Igiene sotto inchiesta all’ospedale San Giovanni: 8 morti per un batterio

sangiovanni-batterio-tuttacronacaSono otto i pazienti deceduti per una stessa infezione, probabilmente contratta tra le corsie, in un padiglione dell’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma e la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. Nel frattempo, sono 16 le cartelle cliniche sequestrate dai Nas delegati dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani. Non s’indaga solo sui morti ma anche sul decorso ospedaliero di alcuni pazienti contagiati, per capire se nella trasmissione del virus sia configurabile una responsabilità da parte dei sanitari. Come spiega Blitz Quotidiano:

Quel che maggiormente insospettisce è che le otto vittime sarebbero tutte decedute non soltanto nello stesso reparto, ma proprio nello stesso letto: quello con la targa numero 8. Il materasso e le lenzuola “stregati” forse non era stati disinfettati a dovere: è questa l’ipotesi alla quale stanno lavorando gli inquirenti. Il batterio all’origine delle infezioni è il Clostridium Difficile, largamente diffuso e per lo più innocuo. Ma che, se trascurato, può portare a forme acute di colite che possono risultare fatali in soggetti le cui condizioni cliniche sono già di per sé critiche. Il bacillo è piuttosto comune negli ambienti ospedalieri: colpisce soprattutto anziani e soggetti debilitati da prolungate terapie antibiotiche. Basta toccarsi la bocca con le mani dopo essere stati a contatto con superfici contaminate e si è contagiati. A piazzale Clodio i magistrati stanno cercando di capire se l’ospedale ha adottato tutte le misure di cautela previste o se, al contrario, sia responsabile della trasmissione.

Mandela, un protagonista del XX secolo. E cittadino onorario di Firenze

mandela_renzi-tuttacronacaIl sindaco di Firenze Matteo Renzi, all’apprendere la notizia della morte del leader della lotta contro l’apartheid, ha detto: “Nelson Mandela è stato in assoluto uno dei più importanti protagonisti del ventesimo secolo. Quando gli ho dato la mano, consegnandogli il Fiorino d’oro di Firenze, mi è sembrato di toccare la storia. Nelle sue mani c’erano il peso e la grandezza di una vita combattuta in difesa di un’ideale”.  Era il 1985 quando al Premio Nobel per la Pace venne consegnata la cittadinanza onoraria di Firenze. Il 16 aprile 2012 Renzi fu ricevuto a Johannesburg da Mandela e in quell’occasione gli consegnò il Fiorino d’oro. Il primo cittadino fiorentino ha proseguito: “Dobbiamo essere grati a Mandela perché ha segnato come pochi la storia del secolo scorso con il coraggio e la determinazione delle persone libere e con la forza della non violenza. Oggi il suo messaggio è universale e Firenze, che gli conferì la cittadinanza onoraria in un momento difficile in cui ancora vigeva l’apartheid, porta avanti oggi la sua battaglia per la libertà, la democrazia, la lotta al razzismo”. Ed ha aggiunto: “A Firenze abbiamo dedicato a Madiba il Nelson Mandela Forum: è stata una scelta precisa e anche una scommessa educativa quella di dedicare il palazzetto dello sport non a uno sponsor ma a un’idea e a una cultura di valori”. Infine, Renzi ha concluso: “Oggi il vuoto che ci lascia Mandela può essere riempito solo se facciamo nostra la sua battaglia, può avere un senso se ci facciamo carico, da Firenze, del dolore del mondo, combattendo nella nostra casa razzismo e intolleranze ma non dimenticando cosa avviene in altri paesi, dalla Siria all’Egitto al Mali, dalle morti nel Mediterraneo a quanto accade anche vicino a noi, come a pochi giorni fa a Prato”.

25 coppie di italiani bloccate in Congo per aver voluto adottare dei bimbi

cecile-kyenge-tuttacronaca25 coppie di italiani sono bloccate nella capitale del Congo, Kinshasa, e non riescono a rientrare in Italia con i loro 32 bimbi adottati a causa di lungaggini burocratiche. Sembrava che il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, di origini congolesi, avrebbe potuto sbloccare l’iter per la conclusione delle adozioni ma le autorità locali temono che i piccoli, una volta in Italia, possano venir riadottati, come accade in Usa. In realtà, in Italia non è possibile. Spiega una signora a il Giorno: “Le famiglie sono sparse per Kinshasa: alcune in piccoli residence altri in albergo altri ancora in orfanotrofio. Le condizioni quindi variano. Noi per esempio, pagando salato, possiamo avere il necessario: dai medicinali alla pasta. Certo spesso manca la luce o l’acqua corrente ma questa è l’Africa”. Però ora non ce la fanno più, perché si stanno “svenando” economicamente. Era settembre quando le autorità congolesi bloccavano le adozioni per sapere che fine facessero i bimbi. Poi il viaggio della Kyenge aveva sbloccato le cose, così chi era fermo in Africa è rientrato, chi invece aveva già realizzato l’adozione era andato in Congo, non riuscendo più a tornare in Italia.

“Se tu permetti alla tua luce di splendere, …

Luce-tuttacronaca… inconsciamente dai agli altri il permesso di fare lo stesso. Così tu sei liberato dalle tue paure, e la tua presenza automaticamente libera gli altri.”

-Nelson Mandela-

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