Adesso c’è soltanto il sentimento di un buio…

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…in cui stiamo sprofondando.

– Federico Fellini –

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Le Furie Rosse volano in finale dopo una partita sofferta: 7-6

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Giocano con il lutto al braccio gli Azzurri di Prandelli, anche se la Fifa ha negato il minuto di silenzio in memoria di Stefano Borgonovo, il calciatore che è mancato oggi dopo una lunga lotta contro la Sla. Tifa quasi tutto Italia il pubblico presente a Fortaleza quando nella prima frazione di gioco le squadre sono equilibrate con gli azzurri che già al 7′ guadagnano un corner. Al 14′ ottima occasione per Gilardino, che però calcia sul fondo. Due minuti dopo, è Maggio a provarci. La Spagna sta soffrendo in questo frammento.  Subito dopo De Rossi sfiora il palo. Al 18′ E’ il turno di Marchisio: la Spagna continua a mantenere il possesso di palla, ma gli Azzurri non concedono tregua. Al 25′ le Furie Rosse acquistano maggior sicurezza, ma i ragazzi di Prandelli sono attenti e, per ora, non si concedono le leggerezze in difesa viste nelle partite precedenti. Al 35′ grande giocata di Maggio che, di testa, mette in difficoltà il portiere spagnolo: Casillas para. Il minuto successivo è Torres ad andare vicino al gol: palla sul fondo. Con un’azione spagnola al 44′ su cui Xavi, in area, non arriva, termina il primo tempo. 0-0.

Nella ripresa Montolivo sostituisce Barzagli obbligando così De Rossi a passare centrale difensivo. Dopo 7′ anche la Spagna effettua il primo cambio: esce Silva che cede il posto a Navas. Al 12′ le Furie Rosse, che in questo secondo tempo hanno trovato nuova determinazione, impegnano Buffon, ma l’estremo difensore azzurro non si lascia sorprendere. Al 18′ è Iniesta a portare avanti una bella giocata, salvo rovinare l’azione all’ultimo tiro: finisce sul fondo. Dopo 10′, Pedro diventa pericoloso, ma ancora una volta il portiere azzurro riesce a salvare la sua porta. Tra le fila spagnole Pedro cede il posto a Mata mentre per l’Italia Aquilani sostituisce Marchisio per gli ultimi 11 minuti del secondo tempo. Al 40′ Piquet calcia deciso… sopra la traversa! A 5′ dal termine dei minuti regolari, lo spettro dei supplementari sembra avvicinarsi in un campo dove caldo e umidità hanno stancato rapidamente i giocatori. Al 91′ Aquilani tenta la rovesciata che Gilardino che raccoglie la palla: fuori di poco. La Spagna guadagna un calcio di punizione a pochi secondi dal termine: una devizione spinge sul fondo: i tempi regolamentari terminano 0-0.

Nel frattempo è arrivata la notizia che, mentre si gioca allo stadio Castelo, all’esterno un camioncino di una tv brasiliana e’ stato dato alle fiamme dai manifestanti che sono poi stati dispersi dai reparti anti-sommossa della polizia militarecon proiettili di gomma e gas lacrimogeno.

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Il recupero inizia con l’attacco spagnolo che guadagna subito un corner: Buffon salva la porta. Poco dopo, Giaccherini centra il palo: un’ottima azione per gli Azzurri. Ma sono le Furie Rosse a scatenarsi in questa frazione giocata in gran parte nella metà campo italiana. All’inizio del secondo supplementare le squadre sono ancora in una situazione di parità e Prandelli sprona principalmente i nuovi innesti mentre la stanchezza si fa sentire anche sotto forma di crampi, di cui cade vittima Chiellini. A 5′ dal termine, Xavi colpisce duro: Buffon, complice il palo, riesce ancora una volta a salvare la porta. L’aritro viene sommerso dai fischi per non aver fischiato al termine esatto dei 15′: si va ai rigori. Inizia l’Italia con Candreva che realizza, imitato da Xavi, Aquilani e Iniesta. 2-2.  E’ quindi il turno di De Rossi che realizza, rete anche per Piquet. 3-3. Gol anche per Giovinco e Ramos. 4-4. Pirlo regala all’Italia la quinta rete, Mata a sua volta fa centro. 5-5. Prandelli schiera quindi Montolivo, per la Spagna Busquets: 6-6. Bonucci spara fuori il settimo rigore. Navas non perdona: la Spagna è in finale. L’Italia giocherà per il terzo posto contro l’Uruguay.

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Il “benefattore seriale” che regala assegni a Busto Arsizio

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E’ un benefattore seriale ma non vuole pubblicità. Si aggira di notte per Busto Arsizio (Varese) e recapita assegni da 10mila o da 15mila euro, in cambio chiede solo di rimanere anonimo. Già l’anno scorso si erano verificate queste strane donazioni e ora l’evento si ripete con la stessa modalità. L’assegno contenuto in una busta senza mittente e consegnato a mano viene inserito nelle cassette per le lettere durante la notte. I primi a ricevere il “dono” sono stati i disabili della casa Brugnoli-Tosi dell’Anffas, lunedì hanno ricevuto infatti 15mila euro. Martedì invece il benefattore seriale si è recato all’associazione Bianca Garavaglia e anche qui ha inserito la busta nella cassetta delle lettere con all’interno l’assegno da 10mila euro. Qualche ora fa l’ultimo regalo all'”Annibale Tosi” di via Alba.

 

Shock nella Bologna “bene”: ritrovata una donna morta

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Femminicidio? E’ stato ritrovato senza vita il corpo, con la testa fracassata e una profonda ferita alla fronte, della 39enne Silvia Caramazza, nell’abitazione di viale Aldini. La scomparsa della donna risale a circa due settimane fa quando alcuni amici avevano inutilmente cercato di mettersi in contatto con lei. Alcuni si erano recati anche presso l’abitazione della donna e avevano bussato ripetutamente, ma non vi era stata nessuna risposta. Il cadavere era stipato all’interno di un congelatore, in un sacco. Al momento del ritrovamento la donna indossava un abito da casa, una tuta o un pigiama, il che potrebbe far presupporre che la donna è stata uccisa nel sonno. Al momento sono solo ipotesi mentre la polizia sta cercando di rintracciare il fidanzato della Caramazza, un imprenditore edile, che al momento si è reso irreperibile.

Carne e pesce scaduti da 3 anni e serviti nei ristoranti

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Tre anni fa carni e pesci sarebbe sicuramente stati freschi… ma venivano serviti oggi in otto ristoranti dislocati tra Ercolano e San Sebastiano al Vesuvio. La scoperta è stata fatta dalla Capitaneria di porto di Torre del Greco, i prodotti venivano conservati in celle frigorifere, immersi completamente nel ghiaccio. Quello che stupisce è che la merce sequestrata ammonta a cira 500 chili, quindi una riserva che sarebbe stata servita ai turisti che affollano la Campania nel periodo estivo. Sono cinque i proprietari dei ristoranti denunciati e altri tre multati per un totale di 4500 euro.

Quel ponte con gli scalini da 7mila euro… scandalo a Venezia?

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I problemi sembrano non finire mai sul Ponte di Calatrava, noto anche come Ponte della Costruzione che attraversa il Canal Grande. Progettato dal grande architetto il ponte ha gli scalini realizzati artigianalmente che però non reggono il peso delle migliaia di trolley e valigie a cui viene costantemente sottoposto. Si può vietare l’accesso ai turisti con le valigie su un ponte che dovrebbe proprio servire per facilitare l’attraversamento delle folle di stranieri venuti a visitare la città sull’acqua? Eppure nonostante le proibizioni, i facchini abusivi e il malumore collettivo quei gradini da 7 mila euro ognuno si continuano a rompere. Ora sono in arrivo ben 14 nuovi gradini… ma quanto dureranno? 98 mila euro che potrebbero essere nuovamente spazzati via al prossimo passaggio? Come mai si è scelto un materiale così fragile per un ponte così trafficato?

 La Nuova Venezia scrive:

Ponte di Calatrava, continua lo stillicidio – e il salasso per le casse comunali legato alla manutenzione dell’opera – per la progressiva rottura dei gradini di vetro progettati dal grande architetto catalano per la pavimentazione dell’opera. Gradini unici e delicatissimi, l’uno diverso dall’altro, che devono ogni volta essere rifatti appositamente in fabbrica – senza “scorte” per abbassare i costi – e montati artigianalmente.

Quelli attualmente rotti sono ben 14 – comprese due grandi lastre della “piazza” sopraelevata centrale – da mesi sostituiti con fogli di acciaio antiscivolo. Ne sono in arrivo tredici – ordinati da Insula, che ha l’incombenza della manutenzione e che ha dovuto aspettare di disporre delle risorse necessarie per sostituirli tutti insieme – perché il quattordicesimo si è rotto solo pochi giorni fa, e dovrà aspettare. Il prezzo per la sostituzione di ogni gradino varia da 4 a 7 mila euro, in base al tipo di rottura e alla complessità della sostituzione, anche perché, per procedere l’intervento, è necessario realizzare una sorta di ponteggio esterno protettivo per evitare che, durante la lavorazione, pezzi possano cadere dall’alto in Canal Grande.

Recuperato ipogeo etrusco, il più importante degli ultimi 30 anni

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I reperti erano venuti alla luce 10 anni fa a Perugia, durante la costruzione di un’abitazione, ma l’impresa invece di denunciare alle autorità il ritrovamento di quei reperti di inestimabile valore cercò di mettere quelle rarità sul mercato clandestino. La scoperta fu fatta poi solo due anni fa mentre i carabinieri sorvegliavano un noto personaggio dell’ambiente, che cercava, soprattutto nella Capitale, di piazzare i pezzi e girava con una  piccola testa in travertino per mostrare la bellezza dei pezzi: «Una specie di provino – ha commentato il generale Mariano Mossa – bisognava capire da dove arrivavano i reperti».

Poi sono stati gli esperti dell’università di Tor Vergata a determinare la proveniente: una tomba etrusca sul territorio perugino. Nessuno poteva immaginare che ci si trovasse di fronte a ventitre urne in travertino bianco, tutte integre e bellissime, decorate con altorilievi raffiguranti battaglie, tauromachie o il mito di Ifigenia, in alcuni casi con preziose dorature: questo lo straordinario contenuto di una tomba etrusca di epoca ellenistica (dal III al I secolo a.C.). Il generale ha infatti affermato che inizialmente si era pensato a un’unica urna. Solo con il tempo si è arrivati poi a scoprire i cinque o sette sarcofagi già venduti e quelle 15 urne nascoste sotto terra dai proprietari della ditta in attesa di acquirenti.

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Gli studenti graziati nonostante il video hot

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Nessuno è stato bocciato. Nessuno ha avuto 5 in condotta. Tutti promossi o rimandati a causa dei voti di profitto, per i ragazzi che a febbraio si erano resi protagonisti di un episodio veramente squallido a danno delle compagne di classe. Alcuni allievi dell’Itas Galileo Galilei di Jesi avevano infatti realizzato un video dalla serratura della palestra che riprendeva le studentesse mentre si stavano cambiando, poi il video era stato postato su Facebook.

 Floriano Tittarelli, dirigente scolastico dell’Itas Galileo Galilei, spiega così le motivazioni:

«Abbiamo tenuto conto dell’episodio nella valutazione finale ma per nessuno dei ragazzi coinvolti ha inciso nell’esito dello scrutinio. Il voto in condotta e il profitto viaggiano su binari diversi  solo con il 5 in condotta si viene bocciati ma a nessuno dei ragazzi coinvolti è stato assegnato questo voto per quell’episodio. Alcuni sono stati promossi, altri rimandati a settembre perché hanno debiti in alcune materie. Nel corso dell’anno abbiamo valutato la responsabilità di ognuno, alcuni studenti sono stati sospesi ma la pena commutata in lavori utili alla scuola come la pulizia delle aule, mentre per altri si è optato sia per l’una che l’altra punizione».
E’ davvero sufficiente come punizione? Non serviva un esempio per punire un atto di bullismo? La pulizia di un’aula può davvero essere un deterrente per il futuro?

Addio a Stefano Borgonovo, portato via dalla Sla

morto-borgonovoE’ stato portato via dalla Sla, quella malattia su cui ha cercato di accendere fino all’ultimo i riflettori sulla condizione di chi ne soffra. Stefano Borgonovo non si è mai arresto, ha lottato fino all’ultimo, fino a quando “la s*****a”, come la chiamava scherzosamente lui, non ha deciso di portarcelo via. Ex attaccante di Fiorentina, Milan e Como, con la sua fondazione ha raccolto fondi per la ricerca e lui stesso, in carrozina e accompagnato dall’inseparabile Chantal, è sceso più volte in campo. Ora il lutto pervade il mondo del calcio, per lui che, assieme all’amico Roberto Baggio, indossando la maglia viola della Fiorentina, ha dato vita per anni alla coppia “B2”.Borgonovo era nato a Giussano il 17 marzo del 1964 e aveva da poco compiuto 49 anni, ma per tutti resterà un esempio per la sua forza d’animo e il suo coraggio.

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In attesa di Spagna-Italia, scontri davanti lo stadio

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A Fortaleza (Brasile) dove fra poco si affronteranno Spagna e Italia, un gruppo di dimostranti ha attaccato la polizia con pietre e bastoni vicino allo stadio. Il gruppo di facinorosi si è staccato all’improvviso dal corteo, circa 5000 persone, che pacificamente stavano sfilando per protestare contro gli elevati costi dei Mondiali del 2014.

Quella “strana” visita del Guardasigilli sul set di Don Matteo

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Una strana visita quella che oggi è avvenuta sul set della serie televisiva, targata LuxVide, Don Matteo. La produzione storica della serie per Rai Fiction, aveva infatti invitato il ministro della Giustizia sul set e Annamaria Cancellieri,  grande appassionata della serie, ha raccolto l’invito.

In un momento così difficile per l’Italia e con i dissensi che ieri avevano accolto il decreto svuota carceri era opportuno che il ministro della Giustizia (che nulla può fare per l’industria cinematografica e televisiva italiana) si recasse sul set come fan della serie per farsi fotografare insieme al cast?

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Mc Donald’s vs Israele e gli israeliani contro il fast food

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Mc Donald’s non aprirà uno dei suoi fast food ad Ariel visto che si tratta di un insediamento ebraico in Cisgiordania, oltre la Linea Verde stabilita nel 1967. Da questo diniego è scattato il boicottaggio degli israeliani verso la catena, anche in quelli dove si mangia kasher. D’altra parte il no c’era d’aspettarselo visto che Omri Padan, proprietario di McDonald’s Israele, è tra i fondatori del gruppo pacifista israeliano ‘Peace Now’, da sempre contrario alla costruzione delle colonie nei Territori Occupati.

 

La Svizzera protegge le Alpi… e l’Alto Adige?

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Gli svizzeri corrono ai ripari e proteggono il loro patrimonio naturalistico, proteggendo con i teloni i ghiacci sulle Alpi.

In Alto Adige, sull’altro versante, in pieno Parco Nazionale dello Stelvio invece, secondo quanto riporta il blog “profumo di donna“, alcuni sindaci starebbero violentando quel paesaggio “con la costruzione dell’ennesima (centrale) idroelettrica sull’ultimo fiume rimasto intatto” il Rio Ram.

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Silvio, torna al passato e risponde a Gabriele: “gravi episodi di famiglia”

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Silvio Muccino rompe il silenzio e risponde al fratello che qualche giorno fa su Facebook aveva scritto una lettera aperta dai contenuti “sprezzanti” nei confronti di Carla Vangelista, la sceneggiatrice con cui Silvio collabora da diversi anni.

«Dopo 5 anni di assoluto silenzio – dice l’attore, scrittore e regista – stanco e disgustato dalle sempre più gravi dichiarazioni pubbliche di mio fratello che riguardano la mia vita, sono costretto a parlare del mio privato sperando che questo metta fine al suo delirante soliloquio che da anni intasa siti internet e giornali».

E poi aggiunge:

«A spingermi sono le parole, basse e infamanti, secondo le quali sarei stato “plagiato” e “sequestrato”: io, un uomo di 31 anni, e da chi? da Carla Vangelista, un’amica, una scrittrice più che stimata, che collabora con me da anni, ingiustamente offesa dalle deliranti accuse di Gabriele. Non riesco a leggere niente di costruttivo nel cuore di quelle dichiarazioni. Non vedo l’artista, che mai mi sarei aspettato  di veder cadere così in basso al punto da trascinarmi per anni nel fango del pettegolezzo più bieco e non vedo neppure il fratello, perché Gabriele conosce benissimo i motivi del mio allontanamento e sa che riguardano gravi episodi vissuti nella mia infanzia all’interno del nucleo familiare. Episodi di cui non parlo per decoro e per non nuocere alla mia famiglia. Gabriele sa. E se la memoria lo tradisce può sempre rileggere tutte le mail che gli ho inviato»

E precisa:

«Pochi anni fa fu proprio lui a tagliare i ponti con la mia famiglia, per costruirsi una vita serena con la moglie di allora. Fu proprio lui a dirmi che sarei dovuto ”scappare da quella famiglia”. Ora sembra aver dimenticato. O forse preferisce non ricordare, perché quando il suo matrimonio naufragò, rinnegò tutto quello che aveva detto fino a quel momento a me e ai  nostri genitori e mi comunicò che era stato ”plagiato” dalla ex moglie. Mi dispiace che un uomo come Gabriele abbia una così bassa stima di sé, ma questo non lo autorizza a proiettare su di me le sue paure. Questa del plagio è una vecchia storia a casa Muccino e ora si sta ripetendo. Per il semplice motivo che è il modo più facile e veloce di spazzare sotto il tappeto le vere cause di scelte tanto radicali e dolorose come quelle che portano un figlio ad allontanarsi».

E conclude:

«Anni fa questo scempio si compiva ai danni di un’altra donna, l’ex moglie di Gabriele. Io allora, in nome della mia famiglia, non la difesi abbastanza. Non me lo sono mai perdonato. Oggi le chiedo scusa. Oggi che il logoro e deresponsabilizzante copione familiare del “plagio” è messo in scena ai danni di Carla Vangelista, rivivo tutte le dinamiche di perversi meccanismi familiari. Nelle parole volgari di Gabriele intravedo il tumulto di un uomo insensato e rabbioso, che si riversa nell’etere mediatico senza sapere che con questo atteggiamento sta facendo a pezzi il suo stesso nome. Le dichiarazioni di Gabriele segnano uno spartiacque nella mia esistenza e mi dimostrano che allontanarmi da tanta violenza era l’unica scelta possibile per costruirmi una vita equilibrata, serena e consapevole. Non sono più disposto a sopportare questo ridicolo teatrino fatto di sentimenti esibiti e di uno sbandierato amore fraterno nel quale non scorgo alcuna traccia di rispetto per me e le mie scelte, che siccome non condivise, si dichiarano frutto di plagio. Sarò pronto ad ostacolare ogni iniziativa di Gabriele che possa nuocere a me ed alle persone che mi sono vicine e forse, così facendo, lo aiuterò anche a salvarsi dallo spirito autodistruttivo che sembra ormai possederlo»

Uccisi due fratellini in casa, avevano 9 e 12 anni.

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Ennesima strage di innocenti in America. Sono stati uccisi nell’abitazione dei nonni a Jackson, in Ohio, i due fratelli di 9 e 12 anni. A dare l’allarme dopo aver scoperto i cadaveri sono stati propri i due anziani, James e Deborah Harris, che hanno immediatamente chiamato le autorità. Il capo della polizia locale Carl Eisnaugle, ha affermato “E’ stato uno shock, per ora non abbiamo alcuna idea del perché sia stato compiuto questo omicidio”.

La tragedia dei bambini che getta nello shock gli Usa

Shock in Vaticano: accusato di pedofilia il cerimoniere pontificio

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Franco Camaldo, 61 anni, di Lagonegro (Potenza), decano dei cerimonieri pontifici (cioè dei prelati che assistono il Papa nelle funzioni religiose da lui presiedute) è stato coinvolto nello scandalo dei presunti preti pedofili e gay in Vaticano. Il suo nome sarebbe stato fatto dall’ex l’ex sacerdote, Patrizio Poggi, che si è presentato davanti ai carabinieri di Roma per raccontare di un giro di ragazzi romeni che sarebbero stati adescati per soddisfare sessualmente alcuni religiosi.

Certo che qualcosa non andasse per il verso giusto lo avevano notato in molti. A Lagonegro dove 10 giorni fa don Camaldo si era recato per venerare la protettrice del luogo ed era stato quasi disarcionato dal suo mulo. Secondo alcuni credenti locali quel segno non era per nulla buono. E la bufera non è tardata ad arrivare. Secondo Poggi uno dei responsabili delle violenze sarebbe proprio l’attuale cerimoniere del Papa, ma non sarebbe certo il solo che figura nella ricostruzione dell’ex sacerdote.

L’elenco comprende, tra gli altri, anche l’attuale vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, mons Nicola Tagliente, cappellano della Polizia di stato e don Domenico Repice, già arrestato nel 2006 nell’operazione «Fiori nel fango 2». Sui gravi episodi denunciati da Poggi che vedono coinvolti esponenti del clero anche di alto livello, come il religioso lucano, la Procura di Roma mantiene il massimo riserbo e fa sapere che al momento non ci sarebbero indagati.

Don Franco Camaldo non è la prima volta che cade sotto la lente della giustizia. Nel 2010, infatti, era stato coinvolto nell’inchiesta sulla «cricca» Balducci–Anemone (gli appalti dei grandi eventi), per la storia un prestito di 280 mila euro. Prima ancora, nel 2006, era stato coinvolto in u n’inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock , che lo ascoltò, in qualità di testimone, anche in relazione alla vicenda di Emanuela Orlandi in quanto segretario particolare del cardinale Ugo Poletti (vicario di Paolo VI e di Wojtyla fino al ’91), dal 1984 al 1997, anno della morte di Poletti. Le domande vertevano sui motivi della tumulazione nella basilica di Sant’Apollinare del boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis.

Don Camaldo poi non ha solo amicizie pontificie, ma vanta frequentazioni anche al di fuori dei religiosi. Tra i suoi amici compare anche lo stilista Gai Mattiolo. Il religioso ha poi un proprio sito Internet con il quale intrattiene rapporti con molte persone e si presenta pubblicamente.

Per approfondimenti sullo scandalo IOR vedi:

Vaticano nel caos: primi arresti

Localizzato l’aereo di Missoni a Los Roques

aereo-missoni-tuttacronacaSi sono concluse le ricerche dell’aereo su cui viaggiavano Vittorio Missoni, la moglie Maurizia e due amici della coppia, Elda Scalvenzi e il marito Guido Foresti, scomparso lo scorso 4 gennaio sulla rotta Los Roques-Maiqutia. L’aereo è stato avvistato ed è stato lo stesso portavoce del Ministero dell’Interno e della Giustizia del Venezuela, Jorge Galindo, a darne l’annuncio su Twitter, come riporta il quotidiano online nocitias24.com. A bordo del piccolo aereo da turismo si trovavano anche due piloti venezuelani. Fonti del Ministero degli esteri hanno riferito che il bimotore Britten Norman BN2 Islander è stato rinvenuto a settanta metri di profondità e spezzato in più tronconi ma, essendo ancora leggibile la matricola, è stato possibile identificarlo. Il velivolo si trova ”a nord ovest” dell’arcipelago, mentrel’aereo ritrovato lo scorso 20 giugno, scomparso nel 2008, si trova ”a sud”, sempre rispetto a Los Roques.

dostuitdegalindo630Anche la famiglia Missoni ha confermato la notizia del ritrovamento e in una nota si legge: “A nome delle Famiglie Missoni, Castiglioni, Foresti e Scalvenzi si conferma la notizia del ritrovamento dell’aereo YV2615BN-2A scomparso il 4 gennaio scorso con a bordo Vittorio Missoni, Maurizia Castiglioni, Guido Foresti, Elda Scalvenzi, il pilota Hernan Jose’ Marchan e il copilota Juan Carlos Ferrer Milano. L’aereo è  stato identificato al quinto giorno delle ricerche grazie alle tecnologie della nave oceanografica americana Deep Sea. Il relitto si trova nelle acque a Nord dell’Arcipelago di Los Roques’’. Il testo quindi prosegue: “In questo momento in Venezuela sono in fase di valutazione le attività per il possibile recupero del velivolo. Le Famiglie ringraziano il Governo Venezuelano e il Governo Italiano per l’impegno nel rendere possibile questa ricerca e confidano che le indagini proseguiranno fino all’accertamento delle cause e delle responsabilità dell’incidente’’.

I formaggi in via d’estinzione

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Esistono almeno 2000 tipi di formaggi al mondo, ma molti sono in via d’estinzione. Così oggi c’è chi cerca di salvarli. Il più famoso salva-formaggi è forse il britannico Jason Hinds che cerca di non far tramontare quei prodotti che hanno una tradizioni che affonda le sue radici nel passato. Tutti i mesi Hinds visita i casari e assaggia molti formaggi per poi decidere quale conservare.

Sono circa 10 i formaggi da salvare, tra questi ci sono:

Il Montal: un formaggio armeno antichissimo che si produce seguendo una tradizione che si avvale di mezzi rudimentali e deve essere fatta con il latte appena munto e ancora tiepido. Dopo aver fatto le operazioni di lavorazione, la pasta viene messa in anfore di terracotta così come avveniva almeno 5000 anni fa quando iniziò la conservazione degli alimenti nelle otri o nelle anfore.

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Formaggio Verde: è prodotto con il latte munto a mano dalle pecore in alpeggio tre volte al giorno da maggio a luglio e la caseificazione inizia immediatamente. Al latte di pecora (al quale talvolta si aggiunge un po’ di latte vaccino) si unisce il caglio e si lascia riposare per due ore. Il formaggio stagiona in recipienti di tiglio in salamoia (che si forma spontaneamente) per un periodo che può durare anche due anni. I recipienti di legno rimangono in alpeggio sino al termine della stagione del pascolo e, a ottobre, sono trasferiti a valle e collocati in cantina. Qui vengono aperti per consentire all’aria umida di Tcherni Vit (Bulgaria) di favorire la fioritura di muffe nobili che ricoprono il formaggio e penetrano naturalmente nella pasta, trasformando il formaggio in uno dei pochissimi erborinati naturali presenti al mondo.

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Geitost: questo formaggio norvegese prodotto artigianalmente nel fiordo di Sogne ha rischiato di scomparire durante il XX secolo. Ora c’è la cooperativa Undredal Stølsysteri che è una delle poche che oggi lo produce secondo la tecnica tradizionale, e recentemente ha ottenuto la prima autorizzazione concessa in Norvegia a produrre formaggi a latte crudo di capra. La sua lavorazione prevede l’utilizzo del siero che deriva dalla produzione di un caprino a pasta bianca, con l’aggiunta di crema di latte vaccino. Durante la cottura, che dura da otto a dieci ore, il lattosio presente nel latte cristallizza e dà la tipica colorazione marrone.

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Oscypek: prodotto in Polonia, sui monti Tatra, al confine con la Slovacchia, vive una particolare civiltà pastorale sopravvissuta nel tempo sempre uguale a se stessa: è la civiltà dei batza, i capi pastori che a maggio raccolgono le pecore dei contadini e le portano sui pascoli tra gli 800 e i 1500 metri, dove restano fino a ottobre. Nella basutzka (una rudimentale capanna di legno) il fuoco arde giorno e notte: serve per la caseificazione e per affumicare l’oscypek, un formaggio unico al mondo per la sua particolare forma a fuso. Terminata la lavorazione, il formaggio va in salamoia per 24 ore e, una volta asciutto, è collocato in appositi scaffali di legno sul soffitto della capanna. Qui il fumo, giorno dopo giorno, compie il suo lavoro: l’oscypek indurisce e assume un colore giallo bronzo, lucido e omogeneo. Tradizionalmente si serve in fette sottili oppure si fa alla griglia.

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Emmentaler: anche il formaggio più noto svizzero a causa della sua lunga e complessa tecnica di produzione e soprattutto per la grandezza (è uno dei formaggi più grandi al mondo) che ne rende difficile la manipolazione, rischia di estinguersi.Il latte conferito da piccoli allevatori locali due volte al giorno (1200 litri per una forma) è lavorato crudo e intero.  Al latte si aggiunge siero-innesto autoprodotto, si caglia a 32° C; quindi si procede alla rottura della cagliata, alla cottura della pasta e alla messa in forma. Le forme sono pressate, poste in salamoia e, dopo una sosta di alcuni giorni nel locale di salagione, trasferite in cantine calde e umide, capaci di provocare quella fermentazione propionica che favorirà i celebri buchi nella pasta.

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Agrì di Valtorta:  Un piccolo formaggio cilindrico di latte vaccino intero a pasta cruda la cui particolarità è data dalla tecnica di produzione che richiede tre giorni di lavorazione e una speciale manualità da parte del casaro. L’Agrì è un formaggio dal sapore dolce, aromatico e dal profumo delicato. La pasta è bianca e morbida nel formaggio fresco, ma diviene più compatta in quello stagionato ed è sempre priva di occhiatura.

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Formadifrant: Simbolo del prodotto antispreco per eccellenza, questo formaggio è creato per salvare le forme di formaggio di malga “difettose” o che semplicemente non potevano essere avviate alla stagionatura, perché magari gonfiate o con la crosta spaccata. Nulla si poteva perdere o non riutilizzare, in questa civiltà contadina dove tutto era frutto di grandi sacrifici e tantomeno i formaggi ottenuti con il latte delle vacche che pascolavano sugli alpeggi ed esprimevano nei profumi e negli aromi tutta la ricchezza delle centinaia di erbe spontanee presenti nel foraggio.

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Il marito diventa donna e la legge impone il divorzio

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Alessandro è sposato con sua moglie dal 2005 e solo nel 2008 decise di cambiare sesso. Ora Alessandro è diventato Alessandra, e secondo la legge, deve divorziare da sua moglie anche se la coppia ha un matrimonio felice nonostante il cambiamento di sesso. Il matrimonio è considerato illegittimo da quando il trans ha comunicato agli organi competenti il cambio del nome dopo l’operazione che lo ha fatto diventare donna.

 Così ora è in corso una battaglia giuridica che ha già convalidato l’annullamento nei primi due gradi di giudizio e che ora la Cassazione ha passato alla Corte Costituzionale. Tutto si “giocherà” se ci deve essere la volontà almeno da parte di uno dei coniugi per chiedere l’annullamento o ci possono essere casi in cui lo scioglimento può essere imposto nonostante la coppia desideri rimanere sposata.

Qualsiasi sarà la risposta sicuramente la sentenza metterà un punto fermo nel nostro paese.

Lorenzo cade ad Assen e si frattura la clavicola

Jorge-Lorenzo-caduta-tuttacronacaE’ stata fatale la seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Assen, valida per il mondiale MotoGp, per Jorge Lorenzo che, in sella alla sua Yamaha, giunto all’altezza della curva 13, sotto la pioggia, ha perso il controllo dell’M1 ed è finito sbalzato sull’erba. Al centro medico del circuito gli hanno riscontrato la frattura scomposta della clavicola sinistra, motivo per il quale lo spagnolo, che verrà operato a Barcellona nei prossimi giorni, non sarà in pista sabato e, probabilmente, salterà almeno due gare. Durante la prima sessione di prove, Lorenzo aveva registrato l’ottimo tempo di 1’35”263 mentre nella seconda, caratterizzata dalla pioggia, il miglior tempo, 1.47.617, è stato raggiunto da Marc Marquez. Valentino Rossi è arrivato in seconda posizione, con 2 decimi di ritardo, terzo invece Pedrosa al quale Marquez ha dato 6 decimi.

Attentato suicida a Damasco… scorre a fiumi il sangue in Siria

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Continua a scorrere incessantemente il fiume di sangue in Siria dove si è verificato un attentato suicida nei pressi della chiesa ortodossa Mariamiye di Damasco, nella città vecchia. La notizia è stata riportata dalla tv di stato siriana che ha anche aggiunto: “Si temono molte vittime”.

La chiesa “convertita” in loft contemporaneo

chiesa-trasformata-tuttacronacaPrandere una chiesa e trasformarla in un loft contemporaneo con successo. A riuscire nell’impresa è stato lo studio Zecc Architects di Utrecht che ha convertito l’ex chiesa di Sain Jakobus mantenendo la navata centrale come punto focale e sviluppando il resto dellla struttura, aricolata su vari livelli, negli spazi laterali che ora ospitano piccoli studio o mini salotti dedicati alle più svariate attività. Un’ottima e coraggiosa scelta, quella degli architetti, che ha permesso di rileggere uno dei tanti spazi abbandonati della città che, come spesso accade in Olanda, riguarda anche luoghi di culto.

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La protesta in Brasile… ora è a testa in giù

protesta-brasile-appesi-tuttacronacaContinuano le proteste in Brasile, con metodi sempre più originali. Alla vigilia della partita con l’Uruguay, i manifestanti hanno infatti optato per “fare i pipistrelli” appendendosi s testa in giù. Il presidente Dilma Rousseff, mentre continua a tentare di placare la rabbia che serpeggia nel Paese, ha nel frattempo avuto un incontro con i sindacati.

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A rischio la sicurezza sui voli Ryanair?

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Dalle pagine del settimanale francese Le Nouvel Observateur arriva l’allarme per la Ryanair. Secondo la rivista, la corsa al risparmio della compagnia low cost irlandese mette a rischio la sicurezza dei passeggeri. La Ryanair effettua, secondo l’Observateur, un vero e proprio mobbing sui piloti costretti a consumare meno carburante possibile anche a rischio di un atterraggio d’emergenza. Nel 2012 si sono verificati 3 atterraggi a Valencia e uno a Budapest a causa della mancanza di combustibile.

I piloti denunciano che c’è “una pressione costante della direzione affinché i piloti limitino il consumo di carburante per ragioni economiche: più l’aereo è pieno, più è pesante e consuma cherosene, quindi costa di più”.

Sempre secondo il settimanale, Ryanair stabilisce “una quota ottimale di carburante”. Il pilota può chiedere un extra solo in condizioni climatiche particolari o per il presumibile traffico dell’aeroporto di destinazione, ma il carburante supplementare non deve superare i 300 chili altrimenti sarà proprio il pilota a dover renderne conto alla direzione. 

“Bisogna evitare di prendere sistematicamente 300 chili in più – si legge in una lettera firmata da John Lesie, responsabile della base delle Midlands Orientali, in Inghilterra e pubblicata dal giornale -. Aggiungere sempre 300 chili per ogni volo rappresenta un costo supplementare per la compagnia di oltre 5 milioni di dollari l’anno”.

Regolarmente, ogni mese o trimestre, Ryanair presenta una classifica del “carburante consumato” dai suoi piloti: il 20% di loro che è in testa ha diritto a una lettera in cui la direzione si congratula “per il lavoro ben fatto”. Mentre il 20% in coda alla lista riceve una comunicazione in cui li si “incoraggia” a rivedere al risparmio la loro maniera di pilotare.

Il risparmio può essere a rischio della vita?

Il vigile urbano non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato

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Mirco Vicari, il vigile urbano morto ieri a Palermo apparentemente in una rapina finita male, in realtà non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato. A rivelarlo sarebbero state due colleghe della vittima a cui l’agente aveva confidato di volerla fare finita a causa delle sue condizioni economiche . Gli inquirenti avevano già mostrato alcuni dubbi sulla vicenda… soprattutto si erano chiesti chi avrebbe rischiato una rapina a casa di un uomo che guadagna 900 euro al mese?

Ignoranza e lavoro o diploma e disoccupazione? “Bocciate mio figlio!”

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Shock per la lettera inviata a La Repubblica da parte di una professoressa a cui un padre ha chiesto di bocciare il proprio figlio alla maturità, così il giovane poi avrebbe avuto un posto in pizzeria potendo usufruire del decreto legge Letta. Così scrive la docente al giornale:

Il padre di uno dei miei maturandi, che chiamerò Andrea, mi ha chiesto di bocciare il ragazzo. Andrea è stato uno studente molto volenteroso durante tutto l’anno e non è tra quelli che rischiano in alcun modo la bocciatura. Figlio di una famiglia dignitosa della periferia romana si è barcamenato con caparbia tra lo studio e il lavoro a nero in una pizzeria per aiutare la famiglia.

Non conoscevo il padre del ragazzo e inizialmente pensavo stesse scherzando. Solo dopo le sue insistenze accorate ho capito che diceva sul serio. Mi ha spiegato che i proprietari del ristorante dove Andrea lavora gli hanno assicurato che potevano finalmente assumerlo in maniera stabile grazie alla nuova legge sul lavoro in cui le agevolazioni sono però riservate unicamente a ragazzi senza diploma.

Non sono stata in grado di rispondere, per la prima volta in vita mia mi sono fermata a riflettere sulla mia funzione di educatrice. Un dilemma che non riesco a sciogliere: devo continuare a svolgere il mio ruolo con serietà o non è più giusto assicurare al ragazzo un lavoro stabile e bocciarlo? In fondo come mi ha spiegato il padre, Andrea si può tranquillamente diplomare il prossimo anno avendo però la fortuna di avere già un lavoro.

Io non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite. Mi chiedo però come sia stato possibile concepire una legge che premiando i giovani privi di diploma rischia di incentivare l’abbandono scolastico. È l’ennesima umiliazione del mio lavoro come di quello di tanti colleghi che nonostante tutto buttano il cuore e l’anima oltre le carenze strutturali della pubblica istruzione. Mi domando a questo punto quale senso abbia il mio lavoro.

Ecco i primi disagi del decreto Letta? Ignoranza e lavoro o diploma e disoccupazione?

Aggiornamento:

Arriva il Comunicato a La Repubblica che la lettera è in realtà un “fake”. Ecco le motivazioni:

“La lettera dell’insegnante è opera di KOOK Artgency.
L’idea è nata dalla delusione per il decreto lavoro ma più in generale dalla completa assenza di una politica economica del governo Letta. Nessuna risposta ai problemi delle imprese e nemmeno a quelle del lavoro. Per una micro impresa come la nostra, in cui i soci sono anche lavoratori, questo vuol dire essere colpiti due volte. Come imprenditori e come lavoratori.

Nel nostro piccolo cerchiamo di conservare la nostra eticità, siamo onesti contribuenti, paghiamo subito i fornitori e, diversamente da quanto fanno la gran parte dei nostri concorrenti, non utilizziamo lo stage come strumento di lavoro (www.nostage.info).

I nostri strumenti per prendere la parola sono questi. Così facciamo per le aziende e i partiti con cui lavoriamo e così abbiamo fatto per dire la nostra. La lettera l’abbiamo costruita con il nostro stile. Una piccola operazione di comunicazione per suscitare delle riflessioni. Lo chiamiamo design fiction: costruiamo narrazioni che hanno un effetto sulla realtà. 

Con questa lettera volevamo sottolineare le contraddizioni di un decreto di legge fallace approfittando della contemporaneità con gli esami di maturità.

Un’ora di lavoro per i nostri copywriter per creare uno storytelling semplice da dare in pasto ai media. Un indirizzo creato ad hoc e l’invio della mail alla rubrica delle lettere dei tre principali quotidiani italiani con preghiera di non pubblicare il nome inventato della latrice. Il resto è l’ordinario funzionamento della macchina mediatica. Non si sono fatti attendere gli inviti nei principali salotti televisivi. Ma non è questo che ci interessa.

È vero la storia è inventata, ma il decreto legge è così surreale che nessuno può essere certo che quanto raccontato non stia capitando o possa capitare da qualche parte in Italia. Quel che è certo è che questa legge non aiuterà noi, i nostri collaboratori, le tante piccole aziende come la nostra e nemmeno i tanti giovani costretti da tempo ad aprire una partita Iva per poter lavorare.
KOOK Artgency”.

Barbara D’Urso invade la tv albanese

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Barbara D’Urso ha rilasciato una lunga intervista in cui spiega i motivi che l’hanno portata da “Pomeriggio Cinque” ad Agon Channel, canale della tv albanese, dove ora le è stato affidato un talk politico  proprio grazie all’esperienza che ha maturato sulle reti Mediaset.

“…ho la possibilità di andare in onda sei giorni su sette e ce la puoi fare solo se hai contenuti validi. Pomeriggio cinque nell’ultimo anno e mezzo ha rivoluzionato il linguaggio, ed evidentemente i nostri talk politici sono piaciuti anche all’estero. Le interviste a leader come Berlusconi, Letta, Franceschini, Casini, Renzi hanno avuto un ruolo fondamentale”.

Ma il Gf è ormai archiviato?

“Ieri si poteva raccontare le storie e i personaggi del Gf, oggi ci sono imprenditori che si suicidano perché non arrivano alla fine del mese, pazzi scatenati per strada che ammazzano senza motivo, che ammazzano le fidanzate. Cosa importa agli italiani di Tizio che ha nominato Caio? Certo si può tornare indietro a fare quel tipo di televisione, in modo diverso”.

Il prossimo anno ancora “Domenica Live”?

“E chi l’ha detto che lo rifaccio? E’ tutto ancora in stand-by… per ora mi tengo stretta “Pomeriggio Cinque”: nel caso, ci rimboccheremo le maniche e ripartiremo con l’entusiasmo di sempre”.

Ceneromane: quando i romani aprono la propria casa ai turisti

ceneromane-tuttacronacaUna cena tipica romana… a casa dei romani. E’ questa l’idea proposta dalla piattaforma Ceneromane, che ha fatto sbarcare nella Città Eterna l’homerestaurant su iniziativa di Daniela Nurzia, ispiratasi alla tradizione dei Paladar cubani, quando, nei tempi dei castrismo, la popolazione ospitava i turisti nelle proprie case per poter avere contatti con loro. L’ideatrice ha spiegato che si tratta anche di un’esigenza pratica: “con la crisi molti lavori sono venuti meno e si fa fatica ad arrivare a fine mese così ho aperto prima la mia casa agli ospiti e poi si sono aggiunti i miei amici, certamente non diventiamo ricchi ma con le cene a pagamento possiamo permetterci una vacanza in più o pagare il college ai figli.” Ecco allora che ai turisti basta scegliere l’abitazione che preferiscono, il menù e la data per poi passare al pagamento, se la casa è libera quel giorno, con Pay pal o carta di credito. Dopo di che, non resta che gustare un menù tipico tradizionale e godersi la semplicità e l’accoglienza dei padroni di casa che, prima di aderire alla community, hanno seguito un corso on line di “somministrazione di cibi e bevande”, così sia igiene che pulizia sono garantite. I menù spaziano dalla degustazione, accompagnata da specialità regionali, a menu costruiti dall’antipasto al dessert, sempre nel segno della cucina tradizionale romana e le serate sono riservate ai turisti.

Renzo Piano al lavoro a New York: il Whitney Museum of American Art

renzo-piano-nySta sorgendo nel West Village, l’estrema porzione occidentale del Greenwich, a Manhattan, il nuovo Whitney Museum of American Art, targato Renzo Piano. L’architetto genovese, assieme al direttore del museo, Adam D. Weinberg, ha accompagnato i rappresentati dei media in un tour della struttura che rappresenta un ampliamento del High Line Park e i cui lavori termineranno nel 2015. Con i suoi 9 piani di altezza, il costo della realizzazione, tra costruzione e allestimento, ammonterà a poco meno di 600 mln di euro, 760 mln di dollari, e si sono previsti ulteriori lavori per rendere impermeabili i basamenti. Opera di impermeabilizzazione che si è resa necessaria a seguito dell’uragano Sandy che, l’anno scorso, ha allagato la costruzione per oltre 9 metri. Come ha spiegato Weinberg: “E’ stata la cosa peggiore e allo stesso tempo migliore che ci sia potuta accadere perchè ora sappiamo per certo che l’arte qui potrà essere al sicuro”. Mentre dighe provvisorie di alluminio circonderanno la struttura durante tutto il periodo necessario alla costruzione, all’interno, i massimi  esperti mondiali di ingegneria idraulica aiuteranno infatti a creare un sistema di portiere e di vetrate stagne.

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Incidente a Bergamo, muore 26enne nella notte

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Matteo Carozzi aveva 26 anni e stanotte è morto a Bergamo a seguito di un incidente stradale. Il giovane, intorno all’1, stava percorrendo via Alberico da Rosciate, quando ha perso il controllo della sua moto,  una Ducati Hypermotard. Il ragazzo è andato a sbattere contro due auto in sosta ed è stato prontamente soccorso dal 118. Trasportato d’urgenza al all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è deceduto attorno alle 2.

Fumata nera dalla Corte dei Conti

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Il 2012 è stato tempestato da manovre di correzione dei conti pubblici che seppur hanno in parte migliorato il bilancio dello Stato hanno anche “generato effetti depressivi su un’economia, come la nostra, in difficoltà e in recessione”. Questo è la relazione della Corte dei Conti espresso da Salvatore Nottola, che ha anche aggiunto: “Le prospettive non appaiono migliori”. Inoltre nella relazione del pg si evidenziano anche gli alti rischi  nell’utilizzo di derivati per i bilanci degli enti locali e per lo stesso bilancio dello stato e conclude dicendo che  su tali strumenti “serve trasparenza”.

La Corte dei Conti ha poi lanciato l’allarme in tema di corruzione, spiegando che alcuni “illeciti e sprechi per la loro estensione e dimensione si elevano a sistema”, in Italia, e soprattutto ha fatto riferimento “alla corruzione e all’evasione fiscale”.

“Flagelli d’estate”: tromba d’aria alle Tremiti, pioggia al Gargano

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Nella notte scorsa un violento temporale ha coinvolto le zone del Gargano, provocando disagi e frane sulle strade. A San  Menaio, Ischitella e Lido del Sole sono ancora all’opera alcune squadre di vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia che stanno lavorando insieme all’Anas e all’amministrazione provinciale.

In particolare sono state interessate la statale 693 nel tratto tra Vico del Gargano e Peschici. Sul manto infatti si è riversato oltre ai detriti anche tronchi d’albero e altro materiale che ha causato problemi alla circolazione. Tutt’ora ci sono rallentamenti in zona.

Anche hotel e abitazioni sono stati allagati al punto di richiedere l’intervento dei vigili del fuoco sia a San Menaio che a Vico del Gargano. I soccorsi sono intervenuti anche per gli automobilisti che sono rimasti in panne sulla statale 89 che è stata interessata da frane.

Una tromba d’aria ha invece investito le Tremiti:

 

Miccoli, “pentito” per le parole su Falcone.

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“Chiedo scusa a Palermo, alla mia famiglia, per tutto quello che ho fatto. Da tre notti non dormo”.

Il calciatore rosanero si pente e chiede scusa dopo le accuse a Giovanni Falcone nelle telefonate intercettate  con Mauro Lauricella, figlio di un boss latitante, nelle quali Miccoli definiva “fango” il giudice antimafia.

“Sono uscite cose che non penso – ha detto in conferenza stampa -. Ho sempre partecipato alle partite del cuore per onorare la memoria dei magistrati uccisi”.

Quelle parole sono state uno shock per tutti gli italiani e una delusione per tutti i tifosi della squadra siciliana che sicuramente non meritavano che il loro “uomo di punta” potesse esprimersi con un tale linguaggio nei confronti di quel giudice che ha dato la vita nella lotta alla mafia.

Anche dopo il pentimento di Miccoli resta l’amarezza.

Hollywood e lo studio nello spazio

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Nei prossimi anni si attende il boom del turismo nello spazio e allora perché non aprire uno studio che potrebbe richiamare milioni di turisti oltre che avere la possibilità di girare film “spaziali”? Hollywood è al lavoro per creare lo studio in orbita e avere così in mano una carta vincente in anticipo su altre industrie cinematografiche che altrimenti potrebbero battere sul tempo gli americani. D’altra parte nei prossimi anni il calo di prezzi per volare nello spazio darà la possibilità a tanti di accedere agli hotel in orbita. Ma se Hollywood è pronta a investire in questa avventura, sicuramente ci saranno altre aziende e industrie pronte a seguirla… Buon viaggio a tutti!

L’appello disperato della talpa del datagate

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“Popolo dell’Ecuador, twittate a Riccardo Patino e persuadetelo a farmi entrare nel vostro Paese!”.

Attraverso Twitter Edward Snowden lancia il suo appello disperato all’Ecuador nella speranza che possa lasciare al più presto l’aeroporto di Mosca nel quale si trova da diversi giorni. Sul social network cominciano ad arrivare i messaggi di solidarietà e benvenuto: “L’America latina è povera, ma crediamo nella vera libertà e sapremo aiutarti”.

Putin preme perché la talpa lasci la Russia, probabilmente ha paura di ritorsioni da parte degli Usa che stanno alzando, giorno dopo giorno, la tensione sul caso e sembra che si sia di fronte a un clima di guerra fredda sotterranea.

Stop all’allattamento virtuale… puritanesimo anglosassone?

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Dopo Facebook arriva lo stop anche da Instagram dove  l’account di una community per neo mamme è stato mandato off proprio a causa di quelle foto ritenute troppo “hard”. L’account in questione è stato quello di “Leaky Boob” gestito da Jessica Martin-Weber, che qualche mese prima era stato “oscurato” sul social network di Zuckerberg.

Così la Martin-Weber ha contattato il team del social su Twitter e le è stato spiegato che:

“Le nostre politiche consentono questo tipo di foto. Tuttavia, quando il nostro team elabora i report, di tanto in tanto incappiamo in un errore. In questo caso, abbiamo sospeso l’account e abbiamo lavorato per correggere l’errore, non appena ci è stato notificato”.

ma le scuse non sono bastate perché secondo la Martin-Weber l’atteggiamento dei social è sessista e misogino nei confronti di tutte le donne che vogliono postarmomenti dell’allattamento per questo ha fatto partire la petizione online.
Il puritanesimo anglosassone invade i social e leva la libertà alle neo-mamme? Oppure è un momento privato che dovrebbe rimanere tale?

Confindustria: “toccato il fondo”… ora la risalita?

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Il Centro studi di Confindustria non ha dubbi che al sesto anno consecutivo di recessione si sia ormai toccato il fondo. I dubbi sono tutti sulla ripresa. La stessa confindustria dice che ci sono “nell’economia italiana qua e là segni di fine caduta e, più aleatorie, indicazioni di svolta”, ma non si può certo gioire perché si tratta di “un mazzo misto di evidenze sparse” che “lascia solo intravedere l’avvio della risalita” e “non costituisce solide fondamenta per prevederla”.

 

Domenico Quirico, Bonino è ottimista

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Quirico è vivo e questa è la buona notizia che oggi ha ribadito il ministro degli Esteri, Emma Bonino parlando ai microfoni di Radio24.

“Abbiamo informato la famiglia – ha detto la titolare della Farnesina -. Continuano intanto tutte le ricerche con i canali diplomatici ufficiali, i servizi e i contatti con i vari gruppi attivi nel Paese”.

Assolta Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise.

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E’ stata assolta la sorellastra di Denise Pipitone, la piccola scomparsa da Mazara del Vallo, nel Trapanese, il primo settembre 2003, quando aveva poco meno di 4 anni. La 26enne Jessica Pulizzi era stata accusata di concorso nel sequestro della bimba ma i giudici invece hanno condannato, a due anni, l’ex fidanzato di Jessica, Gaspare Ghaleb, per false dichiarazioni ai magistrati e assolto la ragazza per la quale i pm Sabrina Carmazzi e Francesca Rago avevano chiesto 15 anni di carcere.

Ustica… il Mig23 libico cadde la notte della strage

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Il maresciallo Giulio Linguanti ha 76 anni e nel 1980 era forza al reparto del Sios Aeronautica nell’aeroporto di Bari. La sua memoria è limpida così come è logico il suo pensiero:

“Quando sarà, io me ne voglio andare con la coscienza a posto. Perché se lassù incontrerò anche uno solo di quegli ottantuno poveretti che stavano sull’aereo, non voglio che mi sputi in faccia”.

Nel 1982 Giovanni Spadolini parlò su Ustica:

“Risolvete il giallo del Mig23 e avrete trovato la chiave per scoprire la verità su Ustica”

E quella verità forse potrebbe conoscerla proprio Linguanti che per un mese, per ben due volte, organizzò sulle montagne della Sila il recupero del Mig23 libico. Lì i vermi lunghi cinque centimetri avevano fatto il nido nel cadavere già putrefatto del pilota, non precipitò il giorno del suo ritrovamento ufficiale (18 luglio) ma almeno tre settimane prima. Probabilmente il 27 giugno, la stessa sera dell’abbattimento del DC9 Itavia.

 Nell’intervista rilasciata dal maresciallo all’Huffington Post ripercorre quella ricognizione sulla Sila:

“Arrivai sulla Sila la notte del 18 luglio, insieme a un altro sottufficiale di Bari. È caduto un aereo libico e a Roma vogliono sapere, ci dissero. Era tardi, andammo a dormire in una caserma dei carabinieri. La mattina dopo, mentre preparavo la macchina per raggiungere Castelsilano, arrivò un appuntato che aveva appena partecipato alla sepoltura del pilota del Mig23. Era stravolto, ci mancava poco che vomitasse. Puzza che non ci si può stare vicino, diceva. Strano, pensai. Io ne ho visti di morti. E anche se fa caldo, dopo appena un giorno nessun cadavere è ridotto a quel modo”.

Si schiantò su un costone di roccia a strapiombo, l’aereo militare libico e per raggiungerlo il Linguanti camminò per   chilometri in mezzo a un bosco.

“Da lontano pareva un camion ribaltato, con le ruote in aria. Era grosso e praticamente intatto. Tanto che quando dopo un mese lo portarono via, dovettero spezzare le ali. Altra cosa strana, perché un caccia che va dritto per dritto contro un muro di roccia normalmente finisce in pezzi. Poi vidi dei buchi sulla coda, fori di cannoncino. Tornando in macchina verso il paese, lo dissi al colonnello Somaini. Li ha visti anche lei? Lui girò la testa vago, guardò il cielo e fece: mah, chissà da che parte è arrivato ‘st’aereo… E capii subito che di quella faccenda dei fori era meglio non parlare”.

Prima di quell’estate, i libici Linguanti li aveva già visti volare e pure atterrare in tranquillità sul territorio italiano.

“Una volta ci ritrovammo una intera squadriglia di elicotteri di Gheddafi sull’aeroporto di Bari. Mandammo gli equipaggi in mensa e scattammo più foto che potevamo”.

Non fu un episodio isolato.

Secondo il maresciallo i piloti di Gheddafi si addestravano a Galatina alla scuola di volo dell’Aeronautica. I mig atterravano spesso, ma c’era il divieto di diffondere questa notizia, perché al tempo Gheddafi era un nemico italiano, ma soprattutto il numero uno dei nemici sia per francesi che per americani. L’Italia che ufficialmente era distante dalla Libia in realtà aveva molti interessi economici e più di una volta salvò la vita al comandante libico, forse anche la notte della strage di Ustica.

Il Linguanti ricorda ancora:

“C’erano rottami sparsi ovunque. Anche se appena arrivammo la cloche era già sparita, e chissà chi e quando se l’era portata via”.

Chi la portò via? Non era facile scendere da quel punto tanto che il Genio fece uno sterrato per facilitare poi le operazioni.

Ma gli americani che ruolo ebbero? Racconta ancora l’Huff:

Altra storia quella dell’Americano spedito di corsa a ispezionare il relitto, che alcuni ritengono fosse il responsabile di una squadriglia di Mig “donati” da Sadat agli Stati Uniti dopo l’abbandono del padrinato sovietico. E altri pensano fosse il capostazione della Cia a Roma: Duane “Dewey” Clarridge, l’uomo che durante lo scandalo Iran-Contras (armi a Teheran in cambio di denaro per i controrivoluzionari in Nicaragua) stava per mandare a casa Reagan con un impeachment e fu graziato da George Bush senior il giorno prima di lasciare la Casa Bianca, l’uomo che secondo il Washington Post non lavorava per gli interessi degli Stati Uniti ma “solo per quelli della Cia”. In una intervista che gli avevo fatto a bruciapelo, Clarridge aveva messo in crisi la versione del governo italiano sulla caduta del Mig23 sostenendo di aver mandato i suoi uomini sulla Sila il 14 luglio, quattro giorni prima del ritrovamento ufficiale. Lo confermò anche a Priore, durante una rogatoria a Washington, ma ritrattò tutto nel processo contro i generali dell’Aeronautica accusati per depistaggio e poi assolti. Mostro a Linguanti la foto di Clarridge sull’Iphone. “È lui. L’ho portato io a vedere l’aereo. È rimasto un paio d’ore. Gli avevo organizzato anche un panino e una bottiglia d’acqua. Ha solo bevuto, il panino me lo sono mangiato io alla sua salute”.

Altri dettagli agghiaccianti riguardano il giorno dell’autopsia del cadavere del pilota. Fu dato ordine al maresciallo di fare una consegna “speciale” a un colonnello che veniva da roma a bordo di un elicottero proprio per prendere in consegna alcuni resti di quel cadavere.

“Mi diedero un barattolo pieno di formalina con dentro un dito e il pene di quel poveretto e un fumogeno per segnalare all’elicottero dove sarebbe dovuto atterrare. Mi dissero che servivano per le impronte digitali e per accertare se fosse circonciso. La cosa mi faceva un po’ schifo, trovai un pezzo di carta geografica e la arrotolai intorno al barattolo, accesi il fumogeno e per poco non prendeva fuoco il campo. L’elicottero arrivò, io consegnai il barattolo e ripartirono subito”.

Di quei resti poi non si è saputo più nulla… inghiottiti dal segreto di stato.

“Dopo un mese passato in quel posto, mi fu chiaro che quell’aereo non era caduto il giorno in cui avevano detto di averlo ritrovato. Era caduto molto prima, la stessa sera della strage di Ustica, era stato colpito e tutto quello che vedevo davanti ai miei occhi era solo una messinscena. Io sono fiero di avere servito l’Aeronautica, ma mi vergogno delle bugie che sono state dette da alcuni miei superiori. Ho una coscienza e me la devo tenere pulita fino alla fine. Per me e per i miei figli. Costi quel che costi”, così afferma Giulio Linguante.

Nel processo il maresciallo fu delegittimato in ogni modo, fu fatto a pezzi dagli avvocati della difesa, ma di su di lui il giudice istruttore Priore scrisse:

“Questo teste appare uno dei rarissimi che riferiscono fatti e notizie, mostrando ottima memoria e completo distacco all’Arma di appartenenza. Delle sue dichiarazioni dovrà tenersi conto in più occasioni, dalle considerazioni sullo stato del cadavere a quelle sul relitto”.  

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