Sandy – Cap XLI

Ottobre 30th:

Le auto diventano gondole a New York City…

Sandy – Cap XL

NEW JERSEY – dichiarato stato di calamità

Dopo New York, ridotta da Sandy ad essere una tragica Venezia, dove lo stato di calamità disposto dal Presidente Obama per rendere disponibili i fondi federali per le persone colpite nelle contee di Bronx, Kings, Nassau, New York, Richmond, Suffolk e Queens, si aggiunge anche il New Jersey. Il crollo della diga e l’inondazione di Moonachie, Little Ferry e Carlstadt ha reso critica la situazione in gran parte dello stato. Ovunque c’è stato il tempestivo intervento dei soccorsi anche se le situazioni in molte zone sono ancora critiche.

Sandy – Cap XXXIX

Newyorkesi in Maschera e pinne!

La MTA – Metropolitan Transportation Authority di New York non sa dire con precisione quando il trasporto pubblico sarà ripristinato in città. Una metro che ha 108 anni e che oggi è percorribile così:

Sandy – Cap XXXVIII

The show must go on!

Fuori sembra un film ma non lo è… Sandy scatena terrore e panico… Ma non è uno spettacolo di Broadway… intanto negli studi televisivi David Letterman continua il suo intrattenimento serale anche se la platea, di solito affollata, è oggi deserta. Qualcosa di apocalittico si respira nell’aria, ma David va avanti e insieme alla sua band sfida anche l’uragano. Irrompe sulla scena Denzel Washington, “only for you, Dave” esclama l’attore. Sul set l’attore ha affrontato diversi tipi di sfida, ma nella vita vera ieri ha dovuto affrontare la “più grande tempesta del secolo”.

 

Sandy – Cap XXXVII

Nord New Jersey si rompe una diga e Moonachie, Little Ferry e Carlstadt vengono inondate. Una dirigente della contea di Bergen, Jeanne Baratta dichiara “Siamo impegnati nei soccorsi, anche se le tre città sono devastate dall’inondazione”.

Sandy – Cap XXXVI

“New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata…” – Woody Allen, Manhattan.
… ma non sarebbe più stata la stessa, non dopo l’arrivo di Sandy. Non il Sandy Bates che Allen impersonava in Stardust Memories, ma l’uragano che ha cambiato l’aspetto della città. Non più una panchina in cui sedersi per ammirare il profilo di Manhattan , non più il Central Park con le sue passeggiate, non più le vie dove si consumano misteriosi omicidi. Case, strade, locali, cinema. Tutto quello che Allen ci ha mostrato per anni ora è intasato d’acqua, di frammenti di vita, di immagini che restano nella memoria.
Una New York che, ad ignorare i rumori, dall’alto ricorda la Venezia set di Tutti dicono I Love You, come se Allen, dopo le sue peregrinazioni europee, avesse voluto portare con sé qualche immagine delle sue locations oltreoceano.
“Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…” -Woody Allen, Manhattan
Bianco e nero, acqua e fuoco, scroscio della natura e silenzi. E’ sempre stata una città di contrasti New York, dove si consumano le solitudini di Un’altra donna e dove solitudini vengono lenite grazie a La dea dell’amore. Dove il passato di Radio Days si mescola alle idiosincrasie moderne di Basta che funzioni. Dove anche un personaggio di finzione può uscire dallo schermo (La Rosa Purpurea del Cairo) e dove ogni giorno si può recitare, o augurarsi di farlo (Broadway Danny Rose).
E’ sempre stata una città dove vivere, in silenzio o urlando, innamorandosi o lasciando, sempre in attesa dell’attimo giusto per ricominciare a sognare.
Allen, ne siamo certi, già chiude gli occhi e sogna New York domani, dopo che l’acqua sarà rifluita, portando con sé le paure e gli incubi. Quel domani in cui New York sarà nuova e sempre uguale a sé stessa:
“ Così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro”. – Woody Allen, Manhattan.

Sandy – Cap XXXV

E la rete si scatena per raccontare “Sandy – la più grande tempesta del secolo,  il terrore della East Coast, il black-out di New York”

Torna l’incubo nell’Aquilano… La stessa notte dell’Apocalisse a New York

Nell’Aquilano torna l’incubo. Dopo il disastro  dell’aprile 2009, stanotte, alle 2,52, la terra è tornata a tremare. L’epicentro del sisma investe i comuni di Barete, Scoppito e Pizzoli. La scala Richter segna 3.6 ancora troppo bassa, fortunatamente per produrre danni. Ma col terremoto non si può scherzare e soprattutto non si può sottovalutare, in un territorio, in cui nonostante l’abbondante normativa, molti, troppi edifici non sono antisismici. E non si vuol capire che il vero nodo,in Italia, non è la produzione di leggi – in molti settori anche invasiva e poco comprensibile – ma la  loro corretta e rapida attuazione.

Può darsi che stanotte si sia trattato di un fenomeno isolato,ma può essere l’inizio di un nuovo sciame sismico che la popolazione, difficilmente può  tornare a sopportare…

Quello che spaventa di più è l’impossibilità scientifica di prevedere i terremoti e anche lo studio del tecnico aquilano Giampaolo Giuliani, che pure aveva fatto per un momento sperare, non ha dato risultati…Forse i suoi strumenti possono avvertire  i movimenti tellurici di un sisma  che agisce a scarsa profondità, ma niente può fare per quelli appena più profondi.

L’unico strumento resta la prevenzione. Ma anche su questo fronte le notizie non sono buone. Le famose “Case a molla”costruite alla periferia dell’Aquila, quelle  che avrebbero ammortizzato e “addolcito” ogni nuova scossa sismica, si sta rivelando, almeno in parte, una truffa. Ad esse Berlusconi aveva affidato la sua immagine carismatica “di Manager dell’Efficienza”, avocando ai poteri dello Stato quella ricostruzione post terremoto che, per legge, spetta alle Regioni. Ma ora si è appena scoperto che almeno 200 degli “isolatori sismici” messi in opera dalla società Alga, quei  grandi piloni posti sotto gli edifici, proprio quelli  che devono assorbire le scosse, sono difettosi e possono crollare di schianto. E  la cosa più grave è che non si sa sotto quali edifici siano stati posti …”a sostegno”.

 

Sandy – Cap XXXIV

La Manhattan di Allen isolata e allagata. Come sarebbe Zelig ora?

Sandy – Cap XXXIII

Il semaforo che dondola nella notte, il vento ceh spazza via e acqua ovunque acqua. E mentre il Presidente Obama dichiara lo stato di calamità per lo stato di New York, Ground Zero diventa una cascata.

Sandy – Cap XXXII

Long Island i soccorsi ci sono ma l’emergenza è tremenda.

Sunset Park fuoco in una struttura.

57th St. feriti e evacuazione dopo la caduta della gru.

Il Bounty che affonda, Chelsea dove crolla la facciata sulla 92th St.

Obama “Dichiara lo stato di grande catastrofe per lo stato di New York”

Questi alcuni dei simboli di Sandy che passeranno alla storia… Ma poi ci sono le storie personali… Di chi ha visto tremare il mondo e di chi, come gli abitanti della Pennsylvania, si prepara a Sandy.

Sandy – Cap XXX

Bloomberg “Stiamo tornando lentamente alla normalità”. Ma resta il peggior black-out dopo quello del 2003, il generatore non ce l’ha fatta e New York è caduta nel buio. 6 vittime accertate solo a New York mentre sale a 17 il numero totale dopo il passaggio di Sandy. Manhattan è isolata e centrale nucleare monitorata nel New Jersey. Affonda il Bounty, 1 morto e un disperso.

Sandy – Cap XXIX

Evacuato ospedale a New York. 200 pazienti, tra cui anche i neonati in incubatrice.  Flagello Sandy non dà tregua.

Sandy – Cap XXVIII

Ed è il primo morto per il Canada, mentre per New York iniziano i bilanci.

Sandy – Cap XXVII

E quando sei in un grattacielo che trema e tutto è allagato intorno a te… Solo allora ti senti un pugile stordito e l’acqua diventa il tuo peggio nemico.

Sandy – Cap XXV

17 Morti. 6,5 milioni senza luce. Incendio a Queens. Sandy e il panico che dilaga.

Sandy – Cap XXIV

Nyt: ‘Il candidato repubblicano vuole privatizzare Fema e passarla ai singoli Stati’

Romney non aspetta che finisca l’emergenza. Preoccupato dei sondaggi che lo vedono sotto di almeno 3 punti percentuali rispetto a Obama, va al contrattacco. Mentre il Presidente salva vite umana, lui cerca la polemica. Un copione già visto in Italia, dall’Aquila a Genova.

Sandy – Cap XXIII

 

11 vittime.  Alberi che cadono e spezzano vite umane. L’appello di Bloomberg “lasciate le strade sgombre per i mezzi di soccorso”.

Si spegne Broadway e si accendono i riflettori sul dramma reale di milioni di americani che rischiano di perdere tutto, tra un Atlatic City che diventa una piscina immensa e New York che vede minacciati i suoi simboli.  E Romney specula sulla Protezione Civile e sui soccorsi.

 

India allerta uragano

E dopo l’America è l’India ad attendere il cilone. E’ stato dato l’allarme per lo stato del Tamil Nadu. La tempesta, con venti a 55 chilometri all’ora, si trova attualmente nella Baia del Bengala, a 200 km del capitale della Tamil Nadu, Chennai. Il ciclone è atteso domani sulla costa indiana.

Terremoto all’Aquila nella notte mentre Sandy imperversa nella East Coast degli States

 

E a  l’Aquila è ancora terrore nella notte. Mentre  New York combatte contro Sandy, in Italia, l’Aquila è scossa da un terremoto di magnitudo 3,6. Nessun danno è stato al momento rilevato, solo paura. New York – Aquila, terrorizzate nella notte.

Spread 30 Ottobre 2012 – Wall Street assediata da Sandy

 

Le borse in Europa aprono con uno spread a 350, con un rendimento 4,99%. Wall Street, il cuore finanziario della Grande Mela oggi si ferma,  dopo che nella notte è stata assediata da Sandy.

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