La brutta partita di Parma-Lazio: 0-0

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I biancocelesti arrivano a Parma forti della loro posizione di ottavi in classifica a otto punti dal Milan terzo. Il Parma naviga a metà classifica, fuori dalla zona salvezza e fuori dalla lotta per un posto in Europa, non hanno sogni di gloria e sono reduci da due sconfitte di fila con Udinese e Inter; stessi risultati della Lazio con Juventus e Udinese. Donadoni schiera titolare Mesbah con Gobbi che siede in panchina. Sugli esterni Biabiany e Marchionni con punte Amauri e Belfodil. Confermato nel ruolo di regista Valdes. Petkovic fa partire dal primo minuto Ederson alle spalle di Klose e da ancora fiducia ad Onazi schierandolo nei primi undici.

I ritmi sono subito alta: Cross di Biabiany ed Amauri appena dentro l’area piccola impatta di testa. Marchetti attento, respinge. Il Parma pressa alto mentre, dopo i primi minuti, la Lazio deve ancora trovare le misure. All’11’ Cross di Candreva. Klose riesce a stoppare e la rimette in mezzo per Ederson. Mirante in presa alta anticipa la punta. La partita prosegue equilibrata. Klose ha una buona possibilità al 25′ ma la palla vola alta. Tredici minuti dopo una mischia in area della Lazio: Paletta non riesce a spingere dentro il pallone.

Il primo tempo, con due squadre poco aggressive e più preoccupate a non prendere gol che a farlo, termina sullo 0-0.

La ripresa si apre con un’occasione per Amauri! Cross di Biabiany, la punta lasciata sola dal dischetto del rigore tenta la conclusione al volo: la palla sfiora il palo. La Lazio non riesce ad uscire dalla propria metà campo e quando ci riesce Ederson non riesce a concretizzare. Al 15′ arriva un’occasione per il Parma: Parolo cerca la porta ma viene murato da Biava. Al 31′ occasione per Kozak che solo davanti a Mirante cerca di fargli il tunnel. Portiere reattivo che respinge. Splendido l’assist di Diaz dalla difesa. Quattro minuti dopo arriva un’opportunità d’oro per la Lazio con Radu solo sul secondo palo e mezzo metro dalla porta: di testa manda alto. Nei minuti di recupero la Lazio finalmente ci riesce: Kozak insacca ma la rete è annullata per fuorigioco.

La Roma appare sempre più lontana dall’Europa dopo una partita dalle poche emozioni.

 

Spettacolo a senso unico! Sampdoria-Fiorentina: 0-3

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Al Marassi arriva una Fiorentina che vuole cercare di agguantare una clamorosa qualificazione alla Champions. Il distacco dal terzo posto del Milan è di un solo punto e la squadra di Montella ha guadagnato sette punti nelle ultime tre gare. Ad attendere i viola c’è una Samp tutto sommato tranquilla anche se la matematica non le consente ancora di festeggiare la salvezza.

La partita inizia con toni rilassati, con una prima buona azione dei viola già al 12′ con Pizarro che ci prova da fuori area, conclusione centrale e parata facile di Romero anche se è dal 21′ che sembrano entrare pienamente in gara diventando più incisivi in attacco, pur collezionando principalmente angoli, anche se fino a questo momento si son viste molte palle gettate via. Al 36′ gran botta di Cuadrado che col destro la mette all’angolino da oltre 30 metri: 0-1. Forse Romero parte in ritardo. Al 42′, con i doriani vacillano in difesa, Ljajic ne approfitta e la piazza all’angolino di destro: 0-2. La Sampdoria sembra non essere ancora entrata in partita al termine del primo tempo mentre i viola hanno preso il volo dal 25′.

Nel secondo tempo sembra di avere un’unica squadra in campo anche se la Samp cerca di reagire.  Al 28′ Ljajic se ne va sulla destra, assist perfetto per Aquilani che non può sbagliare di destro sottoporta: 0-3. Per il resto una ripresa che non offre il buon gioco dei primi 45 e con i bergamaschi che si concedono molti falli.

La Fiorentina legittima nella ripresa il doppio vantaggio del primo tempo, continuando a controllare senza problemi e hanno anche la forza di segnare la terza rete con Aquilani. Troppo scarsa la reazione della Sampdoria, che nel finale si innevorsisce anche mentre Gastaldello si vede sventolare davanti un cartellino rosso. Fiorentina momentaneamente terza in classifica con 61 punti, in attesa dello scontro tra Milan e Catania. La Samp resta a 38, non ancora salva.

Manca la convinzione in Sicilia. Palermo-Inter: 1-0

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Al Barbera di Palermo i padroni di casa, che hanno ottenuto 8 punti nelle ultime 4 gare, devono giocarsi il tutto per tutto per non retrocedere mentre i nerazzurri, decimati, cercano i tre punti per un piazzamento in Europa.

Ritmi blandi in un inizio di partita in cui il possesso è dei nerazzurri mentre al 7′ arriva il primo brivido: buona opportunità su punizione per il Palermo che viene battuta corta, Kurtic libera sulla corsia di sinistra Garcia, che arriva sul fondo e serve Miccoli, parata difficile per Handanovic. Al 10′ il Palermo in vantaggio: su lancio di Barreto Silvestre liscia lasciando palla a Miccoli, che cadendo serve Ilicic che di precisione batte Handanovic fuori posizione: 1-0. Altro brutto colpo per Stramaccioni: Zanetti esce in barella e viene ricoverato, sarà sottoposto a una risonanza magnetica per valutare l’entità dell’infortunio al tendine d’Achille. La partita non offre grandi emozioni almeno fino al 32′ quando arriva la prima occasione per il nerazzurri: cross di Pereira, testa di Rocchi, poi Alvarez gira verso la porta. Fuori di poco. Subito dopo la squadra subisce il contropiede: Ilicic va sul fondo e trova Miccoli a centro area: Handanovic para in tuffo. Il primo tempo, con tre minuti di recupero, termina senza altre particolari giocate. Preoccupazione per le condizioni di Zanetti.

La ripresa si apre con una conclusione improvvisa di Jonathan che Sorrentino manda in angolo mentre all’8′ il preparato dei portieri nerazzurri viene espulso per proteste. Alcarez ci prova al 10′ con una bella iniziativa personale sulla corsia di destra mette un pallone morbido per la testa di Schelotto, che schiaccia male e facilita la presa di Sorrentino. L’Inter sembra giocare melgio in queso secondo tempo, anche se senza esito. Al 22′ Miccoli di sinistro calcia violentemente in porta, Handanovic si esalta in un autentico miracolo mentre pochi minuti dopo alvarez chiude male e calcia troppo alto. A pochi minuti dalla fine il Palermo però sta ancora mirando al pareggio: Hernandez calci di sinistro  ma Handanovic non concede il raddoppio.

Il Palermo ha giostrato benissimo il suo vantaggio mente l’Inter, anche dopo l’infortunio di Zanetti, è sempre più sfiduciato.

A Verona la partita della speranza genovese: Chievo-Genoa 0-1

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Se per il Chievo la fine del campionato è in un certo senso “rilassante”, dopo il pessimo inizio e gli ottimi risultati delle ultime partite, gli uomini di Ballardini mira alla vittoria per continuare a sperare nella salvezza. Da notare però che l’unica vittoria genovese al Bentegodi risale al 2008: allora i veneti erano appena sbarcati in serie A.

Se l’avvio è per il Chievo, poco dopo è il Genoa a prendere il possesso di palla in una partita dura ma senza falli. Al 16′ prima azione gol per i veronesi, cross basso di Cofie dalla destra con Dramè che si inserisce in area e calcia di prima intenzione: palla alta. Il Genoa inizia a risentire della pressione ed il suo gioco è timido. Vargas, dopo un primo cross sbagliato, ci riprova e non sbaglia, ma Puggioni è bravo a uscire in presa alta. nonostante qualche allungo accellerato sulle fasce portato avanti dai giocatori del Chievo, il primo tempo si rivela fiacco e noioso, con un Genoa che sembra intimidito da degli avversari che pure non danno il meglio di sè. Un piccolo brivido arriva quasi al termine del primo tempo: al 44′ Stoian riceve palla al limite dell’area, salta un uomo e calcia ma Frey devia in corner. Un minuto dopo Moretti calcia a colpo sicuro a due passi dalla porta ma trova Puggioni pronto a respingere con i piedi.

Incitati dai tifosi, gli ospiti al 13′ del secondo tempo sembrano aver ritrovato la grinta ed al 28′, dopo alcune azioni buone ma senza esito da parte di entrambe le squadre, Boriello realizza di testa anticipando Dramè sugli sviluppi di un calcio d’angolo: 0-1. Al 34′  il Chievo va vicino al pareggio con Thereau che batte un corner, Frey esce a casaccio e Andreolli di testa non trova la porta per pochi centimetri. Ormai i ritmi sono calati e non c’è molto altro da vedere. L’incontro si chiude sullo 0-1 che rappresenta la prima vittoria in trasferta nel 2013 per il Genoa. Per il resto brutta partita, con il Chievo che meritava qualcosa di più per le occasioni create.

Torino-Juventus: il derby inizia tra gli scontri! 0-2

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Derby della Mole n. 152 a Torino mentre la Juve tiene gli occhi fissi sullo scudetto.  I granata si giocheranno il tutto per tutto, per far rinviare la festa agli odiati rivali ed anche per prendersi la rivincita dopo il 3-0 dell’andata. La squadra di Ventura, però, non agguanta una vittoria dalla 29 giornata, quando terminò sull’1-0 contro la Lazio e si confronta con la squadra bianconera che, uscita dalla Champions, non vede lora di metter le mani sul secondo scudetto consecutivo.

La tensione si è percepita già prima dell’inizio della partita, quando quattro tifosi bianconeri sono stati fermati dalle forze dell’ordine nei pressi dello stadio Olimpico di Torino. I momenti più caldi si sono manifestati quando un gruppo di tifosi granata ha cercato di venire a contatto con decine di ultras bianconeri che stavano sfilando in un corteo autorizzato. Le forze dell’ordine sono intervenute e hanno tenuto a distanza di sicurezza le due tifoserie. Alcuni juventini hanno poi esploso petardi e bombe carta mentre stavano entrando allo stadio.

La squadra di Ventura ha dato il meglio di sè fin dai primi minuti aiutando a rendere la partita vivace fin dall’inizio. Ritmi alti ed un bel gioco fino al 12′ quando Vucinic sbaglia un gol fatto. Pogba offre un’ottima possibilità al montenegrino che controlla ma non riesce a concludere come vorrebbe di destro a tu per tu con Gillet. Sei minuti dopo altra splendida occasione per la coppia: cross nel mezzo di Pogba per Vucinic, il nro 9 viene contrastato, palla a Pogba che però viene ribattuto da Glik. Al 25′ è il turno dei granata, ma Bianchi, di testa, lancia sopra la travarsa. Al 43′ ancora una ghiotta occasione per il Torino: potentissimo destro di Santana che Bffon smanaccia in corner.

Il primo tempo termina sullo 0-0, con una partita senza reti ma ben giocata. La Juve più presente in campo anche se il Toro, quando gioca, sa farsi pericoloso.

Nella ripresa si continua a giocare sotto la pioggia che rende difficoltosi i rinvii. E’ sempre la Juve a giocare mentre il Toro sembra in costante attesa. A centrocampo dove si distingue Pogba, capace di intercettare qualsiasi pallone mentre gli avversari riescono a fermarlo solo con i falli. Al 17′ Asamoah e Vidal tentano di costruire un’azione pericolosa, ma hanno i difensori del Torino praticamente incollati addosso e non riescono a creare spazi, del resto ci sono 8 giocatori granata in difesa. Al 22′ Pogba prova un tiro pericoloso, ma non inquadra bene la porta e la rete di Gillet resta ancora inviolata e due minuti dopo è il turno di Vucinic ma viene servito troppo lungo. Nell’ultimo quarto d’ora il gioco inizia a farsi lento. Al 34′ Cross al centro di Vidal, ma Bonucci viene anticipato da Gazzi e scatta il contropiede del Torino con Cerci che salta due uomini in velocità ma viene bloccato da Buffon. Pogba spreca un’occasione d’oro al 39′ ma è Vidal, due minuti dopo, a sbloccare la partita con un bel destro da fuori area che infila alle spalle di Gillet: 0-1. Passano solo altri cinque minuti, al primo di supplementari arriva il raddoppio: destro di Marchisio al volo dopo un passaggio di testa di Vidal che aveva ricevuto a sua volta la palla da Pirlo su punizione.

I granata non sono riusciti a impedire i festeggiamenti: i bianconeri possono già annusare il profumo dello scudetto!

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Roma-Siena: lo spettacolo fa poker! 4-0

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Per i  toscani è una gara importantissima per quando riguarda la lotta alla salvezza con un solo punto di vantaggio sulle penultime Palermo e Genoa e un risultato negativo significherebbe mettere a serio rischio la permanenza in serie A. La Roma, invece oltre a cercare l’approdo in Europa attraverso la finale di Coppa Italia, può provare a mettere in sicurezza l’ingresso in Europa League, visto che la zona dista solo 2 punti.

E’ subito la Roma a farsi pericolosa ma già all’8 anche il Siena parte all’attacco con Angelo che riesce a conquistare un calcio d’angolo. Il vantaggio romano arriva già al 14′ con una grande azione del trio d’attacco: assist delizioso di Lamela, tocco sotto di Osvaldo che supera Pegolo in uscita. 1-0. Un minuto dopo arriva il cross centrale di Totti, Lamela tira al volo e fulmina Pegolo. 2-0. Al 25′ la squadra di casa sfiora il terzo gol con Osvaldo che centra il palo. Il Siena comunque continua a lottare e al 26′ gioca una bella azione: cross di Angelo che cerca Valiani. Lobont blocca senza problemi. Subito dopo, tiro da fuori di Pjanic: Pegolo c’è. Al 40′ però i giochi potrebbero definitivamente chiudersi: Florenzi mette in mezzo un difficile pallone per Osvaldo. Sinistro di prima e doppietta per l’italo-argentino: 3-0.

Quando inizia la ripresa, il Siena continua a lottare rimediando solo calci d’angolo che non realizza. L’occasione arriva al 17′: tiro potente di Emeghara, Lobont risponde con la mano aperta, Torosidis allontana. Al 21′ però è ancora la Roma all’attacco: azione personale di Totti che termina con un tiro velenoso che Pegolo non riesce a trattenere. Osvaldo si fionda sul pallone e lo insacca. 4-0 e tripletta per l’attaccante. Al 31′ i bianconeri che non hanno ancora mollato hanno un sussulto in zona offensiva: cross di Della Rocca, Angelo tenta un difficilissimo esterno: pallone alto. L’incontro termina con un poker, calato grazie alla trippletta di Osvaldo e la rete di Lamela.

Sfida tra poli opposti della classifica! Pescara-Napoli 2°t: 0-3

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Il Napoli non perde tempo nella ripresa: al primo minuto, Inler calcia un sinistro da fuori, Capuano devia leggermente e spiazza Pelizzoli: 0-1. Al 4′ ci prova anche Pandev, ma l’estremo difensore pescarese para a terra. Prova a reagire la squadra di casa ma un colpo di testa di Sforzini sfiora la traversa. Ancora Napoli con Pandev, che non dà forza al tiro e rende facile la parata. Dopo un tentativo di Sculli parato a terra da De Sanctis, il raddoppio del Napoli al 13′. Cross basso di Maggio, Pandev aggancia e gira stretto mandando a vuoto Cosic e calcia di sinistro da distanza ravvicinata battendo Pelizzoli: 0-2. Al 19′ Nobili è costretto a sostituire Pelizzoli che non sta bene: tra i pali entra Perin. Al 19′ i pescaresi guadagnano due calci d’angolo in rapida successione che il Napoli non ha problemi a gestire. Nella seconda metà della ripresa il ritmo è già notevolmente calato, evidentemente la squadra di Mazzarri è già soddisfatta del risultato fin qui ottenuto. Lo stesso non si può dire per il Pescara: al 29′ cross di Balzano, direttamente in mano a De Sanctis. Al 32′ Perin effettua la sua prima parata, spedendo in angolo un tiro di Arnero. Al 35′ Calaiò, appena sceso in campo, ruba palla a Capuano e lancia lungo, Insigne ci si avventa ma calcia sul fondo. Passa un minuto e Insigne passa al centro per Armero, velo per Dzemaili che tira una stecca dai venti metri, Perin è impotente: 0-3. Il Pescara prova ancora a reagire ma Cascione, di testa, tira sul fondo. Al termine dei tre minuti di recupero, arriva il triplice fischio. La settimana prossima i pescaresi saranno in trasferta a Genova mentre il Napoli ospiterà l’Inter nel posticipo serale.

Sfida tra poli opposti della classifica! Pescara-Napoli 1°t: 0-0

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All’Adriatico di Pescara scendono in campo due squadre diametralemnte opposte per quanto riguarda le zone in classifica. Il Napoli, con un degli attacchi più prolifici di questo campionato, vuole centrare il più presto posssibile il secondo posto definitivo che gli asicurerebbe l’ingresso diretto in Champions. Il Pescara, la difesa più trafitta della Serie A, è praticamente già in Serie B pur essendo riuscito a strappare un punto alla Roma all’Olimpico.

Dopo un inizio a ritmi alti da parte di entrambe le squadre, con due corner consecutivi per il Pescara che la difesa partenopea gestisce senza problemi, verso il 10′ la partita sembra ristagnare un po’. Al 15′ l’arbitro Romeo annulla un gol a Insigne per fuorigioco: Dzemaili in pressing su un centrale del Pescara gli ruba palla, la sfera schizza dalle parti di Insigne che in diagonale batte Pelizzoli. L’azione serve però al Napoli per prendere coraggio e già al 19′ Pelizzoli è costretto a deviare in angolo una conclusione da fuori di Inler. E’ sempre il Napoli in attacco e dopo quattro minuti diventa nuovamente pericoloso: Pandev batte corto, Inler mette al centro, Insigne fa una gran girata di testa costringendo Pelizzoli a fare il miracolo: si tuffa e vola a deviare in corner.Al 26′ l’estremo difensore pescarese para a terra anche un calcio sulla lunga distanza di Pandev. Le squadre restano sempre nella metà campo del Pescara. Hamsik fa la barba al palo prima che la squadra guadagni una punizione: rasoterra violento di Dzemaili, Pelizzoli respinge, poi arriva Capuano che anticipa Insigne e spazza. Al 38′ ci prova il Pescara: Caprari riceve al limite dell’area e apre a sinistra per Sculli che, pressato da Cannavaro spara alto. Subito dopo ci prova Di Francesco ma Sculli blocca con un tuffo. Mazzarri è sulle spine e protesta: l’arbitro va da lui per intimargli la calma. Il Pescara sembra iniziare a reagire, di certo non si è concesso errori in difesa e meritano una lode due ottime parate di Pelizzoli. Si va agli spogliatoi sullo 0 a 0.

Una partita sotto il diluvio! Atalanta-Bologna: 1-1

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Tra le mura amiche dell’Atleti Azzurri d’Italia i bergamaschi ritrovano il loro capocannoniere Denis che rientra dopo la squalifa. I bolognesi, arrivati a quota 3mila reti con Gilardino la settimana scorsa, c’è da scommetterci che vogliano incrementare il numero. L’Atalanta, negli scontri diretti, è sempre stata favorita nel campo di casa, con l’ultimo successo che risale al marzo dell’anno scorso mentre ha perso all’andata a Bologna.

E’ subito il Bologna ad offrire spettacolo con un sinistro da fuori di Diamanti che termina di poco sul fondo, subito dopo, due corner consecutivi per la squadra. Sotto il diluvio, i bergamaschi tentano di riprendere il controllo ma una punizione di Cigarini al 13′ viene spazzata via e poco dopo è ancora la squadra di Pioli a farsi avanti, ma Gilardino è in fuorigioco. Al 20′ nuova opportunità per l’Atalanta: corner di Cigarini, la difesa allontana; il centrocampista riprende palla e calcia da posizione angolata, Curci tocca con una mano deviando in calcio d’angolo non visto: rimessa dal fondo per il Bologna. Il Bologna prova l’attacco ma la difesa dei ragazzi di Colantuono è attenta. Al 29′ la prima sostituzione: Del Grosso è rimasto a terra dopo un contrasto con Garics e lascia il posto a Brivio. Il primo tempo segue in maniera equilibrata ma senza forti emozioni fino al 43′ quando Livaja tocca dentro per l’inserimento di Moralez, Sorensen lo anticipa e sfiora l’autogol. L’Atalanta continua a crescere e, due minuti dopo, arriva un destro in diagonale di Moralez, respinto da Curci.

Il primo tempo, che ha visto la squadra di casa più decisa nei minuti finali, termina sullo 0 a 0.

La ripresa inizia come era finito il primo tempo: Bologna in fase difensiva e Atalanta proiettata in avanti che al 4′ guadagna una punizione che Cigarini non riesce a realizzare. Ci riprova dopo poco con un corner che tira al centro, Ferri devia di testa, Livaja anticipato dall’uscita di Curci. All’11’ punizione per il Bologna, Diamanti prova il sinistro dalla lunghissima distanza, la barriera devia ma Consigli non si fa sorprendere e blocca. I ragazzi di Colantuono sfiorano il gol tre minuti dopo con Denis che crossa basso per Livaja: il destro di prima è fermato grazie all’istinto di Curci. Poco dopo ci prova anche Brivio, ma l’estremo difensore bolognese riesce a spazzare in angolo. La continuità offensiva dell’Atalanta viene ripagata al 22′: palla in profondità per Brivio, cross leggermente deviato da Curci, sul pallone si avventa Giorgi che insacca di destro al volo: 1-0. L’Atalanta potrebbe, con una vittoria, salire a quota 41 punti: se domani Palermo e Genoa non dovessero vincere, i nerazzurri si troverebbero a un punto dalla salvezza matematica. Ma la speranza dura poco: al 31′ arriva uno scambio Guarente-Diamanti, lancio di quest’ultimo per Gilardino che vince un rimpallo su Lucchini e batte Consigli: 1-1. Buona azione dei bergamaschi al 35′ con rross di Cigarini e Denis che gira di testa ma non angola abbastanza: parata facile per Curci. Due minuti dopo ci prova anche Moralez, questa volta l’estremo difensore smanaccia in corner. Al 40′ cartellino giallo per il già diffidato Morleo: salterà la prossima partita. Anche il Bologna cerca la vittoria negli ultimi minuti: Moscardelli tenta con un bolide, intercettato però da Consigli. Negli ultimi minuti il ritmo di gioco rallenta notevolmente: entrambe le squadre si accontentano di un punto che le allontana dalla zona retrocessione. I quattro minuti di recupero sono dolori per il Bologna: con Curci che manifesta un problema muscolare dopo un rinvio dal fondo e obbliga Moscardelli ad indossare i guanti. Il triplo fischio di Gavillucci sancisce il risultato: 1-1.

Cagliari-Udinese: il vero protagonista è il campo scivoloso! 0-1

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Due squadre in situazioni opposte: il Cagliari torna in campo dopo la sconfitta di Napoli mentre l’Udinese è riuscita ad aggiudicarsi nove punti in tre partite vincendo con Chievo, Parma, Lazio riuscendo a rilanciarsi così anche in zona Europa League. La squadra di casa non ha successo tra le mura domestiche contro i friulani dal campionato 2008/09, mentre i bianconeri riuscirono ad aggiudicarsi l’ultima vittoria nel 2011. All’andata, è stata la squadra di Guidolin ad aggiudicarsi i 3 punti.

Se il Cagliari è apparso più vivace all’inizio, l’Udinese prende qualche minuto di tempo prima di entrare in una partita giocata principalmente a centro campo in questo inizio. Sono comunque i ragazzi di Guidolin a prendere il controllo, con una traversa di Pereyra, servito da Silva, al 10′. Su un campo molto scivoloso dopo la rizollatura, al 20′ ci provano i cagliaritani: lancio lungo per Thiago Ribeiro che obbliga Brick a parare in due tempi. La squadra di Lopez soffre al 25′, ma la posizione in fuorigioco la salva dal tiro di Di Natale. Al 32′ un fallo di mano di Ariaudo interrompe l’azione dell’Udinese al limite dell’area: la punizione viene ribattuta dalla barriera. Pochi minuti dopo, Lazzarri viene sostituito per problemi fisici da Badu. Né Thiago Ribeiro per il Cagliari né Di Natale per l’Udinese, pur spostandosi in avanti, riescono a concludere con successo delle azioni deboli. L’unica nota di rilievo è, al 43′, la brutta botta al polso per Roberto Pereyra che ha superato Nainggolan con una finta per poi scivolare sul terreno e lasciare la mano sotto il proprio busto, rimediando probabilmente una distorsione.

Dopo due minuti di recupero si chiude 0 a 0 un primo tempo privo di emozioni, con gli ospiti che hanno goduto del possesso di palla e di maggiori occasioni.

All’inizio della ripresa, il Cagliari parte subito all’attacco con Casarini, ma è l’Udinese che riesce a sbloccare la situazione. All’11 si sviluppa un’azione partendo da rimessa laterale sulla sinistra, gran destro a giro di Pereyra dall’ingresso dell’area di rigore che batte Agazzi: 0-1. Il Cagliari prova a giocare in contropiede, ma non riesce a mettere in difficoltà i ragazzi di Guidolin. Con lo scorrere dei minuti il Cagliari continua a non convincere mentre i bianconeri giostrano bene il possesso di palla. Al 29′ Di Natale Di Natale in area fallisce l’aggancio su passaggio di Allan mentre è a tu per tu con Domizzi: poteva essere il raddoppio per l’Udinese. Se il Cagliari appare spento e privo di idee, oggi nettamente non è neanche la giornata di Di Natale che manca d’intensità: Guidolin lo sostituisce al 38′. Al 44′ il Cagliari cerca la rete prima con Ibarbo, che tarda il passaggio, poi con Conti che cerca Pinilla con un cross intercettato dalla difesa friulana. Il Cagliari gioca il tutto per tutto nei 4 minuti di recupero, ma riesce a guadagnare solo l’espulsione di Pinilla al 49′. Per l’Udinese è la quarta vittoria consecutiva!

Calma piatta… Juventus Milan 1-0. Risultato finale.

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Alla ripresa i rossoneri entrano in cambio con  Muntari al posto di Ambrosini. Il primo tiro in porta è di Marchisio, pallone bloccato facilmente da Amelia. Parte all’attacco la Juve che nel primo tempo ha fatto vedere pochissime azioni. Immediata la reazione del Milan che si butta pericolosamente in avanti nell’area avversaria, ma la Juve controlla adeguatamente e Buffon blocca un pallone vagante.  Siamo al 50′ quando Boateng prova il tiro, ma la palla è altissima.  Un minuto più tardi ci prova  Mexes che avanza palla al piede fino all’area avversaria, ma il suo tiro è preda facile di Buffon.

Al 54′  contatto spalla a spalla Vucinic – Zapata in area rossonera, tutto regolare per l’arbitro.

Contatto- spalla -a- spalla- Vucinic - Zapata

Al 57′ è l’arbitro a far sbloccare il risultato concedendo un calcio di rigore alla Juve dopo che Amelia ha travolto Asamoah. L’arbitro sancisce il portiere milanista anche con l’ammonizione.

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Tutto è nato da una disattenzione di Abati che costa carissima al milan. Davvero un errore incredibile dei rossoneri.

Al 58′ il rigore viene realizzato da Vidal. E’ 1-0 per la Juve.

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Subito dopo il rigore c’è molto nervosismo in campo tra Mexes e Chiellini che si strattonano. Tre minuti dopo viene ammonito Zapata. Era già diffidato quindi salterà Milan-Catania.

Al 68′ è ancora Juve in attacco. Bel passaggio di Pogba per Vucinic che però si fa respingere il tiro dalla difesa rossonera. Due minuti  dopo arriva il tiro di Bonucci sugli sviluppi di un corner, pallone bloccato da Amelia. Entra Bojan per i rossoneri, fuori Robinho. Si tenta di uscire dal tatticismo e di entrare nella partita. Cartellino giallo anche per Mexes, dopo il fallo su Vucinic.

Al 75′ Muntari prova il tiro da fuori, ma per Buffon nessun problema.

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Quando mancano nove minuti alla fine, per i bianconeri, entra Padoin ed esce Lichtsteiner. All’85 un bolide di Montolivo, ma la palla è centrale ed è facile preda di Buffon. All’89’ altra sostituzione per la Juve: esce Vucinic ed entra Quagliarella. L’arbitro concede due minuti di recupero. Al 92′ esce Asamoah ed entra Peluso per la Juventus. Finisce così Juventus-Milan.

Un clima surreale, dove non è praticamente accaduto nulla riconducibile a un’azione veramente pericolosa. Le due squadre in campo sono apparse “anestetizzate”. L’unico gol è arrivato su un rigore per una disattenzione dei milanisti. Il Milan aveva bisogno di una vittoria per distanziare la Fiorentina in classifica che ora è a -1 dai rossoneri. Un nulla di fatto inspiegabile. L’unica cosa che resta di questa partita è la “calma piatta”.

Nella prossima giornata ci sarà il derby Torino-Juve, mentre il Milan si prepara ad accogliere il Catania.

Zero emozioni… Juventus Milan 0-0 Primo tempo

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E’ il Milan che cerca di fare la partita sin dall’inizio, la Juve per ora aspetta nella propria metà campo. Già al 2′ c’è il primo tiro di Robinho che termina a lato. Dopo  quattro minuti è El Shaarawy che tira in porta dopo dal limite, ma blocca Buffon senza problemi.

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Reagisce la Juve su una punizione calciata da Pirlo al 7′, pallone deviato dalla barriera, si salva in angolo Abbiati!

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Ci prova dopo tre minuti anche Pogba con un tiro dalla distanza, ma il pallone finisce in curva. Si gioca con rapidi cambi di campo e al 12′ è ancora il Milan.  Tiro di Ambrosini dalla distanza e pallone che finisce fuori. Costretto al cambio il Milan, lascia Abbiati per un problema al polpaccio: al suo posto entra Amelia.

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Cerca il grande spettacolo Pogba. Lo juventino in raccoglie un cross dalla destra e in rovesciata tenta il gran gol, ma il pallone termina a lato.

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Si arriva al 20′ di gioco e sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la conclusione di Asamoah finisce in curva.

Ambrosini tira da media distanza dopo un passaggio sbagliato da Pirlo, lo spazio c’era, ma il pallone termina fuori.  Al 27′ altra buona azione di Abate sulla fascia, cross rasoterra per Robinho che tenta la deviazione vincente, palla sull’esterno della rete. Un minuto più tardi c’è Pirlo che prova con su punizione, il pallone viene deviato e finisce tra le braccia di Amelia.  Cerca il pressing il Milan, ma dopo un’azione insistita  va alla conclusione Montolivo, il pallone che termina fuori.

Ancora Juve in avanti con un cross di Lichtsteiner per Vucinic che sfiora il pallone con il destro, blocca Amelia. Mentre si avvicina allo scadere del primo tempo Marchisio viene servito da Vucinic in profondità, il torinese calcia in porta e Amelia respinge in angolo, ma l’azione viene fermata per un fuorigioco millimetrico dello juventino.

 Finisce così il primo Tempo!

Una partita di grande movimento e ritmo nel primo tempo, ma le azioni veramente pericolose sono state poche e comunque non hanno mai impensierito. Si spera che nel secondo tempo ci possa essere qualche conclusione in più.

Il derby siciliano: Catania -Palermo 1-1

 

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Il Catania di Maran vuole rifarsi dopo il ko dell”andata per mettere la ciliegina sulla torta nel corso di una stagione sensazionale. Si è al 5′ di gioco quando ha la grande occasione il Catania. Sul traversone di Marchese si fionda Gomez: respinge Sorrentino. Al 13′ nuovo miracolo di Sorrentino  sulla punizione insidiosa di Lodi. La vera occasione della partita ce l’ha  il Palermo con un Illic al quale si deve contrapporre con una grande parata Andujar. Nonostante l’occasione del Palermo, in  questa prima fase della partita sembra migliore il Catania, anche per la disposizione che ha assunto in campo. Dopo il 20′ di gioco la palla ristagna in mezzo al campo, in questa fase della gara si stanno abbassando i ritmi. Al 30′ punizione magistrale dello specialista Lodi: palla alta di poco sulla traversa. Si spegne così il primo tempo con le squadre che rientrano negli spogliatoi con il risultato di 0-0.

Un primo tempo equilibrato dominato nei primi venti minuti dal Catania, poi il Palermo è cresciuto verso il finale. Tra i migliori in campo Ilicic, che come in ogni partita ha dato il suo contributo ai rosaneri che tuttavia non sono riusciti a servirgli la palla vincente nei primi 45′.

Partono fortissime le due squadre nel secondo tempo. Ci prova subito Biagianti per il Catania poi sinistro di Lodi su punizione: palla sul fondo non troppo distante dalla porta difesa da Sorrentino. Al 55′ Spolli è bravo a fermare la conclusione insidiosa di Kurtic: il Palermo ci crede. Ma è il Catania al 69′ ad andare in gol. Cross con l’esterno di Gomez e Barrientos punisce Sorrentino e parte la tifoseria del  Massimino! E’ l’84 quando Legrottaglie sfiora il 2-0, ma purtroppo la palla non entra in rete. Al 90′ succede l’incredibile e il Palermo pareggia con l’ottimo Ilicic che non ha mai smesso di crederci: sponda di Hernandez e gol di Ilicic all’ultimo respiro. Dopo il gol la rissa con l’espulsione di Andujar.

Una partita che meritava sicuramente il pareggio per quello che le due squadre hanno mostrato in campo. Un equilibrio che è poi stato concretizzato nel 1-1 finale. I gol sono stati  sicuramente firmati dai migliori in campo Barrientos e Ilicic che hanno saputo interpretare al meglio questa derby siciliano. Peccato per la rissa finale e l’espulsione di Andujar.

Nel prossimo turno ci sarà Catania Milan  e Palermo Inter

Gilardino cerca, ma non trova la vittoria. Bologna Sampdoria 1-1

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Pioli ritrova Diamanti e Kone, mentre Delio Rossi si affida a Palombo al centro della difesa. Il Bologna si veste di verde per aderire alla giornata mondiale della Terra: i felsinei aderiscono alla bella iniziativa contro l”inquinamento. Gilardino vuole vincere e già dai primi minuti di gioco mette in apprensione la difesa ospite lottando su ogni pallone. Al 18′ bell”inserimento di Gilardino sul cross di Diamanti, ma la punta commette fallo in attacco e Peruzzo ferma il gioco. Il vantaggio arriva con Gilardino al 22′. Gran giocata di Taider, bravo a saltare Mustafi: il bomber ex Fiorentina è implacabile e batte Romer. Finisce il primo tempo con un possesso palla diviso quasi equamente tra le due squadre, a far la differenza è stato proprio il fuoriclasse Gilardino che ha trovato il gol che il Bologna cercava dall’inizio.

Nessun cambio negli schieramenti. Si riprende il gioco con le stesse formazioni che si erano fronteggiate nel primo tempo. Al 49′ si ha il gran colpo di Diamanti, che ci prova direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo. Dopo 10′, allo scoccare del 59′ è la Samp ha trovare il pareggio con Sansone.  L’attaccante, servito bene da Maxi Lopez, punisce Curci con un preciso diagonale. Al 72′ Curci si oppone alla punizione insidiosa di Palombo.

Una partita tutto sommato equilibrata nel secondo tempo, con una Samp che ha saputo trovare il pareggio, ma poi entrambe le formazioni sono sembrate appagate dal risultato non regalando più emozioni.

Il prossimo turno sarà:  Atalanta-Bologna e Sampdoria -Fiorentina

L’assalto dei biancocelesti: Napoli -Cagliari 3-2 Risultato finale

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Va in gol il Napoli all’inizio della ripresa. Il gol, avvenuto al 48′, viene convalidato dopo quasi 2 minuti di dubbi. De Marco si consulta con giudice di linea e con guardalinee per un presunto offside di Cavani sul tiro di Hamsik. Pulga espulso per proteste. Sul campo di Napoli e su quello di Roma le favorite passate in svantaggio nei primi minuti del primo tempo, agguantano entrambe il pareggio all’inizio del secondo tempo.  Al 55′ ancora Cavani in avanti. Il sinistro del bomber viene parato, con qualche difficoltà, da Agazzi con il piede. Al 64′ Cavani mette in rete il pallone respinto da Agazzi su un bel tiro di Cannavaro. Proteste del Cagliari per un presunto fuorigioco del Matador. Due minuti più tardi, al 71′, pareggia il Cagliari. Sau riceve di spalle il pallone da Cabrera, esce dall’area di rigore, protegge il pallone dall’intervento di Cavani prima e Behrami dopo, e calcia col destro superando Rosati con un tiro spettacolare che finisce sotto la traversa. Non c’è tempo per riprendere fiato e al 74′ c’è di nuovo una grande occasione per il Napoli col sinistro di Zuniga. Agazzi respinge. Cabrera ammonito.

All’85 c’è il destro di Ekdal dalla distanza non preoccupa Rosati, che lascia sbattere il pallone sulla rete esterna della porta, mentre un minuto più tardi il Napoli rischia con Cabrera anticipato in area di rigore. Sul finale il Napoli continua a premere per cercare la vittoria, ma le azioni ormai sono confuse e prevale la stanchezza. Fino al 93′ quando Insigne recupera la lucidità necessaria per andare in rete. Il giocatore parte dalla sinistra, si accentra e calcia. Deviazione decisiva di un difensore rossoblu. Il San Paolo in festa per questa vittoria che sembrava ormai sfumata. Sul gol finale è rissa. Ammoniti Behrami e Ekdal.

Una partita giocata su grandissimi ritmi, soprattutto nel secondo tempo. Tante le occasioni e i gol, un bel calcio che ha infiammato gli animi dei tifosi che hanno visto due squadre a confronto che hanno giocato correttamente, ma si sono date battaglia per cercare la vittoria e la trovata nel recupero proprio Insigne con un’azione esemplare. Peccato per la rissa finale che ha rovinato il clima di una giornata di grandissimo calcio.

Nella 34/a giornata di campionato Il Napoli sarà impegnato contro il Pescara e il Cagliari contro l’Udinese.

Pellissier risolve una partita piatta! Siena-Chievo 0-1

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I primi minuti di gioco non regalano grandi emozioni. Al quarto d’ora è  interessante lo schema del Siena su punizione: con Emeghara liberato al tiro in area, palla sull’esterno della rete. E’ il 22′ quando si innesca un duello rusticano tra Emeghara e Andreolli, l’arbitro concede una punizione al Siena, ma il fallo era dell’attaccante bianconero. Poi la brutta palla persa da Terzi, Pellissier riparte veloce e serve al limite Cofie: destro destinato all”angolino basso, Puggioni c’è. E’ il 29′ quando Pegolo rimane a terra dopo un’uscita alta, l’arbritro non fischia nulla ma Drame spara altissimo da buon posizione. Bisogna attendere quasi lo scadere del tempo per avere un’azione pericolosa che porta in vantaggio il Chievo.

E’ infatti il 44′ quando c’è l’ottima azione di contropiede condotta da Thereau che pesca con una bella palla in verticale Pellissier, tocco di punta e rete.

Un primo tempo con pochissime emozioni, sul cui finale la rete è arrivata grazie alla collaborazione tra Thereau  e Pellissier che hanno creato da soli un’occasione che ha poi portato quest’ultimo a realizzare il vantaggio per il Chievo.

La ripresa si apre subito con una grandissima occasione per il Siena: Vergassola dall”altezza del dischetto alza incredibilmente sopra la traversa. Pressing sempre del Siena che però guadagna solo calci d’angolo. Un secondo tempo che non regala emozioni che vede un gran lavoro al centrocampo, ma nessun azione riesce poi ad arrivare in aria di rigore.

Una partita che finisce molto prima del fischio finale dell’arbitro e il risultato in fondo rispecchia quello che si è visto in campo. Con un Chievo che ha costruito il gioco fino alla rete del vantaggio e poi ha pensato alla difesa e al possesso palla di fronte a un Siena incapace di reagire e di andare sotto la porta avversaria. Una partita stanca sin dall’inizio.

Ora il Siena troverà sulla sua strada la Roma mentre il Chievo sarà impegnato contro il Genoa

I viola fanno sognare i tifosi, poi subiscono, ma vincono: Fiorentina Torino 4-3

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Comincia bene il Torino, con un prolungatissimo possesso palla.Dopo 6 minuti di gioco bella occasione per il Torino: Cerci si avventa su un pallone proveniente da sinistra e conclude a botta sicura. Corner. All’8′ passa in vantaggio la Fiorentina con una prodezza di Cuadrado. Grazie a una grande iniziativa dell’ala viola si assiste a un dribbling secco sulla destra e pallonetto dolcissimo sul quale Gillet riesce solo a intuire la traiettoria. Altra occasione al 10′ ed è ancora Cuadrado, che serve Larrondo. La chiusura di Ogbonna, però, è perfetta. Il raddoppio della Fiorentina avviene al 16′  su cross da destra di Borja Valero, Aquilani solissimo non ha problemi a trovare il gol con un perfetto colpo di testa. Al 33′ ancora gol dei viola. La terza rete porta la firma di Adem Ljajic. Punizione del serbo sul primo palo. Conclusione morbida ma precisissima, forse un po’ in ritardo Gillet. A tempo scaduto il Torino va in rete con Barreto!

Un primo tempo eccezionale per la Fiorentina con il Torino che è stato annientato sul campo dei viola da una squadra che oggi ha dimostrato un gran gioco e un ottimo ritmo. Veramente una gara ben impostata per i toscani e qualche errore di troppo nella difesa del Torino. Allo scadere la Fiorentina si è lasciata sorprendere dal Torino, si parte quindi per la rimonta dei granata dal 3-1.

La ripresa si apre con la sostituzione di Basha in campo al posto di Gazzi. A cui segue la punizione per il Toro: batte Cerci, palla fuori. Al 57′ stupenda azione del Toro. In rete è andato Santana. 3-2, e tutto si riapre al Franchi. La Fiorentina non è riuscita a resistere all’attacco dei granata che nonostante le tre reti del primo tempo, già sul finale avevano trovato la forza di reagire.  Dopo il secondo gol del Torino i ritmi scendono e iniziano una serie di sostituzioni che fanno calare il rendimento delle due squadre, anche il gioco ne risulta spezzettato con un gran lavoro a centrocampo, ma con nessuna azione pericolosa, fino al 78′ quando il Torino trova il pareggio. Jonathas scarica su Cerci che da fuori area cerca il palo lontano con un sinistro terrificante. Nulla può Viviano. Al’81 ci prova ancora Cuadrado. Il suo tiro si perde sul fondo. All’87’ la Fiorentina torna in vantaggio. Romulo segna allo scadere il 4-3.  All’88 c’è azione convulsa davanti a Gillet, poi El Hamdaoui riesce a servire Romulo che in controtempo batte il portiere belga.

Una partita dominata dalla Fiorentina nel primo tempo, poi si è lasciata sorprendere dai tre gol del Torino che aveva riagguantato il vantaggio ma alla fine con un guizzo di Romulo ha trovato il gol della vittoria. Una partita veramente entusiasmante che ha regalato grandissime reti e un gioco di altissimo livello.

Nella prossima giornata ci sarà il derby di Torino con la Juve contrapposta alla squadra granata mentre la Sampdoria incontrerà la Fiorentina.

Agguantato il pareggio… Roma-Pescara 1-1 Risultato Finale

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Nervosismo all’Olimpico, i giallorossi chiedono il rigore per un fallo di Zanon su Destro, contatto dubbio. Poi viene ammonito Torosidis per un brutto fallo. Ammonito anche Destro, era diffidato.

Continua il parallelismo tra la partita della Roma e quella del Napoli. Entrambe le squadre vanno in gol nei primi minuti di gioco.

All’Olimpico a risollevare le sorti dei giallorossi è Destro, al 51′Corner per la Roma dalla destra, il Pescara non riesce a liberare l’area, il pallone finisce tra i piedi di De Rossi che trova Destro tutto solo a pochi passi dalla porta, metterla dentro è facilissimo. Ora è di nuovo parità con tutto il secondo tempo da giocare.

Al 66′ grande occasione per De Rossi, il centrocampista colpisce quasi a colpo sicuro, Pellizzoli è formidabile. Al 72′ Andreazzoli inserisce Bradley al posto di Pjanic. All’81 la Roma schiera tutti i suoi attaccanti in campo alla disperata ricerca della vittoria. All’84 viene annullato un gol a Osvaldo, l’attaccante era in posizione di fuorigioco. Ammonito intanto Di Francesco. La partita finisce in parità.

Una gara partita veramente male che è riuscita a raddrizzare grazie a Destro che ha trovato il gol del pareggio, ma rimane l’amarezza perchè il Pescara era sicuramente una squadra da battere. Tuttavia i biancocelesti oggi hanno interpretato una grande gara, prima passando in vantaggio e poi lasciando pochi varchi ai giallorossi che solo con il fantasista Destro sono riusciti a portare a casa il punto.

Nella 34/a giornata di campionato la Roma incontrerà il Siena e il Pescara, il Napoli.

La sorpresa dell’Olimpico: Roma -Pescara 0-1

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Si inizia con il Pescara all’attacco con Sforzini, l’ex Grosseto parte sul filo del fuorigioco e si ritrova davanti a Stekelenburg ma spara alto. Dopo quattro minuti di gioco c’è il colpo di testa di Cascione dopo un cross proveniente dalla destra, ancora un brivido per Stekelenburg. Il gol arriva per il Pescara al 14′. Tiro da fuori area di Cascione, la respinta di Stekelenburg è difettosa e Caprari, ex giallorosso, di testa può sfruttare il tap in vincente. Una sorpresa, ma anche meritata, visto che il Pescara è all’attacco dai primi minuti di gioco su una Roma addormentata.  E’ il 18′ quando Totti pesca  Florenzi in area, il centrocampista solo davanti a Pellizzoli spara sul portiere. Inizia l’assedio della Roma sotto la porta avversaria e, al 23′, Lamela ci prova con il suo classico tiro a giro, la palla è alta. Quattro minutidopo è Totti a cercare il colpo da maestro, con un  tiro al volo. Poi chiede l’angolo, ma  per Massa si tratta di semplice rimessa dal fondo. Scocca il 36′ con De Rossi che spreca una ghiotta occasione, il centrocampista viene servito da Totti in verticale, potrebbe concludere ma sceglie di servire al centro dove stava arrivando Florenzi, ma la difesa del Pescara è riuscita a liberare.

Una Roma che si è lasciata sorprendere nei primi minuti di gara e poi ha dovuto giocare tutto il primo tempo all’attacco cercando di trovare il pareggio che non è arrivato. Ci ha provato Florenzi, poi Totti e Lamela, ma la porta del Pescara è rimasta inviolata.

La grande giornata dei rossoblù! Napoli -Cagliari 0-1 P.T.

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Al 3′ si fa subito vedere Cavani che crossa dalla sinistra, il pallone viene colpito al volo da Maggio. Tiro smorzato, il Cagliari respinge. Un minuto più tardi buono scambio tra Pandev-Hamsik con l’assiste di tacco del centrocampista. Il tiro del macedone è alto. Al 5′ cross di Ibarbo, Nenè non arriva a colpire di testa il pallone. L’attaccante era stato lasciato colpevolmente solo in area di rigore.  Ritmi bassi con il Napoli che organizza una lenta manovra offensiva. Al 15′ Dzemaili inventa un tiro-cross dalla destra. Gamberini è in ritardo, il pallone finisce sul fondo.Siamo al 16′ e su calcio di punizione, da oltre 25 metri,  Thiago Ribeiro tira un Pallone potente e teso. Rosati para in due tempi. Due minuti dopo sugli sviluppi del corner Cavani respinge debolmente. Ibarbo finta il tiro di prima, si porta il pallone sul destro e supera con un bel tiro Rosati. Al 21′ Dessena salva in scivolata sul tiro di Cavani che ha concluso l’iniziativa di Pandev dalla destra. Solo angolo per il Napoli. Ancora un tentativo di Cavani che, al 30′, prova a segnare con una rovesciata su sponda di Hamsik. Pallone alto. Aumenta la pressione del Napoli, con il Cagliari che prova a ripartire lanciando Ibarbo.

40′ Rossettini ritarda la rimessa laterale del Napoli e Pandev si scontra con lui. Il sardo rimane a terra. De Marco richiama i capitani delle due squadre; aumenta la tensione in campo. Dopo che qualche minuto prima vi era già stato un episodio di forte contrasto fra Zuniga-Dessena. Cavani, al 42′, sbaglia il passaggio all’indietro favorendo il contropiede del Cagliari. Nenè allarga per Ibarbo, il cui cross morbido viene messo in angolo da un preoccupato Rosati. Dessena ammonito, era diffidato.

Al 46′ Cavani recupera palla, resiste al rientro di Nainggolan, supera due difensore, poi cade al limite dell’area dopo il contatto con Rossettini. L’arbitro lascia correre e ammonisce il bomber azzurro per proteste.

Napoli incredula. Il Cagliari va in vantaggio e la squadra di casa deve cercare il pareggio che non trova. E’ simile alla situazione che si è verificata a Roma con il Pescara in vantaggio nei primi minuti e i giallorossi in affanno per cercare di recuperare la rete. Qui a Napoli, sul finale però, la stanchezza si fa sentire e la tensione aumenta con un finale da “bollenti spiriti”.

Il risultato si sblocca… Inter Parma 1-0

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Nella ripresa gioca Biabiany al posto di Belfodil. Una partita veramente noiosa sin dai primi minuti del secondo tempo. Si delinea un gara da fine stagione già con i giochi fatti e i trofei assegnati. Fino a quando al 23′ si assiste al contropiede Inter, gli emiliani non sono piazzati bene, la palla arretrata di Kuzmanovic devia quel tanto che basta da mettere fuori tempo Alvarez. La gara riprende vita e un minuto dopo tiro dai 25 metri di Sansone, buona conclusione, Handanovic blocca a terra. Al 31′ è il Parma ad avere una bella occasione Handanovic salva l’Inter con un grande intervento in uscita su Bibiany. Il risultato si sblocca al 36′ con il gol dell’Inter, Jonathan in mezzo dall’interno dell’area e Rocchi con un destro sporco beffa Mirante in contro tempo. Stramaccioni poi si copre fa uscire la sua unica punta, Rocchi, l’autore del gol, ed entra Chivu.  Finisce così una partita che ha regalato davvero poco… un gol c’è stato e l’Inter porta a casa 3 punti, ma il gioco è veramente mancato!

Il risultato non si sblocca… Inter – Parma 0-0

Inter - Parma - tuttacronaca

Numerosissime assenze per Stramaccioni, che deve avanzare Pereira a centrocampo e Alvarez in attacco al fianco di Rocchi. Sei primavera in panchina. Donadoni non rinuncia al tridente, con Sansone che affianca Belfodil e Amauri. L’ex Biabiany si accomoda in panchina.

Inizia così Inter Parma con la squadra ospite che si rende pericolosa al 13′ e invece l’Inter che risponde tre minuti più tardi quando sugli sviluppi di una punizione di Pereira, Schelotto si trova la palla sui piedi, spara diretto ma la palla va addosso a Mirante. Altra grande occasione è al 29’con la traversa del Parma. Benalouane conquista un angolo e sugli sviluppi la palla va al ”Pajarito” che centra il legno con una formidabile conclusione.  Al 38′ è pericolosa l’Inter. Alvarez per Kuzmanovic, cross da destra, velo di Rocchi e Schelotto conclude a botta sicura. Un monumentale Benalouane chiude in corner. L’Intre finisce il primo tempo all’attacco dopo che la gara per la prima metà del primo tempo aveva visto solo il Parma in campo, con qualche rara incursione dei neroazzurri nell’area avversaria.

Il risultato non si sblocca nei primi 45′ minuti e le due squadre tornano negli spogliatoi sul risultato di 0-0.

90′ per un unico obbiettivo: Udinese-Lazio 1-0 s.t.

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Dopo un primo tempo ben giocato, l’avvio della ripresa è a ritmi serrati, con le squadre che lottano su ogni pallone. Il primo ad impensierire Brkic è Stankevicius, ma il friulano riesce a far sua la palla. Ci prova quindi Di Natale, ma il cross di Basta è troppo lungo per lui. Sia Lazzari che Ledesma ricevono un cartellino giallo, entrambi per un’entrata in ritardo. Fino a questo momento si son visti tanti errori in un gioco spezzato. Dias ci mette del suo regalando una palla a Basta ma il friulano ha troppa fretta di tirare per realizzare. Anche Di Natale, l’unico marcatore dell’incontro, spreca un’ottima possibilità, tirando direttamente contro Marchetti. Petkovic cerca nuove soluzioni: dentro Hernanes ed Ederson per Ledesma e Stankevicius. Al 19′ Di Natale va vicino al raddoppio: destro al limite dell’area che lambisce il palo. Il nervosismo rende entrambe le squadre fallose e Guida continua ad estrarre cartellini gialli: colpiti prima Domizzi e poi Ederson. Altra sostituzione tra le fila laziali: Mauri cede il posto a Floccari. La Lazio continua ad attaccare, ma non riesce a rendersi pericolosa quando mancano 15 minuti al termine del match. I biancocelesti perdono di lucidità in avanti, non riuscendo a portare a termine le giocate: gli ultimi minuti rappresentano il peggio dell’incontro con due squadre ormai agonizzanti anche se chi soffre di più è proprio la Lazio: la difesa friulana non si lascia mai cogliere impreparata. Dopo una serie di lanci lunghi, tutte palle perse, Guida fischia tre volte. 1-0 per l’Udinese grazie ad un gran gol di Di Natale nel primo tempo.

90′ per un unico obbiettivo: Udinese-Lazio 1-0 p.t.

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Il secondo anticipo di questa 33a giornata vede in campo l’Udinese di Guidolin, reduce da due ottimi risultati con Chievo e Parma e con la zona Europa League nel mirino. Dovrà però vedersela con la Lazio, che cerca il riscatto dopo la sconfitta interna con la Juventus.

Sono i friulani a partire con il piede sull’acceleratore ma la risposta laziale non si fa attendere: già al 3′ cross di Candreva per Klose in scivolata che non ci arriva per un soffio. Al 13′ il numero 87 della Lazio resta a terra dolorante per una brutta caduta, ma dopo un minuto è nuovamente in campo. Al 19′ Pereyra e Gabriel Silva scambiano in velocità, cross per la punta dell’Udinese e mezza rovesciata spettacolare su cui Marchetti può solo guardare: il gol di Di Natale sigla l’1-0. La squadra ospite risponde subito con un ottimo tentativo di Ledesma: Brkic salva la rete di pugno. La Lazio ci riprova subito: Gonzalez va al cross dal limite dell’area ma per Klose è troppo lungo, l’estremo difensore friulano controlla accompagnando la palla sul fondo. I laziali iniziano ad innervosirsi, Candreva lancia una punizione al cielo mentre Marchetti viene ostacolato tra i pali. Anche l’Udinese continua a cercare il gol, con tentativi che vengono chiusi dalla difesa avversaria. Al termine del primo tempo ancora si continua ad assistere a duelli di velocità: i giocatori non sentono la stanchezza dei primi 45′ e si preannuncia un secondo tempo ancora ad alta quota.

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