La protesta di Ruby: “Voglio essere ascoltata al processo”

ruby-protesta-tuttacronaca

Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby, dichiarandosi “dispiaciuta di aver fatto una cavolata spacciandomi per parente di Mubarak”, ha manifestato oggi davanti al Palazzo di Giustizia di Milano per chiedere di essere ascoltata al processo che porta il suo nome e che vede come imputato Berlusconi con l’accusa di sfruttamento di prostituzione minorile. Ruby è la figura chiave, oltre che in questo processo, anche di quello in cui sono imputati Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. Aspettando il 22 aprile, data in cui riprenderà il procedimento per il Cavaliere dopo la sospensione delle udienze decisa dai giudici in attesa della decisione della Cassazione sull’istanza di legittimo sospetto presentata dalla difesa del Cavaliere, Ruby ha preparato un lungo comunicato che ha letto alla stampa evitando però di rispondere alle domande. La ragazza ha esordito affermando di essersi sentita “strumentalizzata da parte della stampa e dalla magistratura” e di aver deciso “dopo due anni di rompere il silenzio”, lo ha fatto con questa protesta “per mia figlia Sofia e per la mia famiglia”. Tra le tante affermazioni contenute nel suo comunicato, Ruby ha dichiarato: “Non ho nulla di cui vergognarmi e nulla da nascondere. Chiedo di essere sentita dai giudici di Milano, spero che mi chiamino. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, e che questo avvenga nelle sedi istituzionali.” E ancora: “Non sono una prostituta, devono ascoltarmi. Per colpire Berlusconi la stampa ha fatto del male a me”. Dopo essersi scusata per le sue bugie, anche per quelle raccontate a Berlusconi, che afferma le servissero per “costruire una vita parallela, un’origine diversa dalla povertà”, non ha risparmiato un attacco alla magistratura: “La violenza che più mi ha segnato è stata quella del sistema investigativo. Dei ripetuti interrogatori che ho subito solo alcuni sono stati messi a verbale. Ho subito una tortura psicologica, un atteggiamento apparentemente amichevole ma improvvisamente mutato quando non ho accusato Silvio Berlusconi”, ha letto ancora Ruby. “A 17 anni non sapevo nemmeno chi fossero i pubblici ministeri, non leggevo i giornali, a malapena sapevo chi fosse Berlusconi. Oggi ho capito che è in corso una guerra nei suoi confronti che non mi appartiene, ma che mi coinvolge, mi ferisce. Non voglio essere vittima di questa situazione. Non è giusto. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, voglio raccontare l’unica verità possibile e lo voglio fare in sede istituzionale” E ancora: “Oggi ho capito che è in corso una guerra contro di lui e io ne sono rimasta coinvolta, ma non voglio che la mia vita venga distrutta”. Quindi Ruby si è congedata con un: “Quello che dovevo dire l’ho detto. Adesso spero che mi chiamino.”

Scandalo Idi: arrestato padre Franco Decaminada

idi_roma-tuttacronaca

L’ex consigliere delegato dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, padre Franco Decaminada, è finito oggi in manette con l’accusa di aver effettuato fatture false e un’appropriazione indebita per circa 4 mln di euro. Con la stessa motivazione, il gip di Roma ha disposto i domiciliari anche due imprenditori: Domenico Temperini e Antonio Nicoletta. L’operazione però non si è conclusa qui: la guardia di Finanza ha infatti sequestrato un immobile in Toscano, acquistato con i fondi dell’Idi e sono state avviate altre 14 perquisizioni. In una nota della GdF si legge: “Sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell’Idi presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi giornalieri dell’intero comparo Idi-Sanità. A titolo di asseriti e non documentati “rimborsi spese” o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione. Padre Decaminada risulta essersi appropriato di oltre 2,1 milioni di euro”. A questi, si aggiungono altri 1,8 milioni giunti a Decaminada da una serie di società che “ne hano schermato la reale destinazione con una serie di fatture false emesse da un’altra società, rappresentata dal responsabile pro tempore del settore commerciale dell’Idi”.

Pay by weight: a Samoa il biglietto aereo si paga… a peso!

samoa air - tuttacronaca

La Samoa Air, la compagnia aerea delle Isole Samoa, ha attuato una nuova politica per il prezzo dei biglietti aerei: non si limita a pesare il bagaglio dei suoi utenti, ma gli utenti stessi, ma calcola il prezzo del biglietto in base al peso del passeggero. Secondo il Ceo della compagnia, Chris Langton, questa è la “maniera più equa di viaggiare”, con una tariffa che va da un dollaro per kg nei voli domestici a 4,16 nei voli diretti alle Samoa americane. La fisica di base conferma che il peso dei passeggeri influenza i costi del carburante di voli e si può quindi comprendere perché l’obesità sia un problema per le compagnie aeree nel Sud del Pacifico: Samoa è il secondo paese più obeso della terra. Le persone per viaggiare si metteranno a dieta o, più semplicemente, sceglieranno una compagnia che non discrimina in base al peso corporeo con un atteggiamento che ricorda il bullismo?

Il terremoto colpisce al confine tra Afghanistan e Pakistan

terremoto-tuttacronaca

I media di Islamabad hanno riferito di una scossa di magnitudo 5,4 registrata al confine tra Afghanistan e Pakistan nella regione dell’Hindu Kush e che ha avuto riflessi anche nel Kashmir. I rilevamenti della Rete geologica statunitense riportano che il sisma è avvenuto alle 11,01 ora locale (7,31 ora italiana) a 34 km a ovest-sud-ovest di Ishkasham, città della provincia afghana di Badakhshan, a una profondità di 233,7 km.

La terra trema nelle Filippine: scossa a 5.3

Terremoto Filippine - Tuttacronaca

E’ stata registrata una scossa di magnitudo 5,3 al largo delle coste est della principale isola dell’arcipelago filippino, Luzon, con epicentro a 20 km a nord-est di Baler, capoluogo della provincia di Aurora. La scossa è stata avvertita anche dagli abitanti di Manila, la capitale che sorge a 158 km a sud-est dal luogo dell’epicentro. L’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti, ha rilevato l’ipocentro a 38,1 Km di profondità.

Gli Usa chiedono lo stop alle minacce mentre la Corea del Nord si fa aggressiva

Kim Jong-un - tuttacronaca

La Corea del Nord diventa sempre più aggressiva, dispiegando un missile di media gittata sulla costa orientale. Si potrebbe di un vettore Musudan, in grado di coprire 4.000 chilometri e quindi di raggiungere Guam. Inoltre il regime ha impedito oggi, per il secondo giorno consecutivo, l’ingresso all’impianto industriale condiviso con il Sud, minacciando di bloccare la zona in caso di insulti reiterati da parte di Seul, e lanciando l’ennesima provocazione con un ultimatum ai lavoratori del Sud sull’abbandono del distretto di Kaesong entro il 10 aprile. Il ministero dell’Unificazione di Seul smentisce però la notizia in quanto non corretta: le autorita’ del Nord ”hanno chiesto alle aziende del distretto di presentare un elenco dei dipendenti in partenza per Seul entro il 10 aprile”, ha detto un portavoce del ministero.

Mentre le forze armate americane valutavano le contromisure per quella che il  segretario alla Difesa, Chuck Hagel, definisce una “chiara e reale minaccia”, da Washington è stato annunciato il prossimo dispiegamento di un sistema di difesa missilistica nella base di Guam, aggiungendo che “la Corea del Nord deve smetterla con minacce provocatorie e cercare di conformarsi agli obblighi internazionali”. Circa la scelta di dispiegare il Thaad, inoltre, il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha spiegato: “Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie tenendo presente le provocazioni nordcoreane che continuano ad accrescere l’isolamento del regime dalla comunità internazionale”. Dopo aver mostrato la sua potenza militare, tuttavia, gli Usa hanno rivisto i loro piani scegliendo di mettere da parte, momentaneamente, un atteggiamento aggressivo per timore che possa sfociare in una crisi ancora più profonda. Secondo un esponente dell’amministrazione, infatti, “il timore e’ quello di rafforzare la prospettiva di possibili incomprensioni e che questo possa tradursi in errori di valutazione e risposte affrettate”.

‘Esprimere la propria opinione e’ una forma di difesa civile…

… voglio insegnare alla gente in questo paese a distinguere le bugie dalla verita’, il bene dal male, ancora non sono in grado di farlo”

-P183-

p183 - tuttacronaca

E’ morto l’artista di strada russo “P183”, noto anche come il Bansky russo. Pavel, di lui si conosceva solo il nome di battesimo, non aveva ancora compiuto 30 anni ma già era famoso per le sue opere, tutte create nei dintorni di Mosca, e per il messaggio politico che contenevano. A rendere nota la sua morte è stata la sua casa di produzione, che però non ha aggiunto dettagli.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: