La grande sfida dell’Olimpico Lazio-Juve 0-2 Risultato finale!

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Vedi il primo tempo.

Dopo l’intervallo le due squadre tornano sul terreno di gioco con Petkovic che manda in campo Kozak ed Ederson al posto di Hernanes e Mauri. Prova a partire la Lazio che pressa, ma Klose appare subito poco incisivo, poi la Juve recupera la palla e la gestisce con tranquillità. Anche il nuovo entrato Ederson prova a farsi notare con un destro dalla distanza, ma il suo tiro è troppo alto.  Un minuto più tardi, con un guizzo, Klose riesce a penetrare nella difesa bianconera, ma Peluso salva in calcio d’angolo, poi Buffon deve salvare su un tiro da lontano di Ciani. La Lazio è entrata determinata, ma ancora troppo poco lucida nelle conclusioni. E’ 51′ quando Bonucci salva di testa una fiammata di Candreva  che voleva servire Kozak, poi Barzagli anticipa Klose su un nuovo cross di Candreva. Quattro minuti più tardi calcio di punizione per la Juventus, ci prova Pirlo infastidito dai laser, Marchisio si avventa sulla palla respinta da Marchetti che però si salva e se la prende con i suoi difensori. Al 60′ Occasione sprecata da Kozak dopo un gran lavoro di Candreva sulla fascia. Kozak di testa ha colpito la palla mandandola a terra a poca distanza dai suoi piedi anziché dietro le spalle di Buffon.  In questo secondo tempo la Lazio è più pericolosa. Tre minuti più tardi Lazio pericolosa con Ederson, che si procura un calcio d’angolo, ma la Juve riesce a riprendere il pallone. Poi c’è la controffensiva della Juventus prima con Pogba e poi Marchisio cercano di sorprendere Marchetti, ma la difesa della Lazio riesce a sventare i loro attacchi. Al 66′ Padoin entra al posto di Lichtsteiner nella Juve, mente Petkovic è costretto a sostituire Ledesma, che si è fatto male, con un giocatore della primavera, Luca Crecco, classe ‘95, per lui debutto in Serie A. Calcio di punizione a metà campo per la Juventus, al 68′, per fallo su Asamoah, poi la palla arriva in qualche modo a Vucinic che però non mette in difficoltà Marchetti. A 20 minuti dalla fine del tempo regolamentare c’è il tiro i Onazi che però finisce fuori senza essere deviato. Pochi minuti dopo grande occasione di Vucinic che calcia male un cross di Vidal e non si accorge che Pogba era lì tutto solo. Al 75′ Barzagli chiude su un’azione di Klose che era partita con Peluso a terra, qualche protesta juventina per questo comportamento dei laziali. Giannoccaro poi spiega che non ha fermato l’azione perché secondo lui non c’era fallo. Al 78′ Peluso va di nuovo giù dopo un fallo di Kozak, punizione per la Juve a metà campo, dove in questa fase della partita la palla si sta fermando parecchio. La Lazio non riesce più a pressare come nei primi minuti del secondo tempo. Tre minuti più tardi Peluso va di nuovo giù dopo un fallo di Kozak, punizione per la Juve a metà campo, dove in questa fase della partita la palla si sta fermando parecchio. La Lazio non riesce più a pressare come nei primi minuti del secondo tempo. E’ 82′ quando la Lazio si getta in avanti per una punizione battuta da Candreva, ma Ciani è in fuorigioco e comunque i difensori juventini erano già sul pallone. A quattro minuti dalla fine del tempo regolamentare Conte fa entrare Quagliarella al posto di Vucinic. Il montenegrino esce tra gli applausi. Poi l’altro cambio per la Juve, entra Giaccherini per Marchisio che si becca un forte abbraccio da Conte. Ormai la partita ha dato tutto quello che poteva esprimere si attende solo il fischio finale.

La Lazio ha pressato all’inizio del primo tempo ma poi la Juve a chiuso ogni varco e ogni iniziativa dei biancocelesti è sembrata vana. Una squadra che è stata in affanno per gran parte della gara e non ha mai impensierito veramente la porta di Buffon, purtroppo le assenze si sono fatte sentire e i giocatori in campo si sono trovati di fronte a una grande squadra scesa a roma per sigillare gli 11 punti di vantaggio dal Napoli.

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La grande sfida dell’Olimpico Lazio-Juve 0-2 Primo Tempo!

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Una gara che davvero sulla carta ha tutti i requisiti per essere una grande sfida. 

Parte subito alla grande la Lazio con un calcio d’angolo della Lazio per un errore di Peluso. ma Vidal non ha problemi a recuperare il pallone. Al 3′ è Hernanes che prova a sorprendere Buffon, ma il portiere bianconero fa suo il pallone. La Lazio c’è e vuole ben figurare davanti ai suoi tifosi, ma il calcio è beffardo e l’errore di un giocatore lo paga tutta la squadra. Al 6′ fallo di Cana su Vucinic dopo un uno-due tra Marchisio e l’arbitro non ha dubbi e concede il rigore. Dal dischetto nessun problema per Vidal che realizza con tranquillità. E’ 0-1 per la Juve. 

Ancora bianconeri pericolosi con Lichtsteiner, al 10′, ma il suo cross non viene adeguatamente sfruttato dai compagni. Dopo queste fiammate in area biancoceleste il gioco si blocca a centro campo. Al 13′ viene ammonito Vidal per fallo un fallo su Ciani. Per lui è il decimo cartellino giallo della stagione. Ci prova Onanzi due minuti più tardi ad essere pericoloso, ma fermato da Peluso. Sul calcio d’angolo per la Lazio, Vidal spazza via. Pochi minuti più tardi l’occasione è per Marchisio ben servito da Lichtsteiner, il pallone viene parato dal corpo di Ciani. La Lazio tenta, subito, un contropiede che non va a buon fine:  Mauri prova a servire Klose, ma la difesa juventina arriva per prima sul pallone. Intanto il quarto uomo ha dato una pettorina a Petkovic, “colpevole” di essere vestito di nero come la Juve…  Al 20′ fa il miracolo Marchetti su Vucinic che aveva ben raccolto il cross partito su punizione dai piedi di Andrea Pirlo. A pochi minuti di distanza ancora un calcio di punizione battuto da Pirlo quasi dalla stessa posizione del precedente, ma Asamoah è molto meno pericoloso di Vucinic e si annulla da solo colpendo male il pallone senza impensierire minimamente Marchetti. E’ proprio Vucinic a dover salvare la propria porta improvvisandosi difensore su un calcio d’angolo della Lazio. I biancocelesti ottengono un altro corner, ma Cana pasticcia maldestramente e non sfrutta una palla pericolosissima. Cana decisamente in una giornata poco favorevole, prima è ha condannato la Lazio allo svantaggio e ora ha mancato il pareggio. Al 26′  la difesa improvvisata della Lazio si trova in grandissima difficoltà su un attacco di Vidal e il gol è inevitabile. Veramente una partita a tutto campo per Vidal dalla difesa all’attacco.  Il bianconero è andato a segno dopo aver sfruttato una rifinitura di Vucinic deviata da Cana.

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Al 31′ punizione per la Lazio a metà campo per fallo su Stankevicius, ma la palla torna presto tra i piedi juventini. Un minuto più tardi un brutto episodio  Mauri fa un fallo su Vidal che zoppica per un po’, ci poteva stare anche il giallo.  Passano due minuti e Klose vicinissimo a Buffon si prende una mezza spallata da Barzagli, ma il tedesco non sarebbe riuscito ad arrivare al pallone. Cambio di campo e l’occasione è ancora per Marchisio, la palla viene leggermente deviata da un difensore della Lazio ed è calcio d’angolo per la Juve. Sul cross Pogba viene anticipato da Cana, mentre Ciani resta a terra. Si continua a giocare con la Lazio momentaneamente in 10 per l’uscita di Ciani. A 5′ minuti dallo scadere del tempo regolamentare viene ammonito Peluso per fallo su Mauri. Punizione per la Lazio, molto lontano dalla porta. Candreva inquadra bene, la palla viene leggermente deviata dalla barriera e Buffon si salva. Arrivano anche i dati del possesso palla e sono leggermente a favore della Juve con 51% per i bianconeri. L’arbitro allo schedere del tempo decreta due minuti di recupero. Bella azione di Pogba, sul finale del primo tempo, quando arriva in allungo su un cross di Lichtsteiner, ma con la punta del piede non riesce a dare al pallone la giusta direzione per entrare in rete. Questa è l’ultima occasione poi tutti decidono di rimanere a centrocampo e attendere il fischio finale. 

Bell’inizio per la Lazio che ha provato nei primi minuti a rendersi pericolosa, poi la Juve ha imposto il suo gioco e la difesa, improvvisata, della Lazio non ha retto l’urto. Sicuramente il migliore è stato lo juventino Vidal, il peggiore il biancoceleste Cana.   

  

 

 

 

La sfida per il secondo posto! Milan-Napoli s.t.: 1-1

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Il secondo tempo inizia senza sostituzioni, ma Allegri sta facendo scaldare El Shaarawy. Il Napoli parte subito all’attacco ma è il Milan a guadagnare il primo angolo con Mexes che manca la palla di testa. Risponde immediatamente Pandev con un sinistro da fuori intercettato da Abbiati mentre per i rossoneri ci prova, al 9′, Flamini. Il ritmo è notevolmente calato rispetto al primo tempo e la stanchezza appare evidente nelle gambe di Niang quando calcia una punizione inguardabile con il pallone che schizza sopra la traversa. Sembra tutti i giocatori in campo stiano comunque soffrendo, forse per l’improvviso cambio di temperature avvenuto in questi giorni. Al 19′ Rocchi estrae il primo cartellino giallo della partita per De Sanctis per perdita di tempo mentre Mazzarri sostituisce in rapida successione Pandev e Hamsik con Insigne e Armero. Al 27′ Flamini entra a piedi uniti su Zuniga: per lui cartellino rosso e fine della partita. A seguito della decisione dell’arbitro scoppia un parapiglia in campo: Maggio ammonito e poco dopo, a gioco ripreso, è il turno di Cavani. Con l’ingresso di El Shaarawy al posto di Robinho Allegri passa al 4-4-1: Niang ed El Shaarawy fanno gli esterni di centrocampo con licenza di attaccare, Pazzini davanti è l’unica punta. Cavani tenta la giocata in giro su passaggio di Insigne ma la conclusione è pessima. El Sahaarawy risponde, ma Pazzini calcia altissimo. Subito dopo entra su Zuniga e si guadagna un cartellino giallo. Mazzarri schiera Calaiò al posto di Maggio, poco dopo la squadra guadagna una punizione che Cavani lancia sulla barriera. Abate, zoppicante, viene sostituito con De Sciglio. Al 42′ Britos aggancia Pazzini da dietro: anche per lui ammonizione. La tensione ha reso entrambe le squadre molto più fallose rispetto il primo tempo. Un calcio di punizione per il Milan si risolve in un nulla di fatto mentre Rocchi mostra il giallo sia a Campagnaro che a Mexes. Sono quattro i minuti di recupero concessi, durante i quali la superiorità numerica dei partenopei si fa sentire. Termina 1-1 il primo posticipo serale di questa 32a giornata. La prossima domenica il Napoli ospiterà il Cagliari mentre il Milan andrà ad affrontare la Juve capolista allo Juventus Stadium.

La sfida per il secondo posto! Milan-Napoli p.t.: 1-1

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Il posticipo domenicale a San Siro sembra quasi uno spareggio per il secondo posto, e quindi per una qualificazione diretta in Champions, con il Napoli che distacca il Milan, oggi senza Balotelli e con El Shaarawy infortunato, per soli quattro punti. Che la situazione sia tesa lo dimostrano anche alcuni disordini avvenuti nel tardo pomeriggio nei pressi dello Stadio Meazza. Degli ultrà rossoneri hanno lanciato dei sassi in direzione di un bus che stava trasportando un gruppo di tifosi partenopei, costringendo la polizia ad intervenire lanciando lacrimogeni per disperdere la folla.

Le squadre scendono in campo cariche e determinate e la prima occasione arriva a soli 5′ dal fischio d’inizio: destro dal limite di Boateng, un difensore devia costringendo De Sanctis a una difficile parata, sulla ribattuta arriva Muntari che mette al centro: la difesa partenopea riesce a spazzare. Tre minuti dopo un calcio d’angolo è una seconda ottima occasione per la squadra, ma Zapata colpisce di testa e manda sopra la traversa. I ritmi iniziano a farsi serrati fin dal 10′, con entrambe le squadre che cercano di violare la rete avversaria. Il Napoli conquista a sua volta un angolo ma Montolivo allontana di testa mentre Mazzarri s’infuria con Zuniga, probabilmente il numero 18 non rispetta le consegne. Al 18′ un cross di Hamsik tocca il braccio, un po’ largo, di Flamini mentre il rossonero era in area, ma Rocchi non riconosce il rigore. Il Napoli guadagna tre angoli in rapida successione ma sembra continui “la maledizione”: la squadra non vince a San Siro da 27 anni e, nonostante l’ottimo gioco, anche questa sera fino ad ora la rete avversaria è sembrata inviolabile. Al 30′ è il Milan che sblocca la situazione: Boateng per Robinho, pallone al centro per Pazzini che tocca indietro per Flamini: il francese calcia di prima di sinistro e infila De Sanctis nell’angolino basso alla sua sinistra. 1-0. Sugli spalti anche Andriy Shevchenko acclama la sua vecchia squadra.

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Dopo 3 minuti di gioco la risposta partenopea: Zuniga per Hamsik, cross basso per Pandev solo in area e batte Abbiati con il sinistro: 1-1. Al 35′ Pazzini protesta per un rigore negato e che probabilmente non c’era: lancio di Constant per Robinho, cross basso per Pazzini che entra in contatto con Britos con cui si strattona vicendevolmente. Subito dopo Allegri manda in campo Niang in sostituzione di Boateng che zoppica vistosamente. Al 43′ il Napoli si avvicina al raddoppio: lancio in profondità di Cannvaro per Cavani che con il suo scatto anticipa i difensori, aggancia in area e prova a superare Abbiati in pallonetto: l’estremo difensore riesce ad afferrarlo con un allungo. Rocchi concede un minuto di recupero prima di decretare il termine di un primo tempo emozionante e ben giocato da entrambe le squadre.

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Il twitter di Aurelio De Laurentis per Milan-Napoli

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A poche ore dalla partita Milan – Napoli, Aurelio De Laurentis, presidente del Napoli twitta: Forza ragazzi! Tutta Napoli, tutti i veri napoletani e i nostri tifosi sono con voi. Guardate negli occhi il diavolo senza paura.

Un invito a giocare la partita a testa alta anche se l’impresa è molto ardua.

Il derby ligure Genoa Sampdoria 1-1

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Si parte, dopo due splendide coreografie ed è la Samp a battere il calcio d”avvio. La prima fiammata della partita si ha al 4′ con il cross di Poli dalla destra, ma Icardi finisce a terra in area a contrasto con Pisano e non riusce ad intervenire. Al 9′ scintille tra Poli e Moretti, partita subito molto tesa. All’11 altro fallo. Entra durissimo Matuzalem su Kristicic, cartellino giallo per lui. Veramente un clima infernale sul campo. Kristicic è costretto ad uscire in barella. Al suo posto Munari. Al 26′ cartellino giallo per De Silvestri. Più che una partita sembra un incontro di boxe. Al 28′ la Samp va in vantaggio con una punizione di Eder. L’attaccante blucerchiato ha calciato basso beffando Frey e la barriera del Genoa. Il Genoa prova a reagire, ma non riesce finora ad andare oltre la tre quarti.  Il primo tempo si chiude con il gol di vantaggio per la Sampdoria.

Gara intensa, dura, e poco spettacolare. I giocatori vanno al riposo sul risultato di 0-1  per la Samp.

Subito una sostituzione nella ripresa, entra Vargas, esce Pisano. Il Genoa si sbilancia in avanti con 3 punte: Borriello, Immobile e Vargas. Sostituzione anche per la Samp: entra Sansone, esce Eder. Siamo al 52′ quando il tiro al volo di Icardi, altissimo sopra la traversa. Due ammonizioni al 57′ una per Granqvist e una per Costa. E un minuto più tardi giallo anche per  Moretti. Partita veramente troppo tesa. All’80 pareggio del Genoa con Matuzalem, tiro-cross che si infila un pò fortunosamente sotto l”incrocio dei pali.

Al di là del risultato, la partita è stata caratterizzata da degli scontri molto duri che hanno segnato il corretto svolgimento della gara che è apparso più un incontro di boxe che una partita di calcio.

Il Genoa al prossimo turno sarà contrapposto all’Atalanta e la Sampdoria al Bologna.

Chievo-Catania 0-0: per gli etnei sarà Europa?

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Il primo tentativo della partita è di Rigoni che al 3′ manda altissimo un pallone, conclusione da dimenticare.  Fa molto caldo e i ritmi si abbassano solo al 14′ Théréau sfonda al centro. Spolli gli ruba palla appena dentro l”area rossazzurra. Bellissima azione del Chievo, al 20′, numero di Pellissier che al volo colpisce da destra e crossa per Théréau che tira alto. Alla mezz’ora di gioco si verifica l’azione caparbia di Barrientos che salta un paio di avversari, ma ne vuole saltare uno di troppo e perde palla. Al 39′ magnifica punizione di Lodi, alta di un soffio. Si spegne così il primo tempo e le squadre vanno al riposo sul risultato di 0-0.

Un primo tempo poco emozionante, con poche azioni e molto stallo. Si va negli spogliatoi con il risultato di 0-0

Le squadre rientrano in campo per disputare il secondo tempo ed è il Cagliari a gestire il primo pallone e c’è, subito, la gran parata di Puggioni su colpo di testa ravvicinato di Bergessio, servito da punizione di Lodi. Al 51′ tiro di sinistro di Drame, Andujar para tranquillamente.  Non si sblocca la partita, con le squadre anche rallentate dall’afa. Al 78′ proprio un colpo di sole colpisce Bellusci che per poco non provoca l’ autogol su colpo di testa di Andreolli. Salva Andujar in tuffo.

Partita noiosa con poche incursioni da una parte all’altra, giocatasi anche in una calura insolita per il mese di aprile. Squadre contratte al centrocampo e poca voglia di tentare veramente una conclusione pericolosa.

Il Chievo nel prossimo turno dovrà vedersela con il Siena e il Catania con il Palermo per una sfida tutta siciliana.

Cagliari-Inter 2-0 i neroazzurri alla ricerca dell’Europa. Risultato finale

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Dopo il riposo le due squadre rientrano in campo. Al 52′ problemi per Gargano, l’uruguayano deve lasciare il campo, è pronto ad entrare Kuzmanovic. un minuto più tardi è bella l’intuizione di Rocchi, l’attaccante entra in area e tira di sinistro, Agazzi salva in due tempi. Al 57′ cambio per il Cagliari: Pinilla è entrato al posto di Dessena, Cabrera si abbasa sulla linea di centrocampo. Thiago Ribeiro giocherà dietro Pinilla e Ibarbo. Al 63′ l’arbitro concede il rigore per il Cagliari. Pinilla si conquista il rigore e si incarica della trasformazione, sceglie una conclusione centrale e potente che riesce a beffare Handanovic che si è tuffato sulla destra. Al 69′ ci prova Cabrera con un cross dalla destra, Thiago Ribeiro è abbastanza libero di colpire di testa, non riesce però a dare potenza e Handanovic blocca. Non c’è fine alla sfortuna dell’Inter: Nagatomo, appena entrato, si fa subito male, Stramaccioni costretto a inserire Samuel. L’argentino giocherà in attacco come seconda punta. Raddoppio del Cagliari ancora con Pinilla. L’attaccante, al 77′, scambia con un compagno e si infila in area, si presenta davanti ad Handanovic e lo anticipa con la punta del piede. Difesa interista immobile.

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Un secondo tempo da dimenticare per la squadra neroazzurra. Sin dall’inizio della ripresa il Caglairi si è mostrato pericoloso e ha trovato il rigore con Pinilla. A quel punto l’Inter si è allungata alla vana ricerca del pareggio, senza per altro mai diventare pericolosa ed è stata beffata con il raddoppio dell’eccellente Pinilla che ha siglato al 77′ un gol stupendo, di grande tecnica.

Nella 33/a giornata di campionato il Cagliari dovrà incontrare il Napoli e l’Inter, il Parma.

Parma-Udinese 0-3 nessun problema di classifica, via a esperimenti.

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Inizia la partita con una nota statistica, le 300 presenze di Amuri nei campionati professionistici italiani. Al 7′  l’Udinese va in vantaggio con Muriel.  Il Parma non trova varchi liberi, si chiude bene la squadra di Guidolin. Nelle ultime 3 gare Parma e Udinese hanno conquistato 4 punti in campionato. Una partita senza emozioni.  Al 26′ fallo di Gabriel Silva su Rosi, l”arbitro Merchiori non estrae il cartellino. Al 33′ sul traversone di Gobbi spazza via di testa Domizzi. Al 37′ Muriel cade in area, e Merchiori lo ammonisce per simulazione, il giocatore era già diffidato e salterà diffidato Udinese-Lazio. Al 43′ ancora Muriel fa esultare l’Udinese con il raddoppio ai danni del Parma. Soffre ancora il Parma sul finale del primo tempo.

Nessun cambio nei due schieramenti durante l”intervallo. Al rientro in campo dopo l’intervallo parte forte il Parma, che cerca di riaprire la gara con Amauri. Siamo al 52′ Donadoni manda in campo Belfodil, che prende il posto di Santacroce nel Parma. Sembra che ora la squadra di casa sia entrata finalmente in partita e, al 55′, Danilo con qualche affanno chiude in corner sulla pressione di Sansone. Il Parma ora è schierato da Donadoni con un più offensivo 4-3-3, col tridente formato da Belfodil, Amauri e Sansone. Proprio questo sbilanciamento è la causa del 0-3 dell’Udinese. Muriel salta Lucarelli e serve Zielinski, che calcia verso Mirante: il portiere respinge, ma Pereyra si fionda sul pallone e deposita la sfera in rete. E’ lo 0-3 per l’Udinese che arriva proprio mentre il Parma stava cercando di reagire allo svantaggio già subito nel primo tempo. All’81 sponda di Amauri, tiro di Sansone: ci prova il Parma.

Dopo un primo tempo completamente a vantaggio dell’Udinese, la ripresa è iniziata con il Parma che aveva impresso un buon ritmo e un buon gioco. Purtroppo, nel momento in cui la squadra di casa stava provando faticosamente ad accorciare le distanze è arrivato il terzo gol per l’Udinese. Sicuramente uno 0-3 che penalizza molto il Parma, ma regala una bella vittoria ai tifosi bianconeri. Una gara divertente fino alla terza rete, poi chiaramente la partita è andata sfumando.

Nel prossimo turno il Parma incontrerà l’Inter e l’Udinese sarà faccia a faccia con la Lazio.

Il campionato non è ancora finito… Torino-Roma 1-2 risultato finale

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Dopo una prima frazione di gara giocata su buoni ritmi e che ha visto nel complesso le due squadre equivalersi, i giocatori tornano in campo per cercare il gol del vantaggio.

Al rientro in campo la prima azione pericolosa e quella di Cerci che dribbla un paio di romanisti e tira. Pallone deviato che finisce tra le braccia di Stekelemburg. Al 9′ della ripresa entra Totti ed esce Pjanic. E’ il 15′ quando Lamela trova il raddoppio. L’argentino inventa una traiettoria fantastica con il sinistro dal limite dell’area di rigore, il pallone si insacca sotto l’incrocio, niente da fare per Gillet. Al 22′ entra D’Ambrosio ed esce Santana per il Torino. Due minuti dopo ci prova Gazzi ma il suo tiro è troppo centrale, pallone bloccato dal portiere giallorosso. Dopo il raddoppio della Roma, il Toro attacca a testa bassa. E’ la mezz’ora quando D’Ambrosio non riesce a girare il pallone in modo adeguato. AL 36′ della ripresa Balzaretti si fa espellere. L’esterno giallorosso viene ammonito una seconda volta dopo un gomitata su Cerci, Roma in 10.

Una bella Roma che ha cercato di assicurarsi la vittoria sin dai primi minuti di gara. Il vantaggio era arrivato, ma anche il raddoppio. Così nella ripresa ha continuato a cercare il vantaggio e uno strepitoso Lamela, in giornata d’oro ha siglato il 2 -0 per i giallorossi. Peccato per l’espulsione di Balzaretti anche se la decisione arbitrale è stata impeccabile. La Roma è stata costretta a giocare in 10 l’ultima parte della partita con uno sforzo notevole da parte di tutti i giocatori che si sono trovati a dover contrastare l’offensiva granata in inferiorità numerica.

La Roma attenderà il Pescara in una 33/a giornata che, almeno sulla carta, non è tra le più complesse. Il Torino invece, a Firenze, sfiderà la Fiorentina.

Cagliari-Inter 0-0. I neroazzurri alla ricerca dell’Europa. 1° Tempo

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Pulga e Lopez sorprendono con le loro scelte, soprattutto in attacco, dove vengono preferiti Ibarbo e Thiago Ribeiro a Sau e Pinilla, che sembravano candidati ad una maglia da titolare alla vigilia. A centrocampo Dessena sostituisce Nainggolan, in difesa sulla sinistra Murru ha vinto il ballottaggio con Avelar. Come annunciato Stramaccioni sceglie la difesa a quattro e concede un turno di riposo a Ranocchia e Samuel.

Al 2′ subito la conclusione dal limite di Conti, murato da Cambiasso. L’Inter fa possesso palla, ma i rossoblu sono ben disposti in campo e lasciano pochi spazi ai nerazzurri. Al 6′ è Cossu costretto a lasciare il campo per un problema muscolare, è pronto a entrare Cabrera. Solo tre minuti più tardi Ibarbo parte in velocità e Juan Jesus è costretto a fare fallo da dietro e viene ammonito. Anche Dessena ci prova da fuori, la sua conclusione è centrale e non crea problemi a Handanovic. All’11 Juan Jesus soffre la velocità di Ibarbo, se lo lascia sfuggire per la seconda volta e costringe Handanovic a uscire dalla sua area di rigore.  Al 14′ c’è un bello scambio tra Cambiasso e Rocchi, l’argentino si trova a tu per tu con Agazzi, prova a beffarlo con un pallonetto ma colpisce il palo. Si arriva al 20′  e Rocchi chiede un fallo al limite dell’area di rigore, per l’arbitro è tutto regolare. Un minuto dopo l’azione personale di Ricky Alvarez, il brasiliano entra in area e tira, Perico devia in angolo. Alla mezz’ora di gioco Juan Jesus ci prova con un destro al volo, palla a lato. Pochi minuti più tardi ammonito Conti. il capitano del Cagliari ha trattenuto Cambiasso per la maglia. Era diffidato e salterà la prossima partita. Al 35′ Murru scatta sulla sinistra evitando il fuorigioco, mette la palla in mezzo per l’accorrente Ibarbo, ma è strepitoso Pereira in scivolata a salvare in corner un gol che sembrava già fatto.

Fino ad ora, una partita con molti cambi di fronte che è stata giocata su buoni ritmi. Sono però mancate le reti, troppa imprecisione da parte di entrambe le squadre al momento della conclusione.

Il campionato non è ancora finito… Torino-Roma p.t. 1-1

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67 gli incontri disputati in Serie A tra Torino e Roma. Bilancio in favore dei granata, vincenti in 31 occasioni contro le 12 della Roma. In tutto i pareggi sono 24. L’ultimo successo della Roma risale alla stagione 2008/2009: 1-0 con gran gol di Julio Baptista in rovesciata. Più vecchia l’ultima vittoria del Torino, bisogna risalire al torneo 1990/91 dove Francesco Romano decise l’incontro. L’ultimo pareggio risale alla stagione 2007/2008 ed il match finì a reti bianche.

Si inizia a giocare con Balzaretti fischiatissimo dai suoi ex tifosi. Al 3′ è Osvaldo che entra in area, ma prima di servire Lamela viene contrastato da Ogbonna.  Al 5′ è sempre Osvaldo ad avere un’ altra occasione pericolosa. Si trova smarcato in area di rigore ma sfiora soltanto il pallone che quindi non impensierisce la porta avversaria.  Al 10′ risponde il Torino che si fa vedere in area di rigore avversaria, ma Bradley sbroglia tutto. al 16′ occasione per la Roma. Discesa di Dodò sulla fascia sinistra, cross al centro per Lamela e l’argentino colpisce al volo, ma il pallone esce alto sopra la traversa. Al 18′ gesto inusuale per l’arbitro Romeo che si fa offrire un po’ d’acqua dalla panchina del Torino. Il vantaggio della Roma non tarda ad arrivare. Al 21′ un cross dalla sinistra di Balzaretti pesca Osvaldo sul secondo palo che con un colpo di testa beffa Gillet, 1-0 per i giallorossi. Al 27′ cartellino giallo per Burdisso, salterà Roma – Pescara perché era già stato diffidato. Al 28′ il palo colpito da Cerci. Alla mezz’ora di gioco palla vagante in area romanista, un rimpallo favorisce l’attaccante granata, Rolando Bianchi, che batte Stekelemburg, 1-1 tra Torino e Roma. Partita fin qui è stata divertente. Al 37′ ancora un giallo, viene diffidato Balzaretti che salterà Roma-Pescara. Allo scadere del tempo regolamentare ci prova Santana con un tiro da posizione defilata, che esce a lato.

Un ottima Roma che ha amministrato bene tutto il primo tempo, prima andando in vantaggio e poi rendendosi pericolosa senza mai scoprirsi troppo. Il Torino è parso abbastanza contratto e ha subito l’azione dei giallorossi. Poi ci ha pensato Rolando Bianchi ha riportare la situazione in parità.

Palermo Bologna 1-1 i siciliani cercano la salvezza su un campo ostile

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Il Palermo non poteva fallire e purtroppo il pareggio è un mezzo fallimento.  Ora restare agganciati al treno salvezza che, solo qualche settimana fa sembrava impossibile e invece era si stava realizzando,  sarà dura.

Pioli sceglie un 4-3-3 con Christodoulopoulos leggermente arretrato rispetto a Gilardino e Gabbiadini. Inizia così la partita che vede il Palermo subito in possesso di palla e al 5′ la squadra di casa trova il gol con Ilicic. Grande triangolazione tra Miccoli e lo sloveno che con uno splendido sinistro a girare dal limite dell”area insacca il pallone alle spalle di Curci, senza che il portiere possa fare nulla.  Cinque minuti più tardi è di nuovo Ilicic che si presenta sull”out destro, converge e tenta la conclusione con il sinistro. Stavolta Curci para a terra. Al 14′ sempre il Palermo in attacco e Miccoli prova la conclusione di sinistro, Curici para senza problemi. Dopo i primi 15′ che hanno visto solo il Palermo in campo e sempre all’attacco nell’unica azione pericolosa il Bologna va in rete. Su incredibile errore di Sorrentino che non interviene sul retropassaggio di Morganella e Gabbiadini si trova da solo davanti alla porta con il pallone tra i piedi ed è facile mettere la palla in rete. L’errore di Sorrentino pesa sulle gambe dei compagni che fino a quel momento avevano fatto una gara perfetta. Al 22′ prova a reagire il Palermo. Miccoli riceve da Ilicic e dribbla due avversari. Il terzo è Cherubin che rimedia in calcio d’angolo. In 10 minuti scattano tre ammonizioni: una per Morganella, che ha steso Taider, Kone e Illic puniti per simulazione. Al 34′ bella azione sulla fascia destra sull’asse Rios-Ilicic. Cross teso, ma Kurtic e Miccoli sono in ritardo.  Peccato che poteva essere davvero un’occasione pericolosa. Al 38′ costretto a uscire Kone per un problema al gomito al suo posto Guarente. Quasi allo scadere del primo tempo, al 42′ di gioco, gran palo di Miccoli. Il giocatore del palermo punta Curci e conclude sul primo palo, ma centra il legno. A nessun compagno riesce il tap-in sulla ribattuta.

Finisce così il primo tempo con un Palermo che ha cercato il vantaggio e lo aveva anche trovato con Illic nei primi minuti di gioco. Poi purtroppo il brutto errore del portiere del Palermo che ha permesso il pareggio a Gabbiadini. Il Palermo ha provato a reagire e sul finale ci poteva essere il nuovo vantaggio dei rosaneri con Miccioli che ha tirato sul palo.

Il gioco riprende e non c’è nessuna sostituzione. La prima occasione della ripresa è di Di Gabbiadini, l’autore del goal del pareggio del Bologna, che scaglia la palla sul fondo colpendo di sinistro sul primo palo. Inizio di ripresa decisamente meno scoppiettante rispetto al primo tempo con le squadre che sembrano bloccate al centrocampo e nessuno prende l’iniziativa. Al 54′ l’autore del vantaggio rosanero, Illic, frana a terra in conseguenza di un contatto con Krhin e non può continuare il gioco. Al suo posto entra Dybala. Scocca l’ora di gioco e c’è una mischia davanti a Curci, Rios si avventa sul pallone ma Cherubin è velocissimo ad anticiparlo in corner. A 20′ dalla fine del tempo regolamentare Miccoli cerca il tiro e incredibilmente la palla è murata da un suo compagno di squadra. Si copre Pioli al 72′: esce Gabbiadini, al suo posto il difensore Sorensen. Al Bologan il pareggio può pure andar bene, è il Palermo che deve fare la partita per sperare nella salvezza. Quando mancano 10′ alla fine c’è l’occasione per Gilardino, ancora provvidenziale Aronica in chiusura: il biellese era solo davanti a Sorrentino. All’85’ esplode il Barbera: Kurtic cade in area, Doveri fa proseguire. Su questo episodio ci sarà molto da discutere dopo le proteste in campo molto animate. Sul finale la partita si spegne, solo una palla altissima di Hernandez riaccende una partita che sembra aver esaurito la sua verve nel primo tempo. Sul finale si riaffaccia il Palermo, ma Curci è molto attento sia sul tiro di Barreto e  qualche minuto più tardi su quello di Garcia. Fischio finale e squadre negli spogliatoi. Palermo Bologna finisce 1 a 1

Una partita che si è giocata tutta nella prima frazione di gioco e il secondo tempo ha visto le squadre bloccate con poche azioni veramente significative. Questo pareggio potrebbe aver compromesso il campionato del Palermo anche se i nerorosa continuano a sperare nelle prossime giornate.

Nel prossimo turno il Palermo giocherà contro il Catania e il Bologna contro la Sampdoria.

2 squadre, 2 obbiettivi. Atalanta-Fiorentina: 0-2

Atalanta-Fiorentina-tuttacronaca

Atalanta e Fiorentina, due squadre che giocano per una vittoria per non perdere di vista i propri obiettivi. A Bergamo, in casa, i giocatori di Colantuono, ancora senza certezza numerica di salvezza, hanno bisogno dei 3 punti per non rischiare una scivolata dell’ultimo momento in serie B, mentre la squadra di Montella lotterà per non perdere di vista il sogno di una qualificazione europea. Squalificati Carmona e Raimondi, coinvolti nella rissa finale a San Siro dopo la partita con l’Inter e squalificato anche Cigarini, l’Atalanta schiera Consigli in porta; in difesa Scaloni, Lucchini, Stendardo e Del Grosso; a centrocampo Brienza, Radovanovic, Biondini e Bonaventura; in attacco Livaja e Denis. Anche la Fiorentina ha dovuto rivedere la formazione: squalificato Tomovic e infortunati Toni, Jovetic, Savic, Mati Fernandez, Wolski, Rossi, Hegazi e Camporese, mentre Ljajic non è al meglio e andrà in panchina. Montella manda quindi in campo Viviano estremo difensore; in difesa Roncaglia, Rodriguez e Compper; a centrocampo Cuadrado a destra, Pasqual a sinistra, Pizarro in regia affiancato da Aquilani e Sissoko, per la prima volta titolare; in attacco Borja Valero alle spalle di El Hamdaou.

La partita inizia dopo aver rispettato un minuto di silenzio in onore di Ivan Ruggeri, lo storico presidente dell’Atalanta scomparso una settimana fa. L’avvio è prudente su entrambi i fronti e Livaja è il primo a mettersi in evidenza, provando ad attaccare ma sempre pronto ad arretrare per dare una mano a centrocampo. All’11’ la prima occasione gol della partita, con cross di Bonaventura e girata di testa di Denis: Viviano blocca la palla a terra. Al 15′ la Fiorentina inizia a spostare gli equilibri in campo e riesce a guadagnare una punizione: Pasqual non riesce però a centrare la porta mentre poco dopo Cuadrado viene fermato al limite dell’area mentre tenta un’azione personale. La partita continua ad essere giocata su ritmi bassi ma al 23′ arriva una buona prova dell’Atalanta in contropiede: Bonaventura apre a destra per Livaja, cross per Denis che esegue una spettacolare sforbiciata respinta in angolo da Viviano. Al 25′ la prima ammonizione del match colpisce Sissoko, entrato in ritardo su Radovanovic. Atalanta ancora in attacco e guadagna un calcio d’angolo, Lucchini di testa non riesce ad angolare e l’estremo difensore fiorentino ha gioco facile. Al 41′ la Fiorentina ha la prima possibilità di siglare una rete: lancio di Pizarro in area per Aquilani che aggancia bene, cerca spazio fra i centrali dell’Atalanta e calcia con il destro: palla fermata a terra da Consigli. Dopo due minuti un calcio di punizione per i toscani viene controllato dalla difesa di casa mentre al 44′ rischia con un cross di Pasqual intercettato di testa da Aquilani: Consigli salva la porta. L’arbitro Russo non concede recupero e le squadre tornano negli spogliatoi con un punteggio fermo sullo 0-0.

Il secondo tempo inizia a squadre invariate anche se già al 4′ Giorgi sostituisce Brienza tra le fila della squadra di casa. E’ la Fiorentina ad essere più agguerrita in questo inizio di ripresa con Sissoko subito pericoloso con un destro da fuori deviato in angolo da Consigli. Doppia sostituzione per la Fiorentina: entrano Larrondo e Ljajic al posto di El Hamdaoui e Aquilani. La partita continua a svolgersi con le squadre ben equilibrate. Il numero 22 si fa subito sotto superando in dribbling Stendardo che tocca con manoe riceve un’ammonizione. Al 16′ Pizzarro calcia il rigore per la Fiorentina: 0-1. Dopo due minuti di gioco è Pasqual a vedersi sventolare il cartellino giallo per aver steso Giorgi in contropiede. E’ sempre la Fiorentina nella metà campo offensiva in questo frangente: al 27′ Larrondo raddoppia con un sinistro imparabile. 0-2. Montella effettua il terzo cambio facendo entrare Migliaccio al posto di Sissoko mentre Colantuono risponde schierando Moralez per Biondini. La tensione tra le fila dell’Atalanta è alta: Livaja getta con violenza la palla contro i cartelloni pubblicitari a gioco fermo: russo sventola il cartellino dell’ammonizione e Colantuono lo sostituisce con Parra. Il giallo arriva al 32′ anche per Bonaventura e a ruota per Larrondo mentre la squadra di casa sembra aver gettato la spugna e la Fiorentina giostra la partita. Al 37′ la Fiorentina si avvicina a siglare una terza rete con Ljajic che però finisce con il calciare direttamente verso Consigli. Due minuti dopo è invece la squadra di casa a perdere l’occasione di accorciare le distanze con un colpo di testa di Parra fermato da Viviano. All’ultimo primo dei regolamentari rosso per Denis: l’argentino rincorre Pizarro e lo stende da dietro in scivolata. Pizzarro resta fuori dal campo per farsi medicare ed al 49′ arrivano i fischi finali. La Fiorentina resta dunque in corsa per un posto in Champions salendo a quota 55 punti mentre l’Atalanta si ferma a 37. Nella 33a giornata la squadra di Colantuono andrà a Marassi per sfidare il Genoa mentre i toscani aspettano i granata del Torino.

Il Pescara – Siena… per i toscani potrebbe ancora essere salvezza: 2-3

pescara-siena-32giornata di campionato-tuttacronaca

Il Pescara è reduce dalla sconfitta 2-1 in casa della Juventus, mentre il Siena ha pareggiato 0-0 contro il Parma nel turno precedente. All’andata si impose il Siena per 1-0. Il Pescara in campo con il 4-2-3-1 con Sforzini punta centrale, alle sue spalle agiranno Sculli, Cascione e Caprari. Iachini si affida al trio offensivo con Sestu e Rosina a supporto di Emeghara.

Al 4′ c’è la prima occasione importante: un calcio di punizione per il Siena e Rosina calcia a giro sopra la barriera, ma non trova lo specchio della porta. Ma c’è sempre il Siena davanti e al 9′ ha la grande occasione: Vergassola salta un avversario e calcia da appena dentro l’area, pallone fuori di pochissimo alla destra di Pelizzoli. Passano 3 minuti ed di nuovo il Siena a stare sotto la porta avversaria: Sestu calcia a giro sul secondo palo, grande riflesso di Pelizzoli che salva i suoi con la complicità della traversa. Basta attendere due minuti per avere però il gol del Siena. Respinta corta di Capuano, Angelo smarcato al centro dell’area insacca di testa nell’angolo in basso a destra. Al 17′ ancora Siena pericoloso: Emeghara calcia sopra la traversa dopo il cross rasoterra in area di Angelo. Un minuto più tardi  c’è il contatto in area tra Capuano e Emaghara che cade a terra, l’arbitro fa proseguire il gioco. Al 21′ il cross di Modesto sul secondo palo per Caprari che non riesce a coordinarsi bene e calcia alto. Poi il lancio di Paci per lo scatto di Rubin, esce Pelizzoli e blocca il pallone. E’ il 25′ quando c’è il corner per il Pescara. D’Agostino crossa sul primo palo, spizzicata di Sculli verso il centro, colpo di testa di Krøldrup e grande risposta di Pegolo che respinge con gran riflesso. Al 28′ il tiro di Caprari dal limite dell’area, Pegolo si distende alla sua sinistra e blocca la sfera. Un minuto più tardi Capuano, smarcato sul primo palo, spedisce alto di testa sul corner di Vegassola. Al 33′ c’è il raddoppio per il Siena. E’ un autogol di Zanoni. Il giocatore del Pescara devia nella propria porta dopo il cross dalla destra di Sestu. Passano due minuti e ci prova D’Agostino con una conclusione al volo dal limite dell’area, Pegolo di rifugia in corner. nell’azione D’agostino resta infortunato e deve abbandonare il campo, al suo posto entra Celik. A 5′ dalla fine del primo tempo c’è un duro intervento di Capuano su Rosina che rimane a terra, poi si rialza e può riprendere il gioco. Al 45′ arriva l’ottima chiusura di Pegolo in anticipo su Sforzini e l’arbitro decreta un minuto di recupero.

Il primo tempo finisce con il Siena in netto vantaggio per 2 a 0 contro un Pescara che è sembrato molto appannato. Anche il possesso palla è nettamente a vantaggio della squadra toscana. Peccato per quell’autogol di Zanoni che ha regalato il raddoppio agli ospiti.

Le squadre rientrano in campo dopo il riposo e c’è subito il cross di Sestu in area per Rosina che schiaccia di testa, Pelizzoli ben posizionato blocca la sfera.

Al 48′ la conclusione centrale di Rosina dai 25 metri viene bloccata senza problemi da Pelizzoli.

E’ il 51 quando il tiro di Sculli respinto da Pegolo fa andare il pallone tra i piedi di Celik che calcia di potenza dal centro dell’area, il pallone si insacca nell’angolo in alto a destra dopo la deviazione di un difensore. E’ 1 a 2 per il Siena. Ora serve un altro gol al Pescara per pareggiare.

Al 56′ tiro di Cascione defilato sulla destra dell’area di rigore, Pegolo non si fa sorprendere e blocca la sfera.

Dopo due minuti vengono ammoniti Terzi e Sculli che vanno al faccia a faccia dopo un contrasto aereo. 59′ Calcio di punizione stupendo a scavalcare la barriera di Togni, nulla da fare per Pegolo, tiro angolatissimo. Ed è il pareggio per il Pescara che sembra un’altra squadra in questo secondo tempo. Giallo a Togni che prolunga i festeggiamenti in occasione del gol.  Al 65′ Pegolo deve fare il miracolo per non mandare in vantaggio il Pescara sul tiro incrociato in area di Cascione. Al 73′ sostituzione Siena: Pozzi per Sestu. Al 76′ sostituzione in casa Pescara Bianchi Arce per Modesto. Si infiamma la partita al 78′ con lo spunto di Agra in fascia: salta un uomo e crossa rasoterra al centro per Angelo che calcia incrociando il destro, Pelizzoli si distende alla sua destra e devia in corner. Una grandissima occasione per Pescara, all’80’, su cross di Cascione e colpo di testa in tuffo di Sforzini fuori di un soffio. Poteva essere il vantaggio. All’86’ contropiede del Siena che culmina con il passaggio di Togni in area per Emeghara, Pelizzoli battuto con un piatto destro che si insacca nell’angolo in basso a sinistra.

Una bella partita giocata su buoni ritmi. Nel primo tempo in campo si è visto solo il Siena, mentre nel secondo è stata la squadra di casa a prendere le redini del gioco e a cercare il pareggio che puntualmente è arrivato.  E poi come accade spesso c’è il colpo di fortuna del Siena, un vantaggio negli ultimi minuti che stronca le speranze di un Pescara che oggi comunque può uscire a testa alta dal campo di gioco. C’è solo l’amarezza di quell’autogo di Zenoni nel primo tempo.

Nella prossima giornata il Pescara sarà impegnato a  Roma contro la squadra della capitale e il Siena, in casa, incontrerà il Chievo.

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