Vietnam in lutto. Addio al Generale Giap, il “Napoleone Rosso”

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E’ morto all’età di 102 anni il generale Vo Nguyen Giap. Chiamato “Napoleone rosso” e considerato l’ultimo vero rivoluzionario comunista del Vietnam aveva liberato il suo Paese dal dominio coloniale francese e dalle truppe degli Stati Uniti durante la guerra grazie alle sue ingegnose tecniche di guerriglia che costrinsero gli stranieri a fuggire. Giap era ricoverato in un ospedale di Hanoi dal 2009.  In Vietnam è un eroe nazionale la cui popolarità è seconda solo a quella dell’ex presidente e suo mentore Ho Chi Minh, che portò il Paese all’indipendenza. Fino a quando le sue condizioni gliel’hanno permesso, il generale ha ricevuto capi di Stato e leader internazionali, come il presidente del Sudafrica Thabo Mbeki e il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Risale a due anni fa la visita che gli fece Raimondo Bultrini, collaboratore di Repubblica, che realizzò poi un servizio per il settimanale Venerdì nel quale descrisse Giap come ancora molto lucido, anche se costretto a limitare le visite per non “affaticare i suoi polmoni malati”. Il generale fu una figura di riferimento anche all’estero giungendo anche in Italia dove, durante le marce del ’68, si urlava lo slogan “Giap – Giap – Ho Chi Minh!” S’impose come leader dell’esercito di guerriglieri che nel 1954 a Dien Bien Phu portarono componenti d’artiglieria sulle montagne per circondare e schiacciare l’esercito francese: quella vittoria si studia tutt’ora nelle scuole militari di tutto il mondo. Al 1975 risale invece la sua vittoria sul governo del Vietnam del Sud, appoggiato dagli USA, che permise di riunificare il Paese. Giap era dedito ai suoi obiettivi, per i quali era disposto a subire pesanti perdite. Nel 2005, durante un’intervista ad Associated Press, disse: “Nessun’altra guerra di liberazione nazionale è stata così feroce o ha causato tante perdite come questa guerra”. E aggiunse, citando Ho Chi Minh: “Ma combattemmo lo stesso perché per il Vietnam nulla è più prezioso dell’indipendenza e della libertà”.

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Muore un mito: Alvin Lee, infiammò Woodstock con la sua band!

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Morto Alvin Lee, uno dei chitarristi piu’ virtuosi della storia del rock, celebre per uno strepitoso assolo sul palco di Woodstock con la sua band, i ‘Ten Years After’. Lee e’ morto a 68 anni per le complicazioni seguite a un intervento chirurgico di routine. “Abbiamo perso un padre e un compagno meraviglioso” ha fatto sapere la famiglia, “e il mondo ha perso un musicista incredibilmente talentuoso”. Lee, nato a Nottingham, aveva suonato con George Harrison e Ronnie Wood, aveva portato otto volte i Ten Years After nella classifica dei 40 album piu’ venduti in Gran Bretagna e aveva inciso da solo 14 dischi, l’ultimo dei quali l’anno scorso.

 

Muppets e la canzone nata per un film porno softcore italiano!

Era il 1954-55 e Jim Henson inventò i Muppets, un gruppo di pupazzi e personaggi in costume, che divennero popolari fra i bambini.  Forse però pochi sanno che la canzone che molti collegano ai simpatici pupazzi, “Mahna mahna“, era stata ideata in origine come colonna sonora di un film porno softcore di un italiano, Luigi Scattini. Il film in questione è Svezia, inferno e paradiso, del 1968, una sorta di documentario sulle abitudini sessuali in Svezia. Anche la canzone stessa è stata composta da un italiano, Piero Umiliani. Il film ebbe subito grande successo in Italia, d’altronde era il ’68. Gli ottimi risultati al box office fanno sì che il film venga distribuito anche all’estero e, dopo Giappone e Francia, arriva l’accordo con la Avco Embassy Pictures per il mercato americano. Così la canzone, ribattezzata Mahna Mahna per renderla più internazionale, ha varcato i confini nazionali ed è giunta in America, e poi non si è più fermata. La canzone non ha nessuna parola di senso compiuto è solo un motivo molto orecchiabile e per questo ha avuto una larga diffusione all’estero. Di recente il comico Maurizio Crozza ne ha realizzato una sua versione con Maroni e Bossi, che lo canzona dicendogli “Maroni al nord!”.

Quasi un secondo Live! THE DOORS LIVE AT THE BOWL ’68

Il 27 febbraio e solo il 27 febbraio sarà in 300 sale. Registrato il 5 luglio del 1968 all’Hollywood Bowl di Los Angeles, il concerto è stato oggi rimasterizzato con audio surround 5.1 per garantire la perfezione del suono. Tra gli operatori che ripresero il concerto vi era anche un giovanissimo Harrison Ford.

UN MITO, UN LIVE, UN INCREDIBILE VIAGGIO NEGLI ANNI CHE SEGNARONO LA STORIA DEL MONDO!

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