Donna con bimba in auto sfonda le barriere della Casa Bianca. Uccisa

 

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Una donna ieri ha tentato di sfondare in macchina una delle barriere di protezione della Casa Bianca. A bordo dell’auto, un’Infiniti nera, c’era anche una bimba di 18 mesi. La sua corsa folle ad alta velocità è avvenuta lungo Constitution Avenue, verso Capitol Hill. Qui ha ignorato ogni esortazione a fermarsi. E dopo aver sfondato un posto di blocco, ferendo un agente, è stata freddata dai colpi della polizia. La tragedia è stata frutto della follia di un’igienista dentale afroamericana di 34 anni, Miriam Carey,  di Stanford, in Connecticut, con gravi problemi mentali.

L’America è rimasta con il fiato sospeso e con lo spettro del terrorismo anche se immediatamente fonti dell’intelligence avevano escluso la pista terroristica. La mente è andata immediatamente alla strage nella base della Marina americana del 16 settembre dove persero la vita 12 persone.

Subito si era diffusa la notizia di un killer che stava sparando sulle forze dell’ordine, ma poi è stata sconfessata. Sono stati solo i poliziotti ad aprire il fuoco contro la donna uccidendola. La bambina miracolosamente è rimasta incolume.

 

 

Vittime dell’onda, in Brasile annegano due italiani

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Il dramma degli italiani morti nelle acque brasiliane si è consumato in pochi minuti. Le due vittime, Mario Locatelli, 50 anni, di Bonate Sotto (Bergamo), e Roberto Frigeri, 59 anni, di Pisa sono stati travolti da alcune onde sul litorale di Bahia, nelle acque dell’oceano Atlantico di fronte alla spiaggia di Ponta Ramo, a pochi chilometri da Ilheus. I loro sue amici sulla spiaggia non hanno potuto fare nulla.

 

In odor di manovra!

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E dopo la fiducia si torna a parlare di manovra. Neppure i quotidiani specializzati riescono a dare un ordine preciso di quanti miliardi occorrono al governo Letta per riuscire a far fronte a tutte le esigenze dello stato. Il Il Sole 24 Ore titola 1,6 mentre il Messaggero dice 10.

Sul Messaggero parlano di “Quasi cinque miliardi da trovare per il 2013 […] E poi una legge di stabilità il cui conto complessivo per il prossimo anno potrebbe avvicinarsi ai 10 miliardi”.

La prossima settimana in questo senso sarà fondamentale, soprattutto nei giorni tra lunedì e mercoledì  il consiglio dei Ministri si riunirà per cercare di correggere il rapporto deficit/Pil, avendo l’Italia sforato dello 0,1% il tetto del 3%.

Poi si ripartirà dal testo che era in discussione prima che esplodesse la crisi di governo e cioè:

  • tagli ai ministeri per 415 milioni e un miliardo che dovrebbe arrivare dalla vendita degli immobili.

Ancora non è chiaro se si sceglierà di approvare subito con decreto tale provvedimento oppure si preferirà inserirlo nella legge di stabilità che deve essere presentata alle Camere entro il 15 ottobre e poi, per la prima volta, anche a Bruxelles.

Nella manovra finanziaria il governo dovrebbe mettere sul piatto due miliardi di  “sgravi a imprese e dipendenti” ovvero un taglio delle imposte sul lavoro, il cosiddetto “cuneo fiscale”.

Ai Comuni arriveranno due miliardi con un allentamento quindi del Patto di Stabilità e una nuova imposta sui servizi, la Service Tax che ingloberà tariffa sui rifiuti e tassa sulla casa.

Per quanto riguarda l’Iva, saranno riviste le esenzioni e le aliquote agevolate. Più o meno tasse?

Quindi il calcolo è presto fatto: sommando imposte sul lavoro, soldi ai Comuni e Iva (che resta al momento un’incognita) si avrebbe un fabbisogno di circa 4 o 5 miliardi che si dovrebbe coprire con la spending review e un taglio alle agevolazioni fiscali.

Secondo il Sole 24 Ore, “la manovra correttiva da 1,6 miliardi di euro per rientrare sotto il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil potrebbe essere approvata dal Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo”.

Intanto già da oggi, venerdì 4, il Governo dovrebbe rifinanziare con 265 milioni di euro le 25 missioni all’estero dei militari italiani, dall’Afghanistan al Gibuti passando per Kosovo e Libano.

Anche il Sole24 parla di 415 milioni di tagli ai ministeri e di vendita di immobili del patrimonio dello Stato, anche se su questa seconda mossa il quotidiano di Confindustria non ipotizza cifre di un eventuale incasso finale. Mentre non dovrebbe esserci più l’aumento delle accise sulla benzina e l’aumento degli acconti Ires e Irap a fine novembre: erano misure d’emergenza per evitare l’aumento dell’Iva, ormai già scattato.

Leggendo il Sole24 si apprende anche che:

“Come ha sottolineato ieri alla Camera il viceministro all’Economia, Stefano Fassina, entro la fine dell’anno occorre trovare risorse per 5 miliardi di euro e tra le misure da varare bisognerà fare delle “scelte”. Il conto è presto fatto. Vanno recuperati i 2,4 miliardi necessari per evitare la seconda rata dell’Imu in scadenza a metà dicembre e che con tutta probabilità troverà soluzione solo dopo il varo del disegno di legge di stabilità. Ci sono poi non meno di 800 milioni di spese inderogabili. Oltre agli 1,6 miliardi per la manovrina e ai 265 milioni già citati per le missioni di pace, il Governo punta a rifinanziare per non meno di 330 milioni la Cassa integrazione in deroga, così come la social cardcon un ulteriore “cip” di 35 milioni di euro. Sul tavolo ci sono anche già 190 milioni per l’istituzione di un apposito fondo per l’emergenza immigrazione cui se ne aggiungono altri 20 per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Il conto si allunga con i 120 milioni cui l’Esecutivo vuole integrare la dotazione del fondo di solidarietà comunale 2013 per assicurare comunque ai Comuni il gettito Imu. Tutti capitoli comunque già definiti dal ministro Saccomanni con l’ex decreto Iva e che da mercoledì potranno trovare posto, con tutta probabilità, nel nuovo decreto sulla “manovrina”.

Video shock: donna presa a frustrate perché trovata in auto con un uomo!

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Nella Repubblica federale sudanese, dove vige una dittatura militare islamista, è stata attuata la legge della sharia e una donna è stata frustata in strada dalla polizia ed esposta alla pubblica gogna perché trovata in auto con un uomo che non era un suo parente. Il video shock su internet ha sollevato molta indignazione.

Apertura al dialogo in casa Barilla, l’ennesimo spot di scuse!!!

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Non sa più come scusarsi Barilla, dopo le gravi affermazioni del suo presidente alla trasmissione radiofonica La Zanzara. Ora tenta con un post sulla pagina Facebook ufficiale del marchio:

È da qualche giorno che sulla nostra pagina Facebook ha preso vita un dibattito su temi importanti che toccano le sensibilità di tantissime persone. Dopo giorni di silenzio in cui vi abbiamo ascoltato, sentiamo il desiderio di farvi arrivare la nostra voce, quella di persone che da anni lavorano in un’azienda che ha sempre valorizzato le nostre aspirazioni personali e rispettato le diversità di tutti. Oggi vogliamo riprendere le attività. Siamo certi che qui troverete sempre persone con cui dialogare apertamente.

Linciato un italiano in Madagascar

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Una rettifica arriva dal Madagascar dove erano morti a seguito di un linciaggio da parte dei cittadini di Nosy Be, due europei accusati di essere trafficanti d’organi dopo che era stato ritrovato il corpo di un bimbo mutilato. La Farnesina ora conferma che uno dei due europei avrebbe passaporto italiano, l’altro dovrebbe essere un francese. Il primo a dare la nazionalità del secondo uomo linciato era stato il capo del distretto Malaza Ramanamahafahy: “Ho visto il suo passaporto, ha la nazionalità italiana”,

Assisi e il suo Francesco, il Papa sulle orme del Santo

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Il giorno dopo la tragedia di Lampedusa, inizia la giornata in pellegrinaggio di Papa Francesco ad Assisi. Un percorso di oltre 30 km che prende inizio alle 7.45  e che è previsto che si concluderà alle 19.15, dopo aver toccato 11 tappe, tra cui quella più importante a metà mattinata alla tomba di San Francesco.

A dare il benvenuto al Papa c’era Pietro Grasso, presidente del Senato, dove oggi la giunta è riunita per la decadenza di Silvio Berlusconi.  Tra coloro che hanno accolto il Pontefice nelle prime ore della mattina c’era il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino e moltissimi pellegrini. Al fianco del Papa a seguirlo in questo percorso anche gli otto cardinali del consiglio che si è riunito nei giorni scorsi a Roma per riformare la Curia.

Il primo pensiero del Papa è andato naturalmente ai morti di Lampedusa: “Oggi è un giorno di pianto, queste cose le fa lo spirito del mondo”, ha detto Francesco nel corso della sua visita alla sala della spogliazione di Assisi, criticando il “mondo selvaggio” a cui non importa, tra l’altro, se “tanta gente fugge dalla schiavitù, dalla fame, cercando la libertà” e “trovano la morte come è successo ieri a Lampedusa”. Poi l’attacco alla “mondanità spirituale che uccide l’anima delle persone e la Chiesa. Prego Dio – ha detto Francesco – affinché dia a tutti noi il coraggio di spogliarci dello spirito del mondo che è la lebbra, il cancro della società, il nemico di Gesù”.

Dopo le frasi d’inizio il Papa si è recato alla prima tappa del pellegrinaggio: l’Istituto serafico di Assisi, dove Francesco si è fermato a salutare alcuni bambini e ragazzi disabili. “La mia visita è soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare sulla tomba di un uomo che si è spogliato di se stesso e si è rivestito di Cristo e, sull’esempio di Cristo, ha amato tutti, specialmente i più poveri e abbandonati, ha amato con stupore e semplicità la creazione di Dio. “Noi siamo tra le piaghe di Gesù. Queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate. Di essere riconosciute. Mi viene in mente – ha proseguito – quando il Signore Gesù andava in cammino con quei due discepoli tristi”, ad Emmaus. “Ma alla fine – ha rimarcato Bergoglio – Gesù ha fatto vedere le sue paghe e loro lo hanno riconosciuto. Poi il pane, lui era lì. Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. Qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, bambini, in queste persone – ha scandito il Papa – Adoriamo la carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse non tanto sui giornali come notizia, quello che è un ascolto che dura uno, due o tre giorni. Poi viene un altro. Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù, cerca Gesù. Il cristiano sa riconoscere le piaghe di Gesù”.

“Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate”. Lo ha chiesto Papa Francesco nel discorso ufficiale – consegnato ma non letto – in risposta al sindaco di Assisi, Claudio Ricci. “A volte – ha scritto il Pontefice nel testo – le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano”.

“La società purtroppo è inquinata dalla cultura dello scarto”, che è opposta alla cultura dell’accoglienza”. Così Papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso ufficiale all’Istituto Serafico non pronunciato ma consegnato al vescovo della città del ‘poverello’. “E le vittime della cultura dello scarto – dice Bergoglio – sono proprio le persone più deboli, più fragili. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza. Certo, anche qui non sarà tutto perfetto, ma si collabora insieme per la vita dignitosa di persone con gravi difficoltà. Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il segno della vera civiltà, umana e cristiana! Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate!”.

“A volte invece le famiglie – dice ancora Bergoglio – si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso”.

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“Non si può servire due padroni. O servi Dio, o servi il denaro”, ha detto Papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso per una Chiesa più umile e povera.

“La chiesa si spogli dal pericolo della mondanità che ci porta alla vanità”. Così il papa a braccio nella Sala della Spoliazione di San Francesco del Vescovado di Assisi, davanti poveri assistiti dalla Caritas. “Oggi – ha aggiunto Francesco – è un giorno di pianto”.

“Tutti voi siete stati spogliati da questo mondo selvaggio che non dà lavoro, che non aiuta, che non importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo, non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare pane a casa. Non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà. E con quanto dolore tanto volte vediamo che trovano la morte, come e successo ieri a Lampedusa. Ma oggi è un giorno di pianto”. Lo dice Papa Francesco da Assisi.

“La Chiesa, tutti noi, deve spogliarsi della mondanità, che la porta a vanità, orgoglio e idolatria”. Così Papa Francesco nella sala della spogliazione di Assisi, dove San Francesco si spogliò degli averi. Il Papa ha definito la mondanità “lebbra” e “cancro” della società.

“Questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi, ma la Chiesa siamo tutti, dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù che è nato e ha voluto essere umiliato fino alla croce e se noi vogliamo esse cristiani non c’e un’altra strada”. Così Papa Francesco nel corso della sua visita alla sala della spogliazione di Assisi.

“Possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano, senza croce, senza Gesù, senza spoliazione e diventeremo cristiani di pasticceria con belle torte, cose dolci, ma non cristiani davvero. Ma di cosa deve spogliarsi la Chiesa? Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Un cristiano non può convivere con lo spirito del mondo, la mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E l’idolatria e il peccato più forte”, ha detto Papa Francesco da Assisi.

Quando nei media, ha aggiunto, “si parla della Chiesa credono che la Chiesa siano i preti, le suore, i vescovi, i cardinali e il papa. Siamo tutti noi e tutti noi dobbiamo spogliarci di questa mondanità. La mondanità ci fa male. È tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro della sicurezza che gli dà il mondo, ma non si può lavorare dalle due parti”.

Il Papa poi si ferma a pregare sulla tomba di San Francesco.

Enrico Letta arriva ad Assisi.

Queste le tappe fondamentali del Pontefice sulle orme di San Francesco:

Un nuovo forte appello di pace è stato lanciato da papa Francesco durante la sua messa ad Assisi. Il Papa ha invocato che “cessino i conflitti armati che insanguinano la terra”, che “tacciano le armi”, e si ascolti il “grido” di chi soffre e muore per il terrorismo e le guerre, specie in Siria, in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente.

“Da questa Città della Pace, ripeto con la forza e la mitezza dell’amore: rispettiamo la creazione, non siamo strumenti di distruzione!”. È l’appello per la difesa del creato lanciato da papa Francesco durante la messa ad Assisi. Nell’omelia il Pontefice ha citato il Cantico delle Creature di San Francesco.

“Rispettiamo ogni essere umano – ha detto il Papa – cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda il posto all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione”. “Sentiamo il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Siria, nell’intero Medio Oriente, nel mondo”, ha aggiunto.

“Preghiamo per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide”. Lo ha detto papa Francesco ad Assisi, nell’omelia della messa celebrata sulla piazza di San Francesco. “Auguri a tutti gli italiani, alla persona del capo del governo, qui presente”.

Durante il suo Pellegrinaggio Papa Francesco a gran voce riabilità la figura di Francesco come una personalità forte e non guidata da un sentimento

“Per favore: questo San Francesco non esiste! La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo”.

Il Papa richiama ancora una volta alla vera natura del Francesco amante degli animali e lo strappa però da quella visione di panteismo, che spesso viene attribuita al Santo. Ancora una volta quindi la Chiesa allontana l’idea di divinità nelle cose e negli animali e si incanala dentro i canoni della religione più ortodossa, senza lasciar spazio ad altre riflessioni.

“Questo – ha spiegato il Pontefice – non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di San Francesco è quella di Cristo, e la trova chi ‘prende su di se il suo ‘giogo’, cioè il suo comandamento: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e umiltà di cuore”.

Francesco sceglie di mangiare alla Caritas di Assisi. Siede a tavola con i poveri, nei pressi della stazione ferroviaria  di Santa Maria degli Angeli. Il Papa è atteso dal direttore della Caritas diocesana, padre Vittorio Viola, dalla presidente della fondazione, Antonietta Vetturini, e dai volontari.

THE END? La diretta sulla decandenza

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Dario Stefano (Sel) prima che

Il presidente della giunta e relatore di maggioranza Dario Stefano (Sel) spiega che “dalla radio al tablet abbiamo voluto operare nella direzione, che reputo doverosa, di attivare tutta la strumentazione oggi tecnologicamente disponibile al fine di consentire a tutti i cittadini interessati, oltre agli addetti ai lavori, di seguire in tempo reale la seduta”.

“Verso palazzo madama, verso la sala Koch. Oggi inizia un’altra storia. Più giusta”. Lo dice Mario Michele Giarrusso, senatore 5 stelle, membro della giunta per le elezioni.

A seduta della giunta per le immunità. Del Senato che voterà la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi si è aperta con il ricordo della strage di Lampedusa.

A prendere la parola e ad esprimere “il cordoglio di tutta la giunta” – con tutti i suoi componenti in piedi – è stato il presidente Dario Stefano

Inizia con uno scontro tra il Pdl e il Presidente della giunta per le immunità e le elezioni Dario Stefano la seduta pubblica del ‘tribunalino’ del senato dedicata al caso Berlusconi.

In apertura, prima che Stefano inizi ad illustrare la vicenda, il Pdl chiede che sia posta una questione pregiudiziale. Ma Stefano rigetta la richiesta: “non c’è ordine dei lavori, né possibilità di porre pregiudiziali in seduta pubblica, non posso darle la parola in seduta pubblica. L’articolo 16 mi dà la discrezionalità di farlo, io non le do la parola”, dice Stefano rivolto a un senatore con ogni probabilità del Pdl (le riprese della seduta non inquadrano il ricorrente, ma Stefano si rivolge verso i posti occupati dal Pdl). (ag, Dire)

I Banchi della difesa di Silvio Berlusconi come già preannunciato sono vuoti, né lui né i suoi legali si sono presentati in Giunta.

Nella sala Koch c’è l’avvocato Salvatore Di Pardo che rappresenta il senatore Ulisse Di Giacomo, controparte di Silvio Berlusconi perché primo dei senatori non eletti in Molise, la circoscrizione scelta dal Cavaliere al momento della proclamazione della sua elezione.

Ulisse di Giacomo classe 1950, è stato assessore alla Sanità della Regione Molise fra il 2006 e il 2008. Membro della Direzione Nazionale del PdL, sarà lui a subentrare nel caso di caduta del Cavaliere: “Se il senatore Berlusconi fosse stato sottoposto come tutti i cittadini a una decisione di un giudice terzo e imparziale non sarebbe più senatore perché la giurisprudenza sulla legge Severino è granitica. Il consiglio di stato ha chiarito che non è incostituzionale”

“Il diritto ad un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico”. E’ quanto dichiarano in una nota gli avvocati di Silvio Berlusconi Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini. “Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del Presidente Berlusconi. Non vi è dunque possibilità alcuna di difesa nè vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione. Nessuna acquiescenza nè legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo. Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti”.

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita,

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nella prossima cercherei di fare più errori, non cercherei di essere tanto perfetto,  mi negherei di più, sarei meno serio di quanto sono stato,  difatti prenderei pochissime cose sul serio. Sarei meno pulito, correrei più rischi, farei più viaggi,  guarderei più tramonti,  salirei più montagne,  nuoterei più fiumi, andrei in posti dove mai sono andato,  mangerei più gelati e meno fave,  avrei più problemi reali e meno immaginari.  Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente  e precisamente ogni minuto della sua vita;  certo che ho avuto momenti di gioia  ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.  Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,  solo di momenti, non ti perdere l’oggi.

– Jorge Luis Borges –

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