“Tutti gli uomini sognano: ma non allo stesso modo. …

sogno

Coloro che sognano di notte, nei recessi polverosi delle loro menti, si svegliano di giorno per scoprire la vanità di quelle immagini: ma coloro i quali sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché possono mettere in pratica i loro sogni a occhi aperti, per renderli possibili.”

-Thomas Edward Lawrence- (I sette pilastri della saggezza, 1922)

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Uno sguardo a… mansaf

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Lawrence d’Arabia… il film

Lawrence d’Arabia… il documentario

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Gente di Aqaba… (Thomas Edward) Lawrence d’Arabia

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Uno sguardo ad Aqaba… nel passato

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Uno sguardo ad Aqaba… in immersione

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Uno sguardo a… AQABA

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Quella legge che finirà con il “graziare” Berlusconi…

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Se l’indignazione degli italiani era a livelli massimi, ora può superarsi: l’introduzione del ddl anti corruzione sembra destinato a proteggere, al solito, i potenti, in particolar modo chi, nelle aule dei tribunali, si salva sempre. Introdotto da pochi mesi e alle prime rivalutazioni in terzo grado dei processi per i reati in questione, una relazione della corte di Cassazione fa capire che il cosidetto spacchettamento della concussione in due ipotesi, ossi induzione e costrizione, potrebbe far rientrare nel campo del penalmente irrilevante il processo alle cene eleganti di Arcore che vede Berlusconi imputato. Il Cavaliere, quando chiamò in Questura a Milano per far rilasciare Ruby Rubacuori, era premier ed ora, secondo i giudici ed il nuovo ddl, scompare come parte attiva dell’incaricato di pubblico servizio che non è più soggetto attivo del reato e perchè lo stesso decreto introduce la punibilità di chi viene indotto a commettere il reato (e i poliziotti che hanno rilasciato Ruby sono solo parte lesa nel processo). Ora spetta alla Cassazione a sezioni unite dire l’ultima parola sulla legge, che però potrebbe uccidere il processo Ruby. Questo potrebbe accadere perchè:

-chi era la vittima ora viene indicato come complice: “La punibilità, infatti, del soggetto indotto nel delitto di cui all’art. 319 – quater cod. pen. vorrebbe, nelle intenzioni del legislatore, fungere da norma propulsiva di un nuovo modo di porsi del privato nel rapporto con la pubblica amministrazione; costui non può più cedere nei confronti di una blanda spinta a pagare, se non vuole essere coinvolto nella responsabilità penale“.

-perde la veste di concussore l’incaricato di pubblico servizio:  “Già a una rapidissima lettura risulta evidente come, nel confronto delle disposizioni precedente ed attuali, non si è proceduto a una scissione pura e semplice; nell’attuale concussione è “scomparso” il riferimento, quale possibile soggetto attivo del reato, all’incaricato di pubblico servizio; nella nuova ipotesi di induzione è “apparsa” la punibilità di quella che, fino al 28 novembre 2012, era soltanto la parte offesa del delitto”.

In poche parole: cambia il ruolo dei protagonisti e la storia stessa viene modificata. Di riflesso, anche l’ultimo capitolo sarà probabilmente diverso da quanto prospettato fino ad ora. Il documento redatto dall’ex pm Raffaele Cantone spiega che questa disparità va valutata e giudicata ed il rischio è che non si riscontri un rilievo penale da contestare, infatti “le evidenti differenze delle norme incriminatici, in assenza di disposizioni transitorie, rimbalzano sull’interprete e sulla giurisprudenza” che avrà ” il compito di stabilire se le modifiche normative hanno modificato l’area del penalmente rilevante”.

Nel documento, si spiega anche che “Bisogna (…) prendere atto che il criterio adottato in passato per distinguere induzione e costrizione, fondato sul minore grado di coartazione morale, ha dato luogo a difficoltà interpretative e ha finito per ampliare la portata applicativa della precedente disposizione codicistica. Quel criterio oggi può essere rivisto alla luce del fatto nuovo introdotto dalla norma dell’art. 319 – quater e cioè la punibilità dell’indotto. E’ necessario, quindi, individuare una ragione ulteriore per spiegare perché colui che fino al 28 novembre era solo vittima oggi comunque diventa compartecipe del reato, sia pure con una pena ben diversa e minore di quella prevista per colui che induce ma anche per il corruttore”. Questo però significherebbe che chi subisce, ammesso che non sia minacciato in maniera esplicita, possa rifiutare, cosa che i poliziotti non hanno fatto: “Tale ragione può essere reperita nella possibilità che egli ha di opporsi alla pretesa illegittima e tale possibilità va individuata nella conservazione di un margine di autodeterminazione, che esiste sia quando la pressione del pubblico agente è più blanda sia quando egli ha un interesse a soddisfare la pretesa del pubblico funzionario, perché ne consegue per lui un indebito beneficio”.

Oltre a questo, le pene per la concussione per costrizione sono state inasprite mentre sono diminute le pene per l’induzione sono diminuite. C’è però una “novità più rilevante di quest’ultima norma” ossia che “nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità, è punito con la reclusione fino a tre anni”. Al Cav sono contestati reati commessi ancora prima che la legge fosse ideata per il principio di irretroattività la rendere inapplicabile al suo caso: ma tale principio vale solo le norme penali sfavorevoli all’imputato. In questo caso la legge varia in senso favorevole, dato che la pena verrebbe ridotta, e quindi viene applicata anche in via retroattiva in ossequio al più ampio principio del favor rei.

L’approvazione della legge anti corruzioni, se aveva creato polemiche tra le fila di Csm e Anm, aveva trovato l’approvazione della Cassazione che, in una delle prime motivazioni di sentenza dopo l’introduzione della nuova norma, ha definito i nuovi articoli “in rapporto di perfetta continuità” con quelli precedenti e che il cosiddetto spacchettamento del reato di concussione “corrisponde anche ad un razionale assetto dei valori in gioco che non può essere trascurato”, ed è “comprensibile punire più gravemente chi prospetta un male ingiusto ” rispetto a “chi prospetti un danno che derivi dalla legge”.

Se della polemica, fino ad oggi, non era rimasto che un minimo strascico, la relazione ora potrebbe riaprire la questione, visto che vengono evidenziate le generali debolezze della norma, affidandosi alle sezioni Unite. Lo stesso Pietro Grasso aveva dichiarato che la riforma della legge era una priorità: “La mia proposta parte dalla legge varata nei mesi scorsi dal ministro Severino e punta a migliorarla sotto il profilo repressivo, allungando anche i tempi di prescrizione”. Certo che la prescrizione dovrebbe aver un tempo illimitato, se deve aver a che fare con il legittimo impedimento…

Produzioni Benetton nel palazzo di Dacca… sangue su United Colors

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Ecco la camicia verde dal marchio inconfondibile fotografata tra i calcinacci del Rana Plaza, il palazzo di 8 piani collassato il 24 aprile che ha causato la morte di almeno 501 operai. Le verità emergono e si scoprono pian piano le industrie tessili che facevano lavorare i propri operai senza le più  elementari condizioni di sicurezza. Una di queste è la “United Colors of Benetton“. In un primo momento l’azienda tessile si era dichairata estranea, ma poi ha dovuto ammettere (anche se con molti ma e se) che un subappaltatore in quel palazzo esisteva. In un tweet l’azienda veneta spiega “Il Gruppo Benetton intende chiarire che nessuna delle società coinvolte è fornitrice di Benetton Group o uno qualsiasi dei suoi marchi. Oltre a ciò, un ordine è stato completato e spedito da uno dei produttori coinvolti diverse settimane prima dell’incidente. Da allora, questo subappaltatore è stato rimosso dalla nostra lista dei fornitori“. E’ stato rimosso anche perché probabilmente quegli operai sono tutti morti.

Nell’elenco altre tre aziende italiane: la Itd Srl, la Pellegrini Aec Srl e la De Blasio Spa, ma non è chiaro se al momento dell’incidente vi fossero ancora rapporti di lavoro in corso. La Pellegrini, anzi, specifica che le ultime commesse con la ditta bengalese risalivano al 2010. Un’altra ditta, Essenza Spa, che produce il marchio Yes-Zee, ha confermato di essersi rifornita al Rana Plaza. Ammissioni sono quasi subito arrivate anche dall’inglese Primark, dalla spagnola Mango (che ha confermato di aver ordinato merce per 25 mila pezzi), mentre France Presse ha rinvenuto indumenti griffati dall’americana Cato. La lista però è molto più lunga: la Clean Clothes Campaign, ong con sede ad Amsterdam, ha fatto sapere che la britannica Bon Marche, la spagnola El Corte Ingles e la canadese Joe Fresh hanno tutte confermato di essere clienti delle manifatture crollate. Un’altra società, l’olandese C&A, ha spiegato a France Press di non avere più rapporti con il Rana Plaza dall’ottobre 2011.

Insomma Benetton non è sicuramente l’unica, ma lo shock rimane per le pubblicità e l’etica fino a oggi portate avanti dall’azienda che invece si è rivelata insensibile, anche dopo l’incidente continuando a negare l’evidenza. La crisi è innegabile ma non giustifica il lavoro sottopagato e ile condizioni di sicurezza inesistenti nelle quali dovevano operare gli operai di Dacca.

 

Fiorentina- Roma, i giallorossi cercano l’Europe League 0-1

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Si riprende a giocare con un cambio pere la Roma  c’è Goicoechea al posto di Lobont. Lobont nel primo tempo aveva avuto un contatto molto duro e continuava a sanguinare dal naso, si è preferito quindi sostituirlo con Goicoechea. La Roma in questo finale di campionato non è fortunata con i portieri, prima l’infortunio al titolare Stekelenburg e ora questo a Lobont.

Fiorentina cerca subito il gol già dal 2′. Sinistro da fuori di Borja Valero, Aquilani in mezzo all’area sfiora il pallone e non riesce a deviare verso la porta. Un minuto più tardi Jovetic apre a sinistra per Pasqual, cross basso, Goicoechea blocca a terra. Al 4′ ci scappa anche un’ intromissione dell’arbitro. Mazzoleni fa un blocco involontario ad Aquilani, che poi si innervosisce e dopo aver perso palla commette fallo su Bradley. L’arbitro, umilmente, chiede scusa al centrocampista della Fiorentina. Ancora viola in avanti al 5′ di gioco del secondo tempo con un destro da fuori di Aquilani, sopra la traversa. Due minuti più tardi si fa vedere la Roma con un tiro-cross di Florenzi, sul fondo. Ma sono i toscani i più determinati in questi primi minuti di giochi della ripresa. All’8′ Jovetic si infila in area da sinistra, si accentra, ma poi si allunga troppo il pallone e lo perde prima di poter calciare in porta. Dopo una lunga manovra offensiva della Fiorentina, con la Roma che si rinchiude nella propria area e non permette ai viola, è Pasqual a provare un cross a giro sul secondo palo, colpo di testa di Rodriguez sopra la traversa. Sale il tifo dei tifosi della Fiorentina. La squadra sta giocando bene e dall’inizio del secondo tempo sta spingendo con continuità, lo dimostra il destro da fuori di Jovetic, che però finisce sul fondo. La Fiorentina cerca il gol con tutte le sue forze: Cuadrado scatenato resiste alla carica di due avversari, al terzo si intesisce e rifila uno spintono a De Rossi commettendo fallo. La vera occasione da gol arriva al 14′ Borja Valero per l’inserimento di Ljajc, gran destro, Goicoechea si supera e devia in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, il destro da fuori di Pizarro finisce di poco sul fondo, sfiorando il palo alla destra di Goicoechea. Ancora in pressing i viola Cuadrado dentro per Aquilani, destro in diagonale respinto da De Rossi e anche da Goicoechea in uscita. Dopo qualche istante è lo stesso Cuadrado a provare il destro da fuori che finisce sul fondo. Al 16′ cartellino giallo per De Rossi. Il romanista mette giù Pizarro nettamente. Ormai i giallorossi sono chiusi nella loro area a cercare di frenare l’attacco dei viola, non riescono più a ripartire. Grande partita della Fiorentina nei primi 20′ della ripresa. Sul calcio di punizione concesso per il fallo di De Rossi il  gran destro rasoterra di Cuadrado va a sfiorare il palo alla destra di Goicoechea. Andreazzoli corre ai ripari e manda in campo Pjanic al posto di Lamela. Al 19′ altra ammonizione per i romanisti, a prendere il giallo è Balzaretti. Il giocatore giallorosso ha messo giù Tomovic. Balzaretti era già stato diffidato e salterà la prossima partita di campionato. Al 20′ invece il fallo è del fiorentino Tomovic. Sul calcio di punizione per la Roma, Pjanic mette al centro, Aquilani di testa allontana. Altro repentineo campio di campo con il cross basso di Cuadrado e Burdisso allontana. La Fiorentina continua ad attaccare a testa bassa. Scambio Ljajic-Jovetic, Balzaretti chiude in area poi subisce anche il fallo da Aquilani. E’ il 26′ quando l’allenatore della Fiorentina, Vincenzo Montella, effettua un doppio cambio entra Luca Toni al posto di Jovetic ed entra Fernandez al posto di Aquilani. Mati Fernandez va via in velocità, entra in area, poi prova l’incrociata, ma non gli riesce facendo una figuraccia. Al 28′ grande opportunità per la squadra di Montella. Destro da fuori di Borja Valero, Goicoechea ci arriva e devia in corner un pallone che sarebbe comunque uscito, per l’arbitro è solo rimessa dal fondo. Ormai è solo Fiorentina, la Roma deve sperare di difendersi e cercare una ripartita per un gol in contropiede. ANdreazzoli capisce il momento di difficoltà e fa entrare Marquinhos al posto di Florenzi. Allo scoccare della mezzora Ljajic vuole fare tutto da solo, ma De Rossi lo chiude. Finalmente la Roma prova a ripartire Totti di tacco serve Balzaretti, cross per Osvaldo che controlla in area nonostante la pressione di due avversari, però non riesce a trovare lo spazio per il tiro e perde palla. Capovolgimento di campo ed episodio che farà discutere.Cross di Ljajic, De Rossi intercetta con un braccio abbastanza largo, l’arbitro fa proseguire. Episodio da moviola, sembrava rigore. Non si perde d’animo la Fiorentina Cross di Pasqual, Burdisso libera. La Roma sembra non farcela e affidarsi all’iniziativa personale di Osvaldo che parte tutto solo in contropiede, poi viene fermato da Compper. Un minuto più tardi scatta il giallo per Luca Toni, che non sembra essere ancora entrato in partita. Toni , in ritardo, ha trattnuto De Rossi da dietro per la maglietta, non ci sono dubbi sull’ammonizione concessa dall’arbitro. Al 35′ altra sostituzione nelle file viola entra Romulo esce Tomovic. Questo è l’ultimo cambio per Montella che effettua una sostituzione in chiave offensiva. La Roma prova a farsi vedere all’attacco con il cross di Torosidis, Marquinhos sfiora di testa, arriva Osvaldo che si accentra e prova il destro, ma non trova la porta. Ma i viola sono in agguato. Tocco morbido di Ljajic a cercare Rodriguez, Castan in acrobazia lo anticipa e spazza. L’altra occasione sprecata dai viola arriva al 37′. Pallone al centro per Toni, che colpisce male di testa. Fischia l’arbitro un calcio di punizione per la Fiorentina al 40′: Borja Valero mette al centro, dove Toni commette fallo su Burdisso. Dopo un minuto c’è il bel cross di Pasqual, ma la difesa romanista si riesce a salvare in corner. Dalla bandirina  Borja Valero mette un pallone al centro per la testa di Toni che gioca d’anticipo sull’uscita di Goicoechea, ma di testa non trova la porta. Al 43′ cross basso di Pasqual, la difesa della Roma allontana. Quasi allo scadere del tempo regolamentare arriva il tacco di Torosidis che libera Bradley, ma il cross dell’americano è troppo lungo per i compagni di squadra. Sono 3 i minuti di recupero concessi dall’arbitro. Al primo c’è il gran destro da fuori di Pizarro che centra il palo. Il secondo per i viola di tutta la gara. Poi la beffa per i toscani Roma in vantaggio. Calcio d’angolo di Pjanic e colpo di testa vincente di Osvaldo: 0-1! Subito dopo il gol Osvaldo viene ammonito.

Una partita dalle grandi emozioni. Un secondo tempo in cui la Fiorentina ha cercato il gol con insistenza, ma purtroppo la fortuna non ha aiutato la squadra di casa che per ben due volte ha colpito il palo. il primo con e il secondo con Pizzarro quasi a fine gara. La Roma ha trovato la rete quasi fuori dal tempo massimo con un colpo di testa vincente di Osvaldo.

La Roma nella 36/a giornata di campionato incontrerà il Chievo all’Olimpico, mentre la Fiorentina si scontrerà con il Siena. 

Arrestato politico inglese: sospettato di aver stuprato due uomini

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Il sito della Bbc riporta che il vice presidente della Camera dei Comuni britannica, il deputato 55enne dei Tories Nigel Evans, è stato prelevato dalla polizia perchè sospettato di aver  stuprato due uomini. Il politico è stato  interrogato riguardo alle presunte aggressioni, ai danni di giovani uomini di circa 20 anni, una avvenuta nel luglio del 2009 ed un’altra lo scorso marzo, a Pendlenton, nel Lancashire. Uno dei portavoce della polizia ha dichiarato l’arresto di un uomo di Pendleton di 55 anni perchè sospettato di stupro ed aggressione sessuale, affermando: “Noi prendiamo molto sul serio le accuse di natura sessuale e comprendiamo quando sia difficile per le vittime farsi avanti”. Il Daily Mail  riporta che il primo ministro Cameron sarebbe stato informato delle accuse e, secondo fonti governative, la notizia è stata “uno shock, Nigel è molto popolare e benvoluto nessuno può veramente credere a quanto sia avvenuto”. Evans, che nel 2010 ha dichiarato di essere gay, è in Parlamento dal 1992 e da tre anni è uno dei tre vicepresidenti dei Comuni. In precendenza, aveva ricoperto diversi importanti incarichi all’interno del partito conservatore, compreso quello di ministro ombra per il Galles.

Fiorentina- Roma, i giallorossi cercano l’Europe League 0-0

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Sarà ancora il grande ex Vincenzo Montella a scompaginare i piani della Roma? I giallorossi arrivano a Firenze per portare via una vittoria che gli consentirebbe di accedere all’Europe League, mentre la Fiorentina  vuole conservare  il suo terzo posto e fare una bella  partita per i suoi tifosi. La Roma ad eccezione del suo portiere Stekelenburg, infortunato, può contare su tutti i titolari. Montella, invece, deve fare a meno dello squalificato Savic e degli infortunati Sissoko, Roncaglia, Rossi e Camporese.

Si inizia subito alla grande con un lancio lungo di Balzaretti a cercare Osvaldo, Tomovic lo anticipa e allontana. Ma la Roma ancora in avanti e conquista al 3′ un calcio di punizione: bolide di Totti, Viviano respinge con i pugni. Cambio campo ed è la Fiorentina che attacca con Borja Valero che porta la palla sulla trequarti, ma viene fermato da Castan. Arriva la palla a Totti che prova il suo destro, ma viene respinto dalla scivolata di Pizarro. Partita dai ritmi alti con continui cambi di campo. Destro dal limite di Jovetic, al 7′ e Lobont para a terra. Poi restano in attacco i viola con un cross di Pasqual, Burdisso di testa allontana. Un inizio buono per entrambe le squadre anche se è la Fiorentina a dominare nei primi minuti di gara. Scocca il 9′ quando Rodriguez perde palla sulla pressione di Florenzi, poi la Roma non capitalizza lo spunto del giovane centrocampista offensivo: Lamela si inserisce bene sulla sinistra, supera due avversari poi viene fermato da Rodriguez. Calcio di punizione per i giallorossi con pallone vicino al vertice sinistro dell’area. Ci prova Totti, ma la palla è sulla barriera. Riparte al Fiorentina Ljajic si accentra e prova il destro dal limite, il pallone colpisce Bradley e finisce in calcio d’angolo. Il cross dall’angolo non si concretizza per un fallo in attacco dei viola. Sulla ripartenza di Totti c’è un incomprensione con Lamela e il pallone  finisce in fallo laterale. Ancora Ljajic in attacco al 16′,  tocca per Pasqual che va al cross, Balzaretti devia in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo battuto da Pasqual, Pizarro cerca in profondità Borja Valero, che non riesce a controllare il pallone e se lo trascina sul fondo. L’attacco viola riparte con un lancio in profondità di Pizarro a cercare Cuadrado, che non può arrivarci. Pallone sul fondo. Grande velocità delle due squadre con l’ apertura al 19′ di De Rossi per Balzaretti, che non riesce a controllare il pallone. Un minuto dopo il cross di Totti, ma Florenzi di testa non trova la porta. Grande possibilità di gol al 21′ per i viola. Cuadrado porta avanti palla, vince un paio di rimpalli poi al limite dell’area Borja Valero gli porta via la sfera e calcia a botta sicura, pallone sopra la traversa. La Fiorentina sta salendo di ritmo e il destro a giro di Aquilani manda il pallone di poco sopra la traversa. Al 24′ l’arbitro concede una punizione alla Roma. Batte Totti, il pallone va sulla barriera. In un rimpallo riesce comunque a crossare Balzaretti, ma il pallone è troppo sul portiere, Viviano esce e lo fa suo. Una partita che sta regalando molto spettacolo. Al 28′ Cuadrado va sul fondo e prova il tiro da posizione molto angolata, pallone sull’esterno della rete. Non passa neppure un minutp e c’è ancora il tocco sotto di Cuadrado a cercare l’inserimento di Aquilani, lancio troppo lungo, Lobont esce e fa suo il pallone. La Fiorentina però resta all’attacco con  Jovetic che di tacco libera Pasqual che va al tiro da posizione angolata, pallone deviato in calcio d’angolo da un difensore della Roma. Sull’azione che si sviluppa dal calcio d’angolo per i viola s’infortuna il portiere della Roma: Pasqual mette al centro, Rodriguez colpisce Lobont in volo e l’arbitro ferma il gioco fischiando il fallo a favore della Roma, per qualche minuto il portiere dei giallorossi resta a terra e perde sangue dal naso. I sanitari della squadra cercano di tamponarlo. Alla fine il portiere si rialza e sembra in grado di proseguire. Subito Fiorentina in avanti con un destro da fuori di Cuadrado, sul fondo. Cross di Pasqual, al 36′, Balzaretti anticipa Jovetic nell’area piccola e allontana in fallo laterale. Al 38′ dopo un lungo assedio viola alla porta giallorossa la fiorentina colpisce il palo con Jovetic. Sinistro da fuori di Aquilani che colpisce Jovetic, il montenegrino si ritrova il pallone dai piedi e lo calcia a botta sicura, Lobont vola sulla destra e tocca quel tanto che basta per deviare sul palo. Sul calcio d’angolo battuto da Pasqual, non c’è nessun problema per la difesa della Roma. Al 40′ c’è un brutto contatto Cuadrado-Bradley, il colombiano ha la peggio e zoppica in campo, quando Pizzaro gli lancia la palla non riesce a raggiungerla. Dall’altra parte del campo Lobont perde ancora sangue dal naso, il gioco è di nuovo fermo per tamponare il portiere. Si riprende a giocare con Borja Valero in profondità per Pasqual che prova il cross al volo, ma viene fermato da Torosidis. Al 44′ Florenzi entra in ritardo sulle gambe di Cuadrado, regalando così un calcio di punizione per la Fiorentina da posizione pericolosa, peccato che poi Pasqual sprechi tutto con un tiro sulla barriera. In pieno recupero arriva il cross basso di Pasqual, De Rossi ben appostato intercetta. A seguire un altro cross di Cuadrado con Torosidis che in scivolata devia in corner. Sugli sviluppi del corner di Pasqual, Bradley commette un fallo ingenuo su Pizarro: calcio di punizione per la Fiorentina. Lo calcia  Ljajic, sopra la traversa. Finisce così il primo tempo.

4′ di recupero anche a causa dell’incidente occorso alla mezzora di gioco a Lobont che ha tenuto il gioco fermo per diversi minuti e anche per un successivo tamponamento che hanno dovuto fare al portiere a 5 minuti dalla fine del primo tempo di gara.

Una partita giocata sin dal primo momento di gioco, grandi ribaltamenti di campo e un ritmo sostenuto, forse è mancato nel primo tempo la determinazione per arrivare al gol da parte di entrambe le squadre.

Anche in nero, purchè sia lavoro!

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“Adotta un cittadino, offrigli lavoro. Anche temporaneo, anche in nero”. E’ questo  lo slogan dell’iniziativa organizzata dall’imprenditore Felice Romano e che inizierà domenica 5 maggio a Piazza Primavera  di Pomigliano D’Arco, alle ore 11.30. L’idea dell’imprenditore, che gode del sostegno dei Verdi Ecologisti con a capo il responsabile regionale  Francesco Emilio Borrelli ed il responsabile dei Giovani Verdi Fausto Colantuoni, è semplice: adottare una persona in difficoltà garantendogli personalmente un salario sicuro per almeno un anno, augurandosi che, nel frattempo, ci siano dei cambiamenti che portino ad una situazione economica migliore per tutti. La spinta a gettarsi in questa iniziativa è stata data dall’escalation di suicidi di persone disoccupate che hanno perso ogni speranza: “Non è possibile stare fermi a guardare ed aspettare che un’altra persona si tolga la vita. Creiamo un elenco di coloro che hanno bisogno di aiuto e un elenco di chi è disposto ad aiutare con un lavoro e con un salario, anche in nero, purché ci sia, e con esso una speranza di futuro”. romano lancia quindi l’appello a tutti coloro, imprenditori, professionisti, aziende, benestanti, che siano in grado di dare una mano a qualcuno in difficoltà. Come ricordano anche Borrelli e Colantuoni:, non è possibile aspettare oltre: “E’ tempo di mobilitarci tutti per evitare altri gesti disperati. Imprenditori, benestanti, persone di buona volontà. Tutti assieme dobbiamo attivarci affinché chi non ha o è rimasto senza lavoro e non è più in condizioni di sopravvivere non sia lasciato solo e non compia altri gesti disperati. Oggi lo Stato non favorisce le assunzioni a causa di tasse insostenibili. Per questo siamo dalla parte di chiunque investirà per creare possibilità occupazionali anche momentanee sul nostro territorio”.

Million Marijuana March a Roma… Droga, non è un tema che interessa il governo?

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Quella che doveva essere una giornata di festa e un coro di protesta sulla legge Giovanardi si è tramutato in rissa quando un ragazzo è stato malmenato da un gruppetto di ragazzi a piazza dei Partigiani a Roma, poco prima della partenza della Million Marijuana March. Il ragazzo secondo alcuni testimoni sarebbe colpevole di aver venduto delle pasticche a una ragazza, poi deceduta in seguito alla loro assunzione.  Nonostante questo brutto incidente la marcia è poi continuata ed è arrivata sino a Piazza Bocca della Verità dove si è conclusa. Sicuramente c’è bisogno di rivedere la legge sulle droghe, anche perchè l’attuale normtiva non impedisce assolutamente l’assunzione, fa solo innalzare i guadagni delle organizzazioni criminali che fano business sulla pelle dei giovani. Se ci fosse una legalizzazione e più controllo da parte delle autorità sulle droghe leggere sicuramente ci sarebbe un colpo durissimo per le mafie e per i loro commerci. La criminalità si combatte sottraendo il mercato illegale, facendolo emergere, diventando “concorrenti”.  Quanto potrebbe ricavare il governo da una legalizzazione delle droghe leggere? Nessuno ha il coraggio mai di affrontare le tematiche forti… si preferisce scivolare via da tutti quei temi che possono veramente rivoluzionare una nazione… la crisi si combatte iniziando a combattere la criminalità organizzata, che in periodi di recessione a gioco forza sui cittadini più poveri… la crisi si inizia a combattere avendo il coraggio delle riforme e non avviando discussioni in Parlamento… la crisi parte prima di tutto dalla crisi di idee e dalla volontà di non accogliere le istanze della popolazione.

 

Il Chievo vuole 3 punti, il Cagliari vuole la vittoria. Chievo-Cagliari 0-0

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Chievo e Cagliari venivano da due sconfitte pesanti. Il Cagliari ha perso in casa contro l’Udinese e il Chievo contro il Genova. I gialloblu hanno bisogno dei tre punti per cercare la salvezza, il Cagliari ha bisogno della vittoria per mantenere la decima posizione  e restare nella parte alta della classifica.

La prima grande occasione è per Sau! L’attaccante sardo, al 2′, entra in area e calcia di destro sul primo palo: Puggioni si oppone e gli nega il vantaggio.

Dopo un bell’inizio i ritmi si abbassano e la noia prende il sopravvento. Succede veramente poco in campo ed è ormai il 24′, quando arriva il tiro-cross di Thereau da destra con la palla che termina direttamente sul fondo. Tre minuti più tardi Rigoni trattiene Astori per la maglia e rischia il giallo ma l’arbitro preferisce non intervenire e  lo grazia. Continuano i lanci lunghi che non si concretizzano però in azioni pericolose. L’unico brivido è al 38′ con una gran botta da fuori di Conte, ma la sua conclusione vola altissima sopra la traversa.

Al 40′ c’è il giallo per Cesar. Lo sloveno trattiene Sau che si stava liberando sul limite. Sulla punizione che ne segue Conti batte debole e sulla barriera, occasione che sfuma per gli ospiti. Al 43′ Cesar tenta il tiro da fuori, la conclusione non trova la porta.

Si arriva così alla fine del primo tempo che si chiude sullo 0-0 con nessuna azione veramente pericolosa. Troppo bassi i ritmi e troppi lanci lunghi che non hanno portato a una costruzione di gioco né da una parte né dall’altra.

Si riprende a giocare ma i ritmi non aumentano. E’ il 50′ quando su punizione laterale di Thereau, Rigoni anticipa l’uscita di Agazzi ma non trova la porta. L’azione era stata comunque fermata per un fuorigioco del centrocampista. Dopo 9 minuti di calma piatta c’è la sostituzione per il Chievo entra Luciano per Cofie.

La partita non ha vita e scivola via minuto dopo minuto.  Al 66′ tiro-cross di Thereau che per poco non beffa Agazzi ma il portiere riesce a bloccare la sfera che stava scendendo verso la sua porta. Non passano neppure 10′ e il gioco è fermo per una pallonata nello stomaco per Conti che crolla a terra. Dopo 6′ il gioco si riferma per i crampi di Sau che costringono il giocatore a fermarsi. Non c’è partita.

Termina 0-0 tra Chievo e Cagliari dopo una partita soporifera, senza occasioni da gol, un punto che sta bene ad entrambe.

Nel prossimo turno il Cagliari affronterà il Parma e il Chievo arriverà a Roma per affrontare la Roma all’Olimpico.

L’informazione insultata dagli utenti web… male incurabile del 2.0?

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Ieri la Giornata mondiale della libertà di stampa e della sicurezza dei giornalisti ha dovuto fare i conti con il triste resoconto dell’ultimi tempi.  19 giornalisti uccisi in 4 mesi e altri 174 ono stati incarcerati mentre svolgevano il proprio lavoro nelle zone di guerra o in paesi controllati da un regime politico repressivo. La stessa sorte è toccata a numerosi “netizen” – i cittadini della Rete, che spesso si occupano di fare informazione sul web: nove sono stati uccisi, mentre 162 sono stati arrestati. Questi numeri hanno spinto il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ad ammettere che “servono maggiori tutele attraverso il rispetto della legge” e ha esortati a “fare il possibile per tradurre le parole in azioni concrete per creare un ambiente più sicuro per i media”.

Ma in Italia come è fare il giornalista oggi? Sicuramente non c’è la guerra, o almeno non è dichiarata… il nostro Paese però “giace” al 57° posto tra i 179 paesi della classifica della libertà di stampa di Reporter Senza Frontiere. I giornalisti sono spesso minacciati e sono soggetti a pesanti intimidazioni solo per aver svolto il loro dovere cioè il “diritto di cronaca”. Chi minaccia i giornalisti? Secondo il sito “Ossigeno per l’Informazione” i primi a minacciare coloro che devono fare informazione sono i politici, gli industriali, i membri delle tifoserie di calcio.

Le regioni dove i giornalisti italiani rischiano di più sono Campania, Lazio, Sicilia, Piemonte e Lombardia, dove è stato registrato il maggior numero di denunce: 151 soltanto dall’inizio dell’anno e oltre mille negli ultimi sei anni.

Il ricordo va sempre a chi ha dato la vita per informare come Peppino Impastato, Ilaria Alpi, Giancarlo Siani ed Enzo Baldoni. E’ notizia delle ultime ore poi la scomparsa di Domenico Quirico, l’inviato in Siria de La Stampa di cui non si hanno più notizie dallo scorso 8 aprile.

Ma la vera nuova frontiera è l’informazione via web… ma anche qui gli attacchi non mancano. Una vera guerra che non conosce confini e sembra che il gusto ormai sia diventato l’attacco immotivato anche sull’evidenza più sconcertante.  Forse una legge può tutelare e mettere un limite alla maleducazione e agli insulti ma purtroppo sono gli italiani a dover essere rieducati al senso dell’informazione, dell’immagine e della comunicazione.

Inseguimento sul Raccordo Anulare a Roma

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Sembrava un film, un enorme set allestito sul Raccordo Anulare di Roma, invece era un vero inseguimento tra guardie e ladri. A far scattare l’alt a un posto di blocco per un’auto guidato da un 33enne italiano di famiglia nordafricana, è stato riconoscimento proprio dell’utilitaria utilizzata il giorno prima per compiere un furto in un supermercato di via San Cleto Papa in zona Pineta Sacchetti. L’auto non si è fermata ed è invece ripartita di scatto dando vita all’inseguimento. Nell’autovettura vi era anche la compagna e i quattro  figli, ma nulla ha impedito all’uomo di innescare una vera e propria “gara” con la polizia sul Gra che si è conclusa quando l’auto, che poi è risultata rubata, è stata bloccata all’uscita per l’autostrada di Fiumicino. l’uomo è stato arrestato. all’interno della vettura i carabinieri hanno rinvenuto anche una pistola scacciacani, una grossa lama di coltello e un punteruolo di 15 centimetri. Fermato anche il complice: un romano di 48 anni, arrestato nonostante il tentativo di fuga da una finestra di una casa.

Quelli che… non vogliono le staminali! Quanti interessi ci sono dietro?

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In Italia il dibattito si è aperto quando il 10 aprile scorso la legge per l’uso terapeutico delle cellule staminali ai trapianti d’organo,  è stata approvata in Senato e ha riscosso notevole scalpore. Ora dovrà passare al vaglio della Camera e si cerca perciò di fare pressione affinché la legge venga bocciata. Ma di cosa si tratta nel concreto e cosa si vuole veramente impedire? Quali  interessi ci sono dietro?

In molti paesi del mondo l’uso terapeutico di cellule staminali di derivazione embrionale o da tessuti differenziati, è considerato dal punto di vista legale analogo all’uso di farmaci. Questo comporta che l’eventuale approvazione delle cellule staminali come strumenti terapeutici, è sottoposta a valutazioni molto severe e restrittive. Questo è necessario per la natura stessa delle cellule. Il pregio delle cellule staminali, infatti, è la loro capacità di differenziarsi in molti o tutti i tipi di cellule mature e quindi di poter rimpiazzare tessuti o addirittura organi non più funzionanti. Il problema principale connesso con il loro uso clinico è che non è facile controllare che di questa grande gamma di possibilità sia espressa esattamente quella richiesta dalla patologia del paziente: la cellula staminale, che può fare tutto, può fare una sola cosa utile al paziente, quella che gli serve, e molte altre inutili o addirittura dannose, non escluso sviluppare un tumore. Ma essendo la legge restrittiva già ai soli trapianti d’organo è chiaro che non servono altre restrizioni che a questo punto potrebbero solo impedirne l’uso laddove la legge lo consente.

Per essere più chiari un cuore trapiantato, se è sano e non viene rigettato, funziona esattamente come un cuore normale e non può causare danni “imprevisti”, di certo non diventa un tumore.

Ma quindi perché si vuole impedire l’uso delle staminali che invece potrebbero salvare molte vite umane?

Perchè il giro di affari delle staminali può diventare un vero e proprio business. Ci sono ditte  o istituzioni che preparano cellule staminali per uso terapeutico come la Stamina, che potrebbe avere diversi interessi a tale proposito. Basti pensare che nel 2009 la Stamina Foundation finì sotto inchiesta per aver manipolato cellule staminali nei sottoscala in ambienti non igienici che potevano mettere a rischio la salute dei pazienti a cui tali cellule erano destinate.

Ci sono poi i medici in cerca di notorietà o animati da tante buone intenzioni che vogliono a tutti i costi fare anche la sperimentazione e quindi sono i primi a dividersi tra i contrari e favorevoli solo per mero protagonismo.

C’è poi il Vaticano che invece vuole puntare a ogni costo sulle cellule  staminali di derivazione non embrionale, che però non hanno gli effetti che possono avere le altre.

Il discorso sulle staminali è sicuramente complesso, anche perché la ricerca scientifica è molto indietro, ma pare ceh ci siano troppi “cani intorno all’osso” a voler dare spiegazioni pseudo-scientifiche che nascondono solomeri interessi economici.

La nostra salute e la nostra vita possono diventare una banconota di scambio?

E’ di poche ore fa la lettera di 13 “autorevolissimi” scienziati mondiali che mettono sotto accusa il decreto sulle staminali definendolo “un attacco alle regole” base della ricerca medica, un precedente ” unico nel mondo occidentale” che rischia di varcare “il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre”.

E se sicuramente c’è bisogno di una attenta valutazione caso per caso e di regole specifiche che garantiscono la “filiera” con cui vengono generate poi le cellule introdotte nei pazienti, è anche vero che irrigidire tutto il sistema non garantisce un maggior controllo, ma ne blocca l’utilizzo.

D’altra parte l’organo da cui arriva la protesta, che fra l’altro chiede all’Ue di fermare il decreto italiano, viene da una  associazione che conta oltre 1500 scienziati in tutto il Mondo, ma solo 13 hanno sottoscritto questo appello. Come mai se era così dannoso, tanto da minare la vita di alcuni pazienti, gli altri si sono astenuti?

Tra questi c’è il professore di Patologia alla Sapienza di Roma, Paolo Bianco, “Le cellule staminali possono offrire opportunità senza precedenti per sviluppare nuove cure verso molte malattie ad oggi inguaribili. Ma ci vorrà tempo. Ad ogni modo, solo una scienza rigorosa e dei severi controlli possono assicurare che ciò che scopre la scienza diventi una terapia sicura ed efficace”. Approvare il decreto per utilizzare i protocolli della Stamina Foundation, che come ricordano gli stessi esperti “non hanno dimostrato la loro efficacia”, potrebbe portare “ad un pericoloso precedente per i pazienti  che cercherebbero di essere trattati con altre terapie a base di staminali in Europa o in altri Paesi”.

Ancora più dura la posizione di Elena Cattaneo, direttrice del centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano, secondo la quale “i trattamenti basati su metodi irrazionali e non verificati, che non siano stati validati o documentati scientificamente, non dovrebbero raggiungere i pazienti. Prevenire che accada è una specifica responsabilità delle autorità competenti in materia di salute e di ogni governo, che devono anche assicurarsi di non illudere i pazienti. I malati possono essere danneggiati o addirittura uccisi da cure che non si siano dimostrate totalmente sicure ed efficaci con trial clinici rigorosi. L’uso di medicine che non abbiano seguito gli standard più alti possibili – conclude – è un comportamento irresponsabile”.

Il caso rimane aperto, anche se la stampa sembra aver preferito dargli un basso profilo. Quanto le staminali possono a oggi essere utilizzate? In che modo e in che misura? Dove in realtà si tratta solo di mero business e di truffa per i pazienti? C’è anche da dire che le staminali solitamente vengono utilizzati su quei pazienti che soffrono di patologie irreversibili come la Sla e che si affiderebbero a qualsiasi speranza che possa cambiare la loro condizione… fin dove si cura e dove invece si lucra?

Chi ha inventato l’Imu ora tuona per toglierla. I sindaci in rivolta

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Non si parla d’altro in Italia. L’Imu è al centro di ogni controversia politica e rischia di far cadere il fragile governo Letta che si è appena insediato. Ma chi ha inventato l’Imu? Era il marzo 2011 e all’interno del progetto del federalismo fiscale il governo Berlusconi sostituì la vecchia Ici con una nuova tassa che sarebbe dovuta partire nel 2014. Poi a novembre 2011 il nuovo esecutivo capitanato da Mario Monti ne anticipò l’entrata in vigore nel 2012 estendendola alla prima casa, inglobando l’Irpef fondiaria e aumentando le rendite catastali facendo una vera e propria strage sociale. Si snaturò il criterio stesso dell’Imu (il federalismo fiscale) poiché oltre 23,7 miliardi, di cui 4 miliardi provenienti dalla prima casa, andarono direttamente nelle casse dello Stato centrale. Cosa restava ai Comuni? I soldi dell’Ici più una quota sulla prima casa e gli eventuali aumenti discrezionali. Iniziò così la battaglia Anci e Tesoro. Secondo i sindaci, infatti, a Roma hanno sottostimato il gettito della vecchia Ici di almeno un miliardo di euro rubandolo, dunque, ai comuni. A dicembre, Monti cede alle pressioni del Parlamento e decide che l’Imu 2013 andrà tutta ai Comuni, con l’eccezione di opifici, alberghi, fabbricati commerciali etc: con questa novità però – calcolando anche il miliardo della nuova Tares sui servizi indivisibili – lo Stato azzerava i suoi finanziamenti ai comuni.

Ora però si cambia ancora e le casse dei comuni sono destinate a rimanere vuote… sembra ormai certo che bisognerà tornare ai trasferimenti da Roma.

“Questa è la cosa drammatica – spiega Alberto Zanardi, professore di Scienza delle Finanze a Bologna – La dialettica tra erario e comuni viene moltiplicata perché ogni anno cambiamo l’imposta e bisogna stabilire da capo quel che sarebbe stato il gettito”. Togliendo l’Imu sulla prima casa bisognerà trovare una cifra compresa tra i 3,3 e i 4 miliardi. É il primo, enorme problema: circa il 25 per cento dei Comuni, infatti, aveva aumentato l’aliquota sull’abitazione principale ricavandone un extragettito, altri avevano intenzione di farlo quest’anno (Napoli e Bologna, ad esempio), tutti avevano già inglobato quelle maggiori tasse nel bilancio di previsione per il 2013. L’inghippo? I trasferimenti statali saranno tarati sull’aliquota base del 4 per mille – senza aumenti – per evitare che chi ha faticato per tenere basse le tasse venga alla fine penalizzato. Spiega il primo cittadino di Bolzano Luigi Spagnolli: “Il presidente Letta ha annunciato che non si pagherà l’Imu sulla prima casa: dovranno però dirci come e dove prendere quei soldi già messi a bilancio”.

Discorso che riguarda anche la Tares, altra imposta comunale, se si deciderà di rimandarla all’anno prossimo. “In questo stato di incertezza – dice il vicesindaco di Genova Stefano Bernini – non riusciremo ad avere un bilancio: senza certezza di entrate, i Comuni saranno costretti ad andare avanti a dodicesimi (di mese in mese) con il rischio di spendere di più”. Non solo: i sindaci – se i trasferimenti statali fossero rallentati come è accaduto negli ultimi anni – potrebbero trovarsi ad avere pure problemi di liquidità. “Effettivamente c’è un problema e lo affronteremo”, dice il neoministro Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia.

Intanto a rischio ci sono la manutenzione delle strade, il verde, i rifiuti, il welfare, gli asili e altri servizi.

I dipendenti “furbetti” della Camera e del Senato scoperti dalle Iene

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I politici non brillano certo per dare il buon esempio, ma ci sono anche i dipendenti di Camera e Senato, che prendono molti più soldi di qualsiasi altro dipendente pubblico (cinque volte tanto) che hanno imparato bene come eludere i controlli sulle presenze. La scena è quella a cui siamo abituati da sempre, timbrare il badge e poi uscire, nulla di nuovo, ma il problema è che questi furbetti portano a casa circa 150mila euro all’anno, quattro volte più di un dipendente  del Parlamento inglese che si ferma a 40mila. La Iena Filippo Roma, in un servizio che andrà in onda domani è riuscito a documentare in ogni dettaglio le “astuzie” di questi dipendenti. A togliere il velo di omertà è stato un addetto di Palazzo Madama che era stanco di assistere al “giochetto del badge” e ha affermato in un intervista: “uno arriva in ufficio, timbra e poi se ne va a spasso. Facilissimo, aggiunge, perché il Senato ha molte sedi e quindi non è raro che ci si debba spostare per riunioni. Solo che “te ne vai a spasso, a fare la spesa, a giocare al lotto, al bar”. Tutto questo ancora una volta a spese degli italiani.

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Marocchino si dà fuoco nella piazza centrale di Rimini

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Aveva 45 anni il marocchino che ieri sera, intorno alle 23, in piazza Cavour a Rimini, nel cuore della movida, ha deciso di darsi fuoco in mezzo ai giovani che stavano affollando la piazza per passare la serata di venerdì. L’uomo, in particolare, si e’ ustionato volto e mani. Il motivo del gesto  sarebbe attribuibile al mancato rinnovo del permesso di soggiorno e alla perdita del lavoro.

Justin ce l’ha fatta… è vivo!

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Justin è un gattino di 5 mesi è stato vittima di una violenza inutile. Prima è stato cosparso di una sostanza infiammabile a cui successivamente è stata data fuoco. Un passante si è accorto del gattino in fiamme e ha gettato la sua giacca sul povero animale, spegnendo le fiamme ed evitando il peggio.  Justin è stato portato in condizioni disperate presso Animal Alliance, un’associazione animalista del vicino New Jersey.   a Kensington, in Pennsylvania, luogo in cui il gattino è stato dato alle fiamme è stata anche messa una taglia per chi aiuterà a rintracciare il colpevole di questo crimine che ha lasciato l’America sotto shock. Purtroppo fino ad ora le immagini riprese da una telecamera, sulle quali si sperava di potere rintracciare il colpevole, non hanno fornito gli esiti sperati, ma molti americani, indignati dall’inutile violenza del gesto si sono messi a disposizione per cercare il colpevole, mentre altri hanno provveduto a pagare, tramite contribuzioni volontarie, le spese veterinarie del gattino.

 Il dottor Wendy Ross, a capo dell’equipe che lo assiste, ha commentato: “Fare del male a un animale innocente è molto, molto inquietante… Le punte delle orecchie sono state bruciacchiate e quindi rimosse. Senza un soccorso tempestivo sarebbe morto”. Invece Justin è riuscito a salvarsi miracolosamente e grazie alla solidarietà di tante persone che hanno voluto contribuire  a non far calare l’interesse sul caso, perchè atti del genere non si verifichino mai più.

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Il senegalese fermato per la morte di Ilaria aveva dei complici?

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Ilaria Leone non è morta per strangolamento, ma è stata soffocata dal suo stesso sangue fuoriuscito dalle profonde ferite al setto nasale. L’autopsia ha quindi dato una verità diversa sulle cause della morte della 19enne.  Ora si ritiene che la giovane sarebbe stata barbaramente picchiata e successivamente portata nell’oliveto dove sarebbe morta. Inoltre l’autopsia ha confermato che la giovane sarebbe stata oggetto di una tentata violenza prima di essere uccisa. Questi dati fanno ora prevedere uno scenario diverso in cui   Ablaye Ndoye il senegalese fermato ieri, avrebbe avuto anche alcuni complici, fatto, quest’ultimo, che non esclude neppure Francesco De Leo, il procuratore che sta indagando sull’omicidio della ragazza.  Emergono anche altre verità sulla vicenda. Sembra infatti secondo il Corriere Fiorentino che il senegalese sia stato “incastrato” da un suo connazionale, il quale si sarebbe rivolto ai carabinieri dopo che Ablaye Ndoye gli avrebbe chiesto di cancellare la memoria del telefonino della vittima.

”Sembra che il fermato – ha aggiunto De Leo – non fosse gradito alla comunità che lo ospitava, ma che venisse tollerato per il loro senso del dovere”. Intanto Ablaye Ndoye, ha riferito ancora il magistrato, ”è stato ancora interrogato, ma ha continuato a non ammettere la colpa”. Nei suoi confronti, ha aggiunto, ”il fermo verrà convalidato dal pm Fiorenza Marrara nelle prossime ore, per il reato di omicidio”.

Marino candidato a sindaco di Roma, può essere il sindaco di tutti?

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Sembra proprio che si profili una campagna elettorale difficile per Ignazio Marino candidato del Pd a sindaco di Roma. Questa mattina è stato infatti contestato duramente da un gruppo di animalisti. Uomini e donne, a torso nudo, hanno inseguito Marino a Campo dè Fiori gridando «vivisezione falsa scienza, Marino non hai coscienza», dopo aver esposto sulla piazza alcuni cartelli che su cui era scritto ‘No Marino, no pellicce’, ‘Mai più vivisezione, mai più Green Hill’. Alcuni attivisti avevano anche le mani ricoperte di vernice rossa per simulare il sangue degli animali. A questo punto è iniziato un vero e proprio inseguimento nel quale alcuni manifestanti hanno travolto anche i banchetti dei commercianti. Ignazio Marino si è precipitosamente rifugiato dentro piazza Farnese negando ogni tipo di dialogo con i manifestanti, dopo che timidamente aveva cercato di esprimere le proprie idee. Le proteste sono continuate con ‘Marino, Marino sei tu il babbuino’

Sono intervenute le forze dell’ordine che hanno sedato le proteste.  Alcuni testimoni hanno affermato «Per un attimo non si è capito nulla, abbiamo visto queste persone inseguire Marino. Che poi la cosa strana è che dicevano di essere animalisti quando invece avevano scarpe e cinture in pelle». Secondo quanto si apprende alcune persone aggredite dai manifestanti si sarebbero recate in commissariato per sporgere denuncia.

Che siano stati animalisti o meno rimane il dubbio forte se Ignazio Marino sia la persona giusta per rappresentare tutti i cittadini romani, visto che dà più parti i cori contro il candidato del Pd si sono sollevati proprio in merito alle vivisezioni sugli animali.

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Apologia del fascismo in un bar di Bari… il volto del duce sullo scontrino

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L’apologia del fascismo è vietata dalla Legge 20 giugno 1952, n. 645 detta anche Legge Scelba, ma sembra che nessuno faccia rispettare tale normativa. Infatti nel bar di “Titti tuister” a Bari  ci sono appesi calendari in omaggio a Benito Mussolini, un barista orgoglioso che mostra la svastica tatuata sul braccio e sullo scontrino compare il volto del duce. Chi gestisce questo macabro mausoleo? Un gruppo di giovani che sembra proprio vada fiero del loro locale. Come viene raccontato da La Repubblica “Attorno ci sono ritratti, calendari, statuette e fotografie in bianco e nero con l’inconfondibile saluto romano. I cimeli del fascismo sono ovunque. Voltando lo sguardo a destra si vedono dei piccoli souvenir con i fasci da combattimento, girando gli occhi a sinistra si vedono altri calendari delle camicie nere mischiati a quelli delle forze di polizia”.

Ma c’è chi come un turista milanese resta incredulo “Non ci potevo credere ero in partenza per la Grecia e avevo preso due bibite. Mentre riordinavo il portafogli ho visto lo scontrino e la foto di Mussolini. Mi chiedo: è normale? Ho provato fastidio. Mi sento ancora stranito”. Il turista ha preso il telefono e ha contattato le associazioni dei consumatori. “Ho chiamato Adiconsum e Altroconsumo e sono rimasti sconvolti. Mi hanno proposto un ricorso legale. Ora proverò a sentire il Garante dei consumatori”.

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Loch Ness esiste… ma forse è in Irlanda!

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Su Loch Ness si sono fatte le ipotesi più stravaganti e assurde, ma anche le ricerche scientifiche più bizzarre… questo accade quando si vuole dare una risposta a un mito nell’immaginario collettivo. Un mostro, che nel nostro subconscio può raccontarci le radici da dove veniamo, che viene fotografato e impresso per dar sostegno a tesi inoppugnabili. Ormai sedate le ricerche in Scozia ecco arrivare il filmato di due ragazzi che stavano registrando un progetto per il loro corso di film-making hanno immortalato qualcosa di strano: una scia che si muoveva a pochi metri dalla loro imbarcazione. Ecco un nuovo lavoro per i cripto zoologi che ora si trovano alle prese con il mostro di Foyle, in Irlanda. Cosa non farebbero gli irlandesi per far concorrenza ai cugini scozzesi!

 

Omicidio-suicidio Bari, l’ipotesi non regge più? Spariti 1000 euro

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Dalla tasca del figlio Claudio sarebbero spariti 1000 euro, l’incasso della farmacia. Troppe ombre sul caso di omicidio-suicidio di Bari. Dalla pistola, arma del delitto con cui Michele Piccolo avrebbe sterminato la sua famiglia prima di gettarsi in piscina e affogare, alla somma sottratta nelle tasche del figlio maggiore. Dalla tragedia famigliare al giallo il caso di Bari continua a non avere una spiegazione.

L’edificio fallico che imbarazza la Cina.

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Un giornale che progetta una nuova sede a Pechino certo non fa notizia, neppure quando si tratta del People’s Daily, famoso quotidiano cinese. Il caso nasce quando un utente del social network Sina Weibo mette online una foto dell’edificio con le impalcature sulla sua sommità. L’impatto visivo è dirompente, l’aspetto fallico innegabile. la piattaforma di microblogging cinese lo ritiene “imbarazzante”  e blocca la ricerca sul social network, ma la notizia si diffonde nel resto del mondo.

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Infuriano le fiamme in California… terrore per i cittadini.

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Aria irrespirabile e una coltre di fumo ovunque, l’ennesimo incendio devastante della storia californiana. A essere colpita ora è la parte Sud della California, a meno di 150 km da Los Angeles. Sono centinaia i vigili del fuoco, decine gli aerei ed elicotteri impegnati per contenerlo, ma comunque “il fuoco viene spinto dal vento”.  Secondo quanto riferisce la Cnn, le fiamme interessano una zona di oltre 3.000 acri, circa 1.200 ettari. Lo stato di allarme riguarda però tutto stato della California, dove nonostante non sia ancora la stagione maggiormente a rischio, si sono negli ultimi tempi già registrati altri incendi, seppur di dimensioni contenute. Questo, secondo vari esperti, anche a causa della scarsità di piogge negli ultimi due inverni. Le fiamme hanno raggiunto la famosa Pacific Coast Highway, bruciando oltre tremila ettari di terreno. Centinaia di abitanti sono stati costretti a lasciare le proprie case, e secondo quanto riporta la rete televisiva sono oltre quattromila le abitazioni in “grave pericolo”.

La Biancofiore si difende e afferma che i gay si ghettizzano!

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Così si è difesa Michaela Biancofiore: “Non sono omofoba. Mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte. Nei miei confronti è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate. I gay sono discriminati? Se è per questo sono più discriminate le donne. Perché, invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne? E perché non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri? Odio le discriminazioni verso gli animali, figuriamoci verso le persone! Potrei anche prendere qualche collaboratore gay. E sono pronta a incontrare le associazioni. Al prossimo Gay Pride se mi invitano ci andrò, ma non mi metterò a ballare seminuda sui carri. Sulle unioni omosessuali, alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo mentre sulle unioni civili non ho preclusioni».

Non c’è neppure da commentare le parole della Biancofiore, che sicuramente ha cercato di andare ben oltre le sue idee e di difendere delle posizioni indifendibili. Il problema è che quando una persona va contro le sue intime ideologie non riesce assere credibile. “Autoghettizzarsi”  è l’apice e la sintesi di un pensiero che non può concepire l’essere gay. Paragonare poi le donne ai gay e cercare in questo modo delle similitudini è solo una forzatura di problemi che hanno radici ben diverse. Non si combatte una discriminazione mettendosi in competizione tra strati sociali più vessati, ma magari aprendo al dialogo e alle motivazioni che ci sono dietro a forme di pensiero “ghettizzanti” e denigratorie.  Quanto andare al gay Pride per fare l’opera di bene e porsi come “la normale” all’interno della diversità è quanto meno allucinante.  Non c’è bisogno di spogliarsi, ma c’è bisogno di condividere un’esperienza senza preconcetti. E se poi ci viene insegnato un cattolicesimo intransigente forse è ora di rivedere la propria fede religiosa alla luce di un pensiero moderno di fratellanza universale senza preconcetti, anche perché l’Italia è un Stato laico che non può essere governato, come spesso avviene, da politici cattolici intransigenti.

Norvegia razzista… anche loro hanno un “Borghezio”

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Si chiama Sandberg ed è un deputato della destra populista norvegese, noto per le sue  posizioni anti immigrazione, ha lanciato la proposta di chiudere le frontiere a gruppi organizzati di coloro che egli considera potenziali criminali: francesi, bulgari e rom. Auspica anche misure immediate ”per fermare il flusso di mendicità e criminalità.”

Anche la Norvegia quindi deve fare i conti con il razzismo e con l’intolleranza. L’Europa sembra essere particolarmente sensibile alla tematica razzista e soprattutto al problema dell’immigrazione. La fragilità di essere incapaci ad affrontare il problema è forse un nodo che ci viene da lontano… dall’essere quel continente “vecchio” che non ha mai avuto veramente un flusso migratorio con cui confrontarci. Eravamo noi Europei a scappare nelle Americhe, eravamo noi europei a cercare la “felicità” in altri Paesi… non siamo preparati ad accoglierli, avendo ancora la mentalità di chi deve proteggere quello che ha accumulato. Il problema è che non ci sono governi a garantirci che quel benessere spesso derivato da un familiare che è dovuto andare in cerca di fortuna non ci verrà sottratto o diminuito da un costante flusso di immigrati. Sono governi che ci minano la casa, quella costruita a volte proprio con il duro lavoro da emigrati. L’Europa da nord a sud si trova quindi a scoprirsi razzista, fragile e spaventata dalla massa di migranti che ogni anno si riversano nel vecchio continente. Quale è la cura? L’unica possibile è quella di saper fare un piano di migrazione controllato, di capire quanto e come ogni nazione può assorbire di quel flusso migratorio senza che i cittadini poi lo vivano nel disagio. Dare prima di tutto una dignità e una prospettiva di vita a chi entra, che non si senta trattato come un reietto, ma accolto come una risorsa. Che non ci sia quindi una massa incontrollata che soffre e fa soffrire chi si sente impotente davanti a quella miseria. Perchè non c’è nessun europeo che può essere contento di fronte a un essere umano, di qualsiasi etnia e colore, che chiede l’elemosina. E’ prima di tutto una sconfitta per uno Stato degno di questo nome. Se il piano fosse a livello europeo forse non avremo più i Borghezio o i Sandberg… o forse li avremmo e ci farebbero ridere per essere naif e non spaventarci per le loro idee oltransiste che purtroppo hanno un seguito proprio per questa incapacità degli stati di trovare forme di immigrazione controllata. Sarebbero immediatamente degli outsider.

 

Miccichè ringrazia Dell’Utri… questo è cambiamento?

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«È la resurrezione. Lo devo a Berlusconi, grande stratega, protagonista assoluto di questo governo», che «potrà durare anche cinque anni, ma ogni mattina bisognerà aprire la finestra per vedere se c’è ancora». Lo afferma Gianfranco Miccichè, neo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione, in un’intervista al Corriere della Sera. Oltre a Berlusconi, Miccichè ringrazia Raffaele Lombardo, «che per l’asse Mpa-Grande Sud ha fatto telefonate a Verdini e Berlusconi invocando la mia nomina, chiesta anche alla consultazione di Letta. Anche Marcello Dell’Utri – aggiunge – credo abbia avuto un peso nelle scelte che ha fatto Berlusconi. Non mi vergogno di dirlo. Quando scoprirò che è veramente mafioso non lo saluterò. Ma ancora oggi non ci credo». Parlando delle liti con Alfano, Schifani e Castiglione, «se ne sono dette di peggio Bersani e Berlusconi, eppure ora stanno insieme. Si litiga anche all’interno della propria area, ma poi con l’età subentrano altri sentimenti», commenta Miccichè. Riunire tutti «è il miracolo di Berlusconi. Ma ricordiamo che lo ha potuto fare perchè in un paio di Regioni ha vinto il premio di maggioranza con i voti da noi portati».

Tra i velati ricatti dei voti portati in alcune regioni, i ringraziamenti a Dell’Utri e le lotte intestine… così s’insedia un sottosegretario della Repubblica italiana? Ma un po’ di rispetto per i cittadini?

Deragliato un treno con prodotti chimici, evacuate 300 persone.

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L’incidente avvenuto nella notte nella  nella zona del porto di Gand, in Belgio ha comportato l’evacuazione di 300 persone. . Il treno, proveniente dall’Olanda, che trasportava prodotti chimici è deragliato e si è incendiato. Il traffico ferroviario e’ stato interrotto temporaneamente tra Schellebelle e Wetteren, con disagi per i passeggeri malgrado l’istituzione di un servizio navette d’emergenza.

 

21 tappe da Napoli a Brescia: prende il via la Corsa Rosa

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3.548 chilometri, 21 tappe che porteranno, 207 corridori per 23 squadre: prende il via oggi a Napoli la 96esima edizione del Giro d’Italia a cui non parteciperà Ivan Basso, che ha dovuto annunciare il ritiro a due giorni dalla partenza a causa di una cisti al soprassella. Il corridore varesino, capace di vincere la corsa rosa sia prima (2006) che dopo (2010) i due anni di squalifica per il coinvolgimento nell’Operacion Puerto, non sarebbe comunque partito favorito. I protagonisti più attesi sono altri. Stando alle quote dei bookmakers, sembrerebbero non avere troppe possibilità né lo spagnolo Sanchez, né l’italiano Scarponi o l’australiano Evans. Ne ha qualcuna in più il canadese Hesjedal, vincitore a sorpresa dell’edizione 2012, quotato a dieci, facilitato anche dall’assenza di chi l’anno scorso gli ha conteso la maglia rosa fino alla cronometro dell’ultima giornata, lo spagnolo ‘Purito’ Rodriguez, la cui squadra non aveva ottenuto, all’inizio, la wild card dagli organizzatori per partecipare alla corsa. Sempre rifacendosi alle agenzie di scommesse, sembra che si tratterà di una corsa a due che metterà a confronto lo ‘Squalo dello Stretto’ Vincenzo Nibali, il messinese ha dalla sua un terzo e un secondo posto al Giro e un terzo al Tour, oltre ad avere cominciato la stagione con le vittorie alla Tirreno-Adriatico e al Trentino, e il ‘Mod’ britannico Bradley Wiggins, che vanta un palmares olimpico e mondiale da far rabbrividire, dove il primo posto all’ultimo Tour de France è solo la ciliegina sulla torta. La loro sfida inizierà con la seconda tappa, la cronosquadre Ischia-Forio per terminare con le ultime tre, spettacolari e massacranti: cronometro individuale di 20 chilometri da Mori a Polsa alla diciottesima, alta montagna con Gavia e Stelvio alla diciannovesima, arrivo alle Tre Cime di Lavaredo alla ventesima. Sarà qui che si decideranno le sorti del Giro mentre il 26 maggio, a Brescia, sarà solo una passerella per i superstiti tra i 207 ciclisti presenti alla partenza. Tra questi c’è anche il 25enne Ji Cheng, primo corridore cinese a partecipare a un Giro d’Italia. Cheng corre per la Argos-Shimano e ha già concluso una grande corsa a tappe, con il 175 posto nella Vuelta di Spagna 2012. Ma il 26 maggio è lontano ed i ciclisti si devono concentrare sui 156 Km di oggi, sulle strade e con arrivo sul suggestivo lungomare di via Caracciolo : un circuito cittadino perfetto per i velocisti che puntano alla prima maglia rosa come il britannico Mark Cavendish, l’australiano Matthew Goss e gli italiani Manuel Belletti, Marco Marcato e Daniele Bennati. Non sarà comunque una giornata semplice: il rigido inverno e l’ancor più rigida spending review hanno lasciato strade dissestate e il milione di euro speso per questa giornata inaugurale non cancellerà le pecche nazionali. Ma le polemiche maggiori sono per la tappa d’arrivo, spostata da Milano, dove la competizione è nata, dove risiede Rcs che la organizza e dove dagli anni Novanta è sempre terminata (con due sole eccezioni), a Brescia. Tutto questo per motivi esclusivamente economici e squisitamente politici: nello stesso giorno dell’ultima tappa, infatti, si terrà il primo turno delle elezioni comunali. Mezzo milione di euro contro i 100mila offerti dal Comune di Milano, un’offerta che gli organizzatori non potevano rifiutare. L’arrivo della maglia rosa è quindi un ottimo, e costosissimo, spot elettorale per il sindaco uscente, Adriano Paroli, ricandidato con il Pdl. E se le opposizioni, dal Pd al M5s, hanno fatto dichiarazioni di fuoco al riguardo a mezzo stampa, nei fatti si è verificata l’immobilità totale. Augurandoci che, almeno sulle ruote, trionfi la correttezza, buon Giro a tutti!

Da giugno l’Etna diventa patrimonio dell’umanità

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L’Etna sta per essere “promossa” a patrimonio dell’umanità. Da giugno entrerà nella lista dell’Unesco a Phnom Penh, in Cambogia, in occasione della 37/ma sessione del Comitato del patrimonio mondiale, alla presenza dei rappresentanti di oltre 180 Paesi. Lo ha reso noto il Ministero dell’Ambiente aggiungendo che il Ministero degli Affari esteri ha comunicato l’esito positivo della valutazione del Monte Etna da parte dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), che ha riconosciuto l’importanza scientifica ed educativa, l’eccezionale attività eruttiva e l’ultra-millenaria notorietà del vulcano, icona del Mediterraneo”.

“Il monte Etna – si legge nella dichiarazione – è rinomato per l’eccezionale livello di attività vulcanica e per le testimonianze inerenti a tale attività che risalgono a oltre 2700 anni fa. La notorietà, l’importanza scientifica e i valori culturali ed educativi del sito possiedono un significato di rilevanza globale. E’ un traguardo significativo per l’Italia – ha commentato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando -. Il riconoscimento, come è già avvenuto recentemente con le Dolomiti, è un’opportunità per il nostro Paese per coniugare la tutela dell’ambiente con la valorizzazione del territorio, investendo così nello sviluppo sostenibile, la strada che dobbiamo percorrere”.

Intanto l’attività del Vulcano prosegue, queste le foto delle ultime ore:

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Bari: Il figlio è in coma irreversibile, la pistola non si trova.

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Dovevano festeggiare il 20esimo compleanno della figlia, ma invece il Michele Piccolo, un farmacista di Sannicandro di Bari ha sterminato la propria famiglia. Questa sera sarebbero dovute arrivare 70 persone nella villa, per festeggiare Letizia… invece della festa c’è lo shock. Un paese che s’interroga e il sindaco che rivela: “Sono stato sul posto anche stanotte, non sono entrato nella villetta dove peraltro sono stato tante volte da amico, a noi resta lo sgomento per una tragedia che ha dell’incomprensibile. Si tratta di persone normali nulla poteva lasciare presagire quello che è successo. La signora, anzi la dottoressa visto che era farmacista come il marito, era stata eletta nella mia lista ed era assessore e vicesindaco, ieri aveva celebrato un matrimonio nel castello. Era una donna che aveva tanta voglia di vivere era un persona molto espansiva, l’ultima volta, l’ho sentita ieri a mezzogiorno poco prima del matrimonio così come sempre ieri mattina avevo incrociato il marito, e ci siamo anche fermati a chiacchierare, mi è sembrato del tutto normale. Il figlio Claudio – ha proseguito – è coetaneo di mio figlio e studiano insieme farmacia “.

Ora Claudio è in coma irreversibile all’ospedale… Una tragedia inspiegabile, come quella pistola, arma dell’omicidio-suicidio che la polizia sta cercando ovunque, ma che non si trova e lascia un velo di mistero sull’accaduto.

L’automobilismo italiano in mostra a Modena: le mitiche 17.

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40 anni di Formula 1 raccontate attraverso 17 autovetture. La storia dell’automobilismo italiano  è in mostra al Museo di Enzo Ferrari a Modena:  “Grand Prix: le Monoposto del Campionato di Formula 1”. Un’esposizione inedita, che è stato possibile allestire grazie al contributo di alcuni collezionisti, di macchine da corsa dal 1950 al 1994. In mostra ci sono l’Alfa Romeo 159, la Mercedes W196 e la Ferrari Lancia D50 di JuanManuel Fangio, alla guida delle quali si è aggiudicato il titolo mondiale. La Ferrari 312T del Mondiale 1975 di Niki Lauda, la Porsche 804 di Dan Gurney, la Ligier di Jacques Lafitte e la Williams del grande pilota brasiliano Ayrton Senna, la McLaren MP 4/4 che si aggiudicò nel 1988 15 gran premi su 16. Inoltre la Ferrari 312 T4, la prima monoposto a “effetto suolo”, guidata da Gilles Villeneuve nel 1979 e la Williams FW15D con cui Alain Prost nel 1993 vinse il Mondiale. Una mostra che terminerà ad ottobre 2013 e che è nata per celebrare un anno di attività del museo.

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L’America che rifiuta il ceceno anche da morto!

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Quando il terrore e la paura superano una certa soglia mentale… la follia dilaga. Quando ai cittadini americani vengono minate le loro radici, quando viene stuprata la loro terra e quando si sentono impotenti di fronte a un attentato, tutto può far discutere… tutto diventa polemica. Il corpo del ceceno Tamerlan Tsarnaev non trova sepoltura. I cimiteri hanno paura di “perdere clienti”… chi vorrà essere seppellito nello stesso cimitero di un attentatore della patria? Di un assassino che ha trasformato la festa in tragedia, un evento sportivo in un dramma seguito a ogni latitudine della terra? Tamerlan Tsarnaev viene quindi rifiutato anche da morto. Peter Stefan, direttore della Worcester Funeral Home, è, invece, convinto che chiunque abbia diritto a un “funerale dignitoso” indipendentemente dalla circostanze della sua morte. Una convinzione affatto scalfita dalle proteste di un gruppo di persone che si e’ radunato ieri fuori dagli uffici della sua impresa funebre. E nemmeno dalle difficoltà sin qui incontrate a trovare un cimitero che volesse accogliere il cadavere di Tamerlan. “Molte persone non lo vogliono. Dicono di non voler essere coinvolti nella faccenda”. L’America è fragile.  Gli Usa del nuovo millennio non sono più all’insegna degli “Happy Days” o dell’ “American Dream”.

La sindrome da 11 settembre fra quante generazioni passerà?

 

Torna la paura in Emilia: terremoto a Bondeno

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E’ tornata a serpeggiare la paura in Emilia Romagna quando, alle 7.11, la popolazione ha percepito distintamente una scossa di magnitudo 3.8 gradi Ritcher, seguita, dopo mezz’ora, da una seconda di magnitudo 2.7. L’evento ha avuto luogo tra le province di Rovigo e Ferrara e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha localizzato l’epicentro  nei pressi del comune di Bondeno a 8 chilometri di profondità. Sia le forze dell’ordine che i vigili del fuoco hanno dovuto rispondere a molte telefonate di cittadini che chiedevano informazioni o volevano segnalare di aver percepito la scoss. La sala operativa della Protezione civile dell’Emilia-Romagna non ha però ricevuto segnalazioni di danni.

Farmacista spara ai familiari: omicidio suicidio nel barese

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Un uomo ha ucciso, a colpi d’arma di fuoco, la moglie e la figlia 19enne Letizia, mentre ha ferito gravemente il figlio prima di suicidarsi annegandosi nella piscina della villetta di famiglia. E’ accaduto a Sannicandro di Bari. A sparare, con un’arma ancora non ritrovata, un farmacista 55enne, Michele Piccolo. La scoperta dei cadaveri, tra i quali quello di Maria Chimienti, 55enne vicesindaco della cittadina, è stata fatta dai carabinieri su segnalazione della fidanzata di Claudio Piccolo, il figlio 24enne che ora è ricoverato in condizioni gravi al Policlinico. La ragazza aveva tentato per ore di mettersi in contatto con il giovane senza esito ed ha quindi temuto fosse accaduto qualcosa di grave. Alcuni amici, da lei contattati e non ricevendo risposte dall’interno, hanno scavalcato il muro di recinzione prima di vedere, da una finestra, il corpo del giovane a terra nel soggiorno. E’ allora che hanno dato l’allarme ma per l’impenditrice Maria, la figlia ed il marito non c’era più nulla da fare. La donna era stata eletta, con una lista civica, consigliere del proprio Comune prima di essere nominata vicesindaco e assessore alla Pubblica istruzione, diritto allo studio, politiche per l’infanzia, pari opportunità, turismo e promozione delle tradizioni locali. L’uomo, che lavorava nella vicina Acquaviva delle Fonti, era stato a sua volta consigliere e assessore nella precedente amministrazione comunale, dal 2007 al 2012.

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