Ritirato il “palazzo di Jabba” di Star Wars

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La Lego, storica azienda danese di giocattoli, ha deciso di ritirare dalla produzione il “Palazzo di Jabba”, dopo le proteste sollevate dalla comunità islamica austriaca che riteneva offensivo il prodotto. La polemica era nata a gennaio, dopo che un padre austriaco di fede islamica aveva scoperto come sua sorella avesse regalato il prodotto al figlio. Il gioco, rivolto a bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni, era stato così accusato di essere anti-islamico. Il personaggio protagonita del giocattolo, “Jabba the Hutt” viveva nella sua tana intergalattica, una cupola orientale dotata di razzi e mitragliatrici molto simile a una moschea. E si mostrava anche la Principessa Leia in catene, come sua schiava personale.

La Lego non aveva acconsentito al ritiro del gioco perché riteneva di aver immesso sul mercato solo la riproduzione del palazzo del film, quindi nessuna allusione all’Islam.

Poi, la società costruttrice del gioco ha cambiato idea: a partire dal 2014, il prodotto verrà ritirato. La decisione è arrivata dopo un incontro a Monaco di Baviera tra i leader della comunità turca e alcuni dirigenti della Lego.

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Torino – Napoli 3-5 un sogno lungo 90′! Secondi 45.

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Cavani inizia subito il riscaldamento, appena inizia il secondo tempo. Al 2′ della ripresa è ancora Dzemaili a portare in vantaggio il Napoli. L’attaccante napoletano all’ingresso in area calcia di prima mentre viene contrastato, la palla si infila sul primo palo ed è 1-2! Un bel gol dove tecnica e fortuna si sono incontrate alla perfezione. Per un soffio all’8′ Dzemaili non fa la tripletta. Insigne con un assist geniale, il centrocampista, si inserisce ma conclude debolmente con Gillet che blocca.  Al 14′ contrasto in area fra Meggiorini e Cannavaro, l’attaccante stava per concludere, il capitano del Napoli rischia il rigore prendendo palla e uomo. Il Toro reclama. Al 20′  dentro Cavani, ma anche Jonathas per Barreto. Ventura riprova la mossa già vista contro la Lazio. Scocca il 22′ sul calcio d’angolo per il Toro il Napoli non libera, Cerci anticipa il tiro di Meggiorini con una bella girata con il sinistro. Fuori di poco. Al 27′ fallo di mano di Edinson e rigore al Torino! Che brutto ingresso per Cavani. Al 28′ Jonathas fredda Rosati. E’ pareggio 2-2. 

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Ancora errori da parte del Napoli. Clamoroso il fallo di mano di Cavani.  Il Napoli sembra aver perso la testa e ormai si aprono varchi nella difesa partenopea. Al 33′ assist modesto di Cerci, Britos con un errore clamoroso lascia il pallone lì, Meggiorini ringrazia, salta Rosati e mette in rete. Ma incredibilmente al 35′ è  Dzemaili che infila la tripletta.  Il Napoli ritrova la parità.

Al 38′ è Cavani che trova il riscatto personale. Calcio di punizione dal limite e Gillet è bucato. E’ 3-4!

E non è finita al 45′ doppietta Cavani!

Quattro minuti di recupero, ma la partita è chiusa. Incredibili emozioni all’Olimpico, il Torino al 33′ minuto aveva un gol di vantaggio, ora si ritrova con due di svantaggio. La risposta del Napoli al Milan.

Un finale folle, una gran partita, con tanta voglia di giocare da entrambe le parti. Ritmo alto e ribaltamenti di campo con un risultato quasi da set tennistico più che da partita! Grande gara… 

 

Torino -Napoli 1-1 un sogno lungo 90′! Primi 45.

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Come annunciato alla vigilia, Edinson Cavani non scenderà in campo dal primo minuto contro il Torino, ma si è accomoderà in panchina lasciando spazio alla coppiaPandev – Insigne in attacco. Walter Mazzarri ha preferito non puntare sulle qualità dell’uruguayano che non ha potuto effettuare neanche l’allenamento di rifinitura insieme ai compagni di squadra a causa di uno scalo non previsto a Madrid nel volo di rientro dal sudamerica.

Si inizia subito con un prolungato possesso di palla del Napoli che però sembra avere molte difficoltà. Pochi gli sbocchi, quindi si opta per il lancio di Basha per Cerci che controlla non perfettamente e conclude peggio, nessuno problema per Rosati. Un inizio caratterizzato dai lanci lunghi del Toro e Cerci costretto ad accelerazioni continue.

Santana commette fallo, ma cade male e rimane a terra. Si rialza dopo qualche secondo. Nessun problema per lui. E’ il 9′ quando Dzemaili tira una bomba dai  30 metri. Gillet non può nulla, azzurri in vantaggio.

Anche dopo il gol è sempre il Napoli all’attacco, un vero assedio per il Torino che appena può cerca di allontanare la palla dalla propria area.

Al 22′ Pandev ben messo all’ingresso dell’area di rigore, cerca di liberare il destro, non riesce e l’azione si sviluppa con il cross di Maggio e il tentativo di girata volante di Hamsik respinta in angolo.

Al 29′ l’Errore clamoroso di Britos che lancia il contropiede granata, palla che finisce in angolo. Sullo sviluppo c’è il gol del parreggio. E’ Barreto a segnarlo.  Dopo due minuti Mazzarri ancora è furioso con Britos per il grave errore. Il Torino cresce, il Napoli concede ancora un calcio d’angolo, ancora un pericolo: batte Cerci e non arriva nessun granata per un soffio. Corner dalla parte opposta per la deviazione di Gamberini. Al 37′ rigore per il Napoli. Netto fallo di Darmian su Maggio, decisione giusta di Giannoccaro. GIllet para il rigore di Hamsik. Terzo errore sugli ultimi cinque calciati.

Troppi errori in questi primi 45 minuti da parte del Napoli. Una partita iniziata con un gol che avrebbe potuto spianare la strada ai partenopei e si è conclusa con un rigore sbagliato.

La corsa rossonera verso il secondo posto! Chievo-Milan: 0-1

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Nel secondo tempo il Chievo scende in campo schierando Stoian al posto di Guana, molto falloso nella prima ripresa. Nonostante un attaccante in più, la squadra di casa subisce gli attacchi dei rossoneri, fermati però dagli ottimi interventi della difesa avversaria. Il Milan guadagna una punizione al 4′, ma Montolivo calcia sulle mani di Puggioni. Subito dopo una nuova ammonizione per il Chievo: questa volta è il turno di Cofie che prova a fermare Balotelli. Al 7′ Muntari sbaglia la conclusione, imitato dopo due minuti da Andreolli che sfiora il pareggio. La squadra di Allevi comunque continua a controllare il possesso di palla, impensierendo la difesa avversaria. Il Chievo si spinge avanti con Frey che subisce un intervento irruento ma non falloso di De Sciglio: il giocatore viene sostituito con Luciano e la formazione dei veneti si trasforma in un più offensivo 4-4-2. Balotelli non lascia tregua all’estremo difensore avversario e subisce fallo da Cesar, subito ammonito. Al 22′ Robinho, sottotono fino ad ora, ha la sua prima occasione dell’incontro: servito da Muntari, calcia addosso al portiere del Chievo. Tre minuti dopo, il Chievo impensierisce grazie ad un tiro violento ed improvviso di Luciano: Abbiati devia in angolo. Al 26′ arriva il quinto ammonito tra le fila del Chievo: Andreolli commette fallo su Balotelli che un minuto dopo viene fermato da Dramè, ancora dolorante alla spalla per l’intervento subito nel primo tempo, mentre cerca il raddoppio. Poco dopo, Corini termina le sue sostituzioni schierando Pellissier al posto di Paloschi. Puggioni continua la sua splendida partita, difendendo i pali sia dall’ennesimo attacco di Balotelli prima che di Ambrosini poi. Super Mario però non ha intenzione di demordere a costringe Dainelli a stenderlo: seconda ammonizione per lui ed il Chievo resta con 10 uomini. A 10 minuti dal termine del primo tempo, al Bentegodi la pioggia riprende a scrosciare mentre il Milan prova a gestire la partita approfittando anche della prima sostituzione: al 40′ Allegri fa scendere in campo Niang al posto di Robinho. Il Chievo non è però pronto a cedere: ci provano prima Rigoni e poi Stoian. Il primo, trovatosi solo, è costretto a ripartire dalla difesa mentre il secondo viene fermato da Niang. Dopo tre minuti di recupero e l’ennesimo tentativo di Balotelli, l’incontro termina. Il Milan porta a casa 3 punti portandosi, provvisoriamente, al secondo posto, in attesa del posticipo Torino-Napoli.

La corsa rossonera verso il secondo posto! Pt. Chievo-Milan: 0-1

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In un Bentegodi in pessime condizioni a causa della pioggia che da poco ha smesso di scendere, il Milan cerca l’impresa di superare il Napoli, al secondo posto in classifica per sole due distanze, e centrare così la qualificazione immediata alla Champions. Il Chievo di Corini scende in campo con un 5-3-2, contrapposto al 4-3-3 di Allegri che vede la coppia gol Balotteli-El Shaarawy affiancata da Robinho, tornato titolare.

Il Milan parte subito all’attacco con El Shaarawy e Balotelli fin dal primo momento nella metà campo avversaria in cerca di opportunità mentre per il Chievo il giocatore più attivo sembra essere Thereau sempre fermato dalla difesa rossonera. Dopo essere stato steso da Rigoni ed aver ottenuto la punizione, Balotelli riceve un cartellino giallo al 17′ per un fallo su Guana. Al 19′ ci prova Rigoni, lanciando però alto sopra la traversa. Con quest’azione la squadra di casa entra finalmente in partita, senza però riuscire a concludere nei minuti successivi mentre Montolivo riesce nell’intento: al 25′ il Milan passa in vantaggio per una rete a zero dopo una punizione tirata da Balotelli che mette in difficoltà Puggioni costringendolo a respingere centralmente sui piedi del rossonero. Tre minuti dopo primo cartellino per il Chievo: Dramè entra in ritardo su Abate che resta a terra dolorante. La difesa del Chievo si accanisce su Balotelli, l’unico ad impensierire il portiere in questa fase, tanto che Dainelli è il terzo giocatore ammonito al 33′. Al 36′ è invece Dramè a restare a terra a seguito di un intervento di Robinho. Balotelli al 40′ ed al 43′ è pericoloso su punizione, ma ancora Puggioni protegge la sua rete. Con un ultimo tentativo di Thereau, il migliore del Chievo, le sqaudre raggiungono gli spogliatoi.

Quando anche l’espulsione non è una punizione! Il caso Cambiasso

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Rizzoli ha appena fischiato la fine della partita, la Juventus ha superato l’Inter per 2 a 1 a San Siro. Esteban Cambiasso perde la testa ed entra in maniera molto pericolosa sulla caviglia sinistra di Sebastian Giovinco, che finisce a terra dolorante.
Rizzoli estrae il cartellino rosso e il centrocampista nerazzurro capisce subito di averla combinata grossa e chiede scusa platealmente.
Antonio Conte interviene direttamente in campo, abbracciando l’argentino ed evitandogli letteralmente il linciaggio da parte degli avversari.
Questo è quanto avvenuto negli ultimi istanti del derby d’Italia disputatosi oggi pomeriggio a Milano e valido per la 30esima giornata di Serie A.
Il centrocampista interista, entrato a partita in corso al posto di Ranocchia, è apparso uno dei giocatori che più ha sentito emotivamente la gara contro la rivale Juventus. Match che si è giocato in un clima di generale fair play, pur con qualche prevedibile scintilla tra le due squadre (poco prima proprio Cambiasso aveva avuto un vivace ma civile scambio di vedute con l’allenatore salentino).

Il campionato violato: Cagliari-Fiorentina 2-1

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Il Milan non ci sta. Dopo la decisione della Lega già anticipata ma ufficializzata soltanto nel pomeriggio di venerdì) di far giocare Cagliari-Fiorentina a Is Arenas a porte chiuse il club rossonero parla di “campionato alterato” e “si riserva ogni conseguente iniziativa nelle sedi competenti”.  In questo clima si gioca Cagliari- Fiorentina.

Al 10′ sugli sviluppi di un corner, Conti mette in area per Pinilla che di destro batte Viviano: 1-0!  Una partita sicuramente vivace con molte occasioni da una parte e dall’altra, molto imprecise le conclusioni. Subito dopo il gol la Fiorentina ha provato a reagire, ma invano. In particolare al 29′ due calci d’angolo in successione hanno portato al nulla di fatto.

Al 37′ Rigore per il Cagliari! Cuadrado atterra Sau in area: Orsato non ha dubbi e decreta il penalty, ammonendo poi il colombiano. Dal dischetto Pinilla non sbaglia ed è il 2-0!

Risultato a sorpresa dopo i primi 45 minuti di Cagliari-Fiorentina: i sardi sono in vantaggio di due gol grazie alla doppietta di Mauricio Pinilla.

Si riprende a giocare su un risultato che va benissimo alla squadra di casa, che vuole solo conservare il risultato e bucare la difesa viola in contropiede. L’occasione è ghiotta per  Sau che prova un diagonale insidioso e Viviano respinge con i pugni evitando il terzo gol ai sardi.

Accorcia le distanze la Fiorentina al 74′ con il gol di Cuadrado.

l Cagliari batte 2-1 la Fiorentina: brutto colpo per i Viola e che piazza una brusca frenata nella corsa per un posto in Champions League.

Palermo – Roma 2-0 – 2° tempo.

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Primi minuti di ripresa molto confusi fra Palermo e Roma. La partita è complicata per i giallorossi che sono sotto di due reti e ore provano l’attacco che risulta però molto disorganico. al 18′ su punizione di Totti, colpo di testa di De Rossi: sopra la traversa.  Un secondo tempo con la Roma che è sembrata poco convinta di poter rovesciare una partita persa nei primi 45′. Troppa stanchezza e poca lucidità da parte della squadra giallorossa che, a parte qualche fiammata dei singoli giocatori, sicuramente non ha entusiasmato. Al 44′ si sfiora per l’ennesima volta la rissa a causa di Donati che allontana il pallone per ritardare la ripresa del gioco.

Una partita che la Roma  non ha mai giocato, i padroni di casa sono sembrati sin dall’inizio più precisi e sicuramente meno stanchi. I giallorossi non hanno saputo imporre il loro gioco e ben presto sono diventati succubi dei loro avversari.

Genoa-Siena 2-2

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Una vittoria, un pareggio e tre sconfitte. Questo lo score nelle ultime 5 gare del Genoa che senza Vargas (infortunato) e Bertolacci (squalificato) riceve tra le mura amiche del ‘Marassi’ il Siena, in un match valevole per la 30esima giornata della Serie A. Altissima la posta in palio: i rossoblu infatti sono quartultimi con 26 punti, mentre i toscani li seguono a ruota con una sola lunghezza di distacco. Da qui alla fine, ogni passo falso o successo centrato, potrebbe fare la differenza in chiave salvezza.

Al 6′ passa in vantaggio il Genoa con Borriello, Punizione deviata da Della Rocca, Pegolo non può nulla. Ottimo inizio di partita per il Genoa che si porta in vantaggio. Il Siena prova a reagire ma sembra che in questa fase non riesca proprio a rendersi pericoloso. Al 37′, sotto il pressing del Siena ad opera di Emeghara e Rosina, il Genoa si salva con affanno. Al meritato pareggio del Siena con Emeghara che risolve una mischia in area di rigore. Una partita giocata da entrambe le squadre a viso aperto per i primi 45 minuti. Nella ripresa parte subito all’attacco il Siena che al 52′ va in gol col calcio di rigore trasformato da Rosina. L’arbitro aveva concesso generosamente il penalty per una spinta di Bovo su Sestu. Al’81 è di nuovo pareggio. Uscita pessima di Pegolo, cross di Immobile e inserimento vincente di Jankovic. 2 a 2 quando mancano meno di 10′ alla fine.

Il pareggio suona come una vittoria per il Siena e come una sconfitta per il Genoa che aveva dominato la partita, ma, calato nella ripresa, ha consentito al Siena di trovare il gol del pareggio.

La partita del riscatto. Udinese – Bologna 0-0

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Riscatto. Questa la parola d’ordine per Udinese e Bologna che si affrontano oggi al ‘Friuli’. Entrambe le formazioni, infatti, provengono da una sconfitta rispettivamente contro Catania e Juventus. Con il solo Pinzi indisponibile, Guidolin spera nella reazione dei suoi e nella conquista dei 3 punti, anche se l’Europa appare ormai irragiungibile. Animi abbastanza distesi invece tra i rossoblu: la matematica salvezza non è lontana e per il futuro – dopo il rinnovo arrivato in settimana – c’è la certezza che si ripartirà da Pioli. All’andata finì sull’1-1, in virtù delle reti di Diamanti e Di Natale.

Ritmo basso e prime battute che non riescono a delineare la partita. E’ il 17′  quando c’è la buona opportunità fallita da Kone: un quattro contro tre concluso con un tiraccio alto sulla traversa.  Siamo al 20′ quando Pereyra spara in curva un pallone da buona posizione. Poi la partita si fa nervosa e vengono ammoniti Pazienza e Christodouloupos. AL 28′ c’è il palo per l’Udinese: sponda di Maicosuel per Allan. Il tiro del centrocampista è deviato prima da un difensore poi da Curci.  Fino allo scadere del primo tempo c’è da registrare l’assenza assoluta di  visti Gilardino e Gabbiadini, mai coinvolti dai compagni.

Al 43′  c’è il secondo palo per l”Udinese, questa volta è Lazzari a scalfire il legno dopo l”assist di Di Natale. Decisamente meglio i friulani che hanno colpito 2 pali.

La ripresa riprende senza nessuna emozione.

Lentissimo Gilardino nel servire Gabbiadini al 58′ che poteva ritrovarsi solo davanti a Brkic. Va in fuorigioco l’attaccante dell’Under 21. Veramente delle prove opache. Partita che non decolla neppure dopo l’80’. Nessuna azione pericolosa e gioco frammentato.

Una partita che è andata spegnendosi nel secondo tempo, in fondo un pareggio è la soluzione migliore per entrambe le squadre, dispiace solo che non si sia visto un bel gioco in campo e le emozioni siano state veramente poche.

Ultima speranza per gli abruzzesi: Parma – Pescara 3-0

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Dopo lo stop contro la Roma, il Parma di Donadoni è alla ricerca degli ultimi punti necessari per acquisire la matematica salvezza: la simbolica soglia dei 40 punti è lontana solo 5 lunghezze e contro il Pescara i ducali cercheranno di portare a casa il bottino pieno, anche per vendicare la brutta sconfitta dell’andata, quando allo stadio Adriatico il Pescara si impose per 2-0, grazie alle reti di Abbruscato e Weiss. Non sarà facile però per i ragazzi di Donadoni, visto che gli abruzzesi, ultimi in classifica a 21 punti, venderanno cara la pelle, per cercare di strappare punti preziosi per una salvezze che ad oggi appare molto difficile da raggiungere. Non solo, in casa Parma sono numerose le assenze per infortunio, che costringeranno il tecnico dei crociati ad effettuare diversi esperimenti, soprattutto in mezzo al campo.

Donadoni, alla fine, sceglie Sansone e non Belfodil nel tridente con Amauri e Biabiany. Bucchi si affida all”esperienza di Abbruscato in avanti e di Pelizzoli in porta.

Parte bene il Parma. Al 3′ Ninis lancia Sansone, ma la difesa del Pescara sbroglia. Al 19′ c’è il corner battuto di Ninis da destra, Benalouane salta in completa solitudine e non ha problemi a scaricare di testa nel sacco. E’ Sculli, capitano di giornata, a tentare di guidare la riscossa abruzzese. Ma per ora predica nel deserto. Al 31′ l’occasionissima è del Parma. Ma Biabiany non trova la porta nonostante la buona girata. Su un campo reso pesantissimo dalla fitta pioggia, il Parma guidato da un sontuoso Amauri finisce il primo tempo in vantaggio su un Pescara che non si è mai reso minaccioso.

Dopo la pausa le squadre tornano in campo con le stesse formazioni. Parte subito forte il Parma. Kroldrup chiude Amauri in calcio d”angolo.

All’inizio del secondo tempo è il Parma che trova il raddoppio con Paletta. Sinistro rasoterra del centrale del Parma, che si avventa su un pallone vagante in area e batte un incolpevole Pelizzoli.

Al 63′ c’è il palo colpito da Sansone su assist di Lucarelli. Al 66′ il Parma non perdona gol di Amauri in rovesciata. E’ il 3-0. Sul finale è il Pescara che va all’attacco, ma sembra che ormai siano stati chiusi tutti gli spazi.

Una partita che ha regalato grandi emozioni fino al 3 a 0 poi naturalmente la gara si è spenta, con il Pescara che ha provato delle incursioni che non sono mai state pericolose o preoccupanti per la squadra di casa.

Atalanta- Sampdoria 0-0

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Caccia al riscatto nel match pre-pasquale. Questa la strada tracciata da Stefano Colantuono e Delio Rossi, rispettivi allenatori di Atalanta e Sampdoria reduci dalle sconfitte contro Napoli e Cagliari vista la gara rinviata contro l’Inter per quanto riguarda la compagine blucerchiata. “Sarà una partita importante, come lo saranno quelle restanti. Abbiamo l’opportunità per metterci in salvo il prima possibile e poi consolidare questa classifica”, con queste parole Colantuono negli ultimi giorni ha presentato l’arduo impegno dellaDea, col tecnico bergamasco che non si accontenta dunque del buon campionato disputato finora per cercare ulteriori punti utili ad assicurarsi la permanenza in Serie A a stretto giro di posta. Senza particolari problemi la situazione in casa Samp per quanto riguarda la classifica, con Rossi – in attesa di rinnovare il proprio contratto col club ligure – capace di dare una identità di gioco e risollevare la squadra doriana visto l’ottimo lavoro svolto da Natale fino a questo punto della stagione.

S’inizia in un clima teso con Colantuono che manda in tribuna Livaja per motivi disciplinari e rilancia Maxi Moralez, Delio Rossi getta nella mischia Eder al fianco di Icardi.

Al 5′ è l’Atalanta in avanti a sinistra, pallone rasoterra di Del Grosso e conclusione di primissima intenzione di Bonaventura. Un difensore allontana sulla linea. L’Atalanta attacca con convinzione. Batti e ribatti in area doriana, poi c”è un fallo in attacco di Raimondi e l”azione sfuma. L’Atalanta tenta di fare la partita, ma il match dell”Azzurri d”Italia non sta decollando. Al 30′ ci prova ancora l”Atalanta, Denis si avventa su un pallone vagante, ma il suo destro volante sorvola la traversa.

I bergamaschi avrebbero meritato il vantaggio, ma anche la Samp ha avute le sue occasioni che non ha saputo concretizzare. Una partita comunque con un buon ritmo nei primi 45′.

Quando le squadre rientrano in campo è sicuramente più spumeggiante la Sampdoria. L’Atalanta ha speso molto nel primo tempo e sembra pagare un po’ la fatica.

Poche azioni nel secondo tempo e qualche fallo di troppo come quello di  Denis su Palombo al 62′, che l’arbitro grazia non estraendo il cartellino.

Nessuna grande emozione, sicuramente ci si aspettava una partita diversa, ma invece il tecnicismo e la paura di perdere ha influito sulla gara rendendola piatta e poco movimentata a esclusione di qualche bella azione.

La storia infinita dal 1961: Inter-Juve 1-2 – 2° tempo

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Nel secondo tempo nell’Inter esce Alvarez, entra Guarin. Al 47′ Padoin per Matri, cerca in area Quagliarella anticipato. Poco dopo c’è l’ammonizione di Pereira per fallo su Padoin. Poi la punizione battuta da Pirlo, Quagliarella devia di testa, ma il pallone finisce lontano dallo specchio della porta. Al 54′ c’è il pareggio dell’Inter. Cassano suggerisce per Palacio che in corsa stoppa molto bene il pallone e infila Buffon sulla destra. Nella stessa azione, a distanza dal pallone, Chiellini finisce per terra dopo un contrasto con un avversario. E’ il 59′ quando è la Juve  a passare di nuovo in vantaggio. Vidal lancia Quagliarella sulla destra, il quale trova Matri sul primo palo. Il centravanti non sbaglia! E’ 1 a 2! Ma proprio immediatamente dopo il gol Cordoba si fa espellere per proteste. L’Inter ritiene che la rimessa laterale da cui è nata l’azione del gol fosse a proprio favore. Al 66′ sostituzione per i neroazzurri: fuori Ranocchia, dentro Cambiasso. Difesa a 4 per l’Inter. La partita si fa nervosa e 69′ arrivano le proteste interiste per un presunto fallo in area di Chiellini. Che però colpisce il pallone. Sul corner successivo Cassano stoppa di petto e calcia al volo. Buffon blocca. Ritmi alti. Al 71′  l’Inter ormai non ha nulla da perdere e si fa pericolosa, la Juve è in affanno. Al 78′ è sempre la Juve in attacco, dopo essere uscita dalla fase di sofferenza.  All’82’ è Cassano che ci prova, ma  nel tentativo di un dribbling si fa male alla caviglia.  Al 90′ Inter ci vuole credere ancora e va in avanti. Cassano inventa un assist per Guarin in area. Conclusione deviata in angolo. Handanovic fa la punta in area di rigore avversaria. Dopo il fischio finale, al 95′, Cambiasso commette un bruttissimo fallo su Giovinco e viene espulso. Il centrocampista nerazzurro chiede scusa a tutti, anche al collega che resta a terra per qualche minuto.

Una partita piuttosto spezzettata sul finale, con qualche brutto fallo e la stanchezza che lascia il posto al nervosismo. La Juve si assicura sempre di più lo scudetto, anche se gli episodi a fine partita faranno discutere nei prossimi giorni.

Lazio- Catania 2-1

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Divise da soli due punti (erano 8 un mese fa), Lazio e Catania si riaffacciano al campionato col dichiarato intento di provarci fino alla fine nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Ritmi alti nell’avvio di partita. La Lazio attacca mentre il Catania sembra restare nella propria metà campo. Al 16′ C’è la grande occasione per Saha. L’attaccante praticamente a porta vuota calcia fuori.  A parte qualche occasione, nata per iniziativa personale, la partita stenta a decollare e al 20′ del primo tempo il risultato è ancora fermo sullo 0-0. Al 30′ il Catania respira con le ripartenze dei suoi attaccanti, ma la Lazio non ha mai rischiato niente fino ad ora. Grande movimento in campo ma poche azioni pericolose.

Nel secondo tempo la Lazio ricomincia da dove aveva finito: in attacco. Ma è il Catania a passare immediatamente in vantaggio con Izco. La Lazio sembra incapace di reagire al vantaggio del Catania. Al 65′ è degna di nota la gran botta di Hernanes che finisce alta.

E’ il 79′ quando Legrottaglie intercetta un cross di Radu e beffa Andujar. Pareggio della Lazio.

A neppure un minuto dal pareggio arriva il rigore a favore dei biancocelesti. Fallo di Bellusci su Eserson. Dal dischetto Candreva.

Finisce così la partita, piuttosto anomale che ha visto un gran recupero della Lazio nei minuti finali, dopo una partita piuttosto brutta soprattutto nel primo tempo di gara dove era passata anche in svantaggio.

Palermo-Roma 2-0. Addio sogni di gloria per la Roma?

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Il Palermo parte forte, spingendo subito in avanti. Ma al 3′ la Roma ha l’occasione più interessante nata da un calcio d’angolo.Tiro alto per Lamela.

 Totti ci prova dopo 10 minuti abbondanti di gioco con una conclusione di collo esterno. La palla non gira abbastanza. Ma è al 21  che il Palermo si porta in vantaggio. Ilicic stoppa alla perfezione un cross di Miccoli, si libera di Castan e segna con un tiro rasoterra. E solo un minuto dopo il Palermo ha l’occasione per il raddoppio. Tiro pericoloso di Miccoli, Stekelenburg respinge. Al 28′ c’è l’occasione per la Roma. Totti avanza e serve Florenzi. Quest’ultimo crossa rasoterra ma Marquinho stecca la conclusione finale. Al 35′ il Palermo raddoppia. Ilicic serve in area Miccoli che, più rapido di Burdisso, piazza la zampata decisiva. Stekelenburg battuto. Una brutta partita per la Roma che sembra non aver proprio preso le misure. Sul finale del primo tempo vi è l’azione in solitaria di Lamela che serve Marquinho che calcia male al volo di sinistro, molto scoordinato. La Roma proprio non è in partita. Vedremo se ci sarà il riscatto nel secondo tempo.

La storia infinita dal 1961: Inter-Juventus 0-1 primo tempo.

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Rispetto alle ultime indiscrezioni, quelle circolate prima della partita, le novità ci sono. In particolare nella squadra nerazzurra, che schiera la difesa a 3 con Samuel, di ritorno dall’infortunio, titolare. Nei bianconeri, invece, confermata la coppia d’attacco Quagliarella-Matri.

A Milano, sotto una pioggia copiosa, inizia la partita!

Subito in avanti la Juve e al 4′ velo di Matri, tiro dalla distanza di Quagliarella, Samuel devia e il pallone finisce alle spalle di Handanovic. Gol del 0-1 per la capolista. E’ solo Juve in questa fase iniziale, con il cross di Vidal dalla destra. Bonucci colpisce di testa, ma il pallone finisce alto. Al 14′ Buffon respinge il colpo di testa di Palacio, sugli sviluppi del calcio di punizione. Sulla ripartenza Marchisio trova Matri che conclude al volo col sinistro. Mira sbagliata. Al 20′ i ritmi si abbassano, con l’Inter che rinuncia al pressing.

Al 29′ Pirlo trova tutto solo in area di rigore Vidal, che non stoppa bene e facilita l’intervento di Handanovic. Il quale non blocca il pallone e rischia di commettere fallo da rigore sul centrocampista bianconero. Rizzoli lascia correre.  Al 32′ Cassano prova a rendersi pericoloso in area di rigore avversaria, poi sulla ripartenza Pirlo lancia Matri. Handanovic anticipa tutti. Al 34′ calcio d’angolo per l’Inter. Ranocchia colpisce di testa ma non inquadra la porta avversaria. Al 36′ Quagliarella e Matri scambiano al limite dell’area, poi il passaggio per Marchisio è inutile perché il centrocampista è finito in offside.

Finisce il primo tempo con la Juve che sembra amministrare bene la partita, anche se le occasioni di sicuro non sono mancate all’Inter, ma forse serve molta più concretezza sotto porta. Vedremo nel secondo tempo.

E’ LA PARTITA… Grande attesa per Inter – Juve

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Non è “una” partita. È “la” partita. O, come dice Antonio Conte, è «la partita con la P maiuscola». Inter-Juventus è il big match del sabato pasquale del campionato di Serie A. I 3 punti in palio a San Siro, come accade sempre nel post-calciopoli, hanno un valore speciale. La sfida della 30esima giornata può avvicinare ulteriormente la Juventus allo scudetto e può rilanciare le ambizioni Champions dell’Inter di Andrea Stramaccioni. «Sarà una gara molto aperta, nessuno pensa al pareggio, che non serve a noi o a loro», dice Conte, che non ha nessuna intenzione di farsi distrarre dall’imminente impegno europeo. La Vecchia Signora martedì fa visita al Bayern Monaco nell’andata dei quarti di finale di Champions League. «Ho detto alla squadra che questo è un momento importante, in 21 giorni abbiamo 6 partite importanti. Ci siamo conquistati il diritto a disputare queste sfide e siamo in ballo per obiettivi rilevanti», dice il tecnico bianconero. «L’avventura in Coppa è un sogno e come tale va vissuta, sappiamo che è molto difficile realizzare i sogni…Siamo tornati a giocare su livelli molto alti, per traguardi prestigiosi. È una situazione nuova e dovremo essere bravi a gestirla senza fare calcoli particolari: si rischierebbe di entrare in campo con l’approccio sbagliato e di fare danni», ribadisce. Traduzione: a Milano la Juve darà il massimo, anche se in attacco non potrà contare sul febbricitante Mirko Vucinic.

Conte apre le porte all’Inter?

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Alla vigilia della partita con l’Inter, Antonio Conte non si preclude alcun futuro e lascia aperte le strade anche per altre squadre italiane.

«Sono l’allenatore della Juve e il suo primo tifoso – ha detto il tecnico bianconero nella conferenza stampa di stamane a Vinovo – ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l’Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l’ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista»

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