Simona Cristiano e l’aggressione con l’acido…

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Forse si conosce il nome del mandante del gravissimo episodio che ha visto vittima un giovane sfigurato con l’acido all’interno della metropolitana di Roma. Lei si chiama Simona Cristiano, 30 anni, ed è la ex del giovane. Un amore nato sul posto di lavoro, entrambi sono infermieri, ma poi la storia ha incontrato alcune difficoltà e la donna sembra nutrisse un sentimento di vendetta nei confronti del suo ex e che da anni stava operando un vero e proprio stalking ai danni del ragazzo. Sembra che la donna abbia quindi assoldato un suo conoscente, un uomo già arrestato per aver ucciso la moglie con cui non voleva più una relazione,  e abbia chiesto di sfigurare il suo ex amante. Ora l’esecutore materiale è irreperibile, ma i molti indizi sembrano non lasciar più dubbi sul mandante e sulle motivazioni del gesto.

 

Ridategli la supercar! David Hasselhoff si perde per l’Italia!

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Come fa un normale guidatore che deve destreggiarsi per strada senza Kitt, la famosa auto di Supercar? Se lo domanda anche l’attore della serie americana che ha segnato una generazione. David Hasselhoff era diretto a Montecarlo per partecipare al rally Gumball 3000 e viaggiava su una Audi R8 nera opaca con alcuni adesivi color oro. Fin qui tutto bene, se non fosse che, uscito dall’autostrada, ha finito col perdersi  nelle campagne del piacentino, a Caorso. A raccontarlo, sul blog LaBatusta, il campione mondiale di motonautica Alessandro Cremona, che passava di là per caso. “Era uscito dall’autostrada e stava cercando di fare rifornimento al distributore automatico che non accettava la carta di credito; gli ho dato una mano e poi siamo rimasti circa 15 minuti a chiacchierare. Si è fatto incuriosire dalla foto del mio motoscafo che ho sul telefono e mi ha fatto qualche domanda”. E continua: “In quella chiacchierata è stato molto gentile, ogni tanto infilava nel discorso qualche parola di italiano ed alla fine mi ha chiesto come fare per tornare a riprendere l’autostrada; era più complicato spiegarglielo che accompagnarlo e così ho fatto, scortandolo fino al casello”.

Siamo sicuri di conoscere gli animali?

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Siamo sicuri di conoscere davvero gli animali? Alcuni non hanno segreti, ma anche chi ha la passione per alcune specie o ne studia i comportamenti forse sarà comunque curioso di sapere che ci sono molti animali che ogni anno stupiscono anche i ricercatori, che di questa disciplina ne hanno fatto un lavoro. Si tratta di specie che si evolvono su isole quasi desertiche o in posti remoti della terra, di razze che non amano il contatto con l’uomo e vivono isolati nei meandri più profondi della flora… insomma l’universo animale continua a stupirci e anche se ogni anno gli esperti classificano molte specie nuove, non si finisce mai di arricchire l’elenco. Ecco una galleria per rimanere davvero con gli occhi di fuori!

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Strana coppia a tavola: il rottamatore e l’imprenditore

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Strana coppia quella formata da Matteo Renzi e Flavio Briatore che venerdì, a Firenze, si sono fatti una lunga chiacchierata mangiando pesce in un noto ristorante della città. Sembra si trattasse del loro primo incontro di persona, organizzato da Lucio Presta, a sua volta presente. Il manager di Benigni, infatti, sarebbe in ottimi rapporti con il sindaco fiorentino, che anche quest’estate (dal 20 luglio al 6 agosto) ospiterà il comico toscano in piazza Santa Croce, dove tornerà a interpretare la Divina Commedia. Ma di cosa avranno parlato? non si esclude che ci sia stata l’offerta di dare un aiuto economico all’attività politica del sindaco-aspirante-premier. Strana coppia, si diceva, perchè Renzi, a caccia di consensi a sinistra, ha deciso di sedersi al desco proprio con un imprenditore che dal “rosso” si è sempre tenuto alla larga. Però, al fondatore del Billionare, il Rottamatore “piace perché combatte le vecchie mummie”. E poi: “Renzi? Finalmente uno che dice cose normali: se si candidasse premier lo voterei al 100%”.

Carcere per il writer? No, basta una multa

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Un writer di Massa, che imbrattava cartelli stradali, ha presentato ricorso dopo esser stato condannato a sei mesi di reclusione. La Cassazione ha deciso per una linea morbida, infatti il suo non sarebbe stato un reato ma un illecito amministrativo e, in quanto tale, punibile con una multa. La Seconda Sezione Penale della Suprema Corte gli ha quindi imposto il pagamento di seimila euro per il danneggiamento. Ribaltata, quindi, la decisione presa dalla Corte d’appello di Genova che, nel luglio 2011, aveva optato per la linea dura nei confronti del ragazzo, evidenziando  come “la vernice aveva reso inutilizzabili i cartelli tanto da determinarne la sostituzione”. All’epoca, aveva pesanto anche la “personalità negativa” del writer desunta dal certificato penale, che escludeva la sussistenza di riconoscimento di uno sconto di pena. Nel ricorso in Cassazione, la corte ha dato ragione al writer, annullando la ”sentenza impugnata perchè il fatto non è previsto come reato”, ma ”costituisce illecito amministrativo” in base al codice della strada.

Scippo a Roma, 79enne in fin di vita… la capitale è pericolosa?

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Quartiere Monteverde di Roma, zona abbastanza centrale della capitale. Un quartiere da sempre ritenuto tranquillo che ultimamente è invece diventato teatro di furti e rapine. L’ultimo perpetrato ai danni di una povera 79enne che è stata aggredita e buttata a terra. La vittima stava tornando a casa dopo aver fatto la spesa. Come ogni giorno sul portone l’attendeva il marito. E’ stato proprio a pochi passi dall’abitazione della donna che il rapinatore le ha strappato dal collo la collanina e le ha fatto perdere l’equilibrio. La 79enne è caduta a terra e ha battuto violentemente la testa. Trasportata d’urgenza all’ospedale San Camillo con un ematoma celebrale, verte in gravi condizioni. Ora è caccia al ladro che ha ridotto in fin di vita la 79enne. Secondo le prime testimonianze si tratterebbe di un uomo alto e con pochi capelli. Nel quartiere sale la rabbia e la paura per questo ennesimo atto di violenza avvenuto in pochi mesi. 

Scontri a Istambul: le proteste si allargano in Turchia

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Continuano gli scontri nel centro di Istanbul, dopo che la guerriglia urbana di ieri, che ha visto contrapposti manifestanti e forze di polizia e il cui bilancio è di decine di feriti, alcuni con fratture multiple. Se la protesta era iniziata per preservare la zona verde della città, il Gezi Park, ora si sta rapidamente trasformando in un movimento di contestazione del governo del partito islamico Akp, alla cui guida c’è il premier Recep Tayyip Erdogan. Anche questa mattina la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni, lanciandoli quando centinaia di manifestanti hanno sfilato sul primo ponte sul Bosforo. Nel frattempo la rivolta si allarga e, come riporta il sito web della Bbc, anche ad Ankara i manifestanti hanno provato a raggiungere il Parlamento. L’atteggiamento del governo, con il suo uso eccessivo della forza, è stato immediatamente denunciato da Amnesty International, che ha anche affermato che “l’utilizzo di gas lacrimogeni contro manifestanti pacifici in uno spazio ridotto dove possono comportare un serio rischio per la salute è inaccettabile e viola gli standard internazionali dei diritti umani”, concludendo: “deve essere fermato immediatamente”. L’associazione ha quindi chiesto una inchiesta sul comportamento delle forze di polizia a Gezi Park. Ma anche l’Unione europea e gli Usa hanno espresso preoccupazione per l’uso eccessivo della forza contro i manifestanti, che ora hanno battezzato la protesta ‘Occupy Taksim’, ispirandosi alle rivolte degli indignados spagnoli, inglesi e americani.

Kemal Kilicdaroglu, capo dell’opposizione, ha chiesto al premier di dare ordine affinchè vengano ritirate le forze di polizia che assediano i manifestanti, aggiungendo: “Non mettete la polizia contro il popolo. Questa gente sta difendendo la sua città”. Anche l’ordine degli avvocati si è mobilitato, appellandosi al capo dello stato Abdullah Gul affinchè intervenga per fare calare il livello di tensione presente fra manifestanti e forze di polizia e placare così gli scontri. Ma se manifestazione e gli scontri sono stati registrati, già ieri sera, anche ad Ankara e Smirne, la paura del presidente dell’ordine degli avvocati Metin Feyzioglu, citato da Hurriyet online, è che la protesta si estenda ulteriormente, continuando a provocare feriti. Intanto, per quel che riguarda la giornata odierna, nella mattinata sono ripresi gli scontri e molti manifestanti sono stati duramente colpiti dai reparti anti-sommossa quando la polizia ha preso d’assalto il parco. Sopra al parco e a piazza Taksim c’è questa mattina una nuvola grigiastra formata dai gas lacrimogeni.  Nel frattempo, migliorano le condizioni di una cittadina di origini marocchine operata per una frattura al cranio e attualmente in terapia intensiva, come ha spiegato il governtaore Huseyin Avni Mutlu. Secondo Mutlu, il numero dei feriti ricoverati è di 12 persone, mentre per Amnesty International sono oltre un centinaio. In un discorso televisivo Mutlu ha anche riferito che è stata aperta un’inchiesta su 63 persone arrestate con l’accusa di aver ”provocato la violenza”. Il ministro degli Interni Muammer Guler ha spiegato inoltre che il governo sta verificato le accuse di un uso sproporzionato della forza da parte delle forze dell’ordine, accusa che era stata rivolta alle autorità turche da Amnesty International.

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Pato ha scaricato Barbara Berlusconi?

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Così sembrerebbe! L’ex milanista Pato avrebbe lasciato Barbara Berlusconi, almeno a quanto si apprende dalle ultime indiscrezioni che sono circolate nelle ultime ore, e avrebbe già trovato una nuova ragazza. Lei dovrebbe essere la 22enne ‘ring-girl’ paulista Camila Oliveira. La notizia pubblicata sul  giornale brasiliano ‘O Dia’, è stata ripresa anche da altri siti di gossip: come la ‘Folha de Sao Paulo’. E pensare che il 19 maggio scorso Pato al termine del torneo paulista aveva sfoggiato la maglietta con la scritta “Barbara True Love”. L’ultimo ed estremo tentativo di salvare un rapporto al capolinea? Probabilmente sì, come riporta sempre il ben informato ‘Folha de Sao Paulo’, che è pronto a pubblicare anche una gallery della nuova fiamma del giocatore.

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Il cadavere di Mondovì non è una donna, ma un uomo!

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Non è una donna di origine nordafricana, ma un uomo. L’uomo non è stato ancora identificato, ma si tratterebbe di una persona giovane almeno da quanto si apprende dalle prime indiscrezioni. Il sostituto procuratore di Mondovì, Riccardo Baudinelli, si è recato sul posto per raccogliere la testimonianza di Patrizia Icardi, la bidella che ha notato il cadavere e ha dato l’allarme. “Stavo andando a scuola – ha detto  la bidella – quando ho visto quel fagotto. Subito ho pensato a un sacco dell’immondizia, ma poi ho capito che si trattava di un cadavere. Ero spaventata, così ho chiamato il mio collega e insieme abbiamo avvisato le forze dell’ordine”.  Ora è stato rinvenuto anche l’accendino che, probabilmente, è stato usato per dar fuoco al corpo. Accanto al corpo anche uno zainetto con dei documenti, gli inquirenti non sanno se appartengono alla vittima o se sono stati abbandonati o persi.

La follia indiana… mamme uccidono una bimba “sei una spia!”

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Sono state le mamme delle amichette a uccidere una bambina indiana di soli 11 anni. Le tre ragazzine si erano introdotte in un campo per rubare alcuni melograni. La piccola poi ha rivelato l’identità delle sue complici al proprietario del campo che si era recato presso le famiglie a protestare per il furto subito. Le mamme invece di punire le proprie figlie si sono presentate a casa della bambina, Rinki Behera, con una tanica di benzina e le hanno dato fuoco gridandole “sei una spia”. Il nonno accorso in aiuto dell’11enne ha tentato di soccorrerla e portarla in ospedale, ma la piccola è morta a causa delle gravi ustioni riportate su tutto il corpo…

Anche questo è un Paese? Le madri che uccidono le bambine di altre donne invece di rimproverare le loro? Dove è finita la spiritualità e la filosofia di vita indiana? Ingoiata dalla violenza e dalla miseria che hanno seminato ignoranza e intolleranza?

63 anni! Studio shock della Cgil sul lavoro. E’ panico?

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Siamo in un tunnel… Stiamo attendendo il treno che ci ucciderà o possiamo vedere la luce in fondo al buio della crisi economica? Lo studio shock della Cgil sull’occupazione è appena è uscito, ma ha già seminato panico e preoccupazione. In sintesi l’analisi sul mondo del lavoro rivela che ci vorranno 63 anni per recuperare i livelli occupazionali del 2007.

Nello studio si sono simulate diverse ipotesi di ripresa considerando anche le attuali tendenze di politica economica nazionale e europea. Il paradigma è partire dal lavoro per produrre crescita e non viceversa…

Dal 2008 il pil perde 1,1% ogni anno e ciò comporta la perdita di 1,5 milioni di posti di lavoro rispetto al 2007. I salari sono in caduta con la perdita dello 0,4% sul netto e dello 0,1% sul lordo. La produttività segna -0,2%, mentre gli investimenti calano a picco del -3,6 punti l’anno. Su questi dati, proiettando la ripresa calcolata dall’Istat che dovrebbe iniziare nel 2014 con un +0,7%  per raggiungere i livelli del 2007 occorrono circa 63 anni. Non si recupererà mai invece il livello dei salari reali mai: “in confronto con l’inflazione effettiva, cioè il deflatore dei consumi, la variazione è negativa nel 2014”, spiega lo studio. Infine il livello di produttività verrebbe recuperato nel 2017 (in 4 anni dal 2013) e il livello degli investimenti nel 2024 (11 anni dopo il 2013).

Questo studio porta alla luce la drammatica difficoltà italiana di rinnovare e di dare una vera svolta alla propria economia con delle misure drastiche e trasversali che possano scuotere davvero l’economia. Quello che al momento invece emerge, nella politica economica portata avanti fino a questo momento dall’attuale esecutivo, sembra essere una correzione infinitesimale tesa a far fronte alle piccole e grandi emergenze immediate, ma incapace di lanciarsi verso scelte coraggiose. Fin quando gli italiani stretti tra le tasse, le “analisi terroristiche” e la disoccupazione riusciranno ancora a sognare un futuro migliore? C’è qualcosa che possa davvero accelerare la ripresa?

Se da una parte è giusta a preoccupazione, va anche detto che nessuno è mai riuscito a capire l’evoluzione economica anche perché, nel bene e nel male, è intrinsecamente legata al fattore psicologico. Se quindi si riuscisse a innescare un processo virtuoso il “gap economico e occupazionale” creato dalla crisi potrebbe essere ripianato in molti meno anni rispetto a quelli previsti dalla Cgil. La situazione è esplosiva, ma c’è ancora il margine per invertire la tendenza.

  

Morire per il troppo lavoro: la storia di Liu

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China Labor Watch, organizzazione con sede negli Usa che si batte per i diritti dei lavoratori in Cina, ha rivelato che un ragazzino di 14 anni, Liu Fuzong, è morto mentre si trovava a lavoro, durante una di quelle massacranti giornate con turni da 12 ore in fabbrica. Il giovane, da quanto è emerso, è stato trovato morto nel letto del dormitorio dell’azienda Yinchuan Electronic Company, Ltd di Dongguan, città non lontana da Guangzhou, l’ex Canton, nella provincia meridionale del Guangdong. Stando ai documenti ufficiali, quella di Liu è stata una “morte immediata”, avvenuta il 21 maggio scorso, dopo solo qualche mese dalla sua assunzione, avvenuta il 27 febbraio e per la quale aveva usato il documento di un diciottenne. Non è la prima volta che l’azienda subisce denunce per lavoro minorile. Sono gli stessi dipendenti a testimoniare che giovani operai, spesso studenti lavoratori, indipendentemente dalla loro età, lavorano con turni di 12 ore con due interruzioni per consumare i pasti, con la possibilità di lavorare per altre 12 ore di straordinario se la produzione lo richiede. Negli ultimi anni, sono arrivati alla fabbrica diversi studenti del Sichuan, anche di età inferiore ai 16 anni. La Yinchuan è un’azienda di proprietà della 3CEMS Group (che lavora per conto di Samsung, Canon e Sony) e produce schede madri per la Asus.

L’appello delle figlie di Quirico, il giornalista sparito in Siria.

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Sono le figlie del giornalista sparito in Siria da più di 50 giorni a fare un appello diffuso da “La Stampa” il quotidiano in cui il padre lavora. Le ragazze chiedono informazioni e si augurano di riabbracciare in tempi brevi il genitore. Intanto Emma Bonino, ministro degli Esteri, ribadisce che non ci sono novità sul caso Quirico e che la ricerca continua.

“Siamo le figlie di Domenico Quirico, il giornalista de La Stampa scomparso in Siria da 50 giorni. Nostro padre è nel vostro Paese per raccontare all’Italia il dramma della Siria e del popolo siriano” così le ragazze si presentano nel video-appello e aggiungono: “Chiediamo a chiunque abbia sue informazioni di rivolgersi alle autorità italiane. Ciao papà, con mamma ti aspettiamo presto”.

Baby 59 potrebbe essere cresciuto dal suo papà: si aspetta il test del DNA

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Sta meglio Baby n.59, nell’ospedale dov’è accudito c’è un via vai di persone che lasciano segni di affetto e anche il web si è attivato. Ma ora la storia sembra prendere una piega inaspettata. Il piccolo, partorito dalla madre e finito nel wc prima di restare bloccato all’interno delle tubature da cui i vigili del fuoco l’hanno estratto, è stato riconsegnato alla madre 22enne, visto che le autorità hanno riconosciuto la sua buona fede, accettando la versione secondo la quale si sarebbe trattato di un incidente. Ma ora un uomo rivendica la paternità, per dimostrare la quale si dice disposto a sottoporsi al test del DNA. In caso di riscontro positivo, sarà lui stesso a crescere il piccolo. Il presunto papà è un funzionario di polizia che ha avuto una breve relazione con la madre del piccolo.

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Svolta nell’omicidio Sacher… sesso, denaro e ricatti.

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Da vittime a carnefici questo l’iter che sembrerebbe essere alla base delle indagini sull’omicidio di Mirco Sacher, il pensionato, ex ferroviere 66enne, amico di famiglia di una delle 15enni che lo ha ucciso. La perizia effettuata sui cellulari delle ragazze ha portato alla luce una scomoda verità. Appena quattro giorni prima di morire Sacher scriveva a una delle 15enni “Grazie, Ci penso ancora. E’ stato bellissimo”. Poi c’è stata la testimonianza di un ragazzino che ha ammesso di aver “comprato” anche lui una prestazione sessuale da una delle due. Ma altri reati stanno pendendo sul capo delle 15enni. Sembrerebbe infatti che qualche giorno prima dell’uccisione di Sacher le ragazze avessero rapinato un anziano. Lo schema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era semplice: sembrare disponibili, poi derubare i malcapitati e minacciare denunce per violenze sessuali.

Quel 7 aprile, secondo gli inquirenti, i 3 si sarebbero appartati in una strada laterale e le due ragazzine poi sarebbero saltate addosso all’uomo e lo avrebbero soffocato. Omicidio volontario questo è il verdetto della perizia che verrà depositata la prossima settimana.

Il video riporta anche la testimonianza del direttore della scuola frequentata dalle 15enni. La scuola aveva, come più volte è stato ribadito, allertato le famiglie, che le ragazze si sarebbero trovate a rischio bocciatura, a causa dei loro comportamenti e dei profitti.

Il tornado torna a mietere vittime in Oklahoma

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Si sta ora spostando verso il Missouri l’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’area di Oklahoma City sferzando la zona con diversi tornadi. Almeno cinque persone, tra cui una madre con suo figlio, hanno perso la vita, mentre sarebbero 70 i feriti. Problemi anche per la circolazione, con migliaia di automobilisti intrappolati su alcune delle arterie principali dell’area. Le autorità hanno dato ordine di abbandonare le auto e di mettersi al riparo, ma non ce l’hanno fatta due persone che stavano viaggiando su un Suv che si è capovolto improvvisamente a causa della furia del vento. Tra le altre zone, è stato nuovamente colpito anche il sobborgo di Moore, che già il 20 maggio era stato devastato da un precedente tornado che fece 24 vittime, tra cui 9 bambini. Resta critica la situazione sulle strade, dove si sono verificati decine di incidenti e migliaia di automobilisti sono rimasti intrappolati sulle principale arterie che circondano Oklahoma City. “E’ una situazione da incubo”, fa sapere la polizia stradale. In tutto il Midwest, oltre 190mila persone sono rimaste senza corrente elettrica. Tre sono inoltre le vittime delle numerose inondazioni che si sono verificate in Arkansas.

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Quando il dipendente guadagna più del datore…

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L’Italia, un tempo, era terra di poeti, navigatori e santi… ora di caste, di disperati e di evasori. Che succede quando il dipendente guadagna più del datore di lavoro? O che il datore è così generoso da pensare solo alle famiglie dei propri dipendenti (a scapito della sua) o che evade il fisco! Delle due l’una… ma quale? Guadagni miseri, a volte non sufficienti neppure per mandare avanti l’attività che pure resta aperta per anni… Gioiellieri, autosaloni, parrucchieri, bar… ma anche tassisti, estetisti,  albergatori! In media queste attività hanno guadagnato meno di 18mila euro, contro i loro dipendenti che si sono invece attestati sui 20.020, come rivelano i dati del ministero dell’Economia. Il reddito medio dichiarato è risultato pari a 28.000 euro per le persone fisiche (+2,4% rispetto al 2010), 38.400 euro per le società di persone (+2,2%) e 32.000 euro per le società di capitali ed enti (+1,3%). Ma spulciando le tabelle dei dati, attività per attività, emerge che molti autonomi e professionisti dichiarano redditi che in alcuni casi superano di poco i mille euro al mese. Come riesce ad esempio a non chiudere un istituto di bellezza  che dichiara un reddito medio di 7.200 euro l’anno? Solo per comprare i prodotti che servono per la cura della persona?  I bar in media dichiarano 17.800 euro, i taxi 15.600 euro. I gioiellieri invece hanno dichiarato 17.300 euro. Guadagni ridotti anche per alberghi che si fermano a 18.300 euro, gli autosaloni si fermano a 10.100 euro (non hanno venduto neppure un’auto?), i parrucchieri a 13.200 euro.

Ma se c’è chi fa un utile anche se basso, c’è invece chi sta “peggio” e va in perdita. Discoteche, spa e stabilimenti termali  risultano in rosso.

Va male, anzi malissimo ai  gestori di impianti sportivi: 400 euro l’anno, mediamente, nel 2011. Sull’orlo della povertà i noleggiatori di auto: 5.300 euro annui.

Chi invece sembra che non sia stato intaccato dalla crisi sono le farmacie e i notai rispettivamente con redditi medi di 103.400 e 315.600 euro l’anno.

CATEGORIE                       REDDITO MEDIO IMPRESA           
                                O DI LAVORO AUTONOMO            
Noleggio di autovetture         5.300 euro                      
Negozi abbigliamento e scarpe   6.500                           
Istituiti di bellezza           7.200                           
Tintorie e lavanderie           9.100                           
Negozi giocattoli               9.800                           
Autosaloni                      10.100                          
Parrucchieri                    13.200                          
Servizi di ristorazione         15.400                          
Taxi                            15.600                          
Macellerie                      16.700                          
Gioiellieri                     17.300                          
Bar e gelaterie                 17.800                          
Alberghi e affittacamere        18.300                          
Veterinari                      21.000                          
Imbianchini e muratori          23.600                          
Architetti                      29.100                          
Avvocati                        58.700                          
Studi medici                    69.500                          
Farmacie                        103.400                         
Notai                           315.600

Donna accoltellata e bruciata ritrovata in strada nel cuneese.

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Il corpo di una donna probabilmente di origini africane, è stato rinvenuto questa mattina in una stradina di Mondovì (Cuneo), nella zona delle scuole, nel rione Altipiano. A dare l’allarme una bidella. Sul posto i carabinieri hanno anche trovato un cavo da batteria appeso a un albero, non è chiaro se l’omicida l’abbia utilizzato per la vittima o perché intendesse usarlo per suicidarsi. La donna è certamente stata accoltellata, il coltello si trovava a pochi metri dal corpo, ma ciò non esclude che l’assassino, forse, avrebbe voluto farla ritrovare impiccata. L’omicida ha cercato anche di dare fuoco al corpo della donna. La polizia sta indagando.

 

“Ma così è la vita: se incontri un essere umano nella folla, seguilo… seguilo.”

seguire

-Daniel Pennac- (La fata carabina, 1987)

Notte sull’Acqua

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Uno sguardo alla Russia! Metti a tavola una Kasha Gur’ev

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Scopri la storia e la ricetta! Vai alla sezione cucina!

Uno sguardo alla Russia! Il futurismo di Ejzenštejn in SCIOPERO.

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Che succede se un operaio viene ingiustamente accusato di furto e si toglie la vita?

SCIOPERO!

E’ il 1912. Siamo in una Russia protoindustriale, dove  gli operai organizzano clandestinamente uno sciopero di solidarietà e protesta quando apprendono che un loro collega si è tolto la vita a causa di un furto mai commesso. Si respira la lotta di classe. I lavoratori contro i padroni. I padroni che “giocano sporco” e cercano di corrompere gli operai più deboli. Intanto la polizia difende la fabbrica e in breve i lavoratori sono ridotti alla fame. Ejzenštejn accosta le immagini dei personaggi negativi come i poliziotti a quelle di animali nocivi in modo da provocare nello spettatore un senso di repulsione.

Le lotte continuano e nessuno cede. I padroni assoldano anche deliquenti che possano creare danni alle strutture produttive per poi incolpare i lavoratori. In una fantasmagorica scena finale la polizia massacra gli operai. Ed è qui che Ejzenstejn utilizza il suo intuito e il suo cinema sperimentale per creare un parallelismo tra la polizia che uccide i manifestanti e il bestiame che viene portato al macello. E’ qui che il regista crea una “assonanza” fra immagini dissonanti. In questo caos, creato artificialmente con gran maestria, riesce a emozionarci e a portarci “dentro la scena” attraverso il “montaggio delle attrazioni”.

In realtà il progetto di Ejzenštejn era molto più ambizioso. L’opera avrebbe dovuto far parte di un ciclo di otto film  intitolato “Verso la dittatura” che dovevano ricomprendere i seguenti temi: importazione dall’estero di letteratura di contrabbando, stampa clandestina, lavoro fra le masse, dimostrazione del Primo maggio, sciopero, perquisizioni e arresti, prigione e deportazione, evasione.

Sciopero resta comunque un film da riscoprire per apprezzare la sperimentalizzazione, l’uso dell’immagine che si piega al volere registico, che perde il suo significato intrinseco e diventa pura emozione. 

Uno sguardo alla Russia… da Cuore di Cane!

BeFunky_Patriotic_3«Ho forse chiesto io di essere operato? Bella roba! Pigliano un animale, gli tagliuzzano la testa con un coltellino, e adesso gli fa schifo. Io, se non sbaglio, non avevo dato il permesso di fare l’operazione. E neppure l’avevano data i miei parenti. In fin dei conti, avrei il diritto di sporgere querela».

Pallino non è altro che un bastardino abbandonato. Spelacchiato e con una grossa scottatura su un fianco. Lui diventa il protagonista di uno dei libri più ironici e dissacratori di tutta la letteratura russa. Con i suoi occhi vediamo Mosca avvolta nel gelo, le strade ghiacciate e le persone che camminano in fretta. Pallino,  vede sciarpe calde che avvolgono il collo, cappotti pesanti che riparano dal freddo mentre lui, resta lì nelle strade, senza un padrone, senza una casa e con una fame che gli devasta lo stomaco. E mentre sempre più sconsolato e inosservato vaga nella città, avviene il miracolo. Qualcuno si accorge di lui. E non è un tizio qualsiasi, no, lui, il suo benefattore, è un illustre medico. Lo porta in casa, lo ripulisce, lo sfama e in breve Pallino si trasforma nel cane più fortunato del mondo. Sarà sempre fedele a quel padrone! Ma purtroppo per lui, è il padrone a non essere poi così leale. A lui il cane serve eccome, ma come cavia per un esperimento. Quando pallino si risveglia ha ormai un atteggiamento da uomo pur conservando degli istinti da cane. Che cosa è successo? Il medico ha apportato qualche “modifica”. A Pallino sono state sostituite le ghiandole seminali e l’ipofisi con quelle di un farabutto un certo Klim Čugunkin, un uomo ignorante e frequentatore di cantine. Iniziano così le imprecazioni, i gesti osceni e tutti quei malcostumi da uomo rozzo. Ma inizia a frequentare anche dei ragazzi del palazzo. Così i “compagni” gli inculcano la dottrina comunista e lui inizia a pretendere una parte dell’appartamento del luminare. A questo punto bisogna correre ai ripari, Pallino non è più la cavia, l’esperimento o il “nuovo passatempo”. Che fare? Rimuovere brutalmente l’ipofisi umana e relegare di nuovo il cane nel suo ruolo.

E’ banale, anche se vero paragonarlo al Frankenstein di Mary Shelley. E’ la scienza che vuole spingersi oltre i limiti. L’uomo che vuole provare a essere Dio e che in virtù del suo obiettivo è disposto a scendere a qualsiasi compromesso senza pensare alle conseguenze. E’ corsa al potere. E’ come una settimana enigmistica, si cercano le parole da mettere all’interno dei quadretti, ma non ci si accorge che la parola usata è andata oltre alla definizione. Si è generato perciò un errore.

Un libro da leggere per capire i limiti umani e per divertirsi con l’ironia, sempre attuale, di un grandissimo scrittore del ‘900.

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Uno sguardo alla Russia! Il nuovo femminismo: Pussy Riot

The fucking end to sexist putinists!

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Maria, Yekaterina e Nadezhda oggi sono famose in tutto il mondo. Hanno trovato il coraggio di entrare in una chiesa e gridare contro l’autorità politica e religiosa. Hanno usato la loro voce e le loro vite per attirare l’attenzione pubblica su un regime oppressivo, retrogrado e illegittimo.

Era il 21 febbraio 2012 quando sono entrate nella Cattedrale di Cristo Salvatore tempio della Chiesa ortodossa russa a Mosca e, dopo essersi fatte il segno della croce, hanno iniziato a cantare la loro preghiera punk con un’invocazione alla Beata Vergine affinché mandasse via Putin. Nella canzone veniva citato anche il Patriarca russo Cirillo I.  A lui erano dedicate alcune frasi in cui si faceva esplicito riferimento alla sua vicinanza a Putin più che a Dio.

Ma chi sono Maria, Yekaterina e Nadezhda?

Maria era una studentessa al quarto anno di giornalismo e scrittura creativa quando è stata arrestata per la sua performance alla Chiesa del Cristo Salvatore. In passato era stata una volontaria in una associazione che si occupa di bambini malati e Greenpeace. La sua frase più famosa è stata: “Pensavo che la Chiesa  amasse tutti i suoi figli, ma sembra che la Chiesa ami solo i bambini che credono in Putin.”

Yekaterina è l’unica delle Pussy Riot a esser stata rilasciata nell’ottobre scorso dopo che il suo avvocato ha potuto dimostrare che lei non ha preso parte attivamente alla protesta nella chiesa in quanto era stata già espulsa dall’edificio ancor prima che la canzone avesse inizio. Lei è una programmatrice di computer laureata alla Rodchenko School of Photography and Multimedia di Mosca. Per due anni ha lavorato per una ditta appaltatrice di un progetto della difesa. Ha sviluppato un software per la attacco nucleare del sottomarino K-152 Nerpa .  In seguito ha lavorato come programmatrice freelance. Si è sempre interessa di tematiche LGBT. E’ stata anche membro del collettivo Voina. Un’associazione che ha organizzato una serie di “atti sovversivi” per richiamare l’attenzione su alcune problematiche politiche e sociali. Tra questi ha partecipato alla liberazione di alcuni scarafaggi nel Palazzo di Giustizia e al bacio lesbico tra poliziotte

Nadezhda è una studentessa di filosofia all’Università statale di Mosca, sposata con Pyotr Verzilov e ha una figlia di 4 anni. In una lettera dal carcere dopo che la sua condanna è stata confermata, la Nadezhda ha rinnegato gelidamente le azioni di suo marito, Verzilov. Lo ha accusato di aver cooptato il movimento Pussy Riot agendo come un frontman senza il loro consenso. Nella sua lettera ha dichiarato: “Le sue affermazioni sono bugie, come lo è l’attribuirsi lo stato di fondatore e di legale di Pussy Riot. In qualità di rappresentante del gruppo, sono indignata.” In passato la ragazza, allora diciottenne, era entrata nelle cronache scabrose della capitale russa per aver partecipato in un museo  ad una mega-orgia. L’evento, denominato “Fotti l’orso”, era stato organizzato da un gruppo art “Vojna”, di cui faceva parte il marito, Piotr Verzilov. L’obiettivo era quello di protestare contro il passaggio di poteri al Cremlino tra Putin e Medvedev (cognome che assomiglia alla parola “orso”). All’epoca la ragazza era incinta di nove mesi e quattro giorni dopo l’orgia aveva dato alla luce la figlia Geru. Le foto, in cui era impegnata in esibizioni erotiche, avevano provocato discussioni a non finire. Nell’agosto del 2012 ha ricevuto l’invito a posare senza veli per l’edizione ucraina di “Playboy”.

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Chi è dalla loro parte? 

Praticamente tutta la musica britannica e grandi nomi a livello internazionale. Solo per citare qualcuno: Courtney Love, Madonna, Peter Gabriel, Genesis, Paul McCartney, Sting, Kate Nash, Yoko Ono, Red Hot Chili Peppers. In Italia si sono schierati dalla loro parte Elio e le Storie Tese e Vasco Rossi. 

Chi sono le Pussy Riot?

E’ un gruppo punk rock russo anonimo impegnato politicamente. Organizzano a Mosca flash mob e performance estemporanee tese a provocare e suscitare scalpore per attirare l’attenzione su alcuni fenomeni sociali e politici. la loro musica è vicina a gruppi rock quali gli Angelic UpstartsCockney RejectsSham 69Era e The 4-Skins. Il loro movimento poi prende le mosse dal Riot grrrl che esplose negli anni ’90.

Colore sembra la loro arma contro l’indifferenza. Il colore del loro abbigliamento ha lanciato una moda. Vestiti leggeri su collant, anche nell’inverno glaciale russo. Questo abbigliamento serve a nascondere la propria identità, che viene celata anche dai  balaclava colorati, indossati sia nelle esibizioni, sia nelle interviste. Il collettivo è composto da circa 10 artiste, oltre a una quindicina di persone che si occupano degli aspetti tecnici della ripresa e dell’editing dei video da diffondere in rete.

Uno sguardo alla… Russia!

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2010: il non ancora presidente Morsi dichiara che i sionisti discendono dai maiali

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Dopo l’arresto era stato trovato morto, Sattar Beheshti, il 35enne blogger oppositore del regime.

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Calma piatta! Missoni non si trova e neppure l’aereo.

Le ricerche proseguiranno per una settimana. Intanto tra i parenti che attendono in una sala d’aspetto dell’aeroporto di Caracas anche la moglie del pilota, Nora Andrada.

Apprensione e paura dall’Italia per i quattro scomparsi. In attesa di un riscontro concreto, la speranza si affida a un messaggio partito in automatico dal cellulare di Guido Foresti. “Chiama ora. Sono raggiungibile” è l’unico segno di vita da quel telefonino dopo l’orario della scomparsa dell’aereo. L’sms è arrivato sul cellulare del figlio dell’imprenditore bresciano.

Intanto il giallo si infittisce. Secondo il comandante Renzo Dentesano (esperto di sicurezza in volo) sembra che i piloti abbiano voluto far perdere le tracce dell’aereo. Lo proverebbe la traccia del radar Transponder, secondo la quale il velivolo avrebbe fatto una virata e si sarebbe abbassato a pelo d’acqua. Perché? si chiede l’esperto. Si tratta di un dirottamento, come quello che era stato supposto 5 anni fa?

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13 morti a posto di blocco! Polizia filippina ferma una gang.

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