“Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? …

pazzo-tuttacronaca… Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.”

-Luigi Pirandello- (Enrico IV)

Vietnam in lutto. Addio al Generale Giap, il “Napoleone Rosso”

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E’ morto all’età di 102 anni il generale Vo Nguyen Giap. Chiamato “Napoleone rosso” e considerato l’ultimo vero rivoluzionario comunista del Vietnam aveva liberato il suo Paese dal dominio coloniale francese e dalle truppe degli Stati Uniti durante la guerra grazie alle sue ingegnose tecniche di guerriglia che costrinsero gli stranieri a fuggire. Giap era ricoverato in un ospedale di Hanoi dal 2009.  In Vietnam è un eroe nazionale la cui popolarità è seconda solo a quella dell’ex presidente e suo mentore Ho Chi Minh, che portò il Paese all’indipendenza. Fino a quando le sue condizioni gliel’hanno permesso, il generale ha ricevuto capi di Stato e leader internazionali, come il presidente del Sudafrica Thabo Mbeki e il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Risale a due anni fa la visita che gli fece Raimondo Bultrini, collaboratore di Repubblica, che realizzò poi un servizio per il settimanale Venerdì nel quale descrisse Giap come ancora molto lucido, anche se costretto a limitare le visite per non “affaticare i suoi polmoni malati”. Il generale fu una figura di riferimento anche all’estero giungendo anche in Italia dove, durante le marce del ’68, si urlava lo slogan “Giap – Giap – Ho Chi Minh!” S’impose come leader dell’esercito di guerriglieri che nel 1954 a Dien Bien Phu portarono componenti d’artiglieria sulle montagne per circondare e schiacciare l’esercito francese: quella vittoria si studia tutt’ora nelle scuole militari di tutto il mondo. Al 1975 risale invece la sua vittoria sul governo del Vietnam del Sud, appoggiato dagli USA, che permise di riunificare il Paese. Giap era dedito ai suoi obiettivi, per i quali era disposto a subire pesanti perdite. Nel 2005, durante un’intervista ad Associated Press, disse: “Nessun’altra guerra di liberazione nazionale è stata così feroce o ha causato tante perdite come questa guerra”. E aggiunse, citando Ho Chi Minh: “Ma combattemmo lo stesso perché per il Vietnam nulla è più prezioso dell’indipendenza e della libertà”.

Una famiglia al Museo… shock a Volterra per i gay con bimbo

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Una famiglia al museo, due uomini e un bambino. Per un’impiegata del Museo Guarnacci di Volterra sembrerebbe che i gay non possano fare una famiglia, magari Guido Barilla però ne può avere due. L’impiegata, senza alcun regolamento che lo imponga, sembra che abbia deciso per sua spontanea volontà di negare lo sconto per entrare al museo: nessun biglietto cumulativo per famiglie. La coppia, 2 americani di Chicago con il loro figlio hanno denunciato il fatto su Tripadvisor e la notizia poi è stata riportata da La Repubblica. 

L’amministrazione comunale conferma il fatto, ma non si sbilancia: “E’ ancora da chiarire”.

Quanto risulta dal racconto è che l’addetta alla biglietteria, non appena i due hanno provato a protestare per avere lo sconto, avrebbe iniziato a urlare. “Entrando nel museo – racconta la coppia gay – abbiamo letto i prezzi e gli sconti. Abituati all’idea di famiglia che vige a Chicago, essendo due adulti con un bambino, abbiamo chiesto un ‘biglietto famiglia’. Ma la donna che stava dietro al banco della biglietteria si è arrabbiata con noi e ci ha urlato in italiano che una famiglia è formata da un padre e una madre, non da due uomini. Dopo di che lei ha girato la testa e si è interrotta la comunicazione”. 

“L’accoglienza e l’ospitalità – ha affermato il sindaco Marco Buselli – sono da secoli tratti distintivi della nostra comunità. Il nostro regolamento non entra nel merito di questioni di genere, ma parla genericamente di bambini accompagnati da adulti, per cui non esiste la possibilità che qualcuno possa essere discriminato. Pertanto l’episodio, di cui peraltro non ci è pervenuta segnalazione ufficiale, qualora si sia verificato è esclusivamente da ricondurre ad un’interpretazione non richiesta da parte di un operatore”. Fabrizio Burchianti, direttore del museo, si unisce alle scuse: “Se queste persone si sono sentite discriminate, le invito a venire a Volterra e a passare un po’ di tempo con me visitando il museo. Ne sarei felice e sarebbe un modo di far vedere quanto Volterra è accogliente. Li ospito io e non pagherebbero il biglietto”.

Renzini, le praline dell’ovvio: Crozza e lo spot… da scartare!

crozza-renzini-tuttacronacaVenerdì 18 ottobre, su La7, prenderà il via la nuova stagione di Crozza nel Paese delle Meraviglie e il comico non ha mancato d’iniziare a far satira già dallo spot. Nel video trasmesso dall’emittente, infatti, appare travestito da Matteo Renzi e sponsorizza la nuova specialità (politica): i Renzini, ossia, le praline dell’ovvio. La critica al sindaco di Firenze, presentato a suon di espressioni a tutti i costi “giovani”, è chiara nella “composizione” dei cioccolati: “40% di niente, 30% di Baricco, un velo di sinistra e un cuore morbido di cioccolata”. Se è vero come dice Forrest Gump che la vita è come una scatola di cioccolatini… vista la confezione, a che “gusto” sarà la trasmissione?

Tra falchi e colombe, il Pdl come la tela di Penelope: fare e disfare

berlusconi-decadenza-tuttacronacaE’ il giorno della decadenza e in casa Pdl che Berlusconi non tornerà più quello di prima lo capiscono tutti. Tanto che anche i falchi, o lealisti, mettono il loro leader davanti a una scelta. A cui il Cav risponde con una richiesta di tregua. “Non possiamo buttare a mare tutto quello che abbiamo costruito in vent’anni. Datemi qualche giorno di tempo”. La parola che mostra tutte le crepe del suo impero è “congresso”, là dove c’è sempre stata una persona che decide. A piazza San Lorenzo in Lucina si sono trovati Fitto, Verdini e la Polverini, e la richiesta è una e netta: “azzeramento delle cariche e congresso”. La loro forza è un documento che raccoglie le firme di oltre cento parlamentari. Berlusconi ha “ceduto ad Alfano” e anche i lealisti iniziano a guardare altrove: “Vuole tenere Alfano segretario? – è il loro ragionamento – e allora ci contiamo. Angelino ha i numeri tra i parlamentari, ma nel nostro popolo non è nessuno”. Berlusconi, dicono, è debole e non garantisce più nessuno. Poi arriva il voto di decadenza in Giunta e allora la presentazione delle firme per i gruppi parlamentari “Forza Italia – Pdl per Berlusconi presidente” è congelata. Ma ormai la decisione è stata presa. Berlusconi ne è consapevole, cammina sul filo, passo dopo passo più solo. E non resta che richiamare i nomi di punta di un tempo. Scajola ragiona di organizzazione, Bondi e Martino diramano appelli all’unità del partito. Il leader dai piedi d’argilla tenta una mediazione basata su “Annacquare e ricomporre attorno ad Alfano ma senza umiliare nessuno”. E anche Marina, che ancora nega la discesa in campo, al Corriere parla della necessità di unire i moderati: dividerli adesso sarebbe la fine. Per il compromesso non resta che affidarsi ad Alfano: “Angelino, il ruolo di segretario non te lo toglie nessuno. Ma anche tu devi impegnarti per l’unità del partito”. Quello che si prospetta è che attorno al vicepremier nasca un comitatone di dieci, dodici persone, rappresentative di tutte le anime del partito: “Ma Verdini ci deve essere”. Il problema sono proprio le teste. “Quello che non può più essere in discussione – dice un alfaniano di rango – è il nostro rapporto col governo. Angelino vuole il controllo totale del partito, perché serve un’interfaccia affidabile nei rapporti con Letta”. Quello che vuole è tanto un ridimensionamento mediatico che politico. Nessun falco all’orizzonte ma uomini scelti da lui. Gli altri, che volino altrove. E berlusconi chiede tempo. Che forse già non ha più, consumato nel balletto fiducia/non fiducia e il tentativo di rispettare le proprie promesse elettorali: perchè almeno i voti, quelli devono essere sicuri. Se potrà ancora candidarsi…

Amburgo vuole rispedire in Italia 300 profughi

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Li abbiamo inviati ad Amburgo con un pass  e 500 euro: erano tutti profughi provenienti da Libia, Togo e Ghana. Ora la Germani a mette a disposizione dei treni gratis per rinviarli in Italia. il Die Welt, quotidiano tedesco conservatore, ha giudicato irresponsabile il comportamento dell’Italia.

Il nostro Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha ribadito la regolarità dell’intervento, ma il ministro tedesco Detlef Scheele sottolinea: «Non hanno nessun diritto legale a un alloggio né a un’assistenza economica, sarebbe folle dar loro false speranze di un futuro lavorativo qui» .

Scaduti i permessi temporanei saranno quindi rispediti sul nostro territorio, sono già pronti i biglietti. Speriamo che l’ultima tragedia sia un monito per tutta l’Europa e si inizi davvero a fare i corridoi umanitari e non a trattare gli esuli e i profughi come merce da far rimbalzare da un confine all’altro.

Omicidio suicidio di una coppia d’anziani… tragedia nel Veronese

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A Zevio un uomo di 79 anni, Vittorio Albiero ha prima sparato, con il fucile da caccia, nello scantinato, al cane di famiglia, poi ha ucciso la moglie Giancarla Bonente di 75 anni e infine si è tolto la vita. A trovare i corpi uno dei cinque figli della coppia. Il movente sarebbe, secondo una prima ricostruzione, da ricercare nei problemi finanziari dei coniugi, ma non si esclude che il coniuge avesse anche paura di un aggravamento di salute della moglie, sottoposta a uan terapia a base di diversi farmaci, e per questo abbia deciso di farla finita.

 

Se questa è l’Europa… i tedeschi accusano il Sud di pigrizia!

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Ci fu chi disse fatta l’Italia bisogna fare gli italiani, ma siamo ancora in evoluzione… chi invece sembra essere un cavallo con i paraocchi è il Die Welt che bacchetta chi vuole introdurre un assegno di disoccupazione europeo e dice che sarebbe l’ennesimo regalo al Sud Europa.

Forse i tedeschi si sono dimenticati che in occasione dell’abbattimento del muro di Berlino tutti gli stati membri sono andati a sostenere l’unificazione della Germania.

Die Welt è il quotidiano conservatore per eccellenza che da sempre è riferimento per un segmento dell’opinione pubblica tedesca che vede come una minaccia al proprio benessere un aiuto al Sud Europa e che considera Grecia, Cipro, Spagna, Portogallo e Italia, Paesi di “pigri” e “inaffidabili”

Die Welt lancia quindi un attacco durissimo e afferma come « l’agio l’autocompiacimento sono sentimenti che non servono all’Eurozona. Senza la pressione dei mercati è tornato tutto al solito tran tran, anche l’Italia ha potuto concedersi una crisi di governo assurda. La Francia non ha mai avvertito la frusta degli investitori, strappando i limiti del Patto di Stabilità ed evitando le riforme necessarie». Per Die Welt non esiste una soluzione facile e comoda alla crisi, e chi la cerca vuole solo curare i sintomi, non guarire la causa delle difficoltà dell’Eurozona. « Questa è una falsa solidarietà, un’ammissione della propria incapacità, ed un pessimo segnale ai disoccupati. Per chi non svolge alcuna mansione è indifferente dove arrivi il sostegno economico. Essi vogliono un lavoro».

Se questa è l’Europa…

Dopo tre giorni di libertà, la pantera muore! Addio a Wallace

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Una vita in carcere e tre giorni di libertà: la pantera nera Herman Wallace dice addio, dopo 40 anni di isolamento in carcere. Molti sono stati i gruppi per i diritti civili che si sono occupati di Wallace negli anni e il caso di Wallace e di altri due detenuti è stato spesso portato alla ribalta con il nome dei “tre del carcere Angola” dal nome della prigione in Louisiana dove sono stati detenuti e dove stavano scontando una condanna per rapina.

Scarlett Johansson cade… nella rete! I mille volti di uno scivolone

scarlett-johansson-caduta-tuttacronacaAnche Scarlett Johansson è finita nel mirino degli utenti del web. Tutto è partito da una caduta dell’attrice sul set di Under the Skin, il film in uscita in questi giorni che la vede nelle vesti di un’aliena la cui arma è la capacità di seduzione. L’immagine, che ha fatto il giro della rete, ha scatenato la fantasia degli utenti che si sono sbizzarriti in divertenti montaggi. Eccone una carrellata:

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Lo shutdown si trasforma in shut up tra Usa e Ue

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Lo shutdown ovvero la chiusura del bilancio federale Usa fa “azzittire” la trattativa tra Usa e Ue per un accordo di libero scambio con l’Europa. E’ il dipartimento del Commercio americano che comunica l’impossibilità da parte degli Usa a partecipare al secondo round di trattative a causa delle ristrettezze finanziarie e dello staff che di fatto “rendono impossibile inviare l’intera squadra di negoziatori”.

Scossa di terremoto nel pomeriggio, avvertita tra Ancona e Macerata

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Una scossa di terremoto è stata avvertita tra le province di Ancona e Macerata, nelle Marche, alle 17.43 del 4 ottobre. La scossa di magnitudo 3.3 è stata registrata dalla rete sismica dell‘Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv.

Il terremoto ha avuto ipocentro a 8 chilometri di profondità ed epicentro a 10 chilometri dalla costa tra i comuni di Porto Recanati, Numana e Sirolo.

Dalle verifiche effettuate da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone e/o cose.

Addio tagliandi Rc Auto: arriva il microchip

Rc-Auto-elettronico-tuttacronacaEntra in vigore il 18 ottobre il decreto del ministro per lo Sviluppo economico di concerto con il ministro dei Trasporti per “dematerializzare” l’attuale contrassegno che sarà sostituito con un sistema elettronico dotato di microchip. Tale pratica verrà completata entro l’ottobre 2015. E’ il ministero dello Sviluppo economico a precisare che l’obiettivo “è quello di ridurre le frodi, contrastando la contraffazione dei contrassegni cartacei e l’evasione dell’obbligo assicurativo, tramite la sostituzione dei contrassegni attuali con controlli incrociati telematici tra le banche dati delle targhe dei veicoli e quelle delle polizze assicurative.” Presso la direzione generale per la Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti verrà istituita una banca data a cui saranno collegati i nuovi sistemi elettronici o telematici. Tale banca, precisa il regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, “sarà alimentata in tempo reale dalle imprese di assicurazione, direttamente o, ferma restando la loro responsabilità”, tramite loro intermediari. Il trasferimento di dati avverrà attraverso “collegamento web ed idonee interfacce messe a disposizione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Il regolamento precisa che “Le informazioni relative alla copertura assicurativa sono rese disponibili mediante l’accesso telematico gratuito alla banca dati da parte di chiunque ne abbia interesse”. Grazie ai dati raccolti sarà possibile effettuare controlli incrociati tra le banche dati delle targhe dei veicoli e quelle delle polizze assicurative, utilizzando anche i dispositivi o mezzi tecnici in dotazione alla Polizia Stradale per il rilevamento a distanza delle violazioni del Codice della strada. Il controllo della validità dei contrassegni assicurativi potrà dunque avvenire, oltre che con sistemi “volanti” in uso alle Forze dell’ordine, anche con i dispositivi del Tutor autostradale, dell’Autovelox e attraverso i varchi elettronici delle ZTL. Avviando così automaticamente la procedura di sanzionamento, come già avviene per le infrazioni sui limiti di velocità o gli accessi alle ZTL.

Prete pedofilo? Alcune chiese che non risarciscono le vittime

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In Polonia, nella terra di Papa Wojtyla, ma anche una delle Chiese che al momento sono al centro delle più scabrose indagini per la pedofilia che sembrerebbe nascondersi tra i muri di queste comunità ecclesiali, il vescovo Wojciech Polak si scusa e offre solidarietà e supporto psicologico e terapeutico per le vittime dei preti pedofili, ma non aveva fatto cenno a risarcimenti. Oggi Jozef Kloch, il portavoce della Conferenza episcopale polacca ha ribadito che la chiesa non intende pagare risarcimenti alle loro vittime. In Polonia sono circa 27 i preti accusati di pedofilia ai quali recentemente si sono aggiunti altri due fra cui un arcivescovo ricercato a Santo Domingo.

Raffaele Paganini dimesso: l’etoile si sta riprendendo dopo l’incidente

Raffaele-Paganini-dimesso-tuttacronacaE’ il policlinico Gemelli a rendere noto che “Dopo oltre due mesi di ricovero, a seguito dell’incidente stradale che lo ha visto coinvolto con il suo scooter il 24 luglio scorso, il noto etoile della danza classica italiana Raffaele Paganini è stato dimesso oggi dal Reparto di Riabilitazione 1 del Policlinico universitario Agostino Gemelli in buone condizioni generali.” Il comunicato prosegue spiegando che “Dopo l’intervento chirurgico di riduzione delle fratture, Paganini è stato sottoposto, con beneficio, a un programma intensivo di riabilitazione neuro-motoria impostato e svolto da un team multidisciplinare del Gemelli coordinato dal Professor Francesco Landi. Paganini proseguirà i trattamenti riabilitativi ambulatorialmente”.

La guerra della terza età? I pensionati pronti alla piazza

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I pensionati sono pronti all’attacco? E’ possibile che se non arrivino segnali forti dalla legge di stabilità, i pensionati invaderanno le piazze nei primi di novembre. La decisione definitiva sarà  presa dai direttivi unitari di Spi-Cgil, Fnp -Cisl e Uilp convocati il 21 ottobre. Già in una lettera inviata al presidente del Consiglio a fine settembre si denunciavano «le difficili condizioni di vita della popolazione anziana del nostro Paese», a nome dei «circa 6 milioni di pensionati che rappresentiamo unitariamente» i tre sindacati sollecitavano una «decisa inversione di tendenza nelle politiche fin qui attuate», chiedendo che «venga garantita l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione» e che si «utilizzi la leva fiscale per restituire ai pensionati parte del potere d’acquisto perso negli ultimi anni».

«I pensionati sono gli unici ad aver pagato una patrimoniale – ha detto Carla Cantone -. Spero non rinnovino il blocco delle rivalutazioni. Se il governo pensa di colpire ancora i pensionati altro che mobilitazione. Chiederemo alle altre categorie, gli attivi, di scendere in piazza con noi».

Come ricorda il Sole 24 ore:

…Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intervenendo recentemente ad un convegno della Fiom, aveva annunciato l’intenzione di non confermare dal 2014 il blocco delle indicizzazioni per le pensioni fino a sei volte il minimo (2.886 euro lordi), introdotto per il biennio 2012-2013 dal governo Monti. Sopra questo livello , quindi, il blocco rimarrebbe. Evidentemente le parole del ministro non hanno rassicurato i sindacati che chiedono al Governo di fare di più.

Obama fa “l’americano-medio”: pausa pranzo al fast food… con discorso!

obama-fastfood-tuttacronacaLo shutdown, la chiusura di alcune attività del governo federale per problemi finanziari, continua da quattro giorni e il presidente Barack Obama continua a lottare per fermarlo, con tutti i mezzi. Anche mostrandosi in pubblico come “uno dei tanti”. Infatti mercoledì, in pausa pranzo, è uscito in compagnia del suo vice, Joe Biden, per recarsi in un vicino fast food dove ha ordinato un panino con tacchino e formaggio. Dopo aver pagato per entrambi, il presidente ha ritirato l’ordinazione ed è tornato al lavoro, non senza aver salutato cordialmente tutte le persone in pausa pranzo. In occasione dell’uscita ha improvvisato un discorso: “La Camera ha la possibilità di porre fine allo shutdown. Gli americani si stanno aiutando a vicenda” anche il Congresso dovrebbe fare la stessa cosa.

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Il misterioso odore nauseabondo che invade Torino e provincia

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Neppure i tecnici dell’Arpa riescono a capire da dove possa provenire l’odore nauseabondo che sta creando disagio ai torinesi. Si è escluso che possa trattarsi di una fuga di gas e si propende invece nel pensare che quell’ “odore” provenga da una sostanza simile a quelle utilizzate per odorizzare il gas metano ed è “di caratteristiche paragonabili a quella che era stata avvertita nei giorni scorsi dai cittadini dei territori di Beinasco e Orbassano”. Le indagini dell’Arpa avevano accertato che l’odore era “dovuto a un carico di percolato di discarica, che non è più in Piemonte, in trattamento presso un impianto di Orbassano”. Tra le ipotesi al vaglio dei tecnici c’è quella che i cattivi odori siano dovuti «alla mancata dispersione in atmosfera della nube odorigena che ha ammorbato nei giorni scorsi Beinasco e Orbassano», mentre è stato «escluso che ci possano essere state o ci siano in atto fughe di gas da depositi e da impianti del torinese».

Le telefonate dei cittadini di Torino e provincia sono continuate per tutta la giornata di oggi. Molti si sono interrogati su quello strano odore.

 

Esiste il Bigfoot? Le foto che fanno il giro del web!

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Il Bigfoot esiste? Secondo un team di veterinari e scienziati sì! E’ stato infatti diffuso un comunicato stampa attraverso il quale sostengono di averne la prova dell’esistenza. A scattare le foto della “creatura” che fa discutere la rete è stato un escursionista della Pennsylvania, John Stoneman. L’uomo viaggiava in auto all’interno del Kinzua State Park quando ha notato ben due creature nel bosco, che ha subito provveduto a immortalare. Quello che appare è una creatura gigantesca, simile a un’enorme scimmia. “Sono uno scettico, non sono un credente, ma non era un orso e si può vedere dalla pelliccia … È diverso dagli orsi, ha spalle più larghe e stava in piedi come un uomo”. Le foto non sono state ancora verificate e al momento restano le parole di Stoneman che sostiene di non avere mai visto niente di simile prima.

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Giuliano Gemma e la sua ultima frase.

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Giuliano Gemma avrebbe pronunciato come sua ultima frase :

C’era una moto, ho sterzato per evitarla

la conferma arriva dall’uomo che lo ha soccorso per primo e poi dall’altro uomo che è rimasto coinvolto nell’incidente che era appunto alla  guida della Bmw station wagon con cui la Toyota Yaris dell’attore si è schiantata.

Questa sarebbe l’ultima frase pronunciata da Giuliano Gemma prima di perdere i sensi. Lo rivela l’uomo che l’ha soccorso e lo conferma  l’uomo coinvolto nell’incidente, che era alla guida della Bmw station wagon con cui la Toyota Yaris dell’attore si è schiantata. Questa una prima ricostruzione dell’incidente in cui l’attore ha perso la vita lo scorso 1° ottobre.

Il Messaggero scrive:

«Ho sterzato di colpo per evitare una moto». È una delle ultime frasi dette da Giuliano Gemma a un amico che lo stava soccorrendo: poco più di un’ora dopo l’attore è morto per le conseguenze dello scontro frontale all’incrocio di Cerveteri tra via del Sasso e via Zambra.

I mezzi sono stati posti sotto sequestro. Il motociclista si sarebbe anche fermato poco dopo l’impatto tra le due vetture che sarebbero rimaste coinvolte e sarebbe stato proprio lui a chiamare i soccorsi. Secondo una prima ricostruzione al momento dell’incidente Giuliano Gemma non avrebbe indossato la cintura di sicurezza, ma bisognerà attendere l’autopsia per capire le vere cause dell’incidente. Per il momento si parla solo di indiscrezioni che devono trovar conferma nelle indagini degli inquirenti.

Alle polemiche sui soccorsi, che avrebbero aspettato del tempo prima di partire, spiega la vedova Baba Richerme e gli amici e testimoni di Gemma sul luogo, ha risposto la Als:

“«Un’ambulanza – informa la direzione generale – e un’automedica sono arrivate dopo dieci minuti dalla chiamata, a quei mezzi si è aggiunta un’altra ambulanza dopo pochi minuti. Il personale specializzato ha provveduto a valutare clinicamente tutti i pazienti coinvolti e li ha stabilizzati per renderne idoneo il trasporto in ospedale. Giuliano Gemma è stato estratto dall’auto con gli opportuni presidi e le giuste tecniche di esecuzione, è stato immobilizzato su tavola spinale, gli è stato apposto un collare cervicale e preso un accesso venoso. Tali operazioni richiedono tempo e questo tempo non è perso».

Anche la Ares 118 in una nota ha chiarito le dinamiche dei soccorsi:

“ «Un corretto trattamento sanitario del paziente e una sua idonea stabilizzazione, soprattutto in caso di trauma, sono indispensabili per cercare di salvargli la vita e scongiurare l’insorgenza di future conseguenze invalidanti»”.

I funerali dell’attore si terranno lunedì 7 ottobre  a Santa Maria dei Miracoli in piazza del Popolo a Roma. La camera ardente sarà allestita nella sala della Protomoteca del Campidoglio in Comune e sarà aperta dalle 10 alle 19.

Quei migranti che perdono la vita in mare e, al cimitero, diventano numeri

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Si attende il maltempo si plachi per ricominciare le ricerche e intanto l’imbarcazione attende sul fondo del mare, nel silenzio della morte. La tragedia che si è consumata ieri sulla riva di Lampedusa porta con sè tanti interrogativi. Come trovare una sistemazione per tutti i migranti? Ma anche, come dare riposo alle vittime? Nel naufragio del barcone, che un video dei Vigili del Fuoco mostra adagiato sul fondo, hanno perso la vita almeno 111 migranti. Troppi anche per il cimitero di Lampedusa. Dove le tombe non hanno nomi, ma numeri. Perchè spesso chi tenta di raggiungere i nostri lidi non ha documenti nè qualcuno che lo possa riconoscere…

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Lo shock della giornalista fatta a pezzi

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Si chiamava Caroline Corvalan, la giornalista  33enne ritrovata morta in un cantiere di Parigi. Il suo cadavere è stato ritrovato il 24 settembre, mutilato degli arti e della testa. La giornalista era scomparsa il 20 agosto e solo negli scorsi giorni il suo cadavere, reso irriconoscibile è stato identificato. Ora gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’orribile morte della Corvalan. Secondo il sito francese Rtl la donna era stata oggetto, da marzo ad agosto, di minacce di morte. Inoltre il 18 settembre, a pochi giorni dal ritrovamento del corpo, secondo quanto ha raccontato un poliziotto a Le Parisien, degli estranei si erano introdotti nella sua casa e aveva rubato un cellulare, un tablet, una giacca e una borsa.   Scomparsa anche la macchina fotografica per alcuni giorni e poi ritrovata. I suoi colleghi l’hanno descritta come una professionista attenta e appassionata del suo lavoro, ma al momento della sua scomparsa non stava lavorando a nessuna indagine particolare, era fuori attività da almeno un anno per problemi di depressione.

Il “Colpo di testa” per il Qatar

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Il “Colpo di testa”, la statua alta cinque metri in bronzo realizzata dall’artista algerino  Abdessemed ed esposta a Parigi nel museo d’arte Pompidou, è stata comprata dal Qatar. La statua ritrae la famosa testata di  Zinedine Zidane a Marco Materazzi, durante i mondiali di calcio del 2006 della Germania e sarà posta nella baia principale della città di Doha.

 

Palazzo grazioli diventa un ring: Carfagna vs De Girolamo

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Dalle feste eleganti al ring questa sembra, secondo il racconto di Dagospia, l’evoluzione di Palazzo Grazioli. Secondo infatti quanto riportato dal sito di D’Agostino, il 2 ottobre Palazzo Grazioli si sarebbe trasformato in un teatro dove Nunzia De Girolamo e Mara Carfagna si sarebbero affrontate senza esclusione di colpi davanti a Francesca Pascale arbitro improvvisato e infastidito:

E’ successo, stando alle indiscrezioni, che Mara e Nunzia, la salernitana e la beneventana, il “falco” e la “colomba”, sarebbero venute alle mani davanti allo stato maggiore del partito al culmine di una riunione al calor bianco. “Traditrice!” è stato l’unico insulto riferibile pronunciato da Mara nei confronti di Nunzia, che avrebbe risposto molto duramente ricordando con parole e concetti coloriti l’amicizia tra la Carfagna e Italo Bocchino ai tempi della scissione finiana.

Una rissa vera e propria, con Berlusconi che tentava invano di calmare le acque; una zuffa interrotta dalla Pascale furiosa che ha minacciato di sguinzagliare Dudù prima del fatidico: “Ora fuori tutti!”. Fin qui la nota di colore.

Il motivo del contendere sarebbe stato però il rimpasto di governo chiesto a gran voce dai falchi, rappresentati da Carfagna. Scrive Sempre Dagospia:

Dentro Mara Carfagna e Daniele Capezzone, fuori Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin. In questo modo, la componente “forzista” si sarebbe sentita nuovamente rappresentata al governo, dove attualmente ci sono cinque alfaniani su cinque ministri Pdl. Ma la situazione è degenerata e di rimpasto non si è più parlato.

Ma arriva secca la smentita:

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Tre poliziotti in manette con l’accusa di aver abusato di due donne

poliziotti-arrestati-tuttacronacaTre poliziotti, un sostituto commissario, un assistente e un operatore tecnico della polizia in servizio presso la questura capitolina, sono stati arrestati dagli uomini della squadra mobile di Roma, per ordine della procura. L’accusa, per la quale il gip della capitale ha emesso nei loro confronti tre ordinanze di custodia cautelare, è di violenza sessuale ai danni di due donne. I fatti contestati fanno riferimento a due episodi di violenza sessuale: il primo ai danni di un’immigrata sudamericana sottoposta ai domiciliari, il secondo ai danni di una ragazza italiana fermata per accertamenti nella notte della finale degli Europei di calcio dello scorso anno.

Clonata la carta di credito a Baldassarri: spese per 64mila euro

baldassarri-cartacreditoclonata-tuttacronacaStefano Cipriani e Filippo Dinacci, legali dell’ex capo area finanza di banca Mps Gianluca Baldassarri, hanno denunciato che al loro assistito è stata clonata la carta di credito mentre si trovava in carcere, dopo essere arrestato lo scorso 14 febbraio. La clonazione ha permesso di effettuare spese per 64mila euro con prelievi dal conto aperto proprio con il Monte dei Paschi di Siena. L’ex capo area finanza è attualmente ai domiciliari ed è imputato con l’accusa di ostacolo alla vigilanza nel processo in corso per la ristrutturazione di Alexandria. Per quel che riguarda l’inchiesta Mps, è indagato in altri procedimenti aperti dalla Procura di Siena. Baldassarri è anche accusato di trovarsi a capo della cosiddetta ‘banda del 5%’, che avrebbe lucrato su alcune operazioni portate a termine per conto di Mps.

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Casa nuova per l’Inter? Va avanti il progetto per lo stadio a Rho

preogetto-stadio-inter-tuttacronacaSta per essere ratificato l’accordo tra Moratti e Thohir ma il passaggio del 70% del pacchetto azionario dell’Inter non segnerà lo stop del progetto che sta più a cuore all’italiano: la realizzazione dello stadio di proprietà dell’Inter. Le basi del processo sono state gettate da tempo e lo scopo è provare a contrastare lo strapotere sportivo ed economico dei top club esteri, tipo Bayern, Manchester United, Real Madrid e Barcellona. Per riuscirci, però, è necessario adeguarsi al loro modello di business, così come ha già fatto la Juventus con lo Juventus Stadium. E’ la Gazzetta dello Sport che ne parla e che spiega che l’area che vedrà la creazione del nuovo impianto sarebbe già stata individuata nell’hinterland milanese, a Rho. Sembra anche che Moratti abbia già parlato dell’ipotesi Rho al presidente del Coni, Giovanni Malagò. L’intenzione sarebbe quella vi avviare i lavori a ottobre-novembre del 2015, dopo l’Expo. Ma le intenzioni di Moratti vanno comunque confermate da Thohir al Coni: lui stesso o un suo rappresentante legale dovrà infatti ribadire l’intenzione di realizzare il nuovo impianto. Per quel che riguarda il progetto, sarebbero già stati individuati i modelli di stadio da prendere come riferimento per la realizzazione strutturale: l’Etihad Stadium del Manchester City (56mila posti); il Friends Arena, stadio dell’Aik Solna (54 mila posti), il Veltins Arena dello Schalke 04 (78 mila posti), l’Emirates Stadium dell’Arsenal da (60 mila posti) e il St. Jakob di Basilea da 38 mila posti.

Svuotavano bancomat utilizzando una forchetta: arrestati

bancomat-forchetta-tuttacronaca“Reversal cash tapping”, è questo il nome della tecnica che un gruppo di ladri, la “banda del cacciavite”, utilizzava per depredare sportelli bancomat. A scoprirli i carabinieri di Santa Margherita Ligure, che hanno tratto in arresto cinque persone. I ladri utilizzavano una forchetta per effettuare i loro colpi: l’utensile veniva inserito nella fessura del bancomat come se fosse un canciavvite con lo scopo di non bloccare lo sportello, cosa che solitamente avviene in un normale prelievo, permettendo così a tutte le banconote selezionate dalla macchina di uscire, non soltanto quelle richieste dall’utente. I ladri agivano inserendo una carta prepagata e ordinando un prelievo di pochi euro. Il risultato era un bottino anche di 2000 euro.

Video shock dagli Usa: il padre che spara ai poliziotti e muore davanti ai figli

padre-ucciso-usaE’ stato diffuso in rete il video ripreso dalle telecamere della polizia lo scorso agosto, quando il 34enne John Van Allen, fermato dalla polizia lungo l’Interstate 84, a circa 100km ad est di Portland, Stati Uniti, mentre era alla guida della sua Cadillac, è sceso aprendo il fuoco contro le forze dell’ordine. L’uomo viaggiava con i tre figli: una bambina di 10 anni e due bambini di 13 e 15 anni. Nonostante gli inviti dell’agente Matt Zistel a rientrare nell’abitacolo, il 34enne ha aperto il fuoco colpendo a un fianco il poliziotto e restando a sua volta ferito al petto. Dopo aver sparato altri colpi, l’uomo è tornato in macchina e si è dato alla fuga. L’agente, seppur ferito, è riuscito a chiedere rinforzi. La Cadillac è stata trovata a un miglio di distanza. Van Allen era già morto. L’agente è invece stato ricoverato per un breve periodo presso l’ospedale di The Dalles.

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Conte si guarda attorno: serve una Juve più “europea”. Si fanno i primi nomi

Antonio-Conte-giocatori-tuttacronacaLa Juve non ha problemi nel campionato italiano ma è già inciampata due volte in altrettante sfide nel girone di Champions League: la Vecchia Signora sembra non avere un modulo adatto per affrontare gli avversari in Europa e in molti chiedono al tecnico un cambiamento nel modulo. Ma il grattacapo di Conte si risolve in una sua risposta: “L’unico giocatore in rosa per fare il 4-3-3 è Pepe”. E l’esterno bianconero lotta da un anno contro un infortunio che non gli permette di tornare al massimo della forma. Sperando che a gennaio non sia già troppo tardi, in casa Juve si cerca una soluzione e, per questo, Marotta e Paratici si stanno muovendo per mettere una pezza. Il nome che circola è quello di Jeremy Menez, francese del Psg con un passato alla Roma e con doti e caratteristiche che lo renderebbero il giocatore ideale per ricoprire il ruolo di esterno in un attacco a tre giocatori. Il suo contratto è in scadenza a giugno 2014, fatto che permetterebbe alle parti di trovare facilmente un accordo. Sarebbe però una soluzione a lunga scadenza, almeno in Europa: il 26enne di Longjumeau ha giocato uno scampolo di partita contro l’Olympiacos e non potrebbe essere schierato in Champions. E visto che il problema è proprio essere competitivi a livello europeo, l’alternativa più plausibile resta Biabiany, già corteggiato in estate senza esito positivo. Si tratta di convincere il Parma e trovare un modo per accontentare Conte: il rischio è quello di una rottura che potrebbe avere pesanti conseguenze sul suo futuro.

Decadenza Berlusconi: la Giunta dice sì!

berlusconi-giunta-sì-tuttacronacaIl presidente della Giunta per le Immunità del Senato, Dario Stefano, al termine della camera di consiglio ha comunicato che è stato deciso, a maggioranza, di proporre al Senato di deliberare la mancata convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi. Sì alla decadenza di Berlusconi, dunque. Immediata la reazione del presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani: “Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità”. La seduta pubblica, che si era aperta con un piccolo dibattito tra il presidente Stefano e la senatrice Pdl Maria Elisabetta Alberti Casellati che aveva chiesto di prendere la parola, è durata poco più di un’ora, vista l’assenza dei difensori del cav. Come ha spiegato Stefano, Casellati poteva intervenire in camera di consiglio ma non nella fase della seduta pubblica, dove non è possibile porre questioni pregiudiziali nè intervenire sull’ordine dei lavori. Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini, legali del leader di Forza Italia, hanno motivato la mancata partecipazione spiegando in una nota che “Il diritto a un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico. Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del presidente Berlusconi”. “Non vi è dunque – argomentano in una nota – possibilità alcuna di difesa nè vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione. Nessuna acquiescenza nè legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo. Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti”. Nello speciale TgLa7 Benedetto della Vedova, componente della giunta, ha ribadito che difende la legge Severino “perchè non penso che sia un’argomentazione politicamente forte quella della retroattività”.

Ancora crolli a Venezia: cade l’intonaco nella Biblioteca Marciana

biblioteca-marciana-tuttacronacaA settembre la rottura della vetrata della chiesa dei Santissimi Giovanni e Paolo, due giorni fa, il crollo del tetto di una chiesa in zona Alberoni, ora, la porzione d’intonaco che si stacca da una parete in un corridoio interno della Biblioteca Marciana, denominato “callesella”, a Venezia. Probabilmente quest’ultimo episodio è dovuto a delle infiltrazioni d’acqua ma resta chiaro il messaggio che arriva dalla città lagunare così tanto amata nel mondo: serve che qualcuno si prenda cura di lei. Come precisa il Gazzettino, una nota del direttore dela biblioteca spiega che il distacco è avvenuto in un passaggio “di norma concesso solo al personale, che attualmente utilizza un percorso alternativo, in quanto la piccola area è stata transennata”.

Jay-Z, un passato da pusher

jayz-pusher-tuttacronacaLa star dell’hip hop Jay-Z si racconta a Vanity Fair e parla di come abbia imparato a gestire il denaro grazie al suo passato da pusher a Brooklyn, dov’è cresciuto. Quando aveva 13 anni, infatti, nel tenativo di emulare i capi delle bande spacciava droga, esperienza che ora gli permette di amministrare abilmente il suo multimilionario patrimonio. Lui stesso ha dichiarato: “So bene come si fanno i soldi. Ero uno spacciatore!. Se sei nel commercio della droga devi sapere quanto puoi spendere e come giocare al rilancio”. Il rapper però, già allora, sapeva che non sarebbe rimasta a lungo quella la sua vita, anche se non immaginava che nel suo futuro ci sarebbe stato il successo internazionale. “A quell’epoca avevo pensato di metter su una mia attività come barbiere o benzinaio, allora erano i lavori più remunerativi”. All’età di 43 anni, rimpiange però quella scelta adolescenziale: “Non c’avevo mai pensato fino a quando non ho considerato l’impatto del mio lavoro sulla comunità. Ma a quell’epoca pensavo solo a sopravvivere, volevo migliorare la mia posizione sociale e comprarmi dei bei vestiti”.

I tifosi dell’Arsenal minacciano i napoletani: “Vi uccideremo”

piebury-corner-arsenal-napoli-tuttacronacaI tifosi azzurri hanno lasciato il segno a Londra, nei pressi dello Stadio Emirates, in occasione del match Arsenal-Napoli, distruggendo il pub Piebury Corner. E ora i tifosi inglesi, o presunti tali, minacciano ritorsioni in vista della gara di ritorno, che si giocherà al San Paolo l’11 dicembre e chiuderà il girone di Champions League. Online circola infatti il messaggio “Vi uccideremo”, frase che lascia presagire che la partita potrebbe trasformarsi in “guerra” lungo le strade del capoluogo campano. Le immagini del pub inglese devastato ha fatto il giro del mondo: certo non una buona pubblicità per l’Italia.

“Un sorso su tre se lo beve il fisco”, lo slogan contro l’Iva di Assobirra

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Assobirra, l’associazione che riunisce i produttori della birra, contesta le tasse sulla loro produzione e così lo slogan “un sorso su tre se lo beve il fisco” approda in questi giorni sui maggiori quotidiani italiani. Infatti le tasse sulla birra, come recita la protesta, sono aumentate del “70% in 10 anni e sono tra le più alte d’Europa. Ora aumentano ancora del 35% fino ad arrivare a 45 centesimi di tasse su un euro di birra”.

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Ecco l’italiano linciato in Madagascar

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Roberto Gianfalla, questo è il nome dell’italiano che ieri è stato linciato in Madagascar con l’accusa di essere responsabile insieme ad altre due persone, di nazionalità francese, di traffico d’organi. Era partito dal capoluogo siciliano anni fa e lì della famigli Gianfalla non ci sarebbe più nessun parente stretto. Il padre è morto e la sorella e il fratello di Roberto abitano in Francia. Gianfalla separato dalla moglie con due figli lo ricordano così:

«A Palermo viveva come un vagabondo. Abitava in una casa diroccata in un vicolo qui vicino. Era un ragazzo buono ma a volte perdeva il controllo. Noi lo abbiamo aiutato parecchie volte. Gli abbiamo comprato, cibo e vestiti e anche un fornellino a gas per cucinare. Era disoccupato e una volta gli trovai un lavoro in una pizzeria, vicino al mercato della Vucciria. Ma dopo un mese mollò perché diceva che era un mestiere troppo faticoso».

«Anche il padre di Roberto abitò in Francia. Con Gianfalla ci scambiavamo messaggi su Facebook e le ultime volte che ho avuto sue notizie mi disse che sarebbe andato in Madagascar».

Grave incidente nei pressi di Roma muore una mamma e il figlio

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Un incidente gravissimo è avvenuto oggi su via Cassia alle porte di Roma in direzione Viterbo, quando un auto su cui viaggiava una donna e i due figli si è scontrata con un camion. La madre e il figlio di 10 anni sono morti sul colpo, l’altra figlia è ricoverata in gravissime condizioni. La dinamica è ancora da capire. Nell’incidente sono state coinvolte anche altre persone, ma nessuno di questi sarebbe in pericolo di vita.

 

Narcotizzata e derubata: la notte da incubo di Natalia Estrada

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E’ stata La Stampa a raccontare la disavventura in cui è incorsa Natalia Estrada, soubrette e attrice di origine spagnola che ora si è reinventata come fotografa, avrebbe subito un furto mentre si trovava nel suo ranch astigiano, sulle colline di Cortazzone. La Estrada si sarebbe addormentata, probabilmente a causa di un gas usato come narcotico, e, risvegliatasi, la scoperta. “E’ stato mio marito Andrea a svegliarmi stamane – ha raccontato – . Entrambi abbiamo fatto fatica ad alzarci: avevamo mal di testa, nausea e un senso di malessere. Anche un nostro ospite americano aveva gli stessi sintomi e i nostri due cani sono ancora storditi. Appena alzati abbiamo scoperto che c’erano stati i ladri e che ci avevano portato via tutto, compresa la mia attrezzatura fotografica e gran parte del mio archivio elettronico di foto”. Il bottino sottratto ammonterebbe a circa 50 mila euro.

Inchiesta, per ora senza indagati, all’ex leader Bersani e alla segretaria

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E’ Marco Lilio su Il Fatto Quotidiano a raccontare di un inchiesta, al momento senza indagati che ha come oggetto un conto corrente intestato all’ex leader Pier Luigi Bersani e alla sua segretaria Zoia Veronesi.

Al Conto Corrente, come racconta il Fatto, la procura è arrivata partendo da tutt’altro:

Il sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio e il procuratore aggiunto Roberto Giovannini si sono imbattuti un anno fa nel conto, nell’ambito dell’inchiesta sulla segretaria e su Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto di Errani. La procura, quando chiese alle banche gli estratti conti di Zoia Veronesi mirava a dimostrare la truffa che si sarebbe concretizzata nell’aver fatto figurare un datore di lavoro pubblico, cioè la Regione Emilia Romagna, differente da quello reale e privato, cioè il Pd.

L’ammontare del raggiro, secondo l’accusa, sarebbe stato di circa 140 mila euro lordi (più rimborsi), pari agli stipendi percepiti dalla Regione dal primo giugno 2008 al 28 marzo 2010, quando lavorava per Bersani a Roma, ma la Regione la pagava. Quando le accuse cominciarono a circolare, la Veronesi si dimise dalla Regione e venne assunta dal Pd.

Il conto corrente è stato aperto nel 2000 ed è stato alimentato con molteplici versamenti per una somma complessiva che si aggira, secondo quanto risulta al Fatto , sui 450 mila euro.  

Ma Pier Luigi Bersani, al Fatto Quotidiano ha replicato in modo lapidario:

“Sono tutti soldi registrati. Quel conto fu aperto con Zoia Veronesi per la gestione corrente della quale non mi potevo occupare direttamente e poi lì sono confluiti anche i contributi elettorali regolari. Ho piena fiducia nella magistratura e sono assolutamente certo di avere rispettato le norme. Anzi vorrei che accertassero tutto quello che ho così vedranno che non c’è nemmeno un euro che non è tracciabile”.

Ritirati farmaci Geymonat: difetti nella qualità

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L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha deciso di vietare l’utilizzo di nove farmaci della Geymonat a causa di difetti nella produzione. Il provvedimento che ha scopo cautelativo ha riscontrato difetti di qualità nei seguenti prodotti:

Alvenex 450 mg per l’insufficienza venosa,  Gastrogel 2 g/10 ml per l’ulcera gastrica, Sucrate 2 g gel orale per l’ulcera, Intrafer 50 mg/ml per le anemie, Nabuser 30 per l’Artrite, Citogel 2g/10 ml per l’ulcera, Ecom per le infezioni dermatologiche, Venosmine 4% per le varici, Testo Enant per patologie sessuali.

I farmaci dall’azienda erano già stati ritirati dal mercato a settembre per difetti di produzione.

Nel corso delle indagini effettuate dal Nas dei carabinieri infatti erano state rilevate gravi violazioni delle norme di Buona Fabbricazione.

L’obiettivo, ha spiegato l’Aifa, “è quello di ridurre ogni rischio, anche solo ipotetico, per la salute dei pazienti”. Se sarà verificata la “totale assenza di difetti di qualità” le confezioni potrebbero essere ancora utilizzabili entro la data di scadenza riportata in etichetta.

Come spiega La Repubblica:

Il provvedimento arriva in seguito a un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Frosinone e dai Nas di Latina che aveva portato già lo scorso giugno al ritiro dei lotti di Ozopulmin, supposte per neonati prodotte dalla stessa azienda, che non contenevano il principio attivo indicato.

Ora il sospetto di difetti di qualità si è esteso ad altri prodotti e riguarda la possibile presenza di un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in etichetta. Il provvedimento è solo cautelativo, in attesa dei risultati delle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità. Se venissero confermati i difetti di qualità, i farmaci verranno tolti definitivamente dal mercato. In caso contrario il provvedimento verrebbe revocato e i farmaci potrebbero essere utilizzati entro la data di scadenza.

“l divieto di utilizzo di alcuni prodotti – sottolinea Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità – rappresenta un segnale di tranquillità per i pazienti italiani perché i controlli vengono fatti. Sia l’Aifa sia l’Iss eseguono controlli silenziosi ma costanti, e a tappeto, senza guardare in faccia nessuno”.  Secondo Vella il ritiro dei farmaci non avrà nessuna conseguenza sulla salute degli italiani perché “non si tratta di salvavita, né di prodotti di prima necessità, né in esclusività”.

Pausa pranzo… con terremoto! Tre scosse al Centro Italia

terremoto-centro-tuttacronacaSono tre le scosse di terremoto che sono state registrate oggi al Centro Italia e che hanno interessato il Lazio e la costa marchigiana. Un primo evento, di magnitudo 2.2, si è verificato alle 12:40 a una profondità di 10.2 km. L’epicentro è stato localizzato nel distretto sismico dei Monti Reatini, tra i comuni di Accumoli, Amatrice e Cittareale, in provincia di Rieti. Alle ore 13:20 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha poi registrato una scossa di magnitudo 2.2 nel distretto sismico della Costa Marchigiana Settentrionale. L’evento in mare è stato localizzato a poca distanza dalle spiaggie di Falconara Marittima, in provincia di Ancona. Infine, un terremoto di magnitudo 2.2 è avvenuto alle 13:34 nel distretto sismico della Valle del Salto. Stando ai rilevamenti dell’Ingv, l’evento è avvenuto a una profondità di 14.9 km e ha interessato la provincia di Rieti. I comuni più prossimi all’epicentro sono Ascrea, Belmonte in Sabina, Castel di Tora, Colle di Tora, Longone Sabino, Monteleone Sabino, Paganico Sabino, Poggio Moiano, Poggio San Lorenzo, Pozzaglia Sabina, Rocca Sinibalda, Torricella in Sabina e Varco Sabino.

Le accuse shock di un marinaio “ci hanno impedito di salvarne altri”

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Lui si chiama Marcello Nizza, ha 41 anni ed è un marinaio o meglio il marinaio che ieri per primo all’alba è arrivato con la sua imbarcazione sul luogo del tragico naufragio. Le sue dichiarazioni destano immensa meraviglia, perché, secondo quanto ha dichiarato, gli è stato impedito di salvare altre persone a causa di un protocollo:

“Avevamo la barca con decine di immigrati, ci siamo avvicinati a un gommone della Guardia costiera chiedendo se potevamo trasbordarli sul loro natante per cercare di salvarne altri. Ci hanno risposto: dobbiamo rispettare il protocollo”.

Insulta una compagna di classe: studente di terza media costretto a strisciare

studente-striscia-tuttacronacaAveva insultato una compagna di classe e così uno studente di terza media iscritto alla Bussi di Vigevano, in provincia di Pavia, è stato costretto dal professore a strisciare davanti ai suoi compagni, in ginocchio e con le mani congiunte, in segno di supplica. A raccontare l’episodio è stato La Provincia di Pavese. Il dirigente scolastico provinciale ha parlato di “comportamenti intollerabili” e starebbe valutando provvedimenti disciplinari nei confronti del docente che non sarebbe nuovo a queste punizioni: in altre occasioni avrebbe perfino costretto alcuni studenti a schiaffeggiarsi.

L’Italia vista con gli occhi di Carlo Verdone

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Carlo Verdone e i suoi occhi che scrutano l’Italia. L’ha raccontata con sottigliezza e con spietatezza in molti suoi film. I suoi personaggi “vittime” dei vizi che si trasformano, a volte in carnefici. Il Fatto Quotidiano ha ottenuto l’intervista con il comico romano che parla dei temi caldi che stanno attraversando in queste ore la nostra penisola dalla crisi politica a Telecom. Il titolo è dei più eloquenti: “Avrei preferito morire democristiano. Mi sono rotto le pa**e di Berlusconi e Belen”.

“Non ne posso più. Il matrimonio di Belen ci ha perseguitato per 20 giorni. Prima se fa, poi nun se fa, poi il prete ha detto de sì, poi du’ preti hanno detto de no, aspetto il figlio, poi non aspetto il figlio. Basta. Pietà. Abbiamo queste due B, Berlusconi e Dudù glieli risparmio e poi ne abbiamo una terza. Barcone. Una vergogna senza limiti. Centinaia di poveracci morti in modo atroce con qualche peschereccio che ha anche evitato di soccorrerli. Ma che mondo è questo?” […]

Ma magari morissimo democristiani, ci metterei una firma. Dei democristiani che avevano le loro magagne e hanno fatto casini tremendi, sapevamo a memoria quel che non ci piaceva. Li abbiamo presi in giro e avversati, ma oggi purtroppo giungo a una conclusione tragica. Erano migliori dei loro eredi e pur nell’ipocrisia, avevano il buon gusto di non trasformare le loro avventure private nella soap preferita della nazione. Poi erano preparati e, porca pupazza, avevano una loro dignità. Qui c’è un Parlamento in cui ci sono alcune persone improvvisate che hanno frequentato un Cepu accelerato di politica. Per la politica ci vogliono i maestri. 50 anni fa c’erano Bobbio, Berlinguer e, anche se distante dalle mie idee, Almirante. Ora chi c’è? Dove sono i maestri? Ma li ha visti ieri a Montecitorio? Squadre impegnate a dire soltanto “Yes” oppure “no” al capo, logge, gruppi di interesse.

Ieri in Parlamento, secondo Verdone, la realtà ha superato la fantasia.

Ieri Alfano fondava una corrente a cui non aderiva, Santanchè fluttuava da diva disneyana, Scilipoti inneggiava alle bastonate da riservare ai traditori e in un clima da suburra, tra pianti e tifo da stadio, andava in scena un circo. Sono caratteri, maschere impossibili da riprodurre. In Gallo Cedrone c’era Armando Feroci. Un mitomane. Un arrivista. Un politico senza scrupoli animato dal trasformismo nettamente superato, superato trecento volte, dagli episodi del reality parlamentare dell’ultimo mese.

E Verdone non è certo fiero di aver precorso i tempi con le sue commedie amare

Osserviamo con un senso di impotenza. Ci stanno rubando il mestiere. Va in scena una postcommedia della politica con un finale “incaciarato” che pur sforzandosi, a essere bello non riesce. È talmente brutto che ti cascano le braccia. Anche artisticamente.

Sconfortanti anche i casi Alitalia e Telecom:

Dei proclami inutili e ridicoli: “La nostra grande compagnia di bandiera deve rimanere tutta italiana”. Italiana un ca**o. Arriveranno tedeschi, francesi, forse persino polacchi e ungheresi che hanno flotte in rapida crescita. Potremmo parlare anche di Telecom, ma forse è inutile. Siamo fuori. Abbiamo messo tutto all’asta. Cultura e turismo potrebbero aiutarci. Invece se ci casca un pezzo in testa, non abbiamo i soldi per ripararlo e a salvare i capolavori arrivano gli stranieri: “Ve lo aggiustiamo noi, fatevi da parte”. Che umiliazione.

E la responsabilità, secondo Verdone, non è solo della classe politica, ma degli italiani tutti.

La gente è inc****ta. Ma la gente, dirlo è onesto, ha le sue responsabilità. Si è fatta fregare perché ha studiato poco e male. Un popolo in letargo di azione e dinamismo ha delegato il futuro agli uomini sbagliati. Si è trasformato in una compatta truppa di telespettatori permanenti. Con lo stesso piglio riservato alla televendita, l’Italia si è messa sul divano: “Questo mi piace, questo mi conviene, quell’altro non mi fa pagare”. Seguendo i pifferai che promettevano di salvare il portafogli senza immaginare che quello che risparmi oggi, lo paghi domani con gli interessi.

Non è esente da critiche neppure Beppe Grillo:

Mi sforzo di capirlo. Alcune volte mi sembra onesto, altre non lo comprendo, faccio fatica. Potrebbe collaborare di più, ma non lo giudico. Può darsi che valuti senza torti l’ipotesi di un’alleanza come l’ultimo capitolo dell’eterna commedia all’italiana.

Ma il labiale di Letta che dice “grande” a Berlusconi, dopo la fiducia, è stata la ciliegina sulla torta

Bisognerebbe chiedergli cosa intendesse. Grande attore? Grande istrione? Grande faccia tosta? Io penso grande faccia tosta.

 

Prevista una dichiarazione spontanea di Sollecito al processo d’Appello

meredith-processo-tuttacronacaRaffaele Sollecito prenderà parte a qualche udienza del processo in corso in Corte d’Assise d’Appello a Firenze, anche se non sono state specificate le date. E’ stato il legale Giulia Bongiorno a spiegare che il suo assistito “deve venire in aula, è interessato a fare una dichiarazione spontanea”. L’avvocato si è poi detta fiduciosa per la nuova perizia sul coltello, ritenuta dall’accusa l’arma del delitto. Da parte sua Luciano Ghirga, difensore della Knox, ha riferito di essere tranquillo sull’esito della perizia. “Siamo certi che non ci siano tracce organiche e che si tratti solo di amido”. Per quel che riguardo Amanda, ha spiegato che si scambia Psms con lui sull’andamento del processo. “Vive un dramma personale legato al processo”. Sempre riguardo la perizia disposta sul coltello, Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha detto: “Non penso che possa spostare le cose. La Corte è in possesso di elementi che le permettono di giudicare in maniera serena”

La tragedia dei migranti: ex miliziani Gheddafi nuovi scafisti

migranti-lampedusa-tuttacronacaIl mare agitato non permette di proseguire con le ricerche dei sommozzatori impegnati nel recupero delle vittime del naufragio di Lampedusa, che sono pertanto state sospese. Non si ferma però il trasferimento degli immigrati, per consentire il rapido svuotamento del Centro di prima accoglienza dove in questo momento si trovano oltre mille persone a fronte di una capienza di circa 300 posti. Si cerca quindi di smistare ai vari centri quelle persone che hanno speso 2mila euro per vedere realizzato il sogno di fuggire dalla loro patria sperando in un futuro migliore. In soli quattordici giorni, via mare sono arrivati 5.583 migranti, di cui 3.807 uomini, 703 donne e 1.073 minori. Gli sbarchi sono stati 45, di cui 36 in Sicilia, 5 in Calabria, 3 in Puglia, 1 in Sardegna. In particolare a Lampedusa si sono verificati 13 sbarchi e sono giunti 1.998 persone (di cui 1.274 uomini, 274 donne e 450 minori). Tra le nazionalità dichiarate dagli immigrati al momento dello sbarco, i più numerosi sono i siriani (2.075); seguono eritrei (1.280); palestinesi (428); somali (317). Partono dalle coste libiche, dove nessuno controlla e i poliziotti corrotti sono stati sostituiti dagli ex miliziani del regime Gheddafi, con le organizzazioni criminali che regnano e che fanno partire grossi pescherecci dalla Tunisia. Il trasferimento degli immigrati, ammassati per giorni in depositi o sulle spiagge libiche, avviene spesso con piccole barche in alto mare, fatto che rende il rischio naufragio altissimo. Gli immigranti arrivano dal Kenya e dal Sudan, dove si trovano deicine di campi profughi dove i mercanti di morte reclutano i propri clienti, avvicinandosi ai rifugiati e promettendo la libertà in cambio di soldi. Ma altro fronte frequentato è anche la Tripolitania in Libia, meta dei profughi siriani. Resta comunque l’Eritrea il Paese dove avviene il maggior esodo. Visto il numero in costante aumento di chi tenta di lasciare la propria terra, ormai si tenta di attraversare il mare anche in mancanza di situazioni meteo favorevoli. E il viaggio si trasforma in tragedia.

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Vito Crimi rischia di salvare Berlusconi. Schifani accusa l’M5S

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Un errore ingenuo, troppo! Il regolamento della giunta delle immunità che giudica Silvio Berlusconi vieta di postare e mandare messaggi. Vito Crimi lo ha infranto e ha pubblicato sul suo profilo Facebook:

un commento di alcuni manifesti a firma “cuore azzurro” a difesa del Cav, comparsi questa notte a Roma.

Una scelta che ha scatenato le reazioni del Pdl. Il capogruppo al Senato Renato Schifani ha chiesto la sospensione della Giunta: “Denunciamo – spiega in una nota – al presidente Grasso un fatto gravissimo: mentre la Giunta delle Elezioni è in Camera di Consiglio, l’esponente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, sta esprimendo su Facebook giudizi volgari e offensivi contro il presidente Berlusconi, violando il regolamento del Senato. Un comportamento intollerabile che conferma la bontà della nostra richiesta di ricusazione di alcuni membri della Giunta ed inficia gravemente la legittimità dei lavori del collegio”.

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Arriva Ulisse nella Berlusconeide: ritratto del Senatore che sostituirà il Cavaliere

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Per uno strano caso del destino a entrare nella Berlusconeide è Ulisse Di Giacomo, primo dei non eletti in Molise che dovrebbe subentrare a Palazzo Madama al posto del Cavaliere.

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E’ subito duro con Silvio Berlusconi, forse brucia ancora quella sconfitta decisa a tavolino. Nessuno sconto quindi oggi può arrivare da chi si è sentito mettere in un angolo dal proprio partito e quando gli viene chiesto se il Cavaliere non possiede più i criteri morali per ricopre la carica parlamentare, Di Giacomo risponde così:

“Non lo dico io, lo dicono i tre gradi di giudizio ai quali è stato sottoposto. Chi viene condannato a quattro anni di carcere non risponde ai requisiti che la stessa Costituzione prevede” e poi ha aggiunto  “Ho fatto sapere che ero stato invitato alla seduta pubblica. Se avessero voluto avrebbero potuto contattarmi per confrontarci e consigliarci sul da fare. Nessuno ha risposto, così, insieme al mio legale, abbiamo deciso di presentarci”.

Di Giacomo, attraverso il suo legale ha poi contestato le tesi difensive di Berlusconi e non si pone il problema di eventuali reazioni: “Neanche a me a suo tempo ha fatto piacere sapere della mia estromissione dal Senato tramite la stampa. Nessuno ebbe la correttezza e la dignità di avvertirmi. Io oggi mi riservo di fare tutti i passi necessari per tutelarmi”.

In un’intervista all’Huff si racconta così:

Così ha deciso di farsi rappresentare alla seduta pubblica di oggi.

Certo. C’era il mio legale perché io ero la controparte, e dovevo comportarmi di conseguenza.

Le argomentazioni del suo avvocato contro le tesi di Berlusconi sono state particolarmente aspre.

Sono tutte osservazioni che derivano da sentenze della magistratura. Proprio in Molise abbiamo avuto i primi due casi di applicazione della legge Severino, riguardanti due consiglieri regionali. Il Consiglio di stato non ha consentito loro di candidarsi, confermando la piena costituzionalità della norma. Non sono considerazioni mie.

Quindi non sono valide le obiezioni sulla irretroattività e sullo status particolare di un parlamentare?

Assolutamente no. Il caso è chiaro, questi elementi non ci sono. E’ ovvio che un senatore gode di un’ulteriore tutela, ma questo non significa nulla i fini della moralità di chi ricopre una carica pubblica.

Sta dicendo che Berlusconi non è moralmente degno di far parte del Parlamento?

Di criteri di moralità parla chiaramente il Consiglio di stato, anche per questo il problema della retroattività della legge non si pone.

Ma lei che dice?

Non lo dico io, lo dicono i tre gradi di giudizio ai quali è stato sottoposto il Cavaliere. Chi viene condannato a quattro anni di carcere non risponde ai requisiti che la stessa Costituzione prevede.

Ha sentito il presidente in questi giorni?

No, ma ho fatto sapere al mio partito dell’invito che mi è stato recapitato. Se avessero voluto avrebbero potuto contattarmi per confrontarci e consigliarci sul da fare. Nessuno ha risposto, così, insieme al mio legale, abbiamo deciso di presentarci.

Una volta senatore si iscriverà al gruppo del Pdl?

Non lo so ancora. Mi aspetto magari che qualcuno si accorga del mio subentro, si accorga che finalmente anche il Molise verrà rappresentato in Senato. E che me lo domandi.

Sarà difficile che la accolgano a braccia aperte.

Può anche essere che sia complicato. Può anche darsi che non sarò io a chiedere di entrarci. Comunque, dopo tutto quello che mi hanno fatto, non vedo cos’altro possano farmi.

Cosa le hanno fatto?

Non mi ha fatto certo piacere sapere della mia estromissione dal Senato tramite la stampa. Nessuno ebbe la correttezza e la dignità di avvertirmi. Così io oggi mi riservo di fare tutti i passi necessari per tutelarmi, perché quella fu una coltellata alle spalle.

Decisa da Berlusconi?

Non so chi la decise, sicuramente Berlusconi la fece.

Il suo rapporto con il Cavaliere è finito?

Credo che sia ancora il padre nobile del centrodestra. Che poi possa concretamente essere ancora il riferimento è da vedere, stanno succedendo tante cose, è difficile dirlo.

Nella partita interna al Pdl lei sta dunque con Angelino Alfano?

In tempi non sospetti, subito dopo la sentenza della Cassazione sui diritti televisivi, ho detto che se fossi potuto entrare in Senato avrei sostenuto il governo. Ho anticipato gli eventi che poi sono stato oggetto di dibattito nel partito. E ancora adesso dico che occorre estrema moderazione, che è la cifra storica del nostro partito.

Muore l’inventore della stracciatella, lutto nella gastronomia

panattoni-stracciatella-tuttacronaca

La gastronomia è in lutto per la morte del ristoratore Enrico Panattoni, avvenuta nella notte a Bergamo. Panattoni, 85 anni, nato a Lucca, ebbe l’intuizione di inventare uno dei gusti di gelato poi divenuti un classico in tutto il mondo: la stracciatella.

Panattoni si era trasferito a Bergamo dal 1946 e nel ’53 aveva aperto nella città alta il bar storico “La Marianna”. Nove anni più tardi aveva rilevato la gestione del ristorante “Il Pianone”. Qui Panattoni tentò l’esperimento: un gelato alla crema, bianchissimo, con scaglie di cioccolato fondente. Lo chiamò stracciatella, nome che prese in prestito da una minestra romana all’uovo. Immediato fu il successo di questo gusto e lui divenne noto nel mondo grazie a quest’invenzione rivoluzionaria che aveva saputo unire la crema, gusto neutro  e amato da tutti con la cioccolata altra grande passione mondiale a livello gastronomico.

Una vita quella di Panattoni tra successo e dramma. 40 anni fa infatti a Panattoni seuqestrarono il figlio Mirko e fu il primo caso di rapimento di un bambino in Italia. Il sequestro durò 18 giorni e gli autori non furono mai trovati. Oggi Mirko ha rilevato l’attività di famiglia.

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