Massacro di Aurora: il killer rischia la pena capitale

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Avevano tentato a presentare un ricorso secondo cui la legge sulla pena capitale del Colorado è incostituzionale i legali di James Holmes, l’autore del massacro del cinema di Aurora. Ma il giudice distrettuale ha respinto tale ricorso e ora l’uomo continua a rischare la pena di morte per quanto accaduto la notte del 20 luglio scorso. In quell’occasione Holmes irruppe, vestito da Joker, in un cinema di Aurora durante la proiezione della prima del film ‘Batman’ e uccise 12 persone.

Chi va in onda? Grillini a scuola di tv!

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Grillo e Casaleggio aspettano otto parlamentare del M5S al varco: venerdì ci sarà infatti un incontro a 10 avente per tema la comunicazione politica. E’ stato lo stesso leader a spianare la strada a tale progetto: “Bisogna iniziare ad andare in televisione, a spiegare quello che facciamo, parlando con i giornalisti che ci fermano per strada”. L’unico divieto, al netto di black-list di giornalisti sgraditi (che al momento non sembrano esistere), rimane quello di partecipare ai talk-show. Ma, non potendo lasciare nulla al caso, i deputati dovranno sottoporsi a un vero e proprio corso di formazione (anche se i comunicatori del M5s lo definiscono “un semplice incontro amichevole per avere periodicamente un confronto”) per confrontarsi su come gestire le apparizioni televisive. A raggiungere gli studi di Casaleggio&associati, a Milano, saranno i deputati Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Riccardo Nuti, Laura Castelli e Luigi Di Maio e i senatori Vito Crimi, Nicola Morra e Paola Taverna. Li attende una pioggia di domande per imparare a calibrare le risposte, elaborare una strategia sugli argomenti più spinosi, schivare trabocchetti ed evitare di trovarsi in situazioni poco gradite. “Sono stati scelti quelli più fidati, quelli che bucano di più il video e che saranno mandati in televisione”, spiega un deputato, ma arrivano rassicurazioni che prima o poi tutti gli eletti saranno sottoposti ad un simile trattamento al quale farà seguito una serie di apparizioni mirate. Un netto cambio di rotta dunque, mirato a raggiungere un’audience più alta che non quella dei fedeli del web. Non resta che restare sintonizzati: ormai è certo, i grillini arriveranno anche in tv.

Lettere al veleno destinate al sindaco di New York

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Stando alla Cnn, la polizia ha affermato che alcune lettere inviate a Michael Bloomberg, sindaco di New York, contenevano tracce di ricina, potente sostanza velenosa letale per l’uomo. Stando a fonti investigative, le missive potrebbero essere legate all’impegno di Bloomberg nella lotta alla diffusione di armi da fuoco. Tale presenza, ha riferito la polizia, è stata rilevata in una serie di test preliminari e dovrà ora essere confermata attraverso ulteriori esami. Una prima missiva sarebbe stata recapitata venerdì, negli uffici newyorkesi. A questa avrebbe fatto seguito una seconda, arrivata domenica a Washington, nella sede dell’associazione no-profit di cui il sindaco è presidente e che riunisce tutti i primi cittadini americani favorevoli a una stretta e a maggiori controlli sulla vendita di armi da fuoco. Se non sono stati mostrati sintomi d’avvelenamento dalle prime persone entratte in contatto con le lettere, lo stesso non sarebbe stato per gli esperti della polizia: dopo aver effettuato i primi esami approfonditi, ora sono sotto osservazione. L’Fbi e l’Antiterrorismo hanno aperto un’inchiesta, volta anche ad accertare se ci sia un collegamento con altri recenti episodi. Non è certo il primo caso di lettere avvelenate negli Stati Uniti. Già lo scorso mese, dopo l’attentato di Boston, alcune missive furono inviate sia ad alcuni senatori in prima linea nella battaglia contro le armi da fuoco, sia al presidente Barack Obama. Più grave il bilancio delle lettere all’antrace inviate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e indirizzate a diversi parlamentari e giornalisti e che provocò 5 morti.

Chi scherza con Topolino? Esplosione a Disneyland!

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Lo scorso martedì è avvenuta, a Disneyland, una piccola esplosione all’interno di un cestino di rifiuti. La polizia ha subito avviato le indagini che hanno condotto all’arresto di un ragazzo di 22 anni, impiegato dello stesso parco. Un portavoce della struttura ha poi riferito: “Prendiamo molto seriamente questioni come questa e lavoriamo a stretto contatto con le autorità locali.” Al momento il ragazzo, Christian Barnes, di Long Island, sta cooperando con gli investigatori. L’esplosione, apparentemente causata da ghiaccio secco in una bottiglia, è avvenuta verso le cinque e mezza di pomeriggio (locale) nella zona di Mickey’s Toontown e non ha causato nè vittime nè danni. Si è comunque provveduto subito a evacuare e chiudere al pubblico l’area. Secondo fonti di stampa la cauzione di Barnes è stata fissata a un milione di dollari. “Non si scherza con Topolino”, avrebbe affermato qualcuno.

In giro per l’Europa… da uno zoo all’altro!

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Sono molti gli zoo presenti in Europa dove si possono trovare animali di tutte le razze e specie. Lo Schönbrunn, a Vienna, è quello più antico del mondo: la sua inaugurazione risale al 1752 e vanta una media di due milioni di visitatori l’anno, ance se sulla rete non sembra riscontrare particolare successo, a differenza di quello londinese: per lui 23mila followers e delle new entry di eccellenza: Jae Jae e Melati, sue splendide tigri di Sumatra.  Ma anche Kumbuka, un gorilla di 15 anni da poco arrivato. In Gran Bretagna è poi anche possibile visitare lo zoo di Chester, il più grande di tutto il Regno Unito con 11mila animali e 19mila visitatori virtuali. Qui si possono conoscere Tina il bradipo, Nima il panda rosso, e Millie il baby giraffa. Chi ha da poco spento le 100 candeline è lo zoo di Edimburgo, che si vanta di avere la più grande piscina per pinguini d’Europa. Chi invece ha organizzato un reality, in onda su RTE One, è lo zoo di Dublino, che racconterà l’amore tra Marmaduke e Rio (due tapiri) e “l’adolescenza” di Budi, giovane elefante. Quello di Praga è invece più recente, la sua inaugurazione risale al 1931, che ha subito però seri danneggiamenti nel corso dell’alluvione del 2002. In primavera ha tagliato il nastro alla valle degli elefanti e sono state aperte nuove case per gli ippopotami. Imperdibile poi l’adventure zoo di Hanover, dove si possono ammirare le immersioni dei pinguini, degli orsi polari e delle foche, ma anche i cuccioli di elefante e i gorilla di montagna. Gli orsi polari, gli elefanti ed Enzo, il leone marino californiano si possono andare a salutare, invece, a Berlino. Per un’esperienza diversa, una zoo-immersion, indispensabile arrivare al bioparco di Valencia, suddiviso in quattro zone che danno l’impressione di un viaggio in Africa: savana, foresta equatoriale, Madagascar e zone umide. Ma anche in Italia abbiamo di che andare orgogliosi: oltre al bio parco di Roma e al parco faunistico di Bergamo, a Fasano, in Puglia, è possibile vivere l’avventura di un vero e proprio safari a bordo della propria auto e ammirare leoni, tigri, elefanti e antilopi e, se non si ha voglia di guidare, si può sempre optare per un viaggio in treno attraverso il villaggio delle scimmie.

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Beni confiscati alla mafia: chi li ha intascati?

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Il quotidiano La Notizia riporta una domanda che si pone l’associazione Anfass di Ostia che,  dopo essersi aggiudicata un bando emanato dalla Regione Lazio, non ha ancora ricevuto i quasi 200 mila euro di finanziamenti: “Che fine hanno fatto i fondi destinati alle associazioni assegnatarie dei beni confiscati alla mafia?” e spiega che “secondo l’Anfass, quel pagamento è stato addirittura  bloccato senza che la Regione abbia fornito una spiegazione. Dall’Abecol (agenzia regionale per i beni confiscati alla mafia) nessuna risposta,  nonostante “tre raccomandate, sei solleciti e alcune telefonate con i dipendenti dell’Abecol” come ha detto alla Notizia il direttore generale di Anfass, Stefano Galloni. “La nostra associazione conta 200 lavoratori ed è in grado di prendersi cura di 450 disabili al giorno. Non capiamo perché la Regione ha negato quei finanziamenti che un bando pubblico ci ha assegnato”. I finanziamenti desitnati alle associazioni ammontano in tutto a un milione di euro, ma neppure dal Gabinetto del Presidente Zingaretti, che pure ha tutta la documentazione, arrivano risposte. Eppure è stato lui stesso ad affermare: “Noi non saremo mai omertosi, nè quelli che chiudono gli occhi né quelli che dicono che la mafia non esiste nel Lazio. La mafia esiste, va combattuta e ognuno deve fare proprio dovere”. L’Abecol in quattro anni non ha prodotto nulla ma è costata ai cittadini del Lazio oltre  un milione di euro ed a ora come direttore, per volontà di Zingaretti, quel Luca Fegatelli, che rimasto organo di una Direzione, è stato dirottato dalla giunta di centrosinistra all’Abecol, con uno stipendio aumentato rispetto al suo predecessore. La gara prevedeva che il pagamento ai vincitori avvenisse per via immediata, tramite la Prefettura di Roma e l’associazione ha adempiuto ad ogni formalità relativa all’accettazione del finanziamento anticipando 120mila euro per le  ditte che stanno svolgendo interventi di ristrutturazione: se il regolamento dello stesso bando  non verrà rispettato, si ritroverà in gravi difficoltà economiche a causa di un indebitamento di oltre 900mila euro. “È evidente – ha detto ancora Galloni  – che si sta realizzando un danno rilevante nei confronti di associazioni virtuose. Per la prima mi trovo in una situazione di grande imbarazzo dovendo far fronte anche agli stipendi dei miei dipendenti. Penalizzazione che aumenta i rischi, per enti come Anffas, di prendere in gestione immobili confiscati alla mafia, facendo crollare la fiducia nelle Istituzioni”. Se le associazioni cercano di preservare i beni sottratti alla mafia senza ricevere le dovute risposte, viene naturale chiedersi perchè perseverare a mantenere una struttura regionale che grava pesantemente sulle tasche dei cittadini.

Perchè è sconsigliabile fare sesso al volante: la storia di Luis Briones

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Causa un incidente e fugge ma la polizia riesce ad acciuffarlo: arrestato il 25enne Luis Briones, del New Mexico. Fin qui tutto normale. Peccato che i retroscena dell’incidente sembrino tratti da un film. Il ragazzo ha attraversato un incrocio con il rosso mentre stava guidando il suo Suv, ubriaco e facendo sesso al volante con una sua amica 21enne che, nell’impatto, è stata sbalzata fuori finendo nuda sull’asfalto. Briones l’ha abbandonata sulla strada e si è dato alla fuga, lanciandosi in un boschetto di cactus sul bordo della strada, con una scarpa e un paio di pantaloncini infilati al contrario. La polizia ha poi rinvenuto una bottiglia di vodka mezza vuota nella sua auto. Il ragazzo, su cui pendono diversi capi d’accusa, è ora nel carcere della contea di Bernalillo, con una cauzione fissata a 22mila dollari. La ragazza ha riportato ferite al volto e alla testa.

Problemi a causa del suo essere gay: si lancia nel vuoto un 16enne

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Il ragazzo di 16 anni che oggi ha tentato il suicidio gettandosi da una finestra della scuola e che ora è ricoverato con fratture ad entrambe le gambe, aveva lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto. Secondo Aurelio Mancuso, Presidente di Equality Italia, il ragazzo avrebbe avuto, a causa della sua omosessualità, problemi sia a scuola che in famiglia. L’uomo così commenta: “Poco dopo mezzogiorno un ragazzo di 16 a Roma ha tentato il suicidio lasciando un bigliettino per spiegare che non ce la faceva più a sopportare le angherie del padre che non accettava la sua omosessualità e le derisioni che subiva a scuola. Ecco un altro drammatico episodio di solitudine, di emarginazione che suscita rabbia perché al di là delle belle solite parole, la politica continua a rimandare misure adatte a contrastare per legge l’omofobia e a mettere in campo un azione nella scuola permanente di educazione alle differenze. Ci auguriamo, che il ragazzo possa rimettersi presto in salute, e che trovi quella solidarietà e aiuto necessarie a superare le ragioni che lo hanno indotto a questo gesto estremo. Puntiamo però il dito contro la politica e le istituzioni, che continuano a perdere tempo, mentre si ampia pericolosamente nelle nostre scuole il bullismo omofobico, e nel paese gli omosessuali continuano a sentirsi colpiti e discriminati.”

Mi lasci? Ti distruggo l’auto con i tacchi a spillo! La triste storia di un toy-boy

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Lei, 37 anni, gelosa, possessiva, in grado di rendere la vita impossibile. Lui, 24 anni, stanco della situazione la lascia dopo solo qualche mese. Lei inizia a a chiamare e messaggiare, senza esito. Allora lo “insidia” e poi, sconfitta, medita la sua vendetta. E cosa ci può essere di più terribile per un ragazzo se non uscire dalla ditta di trasporti per cui lavora e trovare la propria ex che passeggia, sfoggiando un bel paio di scarpe con il tacco alto, sopra il tettuccio e il confano della propria auto? Il giovane ha provato a farla desistere, invitandola a scendere a terra senza devastare la sua Toyota Yaris, ma solo la polizia è riuscita nell’impresa, ma solo dopo un bel po’ di tempo, considerato il temperamento impetuoso dell’impiegata che alla fine ha dovuto cedere e si è spinta ad affermare di voler risarcire il danno. Tornata sotto controllo la situazione, il ragazzo è tornato al lavoro ma a quanto pare non era finita per nulla! La donna è ricomparsa verso le 12 nel parcheggio aziendale, in zona Fondiaria a Treviso, ed ha cercato d’impedirgli di allontanarsi piazzandosi di fronte all’auto in modo tale che qualunque manovra di fuga verso viale della Repubblica fosse fuori discussione. Ecco che nache le volanti della polizia fanno ritorno ma questa volta la donna non era intenzionata a muoversi. In compenso ha iniziato  a scalciare e a dare pugni a tutto ciò che le si parava di fronte, in una sorta di crisi isterica e colpendo sia l’ex che gli agenti, ma soprattutto la povera Toyota Yaris sulla quale sono rimasti segni indelebili. Alla fine sono dovuti intervenire i medici del Suem che le hanno somministrato del sedativo, prima di trasportarla al Ca’ Foncello per accertamenti. La vettura del corriere espresso dovrà invece essere sottoposta a ben altre cure, quelle del carrozziere: i danni provocati dallo sfogo passionale della 37enne armata di tacchi sarebbero infatti piuttosto ingenti. E la donna, perso il suo ragazzo, sarà anche costretta a risarcirlo.

Questo Botellòn non s’ha da fare… ma i padovani ascolteranno?

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E’ l’ultimo mercoledì di maggio e, come ogni anno, a Padova va di scena il Botellòn, la festa spagnola che invade il centro della città e anima come non mai il Prato della Valle. Nell’ultma edizione hanno partecipato oltre 10mila persone, in compagnia delle relative bottiglie di alcol. E quest’anno, tempo permettendo, è previsto il bis… forse. Perchè il Comune ha blindato la piazza e invitato a spostare la festa alla prossima settimana al parcheggio sud dello stadio Euganeo. Ma le tradizioni goliardiche a Padova son difficili da modificare. Ecco quindi la scelta di transennare i quattro ponti d’ingresso all’isola Memmia, posizionati oggi alle 17 e che verranno tolti  solo dopo 12 ore, per permettere la normale circolazione. E’ una sfida dunque quella lanciata dalle autorità, che va a colpire i ragazzi che questa sera si presenteranno in Prato che non potranno neppure fare rifornimento di alcol nei bar della zona: un’ordinanza impedisce infatti la vendita di alcolici da asporto dalle 21 di questa sera alle 6 di domani mattina, almeno per quanto riguarda il Prato e le zone adiacenti. “Le disposizioni prese per l’isola Memmia vanno nella direzione di salvaguardare le statue di Prato della Valle ed evitare che i ragazzi ci salgano sopra e questo vale anche per la loro incolumità” spiega il vicesindaco Ivo Rossi, “stiamo monitorando la situazione per valutare provvedimenti ora per ora”. L’amministrazione è pronta a tutto, anche a mettere in campo i bagni chimici, mentre sono già pronti ad intervenire sia le forze dell’ordine che i mezzi di soccorso. Dura la critica del senatore della Lega Nord Bitonci, che si trova a fronteggiare il neo sindaco ora che Zanonato è stato assurto al ruolo di ministro: “Il Comune, incapace di intervenire per mantenere la sicurezza in Prato della Valle, invece di proibire una manifestazione non autorizzata fa scontare a chi, nonostante la crisi, le tasse e il costo del lavoro insopportabile, tiene aperti bar e ristoranti in una città quasi deserta nelle ore serali, in cui i turisti faticano a trovare un locale dove spendere i loro soldi. Multare chi si ubriaca o lorda il Prato, in termini di popolarità, sarebbe troppo gravoso per il neo sindaco. Meglio colpire ancora chi lavora, dà lavoro e pagherà il servizio di pulizia e di sicurezza con le proprie tasse, nonostante le perdite per una giornata in meno di lavoro”. Ecco alcune immagini per capire a cosa sta andando incontro Padova!

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Lea Garofalo: quattro ergastoli per i suoi assassini

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Lea Garofalo, testimone di giustizia, fu uccisa a Milano il 2004 novembre 2009. Oggi i giudici della corte d’Assise e d’Appello di Milano hanno confermato la condanna all’ergastolo, emessa in primo grado, per l’ex compagno di Lea Garofalo Carlo Cosco, il fratello Vito e Massimo Sabatino e Rosario Curcio, entrambi collaboratori della famiglia legata alla ‘ndrangheta. Per i due fratelli Cosco e per Curcio il sostituto pg Marcello Tatangelo aveva chiesto l’eragastolo. Per Sabatino, invece, aveva chiesto l’assoluzione in base alle rivelazioni del pentito Carmine Venturino, ex fidanzato della figlia di Lea, Denise, che aveva scagionato anche Giuseppe Cosco, ora assolto. I giudici hanno cancellato il carcere a vita anche per il pentito Carmine Venturino, condannato a 27 anni, al quale sono state concesse le attenuanti generiche: l’uomo ha contribuito alla rilettura della vicenda iniziando a collaborare dal carcere con i pm nel luglio scorso e facendo ritrovare i resti della donna in un campo in Brianza. Per la figlia di Lea Garofalo, Denise, che si è costituita parte civile contro il padre Carlo Cosco, i giudici hanno confermato un risarcimento di 200mila euro. La ragazza, che oggi ha 21 anni, era presente al momento della lettura del verdetto, coperta da un paravento. Il legale della ragazza, Vincenza Rando, ne ha annunciato l’intenzione di celebrare il funerale della madre a Milano. “L’impianto accusatorio ha tenuto – ha affermato il difensore – Denise è contenta che sia stato trovato il corpo della madre e ora vuole fare un funerale a Milano”.

Il cavallo che corre contromano! Succede a Firenze

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Spettacolo fuori dal comune per gli automobilisti che si sono ritrovati a passare in via Baracca, a Firenze: un cavallo, presumibilmente scappato dalla sua stalla alle Cascine, senza fantino, ha imboccato piazza Puccini e poi via Baracca, correndo con tanto di biga dietro. In molti hanno tentato di fermare la folle corsa, ma, probabilmente spaventato sia per il rumore che per il traffico, non ha voluto sentire ragioni. Alla fine è intervenuta una pattuglia della polizia municipale che è riuscita a fermarlo all’altezza di viale Corsica e lo ricondotto nella sua stalla. Sul posto è subito intervenuta anche la proprietaria dell’animale che stava cercando di fermarlo. L’autore del video ha commentato: “Non avevo mai visto sulla di simile, era qualcosa di spaventoso e pericoloso. Fortunatamente sono arrivati i vigili urbani a bloccarlo, ma prima il cavallo ha percorso chilometri e ha anche urtato con alcune auto…”.

Via la violenza e l’odio dalla rete! Facebok prende provvedimenti

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Addio all’Hate speech in Facebook? Così sembra. Lo annuncia in un lungo comunicato in cui avvisa che è intenzionato a scendere in campo contro la propaganda dell’odio. Il sito, fino ad ora, ha ospitato gruppi suprematisti, fanatici religiosi e razzisti e per questo è stato numerose volte richiamtato alla sua responsabilità del farsi veicolo della promozione di “valori” tanto in contrasto con il rispetto della dignità umana. Al riguardo, l’azienda cita le proteste  pervenute da associazioni e comunità di musulmani, ebrei e LGBT e sottolineando l’intenzione di rafforzare i rapporti formali e informali con le associazioni a tutela della donna. La momento la soluzione definitiva non è ancora arrivata, però c’è la riporposizione di rivedere le linee guida assieme ad esperti e associazioni, oltre ad addestrare meglio gli addetti alla valutazione e rimozione dei contenuti segnalati. Sempre nel comunicato, si fa accenno a test che prevedono di richiedere una prova d’identità a chi pubblica contenuti “crudeli e offensivi”, cosa che obbliga gli autori ad assumersi la responsabilità di quanto pubblicato. Forse non sarà rivoluzionario, ma è un sengale forte: va bene la libertà d’espressione, ma serve anche un filtro in grado di bloccare i tentativi di divulgare l’odio. Il resto sta nell’educazione degli utenti, nella loro capacità di relazionarsi con il prossimo senza far ricorso alla violenza a tutti i costi.

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Oggi e per un solo giorno: torna in sala Akira!

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Torna al cinema solo per oggi, in occasione del suo 25° anniversario la pellicola Akira, il capolavoro anime di Tetsuo Otomo, uno tra i maggiori esponenti del fumetto nipponico. La storia è ambientata nella Tokyo del 2019, devastata dalla Terza Guerra Mondiale e in cui regna il caos: bande di motociclisti si fronteggiano, gruppi di terroristi e di ribelli mettono la città a ferro e fuoco, sette religiose proliferano in attesa della seconda venuta del leggendario Akira.  E’ in questo contesto che vive il giovane Kaneda, ragazzo altruista e leader rispettatissimo di un gruppo di motociclisti. Il merito del film è di aver rivoluzionato il cinema da un punto di vista sia linguistico che sociale, utilizzando la computer grafica già nel 1988, riprendendo temi, personaggi e generi tipici del post punk ambientando la storia in un futuro post atomico, come poco prima aveva fatto Blade Runner, con il quale ha diverse somiglianze da un punto di vista di immaginario scenografico. Akira, che la rivista Wired ha inserito tra i 20 migliori rappresentanti del genere, è un ottimo esempio di cartone animato adulto, un’ottimo spunto per tuffarsi nella storia dell’animazione giapponese. 

Il mondo guarda all’Italia… e al flop di Grillo!

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E’ catalizzata su Grillo l’attenzione della stampa estera, tutta per quella caduta rovinosa dell’ex comico che è volato in alto alle precedenti elezioni e per il quale è stata ancora più dolorosa la caduta alle ultime amministrative. Pd e Pdl si suddividono poche righe, ma i titoli sono tutti per Beppe. Che affonda, evapora, crolla, così diconoi. Gli elettori “illudono Grillo ai comizi”, “Guadagna l’astensione e perde Grillo”, tutti titoli che sottolineano il flop del movimento, nelle urne. Solo El Diario sottolinea il fallimento dei sondaggi e la relativa “sorpresa” del risultato. Ma le amministrative sono state anche astensionismo, ed è infatti questo il secondo tema preferito. Nessuno però all’estero, pur esesndo gli interlocutori preferiti dal leader che parla di stampa venduta quando guarda all’Italia, espone la teoria elaborata dallo stesso Grillo, mancano i riferimenti  al poderoso blocco sociale di pensionati e dipendenti pubblici che tramerebbe alle sua spalle. Del resto solo in Italia quando qualcosa va male si cercano cause esterne…

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32enne italiano accoltellato a Monaco di Baviera

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Domenico Lorusso, 32enne originario di Potenza ma residente a Monaco e dipendenti di una compagnia aerea, è stato ucciso ieri sera a Monaco di Baviera, dopo essere stato colpito da uno sconosciuto con un coltello da uno sconosciuto. Lorusso, la cui morte è stata confermata dal consolato, e stato accoltellato in Erhardstrasse, a pochi passi dal Deutsches Museum. Pare che il tragico evento, avvenuto attorno alle 22, si sia verificato nel corso di un tentativo di scippo nei confronti della sua ragazza. Il giovane, nel tentativo di difenderla, sarebbe stato aggredito violentemente e accoltellato. Sulla dinamica sono ancora in corso accertamenti.

Rosaria Aprea e i ripensamenti: tornare o non tornare?

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Se fino a ieri era tutto abbastanza chiaro per quello che riguarda Rosaria Aprea, la miss ventenne picchiata dal fidanzato Antonio Caliendo, padre di suo figlio. Ora che la ragazza è stata dimessa dopo due interventi chirurgici resi necessari dalle percosse ricevute, la trama sembra ingarbugliarsi. Quello che si sapeva era che lei stessa eveva sporto denuncia contro l’uomo e che non desiderava tornare con lui. Si era anceh venuti a sapere che non era il primo episodio di violenza. In seguito la ragazza ha cambiato idea e manifestato la volontà di tornare con Caliendo, al quale aveva anche inviato un messaggio via social network. A seguito di questa sua decisione, l’avvocato che la seguiva, Carmen Posillipo, ha rinunciato al mandato. Oggi però la Aprea è intervenuta a Pomeriggio 5 dove ha raccontato una sua versione dei fatti: “Io non l’ho mai fatta la denuncia. Ci sto ancora pensando”, dice la giovane dopo che il suo legale ha deciso di rinunciare al caso “in quanto le scelte dell’assistita collidono con la mia etica professionale”. Di una cosa Rosaria è certa: “Io e Antonio non possiamo tornare insieme”. La D’Urso, che conduce il programma, interpella quindi la Posillipo, alla quale cita una sua dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera: “Poi la ventenne dice che avrebbe volentieri rilasciato un’intervista a pagamento da qualche parte in modo da procurare i soldi della cauzione per l’uomo che l’ha percossa”. “Questo non è assolutamente vero, io non l’ho detto, il giornalista ha capito male”, replica il legale.

Il mattarellum che potrebbe “spalmare” ulteriormente il Pd… la mozione Giacchetti

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29 maggio: giornata simbolo dell’inizio del cammino delle riforme istituzionali. Il piano era questo. Peccato che sia lo stesso Pd, o meglio parte del Pd, a mettere i bastoni tra le ruote del governo di larghe intese. L’ex radicale, ora renziano, Roberto Giachetti, che in passato si era già reso protagonista di battaglie estreme sulla legge elettorale, ha raccolto un centinaio di firme (tra Pd e Sel) intorno ad una mozione parlamentare che chiede il ripristino del vecchio sistema: il Mattarellum, fumo negli occhi per il Pdl. Una pistola carica, che rischia di far saltare il delicato equilibrio (che non tutti apprezzano, soprattutto tra l’elettorato) raggiunto con il Cavaliere sulle riforme, vale a dire i ritocchi al Porcellum. Ma è proprio questo che, come reazione, ha fatto scattare l’iniziativa di Giachetti, firmata in blocco dai renziani, nonché da Sinistra e libertà e da chi nel Pd vive il ritorno al proporzionale come una specie di incubo, ossia Renzi. Il governo, a questo punto, ribatte lasciando trapelare l’intenzione di sfilarsi dal tema legge elettorale e demandarlo alle Camere. Però lo scontro in casa Pd trae nuova energia dalla questione. Agitazione quindi tra i parlamentari dem al diffondersi della voce che E’ solo una mozione, non una legge, ma potrebbe provocare la definitiva esplosione. Il fallimento delle amministrative, inoltre, sembra dare una spinta definitiva verso questa possibilità: “Il 50 per cento di astensione a Roma è un segnale – si sfoga una deputata renziana – chi non ha votato ci chiede di fare qualcosa, non ci chiede di approvare una mozione che non dice e non decide nulla sulle riforme, come quella elaborata da Pd e Pdl”. Ed è dall’incostistenza delle larghe intese che si trova energia per andare avanti.  “La mozione Pd-Pdl è acqua fresca”, afferma un altro renziano. “Hanno anche cancellato la data del 30 luglio entro la quale approvare le modifiche al Porcellum!”. Intanto si cerca di convincere al dietrofront Giacchetti, ma è lui stesso ad affermare che non ritira “niente”. Intanto arriva un nuovo monito da Renzi: “Il governo sarà forte se farà le cose, se è un governo che chiacchiera e vivacchia trascinerà l’Italia in basso”. Quanto al Pd e il test amministrative: “Dovevano dimezzare i parlamentari e hanno dimezzato i voti…”. Ma cosa temono i firmatari della mozione? Che ci si limiti ad un semplice restyling del Porcellum, con conseguente ritorno al proporzionale e alle ‘larghe intese per legge’, in caso ancora una volta non ci fosse un netto vincitore alle elezioni. E dunque addio sogni di premiership per il sindaco di Firenze che però, almeno per quanto riguarda questa mozione, ha diversi appoggi all’interno del suo partito.

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Baby n.59 è salvo! Si trova in ospedale il bebè gettato in un water in Cina

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Baby n.59 sta bene! Il neonato recuperato ieri dallo scarico di un water nel quale era stato gettato, nella città di Jinhua, nella provincia orientale cinese dello Zhejiang, è figlio di una madre single di 22. Al moomento il suo nome è stato preso in prestito dal numero dell’incubatrice nella quale riposa. Il piccolo è salvo e, nonostante alcune contusioni, i medici definiscono le sue condizioni stabili. Il neonato, che non avrebbe più di due giorni di vita, deve la sua vita ai vicini che avendo sentito dei lamenti, dei vagiti provenire dai tubi, hanno allertato le forze dell’ordine. Il piccolo è stato trovato in una sezione a ‘L’ del tubo di scarico, dove è rimasto incastrato in un diametro di 10 centimetri. Due sono le ipotesi: che una volta venuto alla luce sia stato gettato con il chiaro intento di disfarsene oppure che la donna abbia partorito in maniera inaspettata il bimbo, che sarebbe quindi scivolato nel tubo di scarico. La polizia sta cercando di venire a capo della questione. La notizia, che ha fatto il giro del web ed ha commosso molti, ha scatenato una corsa alla generosità e i corrridoi dell’ospedale dove il bebè è ricoverato c’è un continuo cia vai di persone che portano pannolini, vestitini o che offrono aiuti.

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La lunga lettera di Franca Rame a Dario Fo.

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Ecco l’ultima lettera scritta da Franca Rame a Dario Fo, tra ricordi d’infanzia, il teatro e  la sua vita di coppia… un testamento lungo 84 anni che ripercorre, con quella sintesi e quel coraggio di chi ha vissuto senza compromessi, quel viaggio ricco di emozioni che fino alla fine ha voluto condividere con Dario, ma anche con chi aveva e ha voglia di ascoltare e arricchirsi di quelle esperienze sempre controcorrente.

CHI È DI SCENA…
Sono nata nel 1929.

Quando ero piccola, sette, otto anni, mi veniva in testa un pensiero che mi esaltava: morire.
Quando morirò?
Com’è quando si muore?
Come mi vestirò da morta?
Forse mamma mi metterà quel bel vestito che m’ha cucito lei di taffetà lilla pallido orlato da un bordino di pizzo d’oro.
“Sembri un angelo! Quanto è bella la mia bimba che compie gli anni!” mi diceva.
A volte mi stendevo sul lettone di mamma: vestito, calze, scarpe, velo bianco in testa, una corona del rosario tra le mani poste sul petto (tutta roba della Cresima), felice come una pasqua aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…arrivavano i vicini, il prete e tutti rosariavano in coro.
Arrivasse un cane di un cane. Nessuno spuntava.
Nell’attesa mi addormentavo.
Al risveglio ero incazzata nera.
“La prossima volta vi faccio vedere io!” bisbigliavo minacciosa.
Poi mi sgridavo: “Cattiva, sei cattiva!!! Dare un dolore così grande alla tua mamma. Vergognati! Con tutti il bene che ti vuole…”

“Ascoltami Franchina… – mi diceva mamma – ci sono delle regole nella vita che vanno rispettate, ogni giorno: non poltrire nel letto, la prima cosa che devi fare, come apri gli occhi è sorridere. Perché? Perché porta bene. La seconda correre in bagno, lavarti con l’acqua tiepida, orecchie comprese, velocemente, vestirti. Far colazione e via di corsa a scuola. Salutare con un sorriso le persone che conosci, se aggiungi al sorriso un ciao-ciao con la manina è ancora più gentile. Non dare confidenza ai maschi. Tenerli a rispettosa distanza. Non accettare dolci o regali da nessuno…specie se uomini. Non parlare mai con gli estranei. Mi raccomando bimba, non prendere freddo, d’inverno sempre la cuffietta di lana all’uncinetto con i pom-pom rosa che ti ha regalato la zia Ida…gli stivaletti rossi di Pia (mia sorella maggiore) che non le entrano più. Ti voglio bene-bene-bene.” Lo ripeteva tre volte con ardore perché mi si inculcasse bene nel cervello. “Fai attenzione a tutto…come attraversi la strada…guai se vai sotto a una macchina. Ti rompi tutta…ricordati che ci ho messo nove mesi a farti!”
Me ne andavo felice…Un po’ soprappensiero per quei nove mesi di lavoro per la mia mamma a farmi. E’ stata impegnata per un bel po’ di tempo…tutti quei mesi!
La vedevo intenta a mettere insieme i pezzi.

Ma dove li prendeva?
Forse c’eran dei negozi nascosti che li vendevano: “Vorrei due gambette con i piedini, due braccine con le manine, un corpicino, la testolina no…ho una bellissima bambola lenci di quando ero piccola…ci metto quella. “Chiederò a mamma, quando sarò più grande che mi spieghi come ha fatto a confezionarmi.

Ora siamo nel 2013. Da allora sono passati molti anni. Sono arrivata agli 84 il 18 luglio. Faremo una bella festa tutti insieme.
Quando Jacopo era piccolo, a Natale arrivavano regali da ogni parte…più i nostri.
Li posavamo tutti sul tavolone della sala da pranzo. Come il bimbo si svegliava lo si portava tenendolo in braccio davanti a tutto quello che aveva portato il Bambin Gesù. Ci si incantava a guardarlo.
Meraviglia, felicità, grida, risate. “Grazie Bambin Gesù…grazie!!!” gridava guardando verso il soffitto come fosse il cielo…poi seduto sul tappeto a scoprire e godersi i suoi giochi.
All’arrivo della torta con le candeline, non riuscivamo a convincerlo a soffiare per spegnerle.
“Lo devi fare! Soffia!!”
“Perché?”
“Perché cresci più in fretta! Soffia!”

Era un bimbo molto curioso e pensoso. Chiedeva sempre: e cosa vuol dire questo e perché no…Una volta sui 5 anni, stava appoggiato al davanzale del balcone su di una sedia con un filo in mano che agitava. “Che fai Jacopino?”
“Do da mangiare al vento…”
Ero un po’ preoccupata.

Mi diverto molto con le mie nipotine. Quando Mattea (la figlia di Jacopo) era piccola, sui sei anni e veniva a trovarci a Sala di Cesenatico a passare l’estate con noi, le preparavo una festa alla grande. Compravo al mercato di tutto…non che spendessi tanto. Nascondevo i regalini spargendoli nel giardino tra alberi e cespugli e via con il gioco del “freddo e caldo”: si girava di qua e di là…davo segnali dei nascondigli dicendo “fredddo… freddo… tiepidino caldino… caldo, caldissimo… oddio brucia!” Mattea infilava la manina nel cespuglio, trovava il pacchetto, si sedeva su prato e lo scartava mandando grida di gioia.
Una mia cara amica, Annamaria Annicelli aveva un grande negozio dove vendeva di tutto e mi regalò per Mattea un mare di Barbie con fidanzato Ken. Cartoncini con guardaroba completo: abiti per tutte le occasioni.
Come ogni estate per anni, arrivò la mia dolce bimba più bella che mai. Le sbatto un uovo con zucchero e cacao – la rusumàta si chiama a Milano – che le piace tanto. Se la mangia leccandosi i baffi.
“Vieni, andiamo a fare il gioco del caldo-freddo.”
Lancia un urlo di felicità.

Le avevo preparata una festa alla grande. E via che si parte: freddo… freddo… tiepidino… caldo… caldissimo! E dal cespuglio estrae una Barbie…poi un’altra…poi il fidanzato Ken, cartelle con abiti…ad un certo punto si lascia andare sull’erba sfinita: “E’ troppo nonna… è troppo!” Quando Jacopo, dopo tre mesi, veniva a prenderla era un momento triste per tutte e due. Ce ne stavamo abbracciate e silenziose in attesa della partenza. Saliva in macchina. La salutavo con la mano e mi scendevano le lacrime…pure lei piangeva. Cercavamo tutte e due di sorridere… ma si faceva fatica.
Una gran fatica.

Una volta, quando eravamo più giovani Dario ed io ci si faceva festa ai compleanni. Festa? Una festicciola…nulla di speciale. La torta, le candeline…dell’anno prima, qualche amica, amici…Ricordo invece un fantastico compleanno, il mio settantesimo a Sala di Cesenatico. Non mi aspettavo nulla di speciale. Invece…
Quella mattina mi svegliai un po’ tardi, Jacopo venne a prendermi in camera dicendomi che Dario aveva bisogno di me…Neanche la mattina del mio compleanno posso restare disoccupata…scendo le scale, esco in veranda, e lì mi trovo una folla con i musicisti che suonavano, clown e maschere e tanta gente, amici venuti da ogni parte, ci saranno state cento persone, tutti a cantare tanti auguri a te…Mi sono messa ad abbracciare tutti uno per uno…Erano veramente tanti, che a un certo punto mi sono dovuta sedere…Anche per l’emozione. Poi siamo andati a mangiare fuori, sul porto canale di Cesenatico, e anche lì c’erano parecchi amici che erano venuti a festeggiarmi. Ogni tanto mi stupisco di quanta gente mi voglia bene. È proprio una grande fortuna…

UNA STELLA SUL LETTO?!

Una volta mi piaceva guardare il cielo di notte. Specie in inverno. Sottozero il blu è più intenso. Lestelle spiccano come brillanti.
Preziose.
Ieri notte niente. Ce ne erano poche ma una ha attirato la mia attenzione era una stella senza luce, piatta come fosse di plastica opaca.
“Vieni qui” le ho detto… hai dei problemi? Ti vedo giù….” In un attimo eccola sul mio letto, senza nemmeno rompere i vetri della finestra.
La guardo incredula… non so come comportarmi…

UNA STELLA SUL LETTO?!

L’astro si rizza su una punta… prendendo colore lentamente.
Una luce iridescente illumina la mia stanza…ma non smargiassa di chi vuol strafare…appena appena per farsi notare.
“E’ così facile avere una stella vera in casa? Basta chiamarla?” penso. “E’ facile per forza… – mi risponde – sono te.”
“Sono una stella?” – dico senza meraviglia, anzi un po’seccata – mi stai prendendo per il sedere?” Avrei detto volentieri culo, ma non volevo darle confidenza.
“Dì pure culo cara, non mi scandalizzo…” e fa una risata a piena gola.
Una stella che dice culo e mi sghignazza dietro!
Ero scandalizzata! Non c’è più religione!
“Bigottona! Son qui per aiutarti… sono te, quindi la tua più grande amica. Sei giù di morale…hai pensieri fissi che ti fan dormire male. Perché vuoi ammazzarti?”
Mi manca il respiro. Un qualcosa mi sale lento dallo stomaco alla gola: un magone che mi soffoca.
“Lasciati andare… non trattenere le lacrime…ci sono io vicino a te…sono scesa apposta da lassù…tutta per te!”
Le lacrime non si fanno pregare, si rincorrono sulle mie guance una dopo l’altra. I singhiozzi escono strazianti anche se in realtà non si sentono.
Allunga una punta, quella di sinistra e mi fa una carezza.
Ma dai…sto sognando…la stella sul letto in punta di stella che mi accarezza con la sinistra…una stella mancina…Mio dio…ha pure 5 punte!
Una stella delle Brigate Rosse!

“Non stai sognando…conosco la ragione della tua voglia di morire ma solo se ne parli, se svisceriamo il problema insieme, lo risolviamo. Parola di Stella!”
Respiro profondamente. Sto per dire qualcosa che mi costa.
“Sono tanto triste perché sono disoccupata. Ho perso il mio lavoro.”
“Come hai perso il tuo lavoro? Sei dalla mattina alla sera al computer…scrivi, scrivi, scrivi senza alzare nemmeno gli occhi.”
“Sì lo so, ma questo non è il mio lavoro. Sono nata il teatro, a 8 giorni ero già in scena…ho sempre recitato. Da 8 giorni a 81 anni… avevamo in scena “L’anomalo bicefalo” una satira su Berlusconi. Ci divertivamo un sacco! Ma eravamo nell’’83… quanti anni son passati?”
“Ti stai dimenticando di Mistero buffo,….L’avete fatto tanto…”
“Sì hai ragione…ma ora non si fa più nemmeno quello.
Poi uno spettacolo ogni morte di vescovo, che ne muoiono pochissimi.

Sono felice di aiutare Dario che è il MIO TUTTO, curare i suoi testi, prepararli per la stampa, ma mi manca qualcosa… quel qualcosa che non mi fa amare più la vita.
È per questo che voglio morire.
Ma non so come fare.
Immersa nella vasca da bagno e tagliarmi le vene?
Poi penso allo spavento di chi mi trova in tutto quel rosso.
Buttarmi dalla finestra, ma sotto ci sono gli alberi e finisce che mi rompo tutta senza morire: ingessata dalla testa ai piedi.
Avvelenarmi con sonniferi…ci ho già provato una volta…tre, quattro pastiglie e acqua… avanti così per un po’ e mi sono addormentata con la testa sul tavolo…
Insomma, morire è difficilissimo!
A parte che mi ferma anche il dolore che darei a Dario a Jacopo alla mia famiglia, Nora, Mattea, Jaele (la più bella della famiglia) e tutto il parentado…alle amiche, amici.
Penso anche al mio funerale e qui, sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…vestite di rosso che cantano “bella ciao”.

Che tristezza essere disoccupata. “Hai messo in scena molti spettacoli che hanno avuto gran successo ed eri sola – prosegue la Stella…Tutta casa letto e chiesa, Parliamo di Donne, Sesso? Grazie tanto per gradire, Legami pure che tanto spacco tutto lo stesso, Il funerale del padrone, Il pupazzo giapponese, Michele ‘Lu Lanzone e altri ancora che non mi ricordo… dovrei andare su internet ma non ne ho voglia.
Perché non ne rimetti uno in scena?”
Ma…sono abituata con Dario…
L’ho conosciuto in palcoscenico nel ’51… abbiam fatto tourné, avuto successo… anche troppo. Dopo anni di fermo abbiam debuttato per due soli spettacoli in settembre del 2012 con “Picasso desnudo”.
E adesssssso? Ci metto sei S per sottolinearti bene il concetto. Adesso nulla! Nessun programma futuro. Deglutisco per mandar giù il magone
Dovresti aiutarmi tu Stella, dammi la forza… la voglia.
“Che piagnona! – mi urla, mi hai proprio rotto i…No, non lo posso dire perché lassù si incaz…Mamma mia solo parolacce mi vengono…è perché sono scesa in terra…qui ci si sporca!
Potresti mettere in scena un testo da recitarti tutto da sola…hai un mare di materiale a disposizione. Li conosco tutti i tuoi monologhi mai rappresentati.”
“Ma smettila, conosci i miei monologhi….”
“Certo, sono te!”
“Ah sì…Hai ragione…Sì, potrei farlo…ma poi penso a Dario la sera sperduto davanti alla tv…che se ne va a letto senza chiudere né tapparelle, né porta. Lo sento che si gira e rigira tra le lenzuola pensandomi…preoccupandosi e…quindi sto qui, accanto a lui. Lo amo tantissimo…ma sono proprio triste… infelice…ciao me ne vado…”
“Ma dove vai? Ti vuoi nascondere a piangere? Piangi qui piccola…tra le mie braccia…”All’improvviso si ingrandisce a vista d’occhio si trasforma in una coperta di lana morbida lucente e mi avvolge tutta. Un brivido di piacere attraversa il mio corpo…mi sento via via rilassata e sulla bocca mi spunta un sorriso…il più dolce della mia vita
Caro Dario tutto quanto ho scritto è per dirti che se non torno in teatro muoio di malinconia. Un bacio grande…

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E dopo Grillo è Flavia a scendere in politica

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Flavia Vento si presenterà con il suo Movimento: i figli dei fiori. Dichiara guerra al potere precostituito e si augura un ritorno all’anarchia… naturalmente l’annuncio avviene su internet con un tweet!

Scendo in campo. Tra poco avrò il mio movimento si chiamerà figli dei fiori si tornerà all’anarchia totale. Il potere deve finire.

Disposta la perizia psichiatrica per Kabobo

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Andrea Ghinetti, gip di Milano, ha disposto la perizia psichiatrica su Adam ‘Mada’ Kabobo, il ghanese di 31 anni che l’11 maggio scorso ha aggredito a colpi di piccone, in zona Niguarda, alcuni passanti uccidendone tre. Il giudice ha accolto la richiesta della Procura e ha fissato un’udienza per il 6 giugno per conferire l’incarico peritale con la formula dell’incidente probatorio, per ‘cristallizzare’ la prova in vista del processo. In precedenza, il pm Isidoro Palma aveva chiesto al gip di ”procedere con incidente probatorio” a una perizia ”finalizzata” all’accertamento ”della capacita’ dell’indagato di partecipare coscientemente al procedimento”, ”all’accertamento della capacita’ dell’indagato di intendere e di volere al momento del fatto” e alla sua ”pericolosita’ sociale”. Tale richiesta era stata avanzata dopo aver tenuto conto del fatto che ”dalle dichiarazioni rese dall’indagato in sede di interrogatorio di convalida dell’arresto, nonche’ dalla documentazione medica trasmessa dalla Casa Circondariale di Milano” – Kabobo e’ detenuto nel carcere di San Vittore – ”emergono segni inequivocabili di una situazione di infermita’ mentale riguardante l’indagato, tale da minarne la sua cosciente partecipazione al processo e la sua capacita’ di comprendere il disvalore degli atti compiuti”. Oltre al perito scelto la gip, a seguire i lavori ci sarà un consulente nominato dalla difesa di Kabobo. L’accertamento psichiatrico è cruciale per il destino giudiziario del killer: se, al termine del processo, venisse risconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto verrebbe assolto e non finirebbe in carcere, ma in un ospedale psichiatrico giudiziario.

Attraverso gli occhi di una donna: la Città delle spose

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La giovane fotografa russa Alena Zhandarova si è sempre dedicata ai ritratti immersi in atmosfere surreali. Tra i suoi ultimi progetti c’è City of brides, una raccolta di donne che lavorano nella sua stessa città natale,  Ivanovo, soprannominata cittò delle spose per l’alto numero di donne che vi risiedono per lavorare nel settore tessile. La fotografa ha raccontato di aver coinvolto i soggetti delle fotografie grazie ai social network e di esserle andate a trovare a casa per la prima volta in occasione dello scatto. Ecco allora le immagini che raccontano sia l’intimità che si è venuta instaurando tra la fotografa ed il suo soggetto, sia la relazione che s’instaura nell’ambiente domestico dove la donna è immersa.

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Si getta nel vuoto uno studente 16enne

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Si è gettato da una finestra al terzo piano dell’istituto tecnico nautico “Colonna” in via Salvatore Pincherle, in zona Marconi a Roma. Lo studente, un 16enne di origini romene, ha terminato il volo contro un’auto, una microcar, parcheggiata sotto l’edificio, nel cortile interno della scuola che ha parzialmente attutito la caduta in seguito della quale, però, il ragazzo ha riportato fratture multiple. Ora si trova ricoverato al San Camillo, in prognosi riservata ma sarebbe coscienzte e respirerebbe spontaneamente. Per stabilire quanto accaduto, sul posto sono giunti anche gli agenti della polizia di Stato del commissariato San Paolo a seguito di una segnalazione delle 12.30. Non si esclude l’ipotesi di un tentativo di suicidio.

Minacce e querele per “l’esercito di Silvio”!

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Il responsabile giovani esercitodisilvio.it ha pubblicato una nota in cui informa come si sta rapidamente la situazione del neonato “esercito di Silvio”.  “Vi segnalo come in questo ore siano giunte al mio indirizzo a quello degli altri promotori dell’iniziativa web esercitodisilvio.it decine di minacce e una querela. Il querelante sostiene che la creazione di un sito web che contiene dei termini militareschi consista nella violazione della Costituzione che all’art. 18 vieta la creazione di eserciti paramilitari, la sua tesi non può davvero che farmi sorridere”. E continua: “Voglio essere chiaro sin da subito, non ci fermeremo dinnanzi ad alcuna intimidazione di qualsiasi carattere essa sia, siamo un “esercito di persone che moralmente condividono gli stessi valori e sostengono lo stesso leader” niente di più, ma non ci lasceremo fermare in questa ennesima “battaglia” di libertà, fondamentale per liberare l’Italia dall’odio di certi loschi figuri che non fanno altro che cercare di appesantire il clima politico e sociale nel nostro Paese. Le iscrizioni al sito web sono oltre 8.000 e probabilmente mentre Vi sto scrivendo si staranno già avvicinando a 9.000, continueremo a registrarle finché gli Italiani ce ne faranno pervenire. Stanno tentando di fare a noi quello che hanno fatto per 20 anni al Presidente Berlusconi – conclude – perché in Italia chiunque stia al suo fianco finisce nel mirino e diventa un bersaglio del popolo dell’odio”

Alle amministrative italiane si vota anche il candidato morto

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E’ morto il 15 maggio scorso a causa di un infarto fulminante il candidato sindaco Fulvio Di Benedetto. Gli elettori di Sulmona, in provincia di L’Aquila, l’hanno votato ugualmente e il morto ha ottenuto 3.255 consensi, pari a una percentuale del 21,8%. Forte di questi voti, il candidato – un ingegnere molto conosciuto e amato nella zona – si piazza secondo nella corsa alla poltrona di sindaco e dovrebbe prendere parte al ballottaggio, ma al suo posto sarà in lizza il terzo qualificato nella corsa. Sulmona Unita rimpiange il suo candidato di punta anche con gruppi di sostegno creati ad hoc su “Facebook”, mentre la contesa politica prosegue tra il candidato del centrosinistra Peppino Ranalli e quello del centrodestra Luigi La Civita, in base a quanto prevede la legge elettorale italiana.

Condanna a 2 anni e 6 mesi per Dolce e Gabbana

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2 anni e 6 mesi, a tanto ammonta la condanna richiesta dalla Procura di Milano per Domenico Dolce e Stefano Gabbana, imputati al tribunale di Milano per dichiarazione infedele e omessa dichiarazione dei redditi. Due sono i reati contestati, di cui uno già prescritto, ai due stilisti per una presunta evasione fiscale da circa un miliardo di euro. Stando al il pm, i due stilisti “furono i beneficiari dell’operazione di esterovestizione attraverso la Gado, società lussemburghese, che aveva solo un piccolo ufficio in un palazzo nel paradiso fiscale, non c’era nessuna struttura perché l’attività vera era tutta in italia.” Il magistrato ha poi invitato i giudici “a uniformarsi al principio della cassazione che aveva annullato l’assoluzione disposta dal Gup spiegando che in alcuni casi l’elusione fiscale è penalmente rilevante”. L’azienda di moda, in merito alla vicenda, ha già chiuso un contenzioso con l’agenzia delle entrate versando 90 milioni di euro in relazione alla società lussemburghese Gado creata nel 2004 e poi riportata in italia e ha tutt’ora in corso un altro contenzioso con il fisco in relazione ai marchi, dove in primo e secondo grado il ricorso è stato respinto e si attende l’eventuale decisione della cassazione.

 

M5S a caccia di voti? Intanto cerca di coinvolgere i 16enni

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Il MoVimento 5 Stelle, dall’origine, si è basato su blog e Rete, che sembrano non bastare più visto il deludente esito delle scorse amministrative. Mentre alcuni propongono di rivedere la linea e chiedono a Grillo di parlare anche alle tv nazionali, nel frattempo il Movimento ha depositato una mozione in Senato con la quale si dice favorevole all’abbassamento a 16 anni del diritto di voto. Nel testo si indica lo spostamento del diritto “ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, 16 anni di età”. Mozione che sembra strizzare l’occhio a molti giovani utenti della Rete. Intanto Paolo Becchi, filosofo vicino al M5s, a lungo ritenuto uno degli ideologi del movimento, poi messo in disparte dopo la sua “giustificazione” degli spari di Luigi Preiti a Palazzo Chigi, ha rilasciato due interviste, una alla Stampa e l’altra al Corriere della Sera. Per il filosofo, la sconfitta di M5s alle Comunali è legata a limiti di comunicazione. ”Dobbiamo comunicare meglio,  i nostri parlamentari spiegano in rete tutto quello che fanno, ma la rete è insufficiente”. Web e piazze insufficenti anche per lui quindi che ricorda quanto sia necessario “diffondere i risultati e per farlo  servono tv e giornali. Bisogna concedersi, a costo di commettere qualche sciocchezza”. Le comunali hanno rappresentato ”una battuta d’arresto. Bisogna capire che è capitato”, osserva Becchi. ”Intanto è capitato che siamo usciti da un periodo molto difficile, nel quale siamo stati messi nell’angolo anzitutto in Parlamento. Ci siamo fatti accerchiare. E’ che quel posto e’ pieno di vecchie volpi e i nostri sono tutti di primo pelo, alcuni molto bravi, ma mediamente parecchio inesperti”. ”Il problema ”non è di Grillo, casomai bisognava controllare se valesse la pena presentarsi in certi Comuni. Servono candidati radicati sul territorio”, prosegue Becchi, secondo cui alla base dell’allontanamento degli elettori dall’M5S c’è il fatto che ”la gente ha cominciato a percepire che il Movimento è nuovo, radicale, pericoloso perché vuole ribaltare l’Italia come un calzino”.

La nuova moda del web: metti un bambino in tazza!

bebè-in-tazzaC’è una nuova moda, arrivata dal Regno Unito, che impazza in rete: la mugshot! Una collezione di foto segnaletiche? Niente a che vedere. Mug in inglese significa tazza ed è proprio qui che siedono i bebè ritratti. I piccoli dormono, fanno smorfie, giocano e ridono. Alcuni ci finiscono anche dentro! Il BabyCenter Community blog insegna come fare per immortalare il proprio bambino e sui social network britannici per famiglie tutti di divertono a postare il risultato.

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Piange il mondo del teatro e non solo: si è spenta Franca Rame

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Ha dedicato la sua vita al teatro Franca Rame, l’attrice, che si è spenta questa mattina nella sua abitazione di Porta romana a Milano. I soccorritori hanno provato a rianimarla, ma non hanno potuto far altro se non dichiararne la morte. L’attrice, che aveva 84 anni, era stata colpita da un ictus il 19 aprile dello scorso anno, sempre nella sua casa. All’epoca, era stata trasportata al Policlinico, dov’era rimasta ricoverata diversi giorni. Figlia d’arte, Franca Rame aveva iniziato a calcare i palcoscenici sin da bambina e con Dario Fo, suo marito dal 1954, ha dato vita a uno dei sodalizi artistici più importanti nel teatro italiano. Un legame che travalicava le scene il loro e che li ha resi protagonisti anche di molte battaglie sul fronte politico e dei diritti sociali e civili.

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Queste due passioni, per lei, erano strettamente connesse tra loro, tanto che dalla fine degli anni Sessantala sua arte si è tramutata in teatro politico, rendendo inscindibile la professione di attrice e l’impegno per i diritti sociali. Già cacciati dalla Rai nel 1962, per un sketch irriverente sulle morti sul lavoro, negli anni caldi post ’68 e della contestazione, per portare avanti meglio la loro battaglia, il duo Fo-Rame si è anche staccato dal circuito ufficiale dei teatri per recitare in università, fabbriche occupate e, dal 1977, nel loro quartier generale della Palazzina Liberty occupata, a Milano. Tra i suoi tanti spettacoli in coppia del marito si annoverano anche Mistero Buffo, Il Papa e la strega, Settimo: ruba un po’ meno e La marijuana della mamma è la più bella. Ma suoi sono anche tanti testi in cui a farla da protagonista era la donna e la sua condizione, come Coppia aperta, quasi spalancata, Tutto letto, casa e chiesa e Sesso? Grazie, tanto per gradire. Ma un grande impegno a volte significa anche rischio e pericolo e Franca Rame il suo l’ha pagato personalmente: era il 1973 quando venne rapita per qualche ora e stuprata da un gruppo neofascista, per punirla per il suo impegno con Soccorso rosso. Un’esperienza atroce che lei seppe poi tramutare in un durissimo monologo, che recitò anche in prima serata su Raiuno, nella celebre edizione di Fantastico condotta da Adriano Celentano. Dal 2006 al 2008 ha vissuto anche un’esperienza da parlamentare, venendo eletta al Senato nelle liste dell’Italia dei Valori. Una perdita dolorosa, la sua, per il mondo dell’Arte, della politica, dell’impegno civile. Con lei si è spenta una voce che portava avanti idee e passioni, ideali e lotte.

Caso Ragusa: il giorno della testimonianza di Sara Calzolaio, l’amante di Logli

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E’ arrivata in procura stamattina alle 8.30, da sola e con un cappuccio in testa e un ombrello per coprirsi il volto e non essere così presa d’assalto da cameraman, giornalisti e fotografi, Sara Calzolaio. L’amante di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa e unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere per la scomparsa della moglie avvenuta la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 sarà ascoltata come testimone dal pm Aldo Mantovani e il suo è uno degli interrogatori più attesi perché dovrà rispondere sia sui rapporti familiari precedenti ai fatti sia su quelli successivi alla scomparsa di Roberta Ragusa. La donna, infatti, non solo continua ad avere una relazione sentimentale con Logli ma anche a frequentare la casa di famiglia e i figli della coppia. Il pm ha già ascoltato per quattro ore, lo scorso lunedì, il fratello e la cognata del marito di Roberta e, al centro dell’interrogatorio, c’è stata la figura dell’amante e della sua relazione con l’indagato. “Secondo le ipotesi degli inquirenti la scoperta del tradimento del marito e della giovane donna che lei stessa aveva assunto potrebbero essere all’origine della lite di quella notte.”

E’ caccia al sabotatore al Policlinico di Milano

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Troppi episodi per non destare sospetti: è questo che ritiene la Procura, considerato che negli ultimi 10 giorni è divampato un incendio per ben quattro volte nelle sale della struttira da cui dipende anche la Mangiagalli, la clinica dei bambini. Ma episodi di sabotaggio se ne sono avuti anche in precedenza, concentrati nell’arco di un anno e mezzo: dal primo incendio in un seminterrato il 3 novembre 2011,all’incendio nella chirurgia pediatrica, fino a quello del 19 maggio scorso al Granelli divampato molto vicino alle stanze dei pazienti. E il 26 dicembre del 2009 alla Mangiagalli erano state fatte evacuare 80 neomamme con i loro bebè per un rogo, sempre doloso. Senza contarela manomissione dell’impianto che porta il gas nelle sale operatorie e il ritrovamento dei bossoli in cortile. Gli inquirenti sono al lavoro ora su diverse piste e non va sollutovalutato il fatto che è in atto da mesi un piano di ristrutturazione con un investimento di 235 milioni di euro. E meno di un anno fa i vertici dell’ospedale hanno reso possibile uno sgombero del palazzo di viale Montello luogo di spaccio e omicidi. Facile quindi che la mente vada agli Anni di Piombo, quando Luigi Marangoni, direttore sanitario, fu ucciso a colpi di pistola dopo aver denunciato gli infermieri che sabotavano l’ospedale. Dalla struttura fanno sapere che i pazienti non sono in pericolo, ma la paura resta.

Associazione a delinquere ed evasione fiscale: arrestato Ciancimino

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Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, è stato arrestato su ordine del gip di Bologna con l’accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale e portato al carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano. All’uomo viene anche contestata, dai pm, l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. E’ stata la GdF di Ferrara a svolgere le indagini che hanno portato all’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio criminoso accusato di frode fiscale nel settore della commercializzazione di metalli ferrosi. A Ciancimino sono contestati reati fiscali riferiti al periodo in cui viveva in Emilia-Romagna, con un’evasione calcolata in circa 30 milioni di euro.

Ciancimino è tra i testimoni chiave del processo sulla trattativa Stato-mafia, nel quale è anche imputato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Oltre a questo, il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo è anche indagato per detenzione di esplosivo. L’aggravante che gli è stata inizialmente contestata dai pm nell’inchiesta sulla maxi-evasione ipotizza suoi rapporti con la mafia calabrese e in particolare con la cosca Piromalli della Piana di Gioia Tauro.

Il PdL che prova in tutti i modi a salvare Berlusconi

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Mentre i cittadini del Popolo della Libertà si organizzavano per formare “l’esercito di Silvio”, Francesco Nitto Palma ha presentato un ddl che prevede sei mesi di sospensione per i procedimenti in corso se, a causa delle dichiarazioni rese, i magistrati che lo ‘dirigono’ sono passibili di azione disciplinare da parte del Guardasigilli e del Procuratore generale della Cassazione. Stando al testo, diventerebbe illecito disciplinare per le toghe “rendere dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”. Oltre a questo, nei tre articoli del dd, viene previsto come illecito anche “ogni altro comportamento idoneo a compromettere gravemente l’indipendenza, la terzietà e l’imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell’apparenza, nel contesto sociale o nell’ufficio giudiziario in cui il magistrato esercita le proprie funzioni”. Stabilisce inoltre che tutti i procedimenti pendenti “alla data di entrata in vigore della presente legge” siano “rimessi al ministro della Giustizia e al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione per le proprie determinazioni in ordine all’eventuale esercizio dell’azione disciplinare e restano, conseguentemente, sospesi per il periodo di sei mesi”. Secondo l’agenzia Dire, il senatore Felice Casson, Pd, sarebbe già stato nominato relatore del ddl, ma, interprellato dall’Huffington Post, afferma di “non saperne niente” aggiungendo: “Escludo di relazionare qualsiasi norma pro Berlusconi”. Considerato che Nitto Palma prende di mira le toghe politicizzate, è lo stesso Bondi, però, a schierarsi contro l’autore del ddl che rischia di “creare ulteriori problemi al presidente Silvio Berlusconi”. Il coordinatore Pdl ha infatti spiegato che “c’è qualcosa che non mi convince nella presentazione del disegno di legge sui processi presentato dal presidente della commissione Giustizia”. “Non è questa – avverte – la strada maestra per riformare la giustizia per cui esiste una sempre più estesa coscienza e condivisione”. “Semmai – è la bacchettata finale di Bondi – è la strada più facile per creare ulteriori problemi al Presidente Silvio Berlusconi”.In seguito, è arrivata una precisazione dello stesso Nitto Palama: “Nel mio ddl non c’è nessun riferimento ai processi penali in corso, è falso il blocco dei processi”. E aggiunge: “Riguarda solo i procedimenti e i trasferimenti d’ufficio dei magistrati”.

La Soyuz è decollata: Parmitano è nello spazio!

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E’ iniziata l’avventura nello spazio per l’astronauta italiano Luca Parmitano: partita alle 22.31 dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, la Soyuz ha completato il suo secondo viaggio “rapido” verso la stazione orbitale, alla quale è arrivata in meno di sei ore anziché in due giorni e si è così agganciata alla Stazione spaziale internazionale (Iss). Il primo a entrare nella stazione è stato il comandante della Soyuz, Fyodor Yurchichin. Quindi è stata la volta dell’astronauta italiano, sorridente e felice di essere a bordo, poi è entrata l’americana Karen Nyberg. I tre sono andati a completare l’equipaggio della Stazione spaziale, unendosi a Pavel Vinogradov, Aleksandr Misurkin e Christopher Cassidy. La Souyz è partita dalla stessa rampe dalla quale decollò, nel 1961, la Vostok con a bordo il primo cosmonauta della storia, Yuri Gagarin. Quello della navicella è stato un viaggio record, un vero e proprio inseguimento rapido che ha permesso agli astronauti per la seconda volta, di agganciarsi alla Stazione spaziale poche ore dopo il decollo.

Arrestato l’aggressore del soldato francese

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Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha annunciato, tramite comunicato, l’arresto del presunto aggressore del soldato francese. Si tratta di un giovane di 22 anni, arrestato questa mattina nella banlieue di La Verrière, che, secondo alcune fonti, sarebbe un elemento vicino all'”islam radicale”. Cédric Cordiez, ferito sabato scorso alla Defense, alle porte di Parigi, mentre era in servizio di pattuglia, è uscito ieri dall’ospedale. Valls, nel suo comunicato, ha espresso anche “gratitudine ai poliziotti della brigata criminale. L’inchiesta, condotta sotto la guida della procura antiterrorismo, dovrà stabilire i percorsi, l’ambiente e le motivazioni di questo giovane”.

“Il più grande piacere della mia vita è l’arte. Tentare di dare forma alla realtà”

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-Jim Morrison- (da Versi poetici e dichiarazioni di guerra)

Arrivederci amore ciao… In Italia ci si separa dopo 15 anni

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Secondo i dati Istat, continua il trend di ascesa dei tassi di separazione e di divorzio che si registra da ormai 15 anni, dato che rivela tutta la fragilità delle unioni “legali” in Italia e che riguarda sempre di più anche i matrimoni di lunga durata e le coppie miste. Guardando i dati del 2011, rispetto all’anno precedente, si è avuto un aumento dello 0.7% per le separazioni, mentre è leggermente calata la percentuale di divorzi: -0.7%. tornando indietro nel tempo, però, rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono praticamente raddoppiati. Numero di matrimoni che diminuisce e aumento della propensione alla rottura dell’unione coniugale, è questo il quadro in cui si pone, nel nostro Paese, il fatidico “per sempre”. E se al Nord le separazioni sono state nettamente superiori rispetto al Sud (378.6 per 1000 matrimoni contro 232.2), è qui che si osserva un incremento maggiore, con valori più che raddoppiati. Per quanto riguarda la durata media del matrimonio, è di 15 anni per le separazioni e 18 per i divorzi mentre, sempre rispetto l’arco di tempo 1995/2011 le separazioni decise dal venticinquesimo anno di matrimonio in poi sono cresciute di due volte e mezzo. Per quanto riguarda l’età media, alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge rispettivamente 47 e 44 anni, non molti, considerato che c’è la tendenza a sposarsi sempre più tardi. Se non altro, la formula più generalmente utilizzata è quella della separazione consensuale, con una quota giudiziaria più alta nel Mezzogiorno e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione. In caso la coppia-scoppiata, poi, avesse dei figli, nel 90.3% dei casi è stato previsto l’affido condiviso. Nel 19,1% delle separazioni è previsto un assegno mensile per il coniuge, nel 98% dei casi corrisposto dal marito, inoltre, nel 57,6% delle separazioni la casa è assegnata alla moglie, nel 20,9% al marito mentre nel 18,8% dei casi si prevedono due abitazioni autonome e distinte, ma diverse da quella coniugale. Il quadro non è roseo neanche per quel che riguarda le coppie miste: nel 2005 sono state pronunciate 7.536 separazioni , con un incremento del 76,7% rispetto al 2000. Si è poi registrata una battuta d’arresto: nel 2011, le separazioni sono state “solo” 7.144. In crescita anche i divorzi, pur se con un’entità contenuta (4.213 nel 2011, pari al 7,8% del totale).

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