L’Atalanta sfida la Juventus campione d’Italia: 0-1

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Per i bianconeri i giochi sono fatti e son finiti in festa per il 29simo scudetto, il secondo consecutivo. All’Atleti Azzurri d’Italia, quindi, sono i bergamaschi a dover “soffrire”, cercando almeno il punto che manca per raggiungere la soglia dei 40, la vittoria però non è un’impresa semplice: i bianconeri a Bergamo non perdono dalla stagione 2000/01.

Sono subito i neo campioni d’Italia a cercare la rete, con Giaccherini che impegna Consigli già al 3′. Quattro minuti dopo ci sono già problemi in casa bergamasca: Raimondi infortunato deve cedere il posto a Giorgi. La Juve cerca in gol a tutti i costi e lo trova al 18′ con Matri servito da Pirlo: il numero 32 approfitta di Consigli fuori dai pali per siglare la sua ottava rete in campionato: 0-1. I bergamaschi provano a reagire ma la difesa bianconera non lascia passare nessuno. Al 28′ però Guida è costretto a sospendere l’incontro: il continuo lancio di fumogeni non permette di giocare. Quando finalmente si rimette il pallone in campo, sono sempre i ragazzi di Conte a far la partita, continuando il pressing in attacco. L’Atalanta però non demorde: al 38′ Bonaventura approfitta di un pasticcio della difesa bianconera e trova libero Denis in area che cerca il gol di piattone, batte Storari, ma trova il legno. Al termine del primo tempo, i ragazzi di Colantuono non possono rimproverarsi nulla: parziale più che dignitoso per loro.

Subito calda la ripresa, con un sinistro insidioso di Isla che dopo una serpentina trova tiro e la doppia deviazione in corner. Anche l’Atalanta ci prova: cross di Cigarini che non trova Denis ma grazie alla parabola sfiora il palo alla sinistra di Storari. Al 12′ Giaccherini spreca una palla dopo una buona azione corale bianconera e sono i bergamaschi a provarci ancora ma l’occasione gol è ancora per i campioni d’Italia: uno due tra Matri e Isla, il cileno serve l’assiste per l’autore del primo gol bianconero che non ci arriva per un soffio proprio nel mezzo dell’area piccola. Brutto errore di Vidal al 36′ solo davanti al portiere, subito dopo ci prova due volte l’Atalanta con Parra, ma la difesa bianconera non perdona. Al 45′ l’ultimo sussulto: Giaccherini spreca un contropiede bianconero mandando la palla all’esterno della rete. Termina così, dopo due minuti di recupero, la prima prova della Juventus ormai regina: 0-1.

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La partita con il lutto al braccio: Sampdoria-Catania 1-1

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I liguri ospitano al Luigi Ferraris gli etnei che si sono dimostrati la squadra rivelazione del campionato con Maran che ha già ottenuto il record di punti della società in serie A. Ma i ragazzi di Delio Rossi hanno bisogno della vittoria: per i blucerchiati in caduta libera in classifica, il match potrebbe rappresentare un’ultima spiaggia per la salvezza aritmetica.

Si gioca con il lutto al braccio in onore della tragedia della scorsa notte che ha provocato la morte di sette persone al porto di Genova. Viene rispettato il minuto di silenzio ma ci sono cori contro la Lega Calcio che ha imposto la partita fosse giocata: è l’unica volta in cui si sente rumore dagli spalti, non è serata per il calcio questa. Sono comunque i padroni di casa a controllare il gioco nei minuti iniziali, anche se nessuna delle due squadre riesce ad impensierire l’avversaria. Al 13′ Renan calcia dalla bandierina cercando la rete catanese, ma trova solo le braccia di Frison. A metà del primo tempo, sembra la Samp abbia trovato un po’ di convinzione, ma ancora non c’è spettacolo in campo. E’ il 36′ quando i ragazzi di Rossi riescono a sbloccare il risultato: palla a Rena dalla rimessa, crossa dalla sinistra e De Silvestri raccoglie di testa battendo Frison: 1-0. Il primo tempo termina così, senza azioni a rallegrare il gioco.

Né Rossi né Maran hanno effettuato sostituzioni e tornano in campo gli stessi 22 giocatori già schierati. Il Catania prova a premere per agguantare il pareggio ma perde rapidamente la presa: pessimo inizio di ripresa con mancanza di controllo da parte di entrambe le squadre. Nonostante il controllo di palla dei sampdoriani, al 23′ è il Catania che trova la soluzione grazie ad una punizione: Lodi mette in mezzo, Bergessio fa sponda e Spolli si ritrova con la porta vuota per una cattiva uscita di Da Costa, di testa non deve fare altro che depositare la sfera in gol: 1-1. I liguri perdono rapidamente fiducia dopo il pareggio: continua il possesso di palla, ma non sono incisivi e arrivano a prendere un palo con Sansone al 31′. I ragazzi di Rossi iniziano a soffrire mentre la squadra di Maran cerca in vantaggio con nuovo vigore. Bisogna aspettare gli ultimi minuti dell’incontro perché la Samp ritrovi la voglia di vincere con De Silvestri che arriva vicino alla doppietta ma viene respinto in corner. I blucerchiati provano ad insistere, ma i giochi sono fatti: il triplo fischio arriva sull’1-1.

In campo senza uno scopo: Cagliari-Parma 0-1

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I ducali raggiungono il Cagliari a Trieste, dove i sardi sono esiliati a causa delle vicende del loro stadio Is Arenas. Non è una partita calda per quanto riguarda il campionato: entrambe le squadre sono in zona salvezza da diverse partite e quindi ci si aspetta un gioco aperto fin da prima del fischio d’inizio.

Il fatto che le squadre debbano limitarsi a giocarsi il decimo posto in classifica non aiuta: dopo dieci minuti la partita ancora è lenta, entrambe le squadre faticano ad impostare il gioco e mancano di convinzione. Bisogna attendere il 12′ perché ci sia il primo corner, a favore del Cagliari, che si risolve con un nulla di fatto. Bisogna aspettare il 18′ per avere una qualche reazione tra le fila del Parma: prima una buona giocata di Amauri per Parolo, subito dopo il cross di Rosi per Belfodil. Entrambe le azioni terminano in un nulla di fatto, ma almeno la partita è stata un po’ ravvivata. La parentesi però dura troppo poco: si torna ad un gioco noioso con squadre poco reattive e attacchi non finalizzati. Bisogna attendere il 41′ per avere una prima vera azione, che nasce dal Cagliari: Dessena crossa ad aggirare i difensori, raccoglie Thiago Ribeiro che prova a calciare in scivolata ma sfiora la sfera da solo davanti a Mirante. Il primo tempo termina senza minuti di recupero e privo di emozioni.

La ripresa inizia senza sostituzioni nelle formazioni… né nell’emozione del gioco: si va di calci lunghi tanto quanto imprecisi. Ibarbo dimostra di essere il più attivo in campo: si lancia in velocità, saltando un uomo e calciando violentemente verso la porta. Mirante para in tuffo. La partita sembra finalmente trovare vigore che però rapidamente di spegne nonostante le sostituzioni in entrambe le squadre: quando mancano 20 minuti di gioco, sembra non ci sia più nulla da dire. L’unico gol del Parma, siglato da Amauri, viene annullato per carica sul portiere. Bisogna attendere il 36′ perchè la partita si sblocchi: Marchionni batte un corner sul quale Amauri colpisce di testa verso la porta, Agazzi respinge sui piedi di Rosi che deve solo appoggiare in rete. 0-1. Gli ultimi minuti scorrono con un Parma che tenta di manetenere il vantaggio gestendo un pallone che i siciliani, da parte loro, non sanno amministrare. Il Parma cerca il raddoppio nel recupero, con Biabiany che crossa per Palladino che colpisce di testa cercando l’angolo lontano: Agazzi para in tuffo. Il Cagliari cerca l’assalto per tentare il pareggio ma il tentativo è vano. Il match termina 0-1.

Contro un Pescara demotivato, partita facile del Milan: 0-4

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All’Adriatico il Pescara, già matematicamente retrocesso, non aveva nulla da perdere. Storia diversa per il Milan che deve difendere il vantaggio di quattro punti sulla Fiorentina per approdare ai preliminari di Champions League.

Dopo un minuto di silenzio in ricordo di Andreotti, la palla è stata subito del Milan e Balotelli ha lasciato il segno fin dal 2′ con una traversa. L’inizio equilibrato si spezza al 9′ quando Cosic stende Nocerino in area: Balotelli dal dischetto non sbaglia. 0-1. Il Pescara ci prova anche se dopo qualche minuto già si vede la difficoltà della squadra che cede agli avversari il possesso di palla. Per una buona azione bisogna aspettare però il 17′ quando Robinho serve Niang in posizione sospetta e che comunque non trova la palla per la conclusione e fa sfumare l’azione. Il francese però non demorde e ci riprova qualche minuto dopo con un tiro in diagonale che finisce fuori non di molto alla destra della porta di Perin. Arriva al 27′ la prima azione pescarese, con Sculli che scivola dietro la linea difensiva ma conclude in maniera non pericolosa. Al 33′ arriva il raddoppio del Milan con Muntari che batte Perin di sinistro. 0-2

Il primo tempo si chiude senza recupero, con un Milan che ha avuto gioco facile su un Pescara demotivato.

Alla ripresa, Nobili sostituisce Sculli con Celik ma fin da subito si prospettano diversi cambi da parte di entrambe le squadre visto il movimento sulle panchine. Il Pescara ci prova ma ancora una volta il Milan trova l’occasione: cross di Robinho da sinistra, Flamini irrompe al centro dell’area e di destro supera Perin: 0-3. Passano solo sei minuti quando la sfera arriva a Balotelli mentre si trova sotto porta: 0-4. Il possesso di palla quasi costante del Milan porta ad una buona occasione per Pazzini, che però l’estremo difensore riesce a bloccare. Per il resto della ripresa gioco relativamente vivace, ma ormai i giochi sono stati fatti ed i rossoneri mantengono un buon vantaggio sulla Fiorentina.

L’occasione sprecata dei giallorossi! Anticipo 36esima: Roma-Chievo 0-1

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Roma e Chievo sono scese oggi allo stadio Olimpico per l’anticipo infrasettimanale della 36esima giornata di Serie A in un turno che sulla carta si preannunciava favorevole alla squadra di Andreazzoli in chiave Europa League perché due delle inseguitrici, Inter e Lazio, si affronteranno domani sera a San Siro, mentre l’Udinese farà visita ad un Palermo con l’acqua alla gola, in una partita che si preannuncia non certo facile per i friulani.

Prima del calcio d’inizio ha avuto luogo un minuto di silenzio in memoria di Andreotti: fischiatissimo. Se per i primi cinque minuti le due squadre si sono studiate, è stata poi la Roma ad iniziare a pressare ed a cercare di aumentare il ritmo, anche se il Chievo si è difeso con molto ordine approfittando del contropiede ma senza riuscire ad essere mai del tutto convincente. Al 35′ è arrivata la prima occasione per i giallorossi: Primis serve rasoterra Osvaldo in area di rigore, l’italo-argentino calcia direttamente addosso a Puggioni. Al 46′ è Totti che prova a realizzare una punizione ma l’estremo difensore veronese riesce a respingere il tiro violentissimo.

Nella ripresa i primi a partire all’attacco sono stati i veronesi con Thereau e Stoian, anche se la risposta della Roma non ha tardato ad arrivare. Al 48′ è Destro a sprecare un’ottima occasione: solo in area, calcia debole e centrale. Ci riprova poco dopo, ma Puggioni compie il miracolo. Al 57′ Totti chiede il calcio di rigore per una leggera spinta di Andreolli, che non viene letta come fallo. Al 66′ ci prova anche Dodò sfruttando un contropiede, ma la difesa veronese continua ad essere compatta e non lascia spazio ai giallorossi. Mancano 5′ al termine quando il Chievo spreca un’occasione con Luciano, che calcia butta via la palla con un tiro centrale. La Roma continua a pressare fino all’ultimo, ma senza risultato, che invece riesce ad ottenere il Chievo: i veneti passano in vantaggio al 90′ grazie ad una ripartenza: cross di Dramè e gran colpo al volo di Thereau che batte Lobont: 0-1!

Occasione sprecata in previsione dell’Europa League per una Roma che è torna nello spogliatoio tra i fischi dei tifosi.

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