Torino-Catania… squadre appagate ed è 2-2

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Al 3′ Cerci prova subito lo spunto in avanti, ma Spolli lo ferma non senza affanni. Fino al 25′ le azioni  sono confuse e frammentate, ma improvvisamente arriva il lancio di Bergessio per Castro, bravo a servire Almiron, che trova l’inserimento perfetto e insacca di piatto col destro. Al 36′ viene annullato il gol ad Alessio Cerci, per fuorigioco. Al 40′ proteste, anche, da parte dei giocatori del Toro per un presunto tocco di braccio in area di Spolli, tutto regolare per Peruzzo. Finisce così il Primo tempo in cui il vantaggio del Catania dimostra apertamente una migliore organizzazione e lucidità in campo della squadra siciliana. Spinge subito in avanti il Torino nella ripresa e riesce al 54′ a riagganciare il risultato con un sinistro chirurgico di Cerci. Frison battuto. E’ 1-1 Al 63′ arriva il raddoppio del Catania siglato dall’argentino Bergessio che porta in vantaggio i siciliani e segna il suo 13° gol stagionale.  Sul finale, al 86′, è il capitano del Toro Rolando Bianchi a siglare il pareggio con il gol che potrebbe essere l’ultimo in maglia granata. Arriva il tripudio dello Stadio Olimpico.

Una gara equilibrata con due squadre che non avevano più ambizioni per questa stagione e si sono affrontate solo per regalare una bella partita ai loro tifosi. Il pareggio mostra l’andamento sul campo.

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Siena-Milan… il futuro di Allegri in una partita 1-2

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AL 2′ c’è già la prima azione importante della gara: sinistro improvviso di Robinho dal limite, Pegolo blocca in due tempi. Non passa neppure un minuto e ci prova anche Balotelli con un destro molto potente. Pegolo devia in corner. Angolo per il Milan: Terlizzi in scivolata salva su Zapata che stava per andare in rete! Siamo al 5′ quando Niang ci prova con un colpo di testa che esce sul fondo. Un minuto più tardi arriva la grande azione di Abate che dalla destra mette in mezzo per Nocerino che spara alle stelle. Al 10′ sinistro di Ambrosini smorzato da un difensore del Siena: nessun problema per Pegolo. Dopo un gran inizio adesso il Milan fa più fatica a portare pericoli dalle parti di Pegolo. E’ il 25′ quando va in gol il Siena con Terzi che solo sul secondo palo insacca di testa. Intanto al 21′ era arrivata anche la notizia che la Fiorentina era in vantaggio e il Milan era quindi diventato quarto in classifica. Al 29′ è il Milan che prova a reagire con la traversa di Balotelli. Gran cross di Abate per Super Mario che di testa colpisce il legno. Il primo tempo si chiude con la punizione di Balotelli a cui si oppone Pegolo. Il risultato del primo tempo stupisce, ma in fondo il calcio è anche imprevedibile e nel finale comunque il Milan ha provato a reagire colpendo anche un legno con Balotelli.

Il Milan entra in campo nella partita e si riporta immediatamente all’attacco con il cross di Balotelli per Nocerino anticipato da Terzi. Il Siena fa catenaccio e concede pochissimo ai rossoneri. Cross di Mexes, al 66′, per El Shaarawy che anticipa il suo avversario ma non trova la porta. Due minuti più tardi viene espulso Ambrosini per doppia ammonizione. Segue a poca distanza il rosso anche per Terlizzi che si prende il secondo giallo per un fallo su Pazzini. Partita nervosa nel secondo tempo in cui le squadre si fronteggiano in modo scorretto senza costruire azioni pericolose. A salvare il Milan a 10′ dal finale ci pensa Felipe che trattiene Balotelli in area. L’arbitro non ha dubbi e concede il rigore, dal dischetto Balo non sbaglia! Il raddoppio del Milan arriva a quattro minuti dal fischio finale. Cross di Montolivo per Mexes che calcia, Pegolo fa un miracolo ma il francese è ancora lì e ribadisce in rete! Alla fine il Milan con fatica batte il Siena, ma la partita non è certo delle migliori del campionato.

Partita davvero troppo nervosa a tratti e giocata con un ritmo lento, nel finale c’è solo il Milan… Allegri rimarrà?

Per Petkovic il sogno si chiamava Europa: Cagliari-Lazio 1-0

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Triste finale di stagione per il Cagliari, in uno stadio, il Nereo Rocco, lontano da casa e desolantemente vuoto. Quello che più pesa ai Sardi, tuttavia, è il fatto di non sapere se per la prossima stagione avranno un nuovo luogo da chiamare “casa”. I laziali mirano alla vittoria e sperano di una caduta dell’Udinese a Milano: unico modo per riuscire ad entrare in zona Europa League: una partita imperdibile, quindi, per i ragazzi di Petkovic.

E’ la Lazio a governare i primi minuti di gioco, facendo circolare la palla e restando sempre in movimento. Sue anche le accelerazioni verso la metà campo avversaria ma la prima azione gol arriva dal Cagliari con Thiago Ribeiro che intercetta un cross e tira prontamente. Marchetti, ben piazzato, si rifugia in angolo. Risposta di Kozak che però è debole e impreciso di testa. Ci torna allora a provare Ibarbo ma la conclusione centrale rende facile la parata. Al 25′ Candreva prova a sorprendere Avramov da fuori area e da posizione defilata ma il portiere ci arriva con il pugno. Ci riprova poco dopo, ma questa volta la mira è imprecisa. La risposta del Cagliari arriva al 31′ ma Thiago Ribeiro lancia verso il cielo. Si stanno comunque comportando bene in questa frazione i sardi. La Lazio perde lucidità nei minuti conclusivi di questo parziale, mentre i ragazzi di Pulga non riescono a gestire i cross. Ma è loro l’ultima parola: Avelar colpisce la traversa al 46′, un attimo prima che Giannoccaro sancisca il termine di questo primo tempo.

Il Cagliari ci prova subito con Avelar: forse una delle peggiori conclusioni della stagione! Al 5′ ci riprovano i sardi con un assist a centro area ribattuto dalla difesa laziale ma sulla palla si avventa Eriksson. Destro potente, ma Dias, in traiettoria, devia in angolo. L’azione fa tremare i laziali che ancora una volta si salvano. Serve un’azione combinata Ledesma-Candreva per veder ricomparire la Lazio che prende slancio da questa prova. Al 18′ ancora Ledesma che riesce a calibrare un ottimo crosso per Floccari che di testa manda fuori di poco. Al 22′ lieve infortunio per il portiere sardo che batte la testa contro il palo. A terra qualche momento prima che i medici lo aiutino a rialzarsi. Al 31′ Dessena sblocca la situazione grazie ad una punizione ben giocata: Cossu mette al centro, Dessena si infila fra i difensori laziali e colpisce di testa da posizione ravvicinata. 1-0! In questo secondo tempo sono sempre i ragazzi di Pulga a pressare, la Lazio ci prova ma non riesce ad essere incisiva. La squadra di Petkovic ha 5 minuti di recupero per sperare in un pareggio, ma l’impresa, contro un simile Cagliari, è quanto meno ardua. Giannoccaro fischia tre volte in uno stadio vuoto: peccato i tifosi cagliaritani si siano persi un simile secondo tempo.

Palermo – Parma 1 – 3… l’addio del Palermo alla A!

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Dopo la retrocessione in B da parte del Palermo, l’atmosfera sugli spalti è spettrale sono pochissimi gli spettatori che sono venuti a vedere la loro squadra. L’inizio è tutto a favore del Palermo. Palo di Hernandez, poi Formica sbaglia due volte di fila con un super-Mirante ad intercettare la prima occasione. Fino al 35′ spinge molto il palermo e costruisce bene, ma improvvisamente il Parma cambia marcia. Al 36′ palla vagante in area del Palermo dopo un corner per il Parma, Benussi la blocca dopo qualche attimo di apprensione. Un minuto più tardi Belfodil vicino al gol. Sinistro dell”attaccante ducale che batte Benussi ma non Sanseverino, che ribatte quasi sulla linea. Al 38′ Gobbi porta in vantaggio il Parma con un gran sinistro al volo sugli sviluppi di un calcio di punizione. AL 41′ Valdes scambia con Belfodil, si porta la palla sul sinistro e mette alle spalle di Benussi. Al 45′ Destro dal limite di Belfodil che sigla il 3-0 per il Parma.

Un buon Palermo per i primi 35 minuti, poi il Parma è uscito alla grande e ha messo a segno tre reti. Dagli spalti piovono fischi all”indirizzo dei rosanero

Un secondo tempo che non ha molto da dire con il Parma che festeggi il suo 10 posto in classifica e il Palermo che saluta la serie A. Al 60′ Belfodil mette in rete, ma il gioco era fermo: l’arbitro Roca lo ammonisce per un tocco di mano. Palo di Miccoli, al 66′. Contro il Palermo ora ci si mette anche la sfortuna. Paletta atterra Miccoli al 76′ ed è lo stesso capitano del Palermo  a battere la punizione: barriera viene aggirata e la palla va in rete. 1-3! Il resto sono frammenti di una gara che non ha nulla da raccontare.

Finisce così l’avventura in A per il Palermo, con l’ennesima sconfitta che non la riscatta neppure sul finale del pessimo campionato. Il Parma è decimo e tranquillo.

Inter-Udinese 2-5… l’Udinese agguanta l’Europe League!

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Fischio d’inizio e gol dell’Udinese! Brutto disimpegno di Juan Jesus che regala, prima una palla all’Udinese e poi si fa saltare agevolmente da Pinzi che di esterno beffa Handanovic. Inizio peggiore di questo per l’Inter non ci poteva essere. Al 9′ salva sulla linea Cambiasso su colpo di testa ravvicinato di Di Natale. Ma il raddoppio non tarda ad arrivare e al 9′ va in rete Domizzi.  Un minuto più tardi il gol è dell’Inter. Azione confusa su angolo, la palla esce dall’area tiro di Kuzmanovic che rimane in area e Juan Jesus di sinistro trova l’angolino e trafigge Brkic. Nel primo quarto d’ora l’Udinese continua a fare la partita e la difesa dell’inter è sempre in affanno. La velocità di Basta e Muriel mettono sotto pressione i neroazzurri. Il 19′ c’è la bella imbucata di Kuzmanovic per Alvarez, che non trova lo spazio per il tiro e allora mette in mezzo per Nagatomo che però viene anticipato dalla difesa udinese. Al 26′ ottima percussione di Pereira, che salta Basta e mette in mezzo per Rocchi che devia di prima, ma trova l’ottima reazione di Brikic. A mezz’ora arriva l’altra carambola in area Udinese su angolo per l’Inter, la palla resta lì ma questa volta Brkic è reattivo a tuffarsi basso sul pallone. AL 43′ va a segno il destro a giro di Di Natale.

Partita bella al Meazza, entrambe le squadre se la sono giocata senza esclusioni di colpi, ma è stata la difesa dell’Inter a mostrare tutti i suoi limiti contro la velocità dell’attacco friulano. L’Udinese ha portato a casa subito il gol che poi si è trasformato in un raddoppio, ma l’Inter ha mostrato di saper reagire e ha accorciato immediatamente la distanza. Stramaccioni è passato alla difesa a quattro e questo ha mostrato immediatamente i suoi frutti, l’Inter sul finale del primo tempo è cresciuta, ma appena l’Udinese accelera la difesa neroazzurra va ancora in affanno.

Nella ripresa subito avanti l’Udinese con  Muriel per Di Natale, ma quest’ultimo manca l’aggancio di un soffio e la palla arriva docile da Handanovic. Gran botta su punizione di Guarin, al 6′, Pereyra si immola e devia in angolo di testa. Contropiede rapidissimo sul corner, Muriel parte centrale, al 6′, apre per Gabriel Silva che entra in area e con uno scavetto beffa Handanovic. E’ il 10′ quando L’Inter colpisce il legno con Rocchi. Otto minuti più tardi l’Inter trova la rete per accorciare ancora le distanze. Palacio si libera bene sulla fascia e mette in mezzo un buon pallone per Rocchi, che con il piatto non sbaglia. Un minuto più tardi, su errore della difesa interista con Handanovic e Nagatomo che non si capiscono, è Muriel a siglare il 2-5. Ancora Udinese con Basta, al 28′, che apre per Di Natale tutto solo in area, l’attaccante serve in mezzo ma Juan Jesus riesce a liberare. Poi i minuti scorrono veloci fino al fischio finale.

Una gara molto emozionante, giocata dal primo all’ultimo minuto da entrambe le squadre che conferma questa fine di campionato con un Udinese davvero imbattibile in queste ultime partite e l’Inter che ha una difesa inesistente e soprattutto giocatori che non riescono a capirsi tra loro e lasciano gli avversari liberi di fare in area tutto ciò che vogliono. Si chiude così questo campionato per due protagoniste del calcio italiano.

Dilagano i viola, ma non basta: Pescara-Fiorentina 1-5

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All’Adriatico i ragazzi di Montella hanno un unico obiettivo: i tre punti che potrebbero portarli in zona Champions: anche se a distanza, è questa la grande sfida dell’ultima giornata di campionato. Il cuore in campo quindi, ma antenne indirizzate verso siena, dove il Milan si giocherà il tutto per tutto. Nettamente sfavorito, stando ai pronostici, il Pescara di Bucchi che è pronto a salutare la Serie A. Per il Delfino in campo una batteria di giovani: si confida sulla loro voglia di emergere.

Il Pescara tenta il gol già al primo minuto con Sforzini, ma Rodriguez non si fa cogliere impreparato. Per l’entrata in partita dei viola bisogna attendere qualche minuto, ma diventano presto dirompenti. Se nel primo quarto d’ora c’è parità tra le due squadre, al 16′ la Fiorentina passa in vantaggio: Borja Valero passa raso terra per Cuadrado che crossa in mezzo dalla destra per Ljajic che non sbaglia. 0-1! Il raddoppio arriva otto minuti doppio: dribbling e ottimo gol per l’attaccante viola, servito alla perfezione da Mati: 0-2! Magica doppietta di Ljajic che arriva proprio mentre il Siena passa in vantaggio sul Milan. Per fugare ogni paura in vista della Champions si attende il 28′: questa volta è Fernandez che centra lo specchio di Perin. 0-3! Ma i viola non vogliono smettere di sorprendere e continuano a giocare in attacco, mentre i Delfini cercano in tutti i modi di colmare la distanza anche se per loro è sempre più difficile. Si continua a giocare all’Adriatico anche se parte del pubblico sta iniziando a lasciare gli spalti, deluso da una squadra che la scorsa stagione aveva regalato un sogno. Al termine di un primo tempo combattuto il parziale è di 0-3.

Alla ripresa, la Fiorentina continua a gestire il gioco ed al 9′ Jovetic mette la firma sul quarto gol dei viola: Mati sale in area avversaria, serve Jovetic che spara a colpo sicuro. 0-4! Al 14′ è nuovamente il momento di Ljajic: sale indisturbato da centrocampo e si libera di Perin: 0-5! La sua gare, ottima, ed il suo campionato termina qui, per lasciare spazio al debutto di Wolski. Al 32′ moto d’orgoglio per i Delfini che approfittano di una punizione che Vittiglio manda in rete: 1-5! La Fiorentina non può però festeggiare l’ottima prova giocata: il Milan prima pareggia a Siena e poi passa in vantaggio. Dopo due minuti di recupero, nonostante l’ottima prova, i viola rientrano in spogliatoio con una grande amarezza: il sogno Champions sfuma, ingiustamente. Per il Pescara spalancate le porte della Serie B: ci riproveranno l’anno prossimo a risalire.

Roma-Napoli 2-1… Ultima volta in azzurro per Cavani?

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Il Napoli parte forte e ottiene subito un calcio d’angolo. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, Dzemaili mette al centro, la difesa della Roma allontana. A quattro minuti dall’inizio della partita ci prova Rolando con un lancio lungo a cercare Pandev, anticipato da Burdisso. Nell’azione il macedone finisce a terra nel contatto con l’avversario, ed è costretto a lasciare il terreno di gioco al suo posto entra El Koddouri. Al 16′ Napoli vicino al gol: gran palla di Hamsik per l’uruguayano che fa fuori Burdisso, poi dal limite dell’area calcia sopra la traversa. Quattro minuti più tardi ci prova con un gran lancio Hamsik per El Kaddouri che controlla bene in area, ma tergiversa e viene fermato da Castan. Alla mezz’ora scambio Lamela-Destro, ma il passaggio di ritorno dell’argentino per l’attacante è troppo lungo e finisce direttamente sul fondo. Al 42′ gran numero in area di Cavani: supera nello stretto tre avversari poi cade, protestando per un presunto contatto da dietro. La risposta arriva alla chiusura del primo tempo quando Destro colpisce il palo al 47′. Non passa neppure un minuto e Roma vicina al gol: destro a giro di Marquinho respinto da Rosati, arriva Destro che calcia di prima ma colpisce il palo, la sfera arriva ancora dalle parti di Destro che tenta il pallonettto con Rosati battuto, ma sulla linea Cannavaro spazza.

Zero a zero all’Olimpico al termine dei primi 45 minuti. Bella partita, buon ritmo, ma poche occasioni da gol. Nel finale Roma vicina al gol con un palo di destro e una conclusione dello stesso Destro respinta sulla linea da Cannavaro.

Subito in rete la Roma nella ripresa. Pallone al centro per Lamela che controlla di testa, poi vede Marquinho arrivare in corsa e gli lascia la sfera, gran destro di prima del brasiliano che batte Rosati: 1-0. Cross basso di Torosidis, al 9′, che attraversa tutta l’area piccola senza che nessuno riesca a intervenire. Al 13′ Lamela in area per Destro, che con un dribbling stretto mette a sedere Rolando e di sinistro batte Rosati; il portiere del Napoli devia il pallone con la mano, ma la sfera gli finisce sulla gamba e carambola in rete. Al 21′ problema alla caviglia sinistra per Torosidis, al suo posto entra Piris. Primo cartellino giallo della partita, al 33′, è Destro a prenderlo per una sorta di gomitata ai danni di Behrami. Destro di Cavani su punizione, al 38′, pallone sulla barriera. Al 39′ punizione di Dzemaili scodellata al centro, Lobont esce e respinge con i pugni, il pallone finisce sul volto di Calaiò e schizza dalle parti di Cavani, che da due passi realizza. Al 46′ sinistro di Lamela, Rosati respinge. AL 47′ Lamela va via a Zuniga in area, poi prova il tunnel su Rosati, che non si fa sorprendere. Al 48′ gran destro di Florenzi, Rosati respinge. Al 49′ destro di Cavani sopra la traversa.

Gara piacevole all’Olimpico dove la Roma è riuscita a finire il campionato con una vittoria e a dimostrare che la squadra anche senza capitan Totti è in grado di vincere con avversari pericolosi e determinati come i partenopei che chiudono al secondo posto questa stagione, secondi solo alla Juve. Bel gol di Cavani, sarà l’ultimo in azzurro? Poi un finale scoppiettante con la Roma davanti e l’ultima azione del Napoli. Finisce qui il campionato per Roma e Napoli.

Si gioca fino all’ultimo minuto Atalanta-Chievo: 2-2

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Allo stadio Atleti Azzurri d’Italia l’Atalanta saluta il proprio pubblico, forte di una salvezza guadagnata da tempo: un’ottima vetrina per i giovani della squadra. Anche il Chievo, da parte sua, è sereno, dopo che Corini ha compattato la squadra assicurandole la permanenza nella serie massima.

Nonostante sia il Chievo a partire per primo all’attacco, sono i ragazzi di Colantuono ad agguantare il vantaggio: al 7′, su calcio d’angolo, Stendardo colpisce di testa e batte Squizzi: 1-0! In questo inizio di match, molto combattuto a centrocampo, la squadra di casa si sta meritando il risultato positivo. Continua a gestire bene il vantaggio senza strafare e l’azione del raddoppio arriva solo al 30′ con un grand tiro di Carmona, un destro da fuori area. Ottima risposta di Squizzi che tocca il pallone quanto basta per deviarlo in calcio d’angolo. Al 38′ l’occasione arriva ai veronesi grazie ad una punizione da ottima posizione, ma Polito non ha problemi a bloccare il tiro di Dramè. Negli ultimi minuti del primo parziale il Chievo inizia a giocare con più vigore guadagnando il possesso di palla, ma mancano gli spunti per arrivare alla realizzazione. Si torna agli spogliatoi dopo due minuti di recupero.

Un’unica sostituzione tra le fila del Chievo, con Samprisi che cede il posto a Sardo. In questo inizio di ripresa il Chievo continua la sua fase positiva con Thereau che si mette in evidenza e obbliga la difesa blucerchiata a rimediare in qualche modo il farsi trovare impreparati. Al 13′ Livaja riesce a battere Squizzi, ma la posizione in fuorigioco rende nulla l’azione. La squadra di casa risponde al Chievo ma si viene a formare una situazione di stallo con poche azioni che riescano ad emozionare. I francese centra l’obbiettivo al 30′. Stoian vede Thereau e gli consegna un pallone sul sinistro all’interno dell’area di rigore, l’attaccante insacca il pallone sotto le gambe di Polito: 1-1! Dopo solo 9 minuti l’Atalanta riguadagna il vantaggio: Giorgi si trova il pallone tra i piedi in area, controlla e lascia partire un ottimo sinistro. 2-1! Ma la partita non finisce fino al triplo fischio e sono fatali i tre minuti di recupero. Al 48′, sugli sviluppi del calcio d’angolo, Polito esce ma non trattiene il pallone che finisce sui piedi di Thereau che tira di prima e segna il gol del pareggio: 2-2! Termina al cardiopalma l’ultimo match della stagione per Atalanta e Chievo!

La partita senza stimoli: Bologna-Genoa 0-0

Bologna-Genoa

Al Dall’Ara di Bologna la squadra di casa saluta i tifosi dopo una stagione in cui hanno mostrato il loro valore già in inverno e durante la quale non hanno mai rischiato nulla, riuscendo anche a dar spettacolo per i propri tifosi. Il Genoa, dal canto suo, ora è finalmente sereno dopo che, nell’ultimo turno di campionato, sono riusciti finalmente ad accedere alla zona salvezza.

Sotto il sole bolognese, le due squadre, forse in mancanza di obbiettivi da raggiungere, giocano sotto tono e non regalo emozioni ai tifosi. E’ la squadra di Pioli a giocare in attacco, mentre il Genoa rimane chiuso in difesa, ma, a parte qualche momento di slancio, non c’è niente da segnalare fino al 21′ quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Konè segna al volo su cross di Christodoulopoulos, che però era in fuorigioco. Al 26′ è il Bologna che arriva vicino al vantaggio, ma Konè colpisce la parte bassa della traversa. Cinque minuti dopo, in un clima fin troppo rilassato, Portanova rischia l’autogol. Negli ultimi minuti ancora in avanti la squadra di casa che si crea due buone occasioni: Konè sbaglia la mira dopo una bella rovesciata mentre Portanova, subito dopo, riesce a salvare lo specchio dal tiro di Christodoulopoulos. Al 43′ Diamanti spreca da ottima posizione e manda sul fondo: è stata l’ultima buona azione del primo tempo che termina a reti inviolate.

Il secondo tempo si gioca sotto l’egida del Bologna che ci prova in ogni modo con Diamanti che però non riesce a centrare lo specchio: ben 8 volte la mira scarseggia e il tiro migliore colpisce la traversa al 28′, mentre tre minuti dopo, ad una corta respinta della difesa del Genoa, Krhin cerca il diagonale, ma sbaglia di pochissimo. Nei tre minuti di recupero Damiani resta a terra dopo un contrasto con Nadarevic: un pestone alla mano lo obbliga a lasciare il campo. Il triplo fischio di Borriello arriva al termine di una partita che poteva dare molto di più.

Finisce qui il campionato dei neo campioni d’Italia: Samp-Juve 3-2

Samp-Juventus-tuttacronaca

E’ l’unico anticipo di questa ultima giornata di campionato quello che va in scena al Ferraris di Genova. La Samp saluta i propri tifosi in compagnia di Rossi, che ha rilevato Ferrari a metà stagione. La Juve ha già detto tutto in questa stagione, però ha ancora un conto in sospeso proprio contro i doriani: è stata sconfitta in casa all’andata e c’è da scommettere che sia in cerca di rivincita.

Al Luigi Ferraris il campo è zuppo d’acqua e ogni tanto rallenta il pallone, ma i bianconeri non si lasciano scoraggiare. Nonostante a sprazzi i doriani tentino di avanzare, sono i ragazzi di Conte a rivelarsi più pericolosi. Al 12′ Quagliarella spara improvvisamente di sinistro, ma Da Costa non si lascia sorprendere e respingere. Due minuti dopo è Giovinco a provarci, ma l’estremo difensore della Samp para facile. Al 21′ arriva un sinistro di Chiellini deviato da Gastaldello, ma Da Costa, ancora una volta, riesce a far sua la sfera. Al 25′, su passaggio in profondità di Pirlo, è Quagliarella che finalmente riesce a battere il portiere: 0-1! Al 30′ Chiellini trattiene Icardi e regala agli avversari un rigore, Eder realizza: 1-1! I ragazzi di Rossi sembrano aver trovato nuovo slancio a seguito del pareggio e sono pronti a ripartire all’attacco ma rischiano forte al 40′ quando Da Costa smanaccia un cross di Padoin ripreso da Quagliarella che calcia di prima, Mustafi davanti alla porta respinge con un piede. Il primo tempo termina con un pareggio.

Squadre invariate nel secondo tempo e stesso copione: Juve che attacca, Samp che difende e prova a ripartire in contropiede. All’8′ ancora pericoloso Quagliarella, ma Da Costa ferma a terra. E’ la squadra di Rossi a passare però in vantaggio: al 12′ calcio d’angolo: Estigarribia dalla bandierina mette al centro, De Silvestri tutto solo colpisce di testa e batte Storari. 2-1! I campioni d’Italia tentano di recuperare lo svantaggio al 20′ con Pirlo ma l’estremo difensore doriano ancora una volta non si fa beffare. Al 30′ è ancora una volta la Sampdoria a trovare la via del gol in contropiede: Poli galoppa sulla destra e mette al centro per Icardi che tutto solo da due metri realizza: 3-1. Al 32′ confusione in area sampdoriana: Gervasoni assegna il rigore alla Juventus per un presunto fallo di Mustafi su Giovinco, poi torna sui suoi passi su segnalazione del giudice di porta però a decisione non convince… La Juve ci prova fino all’ultimo: al 43′ sinistro di De Ceglie, parata di Da Costa che però viene battuto poco dopo. Al primo minuto di recupero cross di Lichtsteiner per Giaccherini che calcia di destro al volo: 3-2! Nei quattro minuti concessi da Gervasoni c’è il cuore bianconero in campo che non si risparmia per agguantare il pareggio, ma non basta. Termina qui il campionato per le due squadre, anche se farà discutere il rigore negato.

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