ritrovata frantumata in mille pezzi, al Parco delle Valli a Roma…  “Vandalizzare la targa è una grave offesa alla memoria di questa città. La mia speranza è che certi gesti non si ripetano in futuro”, ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino. Ma sembra che rancore e vendetta non finiscono mai…

Pedofilo bacia sulla bocca bimbo di 4 anni. Linciaggio della folla.

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Ieri mattina, sul litorale romano di Ostia, intorno alle 11.30, un anziano di 72 anni, M. I., si è avvicinato con una scusa a un bimbo di 4 anni  che stava passeggiando con il nonno sul marciapiede in via Carlo Greco.  Dopo gli usuali complimenti per il bell’aspetto del bambino, l’anziano ha chiesto al nonno se poteva baciarlo. Il nonno ha risposto con un fermo “no” e a quel punto il 72enne si è chinato sul bambino e lo ha baciato sulla bocca. Sono state le grida del nonno a richiamare l’attenzione dei passanti che immediatamente sono corsi in aiuto. Quando è arrivata la polizia, il 72enne stava per essere linciato e non è stato facile sottrarlo alla folla inferocita. Al commissariato l’anziano originario di Catanzaro ha confessato di essere attratto dai minori. E’ stato arrestato per violenza sessuale aggravata dal fatto che il minore avesse meno di 14 anni.

Marco Borriello e la maglia numero 88: da polemica a gossip

borriello-88-tuttacronacaIeri sono stati resi noti i numeri scelti dai giocatori della Roma e subito ha preso l’avvio la polemica per la scelta di Marco Borriello: l’88. Solo un numero? No, perchè l’ottava lettera dell’alfabeto è la H e le due cifre sono interpretate come acronimo di Heil Hitler. 88 come numero caro ai neonazisti dunque e che ha spinto molti esponenti della comunità ebraica romana a chiedersi che motivazione potesse avere quella scelta. Del resto in Italia non è la prima volta che una simile scelta fa discutere. Anche Gianluigi Buffo, all’inizio della stagione 2000-2001, quando militava nel Parma, aveva puntato sull’88, spiegando che quei numeri simboleggiavano quattro palle, simbolo della rinascita dopo l’infortunio che gli aveva impedito di partecipare all’Europeo 2000. Ma all’epoca diverse associazioni protestarono, in particolare l’allora responsabile Sport della comunità ebraica di Roma Vittorio Pavoncello e alla fine il giocatore, pur avendo detto di non conoscere il presunto significato del numero, finì con l’optare per il 77. Ora la emplice ipotesi che Borriello si possa essere ispirato al dittatore nazista ha suscitato diversi rumors. Ma tante sono state le possibili interpretazioni che gli utenti di Twitter hanno dato. Ad esempio Luca Prestigioso ha scritto: “Sono andato su Wikipedia. Ho contato i gol tra club e nazionali e sono 88”. “Speriamo”, la risposta di Giorgio P. Ma vari esponenti della comunità ebraica romana vogliono risposte: “Dovrebbe chiarire il perché di quella scelta”, scrive qualcuno. Altri sono più netti: “Perché ha scelto l’88, che ha un chiaro significato nazista?”. C’è anche chi chiama un causa lo stesso Pavoncello, memore della vicenda Buffon: “Perché non sollecita la Roma a fornire una spiegazione?”. La squadra, che nel frattempo di trovava a Toronto, in Canada, a prepararsi per un’amichevole, viene raggiunta da quest’ondata d’irritazione e, verso la mezzanotte ora italiana, sul suo profilo Twitter fa comparire una dichiarazione di Borriello: “Il mio numero di maglia preferito è il 22, ma essendo occupato ho scelto l’88: data di nascita di una persona a me cara”. Nessun significato politico, dunque. Non si sa se questo basterà a placare le polemiche ma di certo ha sollevato un’altra questione: qual è la persona cara alla quale il bomber napoletano ha voluto dedicare la sua maglia?

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Roghi a Palermo: brucia l’immondizia.

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Ancora immondizia a deturpare una delle città più belle d’Italia. Oggi è la periferia di Palermo che brucia. Il quartiere Zen in via Patti, in via Sagittario, in via Sirio, in via dell’Allodola. Incendi anche a piazza Ignazio Calona dove 13 cassonetti sono stati dati alle fiamme. Roghi nel quartiere Borgo Nuovo in via Castellana e in viale Piazza Armerina. Fuoco e fiamme in piazza Benvenuto Cellini, in via Vincenzo Barone e in via Butera. Mentre c’è attesa per la nuova Tares che sarà una vera e propria stangata sulle famiglie, le nostre città bruciano l’immondizia, provocando un inquinamento dannoso alla salute dei cittadini. Le tasse sono in arrivo, ma il problema quando sarà risolto?

Le strane similitudini di Sgarbi: Berlusconi come Pasolini

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Vittorio Sgarbi ospite di Agorà, questa mattina, ha sorpreso con una similitudine quantomeno “originale” paragonando Berlusconi a Pasolini. Naturalmente la dichiarazione di Sgarbi farà discutere anche perché sembrano mondi completamente lontani e soprattutto orientati in anni non paragonabili. Berlusconi è l’uomo cresciuto e maturato nell’Italia anni ’50, trasportato poi nell’80 che ha vissuto da protagonista la politica italiana degli ultimi 20 anni, mentre Pasolini era un protagonista degli anni ’70, uno scrittore, un regista, un uomo di cultura. Pasolini pur essendo uomo di sinistra non ha fatto mai mancare le sue sferzanti riflessioni sul partito, e non è mai diventato premier. Ma soprattutto i capi d’imputazione di Berlusconi quali anelli di congiunzione possono avere con Pasolini?

Polverini avrebbe detto: i disoccupati sono degli sfigati che aspettano i soldi

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Se fosse vero sarebbe l’ennesima caduta della deputata Renata Polverini. La frase sarebbe stata pronunciata al Comitato dei nove. A darne notizia è il deputato Salvatore Micillo del MoVimento 5 stelle presente in seduta che ha spedito immediatamente un tweet:

polverini-disoccupati-sfigati

“i disoccupati sono degli sfigati che aspettano i soldi”

Non è passato in osservato in rete e la polemica è montata. Tra indignazione e sorpresa sono stati molti gli utenti a voler far sentire la loro voce.

Aggiornamento 8 agosto 2013, 17,05:

«Hanno frainteso, saranno querelati», così Renata Polverini nel  botta e risposta, tra lei e i due deputati del M5s Alessio Villanova, vicepresidente del M5S alla Camera e il capogruppo M5S Riccardo Nuti che avevano riportato la frase incriminata sui social network. Altri dettagli poi sono emersi su quella frase e sul Facebook di Riccardo Nuti si legge:

«Ieri sera in aula stavamo votando un testo errato durante la dichiarazione di voto sul decreto legge lavoro. Successivamente la Polverini (presidente di quel comitato dei 9 che gestiva il dl lavoro) ha definito i disoccupati ” sfigati che aspettano i soldi” e poi ha offeso il nostro vice-capigruppo Alessio Villarosa»

Anche Villarosa aggiunge altri particolari: «Aveva fretta – racconta – Ad un certo punto ha detto che aveva da fare e non poteva passare tutta la notte lì con i provvedimenti per questi sfigati dei disoccupati».

La parlamentare del Pdl ha poi ribadito:

«Ho dato immediatamente mandato ai miei legali a presentare una querela nei confronti dei deputati Villarosa e Micillo», spiega la deputata, che prosegue: «Non ho utilizzato nessuna espressione di ingiurio e, in realtà, è avvenuto esattamente l’opposto di quanto dichiarano i due deputati: il M5S aveva intenzione di bloccare il provvedimento ormai in votazione e di rinviarlo alle commissioni con il chiaro intento di farlo decadere e impedendo di fatto la messa a disposizione di strumenti normativi ed economici che danno più opportunità ai disoccupati «sfigati» inteso come sfortunati in gergo popolare».

Elezioni in autunno? Di congresso oggi non si parlerà in Direzione Pd

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E’ scomparso dall’ordine del giorno. Si sono perse le tracce del Congresso. Oggi in Direzione Pd ci sarà solo la relazione di Letta. L’Odg parla chiaro: ”Situazione politica: relazione del segretario”.

Una sorpresa che ha dentro l’amarezza di una spaccatura. Renzi, ieri, ha rotto il silenzio stampa e aveva dichiarato la sua volontà a candidarsi segretario. Il ragazzo va arginato? Sicuramente le frasi di ieri, del sindaco di Firenze hanno pesato nelle orecchie di Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e dello stesso Epifani.

Forse del Congresso parlerà Epifani nella sua relazione… ma a questo punto l’attenzione sembra rivolta altrove. Sembra che ci sia una guerra aperta tra coloro che hanno come unico scopo quello di  prepararsi alle elezioni e rimandare a data da destinarsi la leadership e invece chi vuole un segretario forte prima di andare alle urne.

Finita la latitanza del boss Rancadore… Chi era?

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Era nella black list, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi, Domenico Rancadore, detto “‘u profissuri”, dopo 19 anni di latitanza è stato catturato a Londra dove viveva con sua moglie di origine inglese, anche se di famiglia italiana: Annamaria Culcasi Macaluso, è figlia di un ex console italiano nella capitale inglese. La coppia ha avuto due figli, un maschio e una femmina, che oggi sono più che trentenni.

Il boss è un pluripregiudicato palermitano di 64 anni che deve scontare 7 anni di reclusione per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione ed altri gravi delitti. Nella capitale inglese gestiva una agenzia di viaggi e conduceva una vita agiata. Rancadore ha tentato la fuga, ma è stato immediatamente fermato. Che si trovasse a Londra lo si sapeva già dal gennaio 2012 come racconta un articolo de La Repubblica a firma Salvo Palazzolo. La Procura di Palermo aveva chiesto quindi l’estradizione per il boss. La risposta è stata lapidaria: “Il reato di associazione mafiosa non è riconosciuto dall’ordinamento giuridico inglese, la richiesta di estradizione non è stata neanche presa in considerazione”. Intanto Rancadore sembra anche, sempre secondo l’articolo di Palazzolo, che percepisse regolarmente la pensione dell’Inpdap essendo stato insegnante di educazione fisica, una copertura studiata attentamente nel periodo in cui i suoi affari erano invece nell’ambito di Cosa Nostra.

Incidente nell’Agrigentino: due morti e quattro feriti

incidente-agrigento-tuttacronacaE’ drammatico il bilancio di un incidente occorso all’alba sulla strada statale 626 Ravanusa-Licata nell’Agrigentino dove una Fiat Stilo e una Ford Focus si sono scontrate frontalmente per cause ancora da chiarire. Nell’impatto, due persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite. Sul posto stanno lavorando i vigili del fuoco, la polizia stradale e i carabinieri, impegnati anche ad ascoltare alcuni testimoni che potrebbero chiarire cosa sia realmente avvenuto. Pesanti i disagi sulla strada, chiusa a lungo per consentire le operazioni di soccorso.

Nuova lettera dell’assassino di Yara… è solo un mitomane?

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Questa volta è una vera e propria autoaccusa la lettera che ha fatto ritrovare l’anonimo che afferma di essere l’assassino di Yara Gambirasio:  “Mi chiamo Mario, sono stato io.” Prima c’è stata una telefonata alla portineria dell’ospedale di Rho: “Buongiorno, mi chiamo Mario, sono malato di cancro. Sono io l’autore del messaggio in chiesa su Yara Gambirasio. Volevo solo sapere se il cappellano ha ricevuto la mia lettera.”  Quindi la lettera di tre pagine indirizzata al cappellano don Antonio Citterio. Il 6 agosto, il cappellano, ha trovato la lettera, firmata da un certo “Mario”, sotto lo zerbino della porta di casa. La coincidenza è che Don Antonio Citterio abita proprio sopra alla portineria dell’ospedale.

Secondo indiscrezioni, però, in sostanza il misterioso Mario si sarebbe detto stupito del rilievo mediatico suscitato e, in maniera piuttosto confusa e sgrammaticata, avrebbe confermato di essere a conoscenza di qualcosa che riguarda la morte della piccola Yara.

“Sono stato io a scrivere il messaggio sul libro delle preghiere in chiesa” avrebbe scritto nella lettera.

Come ha consegnato la lettera “Mario”? Ha incaricato qualcuno? L’ha portata personalmente? L’ingresso ospedaliero è presidiato da telecamere e i filmati sono già al vaglio degli inquirenti.

 La polizia crede che possa trattarsi di un mitomane, ma intende andare a fondo e scoprire il volto che si cela dietro al nome “Mario”.

Il suo zaino ha la targa: multato!

-targa-zaino-tuttacronacaA Genova, via Garibaldi è zona off limits per i mezzi. Ma nella zona pedonale, anche un ragazzo a piedi è stato multato. Questo perchè le telecamere, dopo averlo rilevato, lo hanno segnalato come mezzo non autorizzato”. E’ accaduto perchè il giovane, per decorare il suo zaino, aveva utilizzato una vecchia targa, sospesa nel 2007, che apparteneva allo scooter della madre. Cosa che non va contro la legge, visto che è concesso conservare la vecchia “piastra” con il numero di riconoscimento. Inizialmente la madre, Virginia Biglia, “stimata addetta in Procura – come scrive il Corriere Mercantile – e intestataria della targa”, non appena ha letto il verbale arrivato a casa, ha pensato a una bravata del giovane. Poi, la verità e il ricorso in Comune con la prova “della totale mancanza di controllo dei dati della sanzione che ha traformato in macchina un essere umano”.

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